venerdì 31 luglio 2026

Fuori i libri! Luglio 2026

Ho terminato "Vedove di Camus" di Elena Rui, libro cominciato a fine giugno. Scrittura delicata, elegante. Ha toccato delle corde sensibili per me.
Dopo aver letto tre dei libri della sestina dello Strega, ho deciso di averne fatto il pieno, lasciando perdere gli altri tre.
 
Voglia di un cozy mystery che avevo in lista da un po': "Un misterioso omicidio e molti segreti" di Catherine Coles. Delizioso. E' il primo di una serie di 4 che spero prosegua. Subito dopo ho proseguito col secondo "Delitto all'ora del tè", anche questo molto gradevole. 

Ho scoperto che esiste la "summer challenge" di goodreads. O, meglio, ho capito come funziona e mi ha intrigato. Grazie ad essa ho letto vari libri, alcuni li avevo nella mia wishlist. Per primo ho letto "La casa sul mare celeste" di T. J. Klune, delizioso, emozionante. Poi "Il calamity club" di Kathryn Stockett, bella storia intensa, forse un po' prolisso in alcune parti. 

Il Calamity Club - Kathryn Stockett


Titolo originale: The Calamity Club (2026)

Mississippi, 1933. A soli undici anni, Margot "Meg" Lefleur ha imparato a sue spese che non può fidarsi di nessuno. Dal giorno in cui improvvisamente la sua adorata madre, Charlie, non è tornata a casa, Meg è diventata una delle bambine "non adottabili" dell'orfanotrofio della città, dove lotta ogni giorno per non perdere la speranza e mantenere vivo il suo spirito indomito. "È la speranza una creatura alata" recita una meravigliosa poesia che ha imparato a memoria. E quella poesia le ricorda la sua mamma. Quando incontra Birdie, Meg ha finalmente la sensazione che qualcuno si preoccupi davvero del suo futuro. È stata la disperazione a portare Birdie lì a Oxford: la Grande Depressione stringe la sua morsa e, se non paga le rate arretrate del mutuo, rischia di finire in mezzo alla strada. La giovane intende chiedere un prestito alla sorella, che ha sposato l'erede dei Tartt, una famiglia ricca e ben introdotta nei salotti dell'alta società. Molto presto, però, si rende conto che il loro benessere non è altro che una facciata sostenuta da un'impalcatura di bugie. Ma un giorno il caso conduce Charlie davanti alla porta di Birdie. Vittima di un sistema che l'ha ridotta sul lastrico per poi portarle via la figlia, Charlie non ha più nulla, tranne la sua intraprendenza. E propone a Birdie un piano audace ed estremamente rischioso, che potrebbe però risolvere i problemi di entrambe. È un'alleanza insolita, quella che si crea in casa Tartt, eppure fortissima, come accade tra persone che possono contare solo su ciò che hanno da darsi reciprocamente, sfidando ipocrisie e convenzioni. E, in un momento in cui alle donne viene negato ogni diritto, il loro piccolo atto di ribellione porterà conseguenze che non avrebbero mai immaginato... (goodreads)

ATTENZIONE SPOILER.

Poichè ho adorato "The help", della stessa autrice, ero molto curiosa di leggere questo.
Il libro parte in modo strano, con Birdie che entra in una farmacia e compra 99 Merry Widow (ossia preservativi) e pensa che la sorella la ucciderà. Poi la storia torna indietro e si sviluppa su due filoni (Birdie e Meg). 
La madre e la nonna di Birdie la mandano ad Oxford da Frances, con l'intento di chiederle dei soldi visto che lei ha sposato il rampollo della famiglia più ricca del paese. Questo è ciò che credono tutti. La realtà è ben diversa perchè Rory, il marito di Frances, in realtà ha perso molti soldi dei suoi clienti con speculazioni azzardate e la banca lo ha pure licenziato. Ovviamente lui non dice niente a nessuno e un giorno, di punto in bianco, mentre le donne sono fuori casa a fare shopping (a credito) lui raccimola tutti gli oggetti di valore e scompare. Al loro ritorno le donne saranno costrette ad affrontare la verità e il disastro che Rory ha fatto cadere addosso a loro. 
Meg è una bambina che è stata portata all'orfanotrofio dopo che la madre è uscita di casa e non è rientrata. E' una delle "grandi", ha 11 anni, è difficile che qualcuno adotti bambine così cresciute. Oltre a ciò ci si mette il fatto che la direttrice Garnett si accanisce in particolare contro di lei. Il motivo si scoprirà più avanti, ma lo avevo capito. Si tratta dell'orfanotrofio in cui anche Frances fa volontariato e dove viene trascinata anche Birdie da sua sorella. Birdie si rende subito conto delle condizioni in cui è costretta a vivere Meg, tolta dalla scuola, è costretta a stare in ufficio a contare delle monetine. Un ufficio con la muffa alle pareti e dove l'unica finestra è stata inchiodata. Ma Birdie non ci sta, si sente soffocare lì dentro, e quando è costretta a stare in quell'ufficio per sistemare i registri dell'orfanotrofio, comincia anche a portare del cibo di nascosto a Meg e ridipinge le pareti. Poi un giorno alla porta dell'orfanotrofio, che Birdie non avrebbe il permesso di aprire, appare Charlie, la madre di Meg, ma la bambina è stata adottata (nonostante i tentativi di depistaggio di Garnett) da una famiglia ricchissima. Da quell'incontro, Charlie e Birdie cominceranno a studiare un piano per raccimolare i soldi per chiudere l'ipoteca di casa Tartt e far tornare Charlie con sua figlia. Mentre Frances e Mrs Tartt vengono spedite fuori città a cercare Rory, a casa Tartt viene allestito un locale da ballo che in realtà è la copertura di un bordello. Non dico altro o vi svelo tutta la storia.

L'autrice scrive che mentre faceva delle ricerche per questo libro, ha scoperto una legge del Mississippi secondo la quale le persone instabili di mente (tra le quali venivano comprese anche le donne che avevano avuto figli fuori dal matrimonio) potevano trasmettere questa malattia ai figli e, per mettere fine a questa catena, potevano essere condannate e (senza il loro consenso) sterilizzate. L'autrice sostiene di voler in qualche modo rendere omaggio alle donne che nel passato hanno dovuto subire una tragedia simile. 
La società di quegli anni era tipicamente maschilista, addirittura al limite della crisi, se moglie e marito lavoravano entrambi, lei poteva essere licenziata in modo da andare ad accudire la casa e, quindi, liberare il suo posto per un uomo che non aveva lavoro. Ovviamente i bordelli non erano attività legali, ma per il nostro gruppo di signore, alla fine è l'unica possibilità di poter guadagnare soldi. A casa Tartt si crea quindi un gruppo di prostitute, con Charlie che fa da tenutaria, Birdie che sta alla cassa a vendere bibite e una giovane dottoressa che, quando sarà laureata, vuole aprire una clinica per sole donne. Una bella storia di resilienza e solidarietà al femminile.
Il libro è molto gradevole, tocca argomenti interessanti. Si legge bene, ammetto che ero proprio curiosa di andare avanti e vedere come procedeva la storia. Unica pecca, l'ho trovato un po' prolisso in alcune parti. Poteva decisamente tagliare un centinaio di pagine che, anzi, la storia ne avrebbe giovato. Ho anche avuto un po' l'impressione che fosse un libro che ambisce a diventare un film, perchè ha molti dialoghi, molte descrizioni accurate. Comunque un bel libro che ho letto molto volentieri.
Mio voto: 8 / 10

La casa sul mare celeste - T.J. Klune


Titolo originale: The House in the Cerulean Sea (2020) 

Linus Baker è un assistente sociale impiegato al Dipartimento della Magia Minorile. Il compito che esegue con scrupolosa professionalità è assicurarsi che i bambini dotati di poteri magici, cresciuti in appositi istituti in modo da proteggere quelli "normali", siano ben accuditi. La vita di Linus è decisamente tranquilla, per non dire monotona: vive in una casetta solitaria in compagnia di una gatta schiva e dei suoi amati dischi in vinile. Tutto cambia quando, inaspettatamente, viene convocato nell'ufficio della Suprema Dirigenza. È stato scelto per un compito inconsueto e top secret: dovrà recarsi su un'isola remota, Marsyas, e stabilire se l'orfanotrofio diretto da un certo Arthur Parnassus abbia i requisiti per rimanere aperto. Appena mette piede sull'isola, Linus si rende conto che i sei bambini ospitati nella struttura sono molto diversi da tutti quelli di cui ha dovuto occuparsi in passato. Il più enigmatico tra gli abitanti di Marsyas è però Arthur Parnassus, che dietro ai modi affabili nasconde un terribile segreto. Un'incantevole storia d'amore ambientata in una realtà fantastica, meravigliosamente narrata, su cosa significhi accorgersi che, a volte, si può scegliere la vita che si vuole. E, se si è abbastanza fortunati, magari quella vita ci sceglie a sua volta. (goodreads)

Era un bel po' che questo libro era nella mia lista da leggere e ne ho approfittato adesso che rientra in alcuni "prompt" per la summer challenge di goodreads.
Un libro delizioso, che affronta con una delicatezza incredibile il tema della diversità e della difficoltà di far capire alle persone "normali" che non bisogna aver paura di ciò che non si conosce. I bambini sono bambini anche se hanno delle caratteristiche fisiche diverse, anche se hanno dei poteri magici. L'amore e l'accoglienza possono solo aiutarli a crescere e usare i poteri per il bene anzichè per il male. 
Linus ha fatto l'assistente sociale per decenni, non si è mai chiesto cosa succedeva ai bambini dopo le sue ispezioni, non si è mai reso conto che il termine orfanotrofio è abbastanza fuorviante, perchè nessun bambino lì ospitato verrà mai adottato. Arthur Parnassus ha creato una casa, un rifugio, per questi bambini che non hanno alcuna possibilità di trovare una famiglia "classica", creando per loro un ambiente dove comunque c'è una famiglia che li sa spronare a dare il meglio di sè e a contenere l'odio e la paura. Un cane che viene picchiato mille volte, comincerà a mordere anche per difesa. Questi bambini hanno trovato un ambiente in cui vengono tenuti per mano e accompagnati, non sgridati o puniti.
Linus ha una vita monotona, schematica, casa, lavoro, ritorno a casa dove una vicina sgradevole non perde occasione per fargli notare che è solo. Parte per Marsyas col suo solito spirito, per portare a termine un incarico segreto. Ne uscirà totalmente rinnovato. Perchè a volte la felicità si trova in posti dove non pensavi di trovarla, anche se per tutta la vita hai avuto un tappetino del mouse con una immagine dell'oceano e la scritta "non vorresti essere qui?"
Un romanzo davvero toccante, lettura scorrevole. All'inizio mi ha un po' ricordato la casa di Miss Peregrine, ma poi la storia prende tutt'altra direzione. Nonostante il mondo fuori dall'isola sia piena di pregiudizi nei confronti degli isolani, al punto che vengono pagati per stare in silenzio sulla vicenda, la vita sull'isola invece è piena di speranza. Al di là del fatto che era prevedibile il finale (ed anche che Arthur stesso è una creatura magica), la storia è veramente coinvolgente. Forse diventa un po' troppo stucchevole nel finale.
Mio voto: 8 / 10

sabato 11 luglio 2026

Delitto all'ora del té - Catherine Coles


Titolo originale: Daggers at the Country Fair (2022)

1947. Come ringraziamento per la brillante risoluzione del caso precedente, Martha Miller è l’ospite d’onore alla fiera di Winteringham. Stavolta, i suoi unici compiti saranno giudicare i cani più belli in gara al concorso e godersi un buon tè in compagnia dell’affascinante pastore della chiesa locale Luke Walker, lontano dai pettegolezzi e da sguardi indiscreti. O almeno, questo è ciò che credeva...
Nel bel mezzo della fiera, infatti, la setterina irlandese di Martha, Lizzie, scopre proprio dietro il tendone allestito per il tè il corpo senza vita di una giovane donna. Ma chi può aver ucciso una ragazza così giovane, e perché? A quanto pare, qualcuno nel villaggio ha dei segreti da nascondere... e sembra che Martha e Luke abbiano un altro caso da risolvere.
Che le indagini abbiano inizio!
Un paesino inglese, una tranquilla fiera di campagna e un misterioso omicidio.
Non c’è pace per la nostra Martha Miller.
Riuscirà a far luce anche su questo caso grazie al suo spirito d’osservazione? (goodreads)

Ho cominciato subito il secondo libro di questa serie, mi ha intrigato molto. Ormai Ruby, la sorella di Martha, appena sa che è successo qualcosa chiede "chi è morto stavolta?". Perchè è così, dove va Martha c'è un morto, anzi due... E con l'aiuto del vicario Luke Walter, la sorella Ruby, il cane Lizzie (che scopre il cadavere), Maud Burnett e Ada Garrett (le due pettegole del villaggio), tutti in gita a Winteringham per la fiera, riuscirà ad arrivare alla soluzione di una vicenda molto triste (e il colpevole lo avevo capito). Perchè dietro alla morte di Helen troviamo persone che avrebbero dovuto aiutarla e che si sono approfittati di lei, uomini che l'hanno amata senza ricordarsi che era poco più che una bambina e che si sono nascosti dietro alla scusa di essere sposati.
Trovo che questo giallo abbia una storia di fondo molto triste, una madre che decide di abbandonare la propria figlia e una donna che a questa bambina si aggrappa con le unghie e coi denti pensando più al proprio egoismo che al bene della bambina. Argomento che tocca molto anche le corde di Martha e che spero non si riproponga in tutti i libri o diventerà (per me ) un po' pesante...

" "Lei non può capire. Non ha figli". Mi stavo iniziando a irritare a furia di sentirmelo ripetere. Nessuno meglio di me sapeva che non avevo dei figli. La buona educazione m'impedì di dire a Doris che in realtà, nemmeno lei ne aveva. Almeno non secondo le leggi della biologia."

Tornando al libro, anche questo è molto scorrevole e brillante, si legge molto bene. Nonostante alcuni tentativi di depistaggio, credo che il colpevole fosse un po' scontato, o almeno a me è sembrato così. Ecco, una cosa che mi lascia un po' perplessa, è che Martha sembra arrivare alla soluzione per colpo di genio, forse queste sue riflessioni si potrebbero strutturare un po' meglio. Però ammetto che, al di là del risolvere il mistero, anche la relazione (amichevole per ora) tra Martha e Luke sia molto tenera. Tra l'altro, col fatto che Freddie, il vicario del posto, sia un vecchio e grande amico di Luke, scopriamo alcune cose sul suo passato, soprattutto il fatto che il padre, di cui non parla mai, ha fatto qualcosa che lo ha fatto star male... Immagino che prima o poi questo background verrà poi rivelato.
Mio voto: 7 e mezzo / 10


The Martha Miller Mysteries Serie:
2 - Delitto all'ora del tè
3 - Delitto a Lovers' Leap
4 - Delitto perfetto a Westleham

Un misterioso omicidio e molti segreti - Catherine Coles


Titolo originale: Poison at the Village Show (2022)

1947. Westleham, cittadina tranquilla poco distante da Londra, è in la guerra è finita e tutti si stanno dando da fare per organizzare una fiera indimenticabile. L’unica a non mostrarsi troppo entusiasta durante i preparativi è Martha Miller. Da quando suo marito Stan è scomparso senza lasciare traccia, ha dovuto fare i conti con i pettegolezzi dei vicini, che hanno cominciato a trattarla con freddezza e sospetto. Questa potrebbe essere l’occasione che Martha aspetta da tempo per conquistare l’amicizia della gente del posto, grazie al delizioso gin alle prugne che ha preparato con le sue mani. Ma qualcosa di tragico sta per accadere. Alice Warren, in qualità di presidente del comitato di Westleham, inaugura la fiera con un brindisi al gin e… si accascia a terra, morta. Tutto lascia supporre che sia stata avvelenata. Prima che Martha possa rendersene conto, viene trascinata di nuovo al centro dei sospetti. Questa volta, però, è determinata a dimostrare la sua innocenza. Con l’aiuto del nuovo pastore, l’affascinante Luke Walker, troverà il vero colpevole. E, soprattutto, difenderà l’onore del suo squisito gin fatto in casa. (goodreads)

Volevo un libro leggero e mi ha incuriosito questo, lo avevo in lista da un po'.
L'ambientazione è molto accattivante, un piccolo villaggio inglese dove lo sport preferito è farsi i fatti degli altri. Una protagonista, Martha, che è stata lasciata dal marito, che è sparito nel nulla senza dare traccia di sè nè dire niente, e che è rimasta in grandi difficoltà finanziarie. Ha preso a vivere con sè la sorella minore Ruby, grazie alla quale riescono a mantenersi, mentre Martha vive un po' di espedienti, non essendo mai stata abituata a lavorare (perchè le donne stavano ad accudire la casa). Martha non ha amici nel villaggio, anzi una delle vicine è addirittura convinta che abbia seppellito il marito in giardino sotto le patate. E le cose non migliorano perchè alla fiera del paese, Alice Warren, presidentessa del comitato del villaggio, molto amata in paese, muore dopo aver bevuto un bicchiere del gin alle prugne di Martha, e poco dopo muore un'altra donna che teneva una bottiglia dello stesso gin sul comodino. Martha allora cerca di riabilitarsi agli occhi dei paesani cercando di risolvere l'omicidio, con l'aiuto del nuovo e aitante vicario Luke. Mentre, ovviamente, anche la polizia fa le sue ricerche con l'ispettore Ben Robertson (che è palesemente interessato a Ruby). Molto simpatica Maud Burnett, finalmente la prima amica di Martha che è esaltata all'idea di fare parte della squadra investigativa. Poi c'è Lizzie, il cane di Martha alla quale lei confida i suoi pensieri.
L'impressione che ho avuto è che questo libro si rifacesse un po' ad Agatha Christie, anche se Martha è decisamente più giovane di Miss Marple. L'atmosfera mi ha subito catturata, mi piacciono questi piccoli villaggi inglesi. Il libro è circa duecento pagine, scorrevole, scritto anche in modo brillante, per cui scorre bene. All'inizio c'è l'elenco dei personaggi, che ammetto di aver saltato a piedi pari perchè purtroppo questa cosa mi confonde (al limite dovrei fotocopiarlo per tenerlo sempre sott'occhio). Non sono arrivata a capire chi fosse l'assassino, e credo che anche Martha ci sia arrivata più come illuminazione che come ragionamento, perchè le cose spesso sono proprio quello che sembrano. Ammetto che mi è piaciuta più la vicenda intera che non il discorso degli omicidi.
Credo che abbia il potenziale per diventare una serie brillante. Al momento vedo che sono stati pubblicati 4 libri... chissà se proseguirà.. Io comunque conto di leggere presto i successivi a questo. Lettura gradevole per momenti leggeri.
Mio voto: 7 / 10


The Martha Miller Mysteries Serie:
1 - Un misterioso omicidio e molti segreti
2 - Delitto all'ora del tè
3 - Delitto a Lovers' Leap
4 - Delitto perfetto a Westleham

Vedove di Camus - Elena Rui


Titolo originale: Vedove di Camus (2025) 

Il 4 gennaio 1960, la Facel Vega guidata dal celebre editore Michel Gallimard sfreccia lungo una strada della Borgogna e va a schiantarsi contro un platano. Sul sedile del passeggero, Albert Camus, che solo tre anni prima era stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura, muore sul colpo. Mentre il mondo intero rimane attonito, orfano di uno dei più grandi intellettuali del Novecento, quattro donne si ritrovano all'improvviso "vedove" dell'uomo: la moglie Francine Faure, la brillante attrice Catherine Sellers, la giovane pittrice Mette Ivers, di origini danesi, e Maria Casarès, immensa interprete del teatro francese, che Camus stesso – fedele ai paradossi del sentimento – definiva «l'Unica». Con estro e rigore, Elena Rui indaga le vite e le voci di queste quattro figure femminili di fronte all'ineluttabilità della disgrazia. Si imbastisce così «un discorso sull'amore» che rifiuta viete certezze morali per restituire la trama sottile, contraddittoria e irriducibile degli affetti, offrendo a chi legge la libertà – e l'onere – di interrogarsi sui confini e sugli abissi dei rapporti umani. (goodreads)

Il libro è diviso in sei capitoli. Nel primo c'è la premessa, ossia l'incidente occorso a Camus. Nei successivi quattro sono riportate le vite e i cambiamenti che la morte di Camus ha portato nelle vite delle quattro donne che frequentava in contemporanea. Parte ovviamente dalla moglie, poi passa a Catherine Sellers, alla più giovane Mitte Ivers, e per ultima parla "l'unica" Maria Casarès. 
Francine è la moglie, l'unica donna legittimata a ricevere le condoglianze pubbliche, a seguire la bara per le esequie, a decidere cosa fare del suo lascito di diari e romanzi (tra cui l'ultimo, incompiuto, che Camus aveva con sè quando è morto). Catherine Sellers aveva in comune con Camus l'amore per il teatro, è quella che, pur capendo il suo carattere, soffre anche di gelosia repressa. Mette Ivers aveva in Camus una gioia di vivere che alimentava la sua capacità pittorica, lui l'ha sempre incentivata a proseguire nella sua attività. Maria Casarès ha una storia lunga 18 anni con Camus, nata durante la guerra mentre Francine era stata bloccata in Algeria; un tentativo di separarsi dopo quattro anni per l'insofferenza di essere solo "l'amante" e il trovarsi di nuovo insieme, il capire che il poco tempo vissuto insieme è una vittoria in una guerra che combattono insieme.
Cosa succede quando la persona che amiamo non c'è più? Elena Rui esplora le risposte a questa domanda, diversa per ognuna delle donne che si è sentita vedova di Camus.
L'autrice ricorda che si tratta di finzione, basata su documenti, interviste, biografie, dalle quali ha cercato di estrapolare sentimenti e pensieri che possano essere veritieri. Il risultato è un libro molto toccante, scritto con delicatezza e in maniera raffinata. Interessante.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

giovedì 9 luglio 2026

Premio Strega 2026

Il vincitore dell'80° Premio Strega è, come già si sospettava, Michele Mari col suo "I convitati di pietra". Devo ammettere che lo conoscevo di nome ma non ho mai letto nulla di lui prima di questo libro.
Ho seguito la diretta su rai 3 e Mari mi è parso davvero un personaggio, parla come scrive, con questa sua incapacità di sorridere (detto da lui). Mari stesso ha ammesso che questo non sia il suo libro migliore, se avesse dovuto scegliere lui quale premiare avrebbe forse scelto "Leggenda privata". 
"Al netto del fatto che io non so tecnicamente sorridere e quindi mi sottraggo a questo impegno, perché ne verrebbe fuori un ghigno, un rictus poco adatto all'occasione. Sono molto emozionato, sono molto contento..."

Carina la serata, abbastanza piatta, condotta da Pino Strabioli e la pianista Gloria Campaner (per carità, bella, elegantissima, ma non è una conduttrice...). Mi sono chiesta come mai non ci fosse Geppy Cucciari, lei riusciva a dare un po' di brio.. Ma va beh.
Sempre interessanti le interviste ai finalisti.

L’80esimo Strega è stato assegnato dal voto di 643 giurati (su 800 aventi diritto).

Michele Mari ha ricevuto 190 voti.

Il secondo posto è andato a Matteo Nucci (Platone – Una storia d’amore), con 152 preferenze.

Terza posizione (84 voti) per Bianca Pitzorno (La sonnambula)

Quarto posto (78 voti) per Alcide Pierantozzi (Lo sbilico).

Quinta posizione (75 voti) per Teresa Ciabatti (Donnaregina).

Al sesto posto (64 voti) Elena Rui (Vedove di Camus).



giovedì 2 luglio 2026

Fuori i libri! Giugno 2026

A fine maggio ho cominciato il libro per il gruppo di lettura della biblioteca, "Lessico famigliare" di Natalia Ginzburg. Ammetto di aver fatto molta fatica a procedere. Forse è un gran libro ma che è capitato in un momento sbagliato... Oltretutto, questo libro mi rimarrà sempre legato ad evento successo dopo. Dodici giorni dopo aver discusso di questo libro al gruppo di lettura, è morta una delle nostre lettrici, una donna adorabile, ex professoressa di latino, che lascerà un vuoto enorme.

Mi è venuta voglia di leggere i libri che sono nella sestina del premio Strega. Non credo li leggerò tutti. Ho cominciato dal super favorito, Michele Mari e "I convitati di pietra". Trama originale ed interessante. 

Secondo libro della sestina, "La sonnambula" di Bianca Pitzorno. Mai letto niente di questa autrice, nonostante la conosco di fama. Libro gradevole, con almeno cinquanta pagine di troppo. Mi attirava ma mi ha un po' deluso.

Ero stata tentata di proseguire con "Platone. Una storia d'amore" poi la lunghezza del libro mi ha un po' scoraggiata e ho optato per "Vedove di Camus" di Elena Rui. Devo dire che mi ha emozionato, forse perchè tocca corde su cui sono un po' sensibile... (libro finito in luglio)

Avrei voluto leggere tutti e sei i libri della sestina ma, a parte che ormai manca una settimana scarsa alla proclamazione, ammetto che mi fermerò a questi tre. Quello di Platone è obiettivamente molto lungo, non ho voglia adesso di un libro così impegnativo. La storia della Ciabatti, sinceramente, non mi attrae, mentre "lo sbilico" ho idea che sia un libro troppo tosto per il momento. Se dovessi fare una mia (purtroppo parziale) stima sul vincitore, devo dire che sia Mari sia Rui potrebbero tranquillamente vincere. Entrambi originali, con due stili molto diversi. Forse quello di Mari ha dei punti più "annoianti" in cui non succede niente di nuovo, anche se ci sta con la storia di cui tratta, mentre quello della Rui mantiene l'attenzione costante. Vedremo...