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martedì 17 novembre 2015

Memorie di una geisha - Arthur Golden


Titolo originale: Memoirs of a Geisha (1997)

La piccola Chiyo vive, assieme ai genitori e alla sorella maggiore Satsu, in un piccolo villaggio di pescatori chiamato Yoroido, in una casa tutta storta che lei chiama la «casa ubriaca». La madre è molto malata, al punto da essere costretta sempre a letto. Il proprietario della Compagnia Ittica per la quale lavora il padre, il signor Tanaka, pare affezionarsi a Chiyo, al punto che la bambina pensa che voglia adottare lei e la sorella. In realtà. il signor Tanaka le consegna ad uno dei dipendenti dell'okiya Nitta perché le porti a Gion, il quartiere delle geishe di Kyoto. Poi, giunte a destinazione, vengono separate. Chiyo rimane nell'okiya Nitta, mentre Satsu viene destinata ad un bordello.
Nell'okiya vivono la Madre (la proprietaria dell'okiya e geisha in pensione), Zietta (la "sorella minore" della Madre e geisha fallita), la Nonna (la geisha che  molto tempo prima ha adottato le due precedenti donne), Hatsumomo (l'unica geisha della casa), Zucca (una bambina quasi coetanea di Chiyo) e le domestiche. Chiyo viene dapprima impiegata come domestica ed è costretta a subire le angherie di Hatsumomo. Durante questi primi mesi Chiyo e Zucca diventano molto amiche.
Ad un certo punto, Chiyo comincia le lezioni per diventare geisha anche se il suo unico desiderio è quello di ricongiungersi con la sorella e tornare a casa. Dopo molto tempo riesce a mettersi in contatto con Satsu e decidono di scappare insieme, ma Chiyo, cercando di scappare dal tetto, cade a terra rompendosi un braccio e non arriverà all'appuntamento. Per punirla del suo tentativo di fuggire, la Madre decide di non investire più soldi nella sua educazione e la fa lavorare solo come domestica. Un giorno il signor Tanaka le scrive una lettera, informandola che il suo assistente e Satsu sono fuggiti da Yoroido e che entrambi i suoi genitori sono morti. Chiyo è disperata. Mentre si trova nei pressi del teatro, in lacrime, incontra il Presidente. E' un incontro che cambierà il suo destino perchè da quel giorno Chiyo decide che non le rimane altra scelta se non quella di cercare in tutti i modi di diventare una geisha, nella speranza di incontrare nuovamente il Presidente.
Chiyo viene contattata dalla geisha più famosa di Gion, Mameha, disprezzata da Hatsumomo, che la adotta come sorella minore, facendola diventare un'apprendista e preparandola per diventare una brava geisha. Come apprendista geisha, Chiyo deve quindi cambiare nome e diventa Sayuri. Inizialmente la sua carriera procede molto a rilento a causa di Hatsumomo che cerca in tutti i modi di ostacolarla (Hatsumomo ha preso come sorella minore Zucca). Sayuri spera con tutto il cuore di poter intrattenere il Presidente, ma le vicende la portano invece a stare sempre più insieme al suo socio in affari, Nobu, scontroso eroe di guerra senza un braccio che si invaghisce davvero di lei.
Grazie all'abilità di Mameha, il mizuage di Sayuri (la sua verginità) viene venduto ad un prezzo record, tale da estinguere tutti i debiti contratti con l'okiya. La Madre, grande affarista, decide di adottarla (al posto di Zucca) e pone così fine alle persecuzioni di Hatsumomo che in seguito sarà anche cacciata dall'okiya.
Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, il quartiere delle geishe viene chiuso e le donne vengono spedite a lavorare in fabbrica. Sayuri viene salvata da questo grazie a Nobu che la fa andare da un suo amico creatore di kimono.
Un giorno, dopo la fine della guerra e la riapertura del quartiere delle geishe, Nobu la va a trovare e richiede la sua presenza per intrattenere il vice ministro delle finanze che ha il compito di controllare l'operato della fabbrica di Nobu e del Presidente. Nobu, inoltre, si è proposto come suo danna (protettore), e lei, pur essendo grata di tutto ciò che lui ha fatto per lei, è troppo ossessionata dall'idea del Presidente e arriva ad attuare un piano per allontanare definitivamente Nobu. Decide di concedersi al primo ministro e chiede a Zucca di accompagnare Nobu a sorprenderli. Ma Zucca (che cova dell'astio per Sayuri essendo stata adottata al posto suo) porta con sé il Presidente.
Tempo dopo, il Presidente richiede la presenza di Sayuri in una casa da tè. Qui Sayuri gli spiega il motivo del suo gesto e lui le confida che Nobu ha deciso di rifiutare di diventare il suo danna, mentre le rivela che Mameha l'aveva presa sotto la sua ala quando era una bambina grazie a lui e che la desidera più di ogni altra donna. Il Presidente diventa quindi suo danna, la libera dall'okiya e la libera anche dal lavoro di geisha. Successivamente, Sayuri si trasferisce a New York dove apre un'elegante casa da tè per uomini d'affari giapponesi, continuando a vedere il suo amato Presidente tutte le volte in cui egli si recherà in America per affari (e dalla storia si intuisce che hanno anche un figlio).

Mi sono un po' dilungata nella trama perchè il romanzo è molto ricco e non volevo liquidarlo con due semplici righe. Avevo comprato il libro subito dopo aver visto il film al cinema, ma come tanti altri libri era rimasto intonso.
Leggere il libro dopo aver visto il film mi ha fatto dare un volto ai personaggi.
La trama è, di fondo, una lunghissima storia d'amore di una bambina povera che cambia il suo destino diventando una rinomatissima e richiestissima geisha, fino al giorno in cui riesce ad avere davvero l'uomo di cui si era innamorata.
Il libro è oltre 400 pagine ma si legge molto bene. Ogni volta che viene citato un termine in giapponese l'autore si premura si spiegarci cosa significa. La storia è coinvolgente e scorrevole. Ci sono alcune pagine un po' contorte nel finale, dallo stile deduco che siano volutamente contorte.
Unico enorme dispiacere che mi rimane è per il povero Nobu, che purtroppo si è innamorato della persona sbagliata e ne è rimasto ferito. Non se lo meritava.
Mio voto: 9 / 10

mercoledì 7 ottobre 2015

9 giorni - Gilly MacMillan



Titolo originale: Burnt paper sky (2015)

Rachel Jenner è sconvolta ed in preda al panico: suo figlio Ben, di soli otto anni, è scomparso e lei non sa come affrontare questa tragedia.
Inoltre, a peggiorare la situazione, ci sono gli obiettivi della stampa e le telecamere delle TV che la seguono ovunque vada. 
E' vero, ha commesso una leggerezza: ha perso per un attimo di vista Ben e lui è sparito, perciò tutto il Paese ora pensa che lei sia una madre terribile e che vada condannata.
Ma cosa è successo veramente in quel tragico pomeriggio?
Stretta fra il dramma di aver perso suo figlio, le indagini della polizia sempre più serrate e la pubblica gogna dei media, Rachel deve affrontare un'altra agghiacciante realtà: tutto quello che sa di sè e dei suoi cari si rivelerà una gigantesca bugia. 
E non c'è più nessuno, nemmeno nella sua famiglia, di cui la donna possa fidarsi. 
Il tempo stringe e forse il piccolo Ben potrebbe essere ancora salvato, ma l'opinione pubblica ha già deciso.
E tu, da che parte stai?

Qualche settimana fa ho visto un post su facebook in cui si parlava di iscriversi al "club dei lettori" della Newton Compton. Ovviamente non me lo sono fatto ripetere, e dopo solo un paio di giorni mi sono trovata il corriere alla porta con questo libro che uscirà in libreria l'8 ottobre.
Parlare di un thriller senza scendere troppo nei dettagli è sempre difficile, ma proverò a stare sul generico.
La prima sensazione che questo libro mi ha provocato è stata di angoscia. Rachel, non tanto per leggerezza ma per provare al bambino che si fida di lui, lascia che la preceda fino alle altalene, un posto dove sono sempre andati. Ma quando arriva alle altalene, Ben non c'è. Non c'è nel bosco, non risponde, si trova solo il cagnolino, che lo accompagnava sempre, ferito. Seguono nove giorni di angoscia per la madre e di febbrili ricerche da parte della polizia, per trovare Ben, sapendo di essere in ritardo sui tempi delle statistiche. Il tutto condito dall'astio che l'opinione pubblica prova nei confronti della madre, secondo i più, vera e unica colpevole.
L'angoscia è un po' il filo conduttore di tutta la storia. Principalmente perchè si è troppo curiosi di sapere cosa è successo al bambino e se verrà trovato vivo o morto. Perchè sì, tra le ipotesi c'è anche quella che il rapitore gli abbia fatto del male.
La scrittura è molto piacevole, il libro si fa divorare. Si ha voglia di andare avanti e scoprire cosa è successo a Ben. La narrazione è divisa in 11 parti (si parte da un prologo relativo ad un anno dopo la vicenda, poi si susseguono i nove giorni e infine un ultimo capitolo ad un anno e 4 mesi dopo), a loro volta suddivise in capitoli brevissimi, alcuni in cui parla Rachel, la madre, e altri in cui parla Jim, il poliziotto incaricato delle indagini. Entrambi con un passato difficile alle spalle, ed un presente instabile. Il salto di narratore non crea problemi nella lettura. Poi ci sono alcuni capitoli, all'incirca alla fine di ogni giorno, in cui ci sono i resoconti della psicologa che segue Jim. Ammetto che questi, pur presentandoci meglio il personaggio del poliziotto, sono un po' noiosi.
Nel complesso la lettura è molto piacevole, la scrittura sembra quasi "leggera" in relazione alla durezza dell'argomento trattato, ma è uno dei pregi. 
In alcuni momenti mi è sembrato che la vicenda fosse scritta in modo perfetto per essere rappresentata sul grande schermo. Se un giorno ne vorranno fare un film direi che saranno pochi gli adattamenti da fare. 
Sono molto grata alla casa editrice Newton Compton per avermi dato la possibilità di leggere questo libro in anteprima. Probabilmente, se avessi letto la trama in libreria, non lo avrei preso. Invece è stata una lettura molto bella che consiglio!
Mio voto: 9 / 10

martedì 1 settembre 2015

Grey - E. L. James


Titolo originale: Grey. Fifty shades of grey as told by Christian (2015)

Christian Grey ama avere il controllo su tutto: il suo mondo è ordinato, metodico e completamente vuoto fino al giorno in cui Anastasia Steele irrompe nel suo ufficio come un turbine con il suo corpo incantevole e i suoi splendidi capelli castani. Lui cerca di dimenticarla, ma invece viene travolto da una tempesta di emozioni che non riesce a capire e a cui non può resistere. A differenza di tutte le donne che Christian ha conosciuto prima di lei, Ana, timida e ingenua, sembra arrivargli dritto al cuore, un cuore freddo e ferito, e vedere oltre la sua immagine di imprenditore di successo e il suo stile di vita esclusivo e lussuoso. Con Ana, Christian riuscirà a scacciare gli incubi della sua infanzia e i fantasmi del passato che lo perseguitano ogni notte? Oppure i suoi oscuri desideri sessuali, la sua ossessione per il controllo e l'odio verso se stesso che riempiono la sua anima allontaneranno Ana e distruggeranno la fragile speranza che lei gli sta offrendo? (www.mondadoristore.it)

Premetto che ho amato la trilogia delle 50 sfumature. Ho amato la storia di Christian e Ana. E così ho ceduto e ho letto anche questo libro.
Cosa mi aspettavo? Principalmente che il libro sviscerasse maggiormente il passato di Christian e il suo modo di ragionare, cosa che c'è veramente poco.
La sensazione è stata proprio di rileggere una storia già letta. Sì, è vero, ogni tanto Christian buttava lì i suoi pensieri "virgolettati" su Ana, ogni tanto c'erano dei flashback in cui lo troviamo bambino con una madre abusata accompagnata ad un uomo violento. Ma la cosa finiva lì, erano incubi da cui Christian si svegliava di soprassalto e basta. Sinceramente speravo di assistere a molte sedute dallo psicologo, e invece questo compare solo alla fine del libro perchè era sempre in vacanza...
Quello che cambia in modo particolare è che, a differenza degli altri 3 dove ho trovato molto romanticismo e molto erotismo, questo libro ha decisamente uno stile poco erotico e molto più volgare. Sinceramente, per buona parte della lettura l'ho considerato un libro abbastanza inutile, un esperimento che non è riuscito come doveva (o come mi aspettavo?).
La cosa che trovo raccapricciante, è che in questo tomo di notevole spessore troviamo solo (solo!!) più o meno la storia del primo libro della trilogia, poco oltre. Vuol dire che dobbiamo aspettarci anche i restanti due??? Io, ingenuamente, pensavo che il libro racchiudesse tutti i pensieri di Christian, di tutti e 3 i libri, non che in pratica i suoi pensieri allungassero solo le prime sfumature.
Sono molto delusa. Se avessi voluto rileggere la storia mi sarei riletta gli altri libri. Non so nemmeno se consigliarlo o meno. Mah.
Mio voto: 5 / 10

lunedì 31 agosto 2015

Il rifugio dei cuori solitari - Lucy Dillon



Titolo originale: Lost dogs and lonely hearts (2009)

Seduta di fronte all'antica scrivania di rovere, Rachel ascolta a malapena il borbottio dell'anziano notaio che sta sbrigando le ultime formalità testamentarie.
Il suo sguardo è fisso sulla sua eredità: un muso piegato di lato e pieno di comprensione, due enormi occhi color ghiaccio, un orecchio nero floscio e l'altro bianco e dritto. Gem non è un cane come tutti gli altri, è il border collie dell'eccentrica zia Dot che, morendo, ha deciso di lasciare alla nipote una grande tenuta in campagna, un rifugio per cani abbandonati e soprattutto Gem, l'amico prediletto. 
Rachel non è certo un tipo da cani e la sua sofisticata e mondana vita a Londra non l'ha preparata al faticoso lavoro in campagna. 
a tutta la sua vecchia esistenza è appena andata a rotoli, perché la sua relazione con Oliver, che era anche il suo capo, è appena finita e Rachel è rimasta senza lavoro, senza soldi e senza amore. 
Non tutto però è perduto e Rachel scopre, proprio grazie a Gem, di avere un sesto senso nel trovare i padroni più adatti a prendersi cura dei trovatelli del rifugio. 
Natalie e Johnny sono una coppia senza figli e solo le corte zampette di Bertie, un tenero basset hound, possono far tornare il sorriso sulle loro labbra. 
Zoe crede che la piccola labrador Toffee sia uno scomodo regalo dell'ex marito ai suoi figli, ma presto deve riconoscere che il vero regalo l'ha ricevuto lei. E Bill, un incallito cuore solitario, non sa resistere ai dolci occhi neri della barboncina Lulu, che lo guardano adoranti da sotto i ciuffi di pelo. 
A tutti loro Rachel dona una nuova opportunità per una vita migliore, ma dovrà essere forte abbastanza da dare una seconda occasione anche al suo cuore spezzato…  (www.garzantilibri.it)

Un rifugio per cani abbandonati, ed una donna che si trova di punto in bianco ad occuparsene, dopo la morte della zia a cui assomiglia incredibilmente. E, a poco a poco, si accorge anche di avere il dono che aveva la zia: riuscire ad abbinare un cane con la persona giusta.
Non lo nego che la copertina ha avuto una grossa parte di attrattiva per me. 
Mi piacciono le storie di Lucy Dillon, anche se il modo di scrivere non mi convince al cento per cento. Nei primi capitoli, uno dopo l'altro, praticamente ci parla di tutti i protagonisti del resto del romanzo. In realtà, questo modo di buttarli in scena tutti insieme mi ha un po' creato confusione all'inizio, ma poi con lo svolgimento della storia dopo tutto torna a posto.
Le storie che si intrecciano sono molto tenere. La scrittura è scorrevole, il libro si legge piacevolmente. Il romanzo è pieno di cuori che cercano affetto e calore. Storie di seconde occasioni, sia per gli umani, sia per i cani abbandonati.
Lascia un po' a desiderare questo grande segreto di Dot, che si scopre verso la fine, e che alla fine non è niente di che. Qui magari poteva trovare qualcosa di più interessante. E' vero che mi sono fatta prendere talmente dalle storie dei pelosini, che Dot è abbastanza scesa in secondo piano.
Un libro molto piacevole da leggere sotto l'ombrellone. Ma era perfetto anche per il periodo natalizio!
Mio voto: 8 / 10

sabato 25 luglio 2015

Hunger games. La ragazza di fuoco - Suzanne Collins



titolo originale: catching fire (2009)

Secondo capitolo della saga.
Peeta e Katniss sono tornati a casa, al distretto 12. Ora vivono nel villaggio dei vincitori e praticamente non si parlano più. Katniss, coi soldi vinti, potrebbe provvedere anche alla famiglia di Gale, che ora avendo 18 anni lavora in miniera, ma lui non ne vuole sapere. Lei però continua ad andare a caccia e a portare alla madre di lui le sue prede.
Il presidente Snow non è affatto contento di come sono finiti gli Hunger Games. Il tentativo di suicidio con le bacche avvelenate ha portato due vincitori ma ha anche dato speranza a movimenti di ribellione che latitavano in alcuni distretti. In un incontro proprio il giorno in cui devono partire per il tour dei vincitori, Snow ordina a Katniss di convincere gli abitanti di Panem (e anche lui), che il suo gesto non è stato un segno di sfida nei confronti del regime, ma un atto di amore folle per Peeta.
Il tour comincia dal distretto 11, quello di Rue, dove un vecchio per omaggiare Katniss viene ucciso.
Peeta, sperando di dirimere la questione tra Katniss e il presidente Snow le chiede di sposarlo.
Katniss scopre che i primi tentativi di rivolta sono stati nel distretto 8, e propone a Gale di scappare, ma quando lui scopre delle rivolte decide che invece il suo scopo è rimanere a lottare. Intanto i Pacificatori del distretto 12 vengono sostituiti da altri ben più intolleranti e Gale stesso viene frustato in piazza per essere stato trovato con della selvaggina uccisa fuori dalla recinzione.
Katniss, nel bosco incontra due fuggiasche del distretto 8 che le dicono di essere in viaggio verso il distretto 13 perchè sono convinte che non sia affatto andato distrutto, basandosi sull'ipotesi che le immagini mostrate in televisione sono sempre le stesse da anni.
Intanto da Capitol City arriva la notizia che è ora di indire la 75esima edizione degli hunger games, che sarà anche la terza Edizione della Memoria dei giochi (che ricorre ogni 25 anni). Snow annuncia che i tributi saranno scelti tra i vincitori ancora in vita delle passate edizioni. Questa cosa crea malumore, non solo nei vincitori che, in quanto tali, pensavano di poter vivere ormai in pace, ma anche tra gli abitanti di Capitol City che ai vincitori sono ormai affezionati.
Katniss capisce che per lei non c'è scampo, essendo l'unico tributo femmina del distretto 12, ma chiede ad Haymitch di fare qualunque cosa per far vincere Peeta (che si offre volontario al posto di Haymitch).
Haymitch dice ai ragazzi di stringere alleanze e di ricordarsi chi sia il vero nemico.
Katniss e Peeta si alleano con Finnick (dist. 4) e la sua mentore Mags (80 anni). Dopo la morte di Mags, l'alleanza verrà allargata anche a Johanna Mason (dist. 7), Beetee e Wiress (dist. 3). Sarà proprio Wiress a capire che l'arena è un grande orologio, dove le disgrazie accadono in un quadrante diverso ogni ora.
Negli ultimi capitoli, Katniss riesce a distruggere il campo di forza che circonda l'area dei giochi. Subito dopo viene prelevata da un hovercraft su cui ci sono Finnick, Beetee, Haymitch e Plutarch Heavensbee (capo degli strateghi) e le dicono di essere diretti al distretto 13. Katniss viene a sapere che il piano stabilito da alcuni dei concorrenti era di tenere in vita sia lei sia Peeta. Ma Peeta, insieme a Johanna, ed Enobaria (dist. 2) sono stati catturati da Capitol City.
Gale, anche lui sull'hovercraft, rivela a Katniss che il distretto 12 è stato raso al suolo.

Il primo libro mi è piaciuto talmente tanto che ho subito voluto leggere il secondo (e al più presto mi leggerò anche il finale).
Sicuramente mi è piaciuto un po' meno del precedente. Anche qui c'è azione, movimento, la storia scorre fluidamente. Finito un capitolo si ha voglia di cominciare subito il successivo. Tuttavia la storia mi è parsa un po' sbilanciata. La prima parte è tutta sul triangolo amoroso Katniss-Gale-Peeta, che ci mostra in realtà una ragazza molto fragile perchè innamorata di Gale, ma piena di sensi di colpa nei confronti di Peeta. Il tour dei distretti è abbastanza noioso, anche se ci dà modo di scoprire che la gente si sta organizzando contro il regime. Ho trovato molto "inutili" tutti i morti tra i concorrenti; non potevano allearsi tutti contro Capitol City anzichè farsi guerra a vicenda?
Il bello del libro (che nel film si perde) sono i pensieri di Katniss, voce narrante. Più dello svolgimento dei giochi, è proprio la parte riflessiva, con una grande componente anche politica e sociale, che caratterizza maggiormente il libro.
La parte dedicata all'arena è molto più sbrigativa rispetto al primo libro, un po' annacquata (e non solo per il fatto che si svolge intorno ad uno specchio d'acqua). Dà molto l'impressione di voler chiudere la parte dei giochi per arrivare al finale.
A questo punto sono molto curiosa di vedere come finirà la storia.
Mio voto: 8 / 10

venerdì 24 luglio 2015

Hunger games - Suzanne Collins



titolo originale: The gunger games (2008)

In un Nord America post apocalittico, esiste la nazione di Panem, suddivisa in 12 distretti e governata da un regime totalitario con sede a Capitol City.
In seguito ad un passato tentativo di rivolta, durante il quale venne totalmente distrutto il tredicesimo distretto, ogni anno vengono indetti gli "Hunger games", i giochi della fame, un reality a cui partecipano un ragazzo ed una ragazza tra i 12 e i 18 anni di ogni distretto, sfidandosi all'ultimo sangue per arrivare all'elezione di un unico vincitore, il sopravvissuto dei giochi.
Quando Katniss Everdeen si offre come volontaria al posto di sua sorella Prim che è stata sorteggiata, pensa di aver firmato la sua condanna a morte. Katniss appartiene al distretto 12, il più povero, che ha vinto gli Hunger Games solo due volte in 73 anni. Ma lei è abituata a combattere ogni giorno per sopravvivere, e lotterà come sa fare anche questa volta.

Finalmente sono riuscita a leggere questo libro. Avevo visto il film diversi anni fa, senza sapere nulla della storia e mi era piaciuto. Il libro è molto molto bello. L'unica cosa "strana" è che leggevo le pagine pensando ai protagonisti che avevo visto nel film, mentre alcune descrizioni secondo me non corrispondono molto....
Ma rimaniamo sul libro. Lineare, scorrevole, appassionante. L'idea della storia è innovativa, e l'autrice è stata chiara nell'illustrare la situazione di Panem, dei distretti e di come funzionano le cose.
La storia è narrata da Katniss in prima persona, con le sue paure e i suoi pensieri. Lo stile narrativo è molto semplice, il ritmo della narrazione è incalzante, si legge tutto d'un fiato pur sapendo come andrà a finire il libro. Non ci sono punti morti nella storia nè cali di tensione. Finisci un capitolo con la voglia di iniziare subito il successivo.
I personaggi sono ben caratterizzati. Alla fine, ci si affeziona sia a Katniss sia a Peeta (che è gentile e protettivo), ma anche a tutti quelli che ruotano intorno a loro (Haymitch, Effie, Cinna, …) e non si può sperare in un finale diverso della storia. Katniss è una guerriera con un gran cuore.  
Mio voto: 9 / 10.

domenica 14 giugno 2015

Città aperta - Teju Cole



Titolo originale: Open city (2011)

Nato da madre tedesca e padre nigeriano, formato alla Nigerian Military School di Zaria e trapiantato adolescente negli Stati Uniti, lontano da affetti e radici, il narratore Julius, all'ultimo anno di specializzazione in psichiatria, non appartiene a nessun luogo. Quando comincia a vagare per le strade di New York, nell'autunno del 2006, lo fa con il distacco dell'outsider, la profondità dell'intellettuale e l'agio del flàneur. La migrazione degli uccelli è l'occasione per riflettere sul "miracolo dell'immigrazione in natura", ai cartelli che annunciano la chiusura della catena Tower Records fanno da contraltare le meditazioni sulla musica amata, Mahler in testa, e un acquazzone sulla Cinquantatreesima è causa di una precipitosa ritirata nell'American Folk Art Museum e della conseguente fascinazione per la pittura di John Brewster li esposta. Di casualità in intenzione, Julius si muove nelle geografie newyorchesi incontrando persone di ogni classe e cultura, vedendo scorci scolpiti o in mutamento, lasciando che ogni impressione si depositi sul fondo della coscienza e da li, come cerchio in uno stagno, si propaghi ad altri cerchi, ad altre impressioni. (www.ibs.it)

Ho letto questo libro per curiosità, visto che era stato indicato come il libro più bello dell'ultima decade. L'autore è stato paragonato a Salinger e a Coetzee. Non ho letto nulla di Salinger, quindi non posso fare confronti. Ho letto due libri di Coetzee e, forse, l'unico confronto che riesco a fare è che, come Coetzee , ha una scrittura abbastanza complessa e non scorre affatto. Ci ho messo 13 giorni a finirlo, e sono solo 271 pagine. Una fatica infinita, e più volte mi sono chiesta se non fosse il caso di dargliela su.
Dicevo, la scrittura è piuttosto arzigogolata, nonostante non usi termini complessi; Julius nelle sue peregrinazioni interagisce con diversi personaggi coi quali si lancia in discussioni abbastanza filosofiche sulla guerra, sulla musica, sulla violenza. Le descrizioni dei luoghi sono terribilmente dettagliate, che all'inizio può anche risultare piacevole perchè sembra di muoversi con Julius all'interno della città, ma alla lunga arrivano anche a distrarre molto dalla narrazione della storia. Stessa cosa quando si lancia nella descrizione di un palazzo o di un avvenimento, dove riesce a scrivere paragrafi e paragrafi di storia, a volte non particolarmente interessante. Intendo dire che avrei preferito che rimanesse "concentrato" sul personaggio e la sua introspezione, piuttosto che allargarsi troppo come fosse una pagina di wikipedia.
Oltretutto, il personaggio non mi suscita alcuna particolare simpatia. Verso la fine gli accade una cosa piuttosto spiacevole, ma due capitoli dopo si viene a scoprire una cosa atroce che invece ha fatto lui in passato. Peraltro, tutte queste riflessioni, a tratti mi sembrano non arrivare mai a una conclusione. Julius è uno psichiatra, ma sembra più lui quello che ha bisogno di aiuto.
Sono convinta che lo stile narrativo così particolare verrà apprezzato da persone più filosofiche di me. A me il libro è risultato abbastanza noioso.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

venerdì 15 maggio 2015

La proposta di un gentiluomo - Julia Quinn



titolo originale: An offer from a gentleman (2001)

Tutti i domestici hanno capito subito che Sophie è figlia di Richard Gunningworth, sesto conte di Penwood, nonostante lui la spacci per la figlia di un amico che tiene con sé come sua protetta. Ma Sophie è una bambina buona e tranquilla e i domestici le vogliono bene. Finchè un giorno il conte decide di sposarsi con una donna che ha già due figlie, Rosamund (11 anni) e Posy (10 anni, come Sophie). Sophie è contentissima all'idea di avere due sorelle, ma le cose vanno diversamente. La nuova contessa, Araminta, vorrebbe che Sophie fosse mandata via, ma il conte si oppone. Anche le bambine trattano Sophie con sdegno e altezzosità, e al di fuori delle ore di studio le stanno alla larga. E così va avanti la vita di Sophie finchè quattro anni dopo il conte, preso da un attacco di cuore, muore. Nel testamento egli dispone che la contessa si prenda cura di Sophie fino al ventunesimo anno di età, ma ovviamente Sophie si trova a fare da serva alla contessa e alle sue figlie.
A vent'anni, come tutte le ragazze della sua età, Sophie sogna di partecipare al ballo in maschera a casa dei Bridgerton, che è l'evento clou della stagione mondana. Araminta e le due figlie si preparano febbrilmente nella speranza che una delle due accalappi uno dei due fratelli Bridgerton ancora scapoli: Benedict e Colin. Ma appena la contessa e le figlie sono uscite di casa, la governante trascina Sophie nella mansarda, dove insieme alle tre cameriere della casa, lavano e preparano Sophie per il ballo, usando un vestito della madre del conte tirato fuori da un vecchio baule. Sophie è quindi pronta per andare al ballo, sapendo di dover lasciare la festa assolutamente a mezzanotte.
Benedict Bridgerton, il secondo degli otto fratelli Bridgerton, nota subito la misteriosa dama in argento e subito ne è folgorato, “accaparrandosela” per tutta la sera. Ma la ragazza, al gong della mezzanotte scappa via e Benedict rimane con un guanto in mano, e nonostante la cerchi nei mesi successivi, sembra che la ragazza sia proprio sparita nel nulla.

Ho scoperto questo libro per la categoria “retelling” della Eclecting reaading challenge.
L'intreccio è basato sulla storia di Cenerentola, con l'orfana costretta a fare da serva alla matrigna e alle sorellastre, e una specie di “fata turchina” che la riveste di argento e la fa partecipare al ballo in cui conosce uno degli scapoli più ambiti della città e se ne innamora, ricambiata. Questo finchè lo scoccare della mezzanotte rompe l'idillio e lei è costretta a scappare dal ballo. E nei giorni successivi sarà anche cacciata di casa, perchè la matrigna ha capito che la dama misteriosa è proprio lei. Seguiranno varie peripezie, finchè per caso Sophie e Benedict si riincontrano, ma mentre lui non la riconosce, lei invece lo riconosce subito e non gli dice nulla. Benedict tuttavia è piuttosto combattuto tra l'attrazione che provava per la dama argentata e quella che prova per Sophie, che vorrebbe sposare ma non può farlo perchè è di ceto sociale inferiore.
Grazie al cielo, Benedict ha una madre ingelligente e lungimirante, e le cose si sistemeranno comunque.
Va beh insomma, lo immaginavate dai che è un libro romantico e che quindi finisce bene. Non vi racconto molto invece delle disavventure di Sophie, così non svelo del tutto le sorprese.
Il libro è decisamente piacevole. E' scorrevole. Ci si affeziona ai personaggi (Sophie e Benedict, ma anche alcuni dei personaggi “minori”). La matrigna è assolutamente odiosa, e così la figlia maggiore. Poi è piuttosto intrigante la figura di Lady Whistledown, una misteriosa giornalista che conosce tutti i pettegolezzi di casa Bridgerton.
Ho letto che Julia Quinn ha fatto un libro per ognuno degli otto fratelli Bridgerton (in ordine di “accasamento”) e che in realtà questo sarebbe il terzo libro della serie, anche se in Italia è stato pubblicato per primo. Beh, credo che prima o poi leggerò anche gli altri, nella speranza che siano piacevoli almeno come questo.

Mio voto: 8 e mezzo / 10

giovedì 23 aprile 2015

Nessuno al mio fianco - Nadine Gordimer



Titolo originale: None to accompany me - 1994

In Sudafrica, poco prima delle elezioni che hanno portato Nelson Mandela al potere, due coppie fanno i conti con la realtà sociale e politica del paese. Da un lato ci sono gli Stark: Vera e Bennet, i bianchi. Lui rinuncia alle proprie attività artistiche per la famiglia, lei invece intraprende la professione di avvocato che, costringendola ad affrontare problematiche a lei sconosciute, le cambierà la vita. Dall’altro lato scorre l’esistenza parallela dei Maqoma: Sibongile e Didymus, militanti neri tornati in patria dopo anni di esilio a seguito dei grandi rivolgimenti politici. Lui, ex terrorista, viene messo da parte dal movimento rivoluzionario, mentre lei, che non si era mai impegnata nella lotta politica, vi acquisisce un ruolo sempre più attivo. Nessuno passa indenne attraverso gli sconvolgimenti che stanno travolgendo il Sudafrica e tutti si trovano a dover fare i conti con la storia. Nadine Gordimer, con maestria nel trattamento della struttura narrativa e nella delineazione dei personaggi, ci commuove e insieme ci aiuta a comprendere la realtà del Sudafrica, in uno dei momenti chiave della sua storia contemporanea. (da www.feltrinellieditore.it)

Dunque. Il libro è abbastanza complesso, anche perchè parla di un periodo della storia del Sudafrica di cui so poco o nulla, e la parte storica è data abbastanza per scontata (ci sono alcuni avvenimenti sanguinosi, ma non sono approfonditi). Siamo nel periodo precedente la vittoria di Mandela, l'odio tra bianchi e neri è ancora molto forte.
Secondo me, la reale protagonista della vicenda è principalmente Vera Stark, questa avvocata bianca che lavora al Centro di assistenza legale. Gli altri personaggi (il secondo marito di Vera, l'altra famiglia, e altri) ruotano comunque intorno a lei e un po' tutte le vicende narrate sono viste principalmente con gli occhi di Vera; il "grosso" della parte introspettiva è di Vera.
Ruolo importante nelle vicende narrate l'ha la storia sessuale di Vera, e comunque il sesso in generale. Vera viene presentata come una donna indipendente, che divorzia dal primo marito perchè ha già un amante, poi comunque tradisce anche l'amante (diventato il secondo marito). Senonchè c'è comunque una dipendenza dagli uomini che (se non l'avevamo già capito) Vera stessa spiega alla figlia Annick quando questa le dice di essere lesbica: come si fa a rinunciare al pene? (il discorso è molto bello, pieno di tolleranza, ma con alcune punte "da sorriso"). 
Vera è una donna che non ha nessuno "capace di starle accanto" nel suo percorso di cambiamento e anche di solitudine.
Il libro nel complesso mi è piaciuto, ma non mi ha fatto impazzire. Ci sono troppe cose che non riesco a capire. La scrittura della Gordimer non è facile, ma credo che in futuro leggerò qualcos'altro di suo. 
Mio voto: 7 / 10

martedì 7 aprile 2015

Il gatto che leggeva alla rovescia - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The cat who could read backwords - 1967

Jim Qwilleran, giornalista il cui cognome mette in difficoltà tipografi e correttori di bozze, dopo un periodo di inattività lavorativa decide di fare domanda al Daily Fluxion. Qui gli viene offerto un incarico come cronista di arte, in particolare, vogliono che vada in giro a cercare storie sugli artisti (perchè il critico d'arte c'è già). Qwilleran è perplesso perchè di arte non ne sa nulla. Al Daily Fluxion lavora anche un suo vecchio collega e amico, Arch Riker, capo redattore della cronaca.
Il critico d'arte invece è un vero e proprio soggetto misterioso, chiamato George Bonifield Mountclemens III, che lavora da casa, inviando al giornale i suoi articoli registrati su cassette.
Qwilleran decide comunque di accettare l'incarico, e il primo artista che conosce è Cal Halapay, un giovane artista specializzato nel dipingere bambini, che lo invita al ballo di San Valentino il sabato successivo, a cui Qwill conosce una serie di artisti locali e scopre che Mountclemens è piuttosto odiato per le sue critiche feroci praticamente verso chiunque, tranne Zoe Lambreth e pochi altri.
Qwilleran all'inizio pensa che questo Mountclemens non esista realmente, ma poi gli viene procurato un appuntamento con lui e lo stesso critico gli propone di vivere nell'appartamento libero al piano terra della sua casa, in modo che quando lui è via per lavoro Qwill possa occuparsi del gatto Kao K'o-Kung (dal nome di un artista del tredicesimo secolo), detto Koko, il quale ha la capacità di leggere i titoli del giornale al contrario e preferisce farlo quando sono ancora freschi di stampa.
Qwilleran comincia a scrivere articoli sugli artisti che Mountclemens ha massacrato, ponendo l'attenzione non sulla loro arte ma sulle loro personalità ed esperienze di vita, mitigando un po' i pareri del critico e dando una ventata di calma al giornale.
Però un giorno, il marito di Zoe Lambreth, Earl, proprietario della Lambreth gallery, viene trovato morto proprio nella galleria, dove sono anche stati compiuti atti vandalici. Sarà il primo di una serie di omicidi nel mondo dell'arte, di cui Qwilleran, con l'aiuto di Koko, troverà la soluzione.

Dopo una serie di libri un po' deludenti, ho deciso di aver bisogno di qualcosa di piacevole e tranquillo. Così ho riletto questo libro di Lilian Jackson Braun, scrittrice mancata qualche anno fa, che ha creato un'intera serie di libri i cui protagonisti sono questo giornalista dal cognome bizzarro, Qwilleran, e due gatti siamesi (Koko e Yum Yum che apparirà più avanti). Ho letto tutti i libri anni fa, cercandoli ovunque per completare la serie (mi manca solo l'ultimo, non tradotto in italiano).
“Il gatto che leggeva alla rovescia” è il primo della serie. E' un giallo molto tranquillo, un po' alla Agatha Christie, dove c'è l'omicidio ma è quasi assente la violenza. In questo primo libro ci sono un po' molti personaggi del mondo dell'arte che creano un po' di confusione. Facciamo però conoscenza di Qwill e Koko, e alcuni personaggi secondari che appariranno sempre nella serie (tipo Arch Riker e il fotografo Odd Bunsen).
Sono gialli da relax, magari non sono capolavori ma sono piacevoli.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

mercoledì 25 marzo 2015

La signorina Else - Arthur Schnitzler


titolo originale: Fraulein Else - 1924

Else, diciannovenne austriaca è in vacanza con la zia e il cugino a San Martino di Castrozza. Qui riceve una lettera in cui la madre la informa che il padre (famoso avvocato col vizio del gioco) ha sottratto del denaro pupillare e rischia l'arresto. Per salvaguardare il buon nome della famiglia, la madre le suggerisce di chiedere (ma si potrebbe dire che la costringe) 30mila fiorini al signor Dorsday, ospite dello stesso albergo di Else (che peraltro in passato ha già prestato 8mila fiorini sempre al padre). La madre, subdolamente, dice ad Else che il padre se non riuscirà ad evitare lo scandalo potrebbe addirittura suicidarsi.
Else è molto combattuta, perchè Dorsday le procura un certo ribrezzo. Comunque decide di informarlo della situazione del padre e chiedergli i soldi. Dorsday si rende disponibile a spedire i soldi, però chiede in cambio che Else gli si mostri nuda e si lasci guardare. Comincia quindi il grande tormento della ragazza, indecisa se "prostituirsi" per salvare il padre oppure lasciare che la famiglia vada in rovina. Il tutto da decidere entro poche ore perchè i soldi vanno recapitati al signor Fiala entro il giorno dopo.
Else decide che per lei, mostrarsi a Dorsday, sia veramente troppo. Quindi si mette un mantello e si reca nella hall dell'albergo dove, davanti a tutti, sviene e così facendo tutti la vedono nuda. Una volta in camera, si suicida bevendo un bicchiere dove aveva precedentemente sciolto una dose letale di Veronal.

Abbiamo letto questo libro per il gruppo di lettura e, nella serata del confronto, ha riscosso un successo enorme. Io sono tra i pochi che gli ha dato 5. Ho fatto una fatica immensa a leggere queste cento pagine, infatti ci ho messo praticamente una settimana. Leggevo due pagine e mi addormentavo. Oltretutto, ho trovato il personaggio terribilmente antipatico e questo non mi ha aiutato a trovare una sintonia con lei. E' vero, questo libro è abbastanza esplicativo sulla realtà ipocrita del periodo, in cui ciò che contava era lo scandalo, l'apparenza, più che la sostanza. Else stessa è la ragazza di buona famiglia che non sa fare nulla a parte suonare il piano e che quindi dovrà fare un matrimonio di convenienza. Ciò non toglie che non riesco a capire come mai, il non volersi far vedere nuda da un uomo si risolve nel fatto che preferisce farsi vedere nuda da tutti. E anche il suicidio, non è stata una scelta, è stata una cosa che ha fatto senza pensarci, ha preso il bicchiere e l'ha bevuto, pentendosene troppo tardi. Else ha passato buona parte del monologo a giudicare gli altri, è probabilmente questo modo di fare che me l'ha resa abbastanza antipatica e quindi non sono, sicuramente, molto obiettiva nel commentarlo. Fatto sta che non mi è piaciuto.
Mio voto: 5 / 10

venerdì 6 marzo 2015

Blue mondays - Emily Dubberley



Blue mondays - 2014 (intera serie)

Chi ha detto che il lunedì è il giorno più deprimente della settimana?
Sembra un lunedì come tanti, per Lucy Green: sveglia all'alba dopo un weekend di lavoro e metro talmente affollata che a malapena si riesce a respirare. Sembra un lunedì come tanti, ma non lo è. Perché il destino le fa incontrare Ben Turner. Ben è affascinante, gentile, misterioso. E, soprattutto, non è costretto a rispettare i ritmi frenetici imposti dall'agenzia pubblicitaria di Londra per cui lavora Lucy; lui coglie l'attimo, si rilassa, si diverte. E propone a Lucy di scendere alla prossima stazione e di lasciarsi andare, anche solo per poche ore. Per quanto le sembri assurdo, lei non può negare l'attrazione dirompente che prova per quell'uomo, né il brivido che sente quando lui le sfiora la mano: ascolterà la voce della ragione, rassegnandosi a un altro grigio lunedì, o seguirà il cuore, assaporando le sorprese che la vita può offrire? (www.amazon.it)

Pare che questo sia il romanzo che ha incantato l'Inghilterra. Posso essere sincera? A me è parso una porcheria immonda. Porcheria non tanto per le scene di sesso, presenti in notevole quantità e in notevole varietà: autoerotismo a casa e all'aperto, sveltine con un ex fidanzato, sesso saffico, per non parlare del sesso orale in cui dà veramente il meglio di sè come interpretazione e come descrizione della performance. La prima cosa che ho pensato di questo libro è che sento tante persone infamare le cinquanta sfumature; sarei curiosa di sapere se questo invece a loro piacerebbe.
La storia era interessante, un colpo di fulmine che ti porta a seguire uno sconosciuto da Londra a Brighton. Risate, romanticismo, passione. La consapevolezza di vivere una vita dedita solo ad un lavoro che nemmeno piace. La voglia di cambiare vita. Gli ingredienti li aveva tutti. Ma alla fine, quello che mi rimane di questo libro sono solo le scene di sesso e, in particolare, di quanto Lucy si compiaccia ad ingoiare… Per non parlare del finale… Lucy cambia vita (o almeno pare lo voglia fare, perchè sembra rimanere un po' in sospeso il tutto) ma non nel modo in cui ti aspetti che finisca un romance. Alla fine Ben le serve solo per provare l'unica esperienza che le mancava? Boh. Non c'è un minimo di sentimento. Non so se sono delusa dalle aspettative, ma il mio gradimento di questa lettura è praticamente zero. Peccato, perchè aveva un gran potenziale, ed anche l'idea di farlo uscire in otto puntate era accattivante. Però ogni puntata è peggio della precedente.
Mio voto: 3 / 10

venerdì 6 febbraio 2015

Il buio oltre la siepe - Harper Lee



Titolo originale: To kill a mockingbird (1960)

Maycomb (cittadina immaginaria dell'Alabama), anni '30.
Scout (Jean Luoise) e Jem (Jeremy) Finch abitano col padre Atticus, avvocato, e la domestica di colore Calpurnia.
Passano i loro giorni fantasticando su Arthur (Boo) Radley, un vicino di casa che da anni vive rinchiuso in casa, avendone paura ma essendone anche piuttosto incuriositi.
Durante l'estate, a loro si aggiunge Dill, un bambino orfano di padre che passa le estati da una zia a Maycomb.
Un giorno ad Atticus viene affidato il caso di Tom Robinson, un giovane di colore accusato ingiustamente di aver violentato Mayella Ewell. Atticus, durante il processo pubblico, riesce ampiamente a dimostrare che il giovane è innocente, ma la giuria lo considera comunque colpevole. Sono gli anni in cui una persona di colore l'avrà comunque persa contro una persona bianca. Atticus decide che ricorreranno in appello, avendo buone speranze, ma mentre si trova nel carcere Tom cerca di scappare e viene ucciso dalle guardie.
Il padre di Mayella, Bob Ewell, minaccia pesantemente Atticus, dicendogli che prima o poi gliela farà pagare. E infatti, durante la notte di Halloween, dopo la rappresentazione teatrale fatta a scuola, mentre Jem e Scout rientrano verso casa, Bob li segue e li aggredisce. Scout non vede cosa succede, perchè ha ancora addosso il suo costume da prosciutto della recita. Si accorge a casa che l'uomo che li ha salvati è il fantomatico Boo Radley.


Bellissimo. E' un libro che da tanto tempo volevo leggere. Non ho nemmeno mai visto il film, e anche a questo provvederò.
Siamo nell'Alabama degli anni '30, anni in cui i neri (che vengono chiamati “cioccolati”) sono considerati inferiori ai bianchi. Però ci sono alcune persone, come Atticus, per cui una persona è una persona indipendentemente dal colore della sua pelle. Atticus sa che quel processo porterà molte persone a parlar male di lui, ma lui prosegue per la sua strada. Sa fin dal principio che probabilmente la giuria condannerà Tom, per paura di ritorsioni, però il suo intento è di insinuare un po' di dubbio in chi ascolta. E raggiunge perfettamente il suo scopo.
La vicenda è narrata in prima persona da Scout, la bambina. La narrazione è scorrevole, emozionante, il libro si legge tutto d'un fiato. La storia non ha punti morti. I personaggi sono ben delineati. Atticus Finch è quasi mitico. Il libro affronta un argomento delicato come il razzismo con gli occhi puliti dei bambini.
Il titolo originario, tradotto, sarebbe stato “uccidere un usignolo”. Un peccato secondo Atticus, perchè gli usignoli sono uccellini innocui che non fanno male a nessuno, non rubano il nido agli altri uccelli, ma anzi regalano una musica gradevole a chi hanno intorno. All'usignolo è paragonabile sia Tom, il ragazzo nero, una facile preda della cattiveria degli Ewell, sia Boo Radley, che verrebbe gettato in pasto al mondo se venisse svelato che è stato lui a salvare i bambini uccidendo Bob Ewell (mentre lui ha scelto di rimanere fuori dal mondo).
Mio voto: 10 / 10.

lunedì 2 febbraio 2015

Gli ingredienti segreti dell'amore - Nicolas Barreau



Titolo originale: Das lacheln der Frauen (2011)

Le coincidenze non esistono. Aurélie Bredin ne è sicura. Giovane e attraente chef, Aurélie gestisce da qualche anno il ristorante di famiglia, Le Temps des cerises. È in quel piccolo locale con le tovaglie a quadri bianchi e rossi in rue Princesse, a due passi da boulevard Saint-Germain, che il padre della ragazza ha conquistato il cuore della futura moglie grazie al suo famoso Menu d’amour. Ed è sempre lì, circondata dal profumo di cioccolato e cannella, che Aurélie è cresciuta e ha trovato conforto nei momenti difficili.
Un pomeriggio però, dopo essere stata piantata in asso dal fidanzato, Aurélie si rifugia in una libreria, dove si imbatte in un romanzo intitolato Il sorriso delle donne. Incuriosita, inizia a leggerlo e scopre un passaggio del libro in cui viene citato proprio il suo ristorante. Grata di quel regalo inatteso, decide di contattare l’autore per ringraziarlo. Ma l’impresa è tutt’altro che facile. Ogni tentativo di conoscere lo scrittore – un misterioso inglese – viene bloccato da André, l’editor della casa editrice francese che ha pubblicato il romanzo. Aurélie non si lascia scoraggiare e, quando finalmente riuscirà nel suo intento, l’incontro sarà molto diverso da ciò che si era aspettata.


Ho letto questo libro per il gruppo di lettura. Volevamo (finalmente) una lettura “da plaid”, rilassante, romantica, leggera. Il libro è carino ma mi dà l'impressione di essere un po' stato scritto “apposta”. La trama era intrigante però il racconto è un po' melenso e in alcuni punti ha un po' troppi luoghi comuni sull'amore. Poi lo sviluppo della vicenda poteva avere più movimento.
Nella storia sono state lasciate molte espressioni francesi, senza una traduzione. E chi non sa il francese deve tirare ad indovinare??
E poi c'è una cosa che mi ha proprio creato confusione. L'autore scrive sempre in prima persona, sia quando interpreta Aurélie, sia quando interpreta André. E' uno stile narrativo tremendo.
E' comunque una lettura piacevole, da relax.

Ho letto su wikipedia che, secondo una giornalista tedesca, Nicolas Barreau non esiste (proprio come il personaggio del suo libro) ma che in realtà si tratta di un autore fittizio creato apposta per sfruttare il favore che gli autori francesi hanno in Germania. Non so se questo sia vero o meno. L'impressione di essere un libro “furbo” l'ho avuta anche io.


Mio voto: 6 e mezzo / 10.