mercoledì 15 maggio 2019

Premio Strega europeo 2019

TORINO, 12 MAG - David Diop (nato a Parigi e cresciuto in Senegal), è il vincitore del Premio Strega Europeo 2019 con "Fratelli d'anima", pubblicato da Neri Pozza. Ha vinto con 11 voti sui 22 espressi.

"Sul fronte occidentale, nelle trincee francesi, tra i soldati bianchi coi loro vistosi calzoni rossi spiccano i fucilieri senegalesi, «i cioccolatini dell’Africa nera», come li chiama il capitano Armand. Prima di ogni assalto, il capitano non manca di ricordare loro che sono l’orgoglio della Francia, «i piú coraggiosi dei coraggiosi», un autentico incubo per i nemici che hanno paura dei «negri selvaggi, dei cannibali, degli zulú». I senegalesi ridono contenti. Poi, mettendosi in faccia gli occhi da matto, sbucano fuori dalla trincea con il fucile nella mano sinistra e il machete nella destra. Alfa Ndiaye e Mademba Diop sono amici, fratelli d’anima cresciuti insieme in Africa, lontano dai freddi accampamenti del fronte. Quando in trincea risuona il colpo di fischietto del capitano, escono anche loro dal buco urlando come selvaggi indemoniati per non apparire meno coraggiosi degli altri. Un giorno, però, Mademba Diop viene ferito mortalmente e, con le budella all’aria, chiede per tre volte ad Alfa di dargli il colpo di grazia. Per tre volte Alfa si rifiuta e, dopo una lunga e atroce agonia, Mademba muore. La morte dell’amico consegna Alfa all’impensabile, a tutto ciò che gli antenati e il mondo di ieri avrebbero proibito e che invece la grande carneficina della guerra moderna concede. A ogni fischio di chiamata del capitano Armand, Alfa si precipita fuori dalla trincea e corre verso i «nemici dagli occhi azzurri», uccidendo senza pietà e tagliando alle sue vittime una mano come trofeo di guerra. Una, due, tre, quattro... otto mani. Come un demone, uno stregone, un divoratore di anime, che soltanto una voce del mondo di ieri potrebbe salvare... Romanzo che è valso al suo autore il prestigioso premio Goncourt des Lycéens e l’entusiastico e unanime apprezzamento della critica, Fratelli d’anima mostra come nel naufragio totale della civiltà rappresentato dalla Grande Guerra non soltanto l’Europa, ma anche una parte non trascurabile dell’Africa perse la sua anima e la millenaria tradizione che la custodiva." (da ibs.it) 




La sesta edizione del Premio è stata dedicata alla memoria di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista radiofonico di Trento ucciso a Strasburgo nell'attentato dell'11 dicembre scorso. "Inseguo le mie passioni: il giornalismo e l'Europa. Vorrei che i giovani come me lo capissero. Mai come oggi un'Europa unita è cruciale e mai come oggi siamo a un passo dal distruggerla" aveva scritto Megalizzi.

mercoledì 8 maggio 2019

I finalisti al Premio Strega Europeo

Il Premio Strega Europeo è nato nel 2014 in occasione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea per diffondere la conoscenza di alcune tra le voci più originali e profonde della narrativa contemporanea.
Concorrono a ottenere il riconoscimento cinque romanzi recentemente tradotti in Italia, provenienti da diverse aree linguistiche e culturali, che hanno vinto nei Paesi europei in cui sono stati pubblicati un importante premio nazionale. È previsto inoltre un riconoscimento al traduttore del libro premiato, offerto dalla FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori).

Il riconoscimento sarà assegnato da una giuria composta da scrittori vincitori e finalisti del Premio Strega (Laura Bosio, Giuseppe Catozzella, Teresa Ciabatti, Antonella Cilento, Maria Rosa Cutrufelli, Paolo Di Paolo, Mario Fortunato, Helena Janeczek, Paolo Giordano, Nicola Lagioia, Lia Levi, Dacia Maraini, Wanda Marasco, Paola Mastrocola, Melania G. Mazzucco, Edoardo Nesi, Valeria Parrella, Lorenzo Pavolini, Romana Petri, Domenico Starnone, Sandro Veronesi e Andrea Vitali) a cui si aggiungono i responsabili delle istituzioni che promuovono il premio.

Lo scorso anno, il Premio Strega Europeo è stato vinto da "Patria" di Fernando Aramburu.

I cinque libri candidati al Premio 2019 sono:
- Fratelli d’anima di David Diop (Prix Goncourt des Lycéens 2018), 
- Come cade la luce di Catherine Dunne (2018 Irish PEN Award), 
- La capitale di Robert Menasse (Deutcher Buchpreis 2017)
- La Superba di Ilja Leonard Pfeijffer (Libris Literatuur Prijs 2014), 
- Fuori di sé di Sasha Marianna Salzmann (Literaturpreis der Jürgen Ponto-Stiftung 2017).

Gli autori candidati presenteranno anche quest’anno al Salone internazionale del libro di Torino i rispettivi libri in gara, ciascuno in un incontro individuale, tra venerdì 10 e domenica 12 maggio. 

La cerimonia di premiazione avrà luogo domenica 12 maggio alle ore 18.30 presso il Circolo dei Lettori.

w…w…w…wednesdays #130


"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  

Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (130^ puntata - mercoledì 08 maggio 2019):

1) cosa stai leggendo?
- L'allegria - Giuseppe Ungaretti

2) cosa hai appena finito di leggere?
- Cielo di sabbia - Joe R. Lansdale
- La notte ha la mia voce - Alessandra Sarchi

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura?  
-   Via col vento - Margaret Mitchell

giovedì 25 aprile 2019

Cielo di sabbia - Joe R. Lansdale


Titolo originale: All the Earth, Thrown to the Sky (2011)

Oklahoma, anni Trenta. Jack ha appena finito di seppellire entrambi i genitori e si aggira tra le rovine della sua casa, distrutta da una delle tempeste di sabbia che sconvolgono lo Stato, quando viene raggiunto da Jane e suo fratello Tony. Anche loro hanno perso tutto quello che avevano, e vagano in un mondo senza vita, nel quale ogni cosa, dalle piante al cibo, è sommersa sotto uno strato di polvere rossa. Ai tre ragazzi non rimane che rubare una macchina (il cui padrone è morto anche lui nella tempesta) e partire alla volta del Texas orientale, nella speranza di trovare pace e un'occasione per ricominciare a vivere. Ma la strada fino in Texas, tra rapinatori e vagabondi, cavallette e alligatori, deliziose vedove e spietati sfruttatori, si rivelerà lunga e tortuosa, e costringerà i tre ragazzi a crescere e a confrontarsi con quel misto inestricabile di malvagità e solidarietà che alberga in ogni essere umano.
«Uscii in retromarcia dalla rimessa e mi avviai traballante sulla sabbia. Le gomme non facevano bene contatto, e fui costretto a rallentare. Poi prendemmo il via. Era come cavalcare sulle onde dell’oceano. Andavamo lenti, ma andavamo.
Non intendo raccontare storie. Furto o no, era una bella sensazione ritrovarsi al volante di una Ford V8, il piede sull’acceleratore e la consapevolezza di lasciarsi alle spalle tutti quei morti e quella sabbia per andare incontro a non so quale speranza. Proprio non sapevo dove stavo andando, ma una cosa la sapevo per certo.
Dovunque stessi andando, su quella Ford rubata, è sicuro che intendevo arrivarci alla svelta». (www.einaudi.it)

Dopo aver letto "Acqua buia", dove in alcuni punti ci sono scene un bel po' raccapriccianti, avevo timore di leggere qualcos'altro di Lansdale. Tuttavia, mi era piaciuto molto il suo stile e, cercando un libro per la "Monthly keyword challenge", ho scelto questo.
Piacevole, di facile lettura perchè molto scorrevole. Ci sono scene di azione ma non di orrore. L'atmosfera della sabbia che permea e uccide ogni cosa è resa magistralmente.
Non so se si possa davvero definire "il miglior Lansadale", come ho letto in alcuni articoli, perchè la storia in alcuni punti pare quasi troppo roccambolesca. Il finale, anche, mi è parso un po' sbrigativo.
Sta di fatto che comunque è una lettura che ho gradito molto. Mi sono piaciute le riflessioni di Jack, l'io narrante. Ho la sensazione che i tre ragazzini siano più grandi di quanto me li sono figurata io, ma in verità non viene citata nessuna età. Ho anche la sensazione che sia una lettura più da ragazzini.
E mi dà l'idea che Lansdale abbia più puntato sul messaggio che sulla storia in sè. I tre ragazzi sono costretti a crescere e il messaggio, secondo me, che rimane è che uno deve seguire la  propria strada quando si sente chiamare.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

mercoledì 24 aprile 2019

Blacklands - Belinda Bauer


Titolo originale: Blacklands (2009)

Steven Lamb ha dodici anni e scavare buche nell'Exmoor ha dato uno scopo alla sua vita. Spera di trovare un corpo. Sono passati quasi vent'anni da quando lo zio Billy, allora undicenne, è scomparso, e anche se tutti sono convinti sia tra le vittime di Arnold Avery, serial killer ora in carcere, la nonna di Steven lo sta ancora aspettando. Intanto, la famiglia intorno a lei va in pezzi, incapace di superare una perdita così crudele. Per chiudere finalmente i conti con il passato, Steven decide di scrivere ad Avery una lettera anonima, e di chiedergli di rivelare il luogo in cui ha sepolto il fratello di sua madre. Ma appena Avety capisce di avere di fronte un bambino, in lui ritorna prepotente l'istinto omicida. Tra le brughiere avvolte dalla nebbia del sud dell'Inghilterra, comincia un gioco molto pericoloso tra un ragazzino disperato e un serial killer annoiato... (www.anobii.com)

Libro d'esordio per questa scrittrice, a mio parere, molto riuscito. Un gioco pericoloso tra un bambino che cerca l'affetto che non ha in famiglia ed un lucidissimo criminale pedofilo annoiato dalla prigione. Una narrazione che mantiene il pathos fino alla fine, attraversando le emozioni del ragazzino che chiede solo di trovare il corpo dello zio in modo che la nonna e la mamma possano mettere l'anima in pace. Il tutto, ambientato nella cupa e soffocante brughiera, sotto il cui suolo potrebbe nascondersi un corpo che non si riesce a trovare.
Una storia originale, dolorosa, ma piena di speranza. Una scrittura scorrevole. Unico neo, a mio parere, un finale un po' precipitoso, dove non è proprio chiaro chi fa cosa.
Piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

w…w…w…wednesdays #129


"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  

Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (129^ puntata - mercoledì 24 aprile 2019):

1) cosa stai leggendo?
- Cielo di sabbia - Joe Lansdale

2) cosa hai appena finito di leggere?
- Il paese delle nevi - Yasunari Kawabata
- Lo smeraldo maledetto - Edgar Wallace
- Blacklands - Belinda Bauer

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura?  
- La notte ha la mia voce - Alessandra Sarchi

sabato 20 aprile 2019

Il paese delle nevi - Yasunari Kawabata




Titolo originale: 雪國 (Yukiguni) - 1935


Komako è una geisha del “paese delle nevi”, un paradiso termale sulla costa ovest della maggiore isola del Giappone, dove la neve è alta quindici piedi. Le cortigiane come lei hanno poco in comune con quelle che abitano in città: non potranno mai diventare famose musiciste o danzatrici, né penetrare tra le quinte della politica o degli affari. Il loro destino, infatti, è quello di maturare tra gli incanti e la corruzione del “paradiso”, perpetuamente dedite ai signori che, secondo la tradizione, salgono alle terme per trovarvi il riposo perfetto. Ed è proprio in questo paesaggio da sogno che Komako incontra Shimamura, un ricco e raffinato esteta, con il quale darà vita a un gioco di trasporti trattenuti e rinfocolati, inesorabilmente destinati a svanire. Capolavoro di inesprimibili e struggenti stati d’animo, Il paese delle nevi può essere considerato un piccolo poema in prosa, dove amore e morte si intrecciano in un’atmosfera di diffusa malinconia e incombente tragedia. (www.einaudi.it)



La difficoltà principale di questo libro è quella di entrare nella mentalità giapponese. Purtroppo, Kawabata dà per scontato che chi legge sappia, per esempio, cosa sono le geishe, che nel mondo occidentale sono spesso associate, erroneamente, a delle prostitute. Avendo già letto "Memorie di una geisha", mi è stato effettivamente più facile non cadere in questo fraintendimento.
Ambienti e personaggi rendono molto bene l'idea del Giappone. Kawabata ci regala minuziose descrizioni dei paesaggi al punto di visualizzarli come se li vedessimo dal vero. 
La storia d'amore mi è parsa inconsistente. Komako, a tratti, è insopportabile, con atteggiamenti quasi schizofrenici (vado, no rimango, no vado). I dialoghi tra loro a volte sono proprio assurdi. Poi ad un certo punto c'è una specie di "triangolo" con l'altra geisha che non riesco a capire. Probabilmente c'è una simbologia che non ho compreso pienamente, visto anche cosa succede nella scena finale del libro.
Le scene più belle sono le descrizioni della vita quotidiana, in particolare mi è piaciuto il discorso della lavorazione dei kimono che vanno stesi sulla neve; è un elemento culturale molto interessante.
In alcune recensioni si parla di erotismo velato; io, sinceramente, non ne ho trovato traccia. Ho letto che questo libro è stato tradotto prima dal giapponese all'inglese e successivamente dall'inglese all'italiano; mi chiedo quanto questo abbia in realtà fatto perdere delle sonorità che aveva scritto l'autore.
La scrittura è scorrevole, paradossalmente ho avuto più difficoltà a leggere alcuni scrittori europei "vecchi" piuttosto che questo libro. 
Abbiamo letto questo libro col gruppo di lettura, e nella serata è stata presente anche una concittadina originaria del Giappone che ha sposato un italiano. E' stato molto interessante parlarne con lei che ci ha spiegato alcuni usi e costumi del suo paese. Tuttavia, qui credo sia giusto che parli di quella che è stata la mia esperienza di lettura. Effettivamente, è un libro che appare un po' freddo, come il freddo che circonda tutto nel paese delle nevi.
Mio voto: 6 e mezzo / 10