giovedì 29 ottobre 2026

Tutto è meraviglia - Ann Napolitano


Titolo originale: Hello beautiful (2023)

William Waters è cresciuto senza l'affetto dei genitori, in una casa segnata dalla tragica scomparsa della sorella; così, quando al primo anno di università incontra la vivace e ambiziosa Julia Padavano, è come se il mondo si illuminasse intorno a lui. Con Julia arriva anche la sua famiglia e, soprattutto, le sue tre inseparabili Sylvie, grande sognatrice, felice solo con un libro tra le mani; Cecelia, artista dallo spirito libero; Emeline, che si prende pazientemente cura di tutti loro. Con i Padavano, e la loro adorabile confusione, William sperimenta per la prima volta l'amore di una famiglia. Quando però il suo passato oscuro riemerge, mettendo in crisi non solo i piani accuratamente orchestrati da Julia per il loro futuro, ma anche l'indissolubile legame delle sorelle, il risultato è una rottura familiare apparentemente i loro rapporti si modificano irrimediabilmente, mentre l'esuberanza e la gioia dell'infanzia lasciano il posto alle disillusioni dell'età adulta. Il divorzio, la ferita di un tradimento, la ognuno di loro dovrà imparare a guardare oltre i propri orizzonti e a cambiare prospettiva per superare le difficoltà e capire se la lealtà e il legame che un tempo li univano saranno abbastanza forti da sopravvivere.
Il nuovo straordinario romanzo di Ann Napolitano, per mesi in testa alle classifiche americane, è una storia d'amore intensa e appassionata, che omaggia e reinterpreta in chiave contemporanea il capolavoro senza tempo di Louisa May Alcott Piccole donne. Un libro che resta a lungo nel cuore e che esplora l'amore in ogni sua forma e sfumatura. (goodreads)

ATTENZIONE: contiene spoiler

Partiamo dal titolo. "Hello beautiful" è il saluto che il padre delle ragazze rivolgeva ad ognuna di loro quando le vedeva entrare in una stanza. E' stato tradotto con "ciao meraviglia" che esagera un po' il termine che effettivamente utilizza il padre. Un padre che sembra descritto come un plaid buttato su un divano, succube della moglie cattolico-dispotica (peraltro, anche lei rimasta incinta prima del matrimonio), amante delle poesie (viene citato più volte "foglie d'erba" di Whitman) e invece, alla sua morte, si scopre che nel quartiere ha compiuto tanti piccoli atti di gentilezza che lo hanno fatto amare dalle persone con cui interagiva.
Il riferimento a Piccole Donne lo trovo solo nel fatto che ci sono quattro sorelle molto legate tra loro. Certo, c'è quella indipendente, quella romantica fino al midollo, quella sicura di sè che è un po' la coscienza delle altre, quella gay che crede che morirà per prima. Il richiamo al libro è anche dato dal fatto che era quello che avevano letto insieme da piccole e ognuna tendeva ad identificarsi con un personaggio.
Il libro è particolarmente incentrato sulle due sorelle maggiori, legatissime al punto da dormire abbracciate sul divano anche da adulte. Julia, organizzatissima, che sa cosa vuole della sua vita: vuole un marito professore, una bella casa e dei bambini. Conosce William all'università e pensa che lui sia la persona adatta. William, un uomo con un sacco di domande e Julia, una ragazza determinata a guidare la vita di lui pensando di conoscere le risposte. Ma William non è un uomo così superficiale, si porta dietro due enormi dolori. Il primo, l'essere praticamente stato ignorato dai genitori che non si sono mai ripresi dalla morte della prima figlia Caroline. E il secondo, aver dovuto smettere di giocare a basket a causa di un infortunio, sport che lui amava con tutto il cuore e che gli aveva fatto conoscere degli amici per la prima volta nella sua vita. William è un uomo spezzato nell'anima che si lascia trascinare come un cagnolino dalla determinazione di Julia, finchè fingere di essere qualcosa che non è lo porta a lasciare Julia, la figlia piccolissima e compiere un gesto disperato.
Poi abbiamo Sylvie, la romantica fino al midollo, che lavora in biblioteca e si lascia baciare dai ragazzi per non oltre novanta secondi tra gli scaffali di libri. Solo baciare per fare pratica in attesa che arrivi il suo vero amore, quello totalizzante che legge nei romanzi. Finchè Julia consegna a Sylvie il manoscritto sulla storia del basket che sta abbozzando William, e Sylvie è attratta dalle note a margine che lui scrive, con domande esistenziali che le mostrano la sua sensibilità, la vera persona che è. E lì Sylvie si rende conto che esiste l'amore impossibile, perchè William è il marito di sua sorella. Ma quando William lascia Julia (con un biglietto) e sparisce, Sylvie, insieme al miglior amico di lui, viene presa dal terrore che voglia compiere un gesto estremo e partecipa al gruppo di ricerca che riesce, effettivamente, a salvarlo per un pelo.
Ho avuto una antipatia a pelle nei confronti di Julia. Presuntuosa, piena di sè, che passa sopra a tutti senza accorgersi di cosa provano. Quando Sylvie le dice che William potrebbe suicidarsi, Julia semplicemente pensa che la sorella non deve preoccuparsi di lui perchè è lei l'unica vittima. Lui è all'ospedale e lei si rifiuta di andarlo a vedere, salvo poi arrabbiarsi con la sorella perchè è sempre là, e rimanerci male con le altre sorelle perchè non prendono le sue parti ma ancora parlano a William. Sinceramente, quando Julia si trasferisce a New York, ho sperato rimanesse là per sempre. 
Mi rendo conto di essere molto Sylvie. Cercare per una vita l'uomo che sa leggere la tua anima, per poi scoprire che è vicino a te ma non puoi averlo. E una volta che lui è libero, finalmente poter liberare quell'amore che fa bene ad entrambi. Tutte le volte che aveva un senso di colpa nei confronti di Julia, avrei voluto gridarle che loro si erano già lasciati quando è subentrata lei (peraltro mi chiedo come abbia fatto Julia a non rendersi conto del reale disagio di William e di cosa provava la sorella così legata a lei.. ma va beh).
Le altre due sorelle sono un po' di contorno. Anche se ho molto ammirato la caparbietà di Cecelia, madre a 17 anni, costretta ad andarsene di casa perchè la madre l'ha cacciata, che si mette anima e corpo a vivere della sua arte, dipingendo murales di donne per tutta la città e diventando anche famosa. Emmeline, sua gemella, salta fuori che è lesbica e innamorata della sua collega Josie; si mettono insieme e non danno fastidio a nessuno. Le loro due storie sono un po' relegate al ruolo di comprimarie però sono fondamentali ad un certo punto ad accettare che William e Sylvie si amino e, soprattutto, che William, nonostante non stia più con Julia, è sempre parte della loro famiglia. Così come è stato molto bello il gruppo di amici che si raduna attorno a William, dandogli la motivazione per riscoprire cosa fare nella vita dopo aver cercato di suicidarsi.
Mi è piaciuto il collegamento tra i vivi e i morti. Muore Charlie, nasce Izzy. Muore Sylvie, torna a casa Alice.
Il libro mi ha dato l'idea di esser stato tirato un po' per le lunghe. Non ho apprezzato molto le riflessioni "psicologiche" dei personaggi perchè le ho trovate molto superficiali e più costruite che spontanee. Mi sono piaciute come contenuto ma non come forma espressiva, ecco.
Un libro che, dalla trama, pensavo mi avrebbe emozionato di più, invece, a parte alcune parti (specialmente relative a Sylvie) mi hanno preso, ma molte altre no.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Frankenstein - Mary Shelley


Titolo originale: Frankenstein; or, The Modern Prometheus (1818) 

In una sera di tempesta del 1816, Lord Byron propone quasi per gioco agli amici riuniti nella sua villa in Svizzera di scrivere un racconto dell’orrore. Folgorata da una spaventosa visione notturna, Mary Shelley, allora diciannovenne, scrive Frankenstein. Il romanzo, che narra la storia agghiacciante di uno scienziato dall’ambizione prometeica e della sua mostruosa e straziata creatura, ottiene un immediato successo. Per la sua forza di mito universale, è da allora uno dei grandi classici della letteratura. (goodreads)

Probabilmente, se non fosse per la challenge di goodreads, avrei ancora lasciato in disparte questo libro. Le poche notizie che avevo e il fatto che sia sempre stato considerato un horror, non mi invogliavano neanche lontanamente a leggerlo. Per comodità, ho deciso di ascoltare l'audiolibro.
Sono rimasta spiazzata dai primi capitoli, in cui il capitano Walton scrive lettere a sua sorella Margaret. Lui si sta recando verso il polo nord ma la nave rimane intrappolata nel ghiaccio. Un giorno vede passare un individuo mostruoso su una slitta e qualche giorno dopo vede una seconda slitta con un uomo che sta congelando e chiede aiuto. Questo uomo, una volta ripresosi, dice di chiamarsi Victor Frankestein e racconta tutta la sua storia e di come è arrivato a creare un mostro.
Senza entrare particolarmente nella trama, quello che mi ha colpito maggiormente è che, oltre a non essere un horror (a parte forse il fatto che lo scienziato ha costruito il suo mostro usando dei cadaveri) il libro è molto carico di considerazioni relative alla solitudine e al dolore.
Frankestein ha la mente obnubilata dal fatto di poter creare la vita. E in effetti ci riesce. Ma quando vede la sua creatura, di oltre due metri, vede che è davvero brutto e ne prova una enorme repulsione. In questo modo, offende e umilia il povero mostro che non ha chiesto di venire al mondo. Frankestein addirittura non lo vuole più vedere, e questo scatena nel mostro un enorme dolore che lo porta a compiere delle azioni criminali. Nel frattempo Frankestein si flagella per aver dato vita ad una creatura simile. E qui mi viene da fare una "piccola" ramanzina allo scienziato... L'hai creato usando dei cadaveri, come potevi pensare che venisse fuori un adone? E oltretutto l'hai creato tu, non basta questo a provare pena per lui piuttosto che disgusto? Hai addossato tutta la rabbia su una persona solo perchè era brutta, e che all'inizio voleva soltanto essere amata. Sicuramente non voleva sentirsi sempre sbagliato e mostruoso ovunque andasse. 
Il rancore e il dolore del mostro si tramuta in furia criminale e desiderio di vendetta nei confronti del suo creatore, arrivando anche ad uccidere suo fratello minore. Poi il mostro fa una richiesta a Frankestein: creargli una compagna in modo che se ne possano andare sperduti tra i monti, vivere tranquilli e felici e non dare fastidio a nessuno. Sembra una richiesta ragionevole, chi non vuole essere amato? Lo stesso Frankestein sta provando un affetto particolare per sua cugina Elizabeth e vorrebbe sposarla un giorno. Frankestein è disgustato da questa richiesta, ma decide di acconsentire per evitare che il mostro uccida tutte le persone a lui care. Questo mette in moto nello scienziato tutta una serie di altre riflessioni su cosa potrebbe succedere creando una seconda creatura mostruosa che, potenzialmente potrebbe creare altro disordine. Prima la tira un po' per le lunghe, andando anche a studiare in Irlanda accompagnato da un amico della cui morte verrà incolpato proprio Frankestein. Scagionato, decide di tornare a casa e sposare subito Elizabeth. Quando dice al mostro che non gli darà una compagna, questo gli risponde che sarà con lui la prima notte di nozze. Frankestein chiude in camera Elizabeth, sbarra tutte le porte e finestre di casa, e anche io avevo capito che il mostro era nascosto proprio sotto al letto e uccide Elizabeth. Victor decide di vendicarsi del mostro e lo insegue in giro per il mondo, arrivando poi al Polo Nord dove ha incontrato Walton. Poco prima di morire, Frankestein chiede a Walton di proseguire la sua vendetta, trovare il mostro e ucciderlo. 
Quando Walton vede il mostro che piange sul corpo del suo creatore, il mostro, che ormai desidera solo morire, gli spiega che il suo odio e la sua malvagità sono state causate dal disprezzo che gli uomini (e per primo il suo creatore) hanno rivolto nei confronti del suo aspetto. Poi decide di allontanarsi dalla nave, darsi fuoco in modo che nessuno possa mai capire e replicare come è stato creato. 

Sebbene la riflessione sul dolore dell'infelicità sia molto profondo, ho trovato il libro un po' dispersivo e, a parte alcune pagine anche toccanti, non mi ha particolarmente colpito. Credevo fosse un horror ma in realtà è più un libro drammatico.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

giovedì 8 ottobre 2026

Premio Nobel per la Letteratura 2026 ad Anne Carson.

08 ottobre 2026. L’Accademia Svedese ha annunciato che a vincere il Premio Nobel per la Letteratura 2026 è Anne Carson, 76 anni poetessa, saggista e traduttrice canadese. La motivazione: “Per la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea”.

Finora erano state 18 le donne, (104 uomini), che hanno ricevuto il Nobel per la Letteratura; l'ultima è stata la scrittrice sudcoreana Han Kang nel 2024 e la prima Selma Lagerlof nel 1909. L'unica italiana è stata Grazia Deledda nel 1926.

Anne Carson, nata a Toronto il 21 giugno 1950, ha studiato all’Università della sua città, e dal 1979 ha insegnato lettere classiche, letterature comparate e scrittura creativa in università degli Usa e del Canada. Ha firmato oltre 20 libri, tradotti in Italia da case editrici come La Nave di Teseo, La Tartaruga, Crocetti, Utopia e Tlon.

Inquadrare la sua letteratura in un genere preciso non è facile. Con una formazione da classicista e un interesse per la letteratura comparata, l'antropologia, la storia e le arti, fonde nella sua scrittura idee e temi provenienti da molti campi del sapere. Fa spesso riferimento alla letteratura greca antica e latina, di cui modernizza e traduce autori come Eschilo, Catullo, Euripide, Omero, Ibico, Mimnermo, Saffo, Simonide, Sofocle, Stesicoro e Tucidide. È anche influenzata da scrittori e pensatori più moderni, come Emily Brontë, Paul Celan, Emily Dickinson, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Friedrich Hölderlin, Franz Kafka, John Keats, Gertrude Stein, Simone Weil e Virginia Woolf. Molti dei suoi libri mescolano in varia misura le forme della poesia, del saggio, della prosa, della critica, della traduzione, del dialogo drammatico, della narrativa e della saggistica.

I suoi lavori tradotti in italiano:
- Eros il dolceamaro,
- Vetro, Ironia e Dio,
- Antropologia dell'acqua. Riflessioni sulla natura liquida del linguaggio
- Come l'acqua
- Autobiografia del rosso
- Economia dell'imperduto
- Uomini fuori servizio
- La bellezza del marito. Un saggio romanzo in 29 tanghi
- Decreazione
- The Albertine Workout
- Era una nuvola
- La Norma sbagliata



mercoledì 7 ottobre 2026

Creature luminose - Shelby Van Pelt


Titolo originale: Remarkably Bright Creatures (2022) 

Tova Sullivan lavora per l'Acquario di Sowell Bay, una tranquilla cittadina nei pressi di Seattle: pulire i pavimenti durante le ore serali in compagnia delle creature che si muovono silenziose nelle vasche la aiuta a combattere la solitudine dopo la scomparsa di suo figlio Erik, quando era solo un ragazzo. La principale attrazione dell'acquario è Marcellus, un polpo gigante del Pacifico, che dalla sua vasca sembra osservare attento ogni mossa di Tova. Una sera, mentre sta passando lo straccio nell'ufficio del personale, Tova scorge Marcellus impigliato nei fili della corrente e delicatamente cerca di liberarlo. Mentre si domanda come abbia fatto a uscire dalla teca, il polpo stende un tentacolo verso di lei, come per abbracciarla. In quella creatura dotata di tre cuori e di un'eccezionale intelligenza, la donna trova inaspettatamente qualcuno che le assomiglia e la comprende: i due stringono una bizzarra amicizia fatta di complicità e gesti silenziosi. Le cose cambiano quando Tova per un infortunio viene sostituita da Cameron, un giovane appena giunto in città alla ricerca del padre biologico. Marcellus non tarda a capire che i due sono legati da qualcosa, e il suo straordinario intuito lo spinge a intervenire. Un esordio folgorante e commovente, che insegna come a volte guardare al passato possa aiutarci a costruire un futuro diverso. Un'amicizia capace di spezzare la più dura delle solitudini. La corrispondenza misteriosa di due anime speciali, creature imperfette e per questo incredibilmente luminose. (goodreads)

Potrei descrivere questo libro in due parole: delicato ed emozionante.
La vicenda parte alternando la storia di Tova che fa le pulizie all'acquario e la storia del polpo Marcellus che, dopo una scappatella dalla sua vasca per la quale rischia di lasciarci la pelle, è proprio grazie all'aiuto di Tova che riesce a ritornare nell'acqua e non morire. Da lì parte una storia di una tenera amicizia un po' strana sicuramente.
Nelle sue parti, Marcellus fa il conto dei giorni di cattività che ha passato lì dentro. E, inevitabilmente, ad un certo punto sa che i sui giorni stanno per finire.

 "Mi hanno portato qui da piccolo, ed è qui che morirò, in questa vasca. 
Restano al massimo 160 giorni al compimento della mia sentenza"

Tova invece ricorda il dolore per il figlio annegato, per il marito morto di cancro, e per il fatto che quando sarà davvero vecchia non avrà nessuno che si occupa di lei.

"Tova a volte si chiede se non sia meglio così, vivere le tragedie tutte insieme, massimizzare le asperità della vita, togliersele di mezzo in una volta sola. 
Tova sa che quegli abissi di disperazione prima o poi hanno un fondo. Quando la tua anima è impregnata di sofferenza, qualunque dolore in eccesso semplicemente scivola via"

Ad un certo punto, a queste due voci si aggiunge quella di Cameron, un trentenne che non la trova pari con la vita, che è appena stato licenziato dall'ennesimo lavoro e la sua fidanzata perfetta è stanca di stargli dietro e lo sbatte fuori di casa. Allevato dalla sorella della madre, una madre tossicodipendente sparita chissà dove, un padre che non ha mai conosciuto nè saputo chi fosse. Poi per caso scopre un album di foto della madre da giovane e si convince di aver capito chi potrebbe essere suo padre, un ricco immobiliarista. Parte così alla sua ricerca arrivando a Sowell Bay, luogo dove sua madre ha vissuto da giovane. E dove, finalmente, la sua strada si incrocia con quella di Tova. Ciò che davvero li unisce ce lo dirà proprio il polpo verso metà libro, che con la sua intelligenza ha notato un dettaglio fondamentale.
Non vi racconto altro, perchè forse la storia può sembrare molto semplice, ma è bello vedere come l'autrice la dipana un po' alla volta, fino al lieto fine. Perchè ovviamente lo capiamo dal titolo che questo è un libro che finisce bene, un libro che parla di amicizia, di sostegno, di famiglia in senso lato, di affetti. Parla di anime affini che si possono aiutare l'un l'altra a cambiare in meglio le rispettive vite.

La scrittura è molto semplice, discorsiva, anche moderna. Ci sono parti che fanno ridere. Il dolore di Tova è trattato in modo molto delicato, e allo stesso modo è trattato il dolore di Cameron di essersi sentito rifiutare da un padre e da una madre. Ma al dolore si affianca la speranza che le loro vite possano prendere una inaspettata piega positiva.

Ho provato a noleggiare questo ebook su mlol ma avevo otto persone in lista d'attesa davanti. L'ho ascoltato in audiolibro. In genere non è una cosa che amo molto, ma la lettrice è stata molto brava e l'ascolto è stato molto piacevole.
Mi è piaciuto molto.
Mio voto: 9 / 10

Fuori i libri! Settembre 2026

Mese incredibilmente scarso quello di settembre, ma sono stata presa da altre cose da fare (mercatino delle amiche gattare, mostra della festa dell'uva) e la lettura è stata un po' accantonata.

In compenso, mi ha risposto Catherine Coles, la scrittrice, e ha detto che ci sono almeno altri due libri di Martha Miller in arrivo. Non vedo l'ora di poterli leggere!

L'11 settembre ho ricevuto una mail da Ibs, dove mi comunicavano che facevano un altro tentativo per procurare il mio libro in inglese. Sinceramente ci credevo poco. Infatti poi, il 18 settembre, hanno scritto di aver cancellato l'ordine perchè il libro non è procurabile. L'ho trovato molto scorretto, mi hai tenuto in ballo oltre un mese, non potevi darmi subito la possibilità di cancellare l'ordine così lo cercavo, eventualmente, altrove? Fortuna che non era una cosa urgente nè fondamentale. Ma il comportamento è stato molto scorretto.

Mi ha rapito il titolo di un libro di Maxence Fermine, "Se solo tu mi toccassi il cuore". Struggente ma anche un po' strano. 

Per ultimo ho letto il libro per il gruppo di lettura della biblioteca: "Seta" di Alessandro Baricco, che avevo già letto secoli fa. Mah. Carino, ma non mi ha lasciato molto.

Seta - Alessandro Baricco


Titolo originale: Seta (1996) 

"Questo non è un romanzo. E neppure un racconto. Questa è una storia. Inizia con un uomo che attraversa il mondo, e finisce con un lago che se ne sta lì, in una giornata di vento. L'uomo si chiama Hervé Joncour. Il lago non si sa. Si potrebbe dire che è una storia d'amore. Ma se fosse soltanto quello, non sarebbe valsa la pena di raccontarla. Ci sono di mezzo dei desideri, e dei dolori, che sai benissimo cosa sono, ma un nome vero, per dirli, non ce l'hai..." Alessandro Baricco (goodreads) 

Avevo già letto questo libro secoli fa, e ne ricordavo proprio poco. Anche adesso che l'ho riletto, non è che mi rimanga molto in realtà. Forse quello che rimane è il dolore di un uomo che si innamora di una ragazza di cui non ha neanche mai sentito la voce e che rischia la vita per poterla rivedere. Per poi tornare a casa, con la coda tra le gambe e ritornare alla vita tranquilla, quella che tutti si aspettano da lui.
Si può perdere la testa per amore? Sì. Però tutti si aspettano che sia come una malattia da cui ad un certo punto si guarisce. Questo pensano gli abitanti del paese in cui abita.

"E' uno strano dolore. Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai"

Questa frase mi ha colpito perchè la sento molto vera, però il libro in sè non mi ha passato una grande emozione. E' vero che è ambientato in Giappone, dove tutto è lentezza. In questo è molto bella la scena d'amore, lenta, misteriosa (peraltro, lo ammetto, non mi ero resa conto che in realtà si svolge non con la donna che vorrebbe ma con una che gli porta lei). E' vero che ripetere il viaggio tutte le volte che lo fa (con l'unica differenza il nome del lago che gli abitanti del posto chiamano ogni volta in modo diverso) dà l'idea della ripetitività e della lunghezza di questo percorso, ma già alla seconda volta è abbastanza noioso. Posso ipotizzare che questo creare atmosfere lente sia fatto apposta, ma si capisce che è costruito e non mi trasmette emozione.
Ho trovato strana la lettera che la moglie scrive a lui spacciandosi per la sua amante. Lettera che si concentra molto sulla bocca di lei sul sesso di lui, la ripete più volte questa cosa, cosa che lui non ha mai detto neanche una volta quando descrive la scena d'amore. E' in questo modo che capisce che non è davvero la sua amante a scrivere? Mah.
Libro che non mi ha lasciato molto. A parte forse, un senso di punizione nei confronti di Hervè... finchè fa quello che gli viene detto di fare, va tutto bene, ma nel momento in cui fa una sua scelta, compiuta d'istinto, allora ogni cosa del viaggio va male.
Mio voto: 6 / 10

martedì 6 ottobre 2026

Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026

03 ottobre 2026. La 64esima edizione del Premio Campiello, assegnato per la prima volta nella Sala Grande al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia è stata vinta dalla storia esistenziale e familiare di Marcello Fois "L'immensa distrazione" con 83 voti.

"Scrivere è un mestiere difficilissimo. C'è tanta differenza tra scrittori e gente che pubblica. Tanta gratitudine per questo mondo. Voglio intanto ringraziare una persona che non c'è più, ma per me c'è, che era una donna bellissima, tutt'altro che livorosa, molto resiliente, si chiamava Michela Murgia" ha detto Fois, 66 anni, subito dopo l'annuncio, ricordando la scrittrice e sua amica Michela Murgia, morta nel 2023, citata nella dedica al libro.
Ettore Manfredini, il protagonista ultranovantenne della storia, in cui Fois lascia la Sardegna per l'Emilia, è appena morto, ma ha la sensazione di essersi svegliato e rivede quello che ha costruito, che ha perduto e lasciato in una sorta di bilancio di tutta la sua vita, come a dire che non bisogna aspettare di morire per fermarsi e pensare a quello che facciamo.
Fois, sardo di Nuoro che vive con la famiglia a Bologna, nel corso della serata ha voluto ricordare Grazia Deledda: "sono nato a 200 metri dalla sua casa. Deledda è ancora l'unica donna italiana che ha preso il Nobel per la Letteratura. È stata anche la prima donna ad accettare di candidarsi alle elezioni nel 1919, quando alle donne era impossibile farlo e lei, 'grattando' una legge che non impediva la candidatura ma il voto, si candidò. Una donna meravigliosa, di cui avremo bisogno oggi e di cui a scuola dovremmo ricordarci".

Secondo classificato Alcide Pierantozzi con "Lo sbilico", che ha conquistato 80 preferenze, e dove in prima persona ha raccontato la malattia mentale, la vita con terapie farmacologiche, allucinazioni e alterazioni della percezione della realtà. "Racconto tutti gli episodi clinici di dissociazione in modo cronologico e così sono stati esorcizzati ma, in realtà sono arrivate altre ossessioni, diverse. Oserei dire che la scrittura è pericolosissima. Questo libro mi ha cambiato la vita e la quotidianità, un po' mi ha fatto bene essere riuscito a comunicare qualcosa" ha spiegato Pierantozzi, anche finalista al Premio Strega 2026.

Terza con 54 voti Elena Varvello con "La vita sempre", un storia d'amore e ribellione tra guerra e fascismo nella certezza "che tutto si tenga insieme. Che il passato sia anche il presente" ha detto l'autrice.

Al quarto posto con 33 voti, la Giovanna d'Arco di Valeria Parrella che parla ai giovani di oggi nel romanzo "La ragazzina"

Quinto posto per Ermanno Cavazzoni, 32 voti, con "Storia di un'amicizia", in cui racconta il lungo rapporto con lo scrittore Gianni Celati.



mercoledì 23 settembre 2026

Se solo tu mi toccassi il cuore - Maxence Fermine


Titolo originale: Si seulement tu touchais mon coeur (2024)
 
Luna ha quarantacinque anni. Si occupa del bed and breakfast di famiglia che si affaccia sulle acque placide del lago di Annecy e trascorre le sue giornate in una serena le sue sono ore fatte di niente, di riti e piccole gioie, di figli ormai cresciuti e routine matrimoniale, di luci sull’acqua, luci che alludono a un’altra esistenza possibile, accesa dalla passione, solo immaginata. All’arrivo di Raphaël, un restauratore che cerca una stanza per il mese di agosto, la vita di Luna prende una piega del tutto inaspettata. I momenti passati insieme sono preziosi, hanno il prodigio dei desideri esauditi e l’intensità di una promessa per il futuro. Luna prenderà così una decisione destinata a cambiare la sua vita e non solo. Una storia delicata e appassionante, che parla di un amore struggente, eterno, forse impossibile. (goodreads)

"Il mio cuore ha sempre palpitato per la dolce musica dei sentimenti, e la mia mente è sempre stata rivolta al romanticismo più travolgente, ma non avevo mai pensato un solo istante, se non in sogno, a trovare il grande amore. Lo lasciavo alle eroine dei romanzi..."

ATTENZIONE CONTIENE SPOILER

Luna è una quarantacinquenne sposata con un uomo col quale le cose non vanno più tanto bene, e con tre figli ormai grandi da rendersi conto che la madre è infelice. Un matrimonio piatto, mentre la fantasia naviga su sentimenti di passione, tenerezza ed eternità. Finchè un giorno arriva davvero un uomo che le stravolge il cuore e lì non ci fai niente, ti lasci travolgere nella speranza di poter essere ancora felice. Lo sarà solo per un breve periodo perchè davvero Luna (col benestare dei figli) lascia il marito e raggiunge Raphael, ma pochi giorni dopo il marito ha un incidente in auto (probabilmente l'ha cercato) e rimane paralizzato a letto. Luna, quindi, non può che tornare a casa e accudire quello che rimane di un uomo spezzato, così come lei è una donna ormai spezzata ma che col tempo riesce almeno ad essere grata di aver avuto anche solo per poco la felicità con Raphael.

"Se solo tu mi toccassi il cuore sapresti cosa racchiude, perchè è colmo di te"

"Il ricordo dei momenti passati al tuo fianco e i sentimenti che ho provato, e ancora provo per te, sono carezze per l'anima"

Il titolo del libro riprende una (lunghissima) poesia di Pablo Neruda, La barcarola. Ammetto che è proprio per il titolo che sono arrivata a questo libro dal quale, non so esattamente cosa mi aspettassi, ma sono rimasta un po'... delusa credo.
Innanzitutto, il linguaggio è molto ricercato, con espressioni che più che poetiche sembrano molto costruite. Dopo l'incidente di Antoine, il libro diventa struggente. Impossibile non leggere gli ultimi capitoli senza piangere. 
Non so se l'autore voleva dare qualche messaggio o se ha "semplicemente" descritto una situazione che càpita. Forse vuol dirci che a volte dobbiamo annullarci dietro ai sensi di colpa? Forse che ormai ti sei sposata e non hai nessun diritto di non stare bene dove stai? Forse che dobbiamo accontentarci di momenti fugaci di felicità e farceli bastare?
Sarà che so bene cosa significa scoprirsi innamorata ed essere costretta in una vita che soffoca, ma ho visto nella ricerca della felicità di Luna una specie di punizione e come conseguenza la costrizione a vivere come un carcerato per curare il proprio ex marito (che probabilmente ha provato a suicidarsi, o ha fatto apposta a rimanere invalido?).
Un libro che mi lascia con l'amaro in bocca e di cui non ho gradito particolarmente nemmeno la scrittura.
Mio voto: 6 / 10