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venerdì 18 novembre 2016

Sotto gli alberi - Thomas Hardy


Titolo originale: Under the Greenwood Tree - 1872

Scritto nel 1872 e periodicamente revisionato, "Sotto gli alberi" è un romanzo dai toni allegri e idilliaci, in cui la storia d'amore tra Dick Dewy, figlio di un carrettiere e suonatore di violino, e Fancy Day, affascinante direttrice della scuola del paese, s'intreccia con la battaglia per la sopravivvenza del vecchio coro della chiesa di Mellstock, che Mr Maybold, il nuovo vicario, giovane e intraprendente, vorrebbe rimpiazzare con un organo meccanico. (www.ibs.it)

Mi serviva un romanzo che avesse la parola "tree" nel titolo e ho scelto questo di Hardy. Di suo avevo già letto Tess dei d'Urberville, romanzo molto triste ma bello. Qui sono rimasta un bel po' delusa. Innanzitutto è un romanzo pieno di descrizioni paesaggistiche che alla lunga diventano un po' "stancanti"; nelle prime pagine poi illustra tutti insieme i componenti del coro e ho trovato difficile ricordarmi chi era chi e cosa faceva. Il linguaggio in genere è un po' ostico, cosa che non avevo ravvisato in Tess.
E' vero, se lo sintetizziamo all'osso, questo alla fine è un romanzo d'amore, senza troppi drammi e col lieto fine. Parte con delle pagine un po' malinconiche, con questo coro che tutto sommato accetta di buon grado di essere soppiantato da un organo. Mi aspettavo che i cantori dessero un pochino più di battaglia al vicario e invece niente. La vicenda si sposta subito su Dick, che si innamora della nuova direttrice scolastica (e pare sia ricambiato). Senonchè, ho trovato il personaggio di Fancy veramente sciocco e frivolo, ama essere corteggiata dagli uomini, e va beh, non è un male, ma arriva al punto di fare promesse sapendo già di non poterle rispettare. I respinti, comunque, prendono la notizia con molta tranquillità. Un giorno che Dick le chiede di andare a raccogliere le noci con lui, lei gli dice di farle finire alcune cuciture in un vestito e lo fa aspettare l'intero pomeriggio! Poi ci rimane male se Dick prende e se ne va da solo? Ed è solo uno degli episodi in cui questa ragazza ha dimostrato di essere veramente troppo egoista. No, il personaggio femminile non mi è piaciuto affatto. 
Il libro in sè, nel complesso è abbastanza noioso, e capisco perchè sia rimasto uno dei romanzi minori di Hardy.
Mio voto: 6 / 10

lunedì 10 giugno 2013

Tess dei d'Urberville - Thomas Hardy

(contiene spoiler)
Tess è una ragazza di campagna, buona, sincera. E' la più grande di una serie di fratellini a cui spesso si trova a badare, con un padre facile ad ubriacarsi e una madre che sembra una bambina pure lei.
Un giorno, il parroco Tringham, rivela al padre di Tess, Jack Durbeyfield, che in realtà loro discendono da una famosissima famiglia inglese che negli anni si è praticamente estinta, i d'Urberville. Da quel giorno, e dalla smania del padre di rivendicare le sue origini famose, cominciano i guai per Tess. Costretta a chiedere aiuto ad alcuni parenti (fasulli) si trova ad essere sedotta da un falso cugino, Alec Stoke-d'Urberville. Ma il termine giusto secondo me è stuprata, visto che lei non ricambia le insidie di Alec neanche per un istante. Comunque Hardy non descrive la scena, lasciandola a libera interpretazione, tranne sul risultato.
Tess ritorna a casa, dove viene indicata come una vergogna, nascosta per mesi a lavorare in casa. Finchè il bambino, battezzato in fin di vita "Dolore" (ma si può chiamare così un bambino?!?) a pochi mesi muore. Tess, dopo mesi di dura riflessione, può quindi andarsene di casa, cercare lavoro altrove come lattaia e ricominciare dove nessuno sa chi è e cosa le è successo. Finchè non conosce Angel Clare, figlio del parroco di Emminster che a poco a poco si innamora di lei, facendole una corte insistente ma discreta. Invidiata dalle altre giovani lattaie, che tutte sbavano per Clare, Tess è però assalita dal ricordo del passato e dall'idea di non essere degna per Angel. Dapprima quindi cerca di dirottare l'amore di Angel su una della altre ragazze; poi decide di cedere alla sua corte perchè anche lei ne è innamorata. Ma il passato la tormenta, e nonostante i tentativi, non riesce a confessare ad Angel il suo passato. Anche quando trova il coraggio, sembra che il destino le si metta contro. Salvo poi farlo la prima notte di nozze, mettendo quindi fine subito al matrimonio. Angel va a lavorare in Brasile, Tess trova da lavorare. Nessuno dei due rivela alle famiglie e ai conoscenti che si sono lasciati, ma a tutti è chiaro che si comportano stranamente. Tess si trova quindi a dover faticare di nuovo. Trova lavoro con due delle sue precedenti colleghe, ma il suo fattore è un tizio che essendo stato malmenato da Angel tempo prima, ora si vendica facendola lavorare più duramente di ogni altro.
Quando proprio non ce la fa più, Tess si decide ad andare a chiedere aiuto al padre di Angel, ma non trova il coraggio di bussare alla sua porta. E qui sbatte proprio contro al proprio passato: Alec diventato predicatore di una fede molto labile visto che gli basta rivedere Tess per ricominciare a darle il tormento. Alla lunga, riesce a convincere Tess che il marito non tornerà più, che l'ha abbandonata. E quando Angel le si presenta davanti alla porta, Tess ha un solo modo per liberarsi di Alec, ucciderlo e scappare con Angel.

Thomas Hardy ci racconta la storia di Tess in oltre 500 pagine. E' un romanzo che è stato scritto ad episodi, e si sente, perchè in alcuni punti diventa talmente prolisso con le descrizioni che sembrano proprio fatte per allungare la storia.
Come prima impressione, questo romanzo mi ha ricordato i Malavoglia di Verga, e la Provvidenza, che per un attimo di felicità che concede poi te ne chiede indietro il doppio con gli interessi.
Le sventure di Tess cominciano quando il padre, volendo uscire dalla sua situazione di povertà, rivendica la sua parentela con questi d'Urberville. Parentela che esiste davvero, ma che porta solo dei guai alla famiglia che cerca di voler tornare in auge. 
Tess che è costretta ad umiliarsi per cercare aiuto da dei parenti che in realtà non sono parenti (ma loro questo non lo sanno, sarebbe bastato chiederlo al parroco Tringham che invece ne era a conoscenza), trovando solo un falso cugino che si approfitta di lei, lasciandola sola e senza nemmeno la comprensione della famiglia. Infatti, la madre al ritorno è solo capace di chiederle "beh con tutto questo non sei riuscita a farti sposare??", salvo poi concludere dicendo "vediamo cosa Dio e la Natura ci porteranno". Pochi sono gli attimi in cui Tess è veramente felice, e subito dietro l'angolo è già pronta la mazzata. Fino al finale, in cui ovviamente la felicità non può durare.
Secondo me, le due figure maschili principali ci fanno entrambe una pessima figura. Alec in quanto è un personaggio odioso fin dall'inizio, che abusa di Tess, poi si fa predicatore di una fede che crolla in un nanosecondo appena riappare Tess. Che l'abbia davvero amata allora? Che sia sincera tutta la pressione che le fa per mettersi con lui? Certo che se gli fosse importato di lei, avrebbe potuto andarla a cercare almeno duecento pagine prima... Non ci fa una figura migliore nemmeno Angel. Figlio di un parroco che però vuol fare l'imprenditore agricolo, che lavora, che suda, che fa una corte senza pressioni a Tess, pieno di carinerie nei suoi confronti e molto cordiale con tutti. Salvo condannare Tess per una colpa simile a quella che lui le confida la prima notte di nozze. E fargliene ancora di più una colpa perchè l'aspetto della ragazza rimane comunque puro, perchè lei dopo anni di tragedie è cresciuta ed è tornata ad essere una persona buona. Oltretutto, ad Angel avrei voluto sinceramente dire "oh ma Tess sono MESI che cerca di confessarti una cosa che la fa soffrire e TU non ne hai voluto sapere di ascoltarla!!". Ma va beh. Chiaramente sarebbe stato un altro libro. 
Il romanzo si legge abbastanza scorrevolmente, nonostante la lunghezza e il linguaggio in alcuni punti un po' datato. Tess è davvero un'eroina, affronta la sua triste, tragica, vita col sudore, rimboccandosi le maniche. Lontano dalla sua famiglia e dai ricordi dolorosi, riesce a farsi una vita nuova. Una vita che pare non essere proprio dominata dal fatalismo della vita contadina che l'ha sempre circondata. Almeno finchè il passato non torna a distruggerle la serenità. E ad una vita del genere, forse, solo la morte può offrire un sollievo.
Sono indecisa su quanto mi sia piaciuto questo libro. Il personaggio di Tess mi sembra un'antenata di tante "eroine" moderne e sono contenta sicuramente di averlo conosciuto. Però non riesco a vederlo come un capolavoro, probabilmente sarà un mio limite.

Mio voto: 7 e mezzo/10