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giovedì 29 ottobre 2026

Tutto è meraviglia - Ann Napolitano


Titolo originale: Hello beautiful (2023)

William Waters è cresciuto senza l'affetto dei genitori, in una casa segnata dalla tragica scomparsa della sorella; così, quando al primo anno di università incontra la vivace e ambiziosa Julia Padavano, è come se il mondo si illuminasse intorno a lui. Con Julia arriva anche la sua famiglia e, soprattutto, le sue tre inseparabili Sylvie, grande sognatrice, felice solo con un libro tra le mani; Cecelia, artista dallo spirito libero; Emeline, che si prende pazientemente cura di tutti loro. Con i Padavano, e la loro adorabile confusione, William sperimenta per la prima volta l'amore di una famiglia. Quando però il suo passato oscuro riemerge, mettendo in crisi non solo i piani accuratamente orchestrati da Julia per il loro futuro, ma anche l'indissolubile legame delle sorelle, il risultato è una rottura familiare apparentemente i loro rapporti si modificano irrimediabilmente, mentre l'esuberanza e la gioia dell'infanzia lasciano il posto alle disillusioni dell'età adulta. Il divorzio, la ferita di un tradimento, la ognuno di loro dovrà imparare a guardare oltre i propri orizzonti e a cambiare prospettiva per superare le difficoltà e capire se la lealtà e il legame che un tempo li univano saranno abbastanza forti da sopravvivere.
Il nuovo straordinario romanzo di Ann Napolitano, per mesi in testa alle classifiche americane, è una storia d'amore intensa e appassionata, che omaggia e reinterpreta in chiave contemporanea il capolavoro senza tempo di Louisa May Alcott Piccole donne. Un libro che resta a lungo nel cuore e che esplora l'amore in ogni sua forma e sfumatura. (goodreads)

ATTENZIONE: contiene spoiler

Partiamo dal titolo. "Hello beautiful" è il saluto che il padre delle ragazze rivolgeva ad ognuna di loro quando le vedeva entrare in una stanza. E' stato tradotto con "ciao meraviglia" che esagera un po' il termine che effettivamente utilizza il padre. Un padre che sembra descritto come un plaid buttato su un divano, succube della moglie cattolico-dispotica (peraltro, anche lei rimasta incinta prima del matrimonio), amante delle poesie (viene citato più volte "foglie d'erba" di Whitman) e invece, alla sua morte, si scopre che nel quartiere ha compiuto tanti piccoli atti di gentilezza che lo hanno fatto amare dalle persone con cui interagiva.
Il riferimento a Piccole Donne lo trovo solo nel fatto che ci sono quattro sorelle molto legate tra loro. Certo, c'è quella indipendente, quella romantica fino al midollo, quella sicura di sè che è un po' la coscienza delle altre, quella gay che crede che morirà per prima. Il richiamo al libro è anche dato dal fatto che era quello che avevano letto insieme da piccole e ognuna tendeva ad identificarsi con un personaggio.
Il libro è particolarmente incentrato sulle due sorelle maggiori, legatissime al punto da dormire abbracciate sul divano anche da adulte. Julia, organizzatissima, che sa cosa vuole della sua vita: vuole un marito professore, una bella casa e dei bambini. Conosce William all'università e pensa che lui sia la persona adatta. William, un uomo con un sacco di domande e Julia, una ragazza determinata a guidare la vita di lui pensando di conoscere le risposte. Ma William non è un uomo così superficiale, si porta dietro due enormi dolori. Il primo, l'essere praticamente stato ignorato dai genitori che non si sono mai ripresi dalla morte della prima figlia Caroline. E il secondo, aver dovuto smettere di giocare a basket a causa di un infortunio, sport che lui amava con tutto il cuore e che gli aveva fatto conoscere degli amici per la prima volta nella sua vita. William è un uomo spezzato nell'anima che si lascia trascinare come un cagnolino dalla determinazione di Julia, finchè fingere di essere qualcosa che non è lo porta a lasciare Julia, la figlia piccolissima e compiere un gesto disperato.
Poi abbiamo Sylvie, la romantica fino al midollo, che lavora in biblioteca e si lascia baciare dai ragazzi per non oltre novanta secondi tra gli scaffali di libri. Solo baciare per fare pratica in attesa che arrivi il suo vero amore, quello totalizzante che legge nei romanzi. Finchè Julia consegna a Sylvie il manoscritto sulla storia del basket che sta abbozzando William, e Sylvie è attratta dalle note a margine che lui scrive, con domande esistenziali che le mostrano la sua sensibilità, la vera persona che è. E lì Sylvie si rende conto che esiste l'amore impossibile, perchè William è il marito di sua sorella. Ma quando William lascia Julia (con un biglietto) e sparisce, Sylvie, insieme al miglior amico di lui, viene presa dal terrore che voglia compiere un gesto estremo e partecipa al gruppo di ricerca che riesce, effettivamente, a salvarlo per un pelo.
Ho avuto una antipatia a pelle nei confronti di Julia. Presuntuosa, piena di sè, che passa sopra a tutti senza accorgersi di cosa provano. Quando Sylvie le dice che William potrebbe suicidarsi, Julia semplicemente pensa che la sorella non deve preoccuparsi di lui perchè è lei l'unica vittima. Lui è all'ospedale e lei si rifiuta di andarlo a vedere, salvo poi arrabbiarsi con la sorella perchè è sempre là, e rimanerci male con le altre sorelle perchè non prendono le sue parti ma ancora parlano a William. Sinceramente, quando Julia si trasferisce a New York, ho sperato rimanesse là per sempre. 
Mi rendo conto di essere molto Sylvie. Cercare per una vita l'uomo che sa leggere la tua anima, per poi scoprire che è vicino a te ma non puoi averlo. E una volta che lui è libero, finalmente poter liberare quell'amore che fa bene ad entrambi. Tutte le volte che aveva un senso di colpa nei confronti di Julia, avrei voluto gridarle che loro si erano già lasciati quando è subentrata lei (peraltro mi chiedo come abbia fatto Julia a non rendersi conto del reale disagio di William e di cosa provava la sorella così legata a lei.. ma va beh).
Le altre due sorelle sono un po' di contorno. Anche se ho molto ammirato la caparbietà di Cecelia, madre a 17 anni, costretta ad andarsene di casa perchè la madre l'ha cacciata, che si mette anima e corpo a vivere della sua arte, dipingendo murales di donne per tutta la città e diventando anche famosa. Emmeline, sua gemella, salta fuori che è lesbica e innamorata della sua collega Josie; si mettono insieme e non danno fastidio a nessuno. Le loro due storie sono un po' relegate al ruolo di comprimarie però sono fondamentali ad un certo punto ad accettare che William e Sylvie si amino e, soprattutto, che William, nonostante non stia più con Julia, è sempre parte della loro famiglia. Così come è stato molto bello il gruppo di amici che si raduna attorno a William, dandogli la motivazione per riscoprire cosa fare nella vita dopo aver cercato di suicidarsi.
Mi è piaciuto il collegamento tra i vivi e i morti. Muore Charlie, nasce Izzy. Muore Sylvie, torna a casa Alice.
Il libro mi ha dato l'idea di esser stato tirato un po' per le lunghe. Non ho apprezzato molto le riflessioni "psicologiche" dei personaggi perchè le ho trovate molto superficiali e più costruite che spontanee. Mi sono piaciute come contenuto ma non come forma espressiva, ecco.
Un libro che, dalla trama, pensavo mi avrebbe emozionato di più, invece, a parte alcune parti (specialmente relative a Sylvie) mi hanno preso, ma molte altre no.
Mio voto: 7 e mezzo / 10