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mercoledì 25 dicembre 2024

La donna dal kimono bianco - Ana Johns


Titolo originale: The Woman in the White Kimono (2019)

Giappone, 1957. Il matrimonio combinato della diciassettenne Naoko Nakamura con il figlio del socio di suo padre garantirebbe alla ragazza una posizione sociale di prestigio. Naoko, però, si è innamorata dell’uomo sbagliato: è un marinaio americano, quello che in Giappone viene definito un gaijin, uno straniero. Quando la ragazza scopre di essere incinta, la comprensione e l’affetto che sperava di trovare nei genitori si rivelano soltanto un’illusione. Ripudiata da chi dovrebbe starle vicino, Naoko sarà costretta a compiere scelte inimmaginabili, per qualunque donna ma soprattutto per una madre...
Stati Uniti, oggi. Tori Kovač è una giornalista. Mentre si prende cura del padre, anziano e gravemente malato, trova una lettera che getta una luce sconvolgente sul passato della sua famiglia. Alla morte del padre, decisa a scoprire la verità, Tori intraprende un viaggio che la porta dall’altra parte del mondo, in un villaggio sulla costa giapponese. In quel luogo così remoto sarà costretta a fronteggiare i demoni del suo passato, ma anche a riscoprire le proprie radici...(goodreads)

Il romanzo procede alternando il racconto di Naoko e il racconto di Tori, entrambi in prima persona. Naoko è soffocata tra l'amore per un americano e le tradizioni di famiglia che glielo proibiscono. Tori scopre invece che dietro alle storie che le raccontava suo padre si celava un fondo di verità, compreso il fatto di aver amato una ragazza giapponese e forse la presenza di una sorella.
Mentre nel passato scopriamo tutto quello che ha dovuto subire Naoko per l'ostracismo della famiglia, Tori ha paura di frugare tra le carte del padre per paura di scoprire che non è l'uomo meraviglioso che credeva, andando fino in Giappone per scoprire la verità.
Da questo libro, nato per ispirazione del fatto che il padre dell'autrice era davvero stato in Marina e aveva avuto una ragazza giapponese, parte poi una storia di fiction a cui vengono collegati elementi tratti dalla realtà. Tipo il fatto che molti militari americani si sono innamorati di donne giapponesi, ma che queste unioni miste venivano mal considerate sia in America sia in un Giappone che rimaneva comunque chiuso nelle sue tradizioni in cui le donne erano sottomesse al marito, al padre e alle famiglie in generale. Ci sono poi pagine terribili quando viene descritto cosa veniva fatto alle ragazze incinte di americani, rinchiuse in finte cliniche dove veniva aspettato il parto per poi uccidere il bambino appena nato per mano di donne tipo la direttrice Sora della clinica, anch'essa ispirata ad una persona realmente esistita. 
Nel corso del libro ci sono mostrate tante tradizioni giapponesi, dalla cerimonia di presentazione del futuro sposo, o i pregiudizi nei confronti di chi fa lavori umili, o la figura di Fratello Daigan che aiuta i bambini morti a passare oltre. Tutte cose molto interessanti di una cultura ancestrale.
Il libro è molto bello, mi è piaciuto molto. Ha pagine cariche di amore ma anche tante pagine cariche di dolore, soprattutto nella seconda parte quando Naoko viene rinchiusa nella clinica ostetrica. Le ultime dieci pagine le ho lette piangendo. A parte le figure di Naoko e Hajiime, mi è piaciuta molto la figura di Satoshi, che nonostante tutto ama e comprende.
Mio voto: 8 / 10

giovedì 19 dicembre 2024

Povera gente - Fiodor Dostoevskij


Titolo originale: Бедные люди (1846)
Titolo inglese: Poor folk

Quando questo romanzo venne pubblicato, Fëdor Dostoevskij aveva ventiquattro anni; fu un successo travolgente: la critica fu subito concorde nel dichiarare che il suo autore era un genio, un genio, però, che viveva nella miseria più nera, quella miseria senza speranza che ispira, appunto, "Povera gente". Due giovani si scrivono, si raccontano le loro piccole vicende quotidiane, le loro speranze, i loro sogni. Nasce così un amore che potrebbe aprire a entrambi la via della felicità, ma la loro miseria è tale che la ragazza deciderà di sposare un uomo non più giovane, ma ricco nella folle speranza di poter aiutare il suo infelice amico. Un romanzo epistolare che scosse la Russia e segnò l'inizio della carriera di un titano della letteratura mondiale. (goodreads)

Poichè mi sono ritrovata con una edizione ebook piuttosto datata (quella scaricabile da Liber liber con traduzione di Federigo Verdinois), ho provato a scaricare l'audiolibro da Media Library che aveva l'edizione Feltrinelli del 2016. Quindi procedevo ascoltando ma tenendo sott'occhio l'ebook.
Ammetto che tra i due ci sono notevoli differenze. Al di là della differenza nel linguaggio, piuttosto datato nell'ebook, decisamente più fresco nell'audiolibro, la cosa che mi ha lasciato perplessa è che ci sono proprio frasi diverse. Ad esempio, tutti i nomignoli (colombella e via dicendo) che si ascoltano nell'audiolibro non ci sono nell'ebook; poi nell'audiolibro Makar ripete duemila volte il nome di lei mentre nell'ebook non succede. Oltre ovviamene a termini tradotti in modo diverso. Questo mi ha fatto riflettere sull'importanza della traduzione ma soprattutto mi ha fatto chiedere dove stesse la verità. Cioè come scrive in realtà Dostoevskij? Sarei curiosa di vedere la versione originale...

"Povera gente" è il libro d'esordio di Dostoevskij. Nella versione Feltrinelli è scritto che qui troviamo "la prima fanciulla umiliata e offesa, il primo sognatore innamorato e disilluso dalla vita, il primo sordido individuo pronto a sottrarre l'innocenza a chi gli sta intorno". Effettivamente è vero, sono i temi che troviamo ricorrentemente nei libri di Dostoevskij.
Ho scoperto che anche la citazione a "Il cappotto" di Gogol è voluta, pare che Dostoevskij si sia ispirato da questo romanzo, in cui il protagonista è anche lui un copista come Makar. Questo romanzo fa imbestialire Makar perchè il protagonista vive una vita come la sua.
Io ci ho ritrovato molto delle notti bianche in questo libro, anche se ammetto che le notti bianche non mi ha fatto impazzire.
Ho trovato tanto amore e tanta tenerezza in Makar, paterno ma non solo, siamo quasi al limite dello stucchevole a volte. Lui è pronto ad assecondare ogni desiderio che esce dalla bocca di lei anche a costo di non mangiare o di non vestirsi. Lei invece è quella che gli è molto grata e al tempo stesso lo rimprovera perchè spende troppi soldi per lei, poi però quando lui le scrive che ha finito i soldi e non sa come pagare l'affitto lei gli chiede se può aiutarla.
Tanta denuncia sulla condizioni in cui vivono i poveri, come vengono derisi, come danno fastidio ai ricchi che però non vogliono vedere. Come esistono mendicanti veri ma anche bugiardi, mendicanti che mandano i figli ad elemosinare con la letterina di presentazione scritta da una madre che dice di essere ammalata, ma lo è poi davvero?
La povertà abbruttisce la persona anche psicologicamente. Il povero tende a considerarsi poco. Makar tende a nascondersi al lavoro perchè non vuole che vedano come è vestito male. 
Dostoevskij ha l'abilità di descrivere benissimo le scene, le situazioni, gli ambienti senza eagerare con fronzoli e di descrivere in modo emozionalmente potente il tormento dei personaggi (soprattutto quello di Makar).
Mio voto: 8 / 10

Le streghe di Manningtree - A.K. Blakemore


Titolo originale: The Manningtree Witches (2021)

Inghilterra, 1643. Il Parlamento combatte contro il re, la guerra civile infuria, il fervore puritano attanaglia il Paese e il terrore della dannazione brucia dietro ogni ombra. A Manningtree, una cittadina della contea dell’Essex privata dei suoi uomini fin dall’inizio della guerra, le donne sono abbandonate a se stesse; soprattutto alcune di loro, che vivono ai margini della comunità: le anziane, le povere, le non sposate, quelle dalla lingua affilata. In una casupola sulle colline abita la giovane Rebecca West, figlia della vedova Beldam West, «donnaccia, compagna di bevute, madre»; tra un espediente e l’altro Rebecca trascina faticosamente i suoi giorni, oscurati dallo spettro incombente della miseria e ravvivati soltanto dall’infatuazione per lo scrivano John Edes. Finché, a scombussolare una quotidianità scandita da malelingue e battibecchi, in città non arriva un uomo: Matthew Hopkins, il nuovo locandiere, che si mostra fin dal principio molto curioso. Il suo sguardo indagatore si concentra sulle donne più umili e disgraziate, alle quali comincia a porre strane domande. E quando un bambino viene colto da una misteriosa febbre e inizia a farneticare di congreghe e patti, le domande assumono un tono sempre più incalzante… Le streghe di Manningtree è la storia di una piccola comunità lacerata dalla lenta esplosione del sospetto, in cui il potere degli uomini è sempre più illimitato e la sicurezza delle donne sempre più minata. (ibs)

Ho fatto un po' di fatica all'inizio di questo libro, soprattutto per il linguaggio un po' ruvido e scurrile utilizzato. In effetti, essendo il libro narrato in prima persona da Rebecca, è allineato al personaggio. Tutto il linguaggio è sapientemente adattato al periodo storico di cui racconta, e troviamo spesso dei termini che non ho mai sentito in vita mia (altrettali libelli per altrettanti libri, o doglianza per dolore). Ad un certo punto la storia prende e ammetto che diventa difficile interrompere la lettura perchè sono stata catturata dalla vicenda, molto triste, delle streghe. Intanto siamo in piena guerra civile, molti uomini sono al fronte o sono già morti; le donne che hanno atteggiamenti sopra le righe, o che sono vedove o povere, sono guardate male. Alcune di esse si suppone che sappiano fare malefici in quanto dopo aver lanciato delle "maledizioni" succede che davvero qualcosa di simile si avvera. Così succede col bambino che risponde male alla Beltam West che gli fa una domanda; quando poi lui si ammala con convulsioni che sembra posseduto dal demonio, allora la gente pensa che sia stata la sgridata che ha ricevuto dalla donna. Peraltro, la Beltam West ha fama di essere riuscita, con una maledizione, a far naufragare una intera nave...
Fatto sta che Matthew Hopkins, nuovo proprietario della locanda, comincia ad assumersi il ruolo di predicatore, mandato da Dio per riconoscere e sconfiggere il demonio che vive sulla terra, e comincia ad accanirsi contro la Beltam West e le sue amiche. Vediamo quindi i metodi che utilizza per estorcere confessioni, per torturare queste donne (tipo privarle del sonno). In particolare la prima che tortura è una ottantenne senza una gamba, Elizabeth Clarke, la prima donna che riesce a far giustiziare per stregoneria.
L'autrice dice che le interessava più concentrarsi sulle vittime che non sul carnefice, e sicuramente attraverso le parole di Rebecca riusciamo a capire molto. Ma anche la ricostruzione ipotetica che ha fatto del carnefice è interessante. Dico ipotetica perchè di Hopkins si sa in realtà poco, a parte del suo operato come inquisitore e del fatto che è morto giovane, il resto è stato inventato dall'autrice. Interessante però anche il suo tormento nei confronti di Rebecca.
Il libro è molto interessante, molto crudo e triste, soprattutto pensando che riprende un avvenimento storico in cui la povertà, l'ignoranza e la superstizione hanno portato ad uccidere centinaia di donne perseguitate senza avere nessuno che le difendesse. Aggiungerei anche la codardia di molti uomini.
Le pagine dove vengono trascritte alcune delle testimonianze davvero registrate durante il processo alle streghe, sono complicate da leggere per il linguaggio. Le pagine con le poesie mi sono chiesta se c'entravano o meno.
Quasi tutti i personaggi sono realmente esistiti, tranne alcuni (tipo Mastro Eldes). 
Molto toccante il momento in cui viene impiccata la vecchia Clarke.
Libro gradevole. Bisogna però ricordarsi che, pur se la scrittura è scorrevole e la vicenda scorre bene, la verità è che queste cose sono successe davvero.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Saltblood. Sangue Salmastro - Francesca De Tores


Titolo originale: Saltblood (2024)

Plymouth, 1685. Un bambino di circa un anno, Mark Read, muore proprio mentre sta venendo alla luce la sua sorellastra Mary. Per continuare a percepire un reddito da parte della famiglia del padre del bambino, la madre dei due escogita uno stratagemma: farà passare la neonata Mary per Mark, allevandola come un maschio e facendole prendere il posto del primogenito. Cresciuta all’ombra del fratellastro morto e portandone il nome, Mary impara presto a mantenere il segreto rappresentato dal proprio corpo. Adolescente, viene impiegata a servizio di una donna benestante, ma quando nel 1701 l’Inghilterra entra in guerra contro Francia e Spagna, Mary vede in quel conflitto una via di fuga da una sorte che sente già segnata: si arruola quindi nella Royal Navy, che le permette di conoscere il mondo e di assaporare un briciolo di libertà. Dopo anni trascorsi nella marina e nell’esercito, Mary trova l’amore e decide di rivelare il proprio segreto e congedarsi dalle forze armate. Trasferitasi nelle Fiandre insieme al marito, Mary si accinge a diventare moglie e madre, ma la sua cognizione di sé e della propria vita cozzano contro ciò che la società si aspetta da una donna, e lei si sente soffocare. Sarà l’ineludibile richiamo del mare a sancire il suo destino, e a far sì che – dopo essere stata fanciulla, ragazzo, marinaio, soldato e moglie – Mary diventi chi forse è sempre stata: una pirata, parte della ciurma di Calico Jack Rackham e affiancata dalla temeraria Anne Bonny, di cui è amica e amante. Ispirato alla vera storia di Mary Read e Anne Bonny, "Saltblood. Sangue salmastro" è insieme una rigorosa ricostruzione storica e un romanzo d’avventura, una storia d’amore e un Bildungsroman che s’interroga sui limiti del corpo, del genere e di quello che siamo e osiamo immaginare di diventare. (goodreads)
Una delle libraie mi ha proposto di leggere questo libro, secondo titolo di una nuova collana edita da N/N editore.
La trama spiega già bene cosa si trova inquesto libro. Una bambina che ha sempre vissuto all'ombra del fratello morto, portandone il nome e dovendosi passare per lui, che ad un certo punto è stanca di questa situazione perchè vuole essere Mary e non più Mark. E' il mare che le fa capire la sua vera natura, quella di pirata, di navigatrice, di qualcuno che ha il mare nel sangue. Molte sono le riflessioni che fa Mary nella sua vita, credo che il suo personaggio sia caratterizzato molto bene.
Ho fatto fatica un po' ad ingranare nella lettura che parte molto lenta. Ho trovato noiosa la parte in cui Mary si arruola nell'esercito (si poteva decisamente tagliare). Ho apprezzato molto le pagine in mare, mi sono proprio sentita il sale addosso. Mi è piaciuta la figura del corvo che sta sempre appollaiato in vista di Mary. E' stato interessante scoprire alcune cose che non sapevo dei pirati.
Nel complesso è stata una lettura gradevole.
Mio voto: 7

giovedì 28 novembre 2024

I fantasmi di Ashburn House - Darcy Coates


Titolo originale: The haunting of Ashburn House (2016)

Tutti conoscono Ashburn House. Si sussurra che la proprietaria precedente sia impazzita e che la casa sia infestata. La gente del posto si tramanda storie assurde su quanto accaduto lì negli anni. Ma quando Adrienne, disperata e alla ricerca di un posto in cui stare, eredita l’antica dimora fatiscente, la vede solo come un’àncora di salvezza... finché non cala la notte. Una presenza potente e arrabbiata è determinata a farsi sentire. Alla fine, Adrienne non può più ignorare che quella casa sia diventata una minaccia oscura e impalpabile. Tirando le fila di un mistero vecchio di decenni, si rende conto di essere diventata preda di un’entità soprannaturale e carica di un forte risentimento. Non sa come fuggire né come sopravvivere. Solo di una cosa è i morti di Ashburn House non sono riusciti a trovare pace. (goodreads)

Cercavo un libro con dei fantasmi e ho trovato questo. Ammetto che avevo un po' paura che non mi facesse dormire di notte (infatti l'ho letto solo di giorno). E in effetti, alcune scene un po' horror ci sono. Però nel complesso la storia è interessante, regge bene. A me ha creato pathos, lo ammetto. Mi è piaciuto lo svolgimento, mi è piaciuta la spiegazione della vicenda. Mi è piaciuto Wolfgang il gatto, ovviamente. La scrittura è accattivante, avevo voglia di continuare a girare le pagine. Lo ammetto, mi è piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 27 novembre 2024

Red fox road - Frances Greenslade


Titolo originale: Red fox road (2020) 

Francie e i suoi genitori sono in viaggio. È primavera, sono partiti dalla British Columbia, in Canada, diretti verso il Grand Canyon per un’escursione. Quando imboccano quella che dovrebbe essere una scorciatoia, succede il disastro: si rompe la coppa dell’olio e si ritrovano bloccati su una strada forestale in mezzo al nulla. Per Francie è quasi impossibile nascondere l’eccitazione: ha spesso fantasticato su come sarebbero riusciti a cavarsela se fossero rimasti isolati nel bosco, e ora ecco l’occasione per mettersi alla prova. Ma le sue abilità – accendere fuochi, costruire tepee e rifugi a tettoia, raccogliere aghi di abete per il tè – saranno sufficienti per sopravvivere quando le ore si trasformeranno in giorni e lei rimarrà da sola? 
Frances Greenslade si conferma una narratrice dallo sguardo molto originale, perfettamente a suo agio nel ritrarre tutto ciò che riguarda la natura, la sopravvivenza nelle terre selvagge così come il mondo – altrettanto pieno di mistero e stupore – nel quale si muove la tredicenne Francie. (goodreads) 

Francie e la sua famiglia rimangono in panne in una strada in mezzo al bosco che non è neanche segnata sulle mappe. Il padre decide di incamminarsi a piedi per cercare la statale seguendo il suo fidato gps. Francie e sua madre rimangono così da sole e si arrangiano come meglio possono. Al quinto giorno, però, quando Francie si sveglia non c'è traccia della madre. E' andata via lasciando un foglietto dove ha scritto di aspettarla perchè sarebbe tornata. Ma i giorni passano e Francie,  si rende conto che rimanere lì significa morire di sete o di fame e decide prima di muoversi con bussola e mappa per cercare l'acqua. Poi dopo alcuni giorni capisce che deve provare a raggiungere la statale perchè i soccorsi non sarebbero arrivati. In questo sembra aiutata da una piccola volpe rossa (da cui prende il nome del sentiero su cui la accompagna la volpe) e successivamente un cane, Buddy.  
Francie è appassionata di storie di avventure e di sopravvivenza, ed è il motivo per cui riesce a trovare stratagemmi per ripararsi dal freddo, per trovare la acqua, per sopravvivere in una situazione terribile in cui si trova da sola. Nel frattempo si ricorda di cioè che ha imparato da alcune persone (la nonna, la professoressa, il vicino di casa) e ricorda anche alcuni attimi familiari, in particolare quelli vissuti con la gemella Phoebe, malata di cuore, e di come sono cambiate le cose (e la madre) dopo che Phoebe è morta. E' fortissima la sofferenza che prova Francie nel vedere che la madre si occupa più di Phoebe che di lei (ma ovviamente Phoebe ha bisogno di più accortezze). C'è un lento percorso di consapevolezza che si viene a sviluppare. 
Il libro è decisamente uno young adult, poichè la protagonista è una ragazzina di tredici anni, ed è sicuramente interessante lo spirito di avventura e la mente brillante di questa ragazzina che non si perde d'animo. Forse con una trentina di pagine in meno ci avrebbe guadagnato, poichè le giornate sono tutte molto simili, soprattutto all'inizio, ma magari era proprio l'intenzione che voleva dare l'autrice.  
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 1 settembre 2024

Resta solo il fuoco - Micheliny Verunschk


Titolo originale: Caminhando com os mortos (2023)

In una comunità rurale del Brasile una donna viene arsa viva. A uccidere Celeste sono i genitori e il fratello, in un rituale che parte come un esorcismo e finisce come il rogo di una strega. Tra gli interrogatori della polizia e le analisi della scena del crimine, i protagonisti del tragico evento prendono voce per consegnarci la loro versione della storia. Il ritratto che ne emerge è quello di una località isolata, segnata dall’arrivo di una nuova confessione religiosa. In questo luogo dimenticato dalle mappe, fondamentalismo e mentalità patriarcale si mescolano generando un’ondata di brutalità. Sullo sfondo, una natura indifferente, col suo ciclo inarrestabile di generazione e distruzione.
Un’enigmatica figura femminile tiene le fila del racconto, cerca di ricostruire l’accaduto e trovare le cause dentro una cornice più ampia, in cui i fatti recenti si fanno specchio di oppressioni di genere, di classe, coloniali. Qui le avversità della vita hanno favorito l’adesione a dottrine estreme, con la complicità delle istituzioni religiose e politiche che si sono spartite gli spazi di potere.
In questo romanzo ruvido e perturbante Micheliny Verunschk racconta una storia di mistero e violenza, che mescola reale e meraviglioso come nella migliore tradizione latinoamericana. (goodreads)

Un libro complesso, non solo per la scrittura descrittiva ma un po' ermetica, ma anche per come viene raccontato quel che succede, con riferimenti esterni alla vicenda.
Tanti gli argomenti che vengono toccati. La superstizione della popolazione della macchia. La "creduloneria" nelle teorie portate avanti dal predicatore della Congregazione, tutte puntate sull'estirpare il male con metodi piuttosto violenti. Il ruolo della donna che se non si sposa rischia di perdersi e diventare una tragedia per la famiglia. Il credere che bruciando viva una persona essa possa risorgere come nuova (e nel momento stesso in cui Lourenca si rende conto di cosa sta succedendo a sua figlia, si chiede perchè Dio l'abbia abbandonata).
Il tutto viene raccontato da una donna che si rivela alla fine, attraverso i pensieri delle donne che quella macchia la conoscono: Lourenca, l'esperta forense che è nata nella macchia poi è andata a vivere altrove ed è voluta tornare lì, la figura di Quitéria decapitata perchè non voleva sposarsi e che vaga per il mondo con la sua testa in braccio. Un intreccio utile per capire la mentalità degli abitanti della macchia.
Libro impegnativo e con scene molto cruente.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

p.s. ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione del libro con presente l'autrice. Una persona deliziosa.

mercoledì 31 luglio 2024

Il gatto che non c'era - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The Cat Who Wasn't There (1992) 

Siamo a Pickax. la tranquilla cittadina di provincia dove Qwilleran è andato ad abitare con Koko e Yum Yum e dove corteggia la bibliotecaria Polly. Uno dei due gatti si mette a miagolare disperatamente la stessa notte in cui, a migliaia di chilometri di distanza, nel cuore della Scozia, Qwilleran , Polly e un'eletta schiera di colti e ricchi abitanti della cittadina americana stanno compiendo un giro turistico. Il tragico miagolio ha una ragione: il gatto ha "sentito", pur non essendo presente, la morte della quarantenne Irma, zitella simpatica e colta che fa da guida al gruppetto. Irma muore apparentemente per un attacco cardiaco ma Qwilleran non è convinto e tornato a casa comincia a indagare sulla vicenda che da questo punto si snoda con un rapido susseguirsi di sconcertanti colpi di scena fino alla rivelazione finale. (goodreads)


Verso la fine di agosto, un gruppo di cittadini di Pickax, si reca in gita in Scozia. Tra loro ci sono Qwill, Polly, Melinda Goodwinter (dottoressa ex fiamma di Qwill che ceca di riconquistarlo spudoratamente) e altri. Il gruppo è capitanato da Irma Hasselrich, nuova amica di Polly, che ha organizzato ogni dettaglio del tour.
Il sesto giorno, Irma viene trovata morta in camera (che condivide con Polly). Melinda sostiene che soffrisse di cuore e che ha avuto un attacco fatale. 
Nel frattempo, a Pickax, i gatti di Qwill sono curati da Mildred Hanstable, e Koko ha ululato esattamente nell'orario in cui è morta. 
All'inizio, il gruppo pensa di continuare la gita perchè Irma avrebbe voluto così, anche se non si trova più Bruce, l'autista.
In queste pagine troviamo molta storia, soprattutto relativa alla battaglia di Culloden. 
Al decimo giorno, Qwill e Polly lasciano il gruppo per tornare a casa. Koko si lancia in un girotondo indemoniato sopra l'articolo di giornale che parla della morte di Irma (finalmente seppellita) e sui tarocchi. E a Qwill fremono i baffi, perchè sa che anche se Koko non era presene, lui ha sicuramente capito cosa è successo.

Quattordicesimo episodio della serie. Carina l'idea del giro nelle Highlands, ma i racconti della storia diventano un pochino pesanti. Qwill passa il tempo a cercare di evitare Melinda; hanno avuto una breve storia alcuni anni prima, ma lei è molto più giovane e troppo irruenta, e Qwill ha capito che non è il tipo di donna che vuole al suo fianco. D'altro canto, lei sembra molto determinata a riconquistarlo ad ogni costo, al punto che ad un certo punto Qwill sbotta dicendo che se mai si sposerà sarà con Polly.
Abbiamo varie storie che si intrecciano, dallo sconosciuto che sembrava voler aggredire Polly, alle due sorelle che collezionano orsi di pelouche, alla recita di Macbeth. Tutto sommato la narrazione regge bene. Stavolta avevo capito chi è il colpevole, ma non mi ero soffermata sulla motivazione.
Sempre molto gradevoli queste storie.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

sabato 20 luglio 2024

Buona Apocalisse a tutti! - Terry Pratchett + Neil Gaiman


Titolo originale: Good Omens: The Nice and Accurate Prophecies of Agnes Nutter, Witch (1990)

Sulla base delle Profezie di Agnes Nutter, Strega (messe per iscritto nel 1655 prima che Agnes facesse saltare in aria tutto il villaggio riunito per godersi il suo rogo), il mondo finirà di sabato. Sabato prossimo, per essere proprio precisi. È per questo motivo che le temibili armate del Bene e del Male si stanno ammassando, che i Quattro Motociclisti dell'Apocalisse stanno scaldando i loro poderosissimi motori e sono pronti a lanciarsi per strada, e che gli ultimi due scopritori di streghe si preparano a combattere la battaglia finale, armati di istruzioni clamorosamente antiquate e di innocue spillette. Atlantide sta emergendo, piovono rane dal cielo. Gli animi si surriscaldano... Bene bene. Tutto sembra proprio andare secondo il Piano Divino. Non fosse che un angelo un filo pignolo (ma giusto un filo, per carità) e un demone che apprezza la bella vita - ciascuno dei quali ha passato tra i mortali sulla Terra parecchi millenni e si è, come dire?, affezionato a usi e costumi umani - non fanno esattamente salti di gioia davanti alla prospettiva dell'incombente catastrofe cosmica. E allora, se quei due (Crowley e Azraphel) vogliono che quanto profetizzato non si compia, devono mettersi al lavoro subito per scovare e uccidere l'Anticristo (mica una bella cosa, visto che è un ragazzino simpaticissimo). Ma c'è un piccolo problema: sembra proprio che qualcuno lo abbia scambiato con qualcun altro... (goodreads)

Ho trovato questo libro cercando il tema di giugno, "un libro che sicuramente vi farà ridere". Oddio, a mio parere ci sono scene carine, sicuramente al cinema rendono molto, ma scritte, mah. Temo facciano un po' parte di ciò che viene definito "humour inglese" con cui vado poco d'accordo.
L'idea di partenza era carina. L'anticristo sta per arrivare sulla terra, sotto forma di neonato, e con esso, al suo undicesimo compleanno, la fine del mondo. Ma le cose partono male perchè lo scambio di neonati viene sbagliato e quindi per tutto il tempo viene tenuto d'occhio il bambino sbagliato. Poi, al suo undicesimo compleanno, al bambino infernale (che in realtà è il capetto di una banda, ma abbastanza tranquillo) viene regalato un cane, che dovrebbe essere Cerbero, ma che il bambino chiama semplicemente Dog e il cane, anzichè un demonio, si trasforma in un docile cane completamente addomesticato.
In tutto questo, ci sono un angelo ed un diavolo che dopo tanti anni passati a "lavorare" insieme, in realtà sono praticamente diventati amici, e l'idea che si sia alla fine del mondo non è che va molto giù. 
Da qui si sviluppano una serie di dinamiche, con tanti personaggi che si incrociano, tipo i quattro motociclisti dell'Apocalisse (carestia, guerra, inquinamento, morte), la nipote di Agnes Nutter e il nipote del cacciatore che ha messo sul rogo Agnes, e altri. Tutto passando da un gruppo di personaggi all'altro. 
Dicevo, l'idea di base era carina, ma si allarga su troppi personaggi e alla fine l'ho trovato molto caotico. Ho trovato uno scopo quasi moralistico contro carestia, guerra, inquinamento. E anche morte. Ho trovato interessanti le riflessioni sul bene e sul male, soprattutto quando dice che gli uomini hanno raggiunto livelli di cattiveria tali che sono anche superiori a quelle dei diavoli stessi. 

"L'inferno non è una grande riserva di cattiveria, pensava Crowley, nè il Paradiso è una sorgente di bontà; sono due fazioni opposte nella grande partita a scacchi dell'universo. Il fatto è che la vera grazie a la vera cattiveria albergano nella mente degli uomini".

Carino, ma mi aspettavo qualcosa di più brillante, meno caotico e con un finale che sia un finale. Non mi ha convinto del tutto.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

sabato 13 luglio 2024

Triste tigre - Neige Sinno


Titolo originale: Triste tigre (2023)

Doveva avere sette anni, forse nove, non lo ricorda con esattezza Neige quando il suo patrigno ha cominciato ad abusare di lei. A parte il momento esatto in cui tutto ha avuto inizio (il trauma ha alterato per sempre la cronologia dei fatti), i ricordi sono perfettamente incisi nella mente e nel corpo della donna che Neige è diventata. La decisione a diciannove anni di rompere il silenzio, la denuncia, il processo pubblico, il carcere per lo stupratore, la vita nuova molto lontano dalla Francia. E quella donna si è interrogata a lungo se scrivere il libro che stringete tra le mani, perché trovava solo motivi per non farlo. Fino al giorno in cui il passato l’ha raggiunta e l’impossibilità di scrivere è diventata impossibilità di non scrivere. Questa che leggerete non è «soltanto» la storia di una bambina che è stata violentata per anni da un adulto; è la ricerca pervicace degli strumenti per dire di quell’altro luogo, il paese delle tenebre dove vivono tutti quelli come Neige; è il rifiuto netto della retorica delle vittime (nessuna resilienza, nessun oblio, nessun perdono); è la necessità di trovare semplici parole precise che dichiarino l’irreparabilità del danno; è l’urgenza di rendere testimonianza, sì, ma collettiva. Perché l’abuso si consuma in una dimensione separata di omertà e solitudine, una dimensione che è fisicamente la stessa in cui si svolge il resto della vita, ma che si sovrappone come un doppio di intollerabile nitore. Triste tigre è il viaggio in questa dimensione, è il dialogo necessario con i grandi della letteratura che questa dimensione l’hanno interrogata, e che hanno fornito all’autrice gli strumenti per tutto questo. Un libro, che usa la scrittura come un martello, attraversato da una domanda: colui che ha creato l’agnello ha creato anche la tigre? (goodreads)

Ammetto che in un primo momento non volevo leggere questo libro. Avevo paura di quello che mi poteva dire. Certi libri vanno letti nel momento in cui si è predisposti. Poi ha vinto il Premio Strega europeo e ho cominciato a sentirne parlare e dopo alcuni libri più soft ho sentito la necessità di leggerlo subito o non l'avrei più fatto. 
Devo dire che ci ho messo più di una settimana a terminarlo. Ho centellinato un po' le pagine perchè lei scrive molto bene ma ciò di cui parla aveva bisogno di sedimentare un attimo.
Neige Sinno non parla solo di quello che ha subito lei, e soprattutto non ne parla in modo lineare e cronologico. Ciò che è successo a lei viene inframezzato da parti quasi "saggistiche" di confronto con altre situazioni di abusi, da parti riflessive sul perchè al carnefice può venire in mente di fare una cosa simile, sul perchè chi viene abusato non parla subito, e altri interrogativi del genere. Spesso in queste storie il carnefice è uno che a sua volta ha subito violenze da bambino; ma questo giustifica che si debba vendicare su qualcun altro più debole? Perchè le giurie trovano che la violenza subita dal carnefice lo renda anche vittima e quindi da giudicare con meno rigore? Perchè la madre di Neige, una volta che la ragazza ha parlato, continua a vivere accanto a lui, non riuscendo ad andarsene, completamente soggiogata da lui nonostante egli stesso abbia confermato che è successo? 
E' un libro che offre tantissimi spunti di riflessione. Anche il fatto che quando una vittima decide di parlare sa che distruggerà la sua famiglia, verrà anche malvista dal suo paese. Vale davvero ancora la regola che i panni sporchi si lavano in famiglia, quando ormai il fenomeno è diventato fin troppo collettivo?
In questo libro, oltre a cercare di immaginare il dolore che ha provato la scrittrice (e che non passerà mai, rimarrà sempre un ricordo latente che salta fuori quando vuole), mi pare che il libro, soprattutto nelle pagine finali, sia quasi un inno al fatto che non possiamo sfuggire al male o dimenticarlo, ma possiamo decidere di non caderci dentro.
Unica pecca che ho trovato: in alcuni momenti credo che l'autrice si sia davvero allargata tanto, citando troppi brani ed episodi da opere letterarie (che però sono finzione e non biografie). Credo ci avrebbe guadagnato con alcuni riferimenti in meno.
Comunque un bel libro, potente, da leggere quando ci si sente predisposti ad un argomento simile. Un interessante mix di biografia e parti più da saggio.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 23 giugno 2024

Vathek - William Beckford


Titolo originale: Vathek (1786)

Il capolavoro del gotico orientale in edizione bilingue. Il califfo Vathek è un sovrano ricco e potente, ma anche ambizioso e assetato di conoscenza. Appassionato di scienze occulte, costruisce una torre per osservare il cielo e i pianeti. Un giorno riceve la visita di un misterioso mercante indiano dall’aspetto mostruoso, che gli propone uno scambio: se Vathek rinnegherà la propria fede, sacrificando cinquanta bambini, e lo seguirà nel suo viaggio verso il Castello del Fuoco Sotterraneo, gli svelerà i segreti degli antichi re e gli darà accesso a tesori inimmaginabili. Divorato dall’ambizione e dalla sete di potere, Vathek accetta l’offerta e inizia la sua avventura, accompagnato dalla madre Carathis, dalla moglie Nouronihar e da alcuni fedeli. Lungo il cammino, dovrà affrontare prove, tentazioni, pericoli e prodigi, ma anche le conseguenze delle sue azioni malvagie. Riuscirà a raggiungere il suo obiettivo o sarà vittima della sua stessa hybris? Vathek è un romanzo gotico-orientale scritto da William Beckford e pubblicato nel 1787. Il romanzo si ispira alle Mille e una notte e alla tradizione orientalista, ma anche alla filosofia illuminista e alla critica religiosa. Vathek è il racconto di una discesa agli inferi, di una ricerca ossessiva del sapere e del potere, di una sfida al divino e al destino. Il romanzo è ricco di immagini fantastiche, di scene horror, di ironia e di erotismo. Vathek è considerato un precursore del genere fantastico e un capolavoro del Romanticismo e della letteratura gotica. Nonostante sia stato scritto più di due secoli fa, mantiene inalterato il suo fascino e la sua rilevanza, e ancora oggi riesce a coinvolgere il lettore con le sue atmosfere magiche e la sua narrazione avvincente. Questa edizione offre al lettore la possibilità di apprezzare il testo originale in francese e la sua traduzione in italiano, accompagnati rispettivamente da un’introduzione critica di Stéphane Mallarmé e di Carmen Di Giglio. Si tratta di un’occasione unica per scoprire o riscoprire una delle opere più originali e affascinanti della letteratura europea del Settecento. (ibs)

ATTENZIONE: CONTIENE SPOILER SULLA TRAMA

Il califfo Vathek è un sovrano ricco e potente, dedito a tutti i piaceri terreni, ma anche ambizioso e assetato di conoscenza. Appassionato di scienze occulte, ha costruito una torre di millecinquecento scalini per osservare il cielo e i pianeti e ricevere da essi delle divinazioni.
Egli voleva conoscere tutto, ingaggiava anche dispute con i dotti e pretendeva di avere sempre ragione lui.
Un giorno arriva nella sua città un uomo di una bruttezza abominevole, che porta delle mercanzie straordinarie. In particolare viene attirato da alcune sciabole con delle scritte, incise sopra, che mutano. Il sovrano le compra. Quando però gli chiede da chi abbia avuto delle merci simili, l'uomo si mette e ridere e Vathek lo fa mettere in prigione. L'indomani, con l'intento di interrogarlo di nuovo, scopre che la prigione è vuota. Vathek allora si rammarica di aver scacciato l'uomo che le stelle gli avevano predetto che sarebbe arrivato. 
La madre, anch'essa dedita alle arti oscure, suggerisce di proclamare pubblici araldi in ogni città dell'impero che chiunque saprà decifrare certi caratteri che sembrano incomprensibili potranno sperimentare le liberalità per cui è famoso. Tra gli altri, si presenta un vecchio con la barba molto lunga che riesce a decifrare i caratteri; l'indomani però gli viene chiesto di nuovo di leggere i caratteri e il testo è ben differente è un avvertimento contro il temerario che cerca di conoscere ciò che deve restare ignoto. Il califfo quindi lo scaccia. Un giorno, dopo che il califfo è infelice e disperato perchè i pianeti non gli danno più indicazioni, ricompare il vecchio indiano e lo rimette in salute. Tuttavia anche questa volta il califfo è infastidito dall'uomo che viene percosso dalle guardie, poi dal popolo e si trasforma in una palla che rotola e rotola e cade dentro ad un burrone. Il califfo decide di accamparsi lì e una notte la terra comincia a tremare e il Giaurro parla. 
"Sarai devoto a me? Adorerai gli influssi terresti e rinnegherai Maometto? A queste condizioni ti guiderò al Palazzo del Fuoco Sotterraneo. Là vedrai in immense provvigioni i tesori che le stelle ti hanno promessi e che ti concederanno quelle intelligenze che saprai renderti propizie. Là io presi le sciabole e là riposa Soliman Ben Daoud, circondato dai talismani che controllano il mondo".
Vathek comincia a seguire le istruzioni di questo personaggio che ha le chiavi per aprire la porta di ebano che si vede nel baratro. Per prima cosa gli chiede di portargli i cinquanta bambini più belli della città perchè lui ne possa bere il sangue. E così fa Vathek, in pratica butta i bambini dentro al burrone. La terra si richiude. I ministri del califfo sono disperati, ma la madre di lui, la principessa Carathis ("lontanissima dal farsi scrupoli, era anzi malvagia quanto può esserlo una donna"), maestra nell'arte della persuasione, riesce a calmare la folla, mentre uno dei suoi assistenti regala loro dei soldi. Quando poi la torre prende fuoco (perchè la madre brucia i cadaveri di alcune mummie che aveva tenuto per i suoi esperimenti), nel popolo si risveglia l'amore per il loro sovrano e corrono a salvarlo. 
"Sono molto gentili, devi riconoscerlo, a dimenticare così presto i torti che tu hai fatto loro; ma ora non è cosa che importi molto. Offriamoli al Giaurro"
Così alcuni dei sudditi vengono lasciati salire nella torre, uccisi e bruciati in sacrificio.
Il Giaurro si mostra molto contento del fatto che Vathek ha deliziato le sue narici dall'aroma delle mummie e delle vite sacrificate. Gli dice quindi, con la luna piena, di prendere tutti i sudditi più fedeli e andare a Istakar. Là verrà confortato da ogni sorta di delizie. Gli dice però di non entrare in nessuna dimora lungo la strada o proverà gli effetti del suo sdegno.
Il califfo quindi parte, portandosi dietro ogni tipo di tesoro (saccheggiando il regno) e lasciando sua madre a seguire il regno.
Durante il tragitto vengono travolti da una grossa pioggia che bagna anche le mappe geografiche così non sanno più quale sia la strada. Incontrano anche delle belve affamate (lupi, tigri ma anche avvoltoi) che cominciano a decimarli. Uno dei suoi assistenti per allontanare le belve dà fuoco ad una foresta, però prendono fuoco anche alcuni dei padiglioni della carovana, costringendo lo stesso sovrano e le dame a dover camminare sul fango. Una delle mogli etiopi, vedendo il califfo così imbambolato, se lo carica in spalla come un sacco di datteri e lo porta via dal fuoco. Vathek rinnova le sue imprecazioni contro il Giaurro e prova a chiedere l'aiuto di Maometto.
I sudditi dell'emiro Fakreddin vanno loro incontro per portare aiuto e Vathek accetta perchè non ne può più di essere schiavo del Giaurro. Accetta quindi l'ospitalità dell'emiro e alla sua corte conosce Nouronihar, figlia dell'emiro promessa sposa al cugino Goulchenrouz, un tredicenne un po' naif. 
L'emiro non vuole che il califfo sposi sua figlia e la addormenta (insieme al cugino) e celebra i loro funerali, accampandoli poi in un luogo segreto e quando si svegliano gli fanno credere di essere morti. Ma anche Nouronihar è attratta dal califfo e dalle sue promesse di tesori, e una mattina camminando in riva al lago si trova Vathek davanti. A quel punto nessuno può più separarli. Vathek cambia accampamento, portandosi dietro Nouronihar e continua ad indugiare nei suoi ozi e piaceri. Intanto la principessa Carathis viene informata e parte con pochissimi sudditi fedeli e rimane sconvolta da quello che vede. "E' dunque per codesta ignobile fedele che hai violato le condizioni del papiro del nostro Giaurro?" Visto che il figlio non vuole abbandonare la ragazza, lo incita comunque a proseguire il viaggio mentre lei torna verso Samarah dove il popolo è insorto e il fratello del califfo ha preso il suo posto a palazzo. 
"E se durante il viaggio puoi metterti in vista per qualche altro delitto, tutto andrà certo bene e tu entrerai in trionfo nel palazzo di Solimano"
Dopo alcuni giorni raggiungono la valle di Rocnabad da cui si vedono le nere cime di Istakar. E qui non riescono a contenere la loro emozione. 
I buoni Geni, che non avevano totalmente rinunciato a proteggere Vathek, chiedono a Maometto se può dare una mano e Maometto indignato risponde che Vathek merita di essere abbandonato a se stesso; tuttavia concede loro un'ultimissima opportunità. Uno dei geni allora si trasforma in pastore e dal suo flauto escono melodie così dolci che soggiogano l'anima, risvegliano i rimorsi e allontanano ogni immagine frivola. Quando termina la musica, il pastore dice a Vathek di abbandonare il suo atroce proposito, rispedire Nouronihar da suo padre, allontanare Carathis dal Consiglio, essere giusto coi sudditi, rispettare i ministri del Profeta, riscattando la sua empietà con una vita esemplare. Vathek sta quasi per accettare poi però vince il suo orgoglio e dice al pastore di tenersi per sè i propri ammonimenti.
"Ho attraversato un mare di sangue per acquistare una potenza che farà tremare i tuoi eguali; non credere che io mi ritirerò in vista del porto, o che abbandonerò colei che mi è più cara della vita e della tua grazia"
Tuttavia, quasi tutti i seguaci di Vathek scappano. Vathek quindi raggiunge Istakar, dove il Giaurro gli apre il portale d'ebano (a lui e a Nouronihar). Dentro, è pieno di spettri vaganti che si tengono la mano destra sempre sul cuore. Qui vengono accolti da Eblis il quale dice loro che tutti i tesori e i talismani sono a loro disposizione. Incontrano i re pre-adamiti e si trovano al cospetto di Soliman Ben Daoud, re famoso per la sua saggezza. Egli racconta loro che nella sua vita aveva adorato il fuoco e le celesti schiere e che si era rallegrato perchè uomini ed esseri soprannaturali erano sotto il suo potere. Ma poi si era abbattuta la vendetta del cielo, il tuono aveva schiantato tutti i palazzi che aveva costruito e lui era stato precipitato in quell'abisso, dove un angelo della luce gli aveva detto che i suoi dolori avrebbero avuto fine il giorno che la cateratta accanto a lui cesserà di scorrere. Da allora è preda di atroci tormenti e un fuoco inestinguibile gli divora il cuore. 
Vathek prova a chiedere pietà ma il Giaurro gli dice che ormai è tardi, il suo cuore sarà infiammato come quello degli altri re. Lui avendo compiuto la sua missione, lo lascia a se stesso e scompare. Vathek e Nouronihar cominciano a scambiarsi accuse e rancori reciproci. Vathek chiede che venga portata a fare la stessa fine anche Carathis, in quanto è stata lei che fin da quando era piccolo l'ha portato alla perdizione. E così accade, un afrita la va a prendere e la porta nel baratro. A differenza del figlio, che rimane quasi inebetito dalla paura, lei invece sfrutta il fatto che si trova lì e comincia a scoperchiare vasi, prendere talismani e non si fa impaurire da Eblis, il quale le dice che fa bene a sfruttare gli ultimi scampoli di tempo che le rimangono prima che il suo cuore si infiammi per sempre.
"I loro cuori immediatamente presero fuoco ed essi, d'un tratto, persero il più prezioso dono del cielo: la SPERANZA"

Interessante libro che mi ha incuriosito, nonostante avevo un po' di ansia perchè nella trama parlava di scene horror, che non le amo particolarmente. Lo stile di questo libro è quello di una fiaba, un po' tipo le mille e una notte. Il linguaggio è un po' faticoso perchè effettivamente molto datato. Però è chiara la morale che si porta dietro, e che l'autore scrive negli ultimi paragrafi: cioè che all'uomo ci sono cose che non è dato conoscere, e deve accettare di essere ignorante. Chi pensa di sostituirsi a ciò che è ultraterreno, che vive nel peccato (potremmo sintetizzarlo così), merita di essere punito. Lo stesso Maometto ha concesso a Vathek almeno un paio (forse tre...) occasioni di redenzione, ma lui è andato avanti nei suoi scopi, mietendo vittime, accecato dalla brama di potere e conoscenza e vizio. Quindi anche Maometto, ad un certo punto, lo abbandona alle sue scelte. Così come lo abbandona il Giaurro una volta che è riuscito nella sua missione di portarlo all'inferno eterno.
Molto interessante. Ovviamente qui abbiamo un ambiente dove lo sfondo è musulmano (in un brano dice che anche le api erano musulmane fino al midollo), ma la morale che sta alla base può essere recepibile da qualsiasi confessione. Il bene viene premiato; il male merita la punizione eterna. Chissà se sarà davvero così?
Se si riesce a "sopportare" il linguaggio non proprio facile, il libro lo consiglio.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 31 marzo 2024

Il sanatorio - Sarah Pearse


Titolo originale: The sanatorium (2020)

Un lussuosissimo hotel ad alta quota sulle alpi svizzere è l'ultimo posto in cui Elin Warner vorrebbe trovarsi. Ma si è presa una pausa dal lavoro di detective, e così, quando riceve di punto in bianco l'invito a festeggiare il fidanzamento del fratello, non ha altra scelta che accettare. Arrivata nel bel mezzo di una tempesta violentissima, Elin si sente subito nervosa: l'atteggiamento di suo fratello Isaac le sembra strano e c'è qualcosa in quell'hotel, completamente isolato, che le dà i brividi. Forse ha a che vedere con il fatto che prima della ristrutturazione fosse stato un sanatorio abbandonato... Quando, la mattina dopo, gli invitati scoprono che Laure, la promessa sposa, è scomparsa senza lasciare traccia, il disagio di Elin cresce, mettendola davanti a domande che non avrebbe mai voluto porsi. Suo fratello ha qualcosa a che fare con la sparizione della fidanzata? La neve caduta blocca l'accesso all'hotel e il panico comincia a dif­fondersi tra gli ospiti. Nessuno si è ancora reso conto che un'altra donna è scomparsa. Ed è l'unica che avrebbe potuto avvertirli del pericolo... (ibs)

ATTENZIONE: contiene alcuni spoiler sulla trama!

Posso riassumere questo libro così: bella idea, gradevole scrittura, realizzazione dubbia.
La storia era intrigante. Al posto di un sanatorio in cui venivano curati malati di tubercolosi (ma già si mormorava che le tecniche usate fossero un po' fuori dagli schemi), viene costruito un hotel di lusso dove prevale il vetro. Questo ex sanatorio è posizionato in cima ad una montagna svizzera a cui si accede da una sola strada strettissima, che diventa inagibile alla prima nevicata abbondante (qui poi abbiamo pure una valanga che dà una mano..). Ma tra gli ospiti c'è una detective in congedo temporaneo, con un trauma familiare che la sta paralizzando da anni, e che si trova ad investigare con un vago aiuto a distanza della polizia locale che ovviamente non riesce a recarsi sul posto in nessun modo. Una detective che prende una cantonata dopo l'altra, con intuizioni sbagliate e senza accorgersi di cose che a me (che non sono una detective) erano abbastanza ovvie. La storia familiare della detective, e il trauma da cui non riesce a riprendersi, occupa una parte un po' troppo ingombrante della storia, a mio parere. Oltretutto, ad un certo punto, viene svelato che anche lì ha un ricordo sbagliato di cosa effettivamente successe, e questo basta a sbloccarla del tutto facendola poi arrivare alla soluzione (facendo caso ad un dettaglio che mi era sfuggito e che in effetti ci ha un po' cercato di occultare). 
Da come aveva congegnato la storia, in particolare gli omicidi (perchè saranno più di uno), credevo andasse in una certa direzione, cioè che collegasse qualcosa successo nel sanatorio con gli indizi che il killer dissemina ad ogni morto. In realtà il legame è molto debole, la motivazione principale del killer è un'altra decisamente sua personale, a cui accosta una motivazione di giustizia sociale. Mah. Il tutto condito da alcune scene davvero molto cinematografiche. Mi ha lasciato un po' perplessa e anche un po' delusa. Aveva le potenzialità per rendere la storia decisamente più accattivante, invece l'ha molto diluita con situazioni poco interessanti e, a conti fatti, anche non utili. Nel finale, quando Elin e il fidanzato riescono finalmente a tornare a casa, sul pullman ci viene detto che c'è una persona che li tiene d'occhio; ipotizzo sia l'aggancio per il libro successivo. Effettivamente può essere un escamotage interessante.
Lettura carina, ma con molte potenzialità sfruttate male.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

I figli della polvere - Arnaldur Indridason


Titolo originale: Synir Duftsins (1997)
Titolo inglese: Sons of the dust

In una fredda notte di gennaio, Daníel, da anni ricoverato per schizofrenia presso un ospedale psichiatrico di Reykjavík, si uccide gettandosi da una finestra sotto gli occhi del fratello Pálmi. Poche ore dopo, in un altro quartiere, un anziano insegnante in pensione muore nell’incendio doloso della sua casa. Le due morti, apparentemente così lontane fra loro, hanno in realtà un punto di contatto: Daníel è stato allievo del professore negli anni Sessanta e i due negli ultimi tempi si erano incontrati più volte… Ora spetta all’ispettore Erlendur e alla sua squadra investigativa scoprire quale segreto inimmaginabile nasconde questa turbolenta relazione. Personaggi avvincenti, suspense, dilemmi morali e ricerca della giustizia: in questo primo thriller della serie troviamo tutti gli elementi che hanno portato Arnaldur Indriðason al successo internazionale e facciamo conoscenza con il tormentato e geniale Erlendur, cupo e mutevole come il cielo islandese. (goodreads)

Anni fa mi chiesi come mai in Italia i gialli di Indridason partivano dal terzo, e neanche la traduttrice mi aveva saputo rispondere. Quindi sono molto contenta che siano finalmente stati pubblicati i primi due che mancavano. Oltretutto, questo primo libro credo sia proprio fatto bene.
I due decessi sono un po' cruenti, soprattutto quello del professore che viene arso vivo legato ad una sedia della sua camera. E a mano a mano che ci si addentra nelle pagine, si dipana una storia di povertà, di abusi, di esperimenti fatti da una spietata ditta farmaceutica che pensa di poter creare l'immortalità. Tra le pagine si trova un interessante spunto di dibattito sulla clonazione e sul comportamento sconsiderato della farmacologia.
Daniel ha un fratello, Palmi, che è presente quando si butta giù dalla finestra. E' proprio Palmi che comincia ad investigare o, quantomeno, a fare domande alle ex compagne di scuola di Daniel, alla sorella del professore. Nel libro vediamo in parallelo gli avanzamenti nelle scoperte sia di Palmi sia della polizia rappresentata principalmente da Erlendur e Sigurdur Oli, che non si stanno particolarmente simpatici ma che devono lavorare insieme. Se non sbaglio, si intravvede Elinborg, la poliziotta che in futuro affiancherà gli altri due, ma non in questo caso.
Una vicenda molto triste, sia per l'ambiente in cui vivevano i ragazzini della classe di Daniel, sia per la storia personale del professore, sia per quello che succede in seguito a tutti.
All'inizio ho trovato un po' contorto il ruolo della Germania e della Korea, ma poi viene spiegato e si riescono a tirare le fila della vicenda.
Piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

sabato 2 marzo 2024

Lupa Nera - Juan Gómez-Jurado


Titolo originale: Loba negra (2019)
Titolo in ingese: Black wolf

Antonia Scott e Jon Gutiérrez sono ancora alla ricerca di Sandra Fajardo, quando Mentor li convoca per un altro caso al momento più pressante. Si tratta della scomparsa di Lola Moreno, moglie di Yuri Voronin, tesoriere di un clan mafioso che opera nella zona di Malaga. Lola Moreno è svanita nel nulla da quando, in un centro commerciale, qualcuno ha cercato di ucciderla. Nel frattempo, il marito Yuri veniva brutalmente trucidato nella loro villa. Ma Jon e Antonia non sono i soli a cercare Lola. È a questo punto che entra in scena l’ineffabile donna russa che risponde al nome di Čërnaja Volčica: la Lupa Nera, pericolosissima sicaria al soldo dei mafiosi. Dai paesaggi assolati dell’Andalusia, fino agli scenari innevati della sierra, Antonia Scott, sempre alle prese con i suoi demoni, dovrà affrontare una temibile nemica. Nel frattempo, il signor White e Sandra Fajardo non si sono certo dimenticati di lei… (goodreads)

Ammetto che non ricordo bene i dettagli di "Regina rossa", che ho letto qualche anno fa (e mi era piaciuto), ma questo secondo libro è veramente avvincente. I due investigatori sono gli stessi, ma la storia è scollegata dal precedente, se non per il fatto che Antonia non si dà pace per non aver ancora trovato Sandra Fajardo.
Varrebbe la pena di leggere subito anche il terzo libro della serie, perchè è introdotto proprio dal finale di questo.
Gomez-Jurado ha un gran bel modo di scrivere, mi piace molto. Tiene incollato sulle pagine. E' schietto, quasi cinematografico. La trama di "Lupa nera" rischiava di allargarsi molto perchè al centro c'è la mafia russa insidiata in Spagna, con diramazioni in vari settori dell'economia. E i personaggi da seguire non sono pochi, ma ognuno è ben delineato e non si fa confusione. Con un paio di colpi di scena non male.
Mi piacciono tanto Antonia e Jon, è una bellissima coppia investigativa, mi piacerebbe vederli vedere insieme per molti più libri.
Consigliatissimo.
Mio voto: 8 / 10

martedì 6 febbraio 2024

Catene di Gloria - Nana Kwame Adjei-Brenyah


Titolo originale: Chain-Gang All-Stars (2023) 

In una surreale versione degli Stati Uniti del prossimo futuro dove il sistema carcerario è interamente privatizzato, Catene di Gloria è un format televisivo di enorme i detenuti e le detenute, invece di scontare la pena, possono scegliere di sfidarsi a morte in un grande torneo di gladiatori, salendo di rango duello dopo duello fino a guadagnarsi la libertà. Nessuno ce l’ha mai fatta con le sue sole forze. Loretta Thurwar, guerriera formidabile e superstar del programma, è a un passo dal riuscirci, ma per lei e per la donna che ama – un’altra sanguinaria gladiatrice – di colpo le regole del gioco stanno per cambiare. Attorno alle loro vicende si snodano, in un crescendo di tensione, le storie dei compagni di squadra e degli avversari, dei fan morbosamente incantati e degli attivisti che contestano la brutalità del sistema. Catene di Gloria si legge al tempo stesso come uno scatenato romanzo d’azione, pieno di personaggi memorabili, e come una serissima denuncia contro l’industria carceraria e quella dell’entertainment. È un romanzo figlio del postmodernismo, della tradizione letteraria afroamericana, della cultura dei videogiochi, della tv sportiva; ma soprattutto intriso di quel sentimento di protesta radicale e immaginifico che ha animato la migliore controcultura americana. (goodreads)

Credo che la trama illustri perfettamente ciò di cui si parla in questo libro.
Siamo in un sistema carcerario per cui, uccidendo gli altri, puoi salire di livello e diventare una star in un reality show che tiene costantemente incollati gli occhi degli spettatori sui protagonisti. Si diventa eroi uccidendo. E per chi arriva al massimo livello, c'è la libertà. 
Loretta Thurwar è ormai ad un passo da questo traguardo. Molti prima di lei, a quel punto, hanno preferito farsi uccidere piuttosto che uscire nel mondo esterno, tra cui il suo amico Sunset. Ma le cose cambiano, e anche all'esterno cominciano ad agitarsi le persone che reputano tutto ciò un abominio.
All'inizio mi è sembrato un po' simile ad Hunger Games, ma se ne discosta molto.

"Il suo successo, lo capiva, legittimava qualcosa nella loro mente. Lei uccideva, loro la amavano di più e lei li odiava di un odio ancora più profondo."

"Era da tanti mesi che non pronunciava un'ultima parola. Aveva fatto finta per un po', recitato un personaggio che magari voleva davvero questa vita. Che voleva esistere e trionfare. Ma ora, anche con Staxxx accanto, la vergogna della sua esistenza rendeva l'Arena tutto tranne che un'occasione di giubilo. Perciò aveva scelto il silenzio. Aveva scelto il silenzio perchè non poteva dire alla gente che si vergognava del suo successo, del fatto stesso della sua ostinata sopravvivenza".

Devo ammettere che è un romanzo molto interessante, a partire dall'idea, ma con tanti spunti di riflessione sia da parte dei detenuti sia da parte dei personaggi di contorno. A piè pagina spesso ci sono delle note che spiegano alcuni dei riferimenti ad avvenimenti o a persone che vengono citati; a volte si tratta di "approfondimenti" sul personaggio di cui si parla, a volte sono statistiche o fatti realmente accaduti nel sistema carcerario americano, il tutto mescolato al punto da distinguere difficilmente cosa è finzione e cosa realtà. Raccapricciante pensare che la gente fuori si esalta per vedere questi combattimenti, gioendo se vince il suo beniamino, senza pensare che lo fa uccidendo un'altra persona.
Molto avvincente la scrittura. Rallenta un po' soprattutto nella parte centrale, quando introduce nuovi personaggi che si capirà in seguito che ruolo hanno, questo distoglie molto l'attenzione da Loretta e Staxxx (e anche il loro gruppo), che sono comunque quelli centrali. Ecco, la critica maggiore che posso fare è che forse lo scrittore ha inserito troppi personaggi, alcuni con storie davvero lunghe.
Un interessante modo di denunciare il sistema carcerario, che ci fa chiedere se davvero non potrebbe diventare realtà una cosa simile. 
Piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

Goodread's 2023 nominee

domenica 31 dicembre 2023

2024 Monthly Motif Reading Challenge



Sfida ospitata da Kim e Tanya (ex girlxoxo) di chapter adventure.

La sfida va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2024.

Each month read one book that fits the motif (theme) for the month. ⁠

𝗠𝗢𝗡𝗧𝗛𝗟𝗬 𝗠𝗢𝗧𝗜𝗙𝗦⁠:

JAN- “Red Carpet Reads” Read a book that has won an award or been nominated for one.⁠

FEB- “Dynamic Duos” Read a book with a couple of characters that make the perfect pair- whether in business, friendship, or in love.⁠

MAR- “Thrill Me” Read a thriller- Psychological thriller; Action thriller; Crime thriller; etc.⁠

APR- “Who’s In Charge Here?” Read a book where the character’s involvement in Royalty, Government, a Kingdom, or any ruling body plays a roll.⁠

MAY- “Face Off” Read a book with a face on the cover. Bonus points if you take a #bookface photo!⁠

JUN- “Comedy Club” Read a book that’s guaranteed to make you laugh.⁠

JUL- “Creature Feature” Read a book with an animal in the story- real or mythical. ⁠

AUG- “Seasons, Elements, Weather” Read a book where the season, weather, climate, or elements play a roll in the plot.⁠

SEP- “Story of Survival” Read a book where the character stays strong and survives something. ⁠

OCT- “Wicked Good Reads” An ode to Girlxoxo’s annual WGR event. Ghosts, Witches, Vampires, Creeptastic or Magical books.⁠

NOV- “An Oldie But A Goodie” Read a Historical Fiction book or a book published before 2000.⁠

DEC- “Cover Love” Read a book with a cover you love!

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Libri letti:



        Il sanatorio (Sarah Pearse)   










Sfida completata 18 dicembre 2024.