Titolo originale:
Raising Hare (2025)
Durante la pandemia, Chloe Dalton abbandona la città per ritirarsi in campagna, prendendo le distanze dal suo ruolo di influente consigliera politica. È un inverno rigido e solitario. Un giorno, imbattutasi in un cucciolo di lepre abbandonato, decide di prendersene cura. Accudire una lepre selvatica è un’impresa quasi impossibile; eppure, contro ogni aspettativa, la giovane leprotta sopravvive. Ha così inizio un tentativo paziente e profondo di colmare l’abisso tra le specie, un processo di apertura e ascolto che porta la narratrice a osservare il mondo da una prospettiva radicalmente diversa.
Io e la lepre è una storia vera e intensamente toccante, che intreccia un legame straordinario a riflessioni profonde sul nostro rapporto con la natura. (goodreads)
Un libro per chi è curioso della vita degli animali, in questo caso una lepre, scoprendone abitudini e storia. Nello svolgimento, infatti, abbiamo sia le scoperte che l'autrice fa vivendo giorno per giorno a contatto con la lepre, ma troviamo anche le scoperte che lei fa andando a cercare libri e persone che la possano aiutare. Infatti, le notizie reperibili sulle lepri sono molto scarse.
E' molto tenero seguire il leprotto nella sua crescita, vedere i progressi che fa ogni giorno, mentre l'autrice cerca di metterlo nelle condizioni di non diventare un animale domestico bensì lasciarlo libero di avventurarsi all'esterno (con l'innato timore che possa essere ferito o ucciso).
I pericoli maggiori per gli animali selvatici sono creati dall'uomo: le macchine agricole, la cementificazione, i veleni, la caccia. Ci sono delle pagine molto tristi sulla caccia (che io abolirei).
Il leprotto si rivela un animale pieno di vivacità, corre per puro divertimento, ed è anche un animale delicato, pieno di predatori, meticolosamente attento alla sua pulizia personale, ha abitudini molto regolari.
Troviamo molte pagine di storia delle lepri, di lepri in letteratura e i relativi miti o modi di dire.
Libro molto interessante, forse un po' didattico in alcuni punti, con pagine molto tenere e adatto a riflessioni su come l'uomo distrugge la natura intorno a sè.
Non riesco a catalogarlo nè come romanzo nè come saggio, direi che può essere considerato un mix tra le due cose.
Mio voto: 8 / 10

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