martedì 7 aprile 2020

Ultime della notte - Petros Markaris


Titolo originale: Nυχτερινό δελτίο - (Nychterinà deltío) -  1995
Titolo inglese: The late-night news

Il commissario Kostas Charitos legge solo dizionari. Lotta quotidianamente contro i bancomat. E' sposato, la figlia se ne è andata di casa e per la moglie la televisione è l'unica consolazione. Odia i giornalisti, soprattutto la bella Ghianna Karaghiorghi, che si fa beffe di lui a ogni conferenza stampa. E vive ad Atene, una metropoli sospesa tra Oriente e Occidente, passato e presente, così simile e così diversa da una grande città italiana. Una metropoli che è teatro di una serie di delitti sanguinosi, in cui si incrociano immigrati clandestini ed ex spie dell'Europa dell'Est, trafficanti d'organi e cronisti troppo curiosi. E Charitos deve dire addio alla sua pigra routine. ''Ultime della notte'', pubblicato con grande successo in Grecia, Francia e Germania, segna la nascita di un personaggio indimenticabile, un poliziotto cinico e umano, scontroso e disarmato, alla ricerca di una verità nascosta in un mondo sempre più inafferrabile. (Giunti.it)

E' il secondo libro che leggo di Markaris ed ero incredibilmente curiosa di partire dalla prima storia di Charitos. Che dire.. mi è piaciuto molto. Pare che questo commissario venga paragonato a Montalbano, io ammetto di non aver letto nulla su Montalbano, ma Charitos mi piace molto come personaggio.  E' lui che racconta i fatti in prima persona.
In questo libro partiamo subito con l'omicidio di una coppia di albanesi, liquidato abbastanza in fretta perchè a nessuno interessa molto degli albanesi. Ma quando a morire è una famosissima (e rampante) giornalista televisiva greca, che stava indagando su alcune vicende particolari, e poco dopo di lei una sua collega (quella a cui la vittima ha chiesto di proseguire le indagini) allora Charitos comincia a sommare le cose e con gli appunti della giornalista si troverà infilato in un traffico di bambini, trapianti e clandestini.
Il ritmo della storia è molto buono. Ho avuto un po' di perplessità quando entrano in scena anche i trasporti frigoriferi e come si ricollegano le cose. Trama molto intrigante, ammetto che l'ho letto abbastanza tutto d'un fiato.
Il segreto della giornalista l'avevo capito da subito. Mentre è furbacchione il commissario che tiene per sè l'indizio fondamentale: la persona della foto che lui può vedere e noi no. Senza quella è difficile capire chi è l'assassino. E ammetto che ho provato un gran dispiacere perchè mi stava simpatico.
Charitos sa anche manifestare grande bontà d'animo nel tutelare sia il capro espiatorio braccato dai giornalisti, sia la sorella di Ghianna.
Ripeto, mi piace molto questo commissario. Credo che proseguirò presto la serie. Lettura molto piacevole.
Mio voto: 8 / 10


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Serie Kostas Charitos:
1. Ultime della notte, (1995) 
2. Difesa a zona (1998) 
3. Si è suicidato il Che (2003) 
4. La lunga estate calda del Commissario Charitos (2007) 
5. La balia (2008) 
6. Io e Kostas Charitos (2010) 
7. Prestiti scaduti (2011) 
8. L'esattore (2012) 
9. Resa dei conti (2013) 
10. Titoli di coda: Un nuovo caso per il Commissario Kostas Charitos (2015) 
11. L'assassinio di un immortale. Dalle rotte dei migranti alle indagini del commissario Charitos (2016) 
12. Il prezzo dei soldi (2017) 
13. L'università del crimine (2017) 
14. Il tempo dell’ipocrisia (2019)

sabato 4 aprile 2020

Gita al faro - Virginia Woolf


Titolo originale: To the lighthouse - 1927

In una sera del settembre del 1914, la famiglia Ramsay, in vacanza in una delle isole Ebridi, decide di fare l'indomani una gita al faro con alcuni amici. Per James, il figlio più piccolo, quel luogo è una meta di sogno, piena di significati e di misteri. La gita viene però rimandata per il maltempo.Passano dieci anni, la casa va in rovina, molti membri della famiglia sono morti. I Ramsey sopravvissuti riescono a fare la gita al faro, mentre una delle antiche ospiti finisce un quadro iniziato dieci anni prima. Passato e presente si intrecciano, il tempo assume un diverso significato. (www.anobii.com)

Avevo letto questo libro secoli fa, forse per la scuola o qualcosa di simile. Non ricordavo praticamente nulla e l'ho voluto rileggere. Devo ammettere che è stata una lettura impegnativa.
Leggevo che questo è probabilmente il libro più autobiografico di Virginia Woolf, una sorta di elaborazione del lutto per la morte della madre. La figura della signora Ramsey, in effetti, è quella centrale a tutto il romanzo. Una donna remissiva, attiva, dedita agli altri. Ha sempre una parola buona per tutti, è la persona che incoraggia e non che abbatte. In contrapposizione ad un marito freddo, che non esprime i propri sentimenti, che non ha tatto per i sentimenti altrui, per esempio quando stronca sul nascere la speranza del piccolo James di andare al faro. La signora Ramsey è presente anche quando è assente. Anni dopo la sua morte, nello stesso posto, Lily Briscoe non riesce a fare a meno di pensare a lei, prima con un certo astio nei suoi confronti, e solo quando riesce in qualche modo ad accettarla, solo allora riesce a completare quel quadro che era rimasto in sospeso da tutto quel tempo.
Il romanzo è diviso in tre parti. Nella prima c'è questa riunione di persone, e sono diversi i flussi di pensieri che si accavallano gli uni agli altri. In alcuni punti è faticoso capire chi sta parlando, bisogna entrare un po' nel meccanismo e rimanere concentrati. La seconda parte l'ho trovata un po' delirante, e ho l'impressione che sia stata scritta solo per dire che il tempo è passato e la custode della casa si trova a doverla sistemare in breve tempo dopo che è stata abbandonata per anni. E' la parte che mi è piaciuta meno perchè, appunto, piena di immagini troppo caotiche. Nella terza parte si alternano i pensieri di Lily in giardino e la barca su cui si trovano Ramsey e i figli. Lily principalmente sfoga il suo rancore, diciamo così, nei confronti della signora Ramsey, cerca di capirla, di capire perchè ci tiene tanto a far sposare tutti quelli che ha intorno, a cosa ci trova nella vita matrimoniale. Non ho capito se Lily pensa che il signor Ramsey voglia mettersi con lei, questo è un punto che mi è rimasto ostico, ma ha poca importanza. Quello che importa è che Lily ha trovato quel qualcosa che le fa svegliare l'ispirazione per concludere finalmente il suo quadro. Una sorta di rielaborazione di se stessa per arrivare a capirsi. 

"E riposando, vagando con lo sguardo da una cosa all'altra, la vecchia domanda che traversava perpetuamente il cielo dell'animo, la domanda vasta, generale rimase sospesa, indugiò, si fece cupa su di lei. Qual è il significato della vita? Tutto lì - una domanda semplice, una domanda che, col passare degli anni, metteva con le spalle al muro. La grande rivelazione non era mai arrivata. La grande rivelazione, forse, non arrivava mai. C'erano invece piccoli miracoli quotidiani, illuminazioni, fiammiferi che s'accendevano inaspettatamente nel buio"

"Le donne sono tutte così, pensò; i loro pensieri sono incurabilmente vaghi; non era mai riuscito a spiegarsene il perchè, ma era proprio così. Era così anche lei - sua moglie. Incapaci di fissarsi chiaramente un pensiero in testa. Ma aveva fato male a prendersela con lei. Oltretutto, non era forse vero che lui trovava attraente quella stoltezza femminile? Era parte del loro fascino straordinario"

Non posso dire che questo libro mi abbia fatto impazzire. Ho fatto fatica a leggerlo in diversi punti. Ne riconosco il valore catartico per l'autrice. Sicuramente non ha una gran trama ma ha un forte potere evocativo per quanto riguarda le atmosfere.
Mio voto:  6 e mezzo / 10

mercoledì 1 aprile 2020

w…w…w…wednesdays #150


"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  

Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

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Le mie risposte (150^ puntata - mercoledì 01 aprile 2020)

1) cosa stai leggendo?
- gita al faro - Virginia Woolf

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura?  
- ultime della notte - Markaris

La paziente scomparsa - Liz Lawler


Titolo originale: I'll find you - 2018

Emily Jacobs è appena stata ricoverata nell'ospedale dove lavora come infermiera, per una piccola operazione. Quando si sveglia nel cuore della notte, ancora confusa dall'anestesia, fatica a capire bene cosa stia succedendo. Per un momento le sembra quasi che un medico stia cercando freneticamente di rianimare la paziente nel letto a fianco, ma la spossatezza dovuta ai medicinali ha la meglio ed Emily si riaddormenta. Al risveglio chiede spiegazioni, ma la risposta è che il letto accanto al suo è sempre stato vuoto. Una volta tornata al lavoro, Emily è decisa a non dare più peso alla cosa, ma il ritrovamento di un braccialetto riporta a galla tutte le sue inquietudini. Potrebbe essere della donna scomparsa? Più ci pensa e più si convince che i suoi colleghi nascondano un terribile segreto. Potrebbe sbagliarsi, è vero. Forse per colpa di un trauma del suo passato che rischia di influenzarla... E se invece avesse ragione? Chi altro sarebbe in pericolo? (www.anobii.com)

Trama interessante. Emily è una infermiera che si fa in quattro per aiutare gli altri, è caparbia, è preparata, è brava in quello che fa. Ma la scomparsa della sua amata sorella minore la fa uscire di testa per il dolore. Ed è questo che cercano di farle credere tutte le persone che ha intorno, che le sue capacità mentali sono troppo provate e che non c'è mai stata nessuna ragazza nella stanza con lei. Ma Emily non ci sta, non si dà per vinta, è sicura di ciò che ha visto ed andrà fino in fondo fino a scoprire cosa è esattamente successo, rischiando anche la pelle.
Leggendo il prologo mi ero un po' spaventata, temevo che fosse più horror che thriller. 
La storia è avvincente, ho letto il libro in due giorni (ammetto che questa quarantena sta aiutando molto nella lettura..), ero curiosa di vedere come si sviluppava la vicenda, perchè con una storia così è un attimo fare uno scivolone. Tasto dolente del libro: la scrittura. Non so se sia "solo" un problema di traduzione, ma il linguaggio ha bisogno di essere affinato un altro po'. Questa storia in mano ad un giallista navigato sarebbe spettacolare. E poi si sente molto che l'autrice ha fatto l'infermiera per tanti anni, perchè utilizza termini e procedure mediche un po' troppo tecniche.
Nel complesso il libro mi è piaciuto abbastanza, anche se il finale è un po' deludente e semplicistico. Ho passato tutto il libro a chiedermi cosa fosse successo a Zoe e poi ... ? 
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 29 marzo 2020

La casa per bambini speciali di Miss Peregrine - Ransom Riggs


Titolo originale: Miss Peregrine's Home for peculiar children (2011)

Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la trasfigurazione della ferocia nazista? Oppure sono qualcosa d'altro, e di tuttora presente, in grado di colpire ancora? Quando la tragedia si abbatte sulla sua famiglia, Jacob decide di attraversare l'oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri piccoli orfani scampati all'orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob potrà stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni notturni. O se, invece, contenevano almeno un granello di verità, come sembra testimoniare la strana collezione di fotografie d'epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle fotografie ingiallite, bizzarre e non di rado inquietanti, fossero davvero, come il nonno sosteneva, speciali, dotati di poteri straordinari, forse pericolosi? Possibile che quei bambini siano ancora vivi, e che - protetti, ma ancora per poco, dalla curiosità del mondo e dallo scorrere del tempo - si preparino a fronteggiare una minaccia oscura e molto più grande di loro? (www.anobii.com)


"trova il falco... 
dentro l'anello... 
oltre la tomba del vecchio... 
3 settembre 1940"

Avvincente. Intrigante. Queste le prime parole che mi vengono in mente appena chiuso questo libro. Mi piace l'originalità della storia, mi piace la scrittura coinvolgente. L'ho letto praticamente tutto d'un fiato in un paio di giorni. Le fotografie d'epoca sono un bel valore aggiunto. Non riesco a trovarci cali di tensione nella narrazione a parte, forse, il finale. Quando arrivano gli Spettri e i Vacui, con le battaglie, la storia scorre via un po' in fretta. Ovviamente, si capisce che il libro ha un seguito, ma al momento non ho proprio voglia di proseguire un'altra saga. In futuro magari, perchè comunque mi ha lasciato in sospeso alcune domande a cui, prima o poi, mi piacerebbe trovare risposta. Non gli do il massimo dei voti perchè non è un libro autoconclusivo e quindi ti impone di leggere anche i successivi per vedere se le ottime premesse sono mantenute.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

questo libro rientra nella categoria "a book published in the month of your birthday" della popsugar challenge, fu pubblicato il 7 giugno 2011

venerdì 27 marzo 2020

La vita davanti a sè - Romain Gary


Titolo originale: La vie devant soi (1975)
Titolo inglese: The life before us

"Non bisogna piangere, figlio mio, è naturale che i vecchi muoiano. 
Tu hai tutta la vita davanti"

Momò è un bambino che viene cresciuto da Madame Rosa in un appartamento al sesto piano di un palazzo nel quartiere multietnico di Belleville a Parigi. La donna, un'anziana ebrea reduce da Auschwitz, si occupa di crescere i figli di prostitute che, per legge, non possono tenerli con sé. 
A mano a mano che cresce, Momo si rende conto che Madame Rosa sta invecchiando e che i sei piani da salire ogni giorno potrebbero risultarle fatali con i suoi 95 chili di peso. Un giorno Momo fa conoscenza con una bella ragazza, Nadine, lavora come doppiatrice di film. Momò ha già visto che la donna ha due figli, e questo limita la sua speranza di essere adottato da lei, anche se lei è sempre molto affettuosa quando lo vede.
Intanto la salute di Madame Rosa peggiora; le prostitute non le lasciano più i bambini perché non riesce più ad accudirli e i soldi scarseggiano. Il dottor Katz dice a Momò che, anche se non ha il cancro, l'anziana donna è grave, e avrebbe bisogno di essere portata in ospedale. Ma Madame Rosa ha fatto promettere a Momò che non l'avrebbe mai lasciata portare in ospedale perchè non vuole vivere per anni come un vegetale. Al tempo stesso, Momò ha paura di essere affidato agli assistenti sociali. La solidarietà degli inquilini si mobilita, cercando di aiutare Madame Rosa.
Un giorno, durante uno dei rari periodi di lucidità dell'anziana donna, si presenta a casa un omino di nome Kadir Yoûssef; è appena uscito dal manicomio criminale dove è stato rinchiuso 11 anni per omicidio di una prostituta (che poi era la madre di Momò), e vuole vedere il figlio che era stato affidato a Madame Rosa. Si tratta del padre di Momò, che in questa occasione scopre di avere 14 anni e non 10, come gli ha fatto credere Madame Rosa per timore di perderlo. La donna si oppone tenacemente alle richieste dell'uomo, anzi gli dice che suo figlio è un altro dei bambini e che anzichè allevarlo come musulmano è stato allevato come ebreo. L'uomo è talmente agitato che ha una crisi cardiaca e muore. Confuso, Momò torna a trovare Nadine, la quale lo porta a casa propria. Suo marito è un medico, molto interessato al caso del ragazzino, che però scappa quando vede i due figli della coppia.
La situazione di Madame Rosa peggiora ancora, il dottor Katz insiste nel volerla ricoverare in ospedale ma Momò, ricordando la promessa fatta alla donna, dice al dottore che i suoi parenti stanno arrivando da Israele per portarla via con loro. Il medico è stupito ma sembra credere a questa storia. Momò decide di portare Madame Rosa nella cantina, dove lei, da anni, ha ricavato il suo “angolo ebraico”. Momò rimane con lei. La donna muore qui, e Momò rimane per tre settimane accanto al corpo dell'anziana finché i vicini, richiamati dall'odore, scoprono i due nello scantinato.

Romain Gary ha scritto questo libro sotto lo pseudonimo di Emil Ajar e gli è pure valso il suo secondo Premio Goncourt (con alcune polemiche).

Io l'ho appena terminato e ammetto che non so darne un giudizio, non so dire se mi sia piaciuto o meno.
Ho fatto fatica ad ingranare con lo stile narrativo. Questo bambino un po' sbruffone, che parlava "apposta" come un bambino (e quindi con anche errori ortografici, pensieri sparsi, ..) mi ha fatto stare un po' a distanza. Sinceramente mi sono imposta di proseguire perchè dovevo leggerlo per il gruppo di lettura, ma nella mia mente non vedevo l'ora di poter leggere altro. Poi la storia si modifica un po' e viene a galla sempre di più il rapporto quasi "materno-filiale" che c'è tra Momò e Madame Rosa. Per lei, Momò è sempre stato il suo bambino preferito, al punto che gli ha mentito sull'età perchè non voleva farlo crescere troppo in fretta, ha mentito al padre perchè non lo voleva lasciare ad un padre malato di mente, tutta una serie di atteggiamenti protettivi nei suoi confronti; allo stesso tempo, su Momò sa di poter contare, infatti affida a lui la promessa di non farla mai portare in ospedale per non morire lì. D'altro canto, per Momò la figura di Madame Rosa è la cosa più simile ad una madre che abbia avuto, e pur esagerando nel far notare i suoi difetti (i chili soprattutto, il suo enorme culo, ecc) in realtà è molto legato a lei, sta sempre attento a ciò che la può far star male, anche nel finale quando se ne prende cura in maniera quasi maniacale.
Cosa non mi è piaciuto: lo stile narrativo così bambinesco un po' forzato in alcuni punti, molto colorito, con frasi e concetti ripetuti fino alla noia; alcune descrizioni veramente troppo prolisse.
Cosa mi è piaciuto: il senso di comunità del condominio che si industria per aiutare Madame Rosa; le riflessioni sull'eutanasia di Madame Rosa, che ormai sa di essere alla fine e vorrebbe potersi "abortire" pur di non rimanere anni e anni in un letto come un vegetale. Mi ha colpito il dolore di Madame Rosa, che si accorge della sua decadenza, che ha paura perchè è sola.
In sintesi, la prima metà del libro l'ho trovata noiosa e a tratti fastidiosa; la seconda metà, più riflessiva, più profonda, mi è piaciuta molto di più. Alla luce di ciò direi che darò un voto medio.
Mio voto: 7 / 10

mercoledì 25 marzo 2020

w…w…w…wednesdays #149


"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  

Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (149^ puntata - mercoledì 25 marzo 2020)

1) cosa stai leggendo?
- la vita davanti a sè - Romain Gary

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? probabilmente uno tra:
- ultime della notte - Markaris
- gita al faro - Virginia Woolf