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martedì 2 giugno 2026

Miele amaro. La cuoca Katharina e l'eredità pericolosa - Brigitte Glaser


Titolo originale: Bienen-Stich (2009)

Maledetta scala. Una brutta caduta e l’amatissima zia Rosa se n’è andata per sempre. Katharina non la vedeva da dieci anni, colpa di uno stupido litigio. E adesso che Rosa le ha lasciato in eredità tutti i suoi beni, il dolore per la sua morte si impasta al senso di colpa. Il mesto ritorno a Fautenbach, nella Foresta Nera, sarà però costellato anche da inquietanti rebus. Il terreno ereditato dalla zia è al centro di un ambizioso progetto edilizio che fa gola a molti agricoltori della zona. Eppure zia Rosa non ne voleva sapere di venderlo. Le arnie delle api che allevava con tanto amore sono tutte vuote. E cosa c’entrava Rosa con gli scatenati ambientalisti della Guerriglia del mais? Ma soprattutto, che cosa ci faceva la zia su quella scala, lei che aveva giurato di non salirci mai più dopo una noiosa frattura? (goodreads)

Volevo assolutamente recuperare questo libro che ho saltato nella seria della cuoca tedesca.
In questo romanzo Katharina ha poco a che fare con la cucina, poichè è interamente ambientato a casa nella Foresta Nera, dove è dovuta tornare a causa della morte della zia Rosa, misteriosamente e inspiegabilmente caduta da una scala usata per raccogliere le susine. Scale che lei evitava come la peste.
L'intreccio narrativo è ben congeniato. In questo libro si intrecciano più storie: l'indagine di Katharina per capire come e perché è morta la zia e tutti i personaggi a essa collegati; il terreno della zia al centro di una speculazione edilizia che ha a che fare anche con la moria di api sul territorio; i rapporti molto tesi tra Katharina - sua madre Martha - la zia Rosa; lo strano legame sentimentale-nostalgico con FK, giornalista locale con cui c'è stato qualcosa in passato; e poi ogni tanto si parla del Giglio Bianco a Colonia "abbandonato" nella mani di Ecki che fa quello che pare a lui. Ma il tutto sembra ben armonizzato e il racconto si segue bene.
Una novità di questo libro è l'inserimento di una parte di realismo magico, per cui Katharina fa molti sogni, anche ad occhi aperti in cui compare la zia Rosa, e alcuni saranno rivelatori per trovare la soluzione finale. Come sempre, in più occasioni Katharina rischia la vita. 
Lettura gradevole, la storia si segue bene, anche se la parte degli attivisti contro gli OGM, sebbene interessante dal punto di vista della denuncia civile, è un po' tirata per le lunghe.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Brigitte Glaser e i delitti della cuoca Katharina Schweitzer: 
5 - Miele amaro 
7 - Crimini al pistacchio
8 - Tisana letale

martedì 26 maggio 2026

Buffet al veleno - Brigitte Glaser


Titolo originale: Himmel un Aad (2012)

Puoi fidarti del tuo amore? È la domanda che angoscia Katharina da quando il Reno ha restituito il corpo di Minka, la timida lavapiatti del suo ristorante nel vivace quartiere turco di Colonia. I sospetti sulla sua morte si concentrano proprio su Ecki, eterno fidanzato della cuoca. C’è una foto che ritrae i due in tenere effusioni, ma no, non può essere stato lui. Col cuore spezzato e l’intuito di sempre, Katharina indagherà in un mondo a lei sconosciuto… (goodreads)

Katharina sa che quando le cose storte cominciano, non vengono mai da sole. E in effetti le capitano una serie di cose abbastanza spiacevoli che la buttano un bel po' giù. Muore il proprietario del palazzo in cui è situato il Giglio Bianco, il suo locale. La figlia vorrebbe concludere la vendita al più presto perchè non vuole avere a che fare niente con ciò che riguarda il padre, ed è anche disposta ad affittare a Katharina l'appartamento del padre sopra al ristorante. Ma mentre Katharina lo considera un nido per lei ed Ecki, quest'ultimo sembra essere spesso sfuggente e introvabile, finchè non viene sospettato dell'omicidio di Minka, lavapiatti del ristorante appassionata di massaggi yoni. Tra Ecki e Minka si scopre esserci stata una storia, confermata anche da una foto dove i due si baciano che Katharina si ostina a credere falsificata finchè il commissario non è costretto a farle aprire gli occhi. Katharina cade in un vortice di dolore, a cui si aggiunge anche la morte dell'erede del palazzo precipitata dalla finestra direttamente sul parabrezza di Katharina. Il tutto è ambientato nella Colonia del potere, in cui una catena di ristoranti "moderni" chiamata All-inclusive, prende piede sul territorio e vuole aprire il terzo locale proprio al posto di quello di Katharina.
Katharina, stavolta più incalzata dall'amica Adela che da una reale voglia sua, si trova quindi ad investigare prima sulla morte di Minka e poi su questa catena che fa chiudere ristoranti per occupare i locali al suo posto, dietro la quale pare esserci un "nano malefico" e un ragazzo tatuato dalle lunghe ciglia.

Mi pare che questo sia il romanzo più lineare della serie, in quanto le vicende si seguono abbastanza bene e anche la soluzione era comprensibile. Credo che l'autrice possa dilungarsi meno nelle descrizioni, alcune sono davvero prolisse e stancanti. Alla fine del libro, come sempre, ci sono alcune ricette di Katharina.
I personaggi si seguono abbastanza bene perchè vengono introdotti un po' alla volta, almeno quelli che hanno un senso per la storia.
Sinceramente, io spero che Katharina sbatta fuori dalla sua vita Ecki. E' un personaggio che sta diventando fastidioso, oltre a farle solo del male e mi dispiace. Speravo anche che si potesse invaghire del commissario ma chissà, al momento non pare succedere (forse troppo banale).
Mi sono resa conto che ho saltato il libro precedente nella serie... strana cosa perchè di solito nelle serie cerco di stare attenta, ma va beh, recupererò.
Lettura gradevole. Qualche pagina in meno avrebbe aiutato.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Brigitte Glaser e i delitti della cuoca Katharina Schweitzer: 
5 - Miele amaro 
6 - Buffet al veleno 
7 - Crimini al pistacchio
8 - Tisana letale

venerdì 25 aprile 2025

Bomba al gelato - Brigitte Glaser


Titolo originale: Eisbombe (2007)

Durante un importante esame di cucina alla scuola professionale viene trovato un cadavere e i sospetti cadono su Arin, l’apprendista curda della cuoca Katharina.
Contemporaneamente un corpo imprigionato nel cemento viene scoperto nella casa di riposo di fronte al ristorante Il Giglio bianco. Due casi di omicidio, che non hanno apparentemente nulla a che fare l'uno con l’altro, sconvolgono completamente la quotidianità della nostra cuoca investigatrice che si sente obbligata a usare di nuovo il suo fiuto per risolvere la situazione.
Deve sbrigarsi a scoprire il collegamento tra i due casi prima che per Arin sia troppo tardi... (goodreads)

Katharina ormai è prossima a compiere quarant'anni, e la cosa un po' la turba. Vorrebbe svegliarsi direttamente il giorno dopo, senza feste o celebrazioni. Oltretutto c'è sempre sua madre che non perde occasione per ricordarle che alla sua età ancora non si è sposata (a differenza di suo fratello) e ancora non ha figli (a differenza di suo fratello).
Arin, l'apprendista curda, deve sostenere il suo esame finale alla scuola di cucina e Katharina la accompagna. Nella prova finale, il rivale di Arin si accascia sul pavimento, ucciso da qualcosa di affilato. I sospetti ricadono immediatamente su Arin perchè lei e Justus avevano litigato subito prima di uscire dagli spogliatoi. Justus era un po' il cocchino dei professori, sempre studioso e lecchino, ma viene fuori che era invece piuttosto dispotico nei confronti di alcuni compagni di scuola, tra cui Arin.
Nel frattempo, crolla un pilastro del portico della casa di riposo e dentro ad esso viene scoperto il cadavere di una donna incinta di quattro mesi, probabilmente collegato ad una vicenda di anni prima. Kuno, che ormai vive con Adela, sembra essere soggetto ad incubi durante i quali pronuncia il nome di una donna che non è Adela, e Adela è molto preoccupata del fatto che Kuno non le voglia mai raccontare niente del suo passato.
Abbiamo quindi Katherina che cerca di capire cosa è successo alla scuola di cucina, e Adela che si mette in moto per capire dove sia finito Kuno (che se ne va, non si sa dove) e cosa è successo nel suo passato di poliziotto.
La storia è interessante e scorre bene. Personalmente credo che sarebbe bastato avere le investigazioni di Katharina senza infilarci dentro anche la storia di Adela, però si seguono entrambe le vicende bene e probabilmente il caso della ragazza nel cemento aiuta a comprendere un po' meglio Kuno. Alla fine, si arriva alla soluzione dei due casi in modo abbastanza lineare. Il colpevole dell'omicidio di Justus l'avevo capito ben prima di Katharina.
Lettura gradevole, come sempre alla fine del libro ci sono delle ricette (di gelati e sorbetti questa volta).
Mio voto: 7 e mezzo / 10


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Brigitte Glaser e i delitti della cuoca Katharina Schweitzer: 
4 - Bomba al gelato
5 - Miele amaro 
6 - Buffet al veleno 
7 - Crimini al pistacchio
8 - Tisana letale

venerdì 24 gennaio 2020

Assassinio à la carte- Brigitte Glaser


Titolo originale: Mordstafel - 2005

Assassinio à la carte. La cuoca Katharina e la mafia turca
A Colonia, nel vivace quartiere turco di Mülheim, la cuoca Katharina ha aperto il suo primo ristorante. Il Giglio Bianco ha un lungo tavolo dove tutti i commensali mangiano assieme, incrociando brindisi, sguardi e, si spera, nuovi amori. Per raggiungerlo bisogna percorrere la Keupstraße, tra i vivaci colori delle spezie e la ferramenta del signor Özal che offre sempre il tè ai suoi clienti. Ma gli affari non vanno bene. Persino il carnevale sembra grigio quest’anno, e la cattedrale più minacciosa. Quando davanti all’ingresso del Giglio Bianco viene trovato il cadavere di un uomo mascherato da cannibale, le cose precipitano. A quanto pare, cercava di entrare nel suo locale. Questa volta però, oltre alla sua amica Adela, Katharina avrà dalla sua anche uno spassoso trio di ex poliziotti in pensione, che conoscono il quartiere turco e le sue storie come le proprie tasche. E del bel tenebroso Tyfun, ci si potrà fidare? (emonsaudiolibri.it)

Katharina è riuscita ad aprire il suo ristorante, nonostante le difficoltà economiche e i rancori della madre che non accetta questa decisione. Tuttavia le cose non vanno benissimo e lei comincia a chiedersi se non abbia fatto un errore. Quando poi, dopo una notte di bagordi carnevaleschi, davanti al suo locale viene trovato un cadavere, le cose precipitano. A differenza di quello che succede nei precedenti libri, tutto sommato qui Katharina lascia che sia la polizia ad investigare, anche se lei scambia pareri con la coinquilina Adela, il suo compagno Kuno ed un altro paio di poliziotti in pensione. Questa cosa dei pensionati che provano a risolvere casi mi ha un po' ricordato Malvaldi e i delitti del Barlume, ma dubito che la Glaser li conosca. 
La storia è abbastanza articolata tra buste smarrite, estorsioni, vicende amorose, problemi economici e dilemmi morali. Più che un giallo vero e proprio, in effetti, tiene banco la vita di Katharina e dei personaggi che le stanno intorno. Ben caratterizzati i suoi assistenti, Holger che lei chiama "angelo barocco", la cameriera Eva bellissima, la ragazza delle pulizie Scarlett che si accompagna ad un ratto e che sparisce lasciandolo in custodia al ristorante. In effetti, alla fine del romanzo Katharina ha ben motivo di essere grata a questo ratto.
Quello che non mi è piaciuto molto, è che il giallo rimane irrisolto. Il poliziotto arresta i suoi colpevoli sì, ma la sensazione che rimane è che probabilmente dietro a loro ci sia altro, e Katharina ci fa anche un po' dubitare su chi sia. Finale aperto quindi, cosa che in un giallo non amo molto. Quando sei lì che girando pagina speri di trovare la soluzione definitiva, ti trovi davanti l'appendice di ricette, con tre proposte di menù, una facile, una media e una per esperti. 
Dei tre libri letti finora, probabilmente è quello che mi è piaciuto meno, non tanto per la vicenda che qui era decisamente più strutturata, ma per il fatto che l'ha tirata un po' per le lunghe e alla fine mi lascia pure la soluzione in sospeso. Peccato.
Mio voto: 7 / 10


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Brigitte Glaser e i delitti della cuoca Katharina Schweitzer (al 01/2020):
1 - Delitto al pepe rosa
2 - Morte sotto spirito
3 - Assassinio à la carte
4 - Miele amaro
5 - Buffet al veleno
6 - Crimini al pistacchio

venerdì 18 gennaio 2019

Morte sotto spirito - Brigitte Glaser


Titolo originale: Kirschtote (2004)

Rientrata a casa per assistere la madre con una gamba rotta, Katharina Schweitzer si ritrova suo malgrado ai fornelli della locanda di famiglia nella Foresta Nera. Nel frattempo nella valle infuria la protesta contro una pista di sci poco ecologica. Quando l'ambientalista Konrad Hils viene ritrovato morto, Katharina, pungolata dall'immancabile amica Adela, metterà da parte il grembiule e con la sua Panda scoppiettante andrà a caccia dei colpevoli. (www.emonsaudiolibri.it)

Katharina torna a casa, per riprendersi dalla morte di Spielmann e dalle brutte vicende in cui si è ritrovata coinvolta durante il suo ultimo lavoro a Colonia, nel ristorante “Il Bue d’Oro”. Oltre a questo, deve aiutare i genitori nella gestione della loro locanda “Il Tiglio” poichè la dispotica madre Martha è costretta a letto da una gamba ingessata. Quello tra Katharina e Martha è sempre stato un rapporto burrascoso, e anche da malata Martha riesce comunque ad imporre la sua volontà al povero marito e a mortificare la figlia.
A casa, Katharina ritrova la sua vecchia amica Teresa, felice proprietaria di un negozio di fiori. L’amica è sposata con Konrad Hils, un distillatore amatoriale di acquavite e, soprattutto, carismatico capo di un comitato locale contrario alla costruzione della pista da sci al coperto. 
Qualche giorno Hils scompare e il suo cadavere viene ritrovato in una cava proprio da Katharina (che rischia anche la pelle) e da Adela, arrivata nella Foresta Nera dietro richiesta di un ginecologo locale. 
Katharina, quindi, si ritrova coinvolta in un caso di omicidio e, essendo implicata la sua amica, comincia a ficcare il naso in giro per risolvere il caso, provando ad aiutare il commissario Kuno Eberle, che si invaghisce, ricambiato, di Adela. Nonostante Eberle intimi a Katharina di starne fuori, lei ovviamente procede con le indagini, inimicandosi diversi potenti personaggi locali ma arrivando ovviamente a capire chi è l'assassino.

Katharina segue praticamente in contemporanea due piste, quella da sci e quella delle distillerie di acquavite. In entrambi i casi ha comunque a che fare con gli stessi personaggi. L'impressione che ho avuto è che in questo romanzo ci siano troppe parole. La vicenda è buona, si segue anche bene. I personaggi sono davvero tanti ma più o meno li si riesce a collocare bene. Quello che ha appesantito il tutto è che le descrizioni, soprattutto dei paesaggi, sono troppo dettagliate. Distolgono un po' l'attenzione. Almeno, a me hanno distratto molto. Per il resto, la lettura è stata piacevole. Apprezzo anche il fatto che non siano gialli truculenti. Molto carino anche che alla fine del libro ci siano le ricette dei piatti tipici citati nel romanzo (un paio li voglio provare!). 
Nel complesso una lettura gradevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Brigitte Glaser e i delitti della cuoca Katharina Schweitzer (al 01/2019):
3 - Assassinio à la carte
4 - Miele amaro

martedì 1 gennaio 2019

Delitto al pepe rosa - Brigitte Glaser


Titolo originale: Leichenschmaus (2003)

Curve, capelli rossi e temperamento. Sono gli ingredienti irresistibili di Katharina Schweitzer, la nuova pasticcera e chef de garde-manger appena entrata a far parte dello staff del ristorante stellato Il Bue d'Oro, che il famoso cuoco Hugo Spielmann ha aperto nel centro di Colonia. Ma l'allegra brigata di cucina, cova malumori e rivalità. Poco dopo l'arrivo di Katharina, un importante cliente muore in sala mentre sta cenando: un infarto causato da un veleno è solo il primo di una serie di omicidi. Tra cadaveri congelati e assassini a colpi di salami francesi, la cuoca Katharina indaga con l'aiuto della sua coinquilina, l'intraprendente ostetrica Adela, difendendosi anche dalle avances dell'affascinante chef del Bue d'Oro (www.anobii.com)

Ho scoperto per caso questo giallo che è il primo di una serie (di quattro, per ora) dove la protagonista è una cuoca piuttosto imponente (molto alta e in carne) che finisce a lavorare al "Bue d'Oro", un locale rinomatissimo gestito da un famosissimo chef stellato un po' altalenante d'umore.
La protagonista mi è stata subito simpatica, vuoi anche perchè una delle componenti della sua brigata continuava ad offenderla per via del peso e mi sono sentita affine a lei. E' la stessa Katharina che racconta quello che succede in prima persona.
La storia è carina, anche se la soluzione del caso è un po' contorta e forzata. Diciamo che il colpevole lo avevo capito anche io, ma mi sfuggiva la motivazione che, infatti, è abbastanza debole. 
Ci sono tante descrizioni di Colonia, sembra di essere davvero in giro per la città. 
Non ho amato particolarmente Adela, la coinquilina ex ostetrica che conosce tutto e tutti a Colonia, che si diverte a fare l'investigatrice e che, a mio parere, alla fine va un po' troppo a naso piuttosto che a ragionamento. Cioè non ho niente contro di lei, ma, appunto, mi pare che risolva il caso più per fortuna.
Forse tre omicidi erano troppi, magari poteva evitarne uno.
Non è sicuramente un capolavoro del giallo però si legge bene e credo che leggerò anche i successivi.
Nel finale ci sono anche delle ricette.
Ho letto che il titolo originario si traduce in "banchetto funebre"; come sempre in italiano la traduzione non si capisce con che criteri viene fatta. Il titolo originale si ricollega alle citazioni del Faust che fa spesso uno dei colleghi di Katharina.
Insomma, senza infamia e senza lode. Piacevole.
Mio voto: 7 / 10