martedì 7 aprile 2026

Quando le gru volano a sud - Lisa Ridzén


Titolo originale: Tranerna flyger söderut (2024) 
Titolo inglese: When the Cranes Fly South 

Bo ha ottantanove anni e la sua solitudine viene interrotta soltanto dalle visite degli assistenti domiciliari che si prendono cura di lui. Per il resto, non c’è molto che abbia sapore. Nemmeno i pasticcini alla panna montata che il figlio Hans si ostina a comprare e mettergli nel frigo. Bo è arrabbiato con il suo corpo che non obbedisce più, con le sue braccia un tempo forti che ora non riescono a fare più nulla, con le sue dita gonfie che non sanno più nemmeno aprire il barattolo che contiene lo scialle preferito di sua moglie Fredrika. Lo scialle che conserva ancora il suo profumo. È l’unica cosa che gli è rimasta di lei, da quando è stata trasferita in una casa di cura a Östersund, da quando Fredrika non riconosce più nessuno e lui non riconosce più la donna dietro i lineamenti di sua moglie. Ma, soprattutto, Bo è arrabbiato con Hans che vuole portargli via Sixten, il suo cane, perché si è convinto che un quasi novantenne non sia in grado di prendersene cura. E adesso non c’è più Fredrika a addolcire le parole aspre tra padre e figlio. Il vuoto lasciato dalla compagna di una vita e la preoccupazione di perdere l’affetto di Sixten, che ancora lo tiene nel mondo, trascinano Bo in un vortice di emozioni. Lo sospingono a ripercorrere la sua esistenza, a definire felici quei momenti in cui semplicemente non ci accadeva nulla, ad ammettere il suo modo imperfetto di amare gli altri. Delicato e potente, questo ritratto dell’ultima età della vita, protagonista invisibile della ma nostra epoca, è un romanzo sovversivo che ci riguarda, tutti, e rimarrà con noi. (goodreads)

Faccio fatica a riportare l'emozione che mi ha trasmesso questo libro.
Delicato e profondo, incredibilmente reale la vicenda di Bo, quasi novantenne, a cui il corpo sta smettendo di rispondere. Costretto a dover chiedere aiuto anche per aprire il barattolo in cui conserva lo scialle della moglie che ancora contiene il suo profumo. Costretto a dover indossare il pannolone perchè si fa la pipì addosso. Incapace di riportare a parole le cose che sente e che vorrebbe dire al figlio o agli assistenti domiciliari che lo vanno a trovare più volte al giorno. Pieno di rabbia perchè si sente incapace di esprimere il proprio dissenso quando qualcosa non gli va bene.
Chi ha in casa un anziano credo che, come me, troverà in lui molto di ciò che vediamo in Bo. Io però, a differenza di Hans, non avrei mai e poi mai portato via il cane, unica compagnia che questo uomo ha, oltre alle telefonate al suo amico ed ex collega Ture. E' vero, probabilmente Sixten aveva bisogno di cure ulteriori, ma credo si potesse trovare un altro modo che non fosse toglierlo a Bo. Quanto ha sofferto dopo che gliel'hanno portato via, ogni volta che toccava le coperte e il suo corpicino non era più lì vicino a lui. Straziante.
Il libro alterna le brevi scritte degli assistenti domiciliari, ai pensieri di Bo.
Così pieni di tenerezza i pensieri che Bo rivolge costantemente a sua moglie Fredrika, che ormai non lo riconosce più, ma di lei ci fa ripercorrere i loro momenti di vita passata, dove Fredrika era spesso quella comprensiva che faceva da tramite tra Bo e il figlio Hans, un rapporto complicato così come è stato complicato il rapporto tra Bo e suo padre (che lui chiama sempre "il vecchio"). Fredrika che non ha mai visto di buon occhio l'amicizia tra Bo e Ture, poichè su Ture giravano voci, ma che lei accettava perchè per Bo era un amico. Amico che lo è rimasto fino alla fine, quando poi le voci hanno avuto conferma e Bo si chiede quante cose Ture non ha avuto coraggio di raccontargli.
E' straziante vedere come gli esterni non riescono a capire (e forse non possono) cosa realmente pensa e prova Bo, cose che lui con le parole non riesce più ad esprimere.
C'è un crescendo di consapevolezza, e di rielaborazione del passato, per cui Bo si rende conto che non bisogna lasciare cose non dette, ciò che si prova per qualcuno deve essere detto. 
L'ultimo capitolo l'ho letto piangendo. Intenso, emozionante.
Mio voto: 9 / 10

La felicità delle piccole cose - Caroline Vermalle


Titolo originale: Une collection de tresors minuscules (2013)

Parigi. La neve cade dolcemente sulla città, ammantando di bianco la Tour Eiffel, Notre-Dame e il Panthéon, come in una cartolina. Un uomo passeggia lungo la Senna diretto verso casa, un elegante palazzo sull’Île Saint-Louis. È Frédéric Solis, avvocato di successo con la passione per i quadri impressionisti. Affascinante, ricco e talentuoso, Frédéric sembra avere tutto quello che si può desiderare dalla vita. Gli manca una famiglia, ma dopo essere stato abbandonato dal padre molti anni prima, ha preferito circondarsi di oggetti lussuosi e belle donne piuttosto che mettere ancora in gioco il suo cuore ferito. Fino a quando, un giorno, scopre di aver ricevuto una strana eredità, che consiste in una manciata di misteriosi biglietti e in un disegno che ha tutta l’aria di essere una mappa. Cosa nasconderanno quegli indizi? Convinto di essere sulle tracce di un quadro dimenticato di Monet, Frédéric decide di tentare di decifrare la mappa. Grazie all’aiuto della giovane e stralunata assistente Pétronille, inizia così un viaggio lungo i paesaggi innevati del Nord della Francia, tra i luoghi prediletti dai suoi amati impressionisti: Éragny, Vétheuil, il giardino di Monet, con una tappa d’obbligo al Musée d’Orsay. Di incontro in incontro, di sorpresa in sorpresa, torneranno a galla ricordi che Frédéric credeva di aver dimenticato, e un tesoro ben più prezioso di qualsiasi ricchezza. (goodreads)

Sono un po' in difficoltà a parlare di questo libro. Credo che l'autrice abbia avuto una bella idea, con l'escamotage della "caccia al tesoro" nei luoghi degli impressionisti, ma il libro non mi ha lasciato particolare emozione. Temo sia un problema di scrittura abbastanza piatta.
Stiamo parlando di un romanzo "da relax", che ovviamente è di quelli dove sai già in partenza che tutto finirà bene, quindi la piacevolezza del viaggio si gioca tutta sulla capacità della scrittrice di rendere le atmosfere, le emozioni. Cosa che secondo me non ha saputo pienamente fare.
ATTENZIONE CONTIENE SPOILER
Frédéric è un uomo che ha preso le sue decisioni nella vita, tra le quali, quella di non leggere una lettera del padre che gli è arrivata 17 anni prima, preferendo conservare il ricordo di padre favoloso che aveva da bambino, finchè non gli hanno detto che è finito in prigione e non lo rivedrà più. Cosa che in realtà è una bugia, perchè la verità non è questa, è che lui si è "semplicemente" (e molto rapidamente) reso conto di essere innamorato di un altro uomo e la moglie l'ha sbattuto via di casa. 
Frédéric è un avvocato divorzista che si trova in una situazione pietosa, è pieno di debiti, ha perso il suo maggiore cliente che gli fa anche tabula rasa intorno, e il quadro di Sisley che ha appena comprato gli è stato pignorato. Gli arriva questa eredità, da un perfetto sconosciuto, lui spera si tratti di soldi, e invece si tratta di quattro biglietti per andare "in gita" in luoghi che hanno a che fare con gli impressionisti. Alla fine di queste quattro tappe ci sarà un quadro per lui, e lui si convince che sarà un quadro di Monet.
Ho trovato molto arrendevole il personaggio di Frédéric. Lui è uno che quando qualcosa prende una piega che a lui non piace, semplicemente chiude. Chiude con Jamal quando si rende conto (con una sorta di illuminazione) che forse c'entra qualcosa con la storia dei biglietti. Chiude con Marcia dopo che l'ha messa incinta perchè lei voleva un figlio e lui no. Chiude col padre nonostante gli arrivi una lettera che gli potrebbe spiegare cosa è successo ma lui no, preferisce non sapere niente. Un po’ infantile come atteggiamento, forse non solo il padre è rimasto legato a quello del ricordo, ma lui stesso ha una sorta di rifiuto di crescere rimanendo il bambino di sette anni che non è riuscito a decorare l’albero col padre.
Per fortuna che la storia d’amore che tutti ci saremmo aspettati tra Frédéric e Petronille non c’è, perché altrimenti era veramente uno stereotipo pazzesco.
Ho trovato un po’ troppo didattiche le pagine in cui si parla degli impressionisti, un po’ troppo “scolaretto che ha fatto i compiti e ripete la lezione”.
Un po’ troppo pieno di coincidenze fortunate.
Torno a quello che dicevo all’inizio: l’idea era molto carina e anche originale, ma la scrittura la rende molto piatta e non emozionante come potrebbe essere. Perché se ci pensiamo ci sono argomenti seri in questo libro, dal divorzio dei genitori che lascia segni sul figlio, dall’omosessualità che viene ritenuta qualcosa contro natura (vedi i commenti nel bar), dal fatto che la famiglia non è necessariamente quella in cui si è nati ma quella in cui ci si sente accolti, il tormento di essere un uomo indebitato fino al collo, il rifiutare la paternità per presa di posizione e così rifiutare anche la donna che in realtà si ama, la malattia. Tante cose, tutte trattate con superficialità.
Un po’ semplicistico che padre e figlio si vedano e senza alcuna spiegazione si abbraccino e anni di dolore sono spazzati via da un sentimento profondo.
È molto tenero che il figlio di Frédéric nasce nel momento in cui il padre muore (e ha strenuamente resistito finché non ha visto Frédéric), è una specie di cerchio che si chiude, e lui si rende conto che non vuole essere un’assenza per il figlio bensì una presenza. Però tutte le emozioni legate a queste cose non mi arrivano.
Mio voto: 6 / 10

domenica 5 aprile 2026

L'uomo che morì due volte - Richard Osman


Titolo originale: The Man Who Died Twice (2021)

Elizabeth, Joyce, Ron e Ibrahim – Il Club dei delitti del giovedì – sono ancora scossi dal loro primo caso risolto e non vedono l’ora di godersi un po’ di pace e tranquillità nell’elegante residence per pensionati dove vivono. Ma l’imprevisto incombe...
Elizabeth riceve la lettera di un ex collega dei Servizi Segreti che ha commesso un grosso errore e ha bisogno del suo aiuto. È stato accusato di aver rubato diamanti per milioni di sterline agli uomini sbagliati e per questo motivo è in fuga da un mafioso violento e vendicativo. Mentre i cadaveri iniziano ad accumularsi, Elizabeth arruola gli amici di sempre del Club per dare caccia a uno spietato assassino. Questa volta si scontrano con un nemico che non farebbe una piega nel mettere fuori combattimento quattro anziani...
Riusciranno i vecchi amici a risolvere l’enigma prima di diventare a loro volta vittime? E se trovassero anche i diamanti? Be’, non sarebbero un bonus gradito?
Con la seconda indagine del Club dei delitti del giovedì, Osman si conferma un autore ricco di inventiva e dalla penna godibile e divertente, con uno stile irriverente e politicamente scorretto. (goodreads)

Secondo libro della serie del club dei delitti del giovedì.
L'ispettore capo Chris Hudson e l'agente Donna De Freitas stanno cercando di porre fine alla sanguinosa organizzazione della regina della droga Connie Johnson, mentre Ibrahim è vittima di una brutale aggressione per strada ad opera di tre ragazzini in bicicletta, uno dei quali è anche uno spacciatore di Connie. Contemporaneamente, ricompare Douglas l'ex marito di Elizabeth, che si è nascosto nel suo villaggio perchè sta scappando da Martin Lomax, un intermediario della mafia a cui ha rubato dei diamanti. Douglas è sotto copertura degli agenti del MI5, di cui facevano parte lui ed Elizabeth.
Il libro procede alternando capitoli in terza persona a capitoli in cui Joyce scrive sul suo diario cosa è successo.
La storia ha diversi elementi piuttosto divertenti, da Joyce che si iscrive su instagram con un nickname dubbio, all'ispettore capo Chris che sta con la madre di Donna e comincia a mangiare come un salutista. Lo stesso intreccio tra la mafia, i criminali e i nonni che incastrano i criminali è piuttosto divertente. Abbiamo poi il nipotino di Ron, Kendrick, che li aiuta ad investigare e Bogdan che si accolla i lavori sporchi e fa compagnia a Stephen il marito di Elizabeth. Sempre molto arguto il personaggio di Elizabeth e molto divertente quello svampito di Joyce. Mi spiace invece per Ibrahim, che a causa dell'aggressione non ha più intenzione di uscire di casa...
Libro piuttosto divertente, la trama regge bene fino alla fine. Ammetto che non avevo capito chi fosse il colpevole, ma è geniale.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Serie: il club dei delitti del giovedì (al 05/04/2026)
2. L'uomo che visse due volte
3. Il colpo che mancò il bersaglio
4. L'ultimo diavolo a morire
5. La fortuna impossibile

mercoledì 1 aprile 2026

La cinquina del Premio Strega Europeo 2026

I cinque candidati alla tredicesima edizione del Premio Strega Europeo, sono:

- Nathacha Appanah, La notte nel cuore, tradotto da Cinzia Poli (Einaudi), vincitrice del Prix Femina 2025 e Prix Goncourt des Lycéens 2025.

- Leila Guerriero, La chiamata. Storia di una donna argentina, tradotto da Maria Nicola (SUR), vincitrice del Premio Zenda 2023-2024.

- Isabella Hammad, Entra il fantasma, tradotto da Maurizia Balmelli (Marsilio), vincitrice dell’Encore Award 2024.

- Tonio Schachinger, In tempo reale, tradotto da Francesca Gabelli (Sellerio), vincitore del Deutscher Buchpreis 2023.

- Yael van der Wouden, Estranea, tradotto da Roberta Scarabelli (Garzanti), vincitrice del Women’s Prize for Fiction 2025.

Concorrono “cinque scrittrici e scrittori recentemente tradotti che hanno vinto nei Paesi di provenienza un importante riconoscimento nazionale: cinque voci rappresentative di diverse tradizioni letterarie e aree linguistiche e cinque modi di esplorare le latitudini possibili del romanzo contemporaneo”. E' previsto un riconoscimento anche al traduttore del libro vincitore.

La dozzina del premio Strega

La “dozzina” del Premio Strega 2026 è così composta:
- Maria Attanasio, La rosa inversa (Sellerio)
- Ermanno Cavazzoni, Storia di un’amicizia (Quodlibet)
- Teresa Ciabatti, Donnaregina (Mondadori)
- Mauro Covacich, Lina e il sasso (La nave di Teseo)
- Michele Mari, I convitati di pietra (Einaudi)
- Matteo Nucci, Platone – Una storia d’amore (Feltrinelli)
- Alcide Pierantozzi, Lo sbilico (Einaudi)
- Bianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani)
- Christian Raimo, L’invenzione del colore (La nave di Teseo)
- Elena Rui, Vedove di Camus (L’orma)
- Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca (Einaudi)
- Marco Vichi, Occhi di bambina (Guanda).

Mazzucco, presentando la dozzina, ha detto che "L’elemento più rilevante di quest’anno è il ritorno del romanzo. Il ritorno della storia, e delle storie, e la parallela contrazione di narrazioni autobiografiche, memorie familiari e/o di auto-fiction, che avevano invece prevalso nelle recenti edizioni. Si tratta di romanzi che possono essere definiti, con qualche distinguo, storici. Spesso il personaggio dello scrittore, o della scrittrice, agisce come testimone/cronista/investigatore di eventi e fenomeni collettivi. Ma c’è anche lo scrittore in quanto tale, alle prese con un mestiere indefinibile, con le crisi d’ispirazione, il successo o il rifiuto del mercato editoriale, è indubbiamente il protagonista di questa edizione. Rilevante è anche il ritorno del lavoro – tema carsico della letteratura italiana, che riemerge con ciclicità sussultoria. Si ripresenta il racconto del sesso. Che si aggiorna alla contemporaneità. In un anno in cui risorge il gioco letterario, pure combinatorio e gratuito, il sonnambulismo come impostura si propone quale metafora della letteratura”.

La proclamazione dei finalisti si terrà invece il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento.

La finalissima non sarà ospitata come di consueto dal Ninfeo di Villa Giulia, ma si terrà sulla Piazza del Campidoglio, mercoledì 8 luglio, come sempre in diretta televisiva su Rai 3.

martedì 17 marzo 2026

Miss Bee e il giardino avvelenato - Alessia Gazzola


Titolo originale: Miss Bee e il giardino avvelenato (2025)

Reduce da un evento inatteso e imprevedibile che le ha certamente stravolto l’esistenza, la giovane Miss Bee, alias Beatrice Bernabò, a poco più di vent’an­ni si trova in una situazione inedita. Una nuova vita le si spalanca davanti agli occhi... Ma guai, enigmi e financo delitti sono sempre all’orizzonte. Miss Bee si ritroverà invischiata in un enigma dai contorni ancor più foschi del solito, così come fosco le appare il suo presente sentimentale, per tacer del futuro... Più che mai, Beatrice dovrà far ricorso a tutta la sua sagacia e a tutta la sua forza d’animo per sciogliere i misteri del mondo e soprattutto quelli del cuore. (goodreads)

Nonostante siano sposati da qualche mese, Archie e Beatrice hanno difficoltà nel gestire la loro nuova vita. Lui passa il tempo fuori per lavoro e lei passa il tempo a casa del padre, che non sa nulla del fatto che si tratta di un matrimonio di convenienza. 
Il matrimonio di Julian e Octavia, invece, è stato rinviato a causa di un lutto in famiglia. 
Ad un certo punto, si rifà vivo un amico d'infanzia di Archer, Felix, che sta vendendo la sua mastodontica villa a nientepopodimeno che Kit Ashbury, che nel frattempo è tornato dall'India con tanto di moglie (non proprio innamorata) al seguito. 
Archer viene invitato per alcuni giorni a Wroxham Hall e Beatrice si rende conto che come moglie deve andare con lui (oltre al fatto che è molto curiosa di vedere questa mega villa che non avrà più occasione di vedere in futuro, dopo che sarà venduta). Ma là, tra i vari ospiti, c'è anche Elizabeth, la ex fidanzata di Archie, che ha rotto il loro fidanzamento dopo la guerra per il "problema" che gli ha lasciato. E Beatrice si rende conto che un po' di gelosia la prova, oltre ad essere incredibilmente curiosa di vedere cosa nasconde sotto i vestiti il bell'ispettore. 
Anche Clara è tormentata, si rende conto che vivere da divorziata sarà socialmente impossibile, soprattutto ora che Hugh pare tornare sui suoi passi e la rivuole a casa, mentre lei in fondo in fondo prova qualcosa per Federico.
Mi è piaciuto scoprire un po' di più del passato di Archie e anche di Kit.
Credo sia il libro più lineare della serie, probabilmente quello che mi ha convinto di più. La storia regge bene, non diventa troppo contorta, anche se lascia delle domande irrisolte. Sono un po' perplessa sul finale, decisamente aperto. Non mi è chiaro se ci sarà un altro libro nella serie (sembra di sì), ma finire così rimangono tante cose un po' tronche.
Comunque, molto gradevole questa serie di libri, divertenti, briosi.
Mio voto: 7 / 10


Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata - Alessia Gazzola


Titolo originale: Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata (2025) 

Londra, 1925. Per impedirle di combinare ulteriori guai, Leonida Bernabò individua finalmente la sistemazione ideale per la vivace e scapestrata secondogenita un solido impiego presso l’ambasciata italiana. Miss Bee si trova dunque a barcamenarsi fra impegni segretariali ed eventi prestigiosi, come il ricevimento in onore di una delegazione proveniente proprio da Firenze, la città natia dei Bernabò. Due membri del comitato scientifico degli Uffizi vengono accolti insieme a Edoardo, figlio dell’ambasciatore italiano, e la sua fidanzata, Elisa. Non mancano neppure il visconte Julian Lennox – verso il quale Beatrice prova ancora sentimenti più travolgenti di quanto vorrebbe – e la sua promessa sposa Lady Octavia. Ma nei giorni e soprattutto nelle notti successive, in ambasciata accadono fenomeni strani e rumori improvvisi, sussurri nel buio e presenze inquietanti. L’unica spiegazione parrebbe quella più un fantasma. Le cose tuttavia si aggravano, tanto da rendere necessario l’intervento della polizia nella persona dell’ispettore capo Archer Blackburn, vecchia e intrigante conoscenza di Beatrice. Ma esiste davvero il fantasma dell’ambasciata? O è all’opera qualche forza di natura ben più concreta e minacciosa? Contrariamente a quanto avrebbe auspicato papà Bernabò, tra amori e tremori sta proprio a Miss Bee scoprirlo. (goodreads)

Dopo aver letto il secondo libro, ero curiosa di proseguire nella serie. Beatrice è stata costretta ad andare a lavorare all'ambasciata italiana. In realtà il lavoro non le dispiace, però lì succedono delle cose strane. C'è un fantasma che misteriosamente sporca di vernice una veste della moglie dell'ambasciatore. Poi rumori molesti che sembrano provenire da un armadio chiuso. Addirittura in ambasciata viene trovata una bomba che palesemente è stata costruita solo per intimidire e non per saltare in aria. Ovviamente, senza volerlo, Beatrice si trova in mezzo ai guai, con grande tragedia del padre e della sorella Clara che, dopo esser quasi morta per aborto, è stata lasciata dal marito. Beatrice è costretta a chiedere aiuto a Julian per aiutare il figlio di un amico del padre, e chiaramente tra lei e Julian le cose non sono proprio finite, anche se ormai è stata fissata la data del matrimonio tra lui e Octavia. Ma anche Beatrice si renderà conto di provare una sorta di stima nei confronti dell'ispettore capo Blackburn, che questa volta la coinvolge nelle indagini. E proprio grazie a Blackburn, Beatrice non sarà costretta ad essere estradata in Italia con l'accusa di spionaggio... 
Carino, un po' tanti personaggi ma si segue bene. Avevo capito chi ha fatto cosa, ci sono indizi disseminati qua e là che si riescono a captare bene. Forse mi è piaciuto più del secondo. Ora sono molto curiosa di come va avanti la storia però... e come procede anche la storia di Clara (che non vedrei male insieme a Federico...)
Effettivamente, in alcuni punti sembra la sceneggiatura di una serie tv. Chissà se la faranno.
Mio voto: 6 e mezzo / 10


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Serie Miss Bee al 12/03/2026: 
 #3 Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata 
 #4 Miss Bee e il giardino avvelenato

Miss Bee e il principe d'inverno - Alessia Gazzola


Titolo originale: Miss Bee e il principe d'inverno (2025)

Derbyshire, dicembre 1924. È un freddo Natale ad Alconbury Hall, la re­sidenza di campagna della nobile famiglia Lennox. Così freddo che nemmeno ge­nerose dosi di sherry riescono a riscaldare la mente e il cuore di Lady Millicent Carmi­chael, mentre detta le sue scandalose memorie alla nuova segretaria. Eppure, la giovane assistente improvvisata, che risponde al nome di Beatrice Bernabò detta Miss Bee, non potrebbe avere cuore e mente più cal­di, anzi, incandescenti. Merito forse della splendida atmosfera di Alconbury Hall, coi camini accesi e scoppiettanti, le cene ele­ganti, le singolari e allegre tradizioni bri­tanniche da onorare. Merito più probabil­mente del visconte, l’affascinante Julian Lennox. Né va tra­lasciata l’eccentri­ca combriccola di convitati, a comin­ciare dal tenebroso Alexander, cugino di Julian con ascenden­ze russe, bello in ma­niera insopportabile ma dall’aria cupa e angustiata, un vero principe d’inverno.
Beatrice però ancora non riesce a cogliere il sottobosco di ten­sioni che attraversa quella conturbante atmosfera natalizia. Tensioni che presto sfoceranno in eventi di crescente gravi­tà: l’accusa di furto è soltanto l’inizio…
Riuscirà Miss Bee a venire a capo dell’imprevedibile e pericoloso enigma? (goodreads)

Beatrice è stata assunta da Julian affinchè scriva le memoria di sua zia, Lady Millicent. Inevitabilmente, lei e Julian si vedono ogni giorno, e questo le scombussola un bel po' il cuore. Ma Julian, nel suo ruolo di visconte, non è proprio libero di scegliere la persona con cui stare, anzi, si troverà a doversi sacrificare per salvare la sua amica di infanzia Octavia, nonchè promessa sposa del suo defunto fratello Alastair.
Ad Alconbury Hall ci sono diversi personaggi stravaganti, tra cui anche un vecchio nobile che fa spudoratamente la corte proprio a Beatrice. Ma accadono anche fatti strani. Sparisce un anello dalla camera di Lady Carmichael, il generale viene ferito al ventre durante una battuta di caccia alla volpe e il cugino mezzo russo di Julian, Alexander, sparisce misteriosamente senza lasciare traccia, mentre un fazzoletto di Beatrice viene rinvenuto nella sua camera.
Ad investigare viene chiamato l'ispettore capo Archer Blackburn, il quale verrà a capo di tutti i misteri.

Se il precedente libro della serie era mezzo giallo e mezzo rosa, oserei dire che questo è decisamente per tre quarti rosa. Intanto non abbiamo nessun morto, solo un tentato omicidio e altri fatti strani ma niente di tragico. Tiene decisamente banco il tormento sentimentale di Beatrice nei confronti di Julian, il quale pare ricambiare i suoi sentimenti ma non ha facoltà di scegliere con chi stare, anzi, per salvare Octavia dal matrimonio che suo padre vuole combinare con un abietto generale, Julian si propone al padre di lei come pretendente. Niente che Beatrice in realtà non immaginasse, ma per Julian era anche disposta a cedere e concedersi...
Gradevole libro, la vicenda secondo me si ingarbuglia un po' quando viene svelato chi ha provato ad uccidere il generale, ma penso che si sia più attratti dalla storia di Beatrice che non dal resto di cose che succedono.
Mi è dispiaciuto il finale così triste...
Mio voto: 6 e mezzo / 10


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Serie Miss Bee al 12/03/2026: 
#2 Miss Bee e il principe d'inverno 
#3 Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata 
#4 Miss Bee e il giardino avvelenato