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domenica 29 maggio 2022

Di viaggi e di sogni. Donna di Porto Pim - Notturno Indiano - Antonio Tabucchi


Titoli originali: Donna di Porto Pim (1983) - Notturno indiano (1984)

Riuniti in questo volume e accomunati dal tema del viaggio, Donna di Porto Pim e Notturno indiano sono ormai due libri di culto, citati con ammirazione da scrittori quali Enrique Vila-Matas, Jhumpa Lahiri e Salman Rushdie. E se Tabucchi viaggiò davvero per le isole Azzorre e attraverso l’India, anche i suoi personaggi sono esseri inquieti, mossi dalla ricerca di qualcosa che si trova oltre il visibile. In Donna di Porto Pim si narrano incredibili storie di mare e di naufragio: «è come una barca a remi che naviga con destrezza tra gli scogli sommersi: la malinconia, la saudade, il melodramma, il revival» (António Mega Ferreira). Il protagonista di Notturno indiano, invece, si mette in cammino per andare alla ricerca di un misterioso amico portoghese di cui si sono perse le tracce in India. Vagabondando tra alberghi, ospedali e stazioni «perdersi sembra inevitabile», scrive Tim Parks nella nuova Introduzione al romanzo. «Eppure la narrazione prosegue con grande chiarezza e rapidità. Frasi spigliate, mosse decise, capitoli brevi, ognuno che evoca (meravigliosamente) un nuovo posto, presenta (con brio) un nuovo personaggio». Enigmatica, ammaliante, è forse la quête incongrua di qualcuno che sta cercando se stesso.(ibs)

Col gruppo di lettura della libreria, insieme alla "testa perduta di Damasceno Monteiro" abbiamo letto anche questo volumetto che raccoglie due romanzi di Tabucchi.
La "donna di Porto Pim" l'ho letto per metà poi l'ho interrotto. L'ho trovato senza capo nè coda. Non scorreva nè lo trovavo di alcun interesse. Quando poi hanno iniziato a parlare della balena che viene mangiata pezzo per pezzo non ho più resistito.
"Notturno indiano" invece, l'ho trovato interessante. Il personaggio si mette in viaggio alla ricerca di un amico che non vede da anni. Nel viaggio, vede posti, conosce persone. E' un viaggio che diventa anche una ricerca di sè. Interessante il finale, quando è a cena.
Difficile dare un voto ad un libro così composto.
Senza voto (probabilmente darei un 4 al primo e un 7 al secondo..)


sabato 14 maggio 2022

La testa perduta di Damasceno Monteiro - Antonio Tabucchi


Titolo originale: La testa perduta di Damasceno Monteiro (1997)
Titolo in inglese: The Missing Head of Damasceno Monteiro

Un truce fatto di sangue. L'inviato di un giornale popolare di nome Firmino. Un avvocato anarchico e metafisico, ossessionato dalla Norma Base, che assomiglia a Charles Laughton. L'antica e affascinante città di Oporto. Un romanzo che sotto le apparenze di un'inchiesta costituisce una riflessione sull'abuso e sulla giustizia. (ibs)
Il romanzo di Tabucchi prende spunto da una vicenda realmente accaduta.
Si tratta in realtà di un "giallo non giallo", nel senso che, certo c'è l'omicidio ed è anche piuttosto truce, ma si sa subito chi è stato. Ciò che questo libro porta, sono diverse riflessioni, soprattutto sull'abuso arbitrario di potere delle forze di polizia e di come le persone andrebbero prima di tutto considerate delle persone.
Il libro si apre con il gitano Manolo, un tempo parte di un popolo fiero ed allegro, mentre adesso sono confinati ai margini della città. E' lui che trova il cadavere decapitato, ma sa già che se andrà alla polizia nessuno gli crederà.
Firmino è un giornalista con il desiderio di scrivere un saggio su Vittorini e la sua influenza sul romanzo portoghese e viene inviato a seguire il crimine sul luogo. La prima persona che intervista sarà proprio Manolo, grazie al quale scopre che il cadavere indossava una t-shirt pubblicitaria mentre la polizia dice di averlo trovato senza.
Seguendo principalmente le testimonianze di Manolo e del collega di Monteiro, con l'aiuto di alcuni bizzarri personaggi (tra cui anche la proprietaria della pensione dove alloggia, vecchia conoscenza del direttore del giornale, che sa tutto di tutti), la soluzione del caso è presto alla luce del sole: Damasceno Monteiro era un semplice garzone di una ditta di Import-export, ed è stato assassinato da tre agenti della Guardia Civil perché, avendo scoperto che gestivano un traffico internazionale di droga, ha tentato, ingenuamente, prima di approfittarne, quindi, una volta scoperto, di ricattarli.
Ma come dice l'avvocato c'è da riporre poca speranza sull'esito del processo. L'avvocato Fernando de Mello Sequeira, detto Loton per via di una spiccata somiglianza fisica con l'attore Charles Laughton è colui che tiene la difesa di Monteiro ed indirizza Firmino nella ricerca . Loton, rampollo di una nobile famiglia decaduta, obeso, dedica la sua carriera a difesa dei derelitti e dei disgraziati. Esperto di poesia e letteratura nutre una venerazione assoluta per le teorie del filosofo del diritto Hans Kelsen, ed in particolare un'ossessione per la teoria della "Grundnorm" (concetto non facile, significa "norma fondamentale", la giustizia è come una piramide e il vertice è costituito dalla "Norma Base", un concetto puramente teorico, dalla quale deriva tutto il diritto), concepita come strumento di una giustizia suprema ma in realtà fonte di aberrazioni e storture messe in atto grazie ad una interpretazione ideologica e giuridica che individua nella norma superiore la giustificazione ad ogni comportamento.
Loton è un gran personaggio, con una mente estremamente razionale, un po' noioso forse quando si lancia nei ricordi di sua nonna.
Il processo, come si aspettava l'avvocato, ammonirà i poliziotti di aver nascosto delle prove, ma li assolverà completamente dalle accuse di omicidio. Tuttavia, l'avvocato riuscirà a trovare un'altra testimone oculare con delle prove per aprire un secondo processo. Firmino, scettico a causa della scarsa credibilità di questa persona (che è un travestito) viene ammonito con la frase "È una persona, si ricordi questo, giovanotto, prima di tutto è una persona".
Ciò che effettivamente movimenta il libro, sono l'avvocato e Firmino, il primo ormai avanti negli anni che ha visto enormi brutture nella vita ed il secondo ancora giovane e con ambizioni per il futuro, il loro essere complementari (ad un certo punto dice a Firmino di non credersi Marlowe, ma nel loro rapporto ci vedo molto di Perry Mason).

Non ho un grande rapporto con Tabucchi, trovo sempre difficoltà nei suoi scritti, però ammetto che questo mi è piaciuto ed è anche stato di facile lettura. Effettivamente è un giallo sui generis, però, al di là della vicenda, chiara fin da subito, è interessante la serie di persone che ruota intorno a Firmino, l'avvocato in primis, ma anche la titolare della pensione che comunque conosce tutti. Mi è anche piaciuto lo stile diretto della narrazione, mentre ho trovato un po' noiosi gli sproloqui dell'avvocato sui suoi avi e sulla filosofia tedesca. Interessante.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

lunedì 29 novembre 2021

Sostiene Pereira - Antonio Tabucchi


Titolo originale: Sostiene Pereira (1994)
Titolo inglese: Pereira Maintains

Agosto 1938. Un momento tragico della storia d'Europa, sullo sfondo del salazarismo portoghese, del fascismo italiano e della guerra civile spagnola, nel racconto di Pereira, un testimone preciso che rievoca il mese cruciale della sua vita. Chi raccoglie la testimonianza di Pereira, redatta con la logica stringente dei capitoli del romanzo, impeccabilmente aperti e chiusi dalla formula da verbale che ne costituisce il titolo: Sostiene Pereira? Questo non è detto, ma Pereira, un vecchio giornalista responsabile della pagina culturale del "Lisboa" (mediocre giornale del pomeriggio) affascina il lettore per le sue contraddizioni e per il suo modo di "non" essere un eroe. (ibs)

Il romanzo è ambientato a Lisbona nel 1938, nel pieno del regime dittatoriale salazarista mentre la guerra inizia ad ammorbare l'Europa. Il dottor Pereira è un giornalista che ha abbandonato le rubriche di cronaca nera per dirigere la rubrica culturale di un quotidiano pomeridiano, il Lisboa. E' un uomo solitario e tranquillo, dedito solo alla letteratura, con una particolare predilezione per quella francese, e ha l'abitudine di parlare col ritratto di sua moglie, morta qualche anno prima di tisi. Pereira è obeso, cardiopatico e praticamente tutti i giorni pranza al Café Orquidea ordinando sempre le stesse cose, omelette alle erbe aromatiche e limonata.
Un giorno Pereira, leggendo un brano tratto da una tesi di laurea che parla della morte, ne resta piacevolmente colpito e decide di contattare l'autore per offrirgli un posto come collaboratore della rubrica da lui curata. L'autore, un giovane di origini italiane di nome Francesco Monteiro Rossi, accetta senza titubanze. Pereira lo prende così in prova, proponendogli di scrivere dei "coccodrilli" cioè dei necrologi anticipati di personaggi celebri ancora in vita, in modo che siano pronti per pubblicarli in caso di morte improvvisa del soggetto. Monteiro Rossi, tuttavia, propone necrologi di personaggi come D'Annunzio o Marinetti dei quali attacca soprattutto l'adesione al fascismo. Ovviamente, a causa del contenuto fortemente politico e avverso al regime, Pereira si rende conto che non sono pubblicabili.
Tuttavia, Pereira rimane in qualche modo coinvolto da questo ragazzo, paragonandolo spesso al figlio che non ha mai avuto, capisce che si sta cacciando nei guai, influenzato anche dallo spirito rivoluzionario della fidanzata Marta, e decide di non licenziarlo ma di pagarlo di tasca propria.
Poco tempo dopo Pereira si prende una settimana di ferie per curare la sua cardiopatia presso la clinica talassoterapica di Parede, dove conosce il dottor Cardoso, al quale confida il senso di inquietudine che prova da un po' di tempo e Cardoso gli espone una teoria ipotizzata da psicologi francesi: la teoria della confederazione delle anime. Secondo tale teoria, ogni persona non ha una sola anima ma una confederazione di anime tra le quali ne domina una, un io egemone, e talvolta può accadere che una di queste anime si rafforzi al punto da spodestare l'io egemone e prendere il sopravvento, determinando così una vera e propria metamorfosi; l'inquietudine di Pereira potrebbe essere quindi il preludio di un grande cambiamento. Cardoso gli dice anche di uscire dal passato e provare a vivere nel presente.
Pian piano, Pereira inizia a prendere consapevolezza della realtà del regime in cui vive, tutte cose cui non aveva fatto molto caso, isolato com'era dalla vita reale. Un giorno Monteiro Rossi, che aveva cercato rifugio nella casa di Pereira, viene interrogato, picchiato e ucciso da due loschi individui che si dichiarano uomini della polizia politica. Da questo delitto Pereira trarrà la forza per agire: con uno stratagemma azzardato (chiede al dottor Cardoso di fingersi un funzionario della censura che dà il consenso alla pubblicazione dell'articolo quando Pereira gli telefonerà dalla tipografia), riesce a far pubblicare sul giornale quello che è insieme il necrologio di Monteiro Rossi e un articolo di denuncia verso il regime, costruito con sottile e sapiente ironia. Subito dopo prepara la valigia e fugge dal Portogallo. Da intellettuale abitudinario e pigro, Pereira arriva a compiere un gesto di ribellione al regime, che diventa un importante momento di riscatto.

Il libro parte un po' lento al punto che mi stavo chiedendo se proseguire o cercare qualcos'altro che parlasse del Portogallo. Poi ho proseguito ed, in effetti, diventa molto interessante. Pereira, pur essendo un giornalista, non si interessa a nient'altro che non sia la letteratura. Ciò che succede nella sua città lo scopre da alcune scarne conversazioni col barista del Café Orquidea, almeno finchè non irrompe nella sua vita Monteiro Rossi e, a poco a poco, si fa totalmente coinvolgere da questo ragazzo che potrebbe essere il figlio che non ha mai avuto. Il colpo finale, in cui riesce a beffare il tipografo e la censura, è qualcosa di spettacolare, un vero e proprio riscatto di un uomo che finalmente prende consapevolezza della situazione politica e si schiera apertamente contro, uscendo anche dall'anonimato con cui scriveva i suoi articoli culturali. 
Sarà stato fatto apposta, ma mi ha dato un po’ fastidio il verbo “sostiene” ripetuto migliaia di volte.
Da quello che ho capito, il libro prende spunto da una storia realmente esistita.
Mio voto: 7 e mezzo / 10