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mercoledì 1 marzo 2023

La città degli orsi - Fredrik Backman


Titolo originale: Björnstad (2016) 
Titolo in inglese: Bear town 

"È l'inizio di marzo a Björnstad e non è ancora successo niente. È venerdì e tutti sono in attesa. Domani la squadra juniores del Björnstad Hockey giocherà la semifinale del massimo campionato nazionale giovanile. Quanto può essere importante?" Molto importante, decisivo. Perché Björnstad, la Città degli Orsi, è così piccola e sperduta in mezzo ai boschi che, se non fosse per il suo enorme lago ghiacciato capace di attirare la gioventù dei dintorni, sarebbe un luogo dimenticato da tutti. Ora gli abitanti stanno con il fiato sospeso in vista della semifinale, le speranze e i sogni sono sulle spalle di un gruppo di adolescenti. Una responsabilità enorme, anche troppo. Nel momento di massima tensione le cose precipitano nel peggiore dei modi. La piccola comunità deve affrontare qualcosa di inaudito: una ragazzina è messa con le spalle al muro, l'eroe dell'hockey è accusato di una colpa orribile, il paese intero si scaglia compatto contro una famiglia. All'improvviso, la grande speranza che ha unito gli abitanti della Città degli Orsi si incrina lasciando emergere segreti e rivalità, in una corsa contro il tempo verso un fucile a due canne puntato contro una persona. (goodreads)

Emozionante. Björnstad è una cittadina sperduta nei boschi. L'hockey è tutto ciò che hanno. Una semifinale degli juniores che fa vibrare tutta la città. Ma poi si rompe qualcosa, l'eroe della squadra violenta una ragazza e nessuno in città può credere che lui abbia potuto farlo. Non vogliono vedere i lividi che lei ha addosso, è solo colpa sua, lui non può averlo fatto. Silenzi che sono anche peggio delle accuse, finchè il senso di colpa esplode dentro e l'ultimo della squadra, da sempre innamorato di lei, che ha visto cosa è successo, non ce la fa più e racconta tutto. Ma la gente si divide, tra chi si rende conto che la voce della ragazza avrebbe dovuto fin da subito essere ascoltata, e chi nonostante tutto non vuole vedere. Esplode la violenza che porterà metà squadra ad andare a giocare nella cittadina rivale di Hed. Ma a Björnstad sanno riconoscere quando vedono un orso e la squadra cambierà allenatore ma riprenderà a giocare... 

Vorrei poter raccontare la vicenda nei dettagli, ma non voglio togliervi la sorpresa. Il libro è uno di quelli che non sono riuscita a mettere giù. Intrigante la storia. Tanti personaggi che si intrecciano, ogni tanto ce ne presenta uno nuovo e si aggiunge alla narrazione. E' un po' faticoso all'inizio perchè devi conoscerli tutti, ma poi ti abitui e ognuno ha le sue caratteristiche che poi diventa facile distinguerli. Paragrafi brevi, narrazione incalzante. Bella la descrizione dell'attesa spasmodica della partita e belle anche le descrizioni dei sentimenti delle persone. Quando racconta la partita sembra di essere lì, sembra di essere in campo a prendere gli spintoni degli avversari. Raccapricciante l'atteggiamento di alcune persone che, nonostante tutto, incolpano la ragazza di aver denunciato lo stupro il giorno della finale e non quello dopo, solo perchè potevano vincere. Purtroppo molto attuali gli atteggiamenti che vengono descritti, il crescendo di violenza, il dover per forza trovare un colpevole, quando il vero colpevole viene considerato comunque un eroe. Ma i veri eroi sono quelli che si ribellano alla menzogna. 
Bello, piaciuto tantissimo, davvero pieno di emozione, in particolare nel finale. 
Decisamente diverso dai libri che ho letto finora di Backman, più tetro, più inquietante, assolutamente non ironico. 
Ho scoperto che è il primo libro di una trilogia e, sinceramente, non capisco come può proseguire visto che nel capitolo finale parla di come andranno le cose dieci anni dopo. Credo che sia perfetto così, chiude bene la storia. 
Mio voto: 9 / 10

giovedì 28 luglio 2022

Gli ansiosi - Fredrik Backman



Titolo originale: Folk med ångest (2019)
Titolo in inglese: Anxious people

Di solito andare in cerca di una casa da comprare non è una questione di vita o di morte, ma non sempre le cose vanno come ci si aspetta. E può anche succedere che una rapina in una banca non vada a buon fine e che il rapinatore in fuga irrompa nel primo appartamento che trova. E se proprio in quel momento in quell'appartamento ci sono un sacco di potenziali acquirenti dell'appartamento stesso, la cosa – come potete immaginare – si complica, e non poco. In un attimo essi diventeranno ostaggi e – benché totalmente estranei tra loro – si troveranno a dover condividere un'esperienza potenzialmente terribile. Tra di essi c'è una coppia di pensionati, un ricco direttore di banca, una giovane coppia di donne che sta per avere il primo figlio ma sembra non essere d'accordo su nulla. Se aggiungiamo al mix una ottantasettenne che ha vissuto abbastanza a lungo da non aver paura che qualcuno le sventoli una pistola in faccia, un'agente immobiliare agitata ma sempre pronta a fare un affare, e un uomo misterioso che si è chiuso nell'unico bagno dell'appartamento, be' questo vuol dire che abbiamo a che fare con il peggior gruppo di ostaggi del mondo. Ognuno di loro ha alle spalle una vita di torti subiti, ferite, segreti e passioni pronti a esplodere. E per giunta nessuno di loro è esattamente ciò che sembra essere. E ciascuno di loro, rapinatore incluso, desidera disperatamente essere in qualche modo tratto in salvo. Mentre le autorità e i media circondano i locali, questi coinquilini forzati finiranno per scoprire verità sorprendenti su se stessi e daranno vita a una giornata piena di folli colpi di scena e di eventi inaspettati, che capovolgerà i piani di tutti e mostrerà loro ciò che è veramente importante nella vita. (goodreads.com)

"La verità è che questa storia parla di molte cose diverse, 
ma soprattutto di gente stupida"

Così sembrerebbe. Questo è un libro strano, sia nello stile sia in quello che racconta. Sembra quasi non-sense, assurdo sicuramente. E rimarca più volte che basta solo una idea stupida per combinare un disastro. Ma tutti abbiamo avuto delle idee stupide perchè magari ci troviamo in momenti da cui non sappiamo uscire e l'unica cosa che ci viene in mente è qualcosa di stupido. Tipo rapinare una banca di quelle che non hanno contanti, chiedendo esattamente la cifra per il prossimo mese di affitto; poi scappare via ed infilarsi nella prima porta socchiusa che vediamo e trovarci davanti a persone che diventano i peggiori ostaggi che possiamo trovare. 
Ed anche tutti gli interrogatori che la polizia conduce sono senza senso, con risposte assurde.
Due poliziotti, padre e figlio, che non riescono a parlarsi e che hanno sospesa tra loro la morte della madre (madre del figlio e moglie del padre, ovviamente). 
E' vero, questo libro parla di cretini. O, almeno, così sembra. Finchè non c'è una svolta. Forse il rapinatore non è quello che pensiamo. Perchè poi davvero non voleva cacciarsi in questo pasticcio, ci è finito per disperazione. E un po' alla volta questa diventa l'occasione per tirare fuori dei sentimenti che nessuno è capace di esprimere. Ro è terrorizzata dall'idea di essere una pessima madre. Anna-Lena non vuole continuare a comprare e rivendere case però vuole che suo marito si senta bene. Estelle si sente sola. Molti di questi personaggi sono intrecciati tra loro da un fatto successo dieci anni prima: un uomo è saltato dal ponte che si vede dall'appartamento; il poliziotto giovane non è riuscito ad impedirlo.
Questo è un libro dove sotto la superficialità dei personaggi in realtà si nascondono paure profonde, tormenti interiori per situazioni che non abbiamo potuto cambiare.
Sembra un libro leggero ma è terribilmente denso di significato. 

"Piantiamo un melo oggi, anche se sappiamo che domani il mondo finirà. Salviamo quelli che riusciamo"

"Si dice che la personalità di un essere umano è la somma delle sue esperienze. Ma non è vero, non completamente, perchè se il nostro passato fosse tutto ciò che ci definisce non potremmo convivere con noi stessi. Dobbiamo persuaderci di essere di più degli errori che abbiamo commesso ieri. Di essere anche tutte le nostre scelte, tutti i nostri domani."

Lettura molto gradevole. Piacevole la scrittura di Backman, con uno stile spesso colloquiale. Ad un certo punto mi ha molto commossa. E' stato molto bello capire tutto l'intreccio dei personaggi.

"Abbiamo tutte queste cose in comune e comunque rimaniamo per lo più estranei tra noi, non sappiamo mai cosa facciamo l'uno all'altro, come la tua vita influenza la mia.
Forse oggi ci siamo passati accanto di sfuggita nella calca e nessuno di noi se n'è accorto, le fibre del tuo cappotto si sono intrecciate per un singolo istante con quelle del mio e poi abbiamo proseguito. Non so chi sei."

Piaciuto molto.
Mio voto: 9 / 10

giovedì 8 ottobre 2020

Britt-Marie è stata qui - Fredrik Backman


Titolo originale: Britt-Marie var här - 2014
Titolo inglese: Britt-Marie was here

Britt-Marie ha sessantatré anni, un marito che accudisce con dedizione, una vita da casalinga premurosa con l'ossessione per l'ordine e la pulizia. Ma cosa accadrebbe se scoprisse che il tranquillo Kent la tradisce da anni? Lo lascerebbe. E allora eccola qui, Britt-Marie, sessantatré anni, un po' in ansia per il futuro e un po' in preda alla nostalgia per il buon caffè di casa, mentre si registra (come una criminale!) all'ufficio di collocamento. Ora che vive sola, infatti, teme che, se dovesse capitarle qualcosa di brutto, nessuno se ne accorgerebbe. Meglio avere un lavoro allora. Fosse anche in un paesino sperduto, con un campo da calcio chiuso, una scuola chiusa, una farmacia chiusa, un negozio di liquori chiuso, un ambulatorio chiuso, un negozio di alimentari chiuso, un centro affari chiuso e una strada che porta in due direzioni. Abitato da adulti alcolizzati e ragazzini che passano il tempo giocando a calcio in un parcheggio. Britt-Marie atterra come un alieno nella piccola comunità di Borg, ma i suoi modi burberi e formali, la sua mania per la pulizia conquistano subito gli abitanti. Viene addirittura nominata allenatrice della squadra di calcio. E lei si lascia trascinare, in pochi giorni stringe amicizie e fa molte più esperienze di quante ne abbia mai fatte in tutta la sua vita. Così, quando un tragico evento sconvolge la comunità, Britt-Marie capisce che è venuto il suo momento di combattere. Dopo lo scorbutico e adorabile Ove, il protagonista del suo romanzo d'esordio che ha appassionato milioni di lettori, Fredrik Backman crea un altro memorabile eroe. Britt-Marie è stata qui è la storia di una trasformazione, di una donna e di un'intera comunità. Il racconto divertente e toccante su come anche la più burbera delle persone possa rivelarsi tenera e amorevole, e possa lasciare il segno nella vita degli altri, facendo ricordare per sempre di "essere stata qui". (ibs.it) 

Ho adorato il precedente libro di Backman. Ove era un vecchio brontolone dal cuore tenero, il romanzo mi era piaciuto tantissimo. Ammetto di aver scelto questo libro perchè mi completava due sfide, la color coded per le sfumature di verde e soprattutto la Bechdel della popsugar. 
Diciamocelo, Britt-Marie è una ca*acaz*o. E' una maniaca compulsiva del pulito, che non giudica gli altri no no. Mi ci è voluto quasi mezzo libro per entrare in sintonia con lei. Forse perchè Backman ha veramente calcato la mano sulle sue manie. E' molto triste il bagaglio che si porta dietro, veder morire la sorella in un incidente d'auto e sentirsi abbandonata completamente dalla madre. Innamorarsi di un uomo che la tradiva, sposarne il fratello che sembrava amarla e che invece la tratta come una schiava (oltre a tradirla). Aver paura di morire senza che nessuno si accorga di te. In effetti, su quest'ultima cosa ci sto molto male anche io.  
E' molto bello il percorso di crescita che fa. Libera da ciò che la incatenava, Britt-Marie finalmente può scoprire il suo lato tenero, in una comunità dove troppa gente si è arresa.  Mi è piaciuto molto il rapporto col ratto, a cui lei prepara gli snickers sul piattino in modo che non vada a mangiare in giro per il centro ricreativo. 
Mi chiedevo cosa avrebbe fatto nel finale. Non avevo considerato quello che ha deciso di fare. In effetti, per una volta ha scelto di mettersi al primo posto. "Ha!" 
Lettura piacevole ma un pelino lenta nella prima metà. 
Mio voto: 7 / 10 

lunedì 12 febbraio 2018

L'uomo che metteva in ordine il mondo - Fredrik Backman


Titolo originale: En man som heter Ove - 2012
English title: A Man Called Ove

Ove ha 59 anni. Guida una Saab. La gente lo chiama "un vicino amaro come una medicina". Solo perché non si aggira con un sorriso stampato sulle labbra? Non esattamente. Ove ce l'ha un po' con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l'auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato che continua a fare la pipì davanti a casa sua. Ogni mattina alle 6.30 Ove va a fare la sua ispezione poliziesca nel quartiere, affinché le regole siano rispettate. Ma il mondo è talmente indisciplinato e privo di senso che Ove decide di farla finita. Ha preparato tutto nei minimi dettagli: chiuso l'acqua e la luce, pagato le bollette, sistemato lo sgabello... Ma... anche in Svezia accadono gli imprevisti che mandano a monte i piani. In questo caso è l'arrivo di nuova famiglia di vicini che piomba accanto a Ove e subito fa impazzire tutta la sua vita regolata. Tra imprevisti e disagi, Ove non solo riuscirà a farsi inaspettatamente degli amici, ma anche a capire che questa vita imperfetta, caotica, ingiusta non è poi così male.


Non credo di aver mai letto un libro che mi ha fatto tanto ridere quanto piangere, come questo. Sì perchè in queste pagine abbiamo dei momenti di incredibile ilarità alternati a momenti veramente tristi.

"La morte è una cosa curiosa. Viviamo tutta la vita come se non esistesse, ma il più delle volte è una delle ragioni in assoluto più importanti per vivere. Alcuni di noi ne diventano consapevoli così in fretta che vivono più intensamente, più ostinatamente, e in maniera più furiosa. Altri necessitano della sua costante presenza per sentirsi vivi. Altri ancora finiscono per accomodarsi nella sua sala d’attesa molto tempo prima che lei abbia annunciato il suo arrivo. La temiamo, eppure la gran parte di noi teme soprattutto l’eventualità che colpisca qualcun altro, qualcuno a cui vogliamo bene. Perché la più grande paura legata alla morte è che ci passi accanto. Che si prenda chi amiamo. E che ci lasci soli."

Ove è rimasto vedovo da sei mesi, ma non ce la fa a sopportare questa vita di solitudine. Ed oltre a questo, in ufficio lo hanno prepensionato, giustificando che ora potrà avere del tempo per sè. 
Ove ogni giorno si reca alla tomba di Sonja e le dice che sta per raggiungerla. Ma ogni giorno succede qualcosa per cui, in qualche modo, Ove viene fermato nel suo intento.
Nella narrazione si passa spesso dal presente al passato, ai ricordi di quando c'era Sonja e la vita aveva un significato.

"Ove le aveva costruito una libreria, che lei aveva riempito pagine e pagine di emozioni. Ove s'intendeva di ciò che poteva vedere e toccare. Calcestruzzo e cemento. Vetro e acciaio. Attrezzi. Cose che si potevano calcolare. Capiva gli angoli retti e le istruzioni chiare, i modelli delle costruzioni e i progetti. Le cose che si potevano disegnare sulla carta. 
Era un uomo in bianco e nero. 
E lei era il colore. Tutto il suo colore"

Ma forse il problema non è la vita, è che Ove è un uomo che non vuole guardare avanti. Per Ove tutto ha un suo scopo, una sua funzione, una sua routine; ci sono regole e vanno rispettate. Ora che sua moglie non c'è più e che non ha nemmeno più una funzione lavorativa, Ove vuole semplicemente raggiungere la moglie, senza lasciare debiti nè situazioni indefinite.
Per fortuna, nella sua vita irrompe Parvaneh, una donna incinta mediorientale sposata con un pasticcione e con due bambine di 3 e 7 anni. E poi un gatto spelacchiato che segue Ove dovunque vada. E altri personaggi che, a poco a poco, fanno breccia nella dura corazza di questo uomo tutto d'un pezzo.
Questo è un romanzo che, con toni divertenti, parla di solitudine, di malattia, di diversità, di ingiustizie e di come queste possano essere superate con l’amicizia e l’affetto. E questo aiuto può arrivare anche dalle persone più impensabili.
La cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è che Ove sembra avere chissà quanti anni, mentre ne ha solo 59, non è così vecchio come potrebbe sembrare dalla storia.
Gran bel libro.
Mio voto: 9 / 10