mercoledì 31 luglio 2019

w…w…w…wednesdays #135


"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  

Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

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Le mie risposte (135^ puntata - mercoledì 31 luglio 2019)

1) cosa stai leggendo?
- L'indizio della chiave argentata- Edgar Wallace

2) cosa hai appena finito di leggere?
- La morte a Venezia - Thomas Mann
- Il chirurgo - Tess Gerritsen

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura?
considerando anche le sfide da portare avanti, ho una piccola lista di libri che vorrei leggere a breve (e che, lo ammetto, viene rimaneggiata ogni volta che sistemo qualcosa in una sfida eh eh):
- Jane e lo spirito del male - Stephanie Barron
- Percy Jackson e gli dei dell'olimpo, il ladro di fulmini - Rick Riordan
- Il santuario dei delitti - C.L. Grace
- Il vecchio e il gatto - Nils Uddenberg
- The last girl - Joe Hart
- La casa dei cuori sospesi - Clara Caroli
- Tre uomini in barca - Jerome K. Jerome
- Nella terra della nuvola bianca - Sarah Lark
- Se i gatti scomparissero dal mondo - Genki Kawamura
- Fatto a mano - Rosemary Davidson + Arzu Tahsin



sabato 27 luglio 2019

Il chirurgo - Tess Gerritsen


Titolo originale: The surgeon (2001)

A Boston vengono scoperti i cadaveri di due giovani donne orrendamente mutilate. Scattano immediatamente le indagini, affidate alla detective Jane Rizzoli, donna determinata e tenace, ma frustrata per le discriminazioni di cui è oggetto nell'ambiente lavorativo. Jane individua ben presto un nesso tra l'orripilante rituale del serial killer, denominato "il chirurgo" per la sua conoscenza delle tecniche operatorie, e quello di un assassino che anni prima, a Savannah, aveva violentato, seviziato e ucciso diverse donne. Jane scopre anche che l'ultima vittima del killer di Savannah è riuscita a sfuggirgli e a ucciderlo e che, dopo il fatto, si è trasferita proprio a Boston, dove lavora come chirurgo. (www.anobii.com)

Primo romanzo della serie Rizzoli & Isles, solo che qui compare solo la poliziotta Jane Rizzoli, descritta come bassa, bruttina e vessata dai colleghi perchè donna. Molto diversa, quindi, dalla versione televisiva interpretata da Angie Harmon. 
Romanzo con alcune parti abbastanza cruente. Questo criminale chiamato "il chirurgo" si diverte a seviziare donne che hanno già subito uno stupro, togliendo loro l'utero mentre sono ancora sveglie, e dando poi il colpo di grazia con un taglio alla gola. Ma cosa accomuna queste donne? In apparenza nulla, perchè non si conoscono, ma in realtà il chirurgo conosce loro perchè lavora in ospedale ed ha accesso alle loro cartelle cliniche. Così come lavora nello stesso ospedale anche la dottoressa Cordell, unica sopravvissuta due anni prima ad un'aggressione uguale. Com'è possibile che Andrew Capra, trovato e ucciso due anni prima a Savannah, continui ad uccidere nello stesso modo a Boston? Un emulatore? Beh, questo lo scoprirete leggendo.
Il ritmo della vicenda è abbastanza sostenuto. Il libro si legge bene e c'è la curiosità di vedere chi è il chirurgo. La vicenda è narrata in terza persona, con alcune pagine scritte in prima persona dal criminale, con i suoi pensieri. Ho trovato un po' troppo filosofiche alcune sue divagazioni, ma ci sta con lo stile da psicopatico del personaggio.
Mi è piaciuto molto il detective Moore, generalmente integerrimo, che però si innamora della dottoressa Cordell. 
Mio voto: 7 mezzo / 10

giovedì 25 luglio 2019

Premio Bancarella 2019, vince Alessia Gazzola


PONTREMOLI, (MS) 22 LUG - Alessia Gazzola vince la 67/a edizione del Premio Bancarella con il romanzo "Il ladro gentiluomo", edito da Longanesi. Con un totale di 149 voti su 160 schede pervenute, la scrittrice messinese si è aggiudicata il premio conferito dai librai indipendenti, in una cerimonia affollatissima di pubblico che si è svolta il 21 luglio, come da tradizione, a Pontremoli in Piazza della Repubblica. 

"Sono felicissima, piena di gratitudine, nei confronti dei librai per un onore così grande e del mio editore per il sostegno immancabile", ha detto la Gazzola.

Secondo classificato: Marco Scardigli, "Évelyne", con 88 voti.
Terzo classificato: Marino Magliani, "Prima che te lo dicano altri", con 68 voti. 
Quarto: Giampaolo Simi, "Come una famiglia", con 66 voti
Quinto: Tony Laudadio, "Preludio a un bacio", con 57 voti
Sesto: Elisabetta Cametti, "Dove il destino non muore", con 49 voti.

sabato 20 luglio 2019

La morte a Venezia - Thomas Mann


Titolo originale: Der Tod in Venedig - 1912
Titolo in inglese: Death in Venice

Gustav von Aschenbach, è un famoso scrittore tedesco di cinquant’anni. E' un uomo che ha dedicato tutti i suoi sforzi alla carriera e ciò gli è valso pure il titolo aristocratico, ma sta attraversando un periodo di stanchezza fisica e di crisi creativa. Mentre sosta nei pressi di un cimitero, osservando uno strano forestiero che sembra comparso dal nulla, avverte un richiamo al viaggio che credeva sopito da anni. Decide quindi di prendersi una vacanza. Inizialmente si dirige verso l’Istria, ma la sua irrequietezza interiore non si placa e decide dopo solo pochi giorni di trasferirsi a Venezia. In viaggio sul traghetto l’attenzione di Aschenbach è attratta da un uomo anziano che si accompagna a una comitiva di giovani e che, dando mostra di sé, gli pare molto ridicolo.
Aschenbach trova quindi alloggio in un albergo del Lido dove, a cena, la sua attenzione è attirata da una famiglia polacca e, in particolare, dal un ragazzo sui quattordici anni che gli sembra bello come una divinità greca. Le sue tre sorelle, invece, sono vestite in modo austero come fossero delle suore. Il giorno dopo, in spiaggia, Aschenbach osserva il ragazzino giocare con altri giovani e riesce a cogliere il suo nome: Tadzio.
Tuttavia, il clima della laguna non è clemente e Aschenbach si sente soffocare. Lo scrittore decide così di partire anche da Venezia, sebbene non vorrebbe abbandonare il giovane che tanto lo affascina. Aschenbach disdice la propria stanza e manda il bagaglio in stazione tramite un fattorino, comunque pentito di aver preso la decisione. Una volta arrivato in stazione però scopre che il destino ha giocato in suo favore: il bagaglio è stato infatti spedito a Como per errore. Così, intimamente felicissimo per la possibilità di rivedere Tadzio, Aschenbach decide di tornare in albergo in attesa che rispediscano indietro le sue valigie.
Lo scrittore sviluppa per il ragazzino una vera e propria ossessione. Si ferma a guardarlo mentre gioca in spiaggia, lo segue a distanza durante le passeggiate per la città insieme alle sorelle e all’istitutrice, arriva persino a compiacersi dell’aspetto debole del ragazzino, che probabilmente non diventerà mai adulto, provando una segreta soddisfazione all’idea che forse nessuno potrà amarlo. Una sera, dopo che Tadzio lo saluta con un sorriso, Aschenbach scappa nel cortile dell'albergo dove finalmente riesce a dire a se stesso la verità: "ti amo!"
Con il passare dei giorni, Aschenbach si accorge che sono sempre meno i villeggianti tedeschi a Venezia, mentre le strade sono impestate da un forte odore di disinfettante e compaiono dei misteriosi cartelli sanitari. Lo scrittore chiede così informazioni, ma tutti gli rispondono che la città viene disinfettata preventivamente per il caldo e per lo scirocco. Sembrandogli un’ipotesi poco probabile, Aschenbach recupera qualche giornale tedesco (dove si cita una non meglio precisata pestilenza) e, facendo pressioni su un impiegato dell’ufficio del turismo inglese, scopre che a Venezia imperversa ormai da mesi un’epidemia di colera, tenuta nascosta dal governo ai turisti stranieri per non rovinare gli introiti economici della città. Aschenbach potrebbe dare l’allarme tra gli ospiti dell’albergo, ma decide di tenere per sé il segreto perché più della malattia teme la partenza di Tadzio. La sua passione amorosa si è infatti di giorno in giorno trasformata in follia, tanto che egli si è ormai convinto che anche altri si siano accorti dei suoi sguardi verso il ragazzo. Ossessionato dal proprio aspetto Aschenbach prova vergogna per la propria età, e si reca dal parrucchiere, si tinge i capelli e si fa truccare, finendo per somigliare a quell’uomo che sul traghetto tanto aveva deriso. Così acconciato segue ancora una volta Tadzio attraverso le calli: il ragazzino lo vede, ma non dice nulla all’istitutrice. Avendolo poi perso di vista nel cuore della città, esausto ed assetato, compra alcune fragole mature e le mangia riposando in una piazzetta deserta
La mattina dopo, al risveglio dopo una notte tormentata in cui sogna di prendere parte a un baccanale, scopre che la famiglia polacca è in procinto di partire. Si reca così stancamente in spiaggia, dove osserva da lontano una lite tra Tadzio e un altro ragazzino. I due cominciano a picchiarsi e il contendente, più forte di Tadzio, lo spinge con la testa nella sabbia facendolo quasi soffocare. Una volta liberato, Tadzio si avvia verso il mare e si allontana passeggiando su una secca. Immergendosi in acqua, il ragazzino si volta ancora una volta e guarda verso Aschenbach. Allo scrittore sembra quasi che il ragazzo gli sorrida, sta per alzarsi e raggiungerlo ma cade riverso sulla sua sdraio.

Ero alla ricerca di un libro classico tragico per una sfida e ho pensato a questo. Ammetto che lo avevo letto decenni fa e non ricordavo nulla (a parte la malattia a Venezia).
Questo libro racconta l'infatuazione dello scrittore per il ragazzino, travolgente al punto che questo scrittore titolato, tutto d'un pezzo, che non si è mai concesso nessuna distrazione dal suo lavoro, ad un tratto perde letteralmente la testa per questo ragazzo. E dapprima ne parla come di una bellezza greca, anche in contrapposizione alle sorelle austere come suore; poi ad un certo punto questa infatuazione diventa un vero e proprio trasporto, infatti ad un certo punto Aschenbach si rende conto di essere proprio innamorato. E poi subentra la follia, diventa stalker del suo amato, lo segue in spiaggia, lo segue mentre passeggia per Venezia con la famiglia, lo insegue in gondola. Lo insegue in una città dove sa che è diffuso il colera. Arriva a tingersi i capelli per sembrare più giovane e ad imbellettarsi (rendendosi uguale al vecchio che derideva sul traghetto per Venezia). E' un amore autodistruttivo e ossessionante.
L’atmosfera di morte è dominante sin dalle prime pagine del libro. Aschenbach avverte il bisogno di partire proprio nei pressi di un cimitero, dopo l’apparizione di una strana figura. La città stessa, afosa, maleodorante prima e intrisa di disinfettante dopo, è un po' il fantasma degli sfarzi di un tempo.

Mann tocca anche il rapporto tra Eros e creatività: quell'effetto che la passione produce sul cervello portandolo a comporre pagine elevatissime

“Mai egli aveva sentito più soavemente la voluttà della parola, mai aveva così ben compreso che Eros è nella parola, come sentiva e capiva adesso durante le ore pericolose e squisite in cui, seduto al suo tavolino rozzo sotto la tenda, contemplando l’idolo e ascoltando la musica della sua voce, componeva a immagine della bellezza di Tadzio la sua breve dissertazione — quella pagina e mezzo di prosa altissima la cui purezza, nobiltà e vibrante energia doveva suscitare di lì a poco l’ammirazione universale. È certamente un bene che il mondo conosca soltanto la bella opera e non le sue origini, non le condizioni e le circostanze del suo sviluppo; giacché la conoscenza delle fonti onde scaturisce l’ispirazione dell’artista potrebbe turbare, spaventare, e così annullare gli effetti della perfezione. Ore singolari! Strana fatica snervante! Strano e fecondo accoppiamento dello spirito con un corpo”

L'afa, il senso di soffocamento, il colera diventano quindi metafore della situazione in cui cade chi si abbandona a fantasie erotiche inaccettabili. Lo stesso incubo che Aschenbach fa la notte prima di morire, di trovarsi in un baccanale con immagini violente, è ben lontano dalla bellezza placida e classica di Tadzio. Solo la morte può mettere fine a questo tormento.

E' un libro da leggere con un po' di attenzione, principalmente perchè il linguaggio è veramente datato.

"Non c'era nessuna difficoltà straordinaria, ma quanto lo tarpava erano gli scrupoli della svogliatezza che si presentava in forma di un'incontentabilità da non potersi soddisfare con nulla" (prime pagine del libro)

L'estasi in cui è trascinato lo scrittore è descritta molto bene, anzi un'estasi che diventa follia, dall'osservazione di ciò che è bello arriva ad esserne completamente succube,a trasformare sè stesso diventando esattamente come il vecchio che derideva.
Molto interessante.
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 17 luglio 2019

Addio ad Andrea Camilleri

17 luglio 2019. Andrea Camilleri, "papà" del commissario Montalbano, è deceduto oggi, a 93 anni, all'ospedale Santo Spirito di Roma dove era da tempo ricoverato. Le condizioni sempre critiche di questi giorni si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali.
Non ci sarà nessun momento pubblico per le esequie. Per volontà dello scrittore e della sua famiglia non ci sarà camera ardente e il funerale si svolgerà in forma privatissima. Solo dopo la sepoltura - a quanto si apprende - sarà reso noto il luogo in cui riposeranno le spoglie dell'autore, in modo da rendere possibile la visita ai tanti che lo hanno amato.

Nato il 6 settembre 1925, a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Dopo l’iscrizione alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Palermo, senza mai conseguire la laurea, negli anni successivi diventerà, oltre che scrittore di straordinario successo (non solo in Italia), sceneggiatore, regista, drammaturgo e docente, insegnando anche all’Accademia nazionale d’arte drammatica.

Iscritto al Partito Comunista Italiano dal 1945, Camilleri inizia a scrivere i primi racconti per riviste e quotidiani come L’Italia socialista e L’Ora di Palermo. Nel 1954 vince un concorso per funzionari Rai, ma entra nella televisione di Stato solo tre anni dopo. Durante tutti gli anni ’60, molte sono le produzioni Rai di successo di cui si occupa: Le avventure di Laura Storm e le fiction con il tenente Sheridan, ma anche Le inchieste del commissario Maigret. Nel 1968 l’autore siciliano cura la regia del teleromanzo Lazarillo, tratto dal romanzo Lazarillo de Tormes. Suo merito sono anche le rappresentazioni teatrali dei testi di Ionesco, Adamov, Strindberg, T. S. Eliot e dei poemi di Majakovskij; e l’arrivo delle opere di Beckett in Italia.

Il suo esordio nella narrativa arriva nel 1978, con "Il corso delle cose", pubblicato gratuitamente da un editore a pagamento, che passa inosservato. Qualche anno dopo, con il suo "Un filo di fumo", edito da Garzanti, riceve il suo primo premio letterario. La collaborazione con la Sellerio, casa editrice palermitana a cui è rimasto sempre legato, nasce nel 1984 con "La strage dimenticata", ma di nuovo senza successo.

Dopo dodici anni di pausa, Camilleri torna a pubblicare nei primi anni ’90: nasce nel 1994 il primo romanzo poliziesco sul commissario Montalbano, "La forma dell’acqua", che diventerà uno dei personaggi più conosciuti e amati nel panorama italiano. È da qui che Camilleri diventa un autore-bestseller. Il “fenomeno Camilleri” esplode definitivamente pochi anni dopo, grazie anche alla fiction Rai su Montalbano, interpretata da Luca Zingaretti. I racconti sul commissario siciliano arrivano, negli anni, a superare i trenta volumi: 26 romanzi (e cinque raccolte) da oltre 25 milioni di copie.

"Dopo aver scritto "Il birraio di Preston", con la sua struttura apparentemente ‘disordinata’, volevo verificare se riuscivo a scrivere all’interno della ‘gabbia’ del giallo. Scrissi così "La forma dell’acqua". Il secondo romanzo "Il cane di terracotta", venne fuori perché volevo ‘completare’ il personaggio del commissario, che nel primo era più una ‘funzione’ che un ‘personaggio’; e per me era finita lì. Però il successo che ebbero i 2 romanzi portò Elvira Sellerio a spingere perché ne continuassi a scrivere, e il resto è storia…"

Camilleri è stato tradotto in 120 lingue. Le sue pubblicazioni sono continuate nonostante la sua cecità, grazie alla sua assistente Valentina Alferj, l’unica che sia in grado di scrivere in vigatese (dialetto dell’autore).

Il filone narrativo di Montalbano è comunque destinato a una fine, come comunicato dallo stesso autore, che da tempo ha consegnato al suo editore l’ultimo racconto con il finale della storia, da pubblicare postumo: "Non può cadere in un burrone come Sherlock Holmes e poi ricomparire in altre forme… Montalbano non muore"

Sposato dal 1957 con Rosetta, ha tre figlie.
Spesso ha dichiarato come il proprio successo sia derivato dal supporto e dalla pazienza della moglie, la prima donna di cui si è innamorato.
(www.illibraio.it e www.ansa.it. Foto www.vastoweb.com)




Ammetto di non aver ancora letto nulla di Camilleri... e non ho nemmeno visto la serie tv di Montalbano...

w…w…w…wednesday #134


"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  

Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

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Le mie risposte (134^ puntata - mercoledì 17 luglio 2019)

1) cosa stai leggendo?
- Morte a Venezia - Thomas Mann

2) cosa hai appena finito di leggere?
- Delitto in cielo (Agatha Christie)
- il caso tricot - Barbara Solinas

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura?
considerando anche le sfide da portare avanti, ho una piccola lista di libri che vorrei leggere a breve (e che, lo ammetto, viene rimaneggiata ogni volta che sistemo qualcosa in una sfida eh eh):
- Jane e lo spirito del male - Stephanie Barron
- Percy Jackson e gli dei dell'olimpo, il ladro di fulmini - Rick Riordan
- Il santuario dei delitti - C.L. Grace
- Il vecchio e il gatto - Nils Uddenberg
- The last girl - Joe Hart
- La casa dei cuori sospesi - Clara Caroli
- Tre uomini in barca - Jerome K. Jerome

sabato 13 luglio 2019

Il caso tricot - Barbara Solinas


Titolo originale: Il caso tricot (1917)

Rosa Cipria è un commissario con un nome bizzarro, una sensibilità unica e un hobby... singolare. Dopo la morte dell’ingegner Netti, lei e la sua squadra dovranno avviare le indagini partendo da due indizi: una busta écru con un biglietto e una rosa lavorata a maglia.
Si apre così il caso Tricot, e per risolverlo il commissario dovrà vedersela con il mistero di un libro inedito, il mal d'amore di una scrittrice, la sorellanza di tre amiche, il tricot e un'insolita quanto fatale passione per la lettura.
Barbara Solinas esordisce nel genere giallo-rosa e ci regala un personaggio originale che vi conquisterà. Come la sua penna. (www.amazon.it)

Sono incappata per caso in questo racconto giallo (sono una novantina di pagine). Ovviamente mi interessava la parte del lavoro a maglia per farlo rientrare in una delle challenge.
E' il primo caso di questa commissario con un nome bizzarro.

Tu sarai sempre l'elegante rosa cipria tra la scala di grigi della vita. Sarai il tocco che nessuno si aspetta, il dettaglio che farà la differenza. Tu potrai essere ciò che vuoi, cara la mia Rosa Cipria, certa di non andare persa o confusa tra i mille uguali che la vita ti proporrà. (mamma di Rosa)

Storia originale ed interessante. Si legge bene, anzi, si legge tutta d'un fiato (con un passaggio grammaticalmente aberrante, a pag. 16 in cui dice "l'assassino l'aveva sparata"!! anzichè l'assassino le aveva sparato...). E' una storia con dei risvolti molto tristi, di lucida cattiveria nei confronti di una donna innamorata. Con qualche accenno al caso che Rosa aveva risolto appena arrivata (a mio parere, valeva la pena di cominciare la serie proprio da quel caso, piuttosto che parlarne in qualche pagina durante questo).
Bizzarro che il commissario possa avere come hobby il fatto di vendere sex toys. In realtà, a metà libro si capisce già chi è l'assassino/a, perchè è lampante l'indizio decisivo, mentre è un po' strano che un commissario sveglio come Rosa non lo noti subito. Difficile arrivare al movente, perchè è principalmente basato sulla malattia mentale del killer e non abbiamo le fonti che ha il vice commissario Pintus. Una gradevole lettura da ombrellone.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

venerdì 12 luglio 2019

Delitto in cielo - Agatha Christie


Titolo originale: Death in the clouds - 1935

Quando, a mezzogiorno di una bella giornata di settembre, l’aereo di linea Parigi-Londra decolla dall’aeroporto di Le Bourget i passeggeri sistemati nella parte posteriore del velivolo sono undici; quando atterra a Croydon uno di essi è cadavere. Si tratta di Madame Giselle Morisot, un’anziana e ricchissima usuraia parigina uccisa – almeno così sembra – da una minuscola freccia avvelenata lanciata con una cerbottana.
Più di uno, tra i passeggeri, può aver avuto un motivo per eliminarla. Per fortuna, su quel volo, c’è anche chi è in grado di venire a capo del mistero: Hercule Poirot. (www.librimondadori.it)

Lettura leggera. Poirot, anche col mal di stomaco è capace di sciogliere la matassa di questo omicidio ad alta quota, in cui tra i colpevoli compare addirittura una vespa. Almeno finchè Poirot non nota la freccia della cerbottana.
Come molti libri della Christie, Poirot ha una specie di sesto senso per capire dove andare a cercare e a noi lettori scopre le carte un poco alla volta. Il colpevole lo avevo capito anche io (in realtà, più per esclusione..), ma ammetto che non avevo capito il come e il movente. E avevo anche capito qual era stato il "momento che nessuno aveva notato" (infatti mi chiedevo perchè non ci arrivavano..).
Forse non è uno dei migliori libri della Christie, ma si legge volentieri. Oltretutto, stavolta Poirot si mette pure a combinare matrimoni!
Mio voto: 7/ 10

mercoledì 10 luglio 2019

w…w…w…wednesdays #133


"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  

Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (133^ puntata - mercoledì 10 luglio 2019)

1) cosa stai leggendo?
- Delitto in cielo - Agatha Christie

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura?
considerando anche le sfide da portare avanti, ho una piccola lista di libri che vorrei leggere a breve (e che, lo ammetto, viene rimaneggiata ogni volta che sistemo qualcosa in una sfida eh eh):
- Jane e lo spirito del male - Stephanie Barron
- Percy Jackson e gli dei dell'olimpo, il ladro di fulmini - Rick Riordan
- Il santuario dei delitti - C.L. Grace
- Il vecchio e il gatto - Nils Uddenberg

venerdì 5 luglio 2019

Morituri te salutant - Danila Comastri Montanari


Titolo originale: Morituri te salutant (1994)

Roma, anno 45 d.C. Un drammatico evento funesta i ludi gladiatori. Nel corso di un combattimento, l'asso dell'arena Chelidone si accascia al suolo, vittima di un decesso inspiegabile. E' lo stesso imperatore Claudio, vecchio amico di Publio Aurelio Stazio, a convocarlo al Palatino e ad affidargli le indagini sulla morte del gladiatore. Ha così inizio un'inchiesta ad alto rischio, durante la quale l'abilità investigativa di Publio Aurelio verrà messa a dura prova... (www.anobii.com)

Il senatore Publio Aurelio Stazio non ama gli spettacoli dell’arena, ma questa volta non può esimersi perchè il suo imperatore ed amico Claudio glielo impone. Con grande noia e disgusto quindi è costretto ad assistere al massacro di questi uomini che vengono mandati al macello per il divertimento del popolo. Senonchè, quando tocca al gladiatore trace Chelidone, stella dell'arena, questi stramazza al suolo senza una ragione apparente.
Claudio convoca subito il suo ex allievo di etrusco per affidargli il compito di indagare sulla morte dell’atleta come magistrato con mandato diretto dell'imperatore. Aurelio, colpito dalla stima che il vecchio amico gli dimostra, non può far altro che accettare e aiutato dal fido Castore comincia ad indagare nella caserma in cui si allenano i gladiatori. Dopo uno scambio di opinioni col medico Crisippo, Stazio giunge alla conclusione che Chelidone sia stato avvelenato. Aurelio scopre anche che Chelidone aveva una relazione con Nissa, una diva della pantomima erotica.
Il senatore comincia ad indagare nel passato dell’atleta. Ma pochi giorni dopo muore un secondo gladiatore, probabilmente ucciso poco prima che potesse rivelargli alcuni particolari sull’omicidio di Chelidone. E non sarà l'ultima morte.
Aurelio comincia a pensare che questa volta non riuscirà a chiudere il caso. Soprattutto perchè capisce che è coinvolto anche l'avvocato Sergio Maurico, uomo senza scrupoli che non ha mai perso una causa, creandosi una rete di persone pronte a dargli una mano.

Lettura piacevole. Interessante l'ambientazione dei ludi gladiatori, di cui conosco davvero poco. Interessante anche il fatto che l'autrice faccia riflettere sulla quantità di animali che vennero sacrificati nelle arene, in alcuni casi causandone anche l'estinzione.
Stazio è un personaggio che mi piace molto, e sono sempre divertenti i suoi siparietti col liberto Castore che ne sa una più del diavolo. 
Una prima apparizione di Lucio Domizio (alias Nerone), bambino con la passione per la musica (ma ahimè poco portato per essa).
La soluzione è un po' contorta. Sicuramente la parte migliore di questi libri è la ricostruzione storica più che la parte gialla. Tutto sommato, però, è forse quello che mi è piaciuto di più della serie finora. Forse perchè comunque fila meglio nel complesso. 

In appendice troviamo un racconto (“Una dea per Publio Aurelio Stazio”) dove l’azione si svolge poco dopo i fatti precedenti a Baia, dove Aurelio, con tutta la sua combriccola, si reca in vacanza e dove la sua amica Pomponia si invaghisce del culto egizio della Dea Iside. Ma Pomponia non capisce che è tutta una truffa, e anzi viene accusata di aver affogato il capo degli adepti. Aurelio, con una breve indagine, farà ben presto luce sulla truffa, sulla morte, e su alcune misteriose apparizioni della Dea. La storia è un po' frettolosa e con tanti personaggi appena delineati, ma è carina.

Mio voto: 7 e mezzo / 10



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Serie Publio Aurelio Stazio:
1. Mors tua (1990)
2. In corpore sano (1991)
3. Cave canem (1993)
4. Morituri te salutant (1994)

Scurati stravince il Premio Strega 2019

Trionfa Antonio Scurati al Premio Strega 2019. Le oltre 800 pagine del suo romanzo documentaristico "M. il figlio del secolo" (Bompiani) hanno ricevuto 228 voti. 


"Sono felice ma soprattutto contento che molti altri italiani leggeranno questo libro non solo perchè lo ho scritto io ma perchè impareranno a conoscere la nostra storia con la speranza che non si ripeta, anche se in forme diverse", ha detto Scurati. "Dedico questa vittoria ai nostri nonni e ai nostri padri che furono prima sedotti e poi oppressi dal fascismo e soprattutto a quelli che fra loro trovarono il coraggio di combatterlo. E insieme lo vorrei dedicare ai nostri figli con l'auspicio che non debbano tornare a vivere quello che abbiamo vissuto cent'anni fa e in modo particolare a mia figlia Lucia", ha sottolineato lo scrittore bevendo dalla bottiglia dello Strega. 

Wildside ha già acquistato i diritti del libro per farne una serie tv, che fa parte di un ampio progetto: è il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso la storia di Benito Mussolini e il primo volume di una trilogia. L'espediente che lo scrittore ha adottato per trovare "il sentimento della storia è di raccontarla come una cronaca, al presente". 

Si è quindi confermato l'ordine della cinquina dei finalisti:
Antonio Scurati primo con "M. il figlio del secolo" - 228 voti. 
Benedetta Cibrario, seconda con "Il rumore del mondo" - 127 voti
Marco Missiroli  terzo con "Fedeltà"- 91 voti
Claudia Durastanti quarta con "La straniera" - 63 voti 
Nadia Terranova quinta con il suo "Addio fantasmi" - 47 voti.