martedì 30 agosto 2022

Seconda chance - James Patterson + Andrew Gross


Titolo originale: 2nd chance (2002)

Un delitto è sempre orribile. Ma se a morire è una ragazzina undicenne, di colore, colpita apparentemente per puro caso, allora una cappa nera di odio rischia di avvolgere l’intera comunità e di suscitare un’irrefrenabile sete di vendetta. E infatti gli occhi di tutta San Francisco sono puntati sul tenente Lindsay Boxer, capo della Squadra Omicidi: è sua la responsabilità di trovare l’assassino, il pazzo che ha sparato dozzine di pallottole contro la La Salle Heights Church, uccidendo però soltanto la piccola Tasha Catchings. Ma Lindsay, senza indizi concreti né piste valide, brancola nel buio e, contro ogni logica, si aggrappa a un’intuizione: forse il movente di quell’omicidio non è l’odio razziale, bensì un impulso oscuro, più sfuggente e quindi molto più pericoloso. E sa pure che c’è un’unica strada per dare corpo a quella sua idea, cioè chiedere aiuto al Women’s Murder Club, formato da lei e dalle «tre menti più acute e brillanti della città»: il medico legale Claire Washburn, il sostituto procuratore distrettuale Jill Bernhardt e la giornalista Cindy Thomas. Unite da un patto di amicizia e di collaborazione, le quattro donne scandagliano ogni pista e ogni sospetto, ignare del fatto che le loro indagini rischiano di portare alla luce un segreto destinato a sconvolgere anche la loro vita privata, cambiandola per sempre. Perché qualcuno, nell’ombra, le sta osservando, in attesa di una seconda chance, e non si fermerà davanti a nulla pur di cogliere quell’opportunità... (ibs)

Devo dire che mi è proprio piaciuto questo romanzo. Una bella trama, avvincente, capitoli brevi che danno molto brio alla lettura. Forse mi è piaciuto più del precedente, tanti morti ma le descrizioni sono meno truculente. Infatti, la ragazzina di colore è solo il primo degli omicidi (anzi, il secondo, in realtà), ce ne saranno diversi e tutti sembreranno portare verso la matrice razzista. Tuttavia, hanno un qualcosa che li unisce. Una bella attività di investigazione da parte della detective Boxer ed un bel colpo di scena verso il finale. Ecco, il finale è un po' molto cinematografico, ma va beh...
Spero che nel futuro Lindsay possa ricucire le ferite con suo padre, è una figura che mi è piaciuta molto. 
Credo che, un po' alla volta, me la leggerò tutta questa saga...
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Serie "Women's murder club":
2 - Seconda chance (2nd chance)

giovedì 25 agosto 2022

Appuntamento in riva al mare - Ali McNamara


Titolo originale: Secrets and seashells at rainbow bay (2019) 

Amelia è una madre single che fa del suo meglio per prendersi cura del figlio, il piccolo Charlie. Nonostante qualche difficoltà economica, la sua vita procede senza particolari scossoni. Almeno fino a quando non scopre di essere l’ultima discendente della famiglia Chesterford, erede di un meraviglioso castello in riva al mare. Superato lo shock iniziale per la notizia, Amelia non riesce a credere alla propria fortuna, ma presto si rende conto che la faccenda non è semplice come aveva immaginato. Tanto per cominciare l’eredità non risolverà come per magia tutti i suoi problemi economici: la proprietà non si può vendere, perché i termini dell’antico lascito obbligano l’erede dei Chesterford ad abitare lì e lavorare alla manutenzione della residenza di famiglia. Dopo aver soppesato i pro e i contro, Amelia decide di trasferirsi sulla bellissima costa del Northumberland e, con l’aiuto di tanti amici, si rende conto di essere finalmente pronta a iniziare una nuova vita. E chissà che l’incontro con Tom, un affascinante restauratore di mobili, non sia il lieto fine che Amelia stava aspettando… (goodreads)

Un libro che è esattamente quello che ti aspetti e che stai cercando! Avevo bisogno di qualcosa di romantico e che mi facesse sognare, e questo libro ci è riuscito. La trama è molto da favola, Amelia, nei guai fino al collo, eredita un castello. Non solo. L'intero paese è contento che finalmente al castello venga data un po' di vita. Addirittura i fantasmi che lo abitano sono contenti della nuova proprietaria. Tutto molto ottimistico, ciò di cui adesso avevo bisogno.
Poi c'è una parte di mistero (su cui avevo fatto un paio di ipotesi, entrambe sbagliate..) che si risolve nel finale. 
E' una lettura che mi è piaciuta molto. Rasserenante, avvincente, un po' magica. La protagonista è una persona normale con intorno delle persone normali che sanno fare gruppo. Mi è proprio piaciuto il clima che l'intera storia crea.
Mi è piaciuta la scrittura di questa autrice, che non avevo ancora letto. Ammetto che finivo un capitolo e ne cominciavo subito un altro. 
Molto molto piacevole.
Mio voto: 8 / 10

martedì 23 agosto 2022

Sofocle. Antigone e la sua follia - Eugenio Borgna


Titolo originale: Sofocle. Antigone e la sua follia (2021) 
 
"Per me, avere questa sorte non è dolore; ma se il figlio di mia madre, morto, avessi lasciato insepolto cadavere, di quello avrei sofferto: di questo invece non soffro. E se sembra che io ora agisca da folle, questa follia la devo, forse, ad un folle. Non sono nata per condividere l'odio, ma l'amore". 
È saggezza o follia quella di Antigone, che seguendo le leggi non scritte degli dei si ribella alle leggi scritte della città e per questo è condannata a una morte atroce? Una tragedia intessuta di angoscia, percorsa da una fortissima tensione emozionale, costellata di snodi terribili e febbrili che oggi può ancora parlare alla coscienza di ciascuno di noi. I temi della solitudine e della morte, della disperazione e del lutto, della violenza e della condanna, della potenza della parola e del silenzio, del dissidio tra la legge e la coscienza, sono anche i drammi brucianti della vita di oggi. Un interprete sensibilissimo della nostra psiche discende negli abissi più remoti dell'interiorità, faccia a faccia con i suoi spettri e le sue ombre, per dare voce ancora una volta alla sofferenza di ogni essere umano. (ibs)

L'autore riflette sulla tragedia di Antigone, facendo spesso dei parallelismi col suicidio di Simone Weil e col sacrificio di Giovanna d'Arco.
Non conoscevo la storia di Antigone (peraltro, l'intera tragedia è riportata nella seconda parte del libro).
L'autore è uno psichiatra, e prova a rileggere la tragedia con gli strumenti della psichiatria. Lui stesso dice che ha cominciato a scrivere questo libro senza sapere dove avrebbe portato. Ecco, la sensazione è proprio quella: a parte alcune riflessioni interessanti sul trasgredire le regole, sul dolore di veder straziato il corpo del fratello, sulla paura che precede la sentenza di morte, il libro sembra un po' tirato per le lunghe. Oltretutto, non è di facilissima lettura perchè lo stile narrativo è piuttosto forbito.
Ho gradito molto che all'inizio viene fatto un riassunto della storia di Antigone, e ho anche gradito che alla fine sia riportata l'intera tragedia così non sono dovuta andare a ricercarla. 
Mio voto: 7 / 10

Stupor mundi. Storia del Mediterraneo in trenta oggetti - Paolo Giulierini


Titolo originale: Stupor mundi. Storia del Mediterraneo in trenta oggetti (2021)

«Uno straordinario viaggio nel Mediterraneo antico, tra popoli e civiltà scomparse. Un esempio di quanto sia prezioso il patrimonio silenzioso dei nostri musei» - Alberto Angela

Quella del Mare Nostrum è dunque una storia che ci parla tanto di noi italiani quanto del nostro rapporto con gli "altri"; un rapporto testimoniato dalle cronache e dai documenti, ma soprattutto dagli oggetti che hanno attraversato i flutti del tempo. Perché gli oggetti persistono, resistono, superano le nostre esistenze e si presentano secoli dopo come testimoni di un tempo che fu. A raccontare la loro storia a chi è capace di farli parlare. Paolo Giulierini, archeologo e direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ha scelto dall'imponente collezione del museo trenta di questi oggetti emblematici, per raccontarci come nasce la grande bellezza italiana. Un percorso tra statue, affreschi, collane, vasellame, maschere, bronzi... resti di esistenze passate capaci di farci viaggiare da Troia a Samarcanda, dall'Egitto a Cartagine, da Pompei a Creta; attraverso il mito e attraverso la storia, da Achille a Medea, da Alessandro Magno ad Augusto e Tiberio. L'obiettivo, come dice Giulierini, è tornare a «stupirsi di quanto, dietro alle apparenti diversità, ci sia un'umanità accomunata dalla voglia di crescere, di migliorarsi». E così riscoprire qualcosa di noi e della nostra cultura, già globale quando ancora non poteva nemmeno dirsi «italiana», per provare a capire dove stiamo andando. (ibs.it)
 
Attraverso trenta oggetti (di cui c'è l'immagine), conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Giulierini (direttore del museo) fa un enorme excursus storico delle popolazioni che hanno abitato il mediterraneo; usi, costumi, storia, avvicendamenti, religioni, che si sono scontrati e mescolati nei secoli. (Peraltro ero rimasta un po' perplessa dal fatto che nei primi capitoli parla di Cina ed India...)
Moltissimi i riferimenti ai miti greci e romani.
Giulierini ha sicuramente il pregio di non dilungarsi noiosamente su inutili dettagli, e di rendere interessante e completo il racconto. Il libro si legge bene, ha uno stile discorsivo molto gradevole. Nel finale del libro ci sono alcune pagine di consigli di lettura per approfondire.

" Percorrere questi itinerari è un piccolo modo per comprendere come l'unico antidoto possibile al virus della diffidenza sia la cultura che i musei, come le scuole, hanno il dovere non di "preservare", ma di trasmettere "criticamente" ".

Mio voto: 7 e mezzo / 10

lunedì 15 agosto 2022

Quando nascono i desideri - Lucy Dillon


Titolo originale: A hundred pieces of me (2014)

Una lettera scritta dall'unico uomo che abbia sempre amato. Una copia di "Piccole donne", il suo libro preferito quand'era bambina. Un vaso di vetro, che riflette la luce anche nelle buie giornate d'autunno. Le mani di Gina si soffermano con tocchi delicati sugli oggetti che fanno capolino dagli scatoloni. Accanto a lei Buzz: due dolci occhi marroni, una coda che sembra non voler mai stare ferma, quattro zampe che mettono confusione e allegria ovunque. Seduta nella sua nuova casa, Gina sente un timido sorriso affiorarle alle labbra. È il primo giorno della sua nuova vita. Dopo il fallimento del matrimonio con Stuart, Gina ha deciso di non voltarsi indietro e di guardare al futuro. Ha lasciato il marito, cambiato casa e deciso di mettere in vendita o dare in beneficenza tutti gli oggetti della sua vita precedente. Proprio così, cercando di disfarsi di una bicicletta, un po' per fortuna un po' per caso, ha trovato Buzz. E Buzz ha trovato lei. Un nuovo amico che, giorno dopo giorno, riesce a riempire il vuoto che si era creato nella sua vita. Che riesce a farle capire quanto siano preziose le piccole cose che la circondano. E quando il suo lavoro di restauratrice le offre l'occasione che da sempre aspettava, Gina trova finalmente il coraggio di aprire il suo cuore alla speranza e, forse, anche all'amore. Ma se è vero che i desideri si esprimono solo a occhi chiusi, le servirà tutto il fiuto di Buzz per orientarsi tra i mille imprevisti della sua nuova vita. (ibs)

Parto dal titolo. Non capisco perchè in italiano sia stato tradotto in questo modo, quando il vero titolo sarebbe (circa) "cento pezzi di me", che sarebbe molto più adatto a quanto poi trova svolgimento nel libro. Infatti, i cento pezzi richiamano sia l'iniziale impresa di Gina di salvare solo cento oggetti tra tutti quelli che si è resa conto di aver accumulato negli anni, sia il fatto che ad un certo punto Nick le suggerisce, invece, di scattare cento immagini di cose che la rendono felice. Quindi i desideri non c'entrano nulla, ma proprio nulla.
Le "zampe che mettono confusione", anche quelle non ci sono, perchè Buzz è un timidissimo levriero, abbandonato più volte, probabilmente maltrattato perchè non sapeva correre, e in casa fa di tutto per rannicchiarsi e rendersi invisibile, altro che creare confusione.
Ultima critica che faccio alla casa editrice: bellissima la copertina, è ovviamente una delle cose che mi ha attirato, ma perchè MAI nel libro si parla di un levriero e in copertina mi mettete un bassotto? (o comunque non un levriero...) Mah.

Dette queste tre cose, amo i libri di Lucy Dillon ma questo mi mette in difficoltà. E' un libro che non ha la leggerezza degli altri che ho letto finora, ha molte cose dentro e procede molto molto lentamente (il levriero salta fuori a metà libro, per esempio).
Ogni capitolo parte con la descrizione di un oggetto che Gina tira fuori da uno scatolone e che le ricorda qualcosa. Quindi la prima parte del capitolo è un flashback nel passato di Gina, da quando andava a scuola, a quando ha incontrato Kit (il suo grande amore), a quando ha incontrato Stuart, poi ritorna a Kit per spiegare finalmente cosa è successo che li ha fatti separare. Nella seconda parte del capitolo c'è la storia attuale di Gina e di come si rende conto che Stuart non è il marito che avrebbe voluto; lui è stato una roccia nel periodo in cui lei ha lottato contro il cancro, ma il matrimonio si è lentamente logorato, finchè lui ha trovato una donna più giovane. Ma la verità è che Gina ha sempre pensato ad un altro, era un matrimonio (affrettato per via del cancro) che si trascinava da tempo. Nella nuova casa decide di diventare una persona nuova, che non accumula soprammobili o ricordi di viaggio ma che vuole rimanere essenziale. Un viaggio nei ricordi che compie svuotando gli scatoloni. Contemporaneamente, il lavoro le porta una nuova sfida, che è quella di restaurare la villa dei suoi sogni. 
L'entrata in scena del levriero è molto triste. Il cane probabilmente era stato destinato alle corse ma si era rivelato scarso, quindi se ne sono disfatti. E' stato abbandonato da Gina in cambio di una bicicletta. E' un cane che ha paura degli uomini e che fa di tutto per non dare fastidio a Gina, finchè ovviamente ad un certo punto lei riuscirà a conquistare la sua fiducia e decide di adottarlo (con grande gioia di Rachel, che è sempre quella del rifugio degli altri libri).
Forse mi aspettavo un finale diverso. Al di là che pensavo fosse un libro più leggero, più basato sul rapporto tra lei e il cane, mentre qui il cane è molto in sottofondo mentre è tutta la sofferenza di lei che viene sviluppata, quando sono arrivata alle ultime pagine, non me lo aspettavo. Mi è anche parso un po' frettoloso come vengono sistemate alcune vicende (Nick, la madre, il padre, l'incidente).
Un libro gradevole, forse tirato un po' per le lunghe, che comunque si legge bene perchè lei scrive bene. Però, boh, mi lascia un sentimento strano addosso.
Mio voto: 7 / 10

lunedì 8 agosto 2022

Le notti bianche - Fëdor Dostoevskij


Titolo originale: Белые ночи (1848)
Titolo inglese: White nights

Un giovane uomo, di cui non conosciamo il nome, vive isolato e non ha amicizie. Durante una passeggiata notturna sul lungofiume incontra Nesten'ka, una ragazza di diciassette anni. L'uomo è un sognatore, un solitario, distaccato dal mondo in cui vive, e questo incontro fa nascere in lui per la prima volta un sentimento reale. Le notti bianche di San Pietroburgo, in cui la luce non sembra mai tramontare, fanno da sfondo alla loro sofferta storia d'amore, un breve risveglio nel vuoto di un'esistenza non vissuta. (Giunti.it)

"Il cielo era talmente pieno di stelle e luminoso che a vederlo veniva da chiedersi: com'è possibile che sotto un simile cielo vivano tante persone colleriche e capricciose?"

Siamo a San Pietroburgo. Un uomo ha sempre vissuto in solitudine e, ad un certo punto, questa cosa comincia a preoccuparlo. Nella sua esistenza da sognatore, all'improvviso compare Nasten'ka, una diciassettenne che sta piangendo per essere stata abbandonata dall'uomo che ama. Sarà lei ad offrire al sognatore alcuni scampoli di vita vera, finché una sua lettera, con l'annuncio delle proprie nozze, non lo "risveglierà" per riportarlo al suo destino di illusioni.
Il libro si svolge su quattro notti, ed è praticamente un grande dialogo tra di loro, dove ognuno parla all'altro di sè. Nasten'ka gli confessa l'amore che prova per questo uomo con cui dovrebbe sposarsi ma che non si è presentato al loro appuntamento. Il sognatore pensa allora di potersi "sostituire" a lui, credendosi innamorato di lei, ma le cose finiranno diversamente.
La storia in sè non mi è dispiaciuta, alla fine si tratta di due persone che si incontrano e si conoscono, confidandosi i propri tormenti. I dialoghi però, boh, sono un po' sciocchi, non saprei come altro definirli.
Sono molto belle invece le prime pagine in cui lui va in giro da solo per la città e parla dei sogni, del fatto che ha un rapporto speciale con le case e i palazzi che vede. Dopo la storia è proprio triste, lui finalmente trova una ragione per uscire dai suoi sogni e poi ci viene risbattuto con forza. La ragazza l'ho trovata molto frivola. Non so se, attraverso il comportamento di Nasten'ka, l'autore ci voleva dire altro, lei mi è risultata fastidiosa. Da lodare lui che, nonostante tutto, non la odia ma le augura di essere felice.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

sabato 6 agosto 2022

Il giardino e la luna. Arte dell'Ottocento dal romanticismo all'impressionismo - Marco Goldin


Titolo originale: Il giardino e la luna. Arte dell'Ottocento dal romanticismo all'impressionismo (2021)

Marco Goldin continua la sua ricognizione critica e storica sull'arte internazionale del XIX secolo in una inedita storia dell'arte dell'Ottocento, tra Europa e America, costruita inseguendo il tema, decisivo, della natura. Il libro parte dalla straordinaria stagione romantica, tra Germania e Inghilterra, da Friedrich a Turner a Constable, ma è la Francia a restare il cuore dell'arte del secolo, con Corot, Millet e la scuola di Barbizon, esperienze che aprono alla nascita dei vari realismi e al rapporto con la fotografia, così vicina alla pittura. Il viaggio prosegue in America, con gli affascinanti pittori della Hudson River School, da Thomas Cole a Edwin Church, ma anche con l'impressionismo a stelle e strisce e con Winslow Homer, un autore che precorre le atmosfere sospese di Hopper. Quindi il magico e incantato realismo di Scandinavia, con incursioni nel centro e nell'est dell'Europa. Fino ad entrare nell'impressionismo, in un'ampia ricostruzione sia storica sia artistica: il conflittuale rapporto con il Salon, le otto mostre impressioniste dal 1874 al 1886, i grandi pittori che ne hanno decretato il successo, da Monet a Renoir, da Cézanne a Degas a Manet, vero anticipatore. Marco Goldin racconta l'arte dell'Ottocento tra arte, storia e suggestioni letterarie, da T.S Eliot a Parise, dà voce agli artisti più celebrati e illumina le parti molto meno frequentate, ma ugualmente splendide, di questo "secolo della natura". (ibs)

Interessante ricostruzione storica sull'arte dell'Ottocento in Europa e in America, piena anche di immagini dei dipinti citati. Il tutto è molto concentrato sul discorso della rappresentazione della natura nell'arte e su come questa rappresentazione è mutata nel corso del secolo.
Ho trovato abbastanza inutili le ultime 30/40 pagine in cui tratta della rappresentazione della natura in letteratura, attraverso tre autori da lui molto apprezzati (T.S. Eliot, Bertolucci, Parise). Le ho trovate un po' fuori contesto (se non per il fatto che trattano di natura) e mi hanno appesantito una lettura che già si concludeva perfettamente col capitolo precedente.
La lettura è stata abbastanza scorrevole, anche se non particolarmente facile, molte cose non le conoscevo e mi interessava l'argomento. Un libro da seguire un po' con attenzione, godendosi molto le immagini.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Lucrezia. Vita e morte di una matrona romana - Mario Lentano


Titolo originale: Lucrezia. Vita e morte di una matrona romana (2021) 

In un giorno di febbraio del 509 a.C. Sesto Tarquinio, figlio del re Tarquinio il Superbo, si presentò a casa della bellissima Lucrezia, di cui da tempo si era invaghito; accolto dalla donna, moglie del suo congiunto Collatino, a notte fonda abusò di lei, quindi rientrò nell'accampamento dal quale si era allontanato qualche ora prima. Quella violenza mise in moto una catena di eventi che condusse nel giro di pochi giorni al suicidio della matrona e alla rivolta popolare destinata a porre fine al regime monarchico. Protagonista suo malgrado di un evento epocale, icona di fedeltà coniugale e insieme donna capace di decidere della propria vita e della propria morte, Lucrezia diventava così l'eroina più significativa della tradizione leggendaria romana, che continuò instancabilmente a narrarne la vicenda e la consegnò in eredità alla cultura delle epoche successive. Questo libro racconta la sua storia. (ibs.it)

Questo libro parte da una vicenda storica, tramandata nei secoli (lo stupro di questa matrona e il suo suicidio) ma non è realmente una biografia. E' una ricostruzione di cosa può essere successo in base al modo di vivere del periodo. Si tratta di una serie di congetture su come si può essere svolta la vicenda e una riflessione sulle conseguenze. Il libro in realtà, da questo spunto, si allarga a spiegare i costumi dell'epoca. Ci spiega la differenza terminologica tra stupro e adulterio. Ci spiega l'importanza del nome come elemento identificativo della famiglia (con la citazione a Romeo e Giulietta, quando lei chiede a lui di rinnegare il suo nome). Fa un salto indietro alla storia di Tarquinio il Superbo e alla furbizia di Bruto (indugia molto sulla biografia di Bruto). Bruto non si capisce bene se sia davvero lo zio di Lucrezia, oppure un amico del marito o altro. Vengono fatte tante citazioni e rinvii a fonti storiche e a leggende del periodo.
C'è una disamina del suicidio secondo Seneca, i Romani e Agostino. C'è una lista di scritti e di opere d'arte in cui viene citata Lucrezia: Petrarca, Shakespeare, Tiziano, Tintoretto (Lucrezia nell'arte, nell'opera, nella letteratura, nella pittura). Infine ci sono una decina di pagine di riferimenti bibliografici.
A mio parere, il problema di questo libro, che si propone come un saggio, è che si allarga troppo dall'argomento principale, cioè la vita di questa Lucrezia, parlando di tutta la storia romana e non solo. Oltretutto, quello che mi lascia un po' perplessa (proprio perchè saggio e non narrativa) è che quasi tutto di ciò che viene scritto su Lucrezia è frutto di ipotesi.
Sinceramente ho trovato delle pagine interessanti ma altre un po' noiose. Non mi ha fatto impazzire.
Mio voto: 6 e mezzo / 10