lunedì 28 novembre 2022

La donna di Einstein - Marie Benedict


Titolo originale: The Other Einstein (2016) 

C'è un personaggio nella vita di Albert Einstein senza il quale la sua storia - e la nostra - non sarebbero quello che sono. Fu il suo più grande amore, ma anche qualcosa di più: la donna che lo ispirò, lo incoraggiò e lo aiutò a concepire quella formula che avrebbe cambiato il mondo. Mitza Maric era sempre stata diversa dalle altre ragazzine. Appassionata di numeri, fu la prima donna a iscriversi a fisica all'università di Zurigo, più interessata a quello che non a sposarsi come la maggior parte delle sue coetanee. E quando a lezione incontrerà un giovane studente di nome Albert Einstein, la vita di entrambi prenderà la strada che era fin dall'inizio scritta nel destino. La loro sarà un'incredibile unione di anime e menti, un amore romanzesco e tormentato, destinato a finire e, allo stesso tempo, a restare nella storia. (goodreads) 

L'autrice dice di aver preso spunto dalla storia di Mileva Einstein e di aver cercato di attenersi ai fatti storici ogni volta che ne fosse possibile, dovendo però fare delle ipotesi su altri. Ad esempio, Mileva non alloggiò alla pensione Engelbrecht quando arrivò a Zurigo. Dei fatti che ha scoperto solo per grandi linee ha dovuto ricreare lei i dettagli. Per esempio, il vero destino di Lieserl è avvolto nel mistero; venne data in adozione o morì? Non si sa realmente. Lo stesso contributo dato da Mileva alla teoria della relatività è in dubbio nella stessa comunità scientifica. 
L'autrice dice che lo scopo di questo libro, che rimane comunque un'opera di finzione, è di narrare la storia di una donna brillante la cui luce è andata completamente perduta nella gigantesca ombra gettata da Albert Einstein. 
Potrei ribattezzare questo libro in "quanto era stronzo Einstein" anzichè "la donna di Einstein" perchè nonostante tutta la storia sia raccontata in prima persona da Mileva, e ci parli di cosa prova, di cosa sogna, di cosa vorrebbe, ecc. alla fine quello che mi colpisce di più è invece la figura di Einstein, e non tanto per la sua brillantezza ma per il suo essere assolutamente egoista, egocentrico, arrogante, totalmente dedito alla propria carriera e alla propria fama, quasi nessun interesse per i figli, una totale mancanza di rispetto per la donna di cui sembrava innamorato fin dai tempi del Politecnico, ma che ha sfruttato fino all'osso, tradito ed umiliato. 
Forse, quello che ci può dire questo libro è che, a volte, quando capiamo di aver a che fare con uomini così, la cosa migliore è tirare fuori un briciolo di orgoglio e lasciarli! Certo erano altri tempi, ma l'infamia del divorzio non è sicuramente peggio di una vita da serva che deve camminare un passo indietro a suo marito! 
Questo libro mi avrebbe dovuto trasmettere la fatica di essere una donna di scienza in un mondo completamente maschile, e invece questa parte c'è ma rimane "piatta". Uno degli avvenimenti più emozionanti è probabilmente l'incontro tra Mileva e Marie Curie, la quale le dice che la sola differenza tra loro due sono state le scelte fatte, e che è sempre possibile fare una scelta diversa (oltre al fatto che il marito della Curie l'ha sempre appoggiata).
La cosa che mi da probabilmente più fastidio, è il fatto che il libro è un ibrido tra verità e fiction. Forse, se fosse stato tutto fiction, con personaggi "liberamente tratti" ma con altri nomi, oppure se fosse stato tutto storico, probabilmente non mi lascerebbe questo senso di disagio che mi lascia. La scrittura è facile e piacevole, il libro scorre, ma tutto il tempo mi sono chiesta "questa cosa è vera o no?" e, alla lunga, mi è diventato fastidioso. 
Interessante, ma... 
Mio voto: 7 / 10

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