sabato 28 agosto 2021

Curare il diabete senza farmaci: Un metodo scientifico per aiutare il nostro corpo a prevenire il diabete - Neal D. Barnard



Titolo originale: Dr. Neal Barnard's Program for Reversing Diabetes: The Scientifically Proven System for Reversing Diabetes Without Drugs (2006)

Per anni a chi soffre di diabete la spiegazione più diffusa in medicina è stata che la produzione di insulina è diventata irrimediabilmente disfunzionale.
Neal Barnard propone in questo libro un programma rivoluzionario: ripristinare la funzionalità dell’insulina e contrastare il diabete di tipo 2. Scientificamente provato, il suo metodo non stravolge la regolarità quotidiana dei pasti, ma spiega come prepararli secondo la ripartizione dei Quattro Nuovi Gruppi Alimentari: verdura, frutta, cereali integrali e legumi.
Viene così garantita ai pazienti la diminuzione dell’assunzione dei farmaci per il diabete, o perfino la loro eliminazione; la riduzione del rischio di complicazioni; notevoli benefici per la salute: perdita di peso, abbassamento del colesterolo e della pressione sanguigna.
Oltre a una maggiore energia e vigore, grazie anche a cibi deliziosi da gustare in porzioni generose, come quelli delle 60 ricette originali preparate in collaborazione con la chef vegana Bryanna Clark Grogan e contenute in questo libro (goodreads.com)

Per la categoria "un libro sulla body positivity", ho scelto questo. Premetto che non sono diabetica, ma l'argomento glicemia-insulina mi interessa, soprattutto se non coinvolge farmaci.
Innanzitutto, non è proprio vero, come dice nella presentazione, che il metodo non stravolge la regolarità quotidiana dei pasti. O, meglio, non stravolge la regolarità bensì quello che viene fatto mangiare. Molto in sintesi, il metodo proposto dal Dott. Barnard propone una dieta priva di grassi animali (vegana), priva di grassi vegetali e con alimenti a basso indice glicemico. Il tutto porta ad una riduzione del colesterolo, ad un calo dei trigliceridi, ad un calo della pressione arteriosa, e ad un miglioramento del lavoro dell'insulina. E di conseguenza, una regressione del diabete e un miglioramento della salute in generale anche in termini di calo del peso. Questo molto molto sintetizzato. In pratica, senza problemi di quantità, si possono consumare legumi, cereali (integrali), frutta e verdura. Se poi si aggiunge anche un costante movimento fisico, i risultati migliorano ulteriormente.
La teoria da lui esposta è molto interessante, anche se tutti i nutrizionisti che ho sentito finora sconsigliano di togliere completamente la carne dalla dieta. Io non ne faccio un grande consumo, ma sicuramente mi è difficile pensare di eliminarla del tutto (niente più prosciutto crudo o tortellini a Natale??).
All'interno del libro comunque spiega dettagliatamente i motivi delle sue teorie, entrando anche in semplici ma chiare spiegazioni dei meccanismi e delle conseguenze del diabete, dell'insulina, degli integratori vitaminici, dei cibi-tentazione, e un sacco di altre cose che ho trovato estremamente interessanti.
Le ultime 20/30 pagine prima delle note sono dedicate ad un piano alimentare ipotetico e alla spiegazione delle ricette, alcune molto molto interessanti e che potrei comunque provare.
E' un libro che, alla lunga, diventa abbastanza ripetitivo perchè ricorda mille volte i principi fondamentali su cui si basa (li abbiamo già capiti!!). Comunque ne suggerisco la lettura perchè interessante ed utile.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

lunedì 23 agosto 2021

Il treno per Tallinn - Arno Saar



Titolo originale: Il treno per Tallinn. La prima indagine di Marko Kurismaa (2016)

È notte, la neve cade fitta quando il treno proveniente da San Pietroburgo fa il suo ingresso nella stazione di Tallinn, capolinea. Bastano venti minuti perché dei passeggeri rimangano solo le impronte sulla neve; uno però è ancora a bordo, accasciato in una poltrona di prima classe, una bottiglia di liquore accanto a sé. Morto. È Igor Semenov, un uomo d'affari russo. Il caso è delicato e viene affidato al commissario di polizia Marko Kurismaa, che con i russi ha un conto in sospeso. E non è il livore di tanti estoni nei confronti del popolo che fino a pochi anni prima li dominava: è un dolore tutto personale. Marko ha il fascino dell'uomo tormentato, il fisico asciutto dell'ex sciatore di fondo e il rigore di chi nella vita si è dovuto conquistare tutto. In più, nasconde qualcosa. In altri tempi, Marko ha avuto la presunzione di saper distinguere al primo colpo la verità dalla menzogna. Ora è più cauto, forse più saggio, la nostalgia della giovinezza lo punge sempre più spesso e i dubbi sono quotidiani compagni d'indagine: da dove viene la tristezza che rende opaco lo sguardo di Olga, la giovane e bella moglie della vittima? Quanto è pericoloso l'uomo che qualche giorno prima è stato visto attaccare briga con Semenov? Arno Saar ci guida sulle tracce dell'assassino lungo le strade della gelida Tallinn, tra i vicoli della città vecchia, i locali alla moda delle ex zone industriali e gli squallidi quartieri dell'architettura sovietica. Un'ambientazione originale e suggestiva, un protagonista complesso e affascinante, una galleria di personaggi indimenticabili e un impeccabile congegno narrativo: Il treno per Tallinn è un romanzo straordinario e Arno Saar, pseudonimo di un importante scrittore italiano, sa procedere col passo spedito del giallista e la ricchezza di prospettiva del romanziere di classe. (ibs.com)

ATTENZIONE: contiene spoiler sulla trama 

Sul treno che proviene da San Pietroburgo, viene ritrovato il cadavere di un uomo d'affari. Ucciso con una bottiglia regalo di vodka estone.
La polizia estone non ci fa subito una bella figura, perchè ripulisce il vagone senza neanche ispezionarlo, ma il commissario Kurismaa riesce comunque a trovare gli indizi che gli occorrono, perchè coi russi ha un conto in sospeso (da quando portarono via suo padre considerato dissidente) e sa che loro insabbierebbero tutto. Ad un certo punto però i morti diventano due; il secondo è una vecchia conoscenza di Marko, di quando era un atleta di sci, un personaggio che già all'epoca era sgradevole, ma che sicuramente era troppo bravo nello sci per non finire fuori pista nel fiume ghiacciato.
C'è qualche collegamento tra i due morti? Kurismaa comincia a sospettarlo, e coi suoi validi assistenti, seguendo entrambe le piste, arriva alla soluzione, che è ben più complicata perchè l'assassino ha dovuto aspettare vent'anni per compiere "giustizia".
L'ambientazione estone è molto cupa ma molto interessante. Il commissario mi è piaciuto. A differenza di tanti suoi colleghi, non è un ubriacone, non è un impasticcato, però... soffre di narcolessia.
La storia si segue abbastanza bene; certo che dal ritrovamento del primo cadavere non avrei mai e poi mai immaginato che si arrivasse a questo finale. Però è ben costruita tutta la vicenda.
Arno Saar è lo pseudonimo di Alessandro Perissinotto (non ha mantenuto molto a lungo il segreto...). 
Credo che leggerò anche il libro successivo (al momento, credo che le avventure del commissario siano solo due, ma spero ne arriveranno altre).
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Il sospetto - Chris Pavone


Titolo originale: The expats (2012)

I segreti sono sempre stati la specialità di Kate. Il suo mestiere. Ma ormai sono diventati un carico troppo ingombrante, un peso ingestibile. E così, quando suo marito Dexter le annuncia di avere accettato un impiego in Lussemburgo, Kate decide di dare le dimissioni e trasferirsi insieme a lui e ai figli in un altro continente. È convinta di potersi lasciare il passato alle spalle, di non dover più nascondere a nessuno - marito compreso - la verità sul suo lavoro, fatto di missioni in America Latina, false identità, messaggi in codice. Ed esecuzioni a sangue freddo. Nella vecchia Europa, le giornate trascorrono tranquille e un po' monotone, tra incombenze da casalinga a tempo pieno e pause caffè con ricche espatriate. Intanto, Dexter brilla per la sua assenza, assorbito in quel progetto che avrebbe dovuto essere poco impegnativo, per un cliente che a Kate non è dato conoscere. E mentre lui è sempre più distante ed evasivo, nella loro vita entra un'altra coppia di americani: molto affascinanti e molto espansivi. Troppo espansivi, forse, per essere sinceri. Lentamente, il dubbio s'insinua nella mente di Kate. Il dubbio che il passato sia tornato a cercarla. O che si tratti addirittura del passato di Dexter: l'uomo che lei aveva ritenuto al di sopra di ogni sospetto e che ora sembra invece avvolto da un misterioso cono d'ombra. Kate, che si credeva maestra indiscussa del doppio gioco, si rende conto che qualcuno la sta sfidando nel suo territorio.(ibs.it)

Non è stato facile trovare un libro ambientato in Lussemburgo. Trovare questo libro, poi, è stata una impresa anche maggiore. In ebook non l'ho trovato e a Bologna era presente in una sola biblioteca. Ma ce l'ho fatta.
Detto questo, il libro è interessante. E' un romanzo piuttosto scorrevole, anche se ha alcune descrizioni veramente prolisse ed inutili per la storia. Un centinaio di pagine in meno andavano meglio. La storia è un alternarsi tra il presente in Luxemburgo, il "presente" un paio di anni dopo a Parigi, ed il passato di Kate con le sue missioni da agente segreto. Lo svolgimento delle azioni procede abbastanza bene fino a circa una quarantina di pagine dalla fine; lì comincia a mettere dubbi su ognuno dei personaggi e, alla fine, nonostante le reciproche confessioni, non è proprio ben chiaro chi è il sincero e chi ha mentito. Forse tutti comunque. La storia che coinvolge Dexter è un po' contorta; interessante, ben pensata, ma un po' contorta. Anche il duo Julia/Bill ha delle dinamiche un po' strane. Una cosa che non ho capito, è perchè l'autore pare rimarcare spesso il ricordo che ha Kate di quando ha ucciso un certo politico sudamericano e del fatto che nella stanza d'hotel c'erano anche una donna (uccisa anche lei? non è chiaro) e un bambino (che fine ha fatto?). Forse è una storia che si svilupperà in un libro successivo? Boh, qui rimane un punto interrogativo senza risposta.

"Il problema è, e sarà sempre, dentro di lei, radicato nel suo passato, riconducibile all'epoca in cui ha preso la fatidica decisione di diventare quella che è diventata. All'epoca... All'epoca del college"

Come sempre il titolo è stato cambiato. Chiaramente, il sospetto ci sta, qui tutti sospettano di tutti, soprattutto Kate sospetta di chi ha intorno, ma lasciarlo come l'originale "gli espatriati" aveva una ragione col senso di smarrimento provato da chi lascia la propria patria per cambiare nazione.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 22 agosto 2021

Il segreto di Helena - Lucinda Riley


Titolo originale: The olive tree (2016)

Sono passati più di vent’anni da quando Helena, allora quindicenne, trascorse un’indimenticabile estate nell’isola di Cipro, dove, circondata da distese di olivi e da un mare color smeraldo, si innamorò per la prima volta. Dopo una carriera di ballerina classica, Helena vive a Londra con il marito William e tre figli, e non può certo immaginare che il suo padrino, alla morte, le ha lasciato in eredità “Pandora”, la grande, magnifica tenuta sulle colline cipriote. Helena non resiste alla tentazione di tornare sull’isola con la famiglia, pur sapendo che i molti segreti custoditi da quel luogo potrebbero, proprio come il vaso della leggenda, scatenare una tempesta su tutti loro. In particolare sul figlio tredicenne Alex, sensibile e ribelle, sul cui passato ha sempre preferito tacere… (goodreads.com)

ATTENZIONE: contiene spoiler

Avevo bisogno di un romanzo leggero e questo mi tornava utile per alcune sfide.
Il romanzo comincia con Alex, cresciuto di dieci anni, che torna a Pandora. Dopo di che prosegue alternando un capitolo del diario di Alex tredicenne con un capitolo di vita "reale".
Cosa ti aspetteresti da un romanzo simile? Ovviamente che Alexis sia il padre di Alex... Sennonchè, facendo un paio di rapidi conti, ti rendi conto che non può essere così, e tutto sommato mi è dispiaciuto un po' perchè la realtà è decisamente peggiore.
Helena è una ex ballerina, bellissima, buonissima, biondissima, però è tormentata nell'anima, a causa di un paio di eventi che le sono successi e che non ha mai avuto coraggio di confessare al marito.
Quella che doveva essere una vacanza in una vecchia villa ereditata dal padrino, si rivelerà un incubo perchè alcuni segreti verranno svelati e le cose precipiteranno. Ovviamente è un libro d'amore, quindi ci aspettiamo che l'amore trionfi, e infatti sarà così, tutto tornerà a posto e tutti saranno felici e contenti alla fine.
Lucinda Riley scrive, nei ringraziamenti, di aver cominciato questo libro dieci anni prima (nel 2006 quindi) durante una vacanza a Cipro con la sua famiglia, e di averlo accantonato e ripreso nel 2016. Secondo me lo stacco si sente. Le pagine ambientate dieci anni dopo sono molto tristi, decisamente più commoventi, e sono un riassunto di quello che è successo a tutti i protagonisti in dieci anni, soprattutto ad Alex, che finisce per trovarsi nella stessa situazione di sua madre. 
La Riley scrive che è probabilmente il libro più autobiografico che abbia scritto, e ho la netta sensazione che le pagine sulla malattia di Helena non sarebbero state inserite se l'autrice stessa non si fosse trovata in quella situazione.
Non lo so, ho una strana percezione riguardo a questo libro. Credevo che mi sarei emozionata da morire con una storia del genere, invece boh non mi è arrivato molto al cuore. I "colpi di scena" (su Viola, su Angus) li avevo azzeccati fin dalle prime pagine. La storia del principe che era interessato ad Helena è, francamente, inutile nel contesto. Le pagine del diario di Alex sono scritte con una maturità (di linguaggio, anche) che difficilmente puoi trovare in un tredicenne, anche se intellettualmente molto dotato come lui. Comunque ho molto apprezzato il discorso che fa con suo padre. 
Mi aspettavo che mi emozionasse di più. 
Ho amato molto l'ambientazione a Cipro.
Mio voto: 7 / 10

giovedì 19 agosto 2021

Fisica della malinconia - Georgi Gospodinov


Titolo originale: Физика на тъгата (2011)
Titolo inglese: The physics of sorrow

Un ragazzo è affetto da una strana sindrome: soffre di empatia, è capace di immedesimarsi nelle storie degli altri. Inizia così un viaggio nel mondo del possibile, nel labirinto dei sentimenti mai provati, delle cose mai accadute eppure reali più del reale stesso. Questo “io” coraggioso e impertinente va e viene dal passato, fa incursione in un futuro di cui abbiamo già nostalgia, e ritorna con un inventario di storie sull’autunno del mondo, sui Minotauri rinchiusi in ognuno di noi, sulle particelle elementari del rimpianto, sul sublime che può essere ovunque. (Voland.it)

"Non so se le cose, che ora in modo caotico e come preso dal panico estraggo dal mio diluvio, potranno vivere e riprodursi. So che il passato non reca frutti, come una giumenta sterile. Ma per questo mi è ancora più caro"

Un bambino ha il potere di entrare nelle storie altrui, captando i sentimenti come se fosse lui a provarli. Questa capacità si perde crescendo, ma il meccanismo mette in moto riflessioni su riflessioni.
Il filo conduttore del romanzo parte dalla storia del Minotauro, che noi abbiamo sempre visto come un mostro. E se non fosse così? Se pensassimo che invece il Minotauro era un bambino di tre anni, nato da un incesto, che è stato abbandonato dai suoi genitori dentro ad una caverna per nascondere la vergogna, rinchiuso senza vedere mai la luce, e che consideriamo un eroe Teseo che, aiutato dalla sorella del Minotauro, entra nella caverna e lo uccide? Da qui partono una serie di considerazioni sull'abbandono, sulla mancanza di bambini nella mitologia, sulla nostalgia del passato.
Ho trovato molto interessante questa teoria del Minotauro e ho trovato molto piacevoli le prime duecento pagine circa. Poi però c'è una parte sul "comprare le storie altrui" e sulla fisica quantistica che mi è risultata decisamente pesante, per arrivare alle pagine finali in cui chiude il cerchio che aveva aperto all'inizio "sono nato/io siamo" - "sono morto/io fummo". 
Libro interessante, che sicuramente sfugge ad ogni definizione. Per quanto mi riguarda, decisamente appesantito da un centinaio di pagine molto noiose che avrei decisamente tagliato. In ogni caso, penso che leggerò ancora qualcosa di Gospodinov in futuro perchè lo stile è particolare.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

martedì 10 agosto 2021

L'inguaribile tristezza del saggio. Una ricerca sulla cultura kazaka - Edoardo Canetta


Titolo originale: L'inguaribile tristezza del saggio. Una ricerca sulla cultura kazaka (2006)

"Sono arrivato in Kazakistan 12 anni fa sapendo a mala pena che non era in Russia, anche se era stato parte dell'Unione Sovietica. Sono arrivato sapendo già un po' di russo (quello che si può imparare a Milano), tra gente che parlava questa lingua, anche se per metà venivano da decine di nazioni diverse (in Kazakistan ci sono 120 etnie), spesso per effetto delle deportazioni staliniane. Anche la metà rappresentata dai kazaki parlava e parla tutt'ora il russo. Ma a poco a poco, soprattutto attraverso alcuni studenti, ho imparato a conoscere una cultura e, ultimamente, una lingua affascinante, per decenni repressa, come altre dal sistema sovietico." (don Edoardo Canetta)

Nella mia ricerca sui libri per la "European challenge", per il Kazakistan ho trovato questo. Si tratta di un saggio, genere a me non troppo congeniale, ma ammetto che per chi è interessato all'argomento, è molto valido ed interessante.
In breve, c'è tutto un excursus sulla cultura kazaka, partendo dai sufi, parlando dell'Islam e della sua contrapposizione all'ortodossia Russa, di alcuni degli studiosi/saggi/poeti maggiormente rappresentativi del paese. I saggi puntano molto sul fatto che l'uomo dovrebbe aspirare a fare il bene e possedere buone qualità, piuttosto che perdere tempo oppure coltivare cattive abitudini.
Il testo è molto interessante, ma non essendo io molto amante dei saggi, alla lunga sono arrivata un po' annoiata. Non è un problema del libro, credo che chi ama questo genere di libri può davvero trovarlo una grande lettura; io ho faticato un po', soprattutto nell'ultima parte, anche perchè in alcuni punti l'ho trovato un po' ripetitivo.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

martedì 3 agosto 2021

L'eredità delle dee - Katerina Tučková



Titolo originario: Žítkovské bohyně (2012)
Titolo inglese: The Žítková Goddesses

Sulle montagne dei Carpazi Bianchi, nella comunità di Žítková, vive da tempo immemorabile una stirpe di donne dotate di poteri eccezionali. Guaritrici, preveggenti, tramandano la loro arte di madre in figlia e vengono chiamate “dee”.
Dora Idesová è l’ultima di questa discendenza, ma non ha ereditato nessuna arte. Rimasta orfana è passata alle cure di zia Surmena fino a quando anche quest’ultima scompare dietro le mura di una clinica psichiatrica. Dora finisce così in collegio, cresce, studia Etnografia e trova lavoro presso l’Accademia delle Scienze di Brno.
Quando negli anni Novanta vengono resi pubblici gli archivi della polizia segreta, Dora – che nel frattempo sta scrivendo un saggio riguardante le dee di Žítková – inizia le sue ricerche e si imbatte nel dossier sulla zia, la dea Surmena…
Ben presto quella di Dora si trasforma da indagine di studio in un vero e proprio viaggio nelle ombre e nei segreti del passato. Integrando informazioni e notizie storiche con i racconti delle ultime dee e degli abitanti di Žítková, Dora riesce a ricostruire il tragico destino di tutta la sua famiglia, un destino legato a un’antica maledizione, ma anche intrecciato alle vicende che hanno segnato il Paese e che hanno messo i poteri delle dee al centro degli interessi dei nazisti prima e dei comunisti poi.
Un destino cui nemmeno Dora riuscirà a sfuggire…
Romanzo storico, thriller, esplorazione etnografica, indagine sulla magia, affresco epocale e ricerca delle radici, L’eredità delle dee è stato e continua a essere un caso letterario unico nella letteratura ceca conquistando lettori e critici tanto da vendere, solo in Repubblica Ceca, 200 mila copie. Il romanzo è tradotto in quindici lingue. (kellereditore.it)

Non è necessario andare nel Medioevo per trovare donne martirizzate perchè utilizzavano le erbe per curare chi soffre. Qui siamo nel 1900, a cavallo della seconda guerra mondiale. Dora vuole riabilitare la figura di sua zia Surmena e delle "dee" in generale, donne dei Carpazi Bianchi che credono in Dio, nella forza della natura e nel potere curativo di erbe e tisane. Donne che lo fanno per aiutare gli altri, a cui si contrappongono delle ciarlatane e delle donne che praticano la magia nera. L'intera stirpe di Dora, infatti, è stata colpita da una maledizione a cui nemmeno lei riuscirà a scappare, nonostante non creda a queste cose.
Sinceramente, dalla trama, mi aspettavo molta più magia. La storia delle dee, i loro rituali, sono una cosa molto interessante. C'è anche una sorta di pathos creato dalla maledizione e dalle pagine finali. Purtroppo, però, ci sono un po' troppe pagine che riportano dei report e documenti della polizia che rallentano e appesantiscono la narrazione, soprattutto quando cominciano ad essere tirati in ballo gli informatori dei nazisti. Sono sicuramente utili per capire la vicenda, ma diventano troppi e potevano essere sintetizzati in altro modo. Oltretutto, non sono proprio sicura di aver capito quale sia il ruolo di uno dei personaggi su cui si incentra la ricerca di Dora ad un certo punto (Svanc/Schwannze). 
Finale che mi ha colto di sorpresa!

"Queste donne si sono trasmesse di generazione in generazione un sapere antichissimo, sopravvivendo al cristianesimo, ai processi alle streghe, alla furia di sacerdoti e magistrature, persino a un comando speciale delle ss, alla fine sono state liquidate da un bolscevico"

Libro particolare. Interessante. Non gli do un voto altissimo ma è un libro che consiglierei.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

I ragazzi della via Pàl - Ferenc Molnàr


Titolo originale: A Pál utcai fiúk (1906)
ENG: The Paul street boys

Nella Budapest di fine Ottocento, un gruppo di ragazzi si ritrova tutti i giorni nel campo di via Pál. Il capo della banda è il quattordicenne Boka, il cui alter ego è rappresentato da Feri Ats, capo delle "camicie rosse" dell'orto botanico. Nella banda di Boka c'è un solo soldato semplice: il piccolo Nemecsek. Essendo una zona di gioco contesa dai ragazzi, Ats un giorno dichiara guerra rubando la bandiera ad una delle fortezze dei ragazzi di via Pál. Allora Boka, Nemecsek e Csònakos organizzano una spedizione per riprenderla, durante la quale il più piccolo di tutti cade nel laghetto prendendosi un brutto raffreddore. Intanto viene scoperto il tradimento di uno dei componenti della banda, Geréb, geloso dell'autorità di Boka. Nemecsek, affrontando il traditore davanti ad Ats, viene gettato ancora nel lago e così si procura una grossa febbre che lo costringe a stare a letto. Durante i preparativi della battaglia finale, Geréb si pente e rivela a Boka i piani degli avversari, venendo così riammesso nel gruppo. Solo il piccolo soldato semplice scappato di casa con una forte polmonite metterà fine all'assalto gettandosi su Ats e determinando così la vittoria dei ragazzi di via Pál. Divorato dalla febbre, muore nel suo letto e Boka, sconvolto, ritorna al campo dove scopre che il padrone del terreno di lì a poco costruirà un palazzo. (ibs.it)

“Jànos Boka guardò seriamente davanti a sè e, per la prima volta, balenò nella sua anima di fanciullo quello che la vita è veramente, la vita di cui tutti siamo servi, ora tristi, ora allegri."

Un altro grande classico che non avevo ancora letto. Mi ha riportato indietro di decenni, quando anche noi giocavamo per strada, senza computer ma solo con la nostra fantasia. E tuttavia, questo libro mantiene una certa attualità, soprattutto in quella che è la morale finale: tutti dobbiamo lottare e a volte la nostra lotta è vana. 
Libro bellissimo, con alcune pagine un po' prolisse (quelle della spiegazione di come avverrà il combattimento, molto cinematografiche ma un po' barbose da leggere). E poi un finale da lacrime (anche se me lo aspettavo perchè ricalca un po' altre storie del periodo). Belle tutte le dinamiche che si creano tra i vari ragazzi.
Mio voto: 8 e mezzo / 10