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giovedì 22 gennaio 2026

La voce - Arnaldur Indridason


Titolo originale: Röddin (2002)
Titolo inglese: Voices

Il Natale è alle porte, fervono i preparativi, ma la festosa atmosfera di un lussuoso albergo di Reykjavík, viene turbata dal ritrovamento del corpo di un uomo ucciso a coltellate. Svolte le prime verifiche del caso, l'agente Erlendur e la sua squadra scoprono che si tratta di Guđlaugur Egilsson, portiere e tuttofare alle dipendenze dell'hotel, morto in circostanze a dir poco misteriose: l'uomo, infatti, indossava un costume da Babbo Natale e aveva i pantaloni calati... Scavando nel suo passato, Erlendur ricostruisce la vicenda di Gulli, ex bambino prodigio, talentuoso solista di un coro di voci bianche, acclamato dal grande pubblico internazionale, con la prospettiva di una brillante carriera nel mondo del bel canto. Ma evidentemente qualcosa è andato storto...
Costretto a confrontarsi con una serie di grotteschi personaggi che popolano l'albergo, e con il marcio nascosto dietro la sua facciata di irreprensibilità ed eleganza, Erlendur si trova alle prese con un’intricata matassa di indizi e storie parallele, difficili da districare. (goodreads)

"Il Natale è la festa di chi è felice"

Per meglio investigare sul caso, l'agente Erlendur si trasferisce direttamente a vivere in albergo, anche perchè non ha alcuna voglia di tornare a casa propria. Da qui comincia ad cercare notizie sulla vita di Guđlaugur, scoprendo che da bambino era stato una talentuosissima voce bianca finchè, durante un attesissimo concerto, la natura prende il sopravvento, la voce del bambino muta, diventa un gorgheggio. Sarà l'inizio di una tragedia familiare perchè il padre riponeva in lui tante speranze, mentre la sorella un po' invidiosa di tutte quelle attenzioni sul fratello sarà segretamente compiaciuta. Ma non sarà l'unico cambiamento nella vita del bambino...
Erlendur comincia a rintracciare tutte le persone che in qualche modo hanno avuto a che fare con lui, i colleghi, ex compagni di scuola, ex professori. Nessun collega sembra conoscerlo più di tanto anche se abita in quel seminterrato da decenni, mentre la sorella e il padre hanno chiuso con lui da molti anni e non l'hanno più voluto rivedere. Ma nell'albergo ci sono altre figure che nascondono misteri dietro di sè. Guđlaugur doveva incontrare un collezionista di dischi interessato agli unici due che Guđlaugur ha registrato. Grazie poi ad un'amica della figlia, si scopre che in albergo c'è un giro di prostituzione.
Il rapporto tra Eva Lind ed Erlendur è sempre complicato. Dopo aver perso la bambina, lei continua a sentirsi in colpa e a dire che la sua vita è una merda; inoltre continua a rinfacciare al padre che lui ha abbandonato lei e suo fratello e non riesce a capire il perchè. Erlendur, dal canto suo, si ritrova ad affrontare dei ricordi personali che non ha mai metabolizzato, in particolare la morte del fratellino durante una tormenta di neve in cui si erano smarriti quando lui aveva 10 anni e suo fratello 8. Per un attimo aveva perso la mano del fratello e non è più riuscito a ritrovarlo. Erlendur si è salvato per un pelo, il fratello non è mai stato ritrovato nella brughiera. E' un episodio di sè che non ha mai raccontato a nessuno e incredibilmente si trova a raccontarlo a Valgeròur, un'analista che ha raccolto i campioni di saliva del personale dell'albergo, per la quale prova una forte attrazione.
A tutto ciò, in parallelo, si affianca il processo per un caso che ha seguito in particolar modo Elínborg, convintissima che il bambino sia stato malmenato dal padre, mentre il padre sostiene che sia stato picchiato dai compagni di scuola.

Come sempre, Indridason non ci parla solo del morto, ma ci conduce nella parte oscura dell'Islanda, là dove c'è la sofferenza. La prostituzione, lo stupro, la pedopornografia, la droga, l'invidia, l'omosessualità, la violenza domestica. Tanti sono i temi che si intrecciano in questo romanzo, eppure non si fa confusione. Oltre a questo, abbiamo la componente emotiva di Erlendur, che comincia ad affrontare i fantasmi del proprio passato, a riflettere sul perchè gli piace leggere storie di crimini (oltre che risolverle), al rapporto di amore-odio che lo lega alla figlia che sta provando a liberarsi dalla droga ma è sempre sul punto di ricaderci.
Forse uno dei libri più belli della serie, anche se molto triste per le vicende che stanno dietro ai vari personaggi.

Mio voto: 8 / 10

sabato 4 gennaio 2025

In silenzio si uccide - Arnaldur Indriðason


Titolo originale: Dauðarósir (1998)
Titolo inglese: Silent kill

Il cadavere nudo di una ragazza con il viso truccato vistosamente e una lettera J tatuata sulla natica viene ritrovato sulla tomba di Jón Sigurðsson, eroe nazionale islandese. A un primo esame l’omicidio sembra avvenuto per strangolamento. L’autopsia, che pare confermare l’ipotesi, fornisce altre risposte: la vittima era anoressica e faceva uso di droghe, su tutto il corpo ci sono chiari segni di violenza. Come mai l’assassino ha deciso di lasciare il cadavere in un luogo così simbolico? Vuole lanciare un messaggio? Le indagini, affidate a Erlendur Sveinsson e Sigurður Óli, si prospettano lunghe e complicate, ma i due investigatori possono contare sull’aiuto di Eva Lind, la figlia di Erlendur, che frequenta le stesse brutte compagnie della vittima. In breve tempo riescono così a risalire all’identità della ragazza, Birta, che aveva solo ventidue anni. Tutte le piste conducono al sottobosco della droga e della prostituzione, un mondo in cui uomini ricchi e spietati si comportano da padroni, senza rispetto per la vita degli altri. L’assassino, però, potrebbe essere qualcuno di insospettabile… In questa sua seconda indagine, l’ispettore Erlendur, poliziotto in perenne lotta con i fantasmi del passato e con la sua inadeguatezza di padre, dovrà scavare nelle perversioni più torbide dell’animo umano, e si scontrerà con le promesse tradite di una intera generazione di giovani alla deriva, in un paese che ha sacrificato la propria identità e i propri valori. (goodreads)

"Dove persero colore i giorni della tua vita?"

Seconda avventura dell'ispettore Erlendur e del suo collega Sigurdur Oli, pubblicata dieci anni dopo la fine dell'intera serie, ma va beh. 
La descrizione del libro è molto chiara. Stavolta sono alle prese con il cadavere di una ragazza ritrovato sulla tomba dell'eroe nazionale islandese e sono costretti ad indagare nel mondo della droga a della prostituzione, chiedendo anche l'aiuto di Eva Lind, la figlia tossicodipendente di Erlendur, il quale è alle prese col suo senso di colpa esistenziale nei confronti dei figli che ha abbandonato da piccoli, entrambi caduti nelle dipendenze (Eva Lind della droga, Sindri Snaer dell'alcool). In questo libro ha molto spazio la riflessione di Erlendur riguardo ai figli e alla famiglia.
Grande è anche la riflessione su ciò che viene chiamato "modernità" e di come l'abbandono delle campagne a favore delle città sia iniziato come processo naturale ma sia stato accelerato dai costruttori edili. E' interessante anche la riflessione di Erlendur sul fatto che i giovani non hanno più tradizioni, non sanno nemmeno chi sia Jon Sigurdsson.
Uno dei personaggi della vicenda è un riccone che inframmezza i suoi discorsi con termini in americano. Sicuramente è caratterizzante del personaggio, e non mi dà particolarmente fastidio, però mi chiedo se uno che non capisce la lingua potrebbe avere invece difficoltà.
Forse, più della vicenda criminale in sè, è interessante il sottofondo criminale e politico-sociale che l'autore ci mostra. E mi piace anche molto che un po' alla volta scopriamo il passato dell'ispettore.
Primo libro dell'anno, sapevo di cominciarlo bene perchè Indridason è sempre piacevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Serie del commissario Erlendur Sveinsson:
1997 - (Synir Duftsins) - I figli della polvere
1998 - (Dauðarósir) - In silenzio si uccide 
2000 - (Mýrin) - Sotto la città
2001 - (Grafarþögn) - La signora in verde
2002 - (Röddin) - La voce
2004 - (Kleifarvatn) - Un corpo nel lago
2005 - (Vetrarborgin) - Un grande gelo 
2007 - (Harðskafi) - Un caso archiviato 
2008 - (Myrká) - Un doppio sospetto 
2009 - (Svörtuloft) - Cielo nero 
2010 - (Furðustrandir) - Le abitudini delle volpi

Serie del giovane Erlendur: 
2011 - (Einvígið) - Sfida cruciale (protagonista Marion Briem, prima comparsa di Erlendur)
2012 - (Reykjavíkurnætur) - Le notti di Reykjavík 
2014 - (Kamp Knox) - Un delitto da dimenticare


domenica 31 marzo 2024

I figli della polvere - Arnaldur Indridason


Titolo originale: Synir Duftsins (1997)
Titolo inglese: Sons of the dust

In una fredda notte di gennaio, Daníel, da anni ricoverato per schizofrenia presso un ospedale psichiatrico di Reykjavík, si uccide gettandosi da una finestra sotto gli occhi del fratello Pálmi. Poche ore dopo, in un altro quartiere, un anziano insegnante in pensione muore nell’incendio doloso della sua casa. Le due morti, apparentemente così lontane fra loro, hanno in realtà un punto di contatto: Daníel è stato allievo del professore negli anni Sessanta e i due negli ultimi tempi si erano incontrati più volte… Ora spetta all’ispettore Erlendur e alla sua squadra investigativa scoprire quale segreto inimmaginabile nasconde questa turbolenta relazione. Personaggi avvincenti, suspense, dilemmi morali e ricerca della giustizia: in questo primo thriller della serie troviamo tutti gli elementi che hanno portato Arnaldur Indriðason al successo internazionale e facciamo conoscenza con il tormentato e geniale Erlendur, cupo e mutevole come il cielo islandese. (goodreads)

Anni fa mi chiesi come mai in Italia i gialli di Indridason partivano dal terzo, e neanche la traduttrice mi aveva saputo rispondere. Quindi sono molto contenta che siano finalmente stati pubblicati i primi due che mancavano. Oltretutto, questo primo libro credo sia proprio fatto bene.
I due decessi sono un po' cruenti, soprattutto quello del professore che viene arso vivo legato ad una sedia della sua camera. E a mano a mano che ci si addentra nelle pagine, si dipana una storia di povertà, di abusi, di esperimenti fatti da una spietata ditta farmaceutica che pensa di poter creare l'immortalità. Tra le pagine si trova un interessante spunto di dibattito sulla clonazione e sul comportamento sconsiderato della farmacologia.
Daniel ha un fratello, Palmi, che è presente quando si butta giù dalla finestra. E' proprio Palmi che comincia ad investigare o, quantomeno, a fare domande alle ex compagne di scuola di Daniel, alla sorella del professore. Nel libro vediamo in parallelo gli avanzamenti nelle scoperte sia di Palmi sia della polizia rappresentata principalmente da Erlendur e Sigurdur Oli, che non si stanno particolarmente simpatici ma che devono lavorare insieme. Se non sbaglio, si intravvede Elinborg, la poliziotta che in futuro affiancherà gli altri due, ma non in questo caso.
Una vicenda molto triste, sia per l'ambiente in cui vivevano i ragazzini della classe di Daniel, sia per la storia personale del professore, sia per quello che succede in seguito a tutti.
All'inizio ho trovato un po' contorto il ruolo della Germania e della Korea, ma poi viene spiegato e si riescono a tirare le fila della vicenda.
Piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 30 marzo 2022

La signora in verde - Arnaldur Indridason


Titolo originale: Grafarþögn (2001)
Titolo in inglese: Silence of the grave

Sulla collina di Grafarholt, alle porte di Reykjavík, viene rinvenuto un misterioso scheletro, una mano che spunta dal terreno in un'ultima, disperata richiesta d'aiuto. A chi appartiene quella mano? Il commissario Erlendur e colleghi, con l'aiuto di una squadra di archeologi, si mettono al lavoro per estrarre i resti, ma le indagini procedono a rilento e sembrano non portare a nulla di concreto. Le piste che conducono alla collina sono numerose e si perdono nel passato, negli anni ormai lontani della seconda guerra mondiale, quando lassù sulla collina, accanto ai cespugli di ribes, sorgeva una casa e abitava una famiglia. Lassù oggi non c'è più nulla. Ma una donna continua ad aggirarsi lì attorno. Vestita di verde. Storta. È lei che bisogna cercare... (goodreads)

La storia procede su due piani temporali. C'è il presente, in cui viene ritrovato lo scheletro (riesumato con molta molta calma dagli archeologi) e dove c'è anche la storia di Eva Lind, figlia di Erlendur, che finisce all'ospedale in coma. Poi c'è il passato, dove viene narrata la storia della famiglia che viveva nella casa in collina. Una famiglia con un padre violento, una madre che ha provato a scappare due volte e poi non ci ha più provato convincendosi quasi di meritare le percosse, e tre figli di cui la prima, la femmina, parzialmente disabile e figlia di un altro uomo. Una storia molto triste, con un padre che sembrava un uomo meraviglioso e invece si trasforma in un aguzzino. Questo sullo sfondo della seconda guerra mondiale, nel momento in cui in Islanda ci sono i soldati inglesi e poi americani a presidiare la zona.
Come sempre, nei libri di Indridason, ci sono tante storie ulteriori alle principali che creano un po' di confusione, suppongo che lui le usi un po' per depistare il lettore, come per esempio succede con la storia di Benjamin e della sua fidanzata che scompare.
In questo libro abbiamo anche molto della storia personale di Erlendur e del difficile rapporto che ha con la ex moglie che per anni gli ha parlato dietro attribuendogli ogni colpa del mondo, con ripercussioni sui figli. Abbiamo anche qualche informazione su Sigurdur Oli e la sua donna, mentre Elinborg rimane più in secondo piano.
Il libro si legge bene, scorrevole, si legge in fretta con la voglia di scoprire di chi sia quello scheletro. Ha un po' troppi elementi inutili, a mio parere.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

venerdì 12 marzo 2021

Sotto la città - Arnaldur Indriðason


Titolo originale:  Mýrin (1997)
Titolo inglese: Jar city

Tutto comincia con il ritrovamento del cadavere di un presunto stupratore, con l'indagine sul suo passato e sui motivi che molte, troppe persone, avrebbero avuto per odiarlo: ma ben presto i contorni della vicenda si fanno assai più ampi e inquietanti e per il commissario Erlendur, solitario cinquantenne divorziato, alle prese con due figli invischiati in problemi di droga e alcol, l'indagine si rivela una vera e propria azione di scavo, alla ricerca di quello che si nasconde sotto una città apparentemente tranquilla come la sua Reykjavík. In un'atmosfera desolata e malinconica, appena sotto le vie tetre del suo mondo urbano, Erlendur scopre una città diversa e macabra, quasi uno specchio deformato di quella vissuta da tutti: la "città dei barattoli". (ibs.it)

Ho letto questo libro in due giorni, la dice lunga su quanto mi abbia preso. Bella scrittura, trascinante. La storia è molto triste, violenta, a tratti anche macabra. La trama è forse un po' complessa tra stupri, sparizioni di persone, collezioni di organi e malattie genetiche rare, ma tutto sommato si segue bene. Mi piace questo poliziotto, profondamente sconvolto dalla morte della bambina, con anche i problemi della figlia tossicodipendente che sta cercando, a fatica, di smettere.
In effetti, il titolo in inglese è più attinente a quanto accade, perchè Erlendur scopre proprio l'esistenza di questa "città dei barattoli" (che sono gli organi umani conservati sotto formaldeide) che poi è il punto focale per arrivare alla soluzione del caso.
Un po' inutile aver inserito, in contemporanea, il caso della sposa che sparisce dal suo matrimonio, perchè proprio non c'entra nulla nè è di alcuna utilità ai fini dell'indagine principale.
Anni fa avevo letto un altro due suoi libri, e non mi era dispiaciuto. Ho voluto ricominciare partendo dal primo della serie, o almeno dal primo della serie tradotta in italiano, perchè non ho idea di come mai i primi due libri (islandesi) non siano stati tradotti. A suo tempo lo chiesi anche alla traduttrice e mi pare che nemmeno lei sapesse darmi la risposta (sì, ebbi il piacere di incontrare Silvia Cosimini tramite la mia biblioteca). 
Avvincente. 
Mio voto: 8 / 10

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Serie del commissario Erlendur Sveinsson:
- (Synir Duftsins) - non tradotto in italiano
- (Dauðarósir) - non tradotto in italiano
- (Mýrin) - Sotto la città 
- (Grafarþögn) - La signora in verde 
- (Röddin) - La voce 
- (Kleifarvatn) - Un corpo nel lago 
- (Vetrarborgin) - Un grande gelo 
- (Harðskafi) - Un caso archiviato
- (Myrká) - Un doppio sospetto 
- (Svörtu loft) - Cielo nero 
- (Furðustrandir) - Le abitudini delle volpi 
- (Einvígið) - Sfida cruciale 
- (Reykjavíkurnætur) - Le notti di Reykjavík 
- (Kamp Knox) - Un delitto da dimenticare 

mercoledì 2 marzo 2016

Un grande gelo - Arnaldur Indridason



Titolo originale: Vetrarborgin (2005)

In una Reykjavík avvolta nella coltre di un inverno che sembra il più freddo di sempre, l'agente Erlendur Sveinsson affronta un caso che lo costringe a confrontarsi con i fantasmi di quel passato che lo tormenta da una vita. La morte di Elias, dieci anni, madre thailandese e padre islandese, trovato accoltellato in mezzo alla neve in un giardino, lo tocca nel profondo. Non è solo l'ennesimo omicidio su cui investigare, è una vicenda che alimenta in lui l'angoscia per quel fratello perso da piccolo nella brughiera nel pieno di una bufera... Non c'è tempo, però, di abbandonarsi ai ricordi dolorosi: il burbero poliziotto e la sua squadra iniziano un delicato lavoro di indagine. Il fratellastro di Elias è scomparso: sarà implicato nella morte del piccolo o semplicemente teme per la propria vita? Da colloqui e interrogatori a compagni e insegnanti a poco a poco emerge una realtà di tensioni razziali e di scontento fino ad allora nascosta sotto la superficie dell'immagine liberale e multiculturale che l'Islanda si vanta di avere. Nessuna pista viene trascurata, dalle bande neonaziste allo spaccio di droga, alla pedofilia, ma la verità è molto più semplice... (www.amazon.it)

E' il primo libro che leggo di Indridason (in genere preferisco leggerli in ordine, ma per un incontro in biblioteca ce ne hanno suggeriti due..questo e un altro) e ne leggerò sicuramente altri. Lo stile è molto scorrevole, si legge volentieri. Mi sono un po' persa coi nomi all'inizio, perchè sono tutti molto simili, ma poi ce l'ho fatta. I tre investigatori sono personaggi interessanti, soprattutto i due uomini, Erlendur e SigurSur Oli; la donna, Elinborg, ha un ruolo più marginale. La storia, secondo me, ad un certo punto si perde un po'. Erlendur si fa distrarre da un altro caso irrisolto che stava seguendo rischiando di fare un pasticcio. E anche tutto il discorso delle tensioni razziali in realtà, sì, porta in evidenza un problema, ma non aiuta nella soluzione del caso, che sembra un po' cadere "per caso".
Nel complesso è stata una lettura piacevole.
Mio voto: 6 e mezzo / 10.