martedì 6 febbraio 2024

Fuori i libri! Gennaio 2024

Ho cominciato l'anno leggendo il libro per il gruppo di lettura della biblioteca, "Cronaca familiare" di Vasco Pratolini. Mah. Qualche spunto interessante, ma è un libro molto datato e che non mi ha fatto impazzire. 

Nell'attesa che mi arrivassero dal prestito interbibliotecario tre libri che non riesco a trovare in ebook, mi sono letta "La gatta ha visto tutto" di Dolores Hitchens, un giallo molto carino con una copertina bellissima e una gatta nera come protagonista.

Libro successivo, quello ambientato a Cipro: "Agatha Raisin e la turista terribile" di M. C. Beaton. Gradevole come sempre.

Proseguo il giro dell'Europa e mi concedo un libro di Arto Paasilinna che volevo leggere lo scorso anno: "Professione angelo custode". Sottotono.

Finalmente mi sono arrivati i 3 libri che avevo ordinato in biblioteca. Il primo che ho cominciato è stato "Catene di gloria" di Nana Kwame Adjei-Brenyah , letto per il gruppo di lettura online. Interessante davvero.

Un libro fuori dalla mia comfort zone: "Le cinque persone che incontri in cielo" di Mitch Albom. Toccante. Però mi lascia un fondo di scetticismo.

Per il gruppo di lettura della libreria, ho letto "Povere creature" di Alasdair Gray. Intrigante all'inizio, con delle parti molto noiose ed un finale che mi ha deluso.

Per la giornata della memoria, ho letto "L'infermiera di Auschwitz" di Anna Stuart. Molto toccante questo libro, tratto dalla vera storia di una ostetrica internata ad Auschwitz.

Ultimo libro del mese, sempre rimanendo sul tema della giornata della memoria, ho letto "One life" di Barbara Winton, da cui è stato anche tratto il film con Anthony Hopkins. Credevo mi tornasse utile per la european challenge, ma la parte ambientata a Praga è davvero troppo corta. 




One Life: La vera storia di Sir Nicholas Winton - Barbara Winton


Titolo originale: One life (2014/2023)
Also published in Great Britain as: If it's not impossible (2014)

È il 1988. Lo studio del celebre programma That’s Life! della BBC è gremito. Tra il pubblico, siede Nicholas ha quasi ottant’anni, indossa uno dei suoi completi migliori e la cravatta di seta. Quello che non sa è che sta per incontrare alcuni dei bambini, ormai adulti, che ha salvato nel 1939. Per la precisione, 669 bambini cecoslovacchi che, senza il suo aiuto, sarebbero finiti nei vagoni diretti ai campi di concentramento e che, invece, hanno trovato rifugio su treni con destinazione la Gran Bretagna. Una storia vera della Seconda guerra mondiale che ha commosso tutti, ma che sarebbe caduta nell’oblio se Barbara Winton non avesse ritrovato per caso i nomi dei bambini salvati nei diari del padre. Una storia iniziata con una richiesta d’aiuto da parte del Comitato per i rifugiati inglese, che invitò Nicholas a visitare la Cecoslovacchia anziché partire per le vacanze; all’epoca nemmeno trentenne, Winton non esitò un secondo a recarsi in Europa, consapevole del dilagante antisemitismo del partito nazista. Sapeva di doversi muovere in fretta per salvare più vite possibili e organizzò così una vasta operazione – chiamata Kindertransport – senza arrendersi davanti alle difficoltà e seguendo il «Se una cosa non è impossibile, allora c’è sempre un modo per realizzarla». Una storia vera di coraggio, resilienza, umiltà. Una storia commovente da cui ora è stato tratto un film interpretato da Anthony Hopkins e Helena Bonham Carter. Una storia che racconta l’impresa di un uomo straordinario che non ha esitato a mettere a rischio la propria vita per salvarne centinaia. La storia di un eroe che per anni è rimasto in silenzio, perché ha sempre pensato di non aver fatto nulla di speciale, e che merita oggi di essere riscoperta perché l’orrore non si ripeta. (goodreads)

"Se una cosa non è impossibile, dev'esserci il modo di farla"

Ho cominciato questo libro pensando che fosse (principalmente) relativo al "lavoro" umanitario che Nicholas Winton aveva svolto in Cecoslovacchia, invece questo libro è una vera e propria biografia. E' una narrazione dei suoi background familiari, scolastici, lavorativi. La sua tenacia, la sua caparbietà, il suo non capacitarsi di come potessero i governanti non rendersi conto di cosa stava succedendo in Europa. Le sue relazioni sociali, il suo impegno attivo nel volontariato in generale. Tutto descritto in modo cronologico da quando è nato a quando è morto a 106 anni. 
L'avevo scelto per poterlo inserire nella European Challenge, ma a conti fatti, la parte in cui parla della Cecoslovacchia è così risicata che non ci rientra. 
Il caso ha voluto che domenica 28 gennaio, sul canale tv Focus, ho potuto vedere (per caso) un documentario su questo personaggio. Quindi ero un po' spinta da quel programma tv e dal film con Anthony Hopkins. Niente di tutto ciò che pensavo. Ripeto, il libro è una biografia, molto dettagliata e, seppur rispetto tantissimo il personaggio, quello che ha fatto mi ha commosso, ma il libro proprio non è nel mio genere e ho provato una grande noia in alcune parti. Sono sicura che chi ama il genere lo troverà molto bello. Per questo motivo non mi sento di dargli un voto, rischierei di stroncare un libro che effettivamente è un libro importante (di questo me ne rendo conto) ma che proprio non è nelle mie corde.
Senza voto.  

Catene di Gloria - Nana Kwame Adjei-Brenyah


Titolo originale: Chain-Gang All-Stars (2023) 

In una surreale versione degli Stati Uniti del prossimo futuro dove il sistema carcerario è interamente privatizzato, Catene di Gloria è un format televisivo di enorme i detenuti e le detenute, invece di scontare la pena, possono scegliere di sfidarsi a morte in un grande torneo di gladiatori, salendo di rango duello dopo duello fino a guadagnarsi la libertà. Nessuno ce l’ha mai fatta con le sue sole forze. Loretta Thurwar, guerriera formidabile e superstar del programma, è a un passo dal riuscirci, ma per lei e per la donna che ama – un’altra sanguinaria gladiatrice – di colpo le regole del gioco stanno per cambiare. Attorno alle loro vicende si snodano, in un crescendo di tensione, le storie dei compagni di squadra e degli avversari, dei fan morbosamente incantati e degli attivisti che contestano la brutalità del sistema. Catene di Gloria si legge al tempo stesso come uno scatenato romanzo d’azione, pieno di personaggi memorabili, e come una serissima denuncia contro l’industria carceraria e quella dell’entertainment. È un romanzo figlio del postmodernismo, della tradizione letteraria afroamericana, della cultura dei videogiochi, della tv sportiva; ma soprattutto intriso di quel sentimento di protesta radicale e immaginifico che ha animato la migliore controcultura americana. (goodreads)

Credo che la trama illustri perfettamente ciò di cui si parla in questo libro.
Siamo in un sistema carcerario per cui, uccidendo gli altri, puoi salire di livello e diventare una star in un reality show che tiene costantemente incollati gli occhi degli spettatori sui protagonisti. Si diventa eroi uccidendo. E per chi arriva al massimo livello, c'è la libertà. 
Loretta Thurwar è ormai ad un passo da questo traguardo. Molti prima di lei, a quel punto, hanno preferito farsi uccidere piuttosto che uscire nel mondo esterno, tra cui il suo amico Sunset. Ma le cose cambiano, e anche all'esterno cominciano ad agitarsi le persone che reputano tutto ciò un abominio.
All'inizio mi è sembrato un po' simile ad Hunger Games, ma se ne discosta molto.

"Il suo successo, lo capiva, legittimava qualcosa nella loro mente. Lei uccideva, loro la amavano di più e lei li odiava di un odio ancora più profondo."

"Era da tanti mesi che non pronunciava un'ultima parola. Aveva fatto finta per un po', recitato un personaggio che magari voleva davvero questa vita. Che voleva esistere e trionfare. Ma ora, anche con Staxxx accanto, la vergogna della sua esistenza rendeva l'Arena tutto tranne che un'occasione di giubilo. Perciò aveva scelto il silenzio. Aveva scelto il silenzio perchè non poteva dire alla gente che si vergognava del suo successo, del fatto stesso della sua ostinata sopravvivenza".

Devo ammettere che è un romanzo molto interessante, a partire dall'idea, ma con tanti spunti di riflessione sia da parte dei detenuti sia da parte dei personaggi di contorno. A piè pagina spesso ci sono delle note che spiegano alcuni dei riferimenti ad avvenimenti o a persone che vengono citati; a volte si tratta di "approfondimenti" sul personaggio di cui si parla, a volte sono statistiche o fatti realmente accaduti nel sistema carcerario americano, il tutto mescolato al punto da distinguere difficilmente cosa è finzione e cosa realtà. Raccapricciante pensare che la gente fuori si esalta per vedere questi combattimenti, gioendo se vince il suo beniamino, senza pensare che lo fa uccidendo un'altra persona.
Molto avvincente la scrittura. Rallenta un po' soprattutto nella parte centrale, quando introduce nuovi personaggi che si capirà in seguito che ruolo hanno, questo distoglie molto l'attenzione da Loretta e Staxxx (e anche il loro gruppo), che sono comunque quelli centrali. Ecco, la critica maggiore che posso fare è che forse lo scrittore ha inserito troppi personaggi, alcuni con storie davvero lunghe.
Un interessante modo di denunciare il sistema carcerario, che ci fa chiedere se davvero non potrebbe diventare realtà una cosa simile. 
Piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

Goodread's 2023 nominee