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martedì 26 maggio 2026

L'Odissea: raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre - Marilù Oliva


Titolo originale: L'Odissea: raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre (2020) 

L’Odissea non è la storia del viaggio di un uomo: è la storia d’amore di molte donne. C’è Calipso, che, avvinta dalle sue stesse reti di seduzione, si innamora di Ulisse ma deve lasciarlo andare. C’è Euriclea, la nutrice che lo ha cresciuto, e ci sono le Sirene, ciecamente decise a distruggerlo. C’è Nausicaa, seduttrice immatura ma potente, che non osa nemmeno toccarlo. C’è Circe dominatrice, che disprezza i maschi finché non ne incontra uno diverso da tutti gli altri. E naturalmente c’è lei, Penelope, la sposa che non si limita ad attendere il marito, ma gli è pari in astuzia e in caparbietà. In questo libro, sono loro a cantare le peregrinazioni dell’eroe inquieto, ciascuna protagonista di una tappa della grande avventura, ribaltando la prospettiva unica del maschile nella polifonia del femminile: che conquista, risolve, combatte. Alle loro voci fa da controcanto quella di Atena, dea ex machina, che sprona sia Telemaco sia Ulisse a fare ciò che devono: la voce della grande donna dietro ogni grande uomo. In un curioso e riuscito alternarsi di punti di vista, torna in vita e vibra di nuovi significati un classico immortale, in una narrazione che vola alta sulla varietà e sulla verità dei sentimenti umani. (goodreads)

L'autrice, nelle note finali, sostiene che il suo intento nel far narrare l'odissea alle donne, era "realizzare un lavoro di riscrittura fedele al testo originale, che desse voce alle diverse e corpose figure femminili qui incontrate, il cui ruolo è rivoluzionario rispetto all'altro poema omerico". Io ho avuto, invece, la netta sensazione, che questo libro sia un'enorme esaltazione della figura di Odisseo, della sua forza, della sua tenacia, della sua intelligenza. Ogni donna che parla in questo romanzo non fa altro che esaltare le caratteristiche insite in Odisseo e a magnificare la sua figura di eroe degli eroi. Non ci vedo una grande differenza rispetto all'opera di Omero, se non nel fatto che là era narrata da una voce maschile, qui da una serie di voci femminili. L'unica figura che mi ha colpito per la modernità è, al limite, quella di Penelope, che quando riconosce Odisseo non si getta nelle sue braccia (come si aspetta il figlio Telemaco), anzi, dice che lei lo ha aspettato vent'anni, lui può aspettare qualche ora; lei vuole essere corteggiata, lo pretende, e lui sta al gioco.
Il resto del libro, sinceramente, è stato molto noioso. Oltretutto, se uno non ricorda l'Odissea (originale) in alcuni punti può fare fatica perchè questo libro dà per scontato che tutti sappiano di cosa stiamo parlando. 
La lettura è stata interessante all'inizio, ma poi mi è risultata piuttosto noiosa, lo ammetto. Alcuni punti in cui si dilungava nelle spiegazioni delle battaglie o del cibo sulla tavola o simile, li saltellavo.
Sinceramente questo libro mi ha fatto venire voglia di rileggere l'originale, ma rimango molto perplessa su tutte queste "riscritture", che trovo abbiano poco senso. La storia era quella, calata in una realtà storica che era quella.
Mio voto: 6 / 10

martedì 13 gennaio 2015

Repetita - Marilù Oliva



Lorenzo Cerè cerca il riscatto da un'infanzia di solitudine e abusi. Il sesso è per lui un lenitivo in un'esistenza che brucia, mentre il passato continua a colpirlo sottoforma di terribili emicranie e nevrosi. Lorenzo conosce la Storia, conosce gli uomini,i loro crimini, e s'ispira a loro per ideare i suoi omicidi. Lorenzo Cerè è un assassino metodico, inflessibile e preciso, ma non ha calcolato le eccezioni, e la più grande eccezione è lei, la dottoressa Malaspina che lo aspetta in uno studio psichiatrico... (da www.ibs.it )

È il secondo libro di Marilù Oliva che leggo e devo dire che mi è piaciuto molto. La scrittura è molto scorrevole e la narrazione dettagliata. Il racconto è diviso in brevi capitoli ed è lo stesso killer che racconta in prima persona la sua ricerca di riscatto nei confronti delle persone che lo hanno preso in giro nel passato. “Voglio solo ripulirmi delle meschinità che ho subito”
Il personaggio di Lorenzo Ceré e la sua psicologia sono veramente ben descritti. Si finisce per essere molto coinvolti dal difficile passato questo uomo, arrivando quasi a provare compassione per lui è a “giustificare” i delitti che ha commesso anche se decisamente efferati. L'idea di “firmare” il proprio crimine paragonandosi ai grandi personaggi della Storia è interessante. Quello che proprio mi ha dato fastidio è stata la descrizione delle violenze sugli animali. Ad un certo punto, avrei voluto entrare nel libro e fare fuori io stessa lo schifosissimo compagno della madre.
E' interessante molto anche il personaggio della psicologa, che entra talmente nel cuore di Lorenzo da fargli sperare di poter cambiare.

“glissavo il discorso indirizzandolo alla coprofobia o al mal di testa”
“Signor Cerè, io credo che lei abbia qualcosa di molto, molto sedimentato”

“volevo guarire, non ripercorrere la cronistoria e le motivazioni dei miei problemi”

Appare già, in questo libro, l'investigatore Basilica, con un ruolo minimo. Diciamo che la vicenda “giudiziaria” è decisamente in secondo piano rispetto ai sentimenti sviscerati del serial killer.

Mio voto: 8 / 10

domenica 14 dicembre 2014

Fuego - Marilù Oliva



Una torrida estate bolognese, un piromane che semina incendi per la città e una morte strana, molto strana, apparentemente legata a oscuri culti sciamanici. L'autopsia conduce la polizia ai locali notturni latino-americani della provincia, il regno della Guerrera, al secolo Elisa Guerra. Capoerista convinta, studentessa di criminologia nonché giornalista pubblicista disoccupata che attualmente consegna pizze a domicilio. La Guerrera è concentrata in una personale lotta per la sopravvivenza: gli ostacoli sono il disinganno della vita, la precarietà e un'occupazione di cui si vergogna. Quando l'ispettore Basilica la coinvolge nelle indagini, lei ci si tuffa nel suo modo incosciente, senza riserve, così come balla e beve rum. Le ambigue notti di salsa sono una calamita non solo per i personaggi che le animano - la fascinosa Princesa, El Tigrón, El Chupa-Chupa, Catalina, con la sua dolcezza azzurra e i suoi studi di alchimista, il sensuale cantante Roelvis, un amante cubano tornato dal passato - ma anche per i curiosi. E qualcuno, nascosto nell'ombra, sta macchinando un nuovo delitto. Nel frattempo il fuoco continua a bruciare impietoso nelle strade di Bologna e nel cuore duro della Guerrera. (da www.ibs.it)

Elisa Guerra, capoerista convinta, assidua frequentatrice di sale da ballo latino-americane, bevitrice di rum come se fosse acqua e fumatrice. Aspirante giornalista costretta a consegnare pizze per guadagnare qualche soldo (in nero). Alle prese con un altro omicidio e un piromane che ha bruciato il suo scooter insieme ad altri tre. L'ispettore capo Basilica che le chiede se vuole di nuovo collaborare alle indagini.
E' il primo libro che leggo di Marilù Oliva, e pur avendoli tutti, sono partita da questo titolo perchè mi tornava comodo per una delle reading challenges ancora da completare.
E' un libro carino, si legge bene. Mi è piaciuto tantissimo il fatto che subito dopo ogni frase in spagnolo l'autrice si premurava di scriverne anche la traduzione.
La storia è ambientata a Bologna, quindi è stato molto facile seguire la Guerrera nei suoi tragitti. Secondo me non è chiarissimo come si arriva al finale, cioè, io non ero arrivata assolutamente a capire chi potesse essere l'assassino e perchè, mi sono persa un po' nei meandri della salsa e della burundanga.
Molto curata la caratterizzazione dei personaggi. La protagonista non mi ha particolarmente attirato, anche se mi ha fatto tenerezza perchè le vanno sempre tutte storte. Mi piace molto di più Catalina, la coinquilina mezza puertorriquena con l'ossessione per il fuoco e che legge i tarocchi. Sono un bel duo.
Nel complesso è carino, non un giallo straordinario ma si fa leggere. Al centro della vicenda, però, più del delitto, sembra esserci la vita di Elisa. Quindi mi è piaciuto abbastanza ma non mi ha entusiasmato. Appena riesco, comunque, voglio leggere qualche altro libro della serie.
Mio voto 6 e mezzo / 10.