giovedì 8 ottobre 2026

Premio Nobel per la Letteratura 2026 ad Anne Carson.

08 ottobre 2026. L’Accademia Svedese ha annunciato che a vincere il Premio Nobel per la Letteratura 2026 è Anne Carson, 76 anni poetessa, saggista e traduttrice canadese. La motivazione: “Per la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea”.

Finora erano state 18 le donne, (104 uomini), che hanno ricevuto il Nobel per la Letteratura; l'ultima è stata la scrittrice sudcoreana Han Kang nel 2024 e la prima Selma Lagerlof nel 1909. L'unica italiana è stata Grazia Deledda nel 1926.

Anne Carson, nata a Toronto il 21 giugno 1950, ha studiato all’Università della sua città, e dal 1979 ha insegnato lettere classiche, letterature comparate e scrittura creativa in università degli Usa e del Canada. Ha firmato oltre 20 libri, tradotti in Italia da case editrici come La Nave di Teseo, La Tartaruga, Crocetti, Utopia e Tlon.

Inquadrare la sua letteratura in un genere preciso non è facile. Con una formazione da classicista e un interesse per la letteratura comparata, l'antropologia, la storia e le arti, fonde nella sua scrittura idee e temi provenienti da molti campi del sapere. Fa spesso riferimento alla letteratura greca antica e latina, di cui modernizza e traduce autori come Eschilo, Catullo, Euripide, Omero, Ibico, Mimnermo, Saffo, Simonide, Sofocle, Stesicoro e Tucidide. È anche influenzata da scrittori e pensatori più moderni, come Emily Brontë, Paul Celan, Emily Dickinson, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Friedrich Hölderlin, Franz Kafka, John Keats, Gertrude Stein, Simone Weil e Virginia Woolf. Molti dei suoi libri mescolano in varia misura le forme della poesia, del saggio, della prosa, della critica, della traduzione, del dialogo drammatico, della narrativa e della saggistica.

I suoi lavori tradotti in italiano:
- Eros il dolceamaro,
- Vetro, Ironia e Dio,
- Antropologia dell'acqua. Riflessioni sulla natura liquida del linguaggio
- Come l'acqua
- Autobiografia del rosso
- Economia dell'imperduto
- Uomini fuori servizio
- La bellezza del marito. Un saggio romanzo in 29 tanghi
- Decreazione
- The Albertine Workout
- Era una nuvola
- La Norma sbagliata



mercoledì 7 ottobre 2026

Creature luminose - Shelby Van Pelt


Titolo originale: Remarkably Bright Creatures (2022) 

Tova Sullivan lavora per l'Acquario di Sowell Bay, una tranquilla cittadina nei pressi di Seattle: pulire i pavimenti durante le ore serali in compagnia delle creature che si muovono silenziose nelle vasche la aiuta a combattere la solitudine dopo la scomparsa di suo figlio Erik, quando era solo un ragazzo. La principale attrazione dell'acquario è Marcellus, un polpo gigante del Pacifico, che dalla sua vasca sembra osservare attento ogni mossa di Tova. Una sera, mentre sta passando lo straccio nell'ufficio del personale, Tova scorge Marcellus impigliato nei fili della corrente e delicatamente cerca di liberarlo. Mentre si domanda come abbia fatto a uscire dalla teca, il polpo stende un tentacolo verso di lei, come per abbracciarla. In quella creatura dotata di tre cuori e di un'eccezionale intelligenza, la donna trova inaspettatamente qualcuno che le assomiglia e la comprende: i due stringono una bizzarra amicizia fatta di complicità e gesti silenziosi. Le cose cambiano quando Tova per un infortunio viene sostituita da Cameron, un giovane appena giunto in città alla ricerca del padre biologico. Marcellus non tarda a capire che i due sono legati da qualcosa, e il suo straordinario intuito lo spinge a intervenire. Un esordio folgorante e commovente, che insegna come a volte guardare al passato possa aiutarci a costruire un futuro diverso. Un'amicizia capace di spezzare la più dura delle solitudini. La corrispondenza misteriosa di due anime speciali, creature imperfette e per questo incredibilmente luminose. (goodreads)

Potrei descrivere questo libro in due parole: delicato ed emozionante.
La vicenda parte alternando la storia di Tova che fa le pulizie all'acquario e la storia del polpo Marcellus che, dopo una scappatella dalla sua vasca per la quale rischia di lasciarci la pelle, è proprio grazie all'aiuto di Tova che riesce a ritornare nell'acqua e non morire. Da lì parte una storia di una tenera amicizia un po' strana sicuramente.
Nelle sue parti, Marcellus fa il conto dei giorni di cattività che ha passato lì dentro. E, inevitabilmente, ad un certo punto sa che i sui giorni stanno per finire.

 "Mi hanno portato qui da piccolo, ed è qui che morirò, in questa vasca. 
Restano al massimo 160 giorni al compimento della mia sentenza"

Tova invece ricorda il dolore per il figlio annegato, per il marito morto di cancro, e per il fatto che quando sarà davvero vecchia non avrà nessuno che si occupa di lei.

"Tova a volte si chiede se non sia meglio così, vivere le tragedie tutte insieme, massimizzare le asperità della vita, togliersele di mezzo in una volta sola. 
Tova sa che quegli abissi di disperazione prima o poi hanno un fondo. Quando la tua anima è impregnata di sofferenza, qualunque dolore in eccesso semplicemente scivola via"

Ad un certo punto, a queste due voci si aggiunge quella di Cameron, un trentenne che non la trova pari con la vita, che è appena stato licenziato dall'ennesimo lavoro e la sua fidanzata perfetta è stanca di stargli dietro e lo sbatte fuori di casa. Allevato dalla sorella della madre, una madre tossicodipendente sparita chissà dove, un padre che non ha mai conosciuto nè saputo chi fosse. Poi per caso scopre un album di foto della madre da giovane e si convince di aver capito chi potrebbe essere suo padre, un ricco immobiliarista. Parte così alla sua ricerca arrivando a Sowell Bay, luogo dove sua madre ha vissuto da giovane. E dove, finalmente, la sua strada si incrocia con quella di Tova. Ciò che davvero li unisce ce lo dirà proprio il polpo verso metà libro, che con la sua intelligenza ha notato un dettaglio fondamentale.
Non vi racconto altro, perchè forse la storia può sembrare molto semplice, ma è bello vedere come l'autrice la dipana un po' alla volta, fino al lieto fine. Perchè ovviamente lo capiamo dal titolo che questo è un libro che finisce bene, un libro che parla di amicizia, di sostegno, di famiglia in senso lato, di affetti. Parla di anime affini che si possono aiutare l'un l'altra a cambiare in meglio le rispettive vite.

La scrittura è molto semplice, discorsiva, anche moderna. Ci sono parti che fanno ridere. Il dolore di Tova è trattato in modo molto delicato, e allo stesso modo è trattato il dolore di Cameron di essersi sentito rifiutare da un padre e da una madre. Ma al dolore si affianca la speranza che le loro vite possano prendere una inaspettata piega positiva.

Ho provato a noleggiare questo ebook su mlol ma avevo otto persone in lista d'attesa davanti. L'ho ascoltato in audiolibro. In genere non è una cosa che amo molto, ma la lettrice è stata molto brava e l'ascolto è stato molto piacevole.
Mi è piaciuto molto.
Mio voto: 9 / 10

Fuori i libri! Settembre 2026

Mese incredibilmente scarso quello di settembre, ma sono stata presa da altre cose da fare (mercatino delle amiche gattare, mostra della festa dell'uva) e la lettura è stata un po' accantonata.

In compenso, mi ha risposto Catherine Coles, la scrittrice, e ha detto che ci sono almeno altri due libri di Martha Miller in arrivo. Non vedo l'ora di poterli leggere!

L'11 settembre ho ricevuto una mail da Ibs, dove mi comunicavano che facevano un altro tentativo per procurare il mio libro in inglese. Sinceramente ci credevo poco. Infatti poi, il 18 settembre, hanno scritto di aver cancellato l'ordine perchè il libro non è procurabile. L'ho trovato molto scorretto, mi hai tenuto in ballo oltre un mese, non potevi darmi subito la possibilità di cancellare l'ordine così lo cercavo, eventualmente, altrove? Fortuna che non era una cosa urgente nè fondamentale. Ma il comportamento è stato molto scorretto.

Mi ha rapito il titolo di un libro di Maxence Fermine, "Se solo tu mi toccassi il cuore". Struggente ma anche un po' strano. 

Per ultimo ho letto il libro per il gruppo di lettura della biblioteca: "Seta" di Alessandro Baricco, che avevo già letto secoli fa. Mah. Carino, ma non mi ha lasciato molto.

Seta - Alessandro Baricco


Titolo originale: Seta (1996) 

"Questo non è un romanzo. E neppure un racconto. Questa è una storia. Inizia con un uomo che attraversa il mondo, e finisce con un lago che se ne sta lì, in una giornata di vento. L'uomo si chiama Hervé Joncour. Il lago non si sa. Si potrebbe dire che è una storia d'amore. Ma se fosse soltanto quello, non sarebbe valsa la pena di raccontarla. Ci sono di mezzo dei desideri, e dei dolori, che sai benissimo cosa sono, ma un nome vero, per dirli, non ce l'hai..." Alessandro Baricco (goodreads) 

Avevo già letto questo libro secoli fa, e ne ricordavo proprio poco. Anche adesso che l'ho riletto, non è che mi rimanga molto in realtà. Forse quello che rimane è il dolore di un uomo che si innamora di una ragazza di cui non ha neanche mai sentito la voce e che rischia la vita per poterla rivedere. Per poi tornare a casa, con la coda tra le gambe e ritornare alla vita tranquilla, quella che tutti si aspettano da lui.
Si può perdere la testa per amore? Sì. Però tutti si aspettano che sia come una malattia da cui ad un certo punto si guarisce. Questo pensano gli abitanti del paese in cui abita.

"E' uno strano dolore. Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai"

Questa frase mi ha colpito perchè la sento molto vera, però il libro in sè non mi ha passato una grande emozione. E' vero che è ambientato in Giappone, dove tutto è lentezza. In questo è molto bella la scena d'amore, lenta, misteriosa (peraltro, lo ammetto, non mi ero resa conto che in realtà si svolge non con la donna che vorrebbe ma con una che gli porta lei). E' vero che ripetere il viaggio tutte le volte che lo fa (con l'unica differenza il nome del lago che gli abitanti del posto chiamano ogni volta in modo diverso) dà l'idea della ripetitività e della lunghezza di questo percorso, ma già alla seconda volta è abbastanza noioso. Posso ipotizzare che questo creare atmosfere lente sia fatto apposta, ma si capisce che è costruito e non mi trasmette emozione.
Ho trovato strana la lettera che la moglie scrive a lui spacciandosi per la sua amante. Lettera che si concentra molto sulla bocca di lei sul sesso di lui, la ripete più volte questa cosa, cosa che lui non ha mai detto neanche una volta quando descrive la scena d'amore. E' in questo modo che capisce che non è davvero la sua amante a scrivere? Mah.
Libro che non mi ha lasciato molto. A parte forse, un senso di punizione nei confronti di Hervè... finchè fa quello che gli viene detto di fare, va tutto bene, ma nel momento in cui fa una sua scelta, compiuta d'istinto, allora ogni cosa del viaggio va male.
Mio voto: 6 / 10

martedì 6 ottobre 2026

Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026

03 ottobre 2026. La 64esima edizione del Premio Campiello, assegnato per la prima volta nella Sala Grande al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia è stata vinta dalla storia esistenziale e familiare di Marcello Fois "L'immensa distrazione" con 83 voti.

"Scrivere è un mestiere difficilissimo. C'è tanta differenza tra scrittori e gente che pubblica. Tanta gratitudine per questo mondo. Voglio intanto ringraziare una persona che non c'è più, ma per me c'è, che era una donna bellissima, tutt'altro che livorosa, molto resiliente, si chiamava Michela Murgia" ha detto Fois, 66 anni, subito dopo l'annuncio, ricordando la scrittrice e sua amica Michela Murgia, morta nel 2023, citata nella dedica al libro.
Ettore Manfredini, il protagonista ultranovantenne della storia, in cui Fois lascia la Sardegna per l'Emilia, è appena morto, ma ha la sensazione di essersi svegliato e rivede quello che ha costruito, che ha perduto e lasciato in una sorta di bilancio di tutta la sua vita, come a dire che non bisogna aspettare di morire per fermarsi e pensare a quello che facciamo.
Fois, sardo di Nuoro che vive con la famiglia a Bologna, nel corso della serata ha voluto ricordare Grazia Deledda: "sono nato a 200 metri dalla sua casa. Deledda è ancora l'unica donna italiana che ha preso il Nobel per la Letteratura. È stata anche la prima donna ad accettare di candidarsi alle elezioni nel 1919, quando alle donne era impossibile farlo e lei, 'grattando' una legge che non impediva la candidatura ma il voto, si candidò. Una donna meravigliosa, di cui avremo bisogno oggi e di cui a scuola dovremmo ricordarci".

Secondo classificato Alcide Pierantozzi con "Lo sbilico", che ha conquistato 80 preferenze, e dove in prima persona ha raccontato la malattia mentale, la vita con terapie farmacologiche, allucinazioni e alterazioni della percezione della realtà. "Racconto tutti gli episodi clinici di dissociazione in modo cronologico e così sono stati esorcizzati ma, in realtà sono arrivate altre ossessioni, diverse. Oserei dire che la scrittura è pericolosissima. Questo libro mi ha cambiato la vita e la quotidianità, un po' mi ha fatto bene essere riuscito a comunicare qualcosa" ha spiegato Pierantozzi, anche finalista al Premio Strega 2026.

Terza con 54 voti Elena Varvello con "La vita sempre", un storia d'amore e ribellione tra guerra e fascismo nella certezza "che tutto si tenga insieme. Che il passato sia anche il presente" ha detto l'autrice.

Al quarto posto con 33 voti, la Giovanna d'Arco di Valeria Parrella che parla ai giovani di oggi nel romanzo "La ragazzina"

Quinto posto per Ermanno Cavazzoni, 32 voti, con "Storia di un'amicizia", in cui racconta il lungo rapporto con lo scrittore Gianni Celati.