martedì 17 marzo 2026

Miss Bee e il giardino avvelenato - Alessia Gazzola


Titolo originale: Miss Bee e il giardino avvelenato (2025)

Reduce da un evento inatteso e imprevedibile che le ha certamente stravolto l’esistenza, la giovane Miss Bee, alias Beatrice Bernabò, a poco più di vent’an­ni si trova in una situazione inedita. Una nuova vita le si spalanca davanti agli occhi... Ma guai, enigmi e financo delitti sono sempre all’orizzonte. Miss Bee si ritroverà invischiata in un enigma dai contorni ancor più foschi del solito, così come fosco le appare il suo presente sentimentale, per tacer del futuro... Più che mai, Beatrice dovrà far ricorso a tutta la sua sagacia e a tutta la sua forza d’animo per sciogliere i misteri del mondo e soprattutto quelli del cuore. (goodreads)

Nonostante siano sposati da qualche mese, Archie e Beatrice hanno difficoltà nel gestire la loro nuova vita. Lui passa il tempo fuori per lavoro e lei passa il tempo a casa del padre, che non sa nulla del fatto che si tratta di un matrimonio di convenienza. 
Il matrimonio di Julian e Octavia, invece, è stato rinviato a causa di un lutto in famiglia. 
Ad un certo punto, si rifà vivo un amico d'infanzia di Archer, Felix, che sta vendendo la sua mastodontica villa a nientepopodimeno che Kit Ashbury, che nel frattempo è tornato dall'India con tanto di moglie (non proprio innamorata) al seguito. 
Archer viene invitato per alcuni giorni a Wroxham Hall e Beatrice si rende conto che come moglie deve andare con lui (oltre al fatto che è molto curiosa di vedere questa mega villa che non avrà più occasione di vedere in futuro, dopo che sarà venduta). Ma là, tra i vari ospiti, c'è anche Elizabeth, la ex fidanzata di Archie, che ha rotto il loro fidanzamento dopo la guerra per il "problema" che gli ha lasciato. E Beatrice si rende conto che un po' di gelosia la prova, oltre ad essere incredibilmente curiosa di vedere cosa nasconde sotto i vestiti il bell'ispettore. 
Anche Clara è tormentata, si rende conto che vivere da divorziata sarà socialmente impossibile, soprattutto ora che Hugh pare tornare sui suoi passi e la rivuole a casa, mentre lei in fondo in fondo prova qualcosa per Federico.
Mi è piaciuto scoprire un po' di più del passato di Archie e anche di Kit.
Credo sia il libro più lineare della serie, probabilmente quello che mi ha convinto di più. La storia regge bene, non diventa troppo contorta, anche se lascia delle domande irrisolte. Sono un po' perplessa sul finale, decisamente aperto. Non mi è chiaro se ci sarà un altro libro nella serie (sembra di sì), ma finire così rimangono tante cose un po' tronche.
Comunque, molto gradevole questa serie di libri, divertenti, briosi.
Mio voto: 7 / 10


Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata - Alessia Gazzola


Titolo originale: Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata (2025) 

Londra, 1925. Per impedirle di combinare ulteriori guai, Leonida Bernabò individua finalmente la sistemazione ideale per la vivace e scapestrata secondogenita un solido impiego presso l’ambasciata italiana. Miss Bee si trova dunque a barcamenarsi fra impegni segretariali ed eventi prestigiosi, come il ricevimento in onore di una delegazione proveniente proprio da Firenze, la città natia dei Bernabò. Due membri del comitato scientifico degli Uffizi vengono accolti insieme a Edoardo, figlio dell’ambasciatore italiano, e la sua fidanzata, Elisa. Non mancano neppure il visconte Julian Lennox – verso il quale Beatrice prova ancora sentimenti più travolgenti di quanto vorrebbe – e la sua promessa sposa Lady Octavia. Ma nei giorni e soprattutto nelle notti successive, in ambasciata accadono fenomeni strani e rumori improvvisi, sussurri nel buio e presenze inquietanti. L’unica spiegazione parrebbe quella più un fantasma. Le cose tuttavia si aggravano, tanto da rendere necessario l’intervento della polizia nella persona dell’ispettore capo Archer Blackburn, vecchia e intrigante conoscenza di Beatrice. Ma esiste davvero il fantasma dell’ambasciata? O è all’opera qualche forza di natura ben più concreta e minacciosa? Contrariamente a quanto avrebbe auspicato papà Bernabò, tra amori e tremori sta proprio a Miss Bee scoprirlo. (goodreads)

Dopo aver letto il secondo libro, ero curiosa di proseguire nella serie. Beatrice è stata costretta ad andare a lavorare all'ambasciata italiana. In realtà il lavoro non le dispiace, però lì succedono delle cose strane. C'è un fantasma che misteriosamente sporca di vernice una veste della moglie dell'ambasciatore. Poi rumori molesti che sembrano provenire da un armadio chiuso. Addirittura in ambasciata viene trovata una bomba che palesemente è stata costruita solo per intimidire e non per saltare in aria. Ovviamente, senza volerlo, Beatrice si trova in mezzo ai guai, con grande tragedia del padre e della sorella Clara che, dopo esser quasi morta per aborto, è stata lasciata dal marito. Beatrice è costretta a chiedere aiuto a Julian per aiutare il figlio di un amico del padre, e chiaramente tra lei e Julian le cose non sono proprio finite, anche se ormai è stata fissata la data del matrimonio tra lui e Octavia. Ma anche Beatrice si renderà conto di provare una sorta di stima nei confronti dell'ispettore capo Blackburn, che questa volta la coinvolge nelle indagini. E proprio grazie a Blackburn, Beatrice non sarà costretta ad essere estradata in Italia con l'accusa di spionaggio... 
Carino, un po' tanti personaggi ma si segue bene. Avevo capito chi ha fatto cosa, ci sono indizi disseminati qua e là che si riescono a captare bene. Forse mi è piaciuto più del secondo. Ora sono molto curiosa di come va avanti la storia però... e come procede anche la storia di Clara (che non vedrei male insieme a Federico...)
Effettivamente, in alcuni punti sembra la sceneggiatura di una serie tv. Chissà se la faranno.
Mio voto: 6 e mezzo / 10


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Serie Miss Bee al 12/03/2026: 
 #3 Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata 
 #4 Miss Bee e il giardino avvelenato

Miss Bee e il principe d'inverno - Alessia Gazzola


Titolo originale: Miss Bee e il principe d'inverno (2025)

Derbyshire, dicembre 1924. È un freddo Natale ad Alconbury Hall, la re­sidenza di campagna della nobile famiglia Lennox. Così freddo che nemmeno ge­nerose dosi di sherry riescono a riscaldare la mente e il cuore di Lady Millicent Carmi­chael, mentre detta le sue scandalose memorie alla nuova segretaria. Eppure, la giovane assistente improvvisata, che risponde al nome di Beatrice Bernabò detta Miss Bee, non potrebbe avere cuore e mente più cal­di, anzi, incandescenti. Merito forse della splendida atmosfera di Alconbury Hall, coi camini accesi e scoppiettanti, le cene ele­ganti, le singolari e allegre tradizioni bri­tanniche da onorare. Merito più probabil­mente del visconte, l’affascinante Julian Lennox. Né va tra­lasciata l’eccentri­ca combriccola di convitati, a comin­ciare dal tenebroso Alexander, cugino di Julian con ascenden­ze russe, bello in ma­niera insopportabile ma dall’aria cupa e angustiata, un vero principe d’inverno.
Beatrice però ancora non riesce a cogliere il sottobosco di ten­sioni che attraversa quella conturbante atmosfera natalizia. Tensioni che presto sfoceranno in eventi di crescente gravi­tà: l’accusa di furto è soltanto l’inizio…
Riuscirà Miss Bee a venire a capo dell’imprevedibile e pericoloso enigma? (goodreads)

Beatrice è stata assunta da Julian affinchè scriva le memoria di sua zia, Lady Millicent. Inevitabilmente, lei e Julian si vedono ogni giorno, e questo le scombussola un bel po' il cuore. Ma Julian, nel suo ruolo di visconte, non è proprio libero di scegliere la persona con cui stare, anzi, si troverà a doversi sacrificare per salvare la sua amica di infanzia Octavia, nonchè promessa sposa del suo defunto fratello Alastair.
Ad Alconbury Hall ci sono diversi personaggi stravaganti, tra cui anche un vecchio nobile che fa spudoratamente la corte proprio a Beatrice. Ma accadono anche fatti strani. Sparisce un anello dalla camera di Lady Carmichael, il generale viene ferito al ventre durante una battuta di caccia alla volpe e il cugino mezzo russo di Julian, Alexander, sparisce misteriosamente senza lasciare traccia, mentre un fazzoletto di Beatrice viene rinvenuto nella sua camera.
Ad investigare viene chiamato l'ispettore capo Archer Blackburn, il quale verrà a capo di tutti i misteri.

Se il precedente libro della serie era mezzo giallo e mezzo rosa, oserei dire che questo è decisamente per tre quarti rosa. Intanto non abbiamo nessun morto, solo un tentato omicidio e altri fatti strani ma niente di tragico. Tiene decisamente banco il tormento sentimentale di Beatrice nei confronti di Julian, il quale pare ricambiare i suoi sentimenti ma non ha facoltà di scegliere con chi stare, anzi, per salvare Octavia dal matrimonio che suo padre vuole combinare con un abietto generale, Julian si propone al padre di lei come pretendente. Niente che Beatrice in realtà non immaginasse, ma per Julian era anche disposta a cedere e concedersi...
Gradevole libro, la vicenda secondo me si ingarbuglia un po' quando viene svelato chi ha provato ad uccidere il generale, ma penso che si sia più attratti dalla storia di Beatrice che non dal resto di cose che succedono.
Mi è dispiaciuto il finale così triste...
Mio voto: 6 e mezzo / 10


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Serie Miss Bee al 12/03/2026: 
#2 Miss Bee e il principe d'inverno 
#3 Miss Bee e il fantasma dell'ambasciata 
#4 Miss Bee e il giardino avvelenato

venerdì 6 marzo 2026

Vittima - Andrew Boryga


Titolo originale: Victim (2024) 

Javier Pérez la truffa ce l’ha nel sangue. Fin da piccolo impara a piegare a suo vantaggio le regole del gioco, e capisce ben presto che il suo background (sangue portoricano, padre spacciatore assassinato, madre single a corto di soldi) può essere la chiave per aprire molte porte. La sua storia, se plasmata nel modo giusto, è proprio ciò che negli Stati Uniti le commissioni di ammissione al college vanno cercando, e l’opportunità di una borsa di studio per una prestigiosa università è il primo passo verso la realizzazione del sogno di diventare uno scrittore famoso. Da studente universitario, Javi entra in contatto con giovani attivisti di minoranza e infioretta la storia della sua vita fino a quando non rimane che un briciolo di verità. L’unico vero ponte con il suo passato è l’occasionale lettera all’amico d’infanzia Gio che, tra le mura del carcere dopo brutti trascorsi in una gang, sembra non dare peso a questa nuova consapevolezza del privilegio bianco. Poco dopo la laurea, grazie a un saggio divenuto virale Javi passa da scrittore in erba a collaboratore di una rivista di grido, ammirato per la sua «prospettiva unica» ora che la parola d’ordine, sulla carta stampata e sui social, è «diversità». Ma come in una frenetica corsa sulle montagne russe, dopo un’ascesa vertiginosa il crollo repentino è sempre dietro l’angolo. Riuscirà a portare avanti la sua farsa? Andrew Boryga ha scritto una satira feroce delle storie strappalacrime e delle ipocrisie dell’inclusività. Vittima è un debutto esilarante e irresistibile. (goodreads)

Questo libro è stato proposto come momento di lettura comune dopo un mini percorso (di due pomeriggi) sulla letteratura americana (in particolare, sulla caduta del sogno americano). Devo dire che mi è piaciuto molto.
Innanzitutto ho trovato molto gradevole la scrittura, semplice, descrittiva ma essenziale, il protagonista in diverse occasioni parla direttamente al lettore. Poi è interessante lo sviluppo della storia, quanto mai attuale.
Javier è figlio di uno spacciatore che però finisce ammazzato sotto ai suoi occhi. Vive nel Bronx con una madre che è un gran bel personaggio, dai modi "spicci" diremmo qui da me. Già da piccolo capisce che la scuola lo tratta diversamente per il solo fatto di aver perso il padre, e lui se ne approfitta uscendo dalla classe e rifugiandosi dalla infermiera semplicemente a dormire. E' successivamente che viene in un certo senso "traviato" da un tutor che gli fa capire, anzi che calca molto la mano, sul fatto che persone come lui, di colore e con un background di violenza alle spalle, sono persone perfette per le università prestigiose che possono così mettere in campo paroloni come diversità ed accoglienza. Riesce ad entrare ad una delle più costose e prestigiose università, la Donlon, dove comincia anche a frequentare i circoli studenteschi dove viene portato all'estremizzazione il concetto di discriminazione, al punto che questi ragazzi vorrebbero addirittura far licenziare un professore per un esperimento in classe che loro ritengono razzista. Javi comincia a capire di poter sfruttare a suo vantaggio le storie che non sono sue ma sono storie che potrebbero plausibilmente capitare a persone come lui. Comincia a scrivere, prima nel giornale universitario e poi viene preso a collaborare col "Rag" una prestigiosa testata. Qui, per poter sfondare, effettivamente esagera con le storie che inventa, tirando anche in mezzo la sua (ex) fidanzata ed edulcorando molto la storia del suo vecchio amico Gio, andato in prigione a 17 anni. Javi è un drogato di "like", di commenti su twitter, non ne ha mai abbastanza e non si rende conto di quando arriva il passo falso. Perchè ad un certo punto viene chiamato in televisione da una giornalista che lui adora e questa, che è andata a controllare tutta la sua storia, lo sbugiarda in diretta tv. Lui poi scappa e tenta il suicidio. Al risveglio avrà accanto la madre, che non l'ha mai abbandonato, e Gio, col quale riesce a ricostruire i rapporti.
Ci sono molte cose interessanti in questo libro. C'è una notevole critica ai comitati studenteschi che si infarciscono la bocca di belle parole in favore della tutela delle minoranze, parole che rimangono tali. Anais è la rappresentante di questa situazione, la ragazza di origini nere che però ha sempre vissuto in mezzo ai privilegi, che parla di razzismo ma che non vuole andare a vivere tra le persone del Bronx. Se ci pensiamo, Javier ha cominciato a scrivere storie esagerate proprio per compiacere chi si voleva sentir raccontare un certo tipo di storie, in realtà lui non si è mai sentito così svantaggiato. Il mondo social lo viviamo anche noi ogni giorno, ci sono persone che vengono considerate idoli e riempite di "like", poi succede qualcosa e gli si riversa contro tutto l'odio del mondo. E' interessante anche il mondo del giornalismo, possibile che nessuno abbia mai pensato a controllare la vita di Javier prima di farlo scrivere? Si compiacciono delle impennate di visite al sito web ma lo scaricano appena scoperta la verità.
Gli unici rimasti fedeli a Javier, fino in fondo, sono la madre e Gio. Gio, dopo esser stato in prigione, ha capito la lezione e vuole una vita onesta; soprattutto non è mai voluto entrare sui social per non essere controllato dal governo.
E' un libro molto gradevole, attuale, pieno di satira, mi è piaciuto molto. Sarei curiosa di sapere quanto c'è di autobiografico in quello che ha scritto, ma pare non ci siano notizie in merito.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

Fuori i libri! Febbraio 2026

Comincio il mese con "Miss Bee e il cadavere in biblioteca" di Alessia Gazzola. Carino, decisamente più romance che giallo. Gradevole.

Il libro per il gruppo di lettura online, "L'antidoto" di Karen Russell. Partenza pazzesca ma poi prende tutt'altra piega. 

Il libro per il gruppo di lettura della biblioteca: "La signora Dalloway" di Virginia Woolf. No, non fa per me, una scrittura pesantissima. 

Mese piuttosto scarso...

La signora Dalloway - Virginia Woolf


Titolo originale: Mrs. Dalloway (1925) 

Un mercoledì di metà giugno del 1923, Clarissa Dalloway, moglie di un deputato conservatore alla Camera dei Lords, esce per comprare dei fiori per la festa, che la sera riunirà nella sua casa una variopinta galleria di personaggi. Tra gli altri: Peter Walsh, l'amante respinto, appena tornato dall'India, e l'amica tanto amata, più di ogni uomo, Sally Seton. Per le strade di Londra passeggia anche Septimus Warren Smith, il deuteragonista del romanzo. Nulla sembra legare i due, se non la città di Londra. Clarissa ha cinquant'anni, è ricca. Septimus ne ha appena trenta, è povero e traumatizzato dall'esperienza feroce e violenta della guerra, in cui ha perduto non solo l'amico Evans, ma ogni pace. Eppure i due, senza mai incontrarsi, semplicemente sfiorando gli stessi luoghi, comunicano. Con sapienza straordinaria Virginia Woolf, giunta con questo al suo quarto romanzo, tesse il filo sottile di corrispondenze, echi, emozioni che creano un'opera di grande intensità. Dove un uomo e una donna sconosciuti l'uno all'altra sono accomunati dallo stesso amore e terrore della vita, che li porterà, nell'accettazione (femminile) o nel rifiuto (maschile), ad affermarne comunque l'inestimabile valore. (goodreads)

Credo che i libri di Virginia Woolf andrebbero riletti due volte, la prima per capire vagamente la vicenda, la seconda per afferrare i dettagli. Ma non lo farò. Ammetto che la lettura di questo è stata molto pesante, non tanto per quello che scrive ma per come lo scrive. Nella prefazione viene scritto che l'autrice ha cercato spasmodicamente la poesia, ma personalmente credo che abbia trovato solo una prosa complessa, con troppi fronzoli, troppe descrizioni minuziose che non aggiungono alla storia ma annoiano e distraggono.
La storia passa dal presente al passato con molta nonchalance. Tutto il libro rappresenta un enorme flusso di coscienza di Clarissa (principalmente) e di alcuni personaggi che le ruotano intorno, personaggi che si trovano a ripercorrere i ricordi e i rimpianti del loro passato (Clarissa, Septimus, Peter, la moglie di Septimus). 
I personaggi di contorno poi sono davvero tanti, e facevo spesso confusione.
Clarissa e Septimus, sebbene non si conoscano e non si incrocino mai, hanno in comune queste sofferenze sulla gestione della loro vita. Entrambi interiorizzano le proprie emozioni a scapito delle relazioni sociali ed entrambi si trovano a fare scelte importanti relative al futuro, con due esiti ben diversi. 
Purtroppo, ad un certo punto, ho cominciato a provare un po' di fastidio nei confronti di Clarissa. Di lei mi è arrivata una immagine di persona frivola ed egoista. Anche quando scopre che è morto un uomo, la sua preoccupazione non è per l'uomo ma per il fatto che la morte è arrivata nella sua festa. Per quanto riguarda Peter, dopo aver provato una specie di compassione visto che chiaramente rimane sempre innamorato di Clarissa anche se non l'ha potuta sposare ed ha infilato una serie di storie con donne improbabili, ad un certo punto, quando si aggira per la festa e commenta sarcasticamente tutti i personaggi che vede intorno a sè, mi sono detta perchè non te ne vai e basta?
Sicuramente è un libro molto esplicativo della borghesia del periodo, dove l'apparenza conta più della sostanza (col personaggio della insegnante di Elizabeth che esprime tutto il proprio disprezzo per la gente che vive senza guadagnarsi il pane, a differenza sua, e che sfoga questa rabbia sul cibo e cercando conforto nella preghiera).

In sintesi, mi spiace, questo libro non è il genere per me. Ad un certo punto saltavo da punto a punto, soprattutto nelle descrizioni insopportabilmente prolisse.
Mio voto: 6 / 10


mercoledì 18 febbraio 2026

L'Antidoto - Karen Russell


Titolo originale: The Antidote (2025)

La chiamano «l'Antidoto», perché dà sollievo ai malesseri e alle angosce delle a Uz, nel Nebraska, vive una strega della prateria alla quale si possono sussurrare in un orecchio i propri ricordi sgraditi, dimenticandoli all'istante; lei li conserva come in una cassaforte, finché i clienti non vogliono tornare a prelevarli. Ma, una mattina del 1935, Uz viene travolta da una bufera è l'epoca della Dust Bowl, in cui le Grandi Pianure degli Stati Uniti, inaridite dallo sfruttamento, sono spazzate da rovinose tempeste di polvere. La strega, al brusco risveglio, scopre di aver perso tutti i depositi dei clienti, e anche i propri poteri.
Prende così le mosse un romanzo-mondo dove alle peripezie di Antonina, la strega, si affiancano quelle di altri abitanti di una giovanissima giocatrice di pallacanestro, un contadino che si ritrova un campo magicamente fertile, uno sceriffo implicato in un caso di femminicidi seriali, una fotografa con una macchina in grado di immortalare il futuro; e infine uno spaventapasseri che prende misteriosamente coscienza di sé.
Dalla penna di una maestra della narrativa fantastica americana, un romanzo epico e traboccante di storie e di visioni, tanto fantasioso quanto politico, che giocando a reinventare il passato ci sfida a usare l'immaginazione come antidoto alle crisi del presente. (goodreads)

Questo libro mi ha ispirato subito leggendone la trama.
Comincia con alcune scene un po' brutali per i miei gusti (la mattanza delle lepri e l'affogamento dei gattini), per fortuna poi passa ad altro perchè mi stavo trovando in difficoltà.
Il libro comincia con tre voci che si alternano: quella della strega della prateria che si fa chiamare "L'antidoto" che rimane ad Uz perchè spera di ritrovare il figlio che le hanno rapito, quella del contadino cinquantenne Harp Oletsky, e quello della nipote di Harp, Dell (Asphodel) appassionata giocatrice di basket. Col tempo si inseriranno altre voci, tipo la fotografa governativa che decide di proseguire l'attività per conto suo (perchè il governo vuole solo foto che ritraggono certi tipi di situazioni in cui il New Deal ha portato bene), lo spaventapasseri pensante e la gatta a cui sono stati uccisi i gattini. Dei personaggi viene raccontata anche la storia che li ha portati ad arrivare ad Uz.
La città di Uz viene travolta da una terribile tempesta di sabbia durante quella che viene ricordata come la "domenica nera". Dopo di ciò, dei campi non rimane nulla, la gente comincia a lasciare la città. Solo nella tenuta di Harp succede qualcosa di misterioso: il suo campo sta prosperando e anzi sembra che di notte prenda vita. Lo stesso spaventapasseri non rimane minimamente scosso dalla tempesta. Come se quel terreno godesse di un qualche incantesimo che lo protegge.
C'è una interessante allusione biblica alla patria di Giobbe, alla terra messa a dura prova.
Purtroppo però, la tempesta sembra aver spazzato via anche i depositi che gli abitanti hanno fatto all'Antidoto, perchè lei si sente completamente svuotata e non è più in grado di restituire loro i ricordi. All'inizio viene aiutata dalla ragazza a creare dei ricordi nuovi, felici, ma il perfido sceriffo capisce cosa sta facendo la strega e la minaccia. 
Il libro parte con una interessante storia, quella di una strega che ha il potere di togliere alle persone i ricordi negativi della loro vita, lasciando quindi la mente più serena per continuare la vita quotidiana, sapendo però che in qualunque momento possono riavere indietro i ricordi mostrando una ricevuta di deposito. Ed è anche molto interessante come questa capacità viene anche sfruttata da persone come lo sceriffo, che con questi depositi si ripuliscono la coscienza dalle malefatte. Non è un caso che la tempesta rinvia l'esecuzione di Clemson Louis Dew, accusato di essere l'assassino della zampa di lepre, che ha ucciso varie donne nei dintorni, tra cui la madre di Dell, ma che in realtà è un povero diavolo a cui lo sceriffo ha addossato la colpa per far vedere che sa risolvere i casi di omicidio, in vista di una possibile rielezione.
Credo che con l'ingresso della fotografa nella storia, la vicenda si ingarbuglia un po', passando da quello che potrebbe sembrare un "giallo" a quello che diventa una questione di giustizia sociale poichè Uz è stata fondata da coloni (principalmente polacchi) su terre che sono state sottratte ai nativi Pawnee, creando anche un parallelismo con ciò che è successo ai polacchi che sono stati estromessi dalle loro città dai tedeschi.
Attraverso le fotografie di Cleo, vediamo il passato (come l'omicidio della ragazza) ma anche il futuro, vediamo ciò che potrebbe essere se cambiassimo i nostri comportamenti e, come facevano i Pawnee, accettassimo di seguire gli insegnamenti della natura per farla diventare rigogliosa e non per sfruttarla all'osso.
Il libro è scritto molto bene, l'autrice ha una gran bella scrittura, accattivante, scorrevole, avvincente. L'idea delle streghe che fanno da casseforti è intrigante. E' interessante anche l'idea di rendere giustizia ad un popolo che è stato derubato dalla propria identità facendo riflettere le persone sull'ingiustizia di questa pratica. 
Però il libro mi lascia delle questioni irrisolte (o mi sono persa io): l'assassino delle zampe di lepre chi è? E' lo sceriffo o lui ha solo chiuso le indagini per proprio tornaconto?
Sono interessanti le foto che ci sono sparse per il libro, proprio come se fossero state punzonate da qualcuno che non le ha volute.
Libro con una idea di base bellissima, ma che secondo me si perde un po'.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

venerdì 13 febbraio 2026

Addio a Cees Nooteboom

Se ne è andato l’11 febbraio, a Minorca, all’età di 92 anni, Cees Nooteboom, uno dei più importanti scrittori europei contemporanei. Con lui se va un pezzo enorme della cultura e dello spirito olandese.
Tradotto in più di trenta paesi e insignito di numerosi premi letterari, è stato autore di numerosi romanzi, poesie, libri di viaggio e saggi. Ha iniziato a viaggiare in tutto il mondo giovanissimo, e ha continuato a farlo tutta la vita, senza mai perdere l’instancabile curiosità e passione, contaminando sempre la sua scrittura con sguardi, rituali e influenze lontane. 
Ha esordito a soli ventidue anni con "Philip e gli altri", ma il successo internazionale arrivò con "Rituali" e con "Il canto dell’essere e dell’apparire".
In Italia, il suo editore di elezione era Iperborea, che ha pubblicato ben 19 dei suoi titoli. 
Da giornalista, ha seguito come testimone tre momenti cruciali del secondo Novecento: l'invasione di Budapest nel 1956, la contestazione del Maggio francese nel 1968 e la caduta del muro di Berlino nel 1989. 
Viveva con la moglie, la fotografa Simone Sassen che conobbe nel 1979.
Tra le sue opere: Il canto dell'essere e dell'apparire, Rituali, Il giorno dei morti, Philip e gli altri, Avevo mille vite e ne ho presa una sola, Tumbas. Tombe di poeti e pensatori, 533 Il libro dei giorni, Venezia.