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mercoledì 30 dicembre 2015

2015 reading challenges

E' tempo di cominciare a fare il bilancio delle sfide a cui mi sono iscritta per il 2015. Sono molto soddisfatta, sono riuscita a completarle tutte. Unica pecca, sono abbastanza indietro con le sfide su più anni, dove invece i progressi sono stati minori del previsto.

european reading challenge -- è una sfida rapidissina, quest'anno l'ho completata a febbraio!!
women challenge -- anche la sfida della mia amica Valentina l'ho chiusa abbastanza presto. Mi ero iscritta al livello 3, e anche quest'anno ho superato il tetto posto dal livello 4
what an animal reading challenge -- ho participato al primo livello e l'ho completato in agosto
full house reading challenge -- completata a novembre
what's in a name -- quest'anno sono riuscita a completarla, addirittura in ottobre
* new author challenge -- nuova sfida a cui ho partecipato quest'anno. C'erano tre livelli di sfida, io mi ero imposta di leggere 15 nuovi autori (il livello più basso), ma ho ampiamente superato il secondo livello dei 25 autori. Non sono arrivata ai 50 autori del terzo livello.

* the eclectic reading challenge -- nuova sfida anche questa. Completata a dicembre (diciamo la verità, in realtà l'avevo completata ben prima, solo che avrei voluto leggere un libro di lettere e non un diario per la categoria "epistolary fiction", ma visto che la categoria lo consente perchè dovermi complicare la vita??)
monthly keyword reading challenge -- mi è piaciuta tantissimo, e sono riuscita a completarla il 10 dicembre!
monthly motif reading challenge -- completata il 29 dicembre (proprio all'ultimo eh eh)


Sfide su più anni:
around Italy reading challenge -- per la mia "auto sfida", anche nel 2015 ho letto solo tre libri, quindi ho ancora 14 regioni da completare (scad. 23 maggio 2017)
around the world in 80 books -- nel corso del 2015 ho letto solo 8 libri che mi fanno raggiungere un totale di 27 Stati visitati e 53 mancanti (scad. 15 ottobre 2018)
book around the States -- nessun limite per il completamento di questa sfida; nel 2015 ho letto 4 libri, per un totale di 10 Stati visitati

Sintesi libri letti nel 2015

Libri letti nel 2015:
  1. lo hobbit (J.R.R. Tolkien)
  2. repetita (Marilù Oliva)
  3. non dirmi che hai paura (Giuseppe Catozzella)
  4. l'uccello che girava le viti del mondo (Haruki Murakami)
  5. il sentiero delle stelle (Amy Brill)
  6. vacanze in villa (Madeleine Wickham)
  7. le madri salvate (Colombe Schneck)
  8. gli ingredienti segreti dell'amore (Nicolas Barreau)
  9. acqua buia (Joe R. Lansdale)
  10. il buio oltre la siepe (Harper Lee)
  11. il commissario nella tartufaia (Pierre Magnan)
  12. cecità (Josè Saramago)
  13. Wondy. Ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro (Francesca del Rosso)
  14. Lisario o il piacere infinito delle donne (Antonella Cilento)
  15. Nessuno al mio fianco (Nadine Gordimer)
  16. Blue mondays (Emily Dubberley)
  17. Guida galattica per autostoppisti (Douglas Adams)
  18. la signorina Else (Arthur Schnitzler)
  19. il gatto che leggeva alla rovescia (Lilian Jackson Braun)
  20. il fiume delle cento candele (Kim Echlin)
  21. il grande sonno (Raymond Chandler)
  22. il curioso caso di Benjamin Button (Francis Scott Fitzgerald)
  23. la proposta di un gentiluomo (Julia Quinn)
  24. il branco della rosa canina (Gianni Padoan)
  25. storia di una ladra di libri (Markus Zusak)
  26. controvento (Angeles Caso)
  27. città aperta (Teju Cole)
  28. Madame Mallory e il piccolo chef indiano (Richard C. Morais)
  29. whisper (Maggie Stiefvater)
  30. le porte di Damasco (Agatha Christie)
  31. hunger games (Suzanne Collins)
  32. hunger games 2 la ragazza di fuoco (Suzanne Collins)
  33. hunger games 3 il canto della rivolta (Suzanne Collins)
  34. istituto di bellezza Margaret Thatcher (Marsha Mehran)
  35. un'arancia ad orologeria (Anthony Burgess)
  36. il rifugio dei cuori solitari (Lucy Dillon)
  37. la meccanica del cuore (Mathias Malzieu)
  38. Grey (E. L. James)
  39. adibas (Zaza Burchuladze)
  40. quel che resta del giorno (Kazuo Ishiguro)
  41. Eugenia Grandet (Honorè de Balzac)
  42. un mattino a Irgalem (Davide Longo)
  43. 9 giorni (Gilly MacMillan)
  44. il gatto che mangiava i mobili (Lilian Jackson Braun)
  45. a casa (Toni Morrison)
  46. mi fido di te (Francesco Abate e Massimo Carlotto)
  47. il fantasma di Canterville (Oscar Wilde)
  48. memorie di una geisha (Arthur Golden)
  49. l'estate senza uomini (Siri Hustvedt) - rilettura
  50. after dark (Haruki Murakami)
  51. la lettrice di fiori (Elizabeth Loupas)
  52. l'università di Rebibbia (Goliarda Sapienza)
  53. Fairy Oak (Elisabetta Gnone)

giovedì 10 dicembre 2015

La lettrice di fiori - Elizabeth Loupas



Titolo originale: The flower reader (2012)

Corte di Scozia, 1560. Rinette Leslie di Granmuir, figlia di cortigiani, possiede un’abilità unica e preziosa: pratica la floromanzia, l’antica arte di predire il futuro leggendo i fiori. Eppure questo dono non la metterà al riparo da ciò che sta per accadere: la regina, in punto di morte, le consegna uno scrigno che contiene alcune lettere cifrate con i più oscuri segreti della casa reale e la prova degli intrighi dei nobili di corte. Nel cofanetto si trova anche una pergamena con una profezia firmata da Nostradamus che minaccia il destino della monarchia. La giovane Rinette ha il compito di consegnarlo a Maria Stuarda, la futura regina, ma commetterà un errore fatale: poco prima di recarsi dalla nuova sovrana, si confiderà con il proprio amato, mettendolo inconsapevolmente in pericolo. Alcuni cortigiani senza scrupoli, che hanno spiato la conversazione, pur di entrare in possesso del prezioso oggetto, fanno sparire misteriosamente l’uomo. Ma quali importanti segreti potrà mai contenere lo scrigno? E quale sarà il destino del Regno di Scozia? Distrutta dal dolore e circondata da gente di cui non può fidarsi che complotta dietro di lei, Rinette avrà un solo modo per sottrarsi alle loro sordide trame: affidarsi ai fiori, al loro magico potere e alla loro forza profetica. Riuscirà a rimanere immune ai pericoli che incombono su di lei e a ritrovare un amore perduto? 
(da http://www.newtoncompton.com/libro/la-lettrice-di-fiori)

Cercavo un libro che potesse andare bene per l'ultimo mese della "monthly keyword" e sono incappata nella floromanzia, l'arte di predire il futuro leggendo i fiori, di cui sinceramente non avevo mai sentito parlare.
Devo però fare una precisazione sulla trama scritta dalla casa editrice: non sono i cortigiani senza scrupoli che ascoltano la conversazione, bensì è proprio Alexander che va a spifferarlo ai quattro venti nella speranza di guadagnarci...
Trama interessantissima, anche se la lettura dei fiori ad un certo punto sparisce quasi completamente, per riapparire un pochino verso la fine.
E' una strana sensazione quella che ho a libro finito; mi è piaciuto, ma non da dargli un voto altissimo. La scrittura è scorrevole, piacevole, anche se le prime pagine risultano un po' contorte. Riesce a conciliare bene l'ambientazione storica con la parte romanzata, senza addentrarsi troppo nella storia del periodo (mi piacciono i romanzi con ambientazione storica, ma odio profondamente quando diventano dei manuali di storia).
La protagonista, non so, ad un certo punto mi sono chiesta come mai continuasse (testardamente) a voler vendicare un marito che è stato veramente un farabutto. E' anche vero che se avesse consegnato subito il cofanetto non ci sarebbe stato il romanzo...
Trame e intrighi alla corte della capricciosa e volubile Maria Stuarda, dove i personaggi sono veramente troppi (oltretutto, la Stuarda aveva nel suo seguito solo donne che si chiamavano Maria..)
Ho provato una simpatia immensa per Nicolas De Clerac, raffinato confidente della regina, probabilmente è il personaggio a cui mi sono affezionata di più.
Nel complesso, il libro l'ho letto volentieri e anche in fretta ma, ripeto, non mi ha lasciato una grande emozione, nonostante la storia d'amore (l'ultima ovviamente) è veramente tenera (forse perchè è molto tenero lui..).
Mio voto: 7 e mezzo / 10

sabato 28 novembre 2015

After dark - Haruki Murakami


Titolo originale: Afutā Dāku (2004)

La vita a Tokio, in una notte. Mari, 19 anni, non ha voglia di tornare a casa e decide di passare la notte in un bar leggendo. Qui viene avvicinata da Takahashi, uno studente che suona il trombone in un gruppo e che le chiede notizie di sua sorella Eri. Eri che, però, è in un sonno profondo praticamente ininterrotto, nel quale si è calata lei stessa. Più tardi, quando è di nuovo sola, Mari viene avvicinata da Kaoru, che gestisce un "love hotel" in cui una prostituta cinese è stata picchiata e derubata dal suo cliente, un esperto informatico che lavora di notte. Kaoru chiede a Mari di aiutarla a tradurre quello che dice la prostituta visto che parla cinese. Nel frattempo, Kaoru riesce a scoprire il volto del cliente e consegna la sua foto al protettore della ragazza, il quale minaccia vendetta.
Nel ritmo scandito dalla notte, seguiamo quindi le storie di questi personaggi, fino a quando il cielo torna a rischiarare.

Faccio una premessa: a me piace lo stile onirico-visionario di Murakami, ma questo libro non ha nè capo nè coda. E' molto interessante il fatto che lo scrittore si finga una specie di telecamera che, semplicemente guardando, segue le storie dei personaggi e ce le spiega, quasi con distacco. Le storie di per sè hanno un grande potenziale ma non se ne chiude nessuna (forse solo la storia tra Takahashi e Mari): non si capisce perchè Eri voglia dormire e perchè venga catapultata dentro al televisore; non si sa come va a finire la storia del cliente della prostituta e del cinese che lo cerca in moto per la città. Non riesco sinceramente a capire cosa ci ha voluto dire.
Il libro è diviso in capitoli di varia durata, scanditi dal tempo che passa. 
Forse l'autore ha voluto portare alla luce la vita durante la notte, coi locali che rimangono aperti, con le ditte nelle quali si continua a lavorare... ma sinceramente mi dà solo una sensazione di incompiutezza. Dobbiamo aspettare il prossimo tramonto per vedere come proseguono (SE proseguono) le cose?
No, assolutamente delusa.
Mio voto: 4 / 10

martedì 17 novembre 2015

Memorie di una geisha - Arthur Golden


Titolo originale: Memoirs of a Geisha (1997)

La piccola Chiyo vive, assieme ai genitori e alla sorella maggiore Satsu, in un piccolo villaggio di pescatori chiamato Yoroido, in una casa tutta storta che lei chiama la «casa ubriaca». La madre è molto malata, al punto da essere costretta sempre a letto. Il proprietario della Compagnia Ittica per la quale lavora il padre, il signor Tanaka, pare affezionarsi a Chiyo, al punto che la bambina pensa che voglia adottare lei e la sorella. In realtà. il signor Tanaka le consegna ad uno dei dipendenti dell'okiya Nitta perché le porti a Gion, il quartiere delle geishe di Kyoto. Poi, giunte a destinazione, vengono separate. Chiyo rimane nell'okiya Nitta, mentre Satsu viene destinata ad un bordello.
Nell'okiya vivono la Madre (la proprietaria dell'okiya e geisha in pensione), Zietta (la "sorella minore" della Madre e geisha fallita), la Nonna (la geisha che  molto tempo prima ha adottato le due precedenti donne), Hatsumomo (l'unica geisha della casa), Zucca (una bambina quasi coetanea di Chiyo) e le domestiche. Chiyo viene dapprima impiegata come domestica ed è costretta a subire le angherie di Hatsumomo. Durante questi primi mesi Chiyo e Zucca diventano molto amiche.
Ad un certo punto, Chiyo comincia le lezioni per diventare geisha anche se il suo unico desiderio è quello di ricongiungersi con la sorella e tornare a casa. Dopo molto tempo riesce a mettersi in contatto con Satsu e decidono di scappare insieme, ma Chiyo, cercando di scappare dal tetto, cade a terra rompendosi un braccio e non arriverà all'appuntamento. Per punirla del suo tentativo di fuggire, la Madre decide di non investire più soldi nella sua educazione e la fa lavorare solo come domestica. Un giorno il signor Tanaka le scrive una lettera, informandola che il suo assistente e Satsu sono fuggiti da Yoroido e che entrambi i suoi genitori sono morti. Chiyo è disperata. Mentre si trova nei pressi del teatro, in lacrime, incontra il Presidente. E' un incontro che cambierà il suo destino perchè da quel giorno Chiyo decide che non le rimane altra scelta se non quella di cercare in tutti i modi di diventare una geisha, nella speranza di incontrare nuovamente il Presidente.
Chiyo viene contattata dalla geisha più famosa di Gion, Mameha, disprezzata da Hatsumomo, che la adotta come sorella minore, facendola diventare un'apprendista e preparandola per diventare una brava geisha. Come apprendista geisha, Chiyo deve quindi cambiare nome e diventa Sayuri. Inizialmente la sua carriera procede molto a rilento a causa di Hatsumomo che cerca in tutti i modi di ostacolarla (Hatsumomo ha preso come sorella minore Zucca). Sayuri spera con tutto il cuore di poter intrattenere il Presidente, ma le vicende la portano invece a stare sempre più insieme al suo socio in affari, Nobu, scontroso eroe di guerra senza un braccio che si invaghisce davvero di lei.
Grazie all'abilità di Mameha, il mizuage di Sayuri (la sua verginità) viene venduto ad un prezzo record, tale da estinguere tutti i debiti contratti con l'okiya. La Madre, grande affarista, decide di adottarla (al posto di Zucca) e pone così fine alle persecuzioni di Hatsumomo che in seguito sarà anche cacciata dall'okiya.
Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, il quartiere delle geishe viene chiuso e le donne vengono spedite a lavorare in fabbrica. Sayuri viene salvata da questo grazie a Nobu che la fa andare da un suo amico creatore di kimono.
Un giorno, dopo la fine della guerra e la riapertura del quartiere delle geishe, Nobu la va a trovare e richiede la sua presenza per intrattenere il vice ministro delle finanze che ha il compito di controllare l'operato della fabbrica di Nobu e del Presidente. Nobu, inoltre, si è proposto come suo danna (protettore), e lei, pur essendo grata di tutto ciò che lui ha fatto per lei, è troppo ossessionata dall'idea del Presidente e arriva ad attuare un piano per allontanare definitivamente Nobu. Decide di concedersi al primo ministro e chiede a Zucca di accompagnare Nobu a sorprenderli. Ma Zucca (che cova dell'astio per Sayuri essendo stata adottata al posto suo) porta con sé il Presidente.
Tempo dopo, il Presidente richiede la presenza di Sayuri in una casa da tè. Qui Sayuri gli spiega il motivo del suo gesto e lui le confida che Nobu ha deciso di rifiutare di diventare il suo danna, mentre le rivela che Mameha l'aveva presa sotto la sua ala quando era una bambina grazie a lui e che la desidera più di ogni altra donna. Il Presidente diventa quindi suo danna, la libera dall'okiya e la libera anche dal lavoro di geisha. Successivamente, Sayuri si trasferisce a New York dove apre un'elegante casa da tè per uomini d'affari giapponesi, continuando a vedere il suo amato Presidente tutte le volte in cui egli si recherà in America per affari (e dalla storia si intuisce che hanno anche un figlio).

Mi sono un po' dilungata nella trama perchè il romanzo è molto ricco e non volevo liquidarlo con due semplici righe. Avevo comprato il libro subito dopo aver visto il film al cinema, ma come tanti altri libri era rimasto intonso.
Leggere il libro dopo aver visto il film mi ha fatto dare un volto ai personaggi.
La trama è, di fondo, una lunghissima storia d'amore di una bambina povera che cambia il suo destino diventando una rinomatissima e richiestissima geisha, fino al giorno in cui riesce ad avere davvero l'uomo di cui si era innamorata.
Il libro è oltre 400 pagine ma si legge molto bene. Ogni volta che viene citato un termine in giapponese l'autore si premura si spiegarci cosa significa. La storia è coinvolgente e scorrevole. Ci sono alcune pagine un po' contorte nel finale, dallo stile deduco che siano volutamente contorte.
Unico enorme dispiacere che mi rimane è per il povero Nobu, che purtroppo si è innamorato della persona sbagliata e ne è rimasto ferito. Non se lo meritava.
Mio voto: 9 / 10

giovedì 5 novembre 2015

Il fantasma di Canterville - Oscar Wilde


Titolo originale: The Canterville ghost (1887)

Inghilterra, fine dell'Ottocento. Seguendo la moda dell'epoca, un politico nordamericano (Hiram Otis) acquista un castello inglese a Berkshire, vicino Ascot. La famiglia Otis è composta, oltre che da Hiram, dalla moglie Lucrezia, il figlio maggiore Washington, la figlia quindicenne Virginia e due terribili gemelli chiamati Stars and Stripes.
Il castello è infestato dal fantasma di Sir Simon, nobiluomo del Cinquecento, costretto tra le mura del castello finchè non si avvererà la profezia: una giovane dall'animo puro dovrà versare lacrime per un peccatore.
Tra gli Otis e il fantasma si crea subito una specie di ostilità, con Washington che cerca di togliere la macchia di sangue dal tappeto del salone. Questa è la macchia del sangue di Lady Eleanor, uccisa dal marito perchè incapace di svolgere le faccende domestiche. Ma ogni mattina, il fantasma fa riapparire la macchia (di colori anche diversi dal sangue). I gemelli, poi, si divertono in modo particolare a fare ogni sorta di scherzo, anche cattivo, al fantasma, che comincia a deprimersi perchè non spaventa più nessuno.
Virginia intanto si fidanza con un nobile del vicinato, Lord Cecil. Una sera il fantasma la incontra e le chiede di seguirlo per parlarle. Nasce una specie di compassione di Virginia nei confronti del fantasma, che la porta a versare lacrime per lui, compiendo così la profezia. 
Dopo che i familiari l'hanno cercata per ore, Virginia ricompare improvvisamente e li conduce nella camera segreta dove trovano lo scheletro incatenato di Sir Simon. Quattro giorni dopo, Sir Simon viene sepolto con una solenne cerimonia.
Nel finale, ritroviamo Virginia adulta e sposata con Lord Cecil. Lui le chiede di raccontargli cosa ha visto nell'aldilà, ma lei non risponde, sostenendo che è per il bene del defunto, e lasciandoci col mistero.

Adesso riderete di me: io non ho mai letto questo libro perchè pensavo fosse un libro da paura e non una parodia sui fantasmi!! 
E' un libro abbastanza corto, ironico e scorrevole, con alcune scene anche di riflessione più seria. Ci illustra chiaramente la differenza tra la classica società inglese, che crede ancora nelle leggende, e quella americana, più pragmatica, che non ha tempo per queste "sciocchezze".
Alla fine viene naturale provare anche un po' pena per questo povero fantasma inglese bistrattato dagli americani. Tranne da Virginia, che invece per lui prova una sincera compassione e grazie a lei finalmente il fantasma potrà essere libero.
Un classico da leggere senza paura.
Mio voto: 9 / 10

Mi fido di te - Massimo Carlotto, Francesco Abate



Titolo originale: Mi fido di te (2007)

Gigi Vianello, con un occhio verde ed uno azzurro, appartiene ad una famiglia medio borghese del Veneto. Ha poca voglia di studiare e molta di fare soldi facili: approda così allo spaccio d'ecstasy nelle discoteche del nord-est. Finchè "l'incontro" con Ilario Sambin, padre di Sabrina, una delle sue sballate clienti, gli cambierà la vita. Dopo la valanga di botte ricevute, Gigi viene incredibilmente accolto in famiglia e coinvolto negli affari dell'uomo, ufficialmente imprenditore nel settore ittico, ma in realtà attivissimo distributore di alimenti contraffatti. Il nuovo universo della contraffazione alimentare affascina fin da subito Vianello: rispetto allo spaccio i rischi sono praticamente azzerati e le prospettive di guadagno decuplicate. Uomo senza scrupoli, Gigi si libererà in un solo colpo di tutta la famiglia Sambin, evitando uno sgradito matrimonio ed intascando un cospicuo gruzzolo. Si trasferisce quindi in Sardegna, dove mette in piedi un giro d'affari milionario riciclando e smistando partite di cibo avariato. Cibo che va nei discount, dove è costretto a fare la spesa chi non può andare troppo per il sottile. O nelle mense dei poveri. O nelle case di cura.
Ma per tutti, Gigi Vianello è l'affascinante proprietario del "Chez Momò", il ristorante gourmet nel quale serve solo prodotti di altissima qualità e salutistici.
Tutto va bene nella sua vita, fino a che qualcosa non si blocca nell'ingranaggio, perchè si mette contro un potente locale e in una foto, piccola piccola, compare anche la sua faccia in lontananza. Ma sarà sufficiente a far riemergere qualcosa che è legato anche al suo passato di traditore. Nuovi e vecchi nemici iniziano ad assediarlo. E per lui inizia una discesa nell'abisso, senza alcuna esclusione di colpi. 
 

Ho letto questo libro per il gruppo di lettura e l'ho trovato terribilmente interessante. 
E' principalmente un romanzo di denuncia nello stile del noir.
La scrittura è molto piacevole, si legge tutto d'un fiato. La parte dedicata all'adulterazione alimentare è incredibilmente angosciante, ma si capisce chiaramente che gli autori non stanno inventando delle storie purtroppo. Poi la storia si allontana un po' dal discorso delle sofisticazioni alimentari, per concentrarsi su Gigi e il suo "tracollo". La seconda parte ha sicuramente più colpi di scena, con anche l'entrata in scena della mafia russa. 
Una cosa che mi ha messo una certa inquietudine è che, ad un certo punto, per quanto sia carogna (non lo si può definire in altro modo..), si finisce quasi per provare "pietà" per Vianello, attorniato da personaggi ben più carogne di lui. Si rischia quasi di provare pietà per un criminale, perchè anche lui è un egoista criminale. 
Alcuni momenti nella storia sono quasi ironici e fanno sorridere. E' un po' un sorriso amaro. Lo stesso titolo "mi fido di te", in realtà è abbastanza grottesco, perchè nel corso del libro viene detto da personaggi da cui proprio è meglio guardarsi alle spalle.
Lettura consigliatissima (ma preparatevi perchè dopo guarderete gli alimenti con tutt'altro occhio).
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 21 ottobre 2015

A casa - Toni Morrison



Titolo originale: Home - 2012

Frank Money, ventiquattro anni, reduce dalla Guerra di Corea che "i soldi ce li ha solo nel cognome", riesce a scappare dall'ospedale in cui lo stavano curando. Frank, infatti, è continuamente preda di attacchi d'ansia e visioni. Le immagini terribili della guerra, in particolare la morte dei suoi due amici d'infanzia, non gli danno tregua. Il suo equilibrio psichico è precario. Per un po' trova "conforto" nella relazione con Lily, ma alla fine è l'apatia che l'ha vinta e mina il rapporto.
Un giorno Frank riceve una lettera in cui gli viene detto che sua sorella Cee sta rischiando di morire.
Cee (Ycidra) è l'unica persona di cui Frank si sia occupato. Fin da piccoli l'ha protetta e curata. E, pur avendo promesso che non sarebbe mai più tornato nell'odiata terra natale, Frank non può dire di no a Cee. Inizia così un lungo viaggio attraverso l'America degli anni 50, che riporterà Frank a casa, a Lotus in Georgia. Nel viaggio, ripercorriamo con lui gli avvenimenti del suo passato: la fuga coi genitori dal Texas, la sorellina nata lungo la strada, l'arrivo a casa della terribile nonna Lenore che sfoga sui bambini la sua rabbia.
Solo tornando a casa, Frank riesce a fare i conti con una vergogna che gli pesa sul cuore più di tutte le morti che ha visto in guerra.

E' il secondo libro che leggo di Toni Morrison e devo dire che mi è piaciuto molto. La storia è piena di temi importanti, dal razzismo che costringe i genitori a scappare di casa, dai problemi psicologici dei veterani, dagli esperimenti biologici sugli afro-americani (Cee lavora come assistente nello studio di un dottore). E' un romanzo che tocca anche temi come l'amore, il dolore, la perdita. Il bisogno di avere una casa propria. Ma la casa anche in senso lato: è a casa, circondata da donne che Cee troverà la forza di capire che lei è prima di tutto un essere umano, con valori e qualità, e trovando la forza di andare verso il futuro. Questo è anche ciò che aiuterà Frank a vedere il passato per quello che è stato davvero, e a prendersi la colpa di una cosa (che non vi dico) orribile che ha fatto.
Il libro è molto scorrevole. Alcuni capitoli sono scritti in corsivo, ed è Frank stesso che sembra quasi parlare con la scrittrice per dirle cosa deve scrivere nel suo libro.
Secondo me, più del dolore e della sofferenza, mi rimane il ricordo della speranza. Frank e Cee sono due vite distrutte, lacerate dal passato, che tornando a casa, riscoprendo le proprie radici, riescono ad avere una sorta di "redenzione", che permette loro di guardare al futuro, nonostante tutto. La vita oltre il dolore. E' questa la sensazione maggiore che mi rimane dalla lettura del libro.
Nel corso della narrazione, a Frank appare diverse volte un omino (una visione ovviamente) che però non ho capito quale funzione abbia… a meno che non si colleghi con la scena finale (che non vi racconto).
Mio voto: 8 / 10.

lunedì 12 ottobre 2015

Un mattino a Irgalem - Davide Longo


Titolo originale: un mattino a Irgalem (2001)

Etiopia, 1937. Pietro, avvocato torinese, si ritrova col grado di tenente, inAfrica per una missione spinosa: difendere un uomo che tutti vogliono morto. Il sergente Prochet, condottiero dei cosiddetti gruppi esploratori, ha sgozzato, squartato, devastato. Due pattuglie inviate nel deserto per recuperarlo sono svanite nel nulla. Ora è solo un personaggio scomodo, chiuso in una buia cella di Addis Abeba. E non dice una parola. Pietro tenta di aprire un varco nel silenzio ostinato di Prochet, per alcuni un eroe della guerra che ha dato all'Italia un impero, secondo i più "un matto, una bestia, uno che l'Africa gli ha fatto male".
Scortato da un “ragazzino dagli occhi azzurri, in una divisa cachi troppo grande”, incalzato dai superiori, che vogliono il caso chiuso al più presto. Accompagnato dalle partite a scopa e dalle conversazioni con il tenente medico Viale, gay e amico di vecchia data rifugiatosi nell'altipiano per non incappare nell'intransigenza fascista.
La vampata di passione per Teferi, splendida “donna d'ambra” figlia del ciabattino, non lo distoglie dal ricordo nostalgico delle fughe amorose con Clara, simbolo della bella vita torinese.
Ma... perché hanno affidato proprio a Pietro quel caso a cinquemila chilometri dal suo Paese?
Si sale sul treno polveroso dei militari, al primo capitolo, e fra una sigaretta fumata “stretta” da Pietro e un ruvido paesaggio africano, non si scende fino all'epilogo.(da: copertina)

Davide Longo è molto bravo nel calarci tra i militari e il senso di disagio che prova questo avvocato militare che da Torino viene spedito in Etiopia per salvare un sergente che è già condannato prima del processo. Si sente addosso la polvere della città, l'odore di fango quando piove.
Le descrizioni del romanzo sono molto belle, essenziali ma coinvolgenti. Il linguaggio in genere è abbastanza asciutto, pochi fronzoli, eppure riesce perfettamente ad essere descrittivo.
La storia, secondo me, parte molto bene. Il viaggio in treno dei soldati che sono quasi euforici. Pietro invece che è tormentato dai dubbi e dalle riflessioni su Clara, una donna sposata che frequenta a Torino.
Poi però tutto diventa un po' più piatto. Ci troviamo in un mondo in cui le cose in realtà non possono essere cambiate. Pietro capisce che Prochet è in realtà stata una pedina dei superiori che hanno sfruttato la sua innata violenza per tagliare teste. Prochet stesso sa che non serve che si difenda, e infatti passa gli incontri con l'avvocato stando seduto a terra e guardando il muro.
Nel frattempo, Pietro si invaghisce di una donna chiamata Teferi, che purtroppo è già la donna di un altro militare, Sancho. Qui Pietro si lascia andare ad un impulso improvviso e inatteso, forse l'unico colpo di scena nella storia. Ma quando Pietro pensa di poter tornare alla sua vita si rende conto che il destino gli ha giocato un brutto scherzo.
La lettura è stata piacevole ma mi rimane una sensazione strana del libro. La storia nel complesso è tutta molto fatalistica, un po' troppo “le cose dovevano andare così”. Parte con uno stile descrittivo molto piacevole, ma ad un certo punto sembra voglia creare della suspance che non riesce a creare. Prochet è insalvabile. Quello che ha fatto quel mattino nel villaggio è raccapricciante, ma per esempio non viene spiegato che fine hanno fatto le squadre che lo sono andate a cercare. Non c'è nessuno che lo conosce in caserma e quindi nessuno che possa parlare di lui. Solo verso la fine appunto viene raccontata la storia del bambino. Verso la fine, Pietro stesso viene colto dal raptus della violenza, se vogliamo “mitigato” dal desiderio di salvare Teferi probabilmente. E sembra quasi che lui stesso venga “punito”.
La vera domanda che non trova risposta è “perché hanno affidato proprio a Pietro quel caso a cinquemila chilometri dal suo Paese?”. A questo non si trova risposta.
Mio voto: 6 e mezzo / 10


sabato 10 ottobre 2015

Il Nobel per la letteratura 2015 a Svetlana Aleksievic


Saggista e giornalista, nata in Ucraina e cresciuta in Bielorussia, in esilio volontario a Parigi dal 2000, era proprio lei la favorita dei bookmakers. Ha narrato nei suoi libri il dramma collettivo del crollo dell'Unione Sovietica e del suo mito imperialista, da Incantati dalla morte al suo ultimo Tempo di seconda mano: racconto della nascita di una "nuova Russia", dopo una popolare e corale "buonanotte al signor Lenin". Un mosaico di umanità che ritrae la fine del comunismo, ma non solo: la guerra in Afghanistan in Ragazzi di zinco, la tragedia nucleare dell'Ucraina in Preghiera per Cernobyl.
Nei suoi racconti la Aleksievic resituisce fedelmente il senso della storia e dei suoi protagonisti: la vita, lo scenario, l'atmosfera domestica, il contesto. Dà loro voce direttamente, quasi scomparendo dietro le virgolette di centinaia di interviste e conversazioni che lei ascolta, annota, riporta. La scrittrice ha vinto per la "sua opera polifonica, tributo al coraggio e al dolore dei nostri tempi", iniziata con il primo libro che la rese nota, nel 1983: una raccolta delle voci di centinaia di donne russe che avevano partecipato alla Seconda guerra mondiale in La guerra non ha un volto di donna. Uno stile che del giornalismo prende la parola asciutta, evocativa e dalla realtà storica dei suoi intervistati un racconto al tempo stesso epico e intimo della disillusione di un popolo che si confronta con la ricostruzione della propria identità.
"Non ci ho ancora pensato. Comunque i soldi li uso in un solo modo, compro la libertà": ha risposto così alla domanda su come utilizzerà i soldi del Nobel. La Aleksievic ha ringraziato la Svezia perché "capisce il dolore russo" e ha dedicato il premio al suo Paese di origine, la Bielorussia: "Non è un premio per me, ma per la nostra cultura, per il nostro piccolo paese, che è stato messo nel tritacarne della storia". Ricordando che scrive i suoi lavori in tempi molto lunghi, ha aggiunto: "Spero di avere la libertà di lavorare su questi due libri".
Svetlana, nata il 31 maggio del 1948 nella città ucraina di Ivano-Frankivsk (un tempo Stanislav), ha iniziato la sua carriera come insegnante di storia, per poi diventare giornalista, dopo la laurea all'Università di Minsk tra il 1967 e il 1972. Ha poi sentito l’esigenza di scavare dentro i lati più oscuri della storia del suo Paese, denunciando i danni che le guerre hanno lasciato sul campo, nella psicologia delle persone. Ha dato voce ai sopravissuti, agli spettatori e ai reduci degli orrori. E, soprattutto, scegliendo la parte dei più deboli, contro il potere. 



Le prime parole
«Mi sono subito sentita circondata da grandi ombre, come Bunin o Pasternak, è un sentimento da un lato fantastico e dall’altro inquietante» ha detto la scrittrice commentando il premio (l’annuncio è arrivato mentre stava stirando) . Nel pomeriggio la conferenza stampa a Minsk in cui ha denunciato di essere boicottata dal potere bielorusso: «Fanno finta che io non ci sia, non pubblicano i miei libri, non posso fare discorsi da nessuna parte, non mi ricordo che la tv bielorussa mi abbia fatto una chiamata, neppure il presidente bielorusso». Poi ha aggiunto:«Mi piace il mondo russo della letteratura e della scienza ma non rispetto il mondo russo di Putin e di Stalin»

L'intervento russo in Ucraina è "un'occupazione, una invasione straniera". E aggiunge: "Non mi piace neanche l'84% dei russi che chiede che gli ucraini vengano uccisi". La scrittrice ha lanciato un monito contro il totalitarismo: "È difficile essere una persona onesta, ma non bisogna fare concessioni a un potere totalitario". Il Cremlino risponde: "Probabilmente Svetlana non possiede tutte le informazioni necessarie per dare una valutazione positiva di ciò che sta accadendo in Ucraina", così Dmitri Peskov, portavoce di Putin.
(da www.repubblica.it e www.corriere.it . Foto da www.corriere.it )

Bibliografia di Svetlana Aleksievic al 08 ottobre 2015:
Preghiera per Černobyl. Cronaca del futuro (2002)  
Ragazzi di zinco (2003)  
Incantati dalla morte. Romanzo documentario (2005)
- Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo (2014)