mercoledì 30 gennaio 2019

Cent'anni di solitudine - Gabriel Garcìa Màrquez


Titolo originale: Cien anos de soledad (1967)
Titolo in inglese: One hundred years of solitude

Da Jose Arcadio ad Aureliano Babilonia, dalla scoperta del ghiaccio alle pergamene dello zingaro Melquìades finalmente decifrate: Cent'anni di solitudine di una grande famiglia i cui componenti vengono al mondo, si accoppiano e muoiono per inseguire un destino ineluttabile, in attesa della nascita di un figlio con la coda di porco. Pubblicato nel 1967, scritto in diciotto mesi, ma "meditato" per più di tre lustri, Cent'anni di solitudine rimane un capolavoro insuperato e insuperabile, che nel 1982 valse al suo autore I'assegnazione del premio Nobel. Un libro tumultuoso con i toni della favola, sorretto da una tensione narrativa fondata su un portentoso linguaggio e su un'invidiabile fantasia. Garcia Marquez ha saputo rifondare la realtà e creare Macondo, il paradigma della solitudine, una situazione mentale e un destino più che un villaggio. Lo ha costretto a crescere avvinghiato alla famiglia Buendia. Lo ha trasformato in una città degli specchi e lo ha fatto spianare dal vento. In questo universo di solitudini incrociate, impenetrabili ed eterne, galleggia una moltitudine di eroi predestinati alla sconfitta, cui fanno da contraltare la solidità e la sensatezza dei personaggi femminili. Su tutti domina la figura del colonnello Aureliano Buendia, il primo uomo nato a Macondo, colui che promosse trentadue insurrezioni senza riuscire in nessuna, che ebbe diciassette figli maschi e glieli uccisero tutti, che sfuggì a quattordici attentati, a settantatre imboscate e a un plotone di esecuzione per finire i suoi giorni chiuso in un laboratorio a fabbricare pesciolini d'oro. (www.lafeltrinelli.it)

Avevo letto questo libro decenni fa, probabilmente quando ero alle superiori. Ricordo che mi era piaciuto, pur avendo fatto una fatica immane coi nomi dei protagonisti che sono sempre quelli.
Stavolta ho riletto con più attenzione e mi sono segnata i nomi dei vari personaggi per vedere di non perdere colpi. E ce l'ho fatta!
Questo romanzo è un po' la metafora della storia della Colombia, dalla fondazione allo stato moderno, passando per le guerre tra conservatori e liberali, il lento progresso, le lotte sindacali.
In Cent'anni di solitudine c'è la storia della famiglia Buendìa, le sette generazioni accomunate da un destino che si rincorre, sempre uguale, fino alla fine dei cent'anni segnato da una profezia di uno zingaro.
La vicenda della famiglia Buendìa è parallela alla vicenda della città di Macondo; così come essi l'hanno fondata, con la morte della famiglia la città viene rasa al suolo.
E' sicuramente un libro da leggere con attenzione, principalmente per i tanti personaggi tutti imparentati tra loro e anche per le vicende narrate. Anche se Garcìa Màrquez ha la capacità di concentrare cent'anni di avvenimenti senza renderli pesanti e tuttavia essendo anche abbastanza chiaro su cosa sta succedendo.
Ad un certo punto ho anche notato un paio di riferimenti ad altri due suoi romanzi (Erendira e la Mamà Grande).
Quest'opera di Garcìa Màrquez rientra in una corrente chiamata "realismo magico", dove elementi fantastici si intrecciano con la realtà. Nel romanzo, la linea di demarcazione fra vivi e morti non è così nitida, infatti i defunti continuano ad abitare la casa dei Buendìa; alcuni dei componenti della famiglia hanno il dono della chiaroveggenza, il tutto su uno sfondo di isolamento e arretratezza.
Mio voto: 8 / 10.

w…w…w…wednesdays #125


"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  

L'idea di questa rubrica viene da un blog che si chiama "shouldbereading" ma che nel 2016 ha chiuso (o, meglio, la cui autrice ha cambiato blog). Ho deciso comunque di mantenere la rubrica, anche perchè era un appuntamento carino.

Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

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Le mie risposte (125^ puntata - mercoledì 30 gennaio 2019):

1) cosa stai leggendo?
Cent'anni di solitudine 

2) cosa hai appena finito di leggere?
considerando che l'ultimo aggiornamento della rubrica pare risalire a fine novembre (avevo scritto il post per dicembre ma evidentemente non l'ho mai pubblicato.. sigh) non vi starò ad elencare i libri che ho letto negli ultimi due mesi.. a inizio gennaio ho pubblicato la lista di tutti i libri che ho letto nel 2018.

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura?  
- Lettera al padre (Kafka)

sabato 26 gennaio 2019

Tropico del cancro - Henry Miller


Titolo originale: Tropic of cancer (1934)

“Non ho soldi, né risorse, né speranze. Sono l’uomo più felice del mondo”
Nell’incantata, effervescente Parigi degli anni trenta, precisamente nel 1934, viene pubblicato da un piccolo editore un libro intitolato Tropico del Cancro: sarà la miccia di uno scandalo morale e di un’insurrezione letteraria che attraverserà tutto il secolo. Negli ambienti più conservatori si parla di pornografia, nei caffè avanguardisti si inneggia alla rivoluzione: la verità è che Tropico del Cancro è uno dei grandi capolavori della letteratura novecentesca, un romanzo autobiografico insostituibile per la forza e la fluidità del suo linguaggio, la potenza del suo immaginario, la vivida resa degli ambienti e dei caratteri. È lo stesso Miller a parlarci di sé in prima persona, a raccontarci dei suoi amici, dei miseri eppure vibranti quartieri che attraversano e vivono. Di ubriachezza in ubriachezza, di donna in donna, di rissa in rissa, di illuminazione in illuminazione. Con una scrittura travolgente e fluviale, che trasfigura ogni evento delle piccole, eccezionali vite che sono le vite di tutti noi, facendole diventare un’epica nuova, l’epica dell’essere umani, un’epica che cantiamo tutti ritrovando in noi la sete di libertà di questo straordinario scrittore. (http://www.feltrinellieditore.it)

Volete un parere sincero? Una noia mortale. Non vedevo l'ora di finirlo.
Il libro è praticamente un enorme flusso di pensieri, alcuni con una logica, altri veramente deliranti al punto che ho rinunciato a capire cosa voleva dire. Molte pagine piene di prostitute, molta volgarità più che erotismo. Molto maschilismo. Alcune riflessioni interessanti e profonde, in particolare il sentimento che prova l'autore ad essere uno senza soldi e senza speranze. Tuttavia, non è che il protagonista faccia poi molto per migliorare la propria vita...
Non sto a perdere troppo tempo nel parlare di questo libro. L'ho finito perchè mi tornava comodo per alcune sfide, ma sinceramente avrei fatto meglio a leggere altro e non credo che leggero il seguente "Tropico del capricorno".
Una cosa che mi ha fatto sorridere: in Francia i bidet sono praticamente sconosciuti, a parte dalle prostitute che ne hanno tutte uno.. mah.
Gli dò la sufficienza solo perchè riconosco che ai suoi tempi possa aver avuto un suo scopo.
Mio voto: 6 / 10 

La lista di carbone - Christiana Ruggeri


Titolo originale: La lista di carbone (2008)

Due donne molto diverse, un amore travolto dalla storia e un'oscura vicenda che riemerge da un passato ormai lontano, questo, intenso e appassionante, è il nuovo romanzo sull'olocausto di Christiana Ruggeri. La lista di carbone è una storia intensa e drammatica che racchiude anche un messaggio di grande forza perché quando una tragedia è condivisa, si trasforma quasi sempre in un racconto d'amicizia e d'amore. Frivola e impulsiva, a volte indisponente, Anna a 27 anni non si è mai messa in discussione, finché a causa di un ragazzo sbagliato rimane coinvolta in un brutto giro e viene mandata dai servizi sociali a lavorare presso l’antica libreria del ghetto di Roma. L’incontro con Cristina, l’anziana libraia che da anni gestisce quello spazio non è dei più felici. Anna è scontrosa e arrabbiata, Cristina diffidente e fredda. Ma un plico di lettere ingiallite trovato tra quei vecchi volumi attirerà l’attenzione della ragazza e la metterà di fronte a una delle tragedie più grandi della storia e al più intimo segreto della vita di Cristina: l’uomo che amava, deportato in un campo di concentramento. Anna intraprenderà un viaggio che la porterà da Lipsia a Berlino fino a Riga, in Lettonia, sulle orme di un dossier segreto e di un’oscura vicenda che ha segnato al tempo stesso vittime e carnefici (www.anobii.com)

Anna è una ragazza che viene punita per esser stata sorpresa a possedere droga, che in realtà non è sua ma del ragazzo che frequenta, a cui la toglie per provare di redimerlo. I servizi sociali la affidano allora alle cure di Cristina, anziana libraia del ghetto ebraico, e la costringono a scrivere un diario da far leggere ad uno psicologo. Dopo un primo momento non facile, Anna comincia a considerare un po' questa donna come sua nonna, maturando un grande affetto nei suoi confronti. Con la scusa, quindi, di conoscere meglio Cristina, Anna quando si trova in mano queste lettere se le porta a casa, spudoratamente le legge e si mette in moto per ritrovare il fidanzato sparito cinquant'anni prima.
Partiamo dal fatto che questo è un romanzo, e sullo sfondo c'è l'olocausto, in particolare il campo di concentramento di Sachsenhausen. L'autrice si orienta maggiormente sui personaggi e sul tentativo di far emergere il senso di colpa provato dai sopravvissuti e dalla loro difficoltà di riuscire a vivere una vita "normale" a guerra conclusa. Il fidanzato stesso, è tormentato dall'aver dovuto scegliere chi salvare e chi no; per questo decide di non meritare una vita accanto alla donna che amava. Tramite il personaggio del colonnello Lowe, poi, l'autrice prova a mostrarci anche il punto di vista del carnefice, a sua volta pieno di rimpianti per aver dovuto vivere una vita che non era quella che avrebbe voluto (era uno scienziato).
A mio parere, la prima parte del libro è abbastanza noiosa e il personaggio di Anna sembra molto infantile; quando ad un certo punto dice di avere 27 anni, mi sono stupita perchè pensavo ne avesse almeno otto di meno. E' un personaggio che ha una grande passione per la storia e si mostra anche un po' troppo saccente in questo; ci sono pagine in cui parla come una enciclopedia. Poi la vicenda comincia a diventare un po' più interessante, principalmente quando, incontrando i vari personaggi, vengono ricostruite le loro vite durante la deportazione. La seconda parte, quindi, è decisamente più avvincente ed emozionante. Fermo restando che, se pur la storia era intrigante, in realtà è permeata da una coltre di improbabilità. Cioè, trovo molto improbabile che una ragazza, dopo cinquant'anni di silenzi, riesca a trovare persone che hanno apposta voluto rimanere nascoste e addirittura a farle parlare. Ma ovviamente questo è un romanzo, basato anche molto sulla speranza, sul capire la storia per cambiare se stessi e non ripeterla.
La scrittura è molto semplice, si legge in fretta, scorrevolmente. E' un libro che lascia comunque tanti spunti da approfondire se uno vuole. Non mi ha fatto impazzire, ma mi sono commossa molto, lo ammetto.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 20 gennaio 2019

La baracca dei tristi piaceri - Helga Schneider


Titolo originale: La baracca dei tristi piaceri (2009)


"Stava lì, l'aguzzina delle SS, capelli biondi e curati, il rossetto sulla bocca dura, l'uniforme impeccabile? Stava lì e pronunciò con sordida cattiveria: Ho letto sulla tua scheda che eri la puttana di un ebreo. È meglio che ti rassegni: d'ora in poi farai la puttana per cani e porci'".
Così racconta l'anziana Frau Kiesel alla giovane e ambiziosa Sveva, dando così voce a un dramma lungamente taciuto: quello delle prigioniere dei lager nazisti selezionate per i bordelli costruiti all'interno stesso dei campi di concentramento, in base un'aberrante strategia per la limitazione dell'omosessualità.
Donne i cui corpi venivano esposti ai sadici abusi delle SS e dei prigionieri maschi? spesso veri e propri relitti umani? che malgrado tutto preferivano rinunciare a un pezzo di pane per scambiarlo con pochi minuti di sesso tristissimo. Donne che alla fine della guerra, schiacciate dall'umiliazione e dalla solitudine, invece di denunciarla fecero di tutto per nascondere quella tragedia, seppellirla dentro di sé. In questo nuovo capitolo della memoria storica personale e collettiva, Helga Schneider continua, con lucidità e compassione, ma anche con implacabile giudizio, a dare testimonianza di ciò che è accaduto perché non si ripeta mai più, e a rendere un coraggioso omaggio alle donne che in tutti i tempi e in tutti i luoghi subiscono la violenza degli uomini, delle leggi, della Storia. (www.salani.it)


"Sant'Iddio, mi dicevo questi prigionieri sono solo ombre ossute prostrate dai lavori forzati... Sono poveri esseri privati di qualunque dignità... Sono trattati come rifiuti umani, gli spezzeranno le ossa, poi saranno uccisi e lo sanno. Si alzano all'alba, lavorano sodo per dodici ore a pancia vuota subendo ogni sorta di sopruso, fisico e psicologico, poi devono sopportare l'appello serale che troppo spesso si trasforma in tragedia quando il conto non torna. Solo dopo possono trangugiare il rancio disgustoso, ma invece di non veder l'ora di stendersi sulla branda per dormire il poco concesso, ecco che non resistono al bisogno di trascinarsi al bordello per sfogarsi con una donna.
Non potevo proprio capirlo, mi sembrava insensato, cosi illogico. Alla fine ne trassi la conclusione che l'istinto sessuale rappresenta nell'uomo una sorta di coercizione ineluttabile che lo domina oltre la stanchezza mortale, oltre la fame che rode, oltre l'esasperazione esistenziale...Lo trovavo terribile, un'imposizione biologica cieca e inesorabile...... Quei prigionieri erano tra la vita e la morte eppure volevano sesso!"


Dopo "Il rogo di Berlino", sono rimasta un po' spiazzata dallo stile di questo libro. Mi aspettavo qualcosa di autobiografico, mentre invece è una storia un po' romanzata, dove la scrittrice intervista la donna sopravvissuta a Buchenwald, e riporta quindi la sua storia. Storia che viene spesso interrotta dalle vicende personali della scrittrice, che non aggiungono molto alla vicenda. Per esempio, il fatto che l'amico sia gay non capisco che giovamento dia al libro (forse per dire che i gay sono poco accettati anche nel presente?)...
Sono, quindi, un po' incerta sul "giudizio". La vicenda di Herta, costretta a prostituirsi, è ovviamente terribile. E' un altro tassello sulle barbarie naziste. E' una cosa su cui c'è stata molta reticenza in passato, perchè le stesse vittime hanno preferito non denunciare per non essere mal giudicate. Solo più recentemente è stata scoperta questa cosa dei bordelli costruiti all'interno dei campi di concentramento, destinati non solo al sadismo delle SS ma anche ai prigionieri "privilegiati".
Lo svolgimento del libro però è un po' dispersivo e dà la sensazione di parlare della vicenda di Herta in modo un po' superficiale e un pelino edulcorato. Forse era ciò che voleva la scrittrice, magari voleva far riflettere senza creare un libro "mattone"; se questo era lo scopo è riuscito. 
La lettura è stata molto scorrevole. E' un libro adatto anche a giovani lettori (adolescenti)
Mio voto: 7 e mezzo / 10

venerdì 18 gennaio 2019

Morte sotto spirito - Brigitte Glaser


Titolo originale: Kirschtote (2004)

Rientrata a casa per assistere la madre con una gamba rotta, Katharina Schweitzer si ritrova suo malgrado ai fornelli della locanda di famiglia nella Foresta Nera. Nel frattempo nella valle infuria la protesta contro una pista di sci poco ecologica. Quando l'ambientalista Konrad Hils viene ritrovato morto, Katharina, pungolata dall'immancabile amica Adela, metterà da parte il grembiule e con la sua Panda scoppiettante andrà a caccia dei colpevoli. (www.emonsaudiolibri.it)

Katharina torna a casa, per riprendersi dalla morte di Spielmann e dalle brutte vicende in cui si è ritrovata coinvolta durante il suo ultimo lavoro a Colonia, nel ristorante “Il Bue d’Oro”. Oltre a questo, deve aiutare i genitori nella gestione della loro locanda “Il Tiglio” poichè la dispotica madre Martha è costretta a letto da una gamba ingessata. Quello tra Katharina e Martha è sempre stato un rapporto burrascoso, e anche da malata Martha riesce comunque ad imporre la sua volontà al povero marito e a mortificare la figlia.
A casa, Katharina ritrova la sua vecchia amica Teresa, felice proprietaria di un negozio di fiori. L’amica è sposata con Konrad Hils, un distillatore amatoriale di acquavite e, soprattutto, carismatico capo di un comitato locale contrario alla costruzione della pista da sci al coperto. 
Qualche giorno Hils scompare e il suo cadavere viene ritrovato in una cava proprio da Katharina (che rischia anche la pelle) e da Adela, arrivata nella Foresta Nera dietro richiesta di un ginecologo locale. 
Katharina, quindi, si ritrova coinvolta in un caso di omicidio e, essendo implicata la sua amica, comincia a ficcare il naso in giro per risolvere il caso, provando ad aiutare il commissario Kuno Eberle, che si invaghisce, ricambiato, di Adela. Nonostante Eberle intimi a Katharina di starne fuori, lei ovviamente procede con le indagini, inimicandosi diversi potenti personaggi locali ma arrivando ovviamente a capire chi è l'assassino.

Katharina segue praticamente in contemporanea due piste, quella da sci e quella delle distillerie di acquavite. In entrambi i casi ha comunque a che fare con gli stessi personaggi. L'impressione che ho avuto è che in questo romanzo ci siano troppe parole. La vicenda è buona, si segue anche bene. I personaggi sono davvero tanti ma più o meno li si riesce a collocare bene. Quello che ha appesantito il tutto è che le descrizioni, soprattutto dei paesaggi, sono troppo dettagliate. Distolgono un po' l'attenzione. Almeno, a me hanno distratto molto. Per il resto, la lettura è stata piacevole. Apprezzo anche il fatto che non siano gialli truculenti. Molto carino anche che alla fine del libro ci siano le ricette dei piatti tipici citati nel romanzo (un paio li voglio provare!). 
Nel complesso una lettura gradevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Brigitte Glaser e i delitti della cuoca Katharina Schweitzer (al 01/2019):
3 - Assassinio à la carte
4 - Miele amaro

giovedì 10 gennaio 2019

Il senso di Smilla per la neve - Peter Hoeg


Titolo originale: Frøken Smillas fornemmelse for sne (1992)
Titolo in inglese: Smilla's sense of snow

Per la polizia non ci sono dubbi: è stato un incidente. Il piccolo Esajas correva sul tetto innevato quando è caduto, precipitando nel vuoto. Ma Smilla non è convinta: lei viene dalla Groenlandia, la neve la conosce bene, e ora quelle impronte le dicono chiaramente che non si è trattato di un incidente... Mentre Copenaghen si prepara a celebrare il Natale, Smilla inizia a indagare, trovandosi pericolosamente a confronto con una serie di inquietanti personaggi, coinvolta in un'indagine destinata a portarla lontano, in viaggio su una nave la cui meta misteriosa è un punto deserto della calotta polare. Perché là, fra quei ghiacci che conosce, teme e rispetta, è nascosta la verità che Smilla cerca. La verità che forse, inconsciamente, ha sempre saputo... (www.amazon.it)

"Tutto comincia e finisce con un essere umano che cade da un tetto.
Ma ogni tanto affiora una serie di legami che forse non saranno mai spiegati" 

Mah. Non so bene cosa mi aspettassi da questo libro piuttosto famoso. Nel complesso non mi è piaciuto. Già è un po' strana la partenza. Smilla, solo guardando le orme del bambino sul tetto, capisce che non è stato un incidente ma che ci deve essere dietro un intrigo. E comincia ad infilare una serie di collegamenti assurdi, dal medico che va a visitare il bambino ogni mese, alle spedizioni in Groenlandia del 1966 e del 1991, alla società della criolite, alla droga, al meteorite, al verme che potrebbe estinguere la razza umana (tranne il bambino caduto dal tetto).
La vicenda è piuttosto contorta. Quando poi Smilla si trasferisce a bordo del Kronos (una imbarcazione con una missione segreta anche per l'equipaggio) diventa tutto molto cinematografico. Smilla diventa una specie di combattente degna del miglior film d'azione, una Indiana Jones in gonnella, con trucchi imparati chissà dove. Della nave viene fatta una incredibile descrizione, minuziosa al punto da diventare noiosa, con anche tanti termini tecnici. Coi personaggi ad un certo punto mi sono persa, perchè sono tanti e non si capisce bene da che parte stanno. Non ho molto gradito, poi, il fatto che il cuoco della nave parlasse principalmente tedesco (senza una traduzione) così non ho capito quasi mai cosa diceva.
Ho probabilmente apprezzato di più la prima parte, quella "a terra" e un po' il finale con il confronto con Tork e col meccanico, dove si capisce cosa è successo. In effetti, la morte del bambino mi è parsa molto insignificante rispetto a tutto il resto della vicenda.
No, non mi ha appassionato. Alcune parti (soprattutto le descrizioni degli anfratti della nave) le ho lette un po' sorvolando. Sinceramente non vedevo l'ora di finirlo.
Peccato perchè l'ambientazione è anche suggestiva, e poi c'è l'interessante tema della discriminazione sociale dei danesi nei confronti dei groenlandesi.
Mio voto: 5 e mezzo / 10

mercoledì 9 gennaio 2019

La simmetria dei desideri - Eshkol Nevo


Titolo originale: Mishala Achat Yamina (2007)
Titolo in inglese: World Cup Wishes

Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent'anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l'esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto.
Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figli.
Durante la partita Amichai ha un'idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati?
Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Prima l'ha vista alla mensa dell'università, poi uno scambio di chiacchiere, di numeri di telefono, una telefonata notturna, infine un bacio. Yaara è una di quelle donne che smentisce la teoria dell'amico Churchill: «Non esiste una ragazza bella, intelligente, arrapata e anche libera. Uno degli elementi è sempre assente».Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: «Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia». Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto.
Intorno a loro, all'inizio del nuovo millennio, una società logorata, sfiancata dai continui conflitti, che ha fatto della repressione e della rimozione uno stile di vita. I quattro protagonisti hanno a loro volta cercato di dimenticare la Prima Intifada, quando erano soldati dell'esercito, mentre la Seconda Intifada li costringe a porsi domande sul proprio futuro. In un mondo come questo è davvero possibile, è davvero giusto avere dei desideri?  (http://www.neripozza.it/)

ATTENZIONE, contiene spoiler sulla trama
Primo libro dell'anno e primo libro del gruppo di lettura. Mi è piaciuto molto. Credo che al centro di tutto ci sia l'amicizia dei quattro ragazzi, che pur allontanandosi dal gruppo per vicende personali, ala fine si ritrovano sempre. Credo che una parte di me tenda anche un po' ad identificarsi nel narratore per alcune vicende personali in comune.
Mi piace il fatto che il libro si concentra sui ragazzi, sulle loro storie, sui sentimenti (soprattutto del narratore). La guerra rimane un po' in sottofondo, a parte un episodio piuttosto crudo che viene raccontato, per il resto rimane uno sfondo. Una vita che può cambiare da un momento all'altro, e allora l'amicizia, i sogni, i progetti sono ciò che cerca di far sembrare questa vita "normale".

«Per fortuna che ci sono i Mondiali. Così il tempo non diventa un blocco unico, 
e ogni quattro anni ci si può fermare a vedere cos’è cambiato »

In realtà, nessuno dei ragazzi riuscirà ad avverare il proprio desiderio, ma paradossalmente si troverà ad esaudire quello di un suo amico. E' un cerchio che comunque si chiude, non con tristezza, ma con la crescita personale. Ognuno trova la propria strada, anche se non era quella che aveva sperato.
Nel libro ci sono anche tre figure femminili importanti. Sinceramente non ho apprezzato più di tanto Yaara, che prima sta con Yuval e dopo pochi giorni si mette con Churchill, per poi nemmeno essere felice con lui e rimpiangere il precedente fidanzato. Mi sono invece piaciuti i personaggi di Maria e Ilana; Maria, ragazza madre, è un'esplosione di vita e riesce a far uscire dal suo guscio anche Ilana (detta "la piagnona") almeno finchè il suo volersi rifare il naso per sentirsi bella anche fuori la fa morire sotto i ferri.
In effetti, ho quasi avuto la sensazione che il "destino" ci abbia messo un po' del suo per "punire" chi cambia "troppo" (vedi Ilana e l'intervento chirurgico, ma anche Yuval che finalmente trova una ragione per il suo immobilismo e finisce come finisce... lo stesso Churchill, donnaiolo, verrà proprio incastrato da una donna...). Ma questo è un pensiero che mi è venuto il giorno dopo aver finito il libro.
Ho trovato un po' pesanti le parti in cui Yuval si dilunga sulla filosofia, mi spiace ma proprio non sono nelle mie corde.
Scorrevole. Piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

martedì 1 gennaio 2019

Delitto al pepe rosa - Brigitte Glaser


Titolo originale: Leichenschmaus (2003)

Curve, capelli rossi e temperamento. Sono gli ingredienti irresistibili di Katharina Schweitzer, la nuova pasticcera e chef de garde-manger appena entrata a far parte dello staff del ristorante stellato Il Bue d'Oro, che il famoso cuoco Hugo Spielmann ha aperto nel centro di Colonia. Ma l'allegra brigata di cucina, cova malumori e rivalità. Poco dopo l'arrivo di Katharina, un importante cliente muore in sala mentre sta cenando: un infarto causato da un veleno è solo il primo di una serie di omicidi. Tra cadaveri congelati e assassini a colpi di salami francesi, la cuoca Katharina indaga con l'aiuto della sua coinquilina, l'intraprendente ostetrica Adela, difendendosi anche dalle avances dell'affascinante chef del Bue d'Oro (www.anobii.com)

Ho scoperto per caso questo giallo che è il primo di una serie (di quattro, per ora) dove la protagonista è una cuoca piuttosto imponente (molto alta e in carne) che finisce a lavorare al "Bue d'Oro", un locale rinomatissimo gestito da un famosissimo chef stellato un po' altalenante d'umore.
La protagonista mi è stata subito simpatica, vuoi anche perchè una delle componenti della sua brigata continuava ad offenderla per via del peso e mi sono sentita affine a lei. E' la stessa Katharina che racconta quello che succede in prima persona.
La storia è carina, anche se la soluzione del caso è un po' contorta e forzata. Diciamo che il colpevole lo avevo capito anche io, ma mi sfuggiva la motivazione che, infatti, è abbastanza debole. 
Ci sono tante descrizioni di Colonia, sembra di essere davvero in giro per la città. 
Non ho amato particolarmente Adela, la coinquilina ex ostetrica che conosce tutto e tutti a Colonia, che si diverte a fare l'investigatrice e che, a mio parere, alla fine va un po' troppo a naso piuttosto che a ragionamento. Cioè non ho niente contro di lei, ma, appunto, mi pare che risolva il caso più per fortuna.
Forse tre omicidi erano troppi, magari poteva evitarne uno.
Non è sicuramente un capolavoro del giallo però si legge bene e credo che leggerò anche i successivi.
Nel finale ci sono anche delle ricette.
Ho letto che il titolo originario si traduce in "banchetto funebre"; come sempre in italiano la traduzione non si capisce con che criteri viene fatta. Il titolo originale si ricollega alle citazioni del Faust che fa spesso uno dei colleghi di Katharina.
Insomma, senza infamia e senza lode. Piacevole.
Mio voto: 7 / 10 

Savored Grace reading challenge 2019


E visto che non ne avevo già abbastanza, gironzolando ho trovato questa sfida ospitata da Melissa al blog "Savored grace".
Si tratta di leggere un libro per ognuna delle 27 categorie elencate:

1. a “classic” novel --> Il paese delle nevi (Yasunari Kawabata)
2. a book of poetry --> L'allegria (Giuseppe Ungaretti)
3. a historical fiction novel --> Sugar money (Jane Harris)
4. a science fiction and/or dystopian novel (note: not a fantasy novel! see #14)
5. a true story or a novel based on one --> La baracca dei tristi piaceri (Helga Schneider)
6. a memoir or autobiography --> Tropico del cancro (Henry Miller)
7-11. books that are set on different continents
7 - Israel - Asia - La simmetria dei desideri (Eshkol Nevo)
8 - Denmark - Europe - Il senso di Smilla per la neve (Peter Hoeg)
9 - Colombia - America - Cent'anni di solitudine (Gabriel Garcìa Màrquez)
10
11
12. a book with an alliterative title
13. a mystery --> Il gatto che amava Brahms (Lilian Jackson Braun)
14. a fantasy novel --> La principessa sposa (William Goldman)
15. a book with a one-word title --> Blacklands (Belinda Bauer)
16. an informational book about [something you’ve wanted to learn and know nothing about]
17. a love story --> Alla fine dell'arcobaleno (Irene Pistolato)
18. a western
19. a comedy
20. a short story collection
21. a novel written in first person --> Il prezzo dei soldi (Petros Markaris)
22. a book published posthumously --> Lettera al padre (Franz Kafka)
23. a co-authored book
24. a book with an animal on the front cover --> Il gatto che aggiustava i cuori (Rachel Wells)
25. a second book by an author you discovered last year --> Morte sotto spirito (Brigitte Glaser) 
26. a play --> Molto rumore per nulla (William Shakespeare)
27. your best friend’s favorite book of the year

*one of these books must be YA fiction, but you can choose which one! (Blacklands by Belinda Bauer)

Birth Year Reading Challenge 2019


Sfida ospitata da Hotchpot Cafè. Ci riprovo perchè lo scorso anno ho letto solo un libro scritto nel mio anno di nascita e ce n'erano altri interessanti.
Non ci sono limiti di lettura.

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Libri letti:


2019 POPSUGAR Reading Challenge


Anche quest'anno mi segno i suggerimenti di questa sfida, anche se non la finirò, anche perchè alcuni dei libri indicati sono verramente difficili da trovare!



- a book becoming a movie in 2019
- a book that makes you nostalgic --> Molto rumore per nulla (William Shakespeare)
- a book written by a musician (fiction or nonfiction)
- a book you think should be turned into a movie --> Cielo di sabbia (Joe R. Lansdale)
- a book with at least one million ratings on Goodreads
- a book with a plant in the title or on the cover
- a reread of favourite book
- a book about a hobby
- a book you meant to read in 2018
- a book with "pop", "sugar" or "challenge" in the title --> Sugar money (Jane Harris)
- a book with an item of clothing or accessory on the cover --> Lo smeraldo maledetto (Edgar Wallace) 
- a book inspired by mythology, legend or folklore
- a book published posthumously --> Lettera al padre (Franz Kafka)
- a book you see someone readind on tv or in a movie
- a retelling of a classic
- a book with a question in the title
- a book set on a college or university campus
- a book about someone with a superpower
- a book told from multiple character POVs --> Il trono di spade 2 (George R. R. Martin)
- a book set in space
- a book with two female authors
- a book with a title that contains "salty", "sweet", "bitte", or "spicy"
- a book set in Scandinavia
- a book that takes place in a single day
- a debut novel
- a book that's published in 2019
- a book featuring an extinct or imaginay creature
- a book recommended by a celebrity you admire
- a book with "love" in the title
- a book featuring an amateur detective --> Il senso di Smilla per la neve (Peter Hoeg)
- a book written by an author from Asia, Africa or South America --> Il paese delle nevi (Yasunari Kawabata)
- a book with a zodiac sign or astrology term in the title --> Tropico del cancro (Henry Miller)
- a book that includes a wedding --> La simmetria dei desideri (Eshkol Nevo)
- a book by an author whose first and last name start with the same letter
- a ghost story
- a book with two-word title --> Il chirurgo (Tess Gerritsen)
- a novel based on a true story --> La baracca dei tristi piaceri (Helga Schneider)
- a book revolving around a puzzle or game --> Blacklands (Belinda Bauer)
- your favourite prompt from a past popsugar reading challenge --> (a book with a cat on the cover) Il gatto che amava Brahms (Lilian Jackson Braun)


ADVANCED
- a "cli-fi" (climate fiction) book
- a "choose-your-own-adventure"
- an "own voices" book --> La notte ha la mia voce (Alessandra Sarchi)
- read a book during the season it is set in --> Morituri te salutant (Danila Comastri Montanari)
- a litRPG book
- a book with no chapter / unusual chapter headings / unconventionally numbered chapters --> Il gatto che aggiustava i cuori (Rachel Wells)
- two books that share the same title (1)
- two books that share the same title (2)
- a book that has inspired a common phrase or idiom (e.g., Big Brother from 1984) --> Via col vento (Margaret Mitchell) --> "domani è un altro giorno"
- a book set in an abbey, cloister, monastery, vicarage or convent

Sintesi libri letti nel 2018

Buon anno a tutti i lettori!!

Credo che il post riassuntivo delle mie letture 2018 sia il perfetto primo post per questo anno nuovo, che mi propongo essere ricco di nuove letture (anzi, credo di aver un attimo esagerato con le reading challenges... e non ho ancora finito di scriverne i post...).
Alla fine, le mie letture vedo che si assestano sempre intorno ai 45/46 libri, e anche quest'anno sono in linea. Come sempre, ho qualche recensione da completare...

Libri letti nel 2018:

1. Vento dell'est (M. M. Kaye)
2. Le vedove del giovedì (Claudia Pineiro)
3. L'ultimo lenzuolo bianco (Farhad Bitani)
4. Il tatuatore di Auschwitz (Heather Morris)
5. A spasso con Bob (James Bowen)
6. Cave canem (Danila Comastri Montanari)
7. Vetro (Giuseppe Furno)
8. Jane e la disgrazia di Lady Scargrave (Stephanie Barron)
9. L'uomo che metteva in ordine il mondo (Fredrik Backman)
10. Cuore (Edmondo De Amicis)
11. Precious Ramotswe, detective (Alexander McCall Smith)
12. Anna dei tetti verdi (Lucy Maud Montgomery)
13. Il treno d'Istanbul (Graham Greene)
14. La mia Africa (Karen Blixen)
15. Uno sterminio di stelle (Loriano Macchiavelli)
16. Il posto (Annie Ernaux)
17. Cuore di cane (Bulgakov)
18. La ragazza del mare (Sara Zarr)
19. Sul filo del rasoio (Tess Gerritsen)
20. Il giardino delle farfalle (Dot Hutchison)
21. Cronache di piccoli miracoli (Darcie Chan)
22. Libri, amori e segreti. Dicembre (Della Parker)
23. Agatha Raisin e la giardiniera invasata (M.C. Beaton)
24. Libri, amori e segreti. Gennaio (Della Parker)
25. Dentro l'acqua (Paula Hawkins)
26. Assassinio sull'Orient Express (Agatha Christie)
27. La casa tonda (Louise Erdrich)
28. Jane e il mistero del Reverendo (Stephanie Barron)
29. Vendere handmade (Francesca Baldassarri)
30. The help (Kathryn Stockett)
31. Le variazioni Lucy (Sara Zarr)
32. Haunted is always in fashion (Rose Pressey)
33. Le nostre anime di notte (Kent Haruf)
34. Momo (Michael Ende)
35. Grandi speranze (Charles Dickens)
36. Zo' (Antonio Ferrara)
37. La notte dei desideri (Michael Ende)
38. Quello che l'acqua nasconde (Alessandro Perissinotto)
39. Il gatto che vedeva rosso (Lilian Jackson Braun)
40. Jane e il segreto del medaglione (Stephanie Barron)
41. L'arminuta (Donatella di Pietrantonio)
42. Il rosso vivo del rabarbaro (Audur Ava Olafsdottir)
43. Fuga dal Natale (John Grisham)
44. Il testamento francese (Andrei Makine) - abbandonato
45. Delitto al pepe rosa (Brigitte Glaser)