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mercoledì 28 marzo 2018

Il treno d'Istanbul - Graham Greene


Titolo originale: Stamboul train - 1932

Il treno d'Istanbul è il primo di quei romanzi che Graham Greene definisce "Entertainments" o "divertimenti", cioè racconti caratterizzati dal ritmo incalzante del thriller, dalla descrizione d'ambiente e dall'attenzione all'intreccio. Nei divertimenti sperimenta l'intuizione creativa che si perfeziona nei romanzi, che tendono invece a concentrarsi sul protagonista e sulle sue problematiche.

Attenzione: spoiler sul contenuto del libro

Nel treno d'Istanbul, che poi è l'Orient Express, che parte da Ostenda e arriva appunto ad Istanbul, si intrecciano le vite misere di alcuni personaggi, ciascuno in viaggio per un motivo differente.
Ad Ostenda, sul treno, salgono una giovane ballerina di nome Coral Musker, diretta ad Istanbul per un nuovo lavoro, l'uomo d'affari ebreo Carleton Myatt che vuole acquisire una ditta rivale, e un uomo misterioso che dice di essere medico e vuole tornare a Belgrado.
La prima notte, mentre conversa con l'ebreo, la ballerina ha un malore. Il medico le diagnostica un problema di cuore per cui avrebbe bisogno di completo riposo: lei però non ha neppure una cuccetta. Myatt allora, colto dal desiderio di dimostrarsi generoso, invita la donna a dormire al suo posto. Esausta, ella accetta, col timore di dover contraccambiare. Lui nega, ma sarà questa sua gentilezza, a spingere la ragazza a concederglisi con gioia, convinta già di amarlo.
A Colonia deve salire Janet Pardoe, la giovane dama di compagnia e probabilmente amante della giornalista Mabel Warren che, all'ultimo, riconoscendo nella figura del medico il famoso dottor Richard Czinner, capo dei rivoltosi socialisti, riuscito a volatilizzarsi da un tribunale nonostante stessero aspettando di arrestarlo, decide di saltare sul treno per fare lo scoop della sua vita. A parole non riesce ad ottenere nessuna dichiarazione da lui, ma riesce a distrarlo e a frugare tra le sue cose, dove trova una piantina dove sono segnati i luoghi degli attentati. Così scoperto lui confessa con amarezza che i suoi non l'hanno aspettato, hanno agito troppo presto e hanno fallito, e non gli resta che tornare a Belgrado.
A Vienna, il ladro scassinatore Josef Grunlich deve fuggire perché ha appena ucciso un uomo. Mentre Mabel scende dal treno per telefonare alla sua redazione, Josef le ruba di nascosto la borsa e sale sul treno.
Il giorno dopo il treno si ferma a Subotica. Coral scende dal treno, fa due passi assieme al dottore che quando vede arrivare verso di lui alcuni soldati, cerca di passarle una lettera, il suo testamento morale. Ma vengono visti, e anche la ragazza viene fermata e rinchiusa. Anche Josef viene arrestato perchè, pur non sapendo chi sia, l'hanno trovato con un'arma. Prigionieri in un capanno in mezzo a gente che solo il dottore capisce, sono costretti a vedere il treno partire.
Myatt, risvegliatosi, capisce che Coral è sparita e, essendo il treno bloccato da un guasto, prende taxi e torna indietro a cercarla.
Nel frattempo, un illegale tribunale marziale condanna i tre prigionieri: Coral ad un giorno di detenzione e al rimpatrio, Czinner alla morte e Josef alla prigione per un mese.
Grazie all'abilità di scassinatore di Josef, tentano la fuga: vengono scoperti dai soldati, ma Josef riesce a saltare sulla macchina in partenza di Myatt (che ha deciso di desistere, non avendo trovato notizie di Coral); Josef ovviamente non dice che Coral era con lui. Il dottore invece si accascia, colpito da una pallottola e istintivamente la giovane donna decide di rimanergli accanto e nasconderlo in un capanno, dietro sacchi di grano. L'agonia dell'uomo non dura che qualche ora poi muore. Distrutta e spaventata, Coral sente provenire da fuori dei rumori e decide di consegnarsi; ma poco dopo che l'hanno trovata i militari, appare Mabel (a cui Coral piace molto) che la soccorre e la porta via in macchina, incurante delle proteste dei soldati. In macchina, a seguito di tutte le emozioni Coral ha un attacco di cuore, ma non sappiamo quale sarà il suo destino.
Intanto, arrivati ad Istanbul, Myatt scopre che Janet Pardoe è per metà ebrea ed è la nipote di Stein, un uomo d'affari suo rivale ma anche potenziale partner commerciale. La storia si conclude con Myatt che, dimenticando Coral, pensa di sposare Janet, la quale ha già dimenticato Mabel, blindando così il contratto con Stein.

Questo libro di Greene è stato il suo primo successo di critica e vendite. Il romanzo, in effetti, visto il periodo in cui è stato scritto, non poteva non essere oggetto di censura ed è decisamente moderno negli argomenti. Innanzitutto, ci sono tantissimi riferimenti omosessuali nella storia. Poi l'ebreo che pur essendo dedito ai suoi affari, con Coral si presenta pieno di buone attenzioni (a parte il finale) poichè era anche deciso a sposarla. Il dottor Czinner, leader del movimento socialista, nella seconda parte del romanzo esprime le proprie opinioni, con anche molta amarezza.
E' un libro che sembra punire chi rimane fedele (Coral a Myatt, Czinner alla sua gente), mentre chi è scaltro e traditore viene quasi premiato (Myatt, Janet Pardoe, Josef). L'amore perde. Vince chi si mantiene cinico. Lascia molta amarezza in effetti.
L'intreccio è interessante, anche se in alcuni punti fa un po' acqua. Per esempio, come ha fatto Mabel Warren a trovare Coral? Come sapeva che era lì? Interessanti anche le riflessioni dei singoli personaggi (di Coral sugli uomini, di Myatt sul matrimonio e sull'antisemitismo, di Czinner sul socialismo).
Una lettura complessa, forse letta nel periodo sbagliato perchè a tratti mi ha un po' annoiato purtroppo.
Mio voto: 7 / 10

lunedì 9 giugno 2014

Fine di una storia - Graham Greene



"un racconto non ha nè principio nè fine: si sceglie arbitrariamente un certo momento dell'esperienza dal quale guardare indietro, o dal quale guardare in avanti"

Londra, 1946. Maurice Bendrix decide di fare una passeggiata per bere qualcosa al bar e nota Henry, sulle sponde del fiume Common, sotto la pioggia senza ombrello, e lo va a salutare. Finiscono a casa di Henry, dove lui gli dice che è preoccupato per Sara, sua moglie. Teme che abbia un altro e un conoscente gli ha suggerito di rivolgersi ad un poliziotto privato, ma Henry si vergogna troppo e Maurice si offre di farlo al posto suo, spacciandosi per un amante geloso. Henry in realtà alla fine si convince di lasciar perdere, mentre Maurice decide di andare comunque da un certo Parkis il quale, accompagnato dal figlio, si mette alle calcagna di Sara.
Rivedere Sara a casa di Henry, ha riscatenato in Bendrix tutti i sentimenti che provava per lei. Aveva conosciuto Sara ed Henry perchè stava scrivendo un romanzo su un funzionario statale (cosa che era Henry). Poi Bendrix e Sara erano diventati amanti. Un rapporto che Maurice, sentendo che prima o poi avrebbe avuto una fine, viveva alternando amore e rabbia, 

“io mi rifiutavo di credere che l'amore potesse prendere qualsiasi altra forma che la mia: misuravo l'amore dalla estensione della mia gelosia, e standoa quella misura essa non poteva amarmi affatto”

“l'incertezza è la peggior sensazione che provino gli amanti: a volte il matrimonio più monotono e senza desiderio sembra preferibile. L'incertezza storce i significati e avvelena la fiducia”

“mi ero imbattuto in questa avventura ad occhi aperti, sapendo che un giorno avrebbe dovuto finire, e nondimeno, quando quel senso di incertezza, quella consapevolezza logica di un avvenire senza speranza, scendeva su di me sotto forma di malinconia, io la tormentavo e ritormentavo, come se desiderassi far entrare ora quell'avvenire che era alla porta, ospite prematuro e indesiderato”

Maurice comincia a pensare che Sara abbia altri uomini e la immagina in loro copagnia rodendosi dalla gelosia. Per un attimo comincia anche a pensare al suidcidio. Arriva anche ad andare a casa di Richard Smythe, oratore anti cattolico, con una enorme macchia su una guancia, dove Sara si recava spesso.
Ma ad un certo punto, Parkis riesce a trovare e trafugare il diario di Sara e lo consegna a Bendrix, il quale pensava di trovare scritte le prove della sua colpevolezza, mentre invece scopre il motivo per cui, dopo uno dei loro incontri clandestini, Sara lo aveva lasciato senza alcuna spiegazione.

“quando ho cominciato a scrivere, ho detto che questa era una storia di odio, ma non ne sono convinto.”

Bendrix scopre così che mentre la casa in cui si erano incontrati veniva bombardata, Sara aveva fatto un voto a Dio: promise che se Maurice fosse stato vivo lo avrebbe lasciato per sempre e avrebbe amato solo Dio.
Ma Sara scrive anche di aver fatto un sogno in cui c'era Maurice e non era più in pace. "Lo voglio come lo volevo nei giorni andati. Voglio mangiare quei panini con lui. Bere con lui nel bar. Sono stanca e non voglio più soffrire. Voglio Maurice. Voglio il comune corrotto amore umano. Buon Dio, Tu sai che voglio volere la Tua sofferenza, ma non la voglio ora. Allontanamela per un poco e dammela un'altra volta”
Maurice, scoprendo che Sara lo ama ancora, comincia a tormentarla dicendo di lasciare la sua casa e andare con lui. E Sara lo prega di smettere di insistere e che nella sua attuale casa non resterà per molto.
Maurice resta quindi in attesa di una telefonata. Ma quando otto giorni dopo squilla il telefono, all'altro capo c'è Henry che gli comunica che Sara, molto malata, è morta.
Maurice odia Dio, e pensa a vendicarsi impedendo a Sara, che voleva farsi cattolica, di avere una sepoltura cattolica. Ma Sara sembra comunque vegliare su di lui, impedendo di fare del male ad una ragazza che conosce al funerale. Mentre diverse persone che hanno conosciuto Sara, sembrano quasi aver ricevuto dei miracoli da lei.
"Tu hai preso lei, ma me non mi hai preso ancora. ... Ma io non voglio la Tua pace e non voglio il Tuo amore. Volevo qualcosa di molto semplice e molto facile: volevo Sara per la vita e Tu me l'hai tolta. Coi Tuoi grandi progetti Tu rovini la nostra felicità, come la mietitura rovina la tana di un topo: io Ti odio, Dio, Ti odio come se Tu esistessi"

"ho scritto, cominciando, che questo era un racconto di odio, e mentre camminavo lì accanto a Henry, verso il nostro bicchiere di birra serale, trovai l'unica preghiera che sembrava si addicesse all'atmosfera invernale: Oh Dio, Tu hai fatto abbastanza, Tu mi hai derubato abbastanza; io sono troppo vecchio e stanco per imparare ad amare; lasciamo in pace per sempre"


Si legge bene, la scrittura è scorrevole; è un libro triste, pesante per chi ha conosciuto una situazione come quella narrata. Io capisco bene il rapporto di amore-odio che lega Maurice e Sara. Oltre all'amore tra i due protagonisti, appassionato e rabbioso, al centro della storia c'è anche Dio. Quel Dio che Sara adora, quello stesso Dio che Maurice odia perchè lo accusa di avergli tolto l'unica persona da cui voleva essere amato e ricambiato. Un Dio che lui nega, ma che a poco a poco, probabilmente insinua il lui il dubbio. E che, nonostante cerchi di vendicarsi nei Suoi confronti non concedendo a Sara la sepoltura cattolica, è proprio a Lui che rivolge la sua ultima preghiera, di lasciarlo in finalmente in pace. Mi hanno lasciata perplessi i "miracoli" (posso chiamarli così?) che Sara fa sulle persone che ha intorno, ma probabilmente erano indispensabili per far nascere il dubbio di Bendrix.
Mio voto: 7 e mezzo / 10.