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mercoledì 25 dicembre 2024

Sfide 2024

Siamo alla fine del 2024, ho finito il libro che completava le ultime sfide il 18 dicembre, poi ho fatto un po' pausa, anche perchè lavorando in libreria (oltre che in ufficio) arrivavo a sera davvero morta. Sto cominciando a guardare le sfide papabili per il prossimo anno e riposare un po'. Mi piacerebbe trovare qualche sfida nuova mai fatta...
Intanto faccio un po' il riassunto dell'anno.
Nel 2024 ho letto 67 libri. Meno dell'anno scorso dove già ero in calo rispetto ai due precedenti. Mah. Che cosa strana...

Per quanto riguarda il gruppo di lettura della (ex) biblioteca, abbiamo letto: Cronaca familiare, Il canto di Penelope, La ciociara, Vacca d'un cane, God save the queer, Gli avversari, L'età fragile, Ci vediamo un giorno di questi (rilettura), Povera gente, La meraviglia degli anni imperfetti

Per quanto riguarda i gruppi di lettura della libreria (online e dal vivo), ho letto: Catene di gloria, Povere creature, Il canto del profeta. Purtroppo ho partecipato davvero poco ai gruppi di lettura, sia quello online sia quello dal vivo.


E ora passiamo alle mie sfide del 2024:

Ho deciso di non fare la "What's in a name" perchè c'era una categoria (la squadra del campionato NFL) che proprio non sapevo cosa fosse e non mi interessava. Vedremo nel 2025 come butta... 
Ho deciso di non fare la "Popsugar", troppe categorie che proprio non mi interessavano, con tanti doppioni degli anni immediatamente precedenti.
Ramona di "While I was reading" ha detto che non avrebbe ospitato la sfida e, inoltre, stava chiudendo il suo blog. Mi dispiace molto. Però evidentemente ha dei problemi tali per cui non può proseguire...

* european reading challenge --> i cinque libri li ho letti a fine gennaio. Ero tentata di riprovare a leggere tutti gli Stati, ma poi per motivi vari ho deciso di fermarmi (e soprattutto non "bruciare" Stati quasi introvabili). Peccato.

* monthly keyword reading challenge  --> completata il 18 dicembre

monthly motif reading challenge --> completata il 18 dicembre

calendar of crime --> completata il 18 ottobre

color coded reading challenge --> sfida completata a novembre. Non so se la ripeterò però...

cloak and dagger reading challenge --> sono arrivata a 18 libri letti, che corrisponde al secondo livello, quello del detective.

what an animal reading challenge --> ho letto 10 libri, raggiungendo il secondo livello

cruisin' thru the cozies --> sfida completata il 16 ottobre, poi ho proseguito arrivando a leggere 12 libri

southern literature reading challenge --> ho letto 5 libri, arrivando al terzo livello. Mi piace molto questa sfida, la rifarò.

* the clock reading challenge --> niente da fare, sono arrivata poco oltre la metà dei libri. Mi mancano 3, 4, 6, 8 e 11. Mannaggia.

historical fiction reading challenge --> Ho letto 18 libri. Ero in dubbio se rifarla perchè non è sempre così facile capire se rientrano o meno. E ho lo stesso dubbio per quest'anno... boh...

the nerdy bookworm 50 books a year --> ho completato la sfida il 6 dicembre. Sono curiosa di vedere le categorie per il prossimo anno...



Libri letti 2024

Libri letti:

  1. Cronaca familiare (Vasco Pratolini)
  2. La gatta ha visto tutto (Dolores Hitchens)
  3. Agatha Raisin e la turista terribile (M. C. Beaton)
  4. Professione angelo custode (Arto Paasilinna)
  5. Catene di gloria (Nana Kwame Adjei-Brenyah)
  6. Le 5 persone che incontri in cielo (Mitch Albom)
  7. Povere creature (Alasdair Gray)
  8. L'infermiera di Auschwitz (Anna Stuart)
  9. One life (Barbara Winton)
  10. Le pianure (Federico Falco)
  11. Lupa nera (Juan Gomez-Jurado)
  12. Una notte morta e tempestosa (Steffanie Holmes)
  13. Viaggio avventuroso intorno alla mia camera (Karl-Markus Gauss)
  14. La lista degli ospiti (Lucy Foley)
  15. Fiero Siatù (Irena Douskovà)
  16. Appartamento a Istanbul (Esmahan Aykol)
  17. Il canto di Penelope (Margaret Atwood)
  18. La casa dipinta (John Grisham)
  19. I figli della polvere (Arnaldur Indridason)
  20. Il sanatorio (Sarah Pearse)
  21. Il miniaturista (Jessie Burton)
  22. La ciociara (Alberto Moravia)
  23. I dodici segreti (Robert Gold)
  24. Vathek (William Beckford)
  25. La bambina venuta dalla foresta (Glendy Vanderah)
  26. Roseanna (Maj Sjowall + Per Warloo)
  27. Vacca d'un cane (Francesco Guccini)
  28. A casa e ritorno (Chris Offutt)
  29. Sette ex per innamorarsi (Lucy Vine)
  30. La neve sotto la neve (Arno Saar / Alessandro Perissinotto)
  31. Credence (Penelope Douglas)
  32. Triste tigre (Neige Sinno)
  33. God save the queer (Michela Murgia)
  34. La dea maltese (Lyn Hamilton)
  35. Bolero nella villa dei vecchi (Fatos Kongoli)
  36. Buona apocalisse a tutti (Neil Gaiman+ Terry Pratchett)
  37. Un'estate dopo l'altra (Carley Fortune)
  38. Gli avversari (John Grisham)
  39. Il club dei delitti del giovedì (Richard Osman)
  40. Il canto del profeta (Paul Lynch)
  41. Il gatto che non c'era (Lilian Jackson Braun)
  42. La libreria dei gatti neri (Piergiorgio Pulixi)
  43. 9 novembre (Colleen Hoover)
  44. Luna di miele... no, grazie! (Christina Lauren)
  45. L'estate in cui mia madre ebbe gli occhi verdi (Tatiana Tibuleac)
  46. Due lune (Sharon Creech)
  47. Le diecimila porte di January (Alix E. Harrow)
  48. L'invenzione delle ali (Sue Monk Kidd)
  49. Resta solo il fuoco (Micheliny Verunschk)
  50. L'età fragile (Donatella Di Pietrantonio)
  51. Saltblood (Francesca De Tores)
  52. Se i gatti scomparissero dal mondo (Genki Kawamura)
  53. Red fox road (Frances Greenslade)
  54. Ci vediamo un giorno di questi (Federica Bosco) - rilettura
  55. La confraternita degli storici curiosi (Jodi Taylor)
  56. I fantasmi di Ashburn house (Darcy Coates)
  57. Tutti su questo treno sono sospetti (Benjamin Stevenson)
  58. Agatha Raisin e la sorgente della morte (M.C. Beaton)
  59. Le streghe di Manningtree (A.K. Blakemore)
  60. Il custode (Ron Rash)
  61. Povera gente (Fiodor Dostoevskij)
  62. Dove ti ho perso (Ruth Hogan)
  63. Il re di Wall Street (Louise Bay)
  64. Il gatto che entrava nell'armadio (Lilian Jackson Braun)
  65. La meraviglia degli anni imperfetti (Clara Sanchez)
  66. Miss Peregrine's home for peculiar children. La graphic novel (Ransom Riggs)
  67. La donna dal kimono bianco (Ana Johns) 

Fuori i libri! Settembre - ottobre - novembre - dicembre 2024

Non mi era mai successo di arrivare così lunga nelle recensioni dei libri che ho letto. Ma in sto periodo butta così. Per la prima volta faccio un riepilogo di un intero quadrimestre di letture.

SETTEMBRE

Il primo libro di settembre è stato il libro per il gruppo della biblioteca, il vincitore del Premio Strega, "L'età fragile" di Donatella di Pietrantonio. Lei scrive indubbiamente molto bene. Tuttavia, al momento, niente arriva a battere "L'arminuta".

In libreria mi hanno chiesto di leggere un libro di una nuova collana, "Saltblood" di Francesca Tores. Non è un libro storico ma parte da una vicenda storica e praticamente quasi tutti i protagonisti sono realmente esistiti. Interessante. Avventuroso. Con una settantina di pagine in meno ci avrebbe guadagnato però.

Finalmente sono riuscita a leggere il libro di Kawamura Genki, "Se i gatti scomparissero dal mondo". Lo stile è innegabilmente giapponese, con una scrittura molto leggera. Dissacrante forse. Molto commovente soprattutto nell'ultima parte.

Ultimo libro del mese "Red fox road" di Frances Greenslade, una storia di sopravvivenza. Uno young adult. Molto gradevole.


OTTOBRE

Per il gruppo di lettura della biblioteca ho dovuto rileggere "Ci vediamo un giorno di questi" di Federica Bosco. Non ho rifatto la recensione, l'avevo letto nel 2022 (e non me ne ricordavo minimamente). Troppo leggero e con eventi troppo improbabili.

"La confraternita degli storici curiosi" di Jodi Taylor mi aveva incuriosito molto. La lettura però mi ha un po' deluso. C'è una prima parte brillante e un finale cinematografico aperto. Mi aspettavo di più.

Cercavo un libro con una casa infestata, ho trovato "I fantasmi di Ashburn house". Qui si va oltre il thriller, si arriva anche all'horror con tanto di zombie. Tuttavia mi è piaciuto molto.

"Tutti su questo treno sono sospetti", secondo libro di Benjamin Stevenson e del suo protagonista Ernest Cunningham. Carino. Brillante. 

Volevo chiudere il calendar of crime ed è caduto a fagiolo "Agatha Raisin e la sorgente della morte" di M. C. Beaton. Carino, non il migliore della serie.

Per il libro con qualcosa di magico ho scelto "Le streghe di Manningtree" di A. K. Blakemore. E' un libro con un fondamento storico. Molto interessante.

Finalmente sono riuscita a leggere "Il custode" di Ron Rash, che ho avuto il piacere di conoscere dal vivo. Libro bellissimo che mi ha scatenato un sacco di emozioni.


NOVEMBRE

Cominciamo il mese col libro del gruppo della biblioteca: "Povera gente" di Dostoevskij. E' il primo libro che ha scritto e si trovano già i suoi temi principali dei libri successivi. Mi ha ricordato "Le notti bianche" ma ammetto che mi è piaciuto molto di più. Mi ha scatenato una grossa riflessione sull'importanza del traduttore e di come può modificare il testo e la conoscenza che ci facciamo dell'autore.

Per la key word di novembre ho trovato "Dove ti ho perso" di Ruth Hogan (ovviamente il titolo è completamente diverso dall'originale). Mi ispirava molto la trama ma alla fine è molto carina l'idea mentre mi ha lasciato alcune perplessità lo svolgimento.

Per smaltire gli ultimi libri della "nerdy 50 books", per la categoria "Steamy romance novel" ho trovato "Il re di Wall Street" di Louise Bay. Carino. Però anche qui mi sono messa a riflettere su una cosa: quando uscì "50 sfumature di grigio" venne montata una polemica mediatica pazzesca sulla storia sadomaso. Da lì in poi sono spuntati come funghi i libri di narrativa erotica (peraltro, anche molti harmony avevano già delle scene di sesso piuttosto intense). Libri in cui le scene di sesso sono BEN più dettagliate di ciò che succede nel libro della James. Però su questi libri non viene fatta nessuna gogna mediatica, anzi, ormai pare ben sdoganato il fatto che tutto sommato alcune scene siano .. boh?... normali? Non saprei come definirle.

L'unico "auto-buy author" credo che possa definirsi Lilian Jackson Braun, visto che è l'unica di cui ho cercato tutti i libri tradotti in italiano; quindi ho proseguito nella serie con "Il gatto che entrava nell'armadio".


DICEMBRE

Per la biblioteca abbiamo letto "La meraviglia degli anni imperfetti" di Clara Sanchez. Insomma, carino ma...

Mi serviva una graphic novel per concludere la "50 nerdy challenge". Ho scelto La graphic novel della serie di "Miss Peregrine" di Ransom Riggs. Fatta molto bene ma perde veramente tanto rispetto al libro.

Ultimo libro di dicembre, "La donna dal kimono bianco" di (Ana Johns) . Una storia molto triste e molto bella.

La donna dal kimono bianco - Ana Johns


Titolo originale: The Woman in the White Kimono (2019)

Giappone, 1957. Il matrimonio combinato della diciassettenne Naoko Nakamura con il figlio del socio di suo padre garantirebbe alla ragazza una posizione sociale di prestigio. Naoko, però, si è innamorata dell’uomo sbagliato: è un marinaio americano, quello che in Giappone viene definito un gaijin, uno straniero. Quando la ragazza scopre di essere incinta, la comprensione e l’affetto che sperava di trovare nei genitori si rivelano soltanto un’illusione. Ripudiata da chi dovrebbe starle vicino, Naoko sarà costretta a compiere scelte inimmaginabili, per qualunque donna ma soprattutto per una madre...
Stati Uniti, oggi. Tori Kovač è una giornalista. Mentre si prende cura del padre, anziano e gravemente malato, trova una lettera che getta una luce sconvolgente sul passato della sua famiglia. Alla morte del padre, decisa a scoprire la verità, Tori intraprende un viaggio che la porta dall’altra parte del mondo, in un villaggio sulla costa giapponese. In quel luogo così remoto sarà costretta a fronteggiare i demoni del suo passato, ma anche a riscoprire le proprie radici...(goodreads)

Il romanzo procede alternando il racconto di Naoko e il racconto di Tori, entrambi in prima persona. Naoko è soffocata tra l'amore per un americano e le tradizioni di famiglia che glielo proibiscono. Tori scopre invece che dietro alle storie che le raccontava suo padre si celava un fondo di verità, compreso il fatto di aver amato una ragazza giapponese e forse la presenza di una sorella.
Mentre nel passato scopriamo tutto quello che ha dovuto subire Naoko per l'ostracismo della famiglia, Tori ha paura di frugare tra le carte del padre per paura di scoprire che non è l'uomo meraviglioso che credeva, andando fino in Giappone per scoprire la verità.
Da questo libro, nato per ispirazione del fatto che il padre dell'autrice era davvero stato in Marina e aveva avuto una ragazza giapponese, parte poi una storia di fiction a cui vengono collegati elementi tratti dalla realtà. Tipo il fatto che molti militari americani si sono innamorati di donne giapponesi, ma che queste unioni miste venivano mal considerate sia in America sia in un Giappone che rimaneva comunque chiuso nelle sue tradizioni in cui le donne erano sottomesse al marito, al padre e alle famiglie in generale. Ci sono poi pagine terribili quando viene descritto cosa veniva fatto alle ragazze incinte di americani, rinchiuse in finte cliniche dove veniva aspettato il parto per poi uccidere il bambino appena nato per mano di donne tipo la direttrice Sora della clinica, anch'essa ispirata ad una persona realmente esistita. 
Nel corso del libro ci sono mostrate tante tradizioni giapponesi, dalla cerimonia di presentazione del futuro sposo, o i pregiudizi nei confronti di chi fa lavori umili, o la figura di Fratello Daigan che aiuta i bambini morti a passare oltre. Tutte cose molto interessanti di una cultura ancestrale.
Il libro è molto bello, mi è piaciuto molto. Ha pagine cariche di amore ma anche tante pagine cariche di dolore, soprattutto nella seconda parte quando Naoko viene rinchiusa nella clinica ostetrica. Le ultime dieci pagine le ho lette piangendo. A parte le figure di Naoko e Hajiime, mi è piaciuta molto la figura di Satoshi, che nonostante tutto ama e comprende.
Mio voto: 8 / 10

Miss Peregrine's Home for Peculiar Children: The Graphic Novel - Ransom Riggs


Titolo originale: Miss Peregrine's Home for Peculiar Children: The Graphic Novel (2011)

When Jacob Portman was a boy, his grandfather regaled him with stories of his fantastic life at Miss Peregrine's home during the Second World War, even sharing photos of the remarkable children with whom he resided. As Jacob grew up, though, he decided that these photos were obvious fakes, simple forgeries designed to stir his youthful imagination. Or were they...?
Following his grandfather's death - a scene Jacob literally couldn't believe with his own eyes - the sixteen-year-old boy embarks on a mission to disentangle fact from fiction in his grandfather's tall tales. But even his grandfather's elaborate yarns couldn't prepare Jacob for the eccentricities he will discover at Miss Peregrine's Home for Peculiar Children! (goodreads)

Ho dovuto cercare una graphic novel, genere che non amo particolarmente. Poichè non mi è venuto in mente niente di particolare, ho pensato di leggere la graphic di un libro che ho già letto e che mi è piaciuto molto, per vedere come veniva reso. A mio parere, la graphic perde molta parte del racconto, altrimenti sarebbe stata lunghissima. Conoscendo già la storia è stato facile seguire cosa avviene. I disegni di Cassandra Jean sono molto belli.
Rimango dell'idea che, almeno in questo caso, la graphic non può battere neanche lontanamente il libro. Gradevole, ma suggerisco assolutamente il secondo.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

La meraviglia degli anni imperfetti - Clara Sánchez


Titolo originale: Últimas noticias del paraíso (2000)

La luna illumina d'argento la stanza. Fran ha sedici anni e vuole fuggire da quelle mura, da sua madre che non si è mai occupata di lui. Nel piccolo sobborgo di Madrid in cui è cresciuto passa le sue giornate con l'amico Eduardo e sua sorella Tania, di cui è perdutamente innamorato. I due ragazzi non potrebbero essere più diversi da lui. Figli di una famiglia benestante, frequentano le scuole e gli ambienti più esclusivi. Eppure Fran sente che dietro quell'apparenza dorata si nasconde qualcosa. Quando Tania sposa all'improvviso un uomo dal passato oscuro, i dubbi si trasformano in certezze. Eduardo comincia a lavorare per il cognato e tutto cambia. È sempre più solitario e nulla sembra interessargli. Fran ha bisogno di sapere come stanno veramente le cose.
Ma la risposta non è mai stata così lontana. Perché Eduardo gli consegna una chiave misteriosa da custodire chiedendogli di non parlarne con nessuno. E pochi giorni dopo scompare. Da quel momento Fran ha un solo obiettivo: deve sapere cosa è successo. Deve scoprire cosa apre quella chiave. Il suo amico si è fidato di lui. La ricerca lo porta a svelare segreti inaspettati. Lo porta su una strada in cui è sempre più difficile trovare tracce di Eduardo. Perché ci sono indizi che devono rimanere celati e a volte il silenzio dice molto di più di tante parole. (goodreads)

Abbiamo letto questo libro per il gruppo di lettura della biblioteca. Come nel libro della Bosco, anche qui ci mette tante cose dentro. E' diverso lo stile narrativo. Là era leggero, frivolo, qui ha tanti personaggi che filosofeggiano sulla vita. In alcuni punti ho dovuto rileggere due volte per capire bene il concetto che stavano esprimendo. Sembra voler deviare verso il giallo ma di giallo ha poco. Il ragazzo è molto acuto nelle sue osservazioni, anche nell'attenzione verso le persone che gli stanno intorno. Ci sono molti spunti interessanti ma tutti scollegati tra loro. Ci sono anche alcune parti divertenti (tipo quando è sull'autobus e tutti sanno già cosa è successo alla sua famiglia).
In parte mi sono ritrovata nel personaggio di Fran che ha tanti sogni ma poi non fa niente per realizzarli, sopravvive.
Il finale a sorpresa è un po' buttato lì.
Personalmente ho poco apprezzato la scrittura con troppi fronzoli.
Forse l'intento dell'autrice era di fare una critica nei confronti della società moderna, con alcuni personaggi molto stereotipati (tipo il maniaco della palestra, o il voler cercare modi facili di fare soldi con poca fatica). Il risultato però è molto superficiale. Non mi ha lasciato molto.
Il titolo non ha alcun senso; quello originale almeno richiama il finale del libro.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

Il gatto che entrava nell'armadio - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The Cat Who Went into the Closet (1993)

Qwilleran non se la sente di passare l'inverno nel suo granaio e decide di affittare la casa di Euphonia Gage, nonna di Junior Goodwinter, che si è trasferita in una residenza per anziani.
Nel frattempo, insieme ad Hixie Rice, ha organizzato uno spettacolo su un incendio avvenuto nel 1869, un docu-dramma che sta avendo notevole successo, interpretato interamente da un magistrale Qwilleran.
Nel weekend della prima, viene ritrovata morta nonna Gage, con la casa di riposo che liquida la vicenda in sordina come suicidio. Nello stesso weekend sparisce nel nulla un coltivatore di patate, mentre Qwill fa conoscenza della di lui figlia Nancy, una ragazza che alleva cani da slitta.
In tutto questo, Koko è ossessionato da alcuni oggetti che tira fuori dagli armadi di nonna Gage e sceglie Robinson Crusoe per la lettura serale.
E tutti stanno aspettando la Grande Nevicata, che poi ad un certo punto della storia in effetti ci sarà.
Fin da subito Qwill non è convinto che nonna Gage, bizzarra e molto vitale utraottantenne, si sia suicidata, oltretutto sbarazzandosi frettolosamente di tutti i suoi beni prima di morire, destinando ciò che rimane alla residenza per anziani ed escludendo i nipoti. Qwill, quindi, comincia ad avere qualche dubbio e comincia ad investigare, non capendo del tutto i suggerimenti di Koko, e mette in atto la "Missione Banconota" con la complicità di un'amica di nonna Gage che risiede nella struttura anche lei.
La vicenda si segue molto bene. Uno dei misteri l'avevo capito anche io, mentre sulla soluzione dell'omicidio ho avuto più difficoltà soprattutto per il modo in cui avviene.
Qwilleran passa dalla recitazione, all'offrire mele ai bambini per Halloween, al mascherarsi da Babbo Natale, al partecipare al matrimonio di Arch e Mildred. Ovviamente si rende conto che gli oggetti che scova Koko hanno un denominatore comune, ma ci mette tutto il libro per capire dove lo portano.
Forse uno dei libri in cui la vicenda è chiara e la soluzione non è contorta. Molto gradevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Il re di Wall Street - Louise Bay


Titolo originale: King of Wall Street (2016)

È il re di Wall Street... ma non può nulla contro l’amore.
Max King è il banchiere d'investimento di maggior successo di New York. La sua reputazione di re di Wall Street, esigente, implacabile e scaltro negli affari, lo precede. Max ha sempre ragione e richiede il massimo dai suoi clienti e dai suoi dipendenti.
Ma nessuno sospetta che il suo lavoro più duro inizi dopo aver lasciato il suo impero: come padre single di una figlia di quattordici anni, Amanda, che è del tutto immune alla sua autorità. A casa è lei a dettare le regole.
Max non ha tempo per le relazioni che durino più di una notte. Vive in due mondi, che mantiene rigorosamente separati. Fino a quando proprio nell'ascensore del suo palazzo, non incontra Harper Jayne. (goodreads)

Cercavo un libro "steamy" e mi ha colpito questa trama. Ammetto che, per quanto mi piacciono i romanzi dove c'è una storia d'amore, sto invece diventando un po' insofferente verso i romanzi dove ci sono scene di sesso esagerate. Quindi, la parte della storia d'amore tra Harper e Max mi è piaciuta. Le scene di sesso insomma. 
Il libro procede alternando, in prima persona, il racconto di Harper e il racconto di Max. Harper interagisce spesso con la sua amica, che ovviamente è quella che le fa notare che non solo è invaghita della figaggine di lui ma è proprio cotta. Mentre lui interagisce con due sorelle e una figlia adolescente, e sono ovviamente loro che gli fanno notare che è profondamente innamorato (per la prima volta in vita sua) di questa ragazza.
Nel complesso si legge bene, scorre, i dialoghi sono anche brillanti. Un libro da relax ovviamente. Mi è piaciuto ma non mi ha lasciato molto.
Mio voto: 7 / 10

***************

Serie The royals:
#1 Il re di Wall Street
#2 Il principe di Park Avenue
#3 Il Duca di Manhattan
#4 Il Cavaliere d'Inghilterra
#5 Il Lord di Londra

Dove ti ho perso - Ruth Hogan


Titolo originale: The Keeper of Lost Things (2017)

Anthony Peardew colleziona e custodisce oggetti smarriti. Lo fa da quarant'anni, da quando ha perso il ciondolo, regalo di Therese, la fidanzata, proprio nel giorno in cui la ragazza è morta in un incidente. Stravolto dalla perdita, Anthony negli anni ha cercato conforto in quelle piccole cose trovate per strada o in un parco, sfuggite da una tasca o dimenticate al tavolo di un caffè o sul sedile di un treno. Pensava che, se avesse riconsegnato ogni oggetto al legittimo proprietario, qualcuno un giorno avrebbe bussato per restituirgli il suo. Ora, al tramonto della sua esistenza, vuole cedere questa missione alla sua assistente, Laura, lasciandole anche la bella villa in cui abita con tutto quello che contiene. Quello stesso giorno di quarant'anni fa, Eunice iniziava a lavorare come segretaria di redazione in una piccola casa editrice e per la fretta e l'emozione si era scontrata con Anthony. In apparenza un imprevisto da niente lungo i sentieri delle loro vite. Ma di ogni cosa, di ogni incontro, resta una traccia. Sono particelle in sospensione sopra i nostri giorni, che aspettano di posarsi. Perché tutto torni al proprio posto, adesso, Laura ed Eunice si devono trovare.Leggere Dove ti ho perso è rinfrescarsi all'ombra di un racconto caldo. Tante piccole storie ne punteggiano l'anima, a comporre un romanzo confortante, ironico, dove l'amore attraversa ogni essere vivente, ogni esistenza, in maniera lieve eppure definitiva. Una storia autentica e delicata sul potere delle coincidenze e sulla fatalità dei piccoli eventi, quelli che sembrano essere senza importanza. (goodreads)

Il libro scorre su due piani temporali diversi. C'è il presente, in cui Anthony sa che ha poco tempo da vivere e vuole lasciare il suo compito di riportare gli oggetti ai proprietari alla sua assistente Laura, divorziata da Vince. Ad aiutarla in questo compito c'è Sunshine, una ragazzina down che si autodefinisce "downzatrice" e che ha il dono di capire alcune cose su chi ha perso l'oggetto, e c'è Freddie il giardiniere.
Poi c'è il passato che parte dal 1974. Eunice sta andando ad un colloquio di lavoro con Bomber e nota un uomo fermo sul marciapiede che aspetta qualcuno. In quel momento, una donna ha avuto un malore davanti al fornaio (cuore? aneurisma? non si sa) ed è morta subito. La donna che muore è Therese, fidanzata di Anthony, l'uomo che sta aspettando. Laura, dopo il colloquio di lavoro, troverà per terra un braccialetto che terrà come portafortuna.
Ho trovato una buona metà di libro un po' confusionaria, perchè oltre alle due storie che si alternano (e quello non sarebbe niente) compaiono dei racconti in corsivo che sul momento avevo inteso che fossero le storie degli oggetti ma ad un certo punto salta fuori che Anthony ha scritto un libro di racconti immaginando le storie dietro agli oggetti trovati, quindi non so esattamente cosa siano. 
Ci sono delle parti un po' noiose, tipo la descrizione di ogni singola rosa che ha piantato in giardino.
Terribile il personaggio di Portia, sorella di Bomber. Anche se ammetto che sono carine le parodie che lei scrive dei grandi classici.
Ho trovato di cattivo gusto che i genitori di Sunshine si autodefinissero le SS (perchè hanno i nomi che iniziano con quella iniziale).
Non manca poi un fantasma verso il finale, che ha da dire la sua.
A mio gusto, la prima parte è un po' noiosa e, forse volutamente, un po' contorta. Si accende un po' dopo la morte di Anthony perchè Laura non sa da che parte cominciare per restituire tutti gli oggetti e ha pure questo fantasma che le rompe le scatole. Per fortuna che ha i suoi aiutanti e per fortuna che la va a trovare una casa amica, Sarah, che le dà un po' di motivazione.
L'autrice dice di aver scritto questo libro mentre era a letto per malattia (cancro) e che anche lei ha una collezione di oggetti ritrovati che si possono vedere sul suo profilo instagram.
Nel complesso, credo sia carina l'idea ma ho qualche perplessità sulla realizzazione oltre al fatto che sono un po' scettica sulla presenza del fantasma e sui poteri di Sunshine.
Mio voto: 7 / 10

giovedì 19 dicembre 2024

Povera gente - Fiodor Dostoevskij


Titolo originale: Бедные люди (1846)
Titolo inglese: Poor folk

Quando questo romanzo venne pubblicato, Fëdor Dostoevskij aveva ventiquattro anni; fu un successo travolgente: la critica fu subito concorde nel dichiarare che il suo autore era un genio, un genio, però, che viveva nella miseria più nera, quella miseria senza speranza che ispira, appunto, "Povera gente". Due giovani si scrivono, si raccontano le loro piccole vicende quotidiane, le loro speranze, i loro sogni. Nasce così un amore che potrebbe aprire a entrambi la via della felicità, ma la loro miseria è tale che la ragazza deciderà di sposare un uomo non più giovane, ma ricco nella folle speranza di poter aiutare il suo infelice amico. Un romanzo epistolare che scosse la Russia e segnò l'inizio della carriera di un titano della letteratura mondiale. (goodreads)

Poichè mi sono ritrovata con una edizione ebook piuttosto datata (quella scaricabile da Liber liber con traduzione di Federigo Verdinois), ho provato a scaricare l'audiolibro da Media Library che aveva l'edizione Feltrinelli del 2016. Quindi procedevo ascoltando ma tenendo sott'occhio l'ebook.
Ammetto che tra i due ci sono notevoli differenze. Al di là della differenza nel linguaggio, piuttosto datato nell'ebook, decisamente più fresco nell'audiolibro, la cosa che mi ha lasciato perplessa è che ci sono proprio frasi diverse. Ad esempio, tutti i nomignoli (colombella e via dicendo) che si ascoltano nell'audiolibro non ci sono nell'ebook; poi nell'audiolibro Makar ripete duemila volte il nome di lei mentre nell'ebook non succede. Oltre ovviamene a termini tradotti in modo diverso. Questo mi ha fatto riflettere sull'importanza della traduzione ma soprattutto mi ha fatto chiedere dove stesse la verità. Cioè come scrive in realtà Dostoevskij? Sarei curiosa di vedere la versione originale...

"Povera gente" è il libro d'esordio di Dostoevskij. Nella versione Feltrinelli è scritto che qui troviamo "la prima fanciulla umiliata e offesa, il primo sognatore innamorato e disilluso dalla vita, il primo sordido individuo pronto a sottrarre l'innocenza a chi gli sta intorno". Effettivamente è vero, sono i temi che troviamo ricorrentemente nei libri di Dostoevskij.
Ho scoperto che anche la citazione a "Il cappotto" di Gogol è voluta, pare che Dostoevskij si sia ispirato da questo romanzo, in cui il protagonista è anche lui un copista come Makar. Questo romanzo fa imbestialire Makar perchè il protagonista vive una vita come la sua.
Io ci ho ritrovato molto delle notti bianche in questo libro, anche se ammetto che le notti bianche non mi ha fatto impazzire.
Ho trovato tanto amore e tanta tenerezza in Makar, paterno ma non solo, siamo quasi al limite dello stucchevole a volte. Lui è pronto ad assecondare ogni desiderio che esce dalla bocca di lei anche a costo di non mangiare o di non vestirsi. Lei invece è quella che gli è molto grata e al tempo stesso lo rimprovera perchè spende troppi soldi per lei, poi però quando lui le scrive che ha finito i soldi e non sa come pagare l'affitto lei gli chiede se può aiutarla.
Tanta denuncia sulla condizioni in cui vivono i poveri, come vengono derisi, come danno fastidio ai ricchi che però non vogliono vedere. Come esistono mendicanti veri ma anche bugiardi, mendicanti che mandano i figli ad elemosinare con la letterina di presentazione scritta da una madre che dice di essere ammalata, ma lo è poi davvero?
La povertà abbruttisce la persona anche psicologicamente. Il povero tende a considerarsi poco. Makar tende a nascondersi al lavoro perchè non vuole che vedano come è vestito male. 
Dostoevskij ha l'abilità di descrivere benissimo le scene, le situazioni, gli ambienti senza eagerare con fronzoli e di descrivere in modo emozionalmente potente il tormento dei personaggi (soprattutto quello di Makar).
Mio voto: 8 / 10

Il custode - Ron Rash


Titolo originale: The caretaker (2023)

Blowing Rock, Nord Carolina, 1951. Blackburn Gant, la cui esistenza è stata segnata fin da piccolo dalla poliomielite, sembra condannato a trascorrere una vita tra i morti come unico custode del piccolo cimitero. Il lavoro si addice alla sua personalità introversa e lo turba meno del contatto con i vivi. Ma quando il suo migliore e unico amico, Jacob Hampton, è inviato a combattere in Corea, questi gli affida la giovane moglie incinta Naomi. Anche lei è un’emarginata: povera e senza un’istruzione, lavorava come cameriera prima di incontrare Jacob. I due si erano innamorati perdutamente e si erano sposati contro il volere dei ricchi genitori di lui, provocando uno scandalo nella comunità.Isolati e respinti da tutti e spaventati dalla possibilità che Jacob non faccia più ritorno, Blackburn e Naomi si fanno forza a vicenda finché un tremendo inganno sconvolgerà le loro vite. Ma nessun segreto può essere custodito per sempre.
Appassionante e intenso, Il custode è un romanzo sui legami d’amicizia, sulle contraddizioni della famiglia e su cosa significhi davvero amare. (goodreads)

Ero molto curiosa di leggere questo libro perchè mi ispirava la trama, ovviamente, ma anche perchè ho avuto il piacere di conoscere dal vivo l'autore.
Leggere questo libro è stato emozionante. Nel bene e nel male.
Ho profondamente odiato gli Hampton e l'intrigo che hanno messo in piedi.
Ho amato Blackburn, grande e grosso, col viso deturpato dalla poliomielite, ma con un cuore enorme.
Ho sofferto con Jacob e Naomi, che si amano oltre i soldi, oltre le classi sociali, oltre la differenza di cultura.
Non voglio svelarvi niente della trama, soprattutto del finale, ma questo libro, pieno dell'atmosfera del Sud, pieno di tante emozioni, lo consiglio davvero. Se vi piacciono gli intrighi familiari, le storie di amore osteggiate, i patti di sangue. 
Mio voto: 9 / 10.

Le streghe di Manningtree - A.K. Blakemore


Titolo originale: The Manningtree Witches (2021)

Inghilterra, 1643. Il Parlamento combatte contro il re, la guerra civile infuria, il fervore puritano attanaglia il Paese e il terrore della dannazione brucia dietro ogni ombra. A Manningtree, una cittadina della contea dell’Essex privata dei suoi uomini fin dall’inizio della guerra, le donne sono abbandonate a se stesse; soprattutto alcune di loro, che vivono ai margini della comunità: le anziane, le povere, le non sposate, quelle dalla lingua affilata. In una casupola sulle colline abita la giovane Rebecca West, figlia della vedova Beldam West, «donnaccia, compagna di bevute, madre»; tra un espediente e l’altro Rebecca trascina faticosamente i suoi giorni, oscurati dallo spettro incombente della miseria e ravvivati soltanto dall’infatuazione per lo scrivano John Edes. Finché, a scombussolare una quotidianità scandita da malelingue e battibecchi, in città non arriva un uomo: Matthew Hopkins, il nuovo locandiere, che si mostra fin dal principio molto curioso. Il suo sguardo indagatore si concentra sulle donne più umili e disgraziate, alle quali comincia a porre strane domande. E quando un bambino viene colto da una misteriosa febbre e inizia a farneticare di congreghe e patti, le domande assumono un tono sempre più incalzante… Le streghe di Manningtree è la storia di una piccola comunità lacerata dalla lenta esplosione del sospetto, in cui il potere degli uomini è sempre più illimitato e la sicurezza delle donne sempre più minata. (ibs)

Ho fatto un po' di fatica all'inizio di questo libro, soprattutto per il linguaggio un po' ruvido e scurrile utilizzato. In effetti, essendo il libro narrato in prima persona da Rebecca, è allineato al personaggio. Tutto il linguaggio è sapientemente adattato al periodo storico di cui racconta, e troviamo spesso dei termini che non ho mai sentito in vita mia (altrettali libelli per altrettanti libri, o doglianza per dolore). Ad un certo punto la storia prende e ammetto che diventa difficile interrompere la lettura perchè sono stata catturata dalla vicenda, molto triste, delle streghe. Intanto siamo in piena guerra civile, molti uomini sono al fronte o sono già morti; le donne che hanno atteggiamenti sopra le righe, o che sono vedove o povere, sono guardate male. Alcune di esse si suppone che sappiano fare malefici in quanto dopo aver lanciato delle "maledizioni" succede che davvero qualcosa di simile si avvera. Così succede col bambino che risponde male alla Beltam West che gli fa una domanda; quando poi lui si ammala con convulsioni che sembra posseduto dal demonio, allora la gente pensa che sia stata la sgridata che ha ricevuto dalla donna. Peraltro, la Beltam West ha fama di essere riuscita, con una maledizione, a far naufragare una intera nave...
Fatto sta che Matthew Hopkins, nuovo proprietario della locanda, comincia ad assumersi il ruolo di predicatore, mandato da Dio per riconoscere e sconfiggere il demonio che vive sulla terra, e comincia ad accanirsi contro la Beltam West e le sue amiche. Vediamo quindi i metodi che utilizza per estorcere confessioni, per torturare queste donne (tipo privarle del sonno). In particolare la prima che tortura è una ottantenne senza una gamba, Elizabeth Clarke, la prima donna che riesce a far giustiziare per stregoneria.
L'autrice dice che le interessava più concentrarsi sulle vittime che non sul carnefice, e sicuramente attraverso le parole di Rebecca riusciamo a capire molto. Ma anche la ricostruzione ipotetica che ha fatto del carnefice è interessante. Dico ipotetica perchè di Hopkins si sa in realtà poco, a parte del suo operato come inquisitore e del fatto che è morto giovane, il resto è stato inventato dall'autrice. Interessante però anche il suo tormento nei confronti di Rebecca.
Il libro è molto interessante, molto crudo e triste, soprattutto pensando che riprende un avvenimento storico in cui la povertà, l'ignoranza e la superstizione hanno portato ad uccidere centinaia di donne perseguitate senza avere nessuno che le difendesse. Aggiungerei anche la codardia di molti uomini.
Le pagine dove vengono trascritte alcune delle testimonianze davvero registrate durante il processo alle streghe, sono complicate da leggere per il linguaggio. Le pagine con le poesie mi sono chiesta se c'entravano o meno.
Quasi tutti i personaggi sono realmente esistiti, tranne alcuni (tipo Mastro Eldes). 
Molto toccante il momento in cui viene impiccata la vecchia Clarke.
Libro gradevole. Bisogna però ricordarsi che, pur se la scrittura è scorrevole e la vicenda scorre bene, la verità è che queste cose sono successe davvero.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Saltblood. Sangue Salmastro - Francesca De Tores


Titolo originale: Saltblood (2024)

Plymouth, 1685. Un bambino di circa un anno, Mark Read, muore proprio mentre sta venendo alla luce la sua sorellastra Mary. Per continuare a percepire un reddito da parte della famiglia del padre del bambino, la madre dei due escogita uno stratagemma: farà passare la neonata Mary per Mark, allevandola come un maschio e facendole prendere il posto del primogenito. Cresciuta all’ombra del fratellastro morto e portandone il nome, Mary impara presto a mantenere il segreto rappresentato dal proprio corpo. Adolescente, viene impiegata a servizio di una donna benestante, ma quando nel 1701 l’Inghilterra entra in guerra contro Francia e Spagna, Mary vede in quel conflitto una via di fuga da una sorte che sente già segnata: si arruola quindi nella Royal Navy, che le permette di conoscere il mondo e di assaporare un briciolo di libertà. Dopo anni trascorsi nella marina e nell’esercito, Mary trova l’amore e decide di rivelare il proprio segreto e congedarsi dalle forze armate. Trasferitasi nelle Fiandre insieme al marito, Mary si accinge a diventare moglie e madre, ma la sua cognizione di sé e della propria vita cozzano contro ciò che la società si aspetta da una donna, e lei si sente soffocare. Sarà l’ineludibile richiamo del mare a sancire il suo destino, e a far sì che – dopo essere stata fanciulla, ragazzo, marinaio, soldato e moglie – Mary diventi chi forse è sempre stata: una pirata, parte della ciurma di Calico Jack Rackham e affiancata dalla temeraria Anne Bonny, di cui è amica e amante. Ispirato alla vera storia di Mary Read e Anne Bonny, "Saltblood. Sangue salmastro" è insieme una rigorosa ricostruzione storica e un romanzo d’avventura, una storia d’amore e un Bildungsroman che s’interroga sui limiti del corpo, del genere e di quello che siamo e osiamo immaginare di diventare. (goodreads)
Una delle libraie mi ha proposto di leggere questo libro, secondo titolo di una nuova collana edita da N/N editore.
La trama spiega già bene cosa si trova inquesto libro. Una bambina che ha sempre vissuto all'ombra del fratello morto, portandone il nome e dovendosi passare per lui, che ad un certo punto è stanca di questa situazione perchè vuole essere Mary e non più Mark. E' il mare che le fa capire la sua vera natura, quella di pirata, di navigatrice, di qualcuno che ha il mare nel sangue. Molte sono le riflessioni che fa Mary nella sua vita, credo che il suo personaggio sia caratterizzato molto bene.
Ho fatto fatica un po' ad ingranare nella lettura che parte molto lenta. Ho trovato noiosa la parte in cui Mary si arruola nell'esercito (si poteva decisamente tagliare). Ho apprezzato molto le pagine in mare, mi sono proprio sentita il sale addosso. Mi è piaciuta la figura del corvo che sta sempre appollaiato in vista di Mary. E' stato interessante scoprire alcune cose che non sapevo dei pirati.
Nel complesso è stata una lettura gradevole.
Mio voto: 7

L’età fragile - Donatella Di Pietrantonio


Titolo originale: L'età fragile (2023)

Non esiste un'età senza paura. Siamo fragili sempre, da genitori e da figli, quando bisogna ricostruire e quando non si sa nemmeno dove gettare le fondamenta. Ma c'è un momento preciso, quando ci buttiamo nel mondo, in cui siamo esposti e nudi, e il mondo non ci deve ferire. Per questo Lucia, che una notte di trent'anni fa si è salvata per un caso, adesso scruta con spavento il silenzio di sua figlia. Quella notte al Dente del Lupo c'erano tutti. I pastori dell'Appennino, i proprietari del campeggio, i cacciatori, i carabinieri. Tutti, tranne tre ragazze che non c'erano piú. Amanda prende per un soffio uno degli ultimi treni e torna a casa, in quel paese vicino a Pescara da cui era scappata di corsa. A sua madre basta uno sguardo per capire che qualcosa in lei si è i primi tempi a Milano aveva le luci della città negli occhi, ora sembra che desideri soltanto scomparire, si chiude in camera e non parla quasi. Lucia vorrebbe tenerla al riparo da tutto, anche a costo di soffocarla, ma c'è un segreto che non può nasconderle. Sotto il Dente del Lupo, su un terreno che appartiene alla loro famiglia e adesso fa gola agli speculatori edilizi, si vedono ancora i resti di un campeggio dove tanti anni prima è successo un fatto terribile. A volte il tempo decide di tornare sotto a quella montagna che Lucia ha sempre cercato di dimenticare, tra i pascoli e i boschi della sua età fragile, tutti i fili si tendono. Stretta fra il vecchio padre cosí radicato nella terra e questa figlia piú cocciuta di lui, Lucia capisce che c'è una forza che la attraversa. Forse la nostra unica eredità sono le ferite. Con la sua scrittura scabra, vibratile e profonda, capace di farci sentire il peso di un'occhiata e il suono di una domanda senza risposta, Donatella Di Pietrantonio tocca in questo romanzo una tensione tutta nuova. (goodreads)

Lucia, dopo essersi separata dal marito, è costretta a tornare a casa dal padre e a fare i conti con qualcosa che è successo quando era una ragazzina. Sua figlia, Amanda, che ha voluto a tutti i costi andare a studiare a Milano, è tornata dai suoi genitori e si è chiusa nel silenzio per qualcosa che è successo là. 
I rapporti di Lucia col padre sono sempre burrascosi. E' proprio il vecchio padre che ad un certo punto le lascia il terreno su cui era stato costruito il campeggio dove si è verificata una tragedia trent'anni prima. E quello è il luogo in cui Lucia non vorrebbe tornare neanche per sogno, mentre la figlia Amanda pare esserne attratta perchè vede delle potenzialità per il futuro.
Il libro è pieno di rapporti genitori/figli. A me è piaciuta molto la figura burbera del padre di Lucia, che le sbologna una questione piuttosto delicata (secondo me) perchè non sa come venirne fuori; infatti, il gestore del campeggio, suo amico da una vita, vorrebbe vendere il terreno a degli speculatori edili. Di altre idee sono invece le persone del luogo, che non vogliono cementificare la zona. Toccherà a Lucia capire se deve aiutare l'amico del padre o sentirsi libera di fare quello che vuole.
Il romanzo alterna il presente a flashback nel passato (saltando anche un po' di palo in frasca), scoprendo poco alla volta cosa è successo alle tre ragazze. Arrivando poi ad una lettera finale con la quale Lucia riesce a fare pace con se stessa.
L'autrice ha tratto libera ispirazione per questo libro da un fatto realmente accaduto, il delitto del Morrone, sempre in Abruzzo.
Donatella Di Pietrantonio scrive molto bene, anche se ha uno stile molto asciutto. Tuttavia, nonostante questo libro abbia vinto il Premio Strega, non raggiunge l'intensità e la bellezza de "L'arminuta". Di questo libro mi rimane la difficoltà di tagliare i ponti (vedi il divorzio prolungato), il voler scappare dalla terra natia per poi ritornarci (Lucia e Amanda), la difficoltà dei rapporti tra genitori e figli.
Molto toccante la scena finale del coro.
Libro gradevole ma con qualche pecca.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

giovedì 28 novembre 2024

Agatha Raisin e la Sorgente della morte - M.C. Beaton


Titolo originale: Agatha Raisin and the wellspring of death (1998)

Delusa per l’ennesima volta da James, che a Cipro l’ha addirittura abbandonata, Agatha torna a casa depressa e apatica. Cerca di distrarsi partecipando alle riunioni delle Dame di Carsely, ma anche lì non trova nulla che la interessi. Si dibatte, infatti, della proposta che l’azienda idrica appena fondata ha fatto al consiglio comunale di Ancombe, un villaggio vicino, e cioè di prelevare giornalmente l’acqua della sorgente del posto, dietro pagamento. Nel consiglio ci sono due schieramenti opposti, chi pensa sia bene accettare, perché il comune incassa dei soldi e non si fa del male a nessuno, e chi sostiene che sarebbe un’indegna commercializzazione di un bene comune… Agatha trova tutto ciò piuttosto noioso, fino a quando, su richiesta del suo vecchio amico-nemico Roy Silver, decide di curare il lancio dell’azienda idrica. E appena presa la decisione, s’imbatte nel corpo del presidente del consiglio comunale proprio sotto la sorgente. Era piuttosto anziano, il morto: è scivolato e ha battuto la testa o qualcuno lo ha ucciso? Agatha si mette a investigare: riuscirà a ottenere l’aiuto di James e a riprendere in tal modo la loro relazione? (goodreads)

Agatha e James non si parlano dopo Cipro. E oltre al fatto che lui le manca, non ce la fa proprio a fare la dama di Carsely e attività simili. Così quando il suo ex collaboratore Roy, amico-nemico (che poi mi chiedo come faccia a considerarlo ancora un amico) la chiama per proporle di curare il lancio pubblicitario della nuova azienda idrica, lei prima gli sbatte il telefono in faccia poi però decide di accettare, trovandosi anche in una tresca con l'affascinante proprietario. 
Ovviamente il ritrovamento del cadavere del presidente del consiglio comunale, unico a non aver ancora detto se è favorevole o meno alla cessione della sorgente, ad Agatha stimola il desiderio di ficcanasare in giro. Ma senza James si diverte meno, se ne rende conto anche Bill Wong il poliziotto, che cerca in ogni modo di farli "lavorare" insieme.
La storia è carina, forse non limpidissima. Agatha interroga tutti i membri del consiglio comunale ma non arriva a capo di nulla. Nel frattempo però si concede un "toy boy" e questa situazione la fa continuamente riflettere sulla vecchiaia che avanza.
Secondo me l'autrice ha volutamente ingarbugliare un po' la situazione, non dandoci proprio tutti gli indizi per arrivare alla soluzione. 
Carino, non il migliore della serie finora.
Mio voto: 7 / 10

Tutti su questo treno sono sospetti - Benjamin Stevenson


Titolo originale: Everyone on This Train Is a Suspect (2023)

Ernest Cunningham è nei guai. Dopo essere diventato famoso per aver scritto un true crime sulla sua famiglia – una famiglia micidiale: hanno tutti ucciso qualcuno –, il suo agente letterario e il suo editore gli chiedono con insistenza un nuovo libro. Ma dove trovare l’ispirazione, senza che qualcuno ci rimetta la pelle?
L’occasione si presenta sotto forma di un invito al Festival Australiano del Giallo. In omaggio ad Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, gli organizzatori hanno deciso di riunire un gruppo di celebri giallisti a bordo del Ghan, il treno che attraversa l’Australia, da Darwin a Adelaide. Durante il viaggio, Ernie avrà modo di confrontarsi con i colleghi e forse, chissà, di mettersi finalmente al lavoro. Neanche il tempo di partire che ci scappa il morto.
Per deformazione professionale, ciascuno dei giallisti inizia subito a elaborare teorie in base alla propria specializzazione: c’è chi procede per deduzione, chi .....(goodreads)

Ho fatto un po' fatica a prendere la mano con lo stile narrativo, pur avendo letto il precedente libro. L'autore è uno showman comico e porta questo stile anche nella sua scrittura, per cui la vicenda si svolge in modo ironico e molto leggero, con vari momenti in cui si sorride pure. Quello che ho trovato fastidioso è tutto l'insieme di "teoria" che snocciola al lettore. Cose tipo "prima devi presentare tutti gli indiziati" o "prima devi fare tutti gli interrogatori e poi smontare gli alibi"; è vero che Ernest è uno scrittore che scrive libri su come scrivere polizieschi, ma tutta sta didattica l'ho trovata troppa. 
La vicenda è carina, e in realtà dietro nasconde tante altre vicende interessanti. In primis anche la vita sentimentale di Ernest, che viaggia con la fidanzata Juliette e ha già pronto l'anello per chiederle di sposarlo ma poi combina un casino pazzesco.
Ammetto di aver fatto un po' confusione ad un certo punto tra gli autori e i loro agenti. E quando Ernest raduna tutti per dipanare la matassa, in realtà mi è parso che, nonostante lui dicesse di aver dato al lettore tutti gli indizi, ha anche ingarbugliato un po' le cose. Chi era l'assassino non l'avevo capito e anche ripensando agli indizi non ci sarei mai arrivata. Mentre invece avevo capito cosa c'era dietro al primo morto.
Tutto sommato, una lettura gradevole. Ho già visto che è in uscita il terzo libro di Ernest Cunningham, mi sa che lo leggerò presto.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Serie Ernest Cunningham:
#2 Tutti su questo treno sono sospetti

I fantasmi di Ashburn House - Darcy Coates


Titolo originale: The haunting of Ashburn House (2016)

Tutti conoscono Ashburn House. Si sussurra che la proprietaria precedente sia impazzita e che la casa sia infestata. La gente del posto si tramanda storie assurde su quanto accaduto lì negli anni. Ma quando Adrienne, disperata e alla ricerca di un posto in cui stare, eredita l’antica dimora fatiscente, la vede solo come un’àncora di salvezza... finché non cala la notte. Una presenza potente e arrabbiata è determinata a farsi sentire. Alla fine, Adrienne non può più ignorare che quella casa sia diventata una minaccia oscura e impalpabile. Tirando le fila di un mistero vecchio di decenni, si rende conto di essere diventata preda di un’entità soprannaturale e carica di un forte risentimento. Non sa come fuggire né come sopravvivere. Solo di una cosa è i morti di Ashburn House non sono riusciti a trovare pace. (goodreads)

Cercavo un libro con dei fantasmi e ho trovato questo. Ammetto che avevo un po' paura che non mi facesse dormire di notte (infatti l'ho letto solo di giorno). E in effetti, alcune scene un po' horror ci sono. Però nel complesso la storia è interessante, regge bene. A me ha creato pathos, lo ammetto. Mi è piaciuto lo svolgimento, mi è piaciuta la spiegazione della vicenda. Mi è piaciuto Wolfgang il gatto, ovviamente. La scrittura è accattivante, avevo voglia di continuare a girare le pagine. Lo ammetto, mi è piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 27 novembre 2024

La confraternita degli storici curiosi - Jodi Taylor


Titolo originale: Just One Damned Thing After Another (2013)

Dietro la facciata apparentemente innocua dell’Istituto di ricerche storiche Saint Mary, si nasconde ben altro genere di lavoro accademico. Guai, però, a parlare di «viaggio nel tempo»: gli storici che lo compiono preferiscono dire che «studiano i maggiori accadimenti nell’epoca in cui sono avvenuti». E, quanto a loro, non pensate che siano solo dei tipi un po' eccentrici: a ben vedere, se li si osserva mentre rimbalzano da un’epoca all’altra, li si potrebbe considerare involontarie calamite-attira-disastri. La prima cosa che imparerete sul lavoro che si svolge al Saint Mary è che al minimo passo falso la Storia vi si rivolterà contro, a volte in modo assai sgradevole. Con una vena di irresistibile ironia, la giovane e intraprendente storica Madeleine Maxwell racconta le caotiche avventure del Saint Mary e dei suoi protagonisti: il direttore Bairstow, il capo Leon Farrell, Markham e tanti altri ancora, che viaggiano nel tempo, salvano il Saint Mary (spesso - anzi sempre - per il rotto della cuffia) e affrontano una banda di pericolosi terroristi della Storia, il tutto senza trascurare mai l’ora del tè. Dalla Londra dell’Undicesimo secolo alla Prima guerra mondiale, dal Cretaceo alla distruzione della Biblioteca di Alessandria, una cosa è certa: ovunque vadano quelli del Saint Mary, scoppierà il finimondo. (goodreads)

Attenzione: contiene spoiler sulla trama

L'idea di questo libro mi piaceva. Un gruppo di studiosi che può tornare indietro nel tempo e osservare se le cose si sono svolte davvero in un modo oppure no. In realtà mi ha un po' ricordato "Timeline" di Chricton. Poi però la storia ha ovviamente bisogno di un cattivo, e il cattivo esce da un episodio del passato successo al direttore Bairstow, il cattivo ha rubato due capsule del tempo e le usa come strumento turistico per viaggiatori e per distruggere la storia e il Saint Mary. Ovviamente il cattivo ha delle talpe al Saint Mary, altrimenti non si vede come potrebbe fare. Oltretutto l'autrice ce li fa subito apparire come stronzi e maniaci perchè dobbiamo provare odio verso di loro.
La scrittura è gradevole, anche briosa, il libro scorre bene anche se ha alcune parti (secondo me, volutamente) confuse. Alcune scene sono un po' tanto "cinematografiche".
Mi è piaciuto fino a circa due terzi. Quando comincia a svilupparsi la battaglia campale tra buoni e cattivi, diventa un po' confuso.
Ho trovato carina la storia d'amore tra Max e Farrell, anche se ho trovato inutile e assurda la scena di sesso e ancor più inutile l'aborto (spontaneo) che ha provato a creare una crepa tra i due personaggi, con tanto di intero istituto che si rivolta contro Max (che poveretta manco sapeva di essere incinta all'epoca). 
Il libro lascia chiaramente intendere che c'è un seguito perchè gli storici fanno una scoperta che può cambiare il mondo e si prendono alcuni giorni di vacanza.
Ero partita con delle aspettative che in realtà sono state un po' deluse. La vicenda parte con brio, è interessante. Poi però esagera tra morti, sparatorie e dintorni. Oltretutto, ho più volte avuto la sensazione che Max abbia una importanza per il Saint Mary che vada oltre il semplice fatto di essere una storica; o mi sbaglio io, o ipotizzo che verrà svelato nei prossimi libri.
Non sono invogliata a leggere subito il secondo libro, ma probabilmente fra qualche tempo lo farò.
Lettura gradevole ma con problemi di linearità nelle vicende narrate, con tanti personaggi (alcuni dei quali si confondono un po') nessuno dei quali viene approfondito (ad esempio di Max sappiamo solo che non vuole parlare della sua infanzia), e alcune scene un po' da cinema. Magari qualcosa troverà sviluppo nei libri successivi.
Mio voto: 7 / 10 

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The Chronicles of St Mary's:
#1 La confraternita degli storici curiosi