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giovedì 10 dicembre 2015

La lettrice di fiori - Elizabeth Loupas



Titolo originale: The flower reader (2012)

Corte di Scozia, 1560. Rinette Leslie di Granmuir, figlia di cortigiani, possiede un’abilità unica e preziosa: pratica la floromanzia, l’antica arte di predire il futuro leggendo i fiori. Eppure questo dono non la metterà al riparo da ciò che sta per accadere: la regina, in punto di morte, le consegna uno scrigno che contiene alcune lettere cifrate con i più oscuri segreti della casa reale e la prova degli intrighi dei nobili di corte. Nel cofanetto si trova anche una pergamena con una profezia firmata da Nostradamus che minaccia il destino della monarchia. La giovane Rinette ha il compito di consegnarlo a Maria Stuarda, la futura regina, ma commetterà un errore fatale: poco prima di recarsi dalla nuova sovrana, si confiderà con il proprio amato, mettendolo inconsapevolmente in pericolo. Alcuni cortigiani senza scrupoli, che hanno spiato la conversazione, pur di entrare in possesso del prezioso oggetto, fanno sparire misteriosamente l’uomo. Ma quali importanti segreti potrà mai contenere lo scrigno? E quale sarà il destino del Regno di Scozia? Distrutta dal dolore e circondata da gente di cui non può fidarsi che complotta dietro di lei, Rinette avrà un solo modo per sottrarsi alle loro sordide trame: affidarsi ai fiori, al loro magico potere e alla loro forza profetica. Riuscirà a rimanere immune ai pericoli che incombono su di lei e a ritrovare un amore perduto? 
(da http://www.newtoncompton.com/libro/la-lettrice-di-fiori)

Cercavo un libro che potesse andare bene per l'ultimo mese della "monthly keyword" e sono incappata nella floromanzia, l'arte di predire il futuro leggendo i fiori, di cui sinceramente non avevo mai sentito parlare.
Devo però fare una precisazione sulla trama scritta dalla casa editrice: non sono i cortigiani senza scrupoli che ascoltano la conversazione, bensì è proprio Alexander che va a spifferarlo ai quattro venti nella speranza di guadagnarci...
Trama interessantissima, anche se la lettura dei fiori ad un certo punto sparisce quasi completamente, per riapparire un pochino verso la fine.
E' una strana sensazione quella che ho a libro finito; mi è piaciuto, ma non da dargli un voto altissimo. La scrittura è scorrevole, piacevole, anche se le prime pagine risultano un po' contorte. Riesce a conciliare bene l'ambientazione storica con la parte romanzata, senza addentrarsi troppo nella storia del periodo (mi piacciono i romanzi con ambientazione storica, ma odio profondamente quando diventano dei manuali di storia).
La protagonista, non so, ad un certo punto mi sono chiesta come mai continuasse (testardamente) a voler vendicare un marito che è stato veramente un farabutto. E' anche vero che se avesse consegnato subito il cofanetto non ci sarebbe stato il romanzo...
Trame e intrighi alla corte della capricciosa e volubile Maria Stuarda, dove i personaggi sono veramente troppi (oltretutto, la Stuarda aveva nel suo seguito solo donne che si chiamavano Maria..)
Ho provato una simpatia immensa per Nicolas De Clerac, raffinato confidente della regina, probabilmente è il personaggio a cui mi sono affezionata di più.
Nel complesso, il libro l'ho letto volentieri e anche in fretta ma, ripeto, non mi ha lasciato una grande emozione, nonostante la storia d'amore (l'ultima ovviamente) è veramente tenera (forse perchè è molto tenero lui..).
Mio voto: 7 e mezzo / 10

sabato 28 novembre 2015

After dark - Haruki Murakami


Titolo originale: Afutā Dāku (2004)

La vita a Tokio, in una notte. Mari, 19 anni, non ha voglia di tornare a casa e decide di passare la notte in un bar leggendo. Qui viene avvicinata da Takahashi, uno studente che suona il trombone in un gruppo e che le chiede notizie di sua sorella Eri. Eri che, però, è in un sonno profondo praticamente ininterrotto, nel quale si è calata lei stessa. Più tardi, quando è di nuovo sola, Mari viene avvicinata da Kaoru, che gestisce un "love hotel" in cui una prostituta cinese è stata picchiata e derubata dal suo cliente, un esperto informatico che lavora di notte. Kaoru chiede a Mari di aiutarla a tradurre quello che dice la prostituta visto che parla cinese. Nel frattempo, Kaoru riesce a scoprire il volto del cliente e consegna la sua foto al protettore della ragazza, il quale minaccia vendetta.
Nel ritmo scandito dalla notte, seguiamo quindi le storie di questi personaggi, fino a quando il cielo torna a rischiarare.

Faccio una premessa: a me piace lo stile onirico-visionario di Murakami, ma questo libro non ha nè capo nè coda. E' molto interessante il fatto che lo scrittore si finga una specie di telecamera che, semplicemente guardando, segue le storie dei personaggi e ce le spiega, quasi con distacco. Le storie di per sè hanno un grande potenziale ma non se ne chiude nessuna (forse solo la storia tra Takahashi e Mari): non si capisce perchè Eri voglia dormire e perchè venga catapultata dentro al televisore; non si sa come va a finire la storia del cliente della prostituta e del cinese che lo cerca in moto per la città. Non riesco sinceramente a capire cosa ci ha voluto dire.
Il libro è diviso in capitoli di varia durata, scanditi dal tempo che passa. 
Forse l'autore ha voluto portare alla luce la vita durante la notte, coi locali che rimangono aperti, con le ditte nelle quali si continua a lavorare... ma sinceramente mi dà solo una sensazione di incompiutezza. Dobbiamo aspettare il prossimo tramonto per vedere come proseguono (SE proseguono) le cose?
No, assolutamente delusa.
Mio voto: 4 / 10

mercoledì 21 ottobre 2015

A casa - Toni Morrison



Titolo originale: Home - 2012

Frank Money, ventiquattro anni, reduce dalla Guerra di Corea che "i soldi ce li ha solo nel cognome", riesce a scappare dall'ospedale in cui lo stavano curando. Frank, infatti, è continuamente preda di attacchi d'ansia e visioni. Le immagini terribili della guerra, in particolare la morte dei suoi due amici d'infanzia, non gli danno tregua. Il suo equilibrio psichico è precario. Per un po' trova "conforto" nella relazione con Lily, ma alla fine è l'apatia che l'ha vinta e mina il rapporto.
Un giorno Frank riceve una lettera in cui gli viene detto che sua sorella Cee sta rischiando di morire.
Cee (Ycidra) è l'unica persona di cui Frank si sia occupato. Fin da piccoli l'ha protetta e curata. E, pur avendo promesso che non sarebbe mai più tornato nell'odiata terra natale, Frank non può dire di no a Cee. Inizia così un lungo viaggio attraverso l'America degli anni 50, che riporterà Frank a casa, a Lotus in Georgia. Nel viaggio, ripercorriamo con lui gli avvenimenti del suo passato: la fuga coi genitori dal Texas, la sorellina nata lungo la strada, l'arrivo a casa della terribile nonna Lenore che sfoga sui bambini la sua rabbia.
Solo tornando a casa, Frank riesce a fare i conti con una vergogna che gli pesa sul cuore più di tutte le morti che ha visto in guerra.

E' il secondo libro che leggo di Toni Morrison e devo dire che mi è piaciuto molto. La storia è piena di temi importanti, dal razzismo che costringe i genitori a scappare di casa, dai problemi psicologici dei veterani, dagli esperimenti biologici sugli afro-americani (Cee lavora come assistente nello studio di un dottore). E' un romanzo che tocca anche temi come l'amore, il dolore, la perdita. Il bisogno di avere una casa propria. Ma la casa anche in senso lato: è a casa, circondata da donne che Cee troverà la forza di capire che lei è prima di tutto un essere umano, con valori e qualità, e trovando la forza di andare verso il futuro. Questo è anche ciò che aiuterà Frank a vedere il passato per quello che è stato davvero, e a prendersi la colpa di una cosa (che non vi dico) orribile che ha fatto.
Il libro è molto scorrevole. Alcuni capitoli sono scritti in corsivo, ed è Frank stesso che sembra quasi parlare con la scrittrice per dirle cosa deve scrivere nel suo libro.
Secondo me, più del dolore e della sofferenza, mi rimane il ricordo della speranza. Frank e Cee sono due vite distrutte, lacerate dal passato, che tornando a casa, riscoprendo le proprie radici, riescono ad avere una sorta di "redenzione", che permette loro di guardare al futuro, nonostante tutto. La vita oltre il dolore. E' questa la sensazione maggiore che mi rimane dalla lettura del libro.
Nel corso della narrazione, a Frank appare diverse volte un omino (una visione ovviamente) che però non ho capito quale funzione abbia… a meno che non si colleghi con la scena finale (che non vi racconto).
Mio voto: 8 / 10.

mercoledì 16 settembre 2015

Quel che resta del giorno - Kazuo Ishiguro


Titolo originale: the remains of the day (1989)

Oxfordshire, 1956. Mr Stevens è un maggiordomo inglese, figlio di un maggiordomo inglese. Ha lavorato per la maggior parte della sua vita a Darlington Hall. Una vita dedicata con fedeltà al suo padrone, in un ruolo da vivere con la massima dignità possibile per potersi avvicinare a quelli che erano i grandi maggiordomi della storia. Trent'anni al servizio di Lord Darlington, gentiluomo inglese, finito in disgrazia per le sue frequentazioni filo-fasciste negli anni '20-'30. Uomo buono e ingenuo che non si è reso conto di essere stato usato e che, pur avendo preso le distanze dai fascisti appena capite le loro intenzioni, ha visto finire il suo nome nel fango.
Darlington Hall, ora, è stata comprata da un americano, Mr Farraday, il quale suggerisce a Mr Stevens di prendersi alcuni giorni di riposo. E Mr Stevens decide di andare a trovare Miss Keaton, governante a Darlington Hall proprio negli anni '20-'30, con la quale ha avuto un rapporto un po' burrascoso. Stevens, infatti, ha ricevuto una lettera di Miss Keaton in cui lei dice che il suo matrimonio sta finendo, e lui coglie l'occasione di questo viaggio per incontrarla e capire se potrebbe tornare a lavorare con lui.
Il viaggio nella campagna inglese si rivela essere anche un viaggio nel suo stesso passato, ricordando il padre e gli avvenimenti di importanza storica che si compivano a Darlington Hall.

Anni fa vidi il film tratto da questo libro, ma ammetto che torniamo talmente indietro nel tempo che ricordavo soltanto i volti dei protagonisti, la storia la ricordavo poco.
La vicenda è narrata in prima persona da Mr Stevens, e il linguaggio creato dall'autore è perfetto per farci capire che siamo davanti a un maggiordomo inglese, di quelli che non sanno fare battute di spirito ma che sanno che l'argenteria pulita può essere un dettaglio che rende memorabile una cena e magari rendere di buon umore un personaggio politico arrivato per trattare problemi serissimi.
Un uomo che mette una cura maniacale nella professione, alla costante ricerca della grandezza. Cos'è che fa grande un maggiordomo? è la domanda che ci accompagna per diverse pagine di riflessione di Mr Stevens.
Il viaggio che compie Mr Stevens, diventa un'occasione di riflessione su quella che è stata la sua vita. E vengono fuori persone del suo passato, come il padre che è morto mentre a Darlington Hall si svolgeva un importantissimo ricevimento di importanza mondiale. Oppure Lord Darlington, gentiluomo che vuole redimere i conflitti internazionali nel salotto della sua villa, nella speranza di portare la pace tra le nazioni che hanno combattuto la prima guerra mondiale, e non si accorge di diventare una pedina nel gioco dei fascisti, che possono contare su Darlington Hall come "base" per trattative che il governo non voleva concedere. O ancora, Miss Keaton, con cui c'è sempre stato un rapporto di conflitto, e a mio parere era abbastanza lampante che avevano un interesse anche personale reciproco. Ma Mr Stevens non può farsi distrarre dal suo ruolo, che è poi la sua ragione di vita. 
A volte vorresti vederlo reagire, calare questa maschera di perfezione che diventa a tratti quasi assurda (tipo quando Miss Keaton entra nel suo salottino e lo vede leggere, e lui si infuria perchè un maggiordomo non può farsi vedere "fuori servizio" da nessuno eccetto se stesso). Ma i maggiordomi sono così, o almeno è così che ci si immagina un vero maggiordomo inglese, e Mr Stevens è esattamente quello.
Tuttavia, la vita va avanti, la vecchiaia incombe, e i tempi cambiano. I giovani maggiordomi non hanno più quella cura maniacale che avevano quelli del suo tempo. Guardare indietro e vivere di nostalgia è inutile.
Un perfetto sconosciuto con cui scambia due parole sul molo, nel momento in cui accendono le luci, lo farà riflettere sul fatto che la parte migliore della giornata è la sera, quando la gente riposa, esce con gli amici o si dedica alla famiglia. E gli suggerisce di godersi la pensione e il meglio degli anni che verranno. Ma ce la farà Stevens a mettere in pratica questo proposito? Questo non lo sapremo mai…
Un libro interessante, in cui veniamo pienamente calati nella persona del maggiordomo e della sua devozione al lavoro. E tuttavia non è proprio una lettura scorrevole, o almeno, io ho fatto abbastanza fatica perchè a tratti diventa quasi noioso. Eh sì, mi spiace dirlo, ma ogni tanto questa irreprensibilità, questo contegno di Mr Stevens mi ha dato un po' sui nervi, e allora accantonavo il libro e lo riprendevo in seguito. E' un libro da leggere con un po' di concentrazione. Diciamo che, se lo "premio" per l'ambientazione che ha ricreato, devo però anche considerare che i momenti noiosi ci sono e quindi non riesco a considerarlo un capolavoro. Detto questo, sono però molto curiosa di leggere qualcos'altro di questo autore in futuro.
Mio voto: 7 / 10.

lunedì 31 agosto 2015

Il rifugio dei cuori solitari - Lucy Dillon



Titolo originale: Lost dogs and lonely hearts (2009)

Seduta di fronte all'antica scrivania di rovere, Rachel ascolta a malapena il borbottio dell'anziano notaio che sta sbrigando le ultime formalità testamentarie.
Il suo sguardo è fisso sulla sua eredità: un muso piegato di lato e pieno di comprensione, due enormi occhi color ghiaccio, un orecchio nero floscio e l'altro bianco e dritto. Gem non è un cane come tutti gli altri, è il border collie dell'eccentrica zia Dot che, morendo, ha deciso di lasciare alla nipote una grande tenuta in campagna, un rifugio per cani abbandonati e soprattutto Gem, l'amico prediletto. 
Rachel non è certo un tipo da cani e la sua sofisticata e mondana vita a Londra non l'ha preparata al faticoso lavoro in campagna. 
a tutta la sua vecchia esistenza è appena andata a rotoli, perché la sua relazione con Oliver, che era anche il suo capo, è appena finita e Rachel è rimasta senza lavoro, senza soldi e senza amore. 
Non tutto però è perduto e Rachel scopre, proprio grazie a Gem, di avere un sesto senso nel trovare i padroni più adatti a prendersi cura dei trovatelli del rifugio. 
Natalie e Johnny sono una coppia senza figli e solo le corte zampette di Bertie, un tenero basset hound, possono far tornare il sorriso sulle loro labbra. 
Zoe crede che la piccola labrador Toffee sia uno scomodo regalo dell'ex marito ai suoi figli, ma presto deve riconoscere che il vero regalo l'ha ricevuto lei. E Bill, un incallito cuore solitario, non sa resistere ai dolci occhi neri della barboncina Lulu, che lo guardano adoranti da sotto i ciuffi di pelo. 
A tutti loro Rachel dona una nuova opportunità per una vita migliore, ma dovrà essere forte abbastanza da dare una seconda occasione anche al suo cuore spezzato…  (www.garzantilibri.it)

Un rifugio per cani abbandonati, ed una donna che si trova di punto in bianco ad occuparsene, dopo la morte della zia a cui assomiglia incredibilmente. E, a poco a poco, si accorge anche di avere il dono che aveva la zia: riuscire ad abbinare un cane con la persona giusta.
Non lo nego che la copertina ha avuto una grossa parte di attrattiva per me. 
Mi piacciono le storie di Lucy Dillon, anche se il modo di scrivere non mi convince al cento per cento. Nei primi capitoli, uno dopo l'altro, praticamente ci parla di tutti i protagonisti del resto del romanzo. In realtà, questo modo di buttarli in scena tutti insieme mi ha un po' creato confusione all'inizio, ma poi con lo svolgimento della storia dopo tutto torna a posto.
Le storie che si intrecciano sono molto tenere. La scrittura è scorrevole, il libro si legge piacevolmente. Il romanzo è pieno di cuori che cercano affetto e calore. Storie di seconde occasioni, sia per gli umani, sia per i cani abbandonati.
Lascia un po' a desiderare questo grande segreto di Dot, che si scopre verso la fine, e che alla fine non è niente di che. Qui magari poteva trovare qualcosa di più interessante. E' vero che mi sono fatta prendere talmente dalle storie dei pelosini, che Dot è abbastanza scesa in secondo piano.
Un libro molto piacevole da leggere sotto l'ombrellone. Ma era perfetto anche per il periodo natalizio!
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 15 luglio 2015

Le porte di Damasco - Agatha Christie



titolo originale: Postern of fate (1973)

Tommy e Tuppence Beresford, un tempo titolari della "Associazione giovani investigatori", e ora affiatati coniugi di mezza eta', ritiratasi dal lavoro si sono trasferiti in campagna. L'antica passione per l'avventura non si è pero' ancora spenta e basta poco per riattizzarla. Frugando in una pila di libri per ragazzi trovati in una casa appena acquistata i due incorregibili detective si imbattono infatti in alcune parole sottolineate solo in parte con inchiostro rosso. Mettendo tutte insieme le lettere appare una frase sinistra: "Marie Jordan non e' morta di morte naturale. L'ha uccisa uno di noi io so chi e' stato". Chi ha lasciato il messaggio che sembra risalire a più di mezzo secolo prima? Con il consueto intuito Tommy e Tuppence riescono a risalire all'autore, ma con loro grande sorpresa scoprono che il mistero può ancora interessare molte persone e mettere in pericolo delle vite. (www.librimondadori.it)


Tommy e Tuppence sono sicuramente i personaggi della Christie che mi piacciono meno. Il libro è molto corto ma contorto, anzi, direi incasinato. Ho letto che questo è stato l'ultimo romanzo scritto dalla Christie, e ammetto che in effetti lo stile sembra un po' sbrigativo. La storia era accattivante, ma lo svolgimento fa acqua da molte parti. Mi ha dato l'impressione che alla fine ci abbia voluto semplicemente dare la soluzione del caso, ma che non sia una gran soluzione e sembra molto buttata lì tanto per chiudere. Io, ammetto di aver dovuto rileggere il finale più volte perchè tra spie e dintorni mi sono un po' persa. E comunque non sono così soddisfatta della chiusura del caso.
Inoltre, praticamente pagine su pagine sono solo dialoghi tra Tommy e Tuppence, che immagino volessero creare brio alla coppia ma non li ho trovati tali.
Sicuramente uno dei suoi libri peggiori. Sembra quasi una bozza di qualcosa che poteva sviluppare meglio.
Mio voto: 4 / 10.

giovedì 9 luglio 2015

Whisper - Maggie Stiefvater


Titolo originale: Whisper (2008)

La sedicenne Deirdre Monaghan è una musicista incredibilmente timida ma prodigiosamente dotata. Inoltre sta per scoprire di essere una “cloverhand” – una che può vedere le fate. Quando un misterioso ragazzo sbucato dal nulla entra nella sua ordinaria vita di città, Deirdre se ne innamora. Il problema è che l’enigmatico e contraddittorio Luke si scopre essere un “gallowglass”, un assassino senz’anima di fate, e Deirdre sta per essere la sua prossima vittima. Deirdre deve decidere se i sentimenti di Luke verso di lei sono reali, o soltanto un modo per condurla più profondamente nel mondo delle Fate. L’amore di Deirdre per Luke, bello e pericoloso, la costringerà a prendere coscienza dei suoi poteri elfici, e a essere coinvolta in una lotta all’ultimo sangue contro esseri inimmaginabili. (da http://www.lafeltrinelli.it/)

Se dovessi riassumere con due parole questo libro, lo definirei una delusione. La trama era interessante ma lo svolgimento è tutt'altra cosa. La storia è molto confusa, a tratti anche sbrigativa. La scrittura è poco scorrevole. Non ho trovato questa lotta all'ultimo sangue che dicono nella sintesi. I personaggi non si capisce mai se sono buoni o cattivi, elfi fate o umani. Inoltre, secondo me, non sono proprio ben caratterizzati; le loro descrizioni sono abbastanza sommarie.
Probabilmente anche la traduzione non è delle più accurate, perchè ho trovato alcune frasi che proprio, sintatticamente, sono pessime.
Le prime 20/30 pagine sono incentrate sul fatto che sta ragazza deve vomitare. Eccessivo e noioso. 
L'autrice poi voleva probabilmente creare un finale d'effetto, ma non è minimamente la sensazione che mi ha provocato. 
No, proprio nel genere "teen fantasy" è forse il libro peggiore che abbia letto finora.
Mio voto: 4 / 10

domenica 24 maggio 2015

Storia di una ladra di libri - Markus Zusak



Titolo originale: The book thief (2005)

È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché «ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri», poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - Storia di una ladra di libri è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito. Con una scrittura straordinaria per intensità e passione, Markus Zusak ci consegna uno dei romanzi più indimenticabili del nostro tempo. ( http://www.edizionifrassinelli.it )


Mah. Sinceramente questo libro è stato un po' una delusione.
Cosa mi aspettavo leggendo questo libro? Una ragazzina che durante il fascismo salva un sacco di libri da una brutta fine. Beh diciamolo, questo succede tre o quattro volte. La prima, inconsapevolmente, quando raccoglie il manuale del necroforo ad uno dei ragazzi che seppelliscono il fratellino. Poi salva un libro dai roghi nazisti. Poi ci sono i libri che ruba alla moglie del sindaco, è vero, ma in realtà è la donna stessa che le lascia la finestra aperta per entrare in biblioteca... Diciamo che più che andare a cercare i libri, se li trova di fianco e lei allunga una mano.
Il libro è narrato dalla Morte in persona, costretta al superlavoro nel periodo fascista, che in più occasioni incrocia, appunto, questa ragazzina. L'idea poteva essere anche intrigante, senonchè nella realtà ne viene fuori una narrazione abbastanza frammentaria, perchè la Morte salta di palo in frasca, spoilera (intenzionalmente) avvenimenti che accadranno mesi o anni dopo guastando la sorpresa a chi legge, interrompe la narrazione per spiegare aneddoti su un personaggio o l'altro. Insomma, io l'ho trovato piuttosto fastidioso.  
E' molto bello il rapporto di Liesel col padre adottivo, che le insegna a leggere, la consola, è il suo punto di riferimento. Molto bello il rapporto con l'ebreo Max. Sono ben caratterizzati tutti i personaggi in genere. E' molto bello anche il rapporto che si viene a creare con la moglie del sindaco.
Sono convinta che il libro sia una buona trama per un film (e infatti conto di vederlo al più presto), ma il libro in sè non mi ha fatto impazzire. Le ultime tre righe della presentazione fatta dalla casa editrice credo siano assolutamente inesistenti (la scrittura intensa per uno dei romanzi più indimenticabili del nostro tempo. No dai, per carità, neanche lontanamente).
Credo che, pur affrontando argomenti delicati, sia decisamente un libro più per ragazzi che per adulti.
Mio voto: 6 e mezzo / 10.

venerdì 6 marzo 2015

Blue mondays - Emily Dubberley



Blue mondays - 2014 (intera serie)

Chi ha detto che il lunedì è il giorno più deprimente della settimana?
Sembra un lunedì come tanti, per Lucy Green: sveglia all'alba dopo un weekend di lavoro e metro talmente affollata che a malapena si riesce a respirare. Sembra un lunedì come tanti, ma non lo è. Perché il destino le fa incontrare Ben Turner. Ben è affascinante, gentile, misterioso. E, soprattutto, non è costretto a rispettare i ritmi frenetici imposti dall'agenzia pubblicitaria di Londra per cui lavora Lucy; lui coglie l'attimo, si rilassa, si diverte. E propone a Lucy di scendere alla prossima stazione e di lasciarsi andare, anche solo per poche ore. Per quanto le sembri assurdo, lei non può negare l'attrazione dirompente che prova per quell'uomo, né il brivido che sente quando lui le sfiora la mano: ascolterà la voce della ragione, rassegnandosi a un altro grigio lunedì, o seguirà il cuore, assaporando le sorprese che la vita può offrire? (www.amazon.it)

Pare che questo sia il romanzo che ha incantato l'Inghilterra. Posso essere sincera? A me è parso una porcheria immonda. Porcheria non tanto per le scene di sesso, presenti in notevole quantità e in notevole varietà: autoerotismo a casa e all'aperto, sveltine con un ex fidanzato, sesso saffico, per non parlare del sesso orale in cui dà veramente il meglio di sè come interpretazione e come descrizione della performance. La prima cosa che ho pensato di questo libro è che sento tante persone infamare le cinquanta sfumature; sarei curiosa di sapere se questo invece a loro piacerebbe.
La storia era interessante, un colpo di fulmine che ti porta a seguire uno sconosciuto da Londra a Brighton. Risate, romanticismo, passione. La consapevolezza di vivere una vita dedita solo ad un lavoro che nemmeno piace. La voglia di cambiare vita. Gli ingredienti li aveva tutti. Ma alla fine, quello che mi rimane di questo libro sono solo le scene di sesso e, in particolare, di quanto Lucy si compiaccia ad ingoiare… Per non parlare del finale… Lucy cambia vita (o almeno pare lo voglia fare, perchè sembra rimanere un po' in sospeso il tutto) ma non nel modo in cui ti aspetti che finisca un romance. Alla fine Ben le serve solo per provare l'unica esperienza che le mancava? Boh. Non c'è un minimo di sentimento. Non so se sono delusa dalle aspettative, ma il mio gradimento di questa lettura è praticamente zero. Peccato, perchè aveva un gran potenziale, ed anche l'idea di farlo uscire in otto puntate era accattivante. Però ogni puntata è peggio della precedente.
Mio voto: 3 / 10

giovedì 5 febbraio 2015

Acqua buia - Joe R. Lansdale



Titolo originale: Edge of dark water (2012)

«Silenziosamente sollevai il barattolo con dentro May Lynn, lo tenni in mano per qualche istante e tra me e me la ringraziai, perché a suo modo, malgrado mi avesse fatto arrabbiare non poco, ci aveva riuniti, aveva fatto di noi una famiglia, e ci aveva spinti lungo il fiume per scoprire chi eravamo e dove stavamo andando».

Texas, anni '30. Sue Ellen ha sedici anni e si diverte a "passare il tempo all'aria aperta e fare cose da uomini", come pescare. Abita con la madre che è sempre intontita da un "toccasana" liquoroso e il padre, rozzo e violento, infatti di notte chiude bene la porta della camera e si tiene un ceppo di legno nel caso volesse avvicinarsi troppo. Ha due amici: Terry, un ragazzino bianco gay che vive con la madre e la famiglia del secondo marito di lei, e Jinx, una ragazzina di colore con la lingua lunga e sagace.
Un giorno, pescando col padre e lo zio, Sue Ellen e Terry recuperano, dal fondo del fiume Sabine, il corpo di una loro amica, May Lynn Baxter. La trovano con le mani legate dietro alla schiena e con ai piedi legata una macchina da cucire.
Il ritrovamento del corpo non fa molto scalpore nè suscita particolare interesse nemmeno sull'agente Sy Higgins e così il caso viene chiuso (anzi, neanche aperto in realtà) e la ragazza sepolta al cimitero nella zona dei poveri.
Ma i tre ragazzi non ci stanno. Sanno che May Lynn aveva un sogno: andare a Hollywood e diventare una stella del cinema. Così decidono di portarcela da morta, cremandola per spargere le sue ceneri. I ragazzi si recano a casa di May Lynn per dire a suo padre dell'accaduto, però il padre è fuori e loro scoprono il diario della ragazza, nel quale trovano una mappa che indica il punto in cui sono sepolti dei soldi, frutto della rapina di una banca fatta dal fratello di May Lynn e un suo socio.
Da qui le cose cominciano a complicarsi. Il padre di May Lynn scopre che i ragazzi hanno preso i soldi, li insegue, riesce ad afferrare Jinx che però per difesa quasi lo uccide. L'uomo allora si rivolge al padre di Sue Ellen, la quale quando torna a casa trova la madre ad aspettarla per impedirle di entrare. Sue Ellen le racconta il piano di portare le ceneri di May Lynn a Hollywood, e la madre si unisce al gruppo. Partono quindi di notte, prendendo in prestito la chiatta del paese e lasciandosi trasportare dalle acque del fiume. Scopriranno presto che non solo l'agente Sy e zio Gene li stanno cercando (e li troveranno quando verranno accolti dal reverendo Joy), ma il padre di May Lynn, Cletus, ha assoldato un efferato personaggio chiamato Skunk che si diverte a conservare come reliquia le mani dei malcapitati.

E' il primo libro che leggo di Lansdale. L'ho scelto per la monthly keyword di febbraio. Devo dire che mi è piaciuto molto. E' interessante lo stile narrativo di Lansdale, che utilizza molte espressioni abbastanza scurrili ma anche molte metafore e similitudini bizzarre ("accarezzai il pezzo di legno come fosse un gatto ricoperto di corteccia", per citarne una). La lettura è molto avvincente e scorrevole però non è un libro della buonanotte. Io ammetto che alcune parti mi hanno un po' impressionato. E' un thriller un po' macabro, secondo me è più vicino all'horror. Però piacevole.
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 21 gennaio 2015

L'uccello che girava le viti del mondo - Haruki Murakami



Titolo originario: Nejimakidori kuronikuru (The wind-up bird chronicle)

In un sobborgo di Tokyo il giovane Okada Toru ha appena lasciato volontariamente il suo lavoro e si dedica alle faccende di casa. Due episodi apparentemente insignificanti riescono tuttavia a rovesciare la sua vita tranquilla: la scomparsa del suo gatto e la telefonata anonima di una donna dalla voce sensuale. Toru si accorgerà presto che oltre al gatto, a cui la moglie Kumiko è molto affezionata, dovrà cercare Kumiko stessa. Lo spazio limitato del suo quotidiano diventerà il teatro di una ricerca in cui sogni, ricordi e realtà si confondono e che lo porterà a incontrare personaggi sempre più strani: dalla prostituta psicotica alla sedicenne morbosa, dal politico diabolico al vecchio e misterioso veterano di guerra. A poco a poco Toru dovrà risolvere i conflitti della sua vita passata di cui nemmeno sospettava l'esistenza.
Un intrigante romanzo che illumina quelle zone d'ombra in cui ognuno nasconde segreti e fragilità. (www.einaudi.it )


Dunque, è il primo libro che leggo di Murakami (in realtà anni fa cominciai Kafka sulla spiaggia, ma ho dovuto interromperlo..). Conoscevo già lo stile un po' "visionario-onirico" e devo dire che non mi dispiace. 
Le prime due parti del libro sono molto intriganti. La vicenda si dipana chiaramente, nonostante tutti i personaggi "bizzarri" che entrano in campo. La terza parte si complica terribilmente. Entrano in scena una serie di personaggi, molti dei quali ruotano intorno alla guerra russo-giapponese, che in realtà non mi sembra aggiunga nulla alla storia, se non diverse pagine di inaudita efferatezza.
La scrittura di Murakami è scorrevole, piacevole da leggere. Conduce in una piena introspezione del personaggio (Okada Toru) senza diventare pesante. Mi piace anche l'idea delle due realtà parallele a cui lui può accedere calandosi nel fondo del pozzo. Però la sensazione finale è che ad un certo punto lo stesso scrittore si sia perso e abbia dato un finale alla storia che fa un po' acqua (e non mi riferisco alla rinascita del pozzo...). Alla fine, non c'è una vera e propria spiegazione del perchè sono successe tutte quelle cose. E' un peccato perchè il libro prometteva bene.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 28 dicembre 2014

Monthly key word challenge 2015




Riproviamo anche con questa che mi è piaciuta molto.

La sfida è ospitata da Bookmark to blog. Va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015 e consiste nel leggere ogni mese un libro che contenga una delle "key words". Regole complete sul blog di riferimento.
Ho deciso di considerare il titolo originale del libro, perchè a volte le traduzioni lo modificano sostanzialmente e diventa un'impresa...

Queste le key words:


JAN- Bird, Girl, Ever, Silence, Bad, Truth, End     
FEB- Key, Water, Lie, Chase, And, Once      
MAR- KInd, Face, Power, City, Blue, Night, To
APR- Dream, Prince, Long, Wind, Rose, The, Rock
MAY- Ash, Road, Thief, Bend, In, Far
JUN- My, Together, Whisper, Win, Soul, Sleep
JUL- Sun, Unto, Energy, Fate, High, Look
AUG- Fall, Boy, Glass, Heart, Lost, Now
SEP- Color, Touch, Life, Day, How, Sweet
OCT- Ghost, Home, Beach, Away, Test, Number
NOV- Rise, Holiday, And, Little, Call, Dark
DEC- Space, Mirror, Over, Flower, Trap, Cold

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My list of books:
Jan: l'uccello che girava le viti del mondo (Murakami) --> bird
Feb: acqua buia (Joe R. Lansdale) --> water
Mar: blue mondays (Emily Dubberley) --> blue
Apr: il fiume delle cento candele (Kim Echlin) --> the
May: storia di una ladra di libri (Markus Zusak) --> thief
Jun: whisper (Maggie Stiefvater) --> whisper
Jul: le porte di Damasco (Agatha Christie) --> fate
Aug: il rifugio dei cuori solitari (Lucy Dillon) --> heart
Sep: quel che resta del giorno (Kazuo Ishiguro) --> day
Oct: a casa (Toni Morrison) --> home
Nov: after dark (Haruki Murakami) --> dark
Dec: la lettrice di fiori (Elizabeth Loupas) --> flower

Completed on 10th December 2015

pagina con tutti i link dei vari blog partecipanti