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domenica 29 dicembre 2019

Canto di Natale - Charles Dickens


Titolo originale: A Christmas carol (1843)

E' questo il primo (1843) e più noto libro sul Natale di Dickens. Straordinario spettacolo metafisico, dove gli spiriti si fanno messaggeri benefici - ma non per questo meno terrorizzanti -, guide sapienti che conducono Scrooge, il vecchio arido ed avaro attraverso l'età della vita, passata e futura. L'attonito spettatore ripercorre, attraverso la visione, il tempo dell'infanzia, della giovinezza e della maturità, scorgendo, nell'immagini di se del passato, l'insorgere della durezza e della disumanizzazione; l'ultima tappa, il futuro che lo attende, registra, in un crescendo di orrore, la scoperta di sé morto, corpo depredato dalle vesti, privato della dignità, abbandonato e disperatamente solo. Ma lo spirito del natale e la fiducia nella bontà dell'uomo consentono a Dickens, almeno sulla pagina, di pronunciare un messaggio di speranza. (www.anobii.com)

Ebenezer Scrooge è un uomo d'affari, tirchio e assolutamente egocentrico. E' talmente avaro che fa lavorare fino a tardi il suo impiegato, costringendolo pure a stare al freddo per non sprecare legna nel camino. 
Alla vigilia di Natale, il fantasma del suo socio d'affari, Marley, morto anni prima, gli fa visita e gli dice che andranno da lui tre spiriti per dargli l'opportunità di cambiare il suo comportamento. E così, a Scrooge, appaiono te spiriti che lo portano nel natale del passato, in quello del presente e in quello del futuro. Scrooge è talmente scioccato da quello che vede, che decide di cambiare il proprio atteggiamento nei confronti del Natale e delle persone a lui intorno. A onor del vero, si era già convinto dopo il primo spirito, quello che lo conduce nel passato. Mi piace molto l'affetto che lega subito Scrooge a Tiny Tim (uno dei figli del suo impiegato).
Era uno dei grandi classici che ancora non avevo letto (sì, sapevo la storia e l'avevo vista nel film Disney). Devo dire che Dickens mi piace molto. Qui, coi toni della favola, in realtà parla di un argomento molto più profondo. La riscoperta del significato del Natale, che non è lo scambio dei regali, ma è un donare sè stessi agli altri e accogliere, a nostra volta, gli altri. Mi ha fatto molta tenerezza lo Scrooge bambino isolato. Mi ha, invece lasciato un po' più perplessa il natale del futuro.
Nel complesso la storia è molto bella.
Mio voto: 8 / 10

giovedì 28 novembre 2019

Miss Alabama e la casa dei sogni - Fannie Flagg


Titolo originale: I still dream about you - 2011

Una vera signora sa sempre quand'è il momento di uscire di scena. E Maggie Fortenberry, affascinante sessantenne che conosce almeno 48 modi diversi di piegare un fazzoletto e non ha mai detto una parolaccia in vita sua, ha deciso che il suo momento è arrivato. Ex Miss Alabama e quasi Miss America, dei suoi sogni di ragazza Maggie ha realizzato ben poco: non ha conquistato un marito adorante, non ha avuto con lui la nidiata di pargoli d'ordinanza, e oggi è una single depressa con una noiosa carriera da agente immobiliare a Birmingham. Ormai ha deciso, vuole farla finita. Non senza però aver prima saldato ogni debito, sbrinato il frigorifero e salutato gli amici con un'impeccabile lettera d'addio. Ma quando tutto sembra finalmente pronto per girare l'ultimo ciak, ecco che un bizzarro scheletro in kilt manda all'aria i suoi piani. Nella villa dove l'ha ritrovato, e che Maggie ha ricevuto l'incarico di vendere, si celano infatti segreti che aspettano solo lei per essere svelati. E se poi a scombinare il suo progetto ci si mettono anche una dispettosa capretta dal muso nero e il ritorno inaspettato di un vecchio amore, ecco che forse organizzare la sua dipartita non è più così urgente... (www.ibs.it)

Ho appena finito questo libro, che è sicuramente un libro leggero ma con un retrogusto un po' amaro, almeno nella prima metà abbondante.
Maggie era (ed è ancora) bellissima, al punto da diventare Miss Alabama e arrivare seconda a Miss America, probabilmente per una questione politica più che per un reale merito della vincitrice. E per seguire la carriera di modella ha detto di no a Charles, all'epoca suo fidanzato e uomo innamoratissimo di lei. Ma arrivata a sessantanni, Maggie si trova delusa da ciò che è stata la sua vita. E allora comincia ad organizzare il proprio suicidio, nei minimi dettagli per non lasciare obblighi alle sue amiche, ma viene più volte rinviato. Prima perchè la sua amica Brenda vuole che vada assolutamente con lei a vedere lo spettacolo dei dervisci rotanti; poi perchè viene messa in vendita la casa dei suoi sogni, Crestview, e l'incarico viene incredibilmente affidato a lei e non alla "belva" Babs, agente immobiliare concorrente con nessuno scrupolo; poi c'è un incidente con un camion di materassi; ed infine a Brenda viene quasi un infarto mentre compra borse. E quindi Maggie fa un incubo, dal quale si risveglia capendo che suicidarsi sarebbe un grosso errore, che in realtà è stata una donna fortunata e che ha ancora davanti un futuro che può essere bellissimo.
Il tormento di Maggie si intreccia con la storia dei gemelli Crocker, che viene svelata nel finale (e che in parte è intuibile..).
A mio parere, la parte in cui Maggie prova e riprova a suicidarsi, alla lunga, diventa un po' lenta e noiosa. Anche se capisco che l'insoddisfazione possa portare al suicidio, soprattutto se uno non trova la forza di reagire, vista anche la scomparsa di Hazel che le ha tolto la terra da sotto i piedi. Il libro diventa più interessante quando comincia a districarsi anche la vicenda dei gemelli. Molto zuccheroso, ma anche estremamente tenero, il momento in cui Maggie decide che vivere è la cosa più bella che possa fare. "La notte è più scura prima di un'alba meravigliosa" aveva detto Hazel, la titolare dell'agenzia immobiliare, tanto piccola quanto tenace, previdente e positiva. 
E' un libro tutto al femminile. Gli uomini sono pochi e con ruoli appena accennati. La storia è narrata utilizzando tanti capitoli brevi.
Il finale è un po' affrettato, ma effettivamente le pagine erano già tante.
Devo dire che la prima impressione che ho avuto era di un libro quasi troppo leggero. A mente un po' più fredda, ammetto che è una lettura sì da "vacanza", però che lascia spunti di riflessione. Nonostante l'argomento di base fosse tragico, in questo caso, di drammaticità non c'è nulla, anzi, il non riuscire a suicidarsi è quasi troppo ironico. Ed è un libro che ti lascia speranza. Come diceva Hazel, "Non arrenderti prima che avvenga il miracolo".

Forse non è il più riuscito di Fannie Flagg, ma si legge volentieri. 
Credo che sia una delle poche volte in cui il titolo tradotto è meglio di quello originale: "Sogno ancora di te" sarebbe stato molto ambiguo.

Piccola nota sulla traduzione: ad un certo punto, c'è un dialogo in cui Brenda chiede a Maggie "hai detto giusto o destro?", che in italiano suona assurdo, perchè in inglese viene utilizzata la stessa parola e in effetti non era traducibile in altro modo.
Mio voto: 7 / 10

giovedì 10 ottobre 2019

Il circo della notte - Erin Morgenstern


Titolo originale: The night circus - 2010

Appare così, senza preavviso. La notizia si diffonde in un lampo, e una folla impaziente già si assiepa davanti ai cancelli, sotto l'insegna in bianco e nero che dice: "Le Cirque des Rèves. Apre al crepuscolo, chiude all'aurora". È il circo dei sogni, il luogo dove realtà e illusione si fondono e l'umana fantasia dispiega l'infinito ventaglio delle sue possibilità. Un esercito di appassionati lo insegue dovunque per ammirare le sue straordinarie attrazioni: acrobati volanti, contorsioniste, l'albero dei desideri, il giardino di ghiaccio,.. Ma dietro le quinte di questo spettacolo senza precedenti, due misteriosi rivali ingaggiano la loro partita finale, una magica sfida tra due giovani allievi scelti e addestrati all'unico scopo di dimostrare una volta per tutte l'inferiorità dell'avversario. Contro ogni attesa e contro ogni regola, i due giovani si scoprono attratti l'uno dall'altra: l'amore di Marco e Celia è una corrente elettrica che minaccia di travolgere persino il destino, e di distruggere il delicato equilibrio di forze a cui il circo deve la sua stessa esistenza. (ww.anobii.com)

"Il circo arriva inaspettato." 
"Spunta così, semplicemente, dove ieri non c'era"

Questo libro è carico di magia. Ci sono pagine che sanno davvero trascinarti dentro a questo circo straordinario. E ci sono pagine di prolisse e un po' farraginose descrizioni che diventano noiose e distolgono l'attenzione. In alcuni momenti ho auto l'impressione che l'autrice abbia voluto creare un'atmosfera che sarebbe venuta meglio se avesse usato parole meno ricercate.
La storia di base era molto interessante. Non avevo letto nessun commento in rete, quindi la mia scelta del libro si è basata principalmente sulla lettura della trama. La sensazione è che questa storia, in mano ad uno scrittore più "esperto" (uno Stephen King o un Tim Burton, per esempio) sarebbe diventata trascinante. Invece rimane un po' in bilico, tra belle pagine, appunto, e altre così così.
La narrazione è in terza persona e, ogni tanto, lo scrittore si rivolge al lettore con un "tu" (tu entri al circo, tu pensi questo) che sinceramente mi ha un po' distratto perchè modifica lo stile del resto del romanzo.
La sfida crea molta aspettativa che alla fine non viene soddisfatta a pieno, e non per il fatto che Marco e Celia si innamorano, quelle sono pagine molto intense e molto coinvolgenti (anche se al limite del troppo zuccheroso), ma perchè si conclude come si conclude. Mi sono chiesta più volte che senso avesse la figura di Bailey e, sinceramente, se quella era la sua importanza, forse valeva la pena di farlo maturare un po' meglio. Il finale mi pare un po' buttato lì, come per finire qualcosa che non si sa esattamente come far finire. Peccato. Aveva enormi potenzialità. Da questo libro, un regista sapiente potrebbe far uscire un film meraviglioso. Ecco, forse sembra un po' troppo scritto come film piuttosto che come libro. Grandi potenzialità che non sono state sviluppate come potevano.

«È importante, invece. C’è bisogno di qualcuno che le racconti, quelle storie. Dove le battaglie sono combattute, vinte e perdute, dove i pirati trovano i loro tesori e i draghi divorano i nemici a colazione con una bella tazza di Lapsang Souchong: qualcuno deve raccontare i loro frammenti sovrapposti di narrazione. C’è della magia in questo. È nell'ascoltatore, e suonerà in modo diverso in ogni orecchio, colpendo ognuno in modo imprevedibile. In superficie e in profondità. Puoi narrare una storia che va a innestarsi nell'anima di qualcuno, divenendone il sangue, l’io e il proposito. Quella fiaba lo smuoverà, lo spronerà, e chissà cosa mai potrebbe arrivare a fare grazie a essa, grazie alle tue parole. Che sono il tuo ruolo, il tuo dono.»

Mio voto: 7 e mezzo / 10

venerdì 27 settembre 2019

Hygge. Il metodo danese dei piaceri quotidiani - Louisa Thomsen Brits


Titolo originale: Hygge - 2016
Titolo in inglese: The Book of Hygge: The Danish Art of Living Well

HYGGE è il piacere di una cena tra amici, una cioccolata calda accoccolati nella nostra poltrona preferita, un mazzo di fiori all'ingresso e la luce morbida di una candela.
HYGGE è l'antica tradizione che ha reso i danesi il popolo più felice del mondo, perché hanno capito come rendere speciale ogni luogo e ogni momento. Questo meraviglioso libro regala tante idee per creare un senso di benessere intorno a voi e riscoprire i piccoli piaceri quotidiani.
HYGGE è l'arte di sentirsi a casa ovunque voi siate. (https://www.sperling.it)

Hygge è un modo di essere, è la nostra voglia di condividere. E’ la sensazione di sentirsi protetti, sicuri, in un rifugio caldo. E’ un’esperienza individuale e al contempo di comunione con gli altri e con i luoghi in cui troviamo stabilità e certezze e che ci danno coraggio e consolazione. Cercarla significa favorire l’intimità e la connessione. Hygge rafforza i legami, dà valore al presente, avvicina le persone. E’una sensazione di pienezza e appagamento. Hygge riguarda l’essere e non l’avere.

Era un po' che avevo questo libro sotto agli occhi e finalmente sono riuscita a leggerlo. Devo ammettere che mi ritrovo molto nella filosofia Hygge (che poi si legge Hugge). In effetti, mi sono resa conto che, soprattutto negli ultimi anni, sto cercando di improntare la mia vita verso ciò che fanno i Danesi. Non è un caso che siano il popolo più felice del mondo (la mia strada invece è molto lunga ancora). Ritagliarsi spazi per sè, lasciando fuori il trambusto esterno. Accogliere gli amici per stare insieme, senza che nessuno prevalga sull'altro. E' incredibile che riescano ad applicare questo modo di fare anche nel lavoro (ma qui ci sarebbe da aprire una parentesi talmente grande sulle condizioni di lavoro in Italia che  meglio lasciar perdere). Godere i piccoli momenti del quotidiano, il sole che sorge, un sorriso dato o ricevuto, una tazza di tè caldo, il condividere con gli altri, l'evitare gli scontri.
Non riesco a scrivere cosa ho provato leggendo questo libro. Una grande emozione, un desiderio di proseguire su questa strada, la voglia di andare in Danimarca anche. 
E' un libro che ti fa crescere dentro. Una piacevole esperienza di lettura.
Mio voto: 9 / 10

sabato 24 agosto 2019

I fiori di sabbia - Corban Addison


Titolo originale: The garden of burning sand - 2013

A volte dalla sabbia del deserto nascono i fiori più belli. Zoe Fleming, figlia di un senatore del Congresso americano, ha seguito la passione per la giustizia e, anche se giovanissima, è già un avvocato di successo. Per lei, vivere in un mondo giusto è più di un sogno: è la sua ragione di vita. Per questo ha deciso di partire, e di mettersi al servizio di chi ha meno di tutti. Arriva così in Zambia, a Lusaka, per lavorare in un’associazione non profit che difende i diritti dei bambini. Qui, una notte, viene chiamata all’ospedale locale per occuparsi di una ragazzina vittima di una brutale violenza. È sotto shock e incapace di parlare. Come scoprirà Zoe, si chiama Kuyeya e, anche se ha solo quattordici anni, di cose ne ha già viste molte. Il suo sguardo è buio come un pozzo, svuotato dalla luce dei sogni. Zoe la prende sotto la sua protezione e decide di dare la caccia al colpevole. L’unico che ha il coraggio di seguirla nella sua indagine è Joseph, un poliziotto del luogo. Un angelo che vive tutti i giorni all’inferno. Insieme con lui Zoe condurrà la sua battaglia: fino a scoprire che il responsabile è qualcuno di molto potente, protetto dal governo corrotto del Paese. Ma nonostante questo la loro lotta non si ferma: perché quello che Zoe e Joseph vogliono più di tutto è far tornare il sorriso sulle labbra di Kuyeya.

Il libro parte da una storia molto triste. Una quindicenne affetta dalla sindrome di down, una sera esce di casa e viene stuprata. La bambina è orfana, figlia di una prostituta morta di aids, e proprio nel passato della donna si troverà il colpevole della brutale violenza, non casuale, ma calcolata per vendetta. Ma il problema non è tanto scoprire il colpevole, bensì assicurarsi che esso paghi per il proprio crimine. Un crimine, quello della profanazione, che nel Paese dilaga, sorretto anche da teorie popolari secondo le quali fare sesso con una minorenne vergine aiuterebbe a guarire dall'aids. Una piaga, quella dell'aids, che in Zambia ha proporzioni elevatissime, anche perchè non tutti possono accedere ai farmaci antiretrovirali che assicurerebbero loro una vita quasi normale.
E' con tutto ciò che Zoe si trova a combattere, scossa in modo particolare da quello che è successo alla bambina, perchè anche lei ne fu vittima a diciassette anni.
Il libro è scritto da un avvocato che si occupa proprio di violazioni dei diritti umani. Non parte da una storia vera, ma da una situazione che comunque capita ogni giorno.


"Due cose mi hanno colpito, mentre conducevo le mie ricerche per questo romanzo: la prima, è che nonostante l'attenzione dedicatagli, il marchio dell'infamia associato all'Hiv rimane radicato in ogni parte del mondo; la seconda è che indipendentemente dallo straordinario successo del PEPFAR e dal Global Fund, che hanno posto un freno alla pandemia dell'Aids salvando milioni di vite, le nazioni occidentali, Stati Uniti inclusi, stanno tagliando gli aiuti destinati a tali programmi, proprio quando le ricerche confermano che un trattamento tempestivo con farmaci antiretrovirali può ridurre drasticamente la trasmissione del virus. Quello che un tempo sembrava inconcepibile, un futuro senza Aids, è oggi una possibilità. Ma non si realizzerà se il mondo ricco non continuerà a impegnarsi negli aiuti umanitari. La buona notizia è che fondazioni private, persone facoltose e organizzazioni benefiche stanno rimediando almeno in parte alla latitanza dei governi" (Corban Addison, nella nota finale)


Quello di Zoe con l'Africa è stato un amore a prima vista, trasmessole anche dalla madre che all'Africa e alla salvaguardia dei diritti umani ha dedicato tutta la sua vita.
Joseph vive in questo inferno tutti i giorni della sua vita, e vorrebbe arrivare al massimo grado della polizia per poter cambiare qualcosa nel sistema giudiziario.
Entrambi devono scontrarsi però con la realtà politica dello Zambia. E far condannare il figlio di un ex ministro e di una giudice della corte suprema, sembra proprio un'impresa impossibile.

Un ricordo si affacciò alla sua mente, qualcosa che sua madre le aveva detto in un orfanotrofio in Etiopia, mentre erano circondate da bambini denutriti che riuscivano comunque a sorridere:"La vita è un oggetto rotto. E' quello che facciamo con i cocci che ci definisce come persone"

Non voglio svelare troppo della trama. Ho trovato questo libro per caso, mi tornava comodo per la monthly keyword. Sinceramente, ero un po' scettica, perchè non sono quegli argomenti che amo leggere, soprattutto in estate quando prediligo letture più leggere. Però sono molto contenta di averlo letto. La storia è molto triste e porta a riflettere. La lettura procede piuttosto speditamente sia perchè la scrittura è abbastanza lineare sia perchè si vuole capire cosa è successo e come andrà a finire. Il racconto procede saltando dal presente al passato, diviso in capitoli.
Zoe e Joseph (ma anche gli altri avvocati che collaborano con loro) mi sono piaciuti molto per la loro sensibilità. Ammetto di aver letto le ultime pagine con le lacrime agli occhi.
E' molto bello il discorso che Zoe tiene al Senato sulla generosità.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

venerdì 12 luglio 2019

Delitto in cielo - Agatha Christie


Titolo originale: Death in the clouds - 1935

Quando, a mezzogiorno di una bella giornata di settembre, l’aereo di linea Parigi-Londra decolla dall’aeroporto di Le Bourget i passeggeri sistemati nella parte posteriore del velivolo sono undici; quando atterra a Croydon uno di essi è cadavere. Si tratta di Madame Giselle Morisot, un’anziana e ricchissima usuraia parigina uccisa – almeno così sembra – da una minuscola freccia avvelenata lanciata con una cerbottana.
Più di uno, tra i passeggeri, può aver avuto un motivo per eliminarla. Per fortuna, su quel volo, c’è anche chi è in grado di venire a capo del mistero: Hercule Poirot. (www.librimondadori.it)

Lettura leggera. Poirot, anche col mal di stomaco è capace di sciogliere la matassa di questo omicidio ad alta quota, in cui tra i colpevoli compare addirittura una vespa. Almeno finchè Poirot non nota la freccia della cerbottana.
Come molti libri della Christie, Poirot ha una specie di sesto senso per capire dove andare a cercare e a noi lettori scopre le carte un poco alla volta. Il colpevole lo avevo capito anche io (in realtà, più per esclusione..), ma ammetto che non avevo capito il come e il movente. E avevo anche capito qual era stato il "momento che nessuno aveva notato" (infatti mi chiedevo perchè non ci arrivavano..).
Forse non è uno dei migliori libri della Christie, ma si legge volentieri. Oltretutto, stavolta Poirot si mette pure a combinare matrimoni!
Mio voto: 7/ 10

giovedì 13 giugno 2019

La principessa sposa - William Goldman


Titolo originale: The princess bride (1973) 

Un celebre sceneggiatore è disperatamente a caccia di una copia del romanzo chiave della propria infanzia. Quel romanzo gli aveva spalancato orizzonti impensati, rivelato uno strumento strepitoso: la lettura. Darebbe un occhio pur di trovarlo, vorrebbe regalarlo al figlio viziato e annoiato, sperando che il prodigio si ripeta. Quando ne agguanta una copia, si rende conto che molti capitoli noiosi erano stati tagliati dalla sapiente lettura ad alta voce del padre. Decide di riscriverlo. Togliere lungaggini e divagazioni. Rendere scintillante la "parte buona". La magia si realizza. Il risultato è straordinario. Si parte da una cotta clamorosa, un amore eterno tra un garzone di stalla e la sua splendida padrona, che sembra naufragare a causa di una disgrazia marittima. C'è poi il di lei fidanzamento con un principe freddo e calcolatore. Poi c'è un rapimento, un lungo inseguimento, molte sfide: il ritmo cresce, l'atmosfera si arroventa. Il trucco della riscrittura - arricchito da brillanti "fuori campo" dell'autore - l'incanto di personaggi teneri o diabolici, i dialoghi perfetti, fanno crescere il romanzo a livelli stellari. Disfide, cimenti, odio e veleni, certo. Ma anche vera passione, musica, nostalgia. (www.anobii.com) 

L'autore parte con un artificio: trova il libro che suo padre gli leggeva da piccolo e si accorge che suo padre, leggendoglielo, saltava dei pezzi perchè non erano interessanti o perchè erano troppo pesanti. Quindi decide di riscrivere la storia, semplicemente eliminando questi pezzi e conservando solo quelli che gli leggeva suo padre. Poi, durante la narrazione, in parentesi aggiunge alcuni suoi commenti dove spiega che in quel punto c'erano tot pagine che parlavano di un argomento "ics" e che lui ha tolto. 
Ho letto questo libro perchè mi ispirava un po' la trama fantasy ed è stato scritto nel mio anno di nascita. Probabilmente, per il periodo in cui è stato scritto, il libro era molto "avanti", molto fantasioso, molto avventuroso. Io ammetto di averlo trovato piuttosto noioso, soprattutto mi hanno molto infastidito proprio le parti tra parentesi, perchè è inutile che mi dici "qui c'erano trenta pagine di descrizione di come era vestita Buttercup" e poi in pratica me le stai riassumendo; o salti o riassumi, e in questa seconda ipotesi allora è inutile che mi fai delle parentesi di quindici righe. 
Tutti i personaggi che incontriamo sono un po' bizzarri. Per prima Buttercup, questa contadina rozza ma bellissima, che mi è parsa abbastanza stupida; si accorge che ama il suo garzone Westley, poi però decide di sposare il principe tanto è sicura che Westley la salverà in tempo e mentre il prete sta lì a celebrare il matrimonio lei pensa ad altro così si ritrova sposata senza neanche accorgersene. Mah. 
Westley che, via da casa, diventa quasi un supereroe, che riesce a battere la forza e l'abilità di Inigo e Fezzik, l'intelligenza del siciliano Vizzini. Poi abbiamo il super cattivo, il principe Humperdinck, aiutato dal suo alleato il conte Rugen con sei dita. 
L'idea di fondo era interessante, però lo svolgimento non mi ha assolutamente preso. 
Il finale è, in realtà, un non finale. O, meglio, un finale con tre possibilità. Un lieto fine come leggeva il padre, il finale del Morgenstern o il finale di Goldman, a libera scelta. Però è interessante la morale: 

"Voglio dire che penso veramente che l'amore sia la cosa più bella del mondo, dopo le pasticche per la tosse. Ma devo anche dire, per l'ennesima volta, che la vita non è giusta. E' appena un filo più decente della morte, tutto qui" 

Da questo libro è stato anche tratto un film che si intitola "la storia fantastica" (che non ho visto).
Mio voto: 6 / 10

martedì 4 giugno 2019

Via col vento - Margaret Mitchell


Titolo originale: Gone with the wind (1936)

Rossella O'Hara è la viziata e capricciosa ereditiera della grande piantagione di Tara, in Georgia. Ma l'illusione di una vita facile e agiata si infrangerà in brevissimo tempo, quando i venti della guerra civile cominceranno a spirare sul sud degli Stati Uniti, spazzando via in pochi anni la società schiavista. Il più grande e famoso romanzo popolare americano narra così, in un colossale e vivissimo affresco storico, le vicende di una donna impreparata ai sacrifici: la tragedia della guerra, la decimazione della sua famiglia, la necessità di dover farsi carico della piantagione di famiglia e di doversi adattare a una nuova società. E soprattutto la sua lunga, travagliata ricerca dell'amore e la storia impossibile con l'affascinante e spregiudicato Rhett Butler, avventuriero che lei comprenderà di amare solo troppo tardi... (www.ibs.it)

Credo che tutti conosciamo il film da cui è tratto questo romanzo. Io l'ho visto che ero poco più di una bambina e mi ricordo che mi faceva paura perchè (non ricordo se alla fine della prima parte o all'inizio della seconda) c'era un incendio che non finiva più, e la cosa mi terrorizzava. Ammetto che lo ricordo a grandi linee.
Erano un po' di anni che volevo leggere il romanzo, anche se la sua mole è decisamente impegnativa. Ma stavolta mi torna utile per alcune sfide.
La storia è molto interessante. Intendo proprio il periodo storico che sottende al libro: la guerra di secessione, il punto di vista dei meridionali (il romanzo è ambientato in Georgia), i soprusi degli yankees, la nascita del ku klux klan, ecc. ecc. Ci sono cose che non sapevo ed è stato interessante scoprirle. Per esempio, il rapporto tra i bianchi e i neri, che secondo quanto ci fa vedere la Mitchell non erano di vera e propria schiavitù; i neri erano parte della famiglia, accuditi, sfamati, certo dovevano lavorare, ma non erano frustati in continuazione come possiamo immaginarci noi. E' interessante una cosa che dice Rossella su questo argomento:

"Rossella Pensò: che strana gente questi yankees! Quelle donne avevano l'aria di credere che zio Pietro, essendo nero, non avesse occhi per udire e sentimenti per comprendere. Ignorano che i negri devono essere trattati gentilmente, come dei bambini; diretti, lodati, accarezzati, sgridati. Eppure coloro hanno fatto la guerra per liberarli. E dopo averli liberati non vogliono aver rapporti con loro: non li amano, non li comprendono, non se ne fidano; eppure non hanno fatto altro che dire che i meridionali non sapevano trattarli" (p. 622)

Ovviamente, nel leggere il libro, avevo sott'occhio i personaggi del film, dove Rossella era interpretata da Vivien Leigh e Rhett da Clark Gable. Rossella è un personaggio in realtà abbastanza negativo, perchè è tirannica, egoista, egocentrica, capricciosa, ma tutto sommato alla fine ti affezioni a lei. Forse perchè comunque ha sempre trovato la grinta e le risorse per sopravvivere, e anche per aiutare alcuni dei personaggi a lei più vicini.
Contrapposta a lei troviamo Melania, molto meno bella e non appariscente, buonissima, dolce, che però quando serve sa sfoderare tutta la sua grinta nascosta per salvare le persone che ama.
Poi Ashley, marito di Melania, amore (molto idealizzato) di Rossella, in realtà è un uomo troppo fragile per una donna come lei. A lui contrapposto invece c'è Rhett, della stessa pasta di Rossella al maschile, opportunista, carismatico. Devo ammettere che mi è piaciuto molto di più il personaggio del libro piuttosto che Clark Gable. E l'ho trovato di una tenerezza infinita con la figlia Diletta. Effettivamente, è il tipo di uomo che ti fa sentire amata e protetta.
Ci sono anche tanti altri personaggi che ruotano intorno a loro, tutti molto ben definiti e caratterizzati.
La scrittura è piuttosto fluida, nonostante la traduzione abbia alcuni passaggi aberranti, soprattutto nelle coniugazioni dei verbi; sarebbe interessante leggere la versione in lingua originale, ma non credo proverò a farlo (non a breve, almeno). Il libro è lunghissimo, però ammetto che si legge molto volentieri e la narrazione si mantiene piuttosto forte sempre. Il finale è veramente tristissimo. Però il messaggio che lascia è semplice: a volte siamo talmente concentrati in noi stessi e in quello a cui ambiamo, che non ci rendiamo conto (e quindi non apprezziamo a pieno) ciò che già abbiamo.
Mio voto: 9 / 10

giovedì 25 aprile 2019

Cielo di sabbia - Joe R. Lansdale


Titolo originale: All the Earth, Thrown to the Sky (2011)

Oklahoma, anni Trenta. Jack ha appena finito di seppellire entrambi i genitori e si aggira tra le rovine della sua casa, distrutta da una delle tempeste di sabbia che sconvolgono lo Stato, quando viene raggiunto da Jane e suo fratello Tony. Anche loro hanno perso tutto quello che avevano, e vagano in un mondo senza vita, nel quale ogni cosa, dalle piante al cibo, è sommersa sotto uno strato di polvere rossa. Ai tre ragazzi non rimane che rubare una macchina (il cui padrone è morto anche lui nella tempesta) e partire alla volta del Texas orientale, nella speranza di trovare pace e un'occasione per ricominciare a vivere. Ma la strada fino in Texas, tra rapinatori e vagabondi, cavallette e alligatori, deliziose vedove e spietati sfruttatori, si rivelerà lunga e tortuosa, e costringerà i tre ragazzi a crescere e a confrontarsi con quel misto inestricabile di malvagità e solidarietà che alberga in ogni essere umano.
«Uscii in retromarcia dalla rimessa e mi avviai traballante sulla sabbia. Le gomme non facevano bene contatto, e fui costretto a rallentare. Poi prendemmo il via. Era come cavalcare sulle onde dell’oceano. Andavamo lenti, ma andavamo.
Non intendo raccontare storie. Furto o no, era una bella sensazione ritrovarsi al volante di una Ford V8, il piede sull’acceleratore e la consapevolezza di lasciarsi alle spalle tutti quei morti e quella sabbia per andare incontro a non so quale speranza. Proprio non sapevo dove stavo andando, ma una cosa la sapevo per certo.
Dovunque stessi andando, su quella Ford rubata, è sicuro che intendevo arrivarci alla svelta». (www.einaudi.it)

Dopo aver letto "Acqua buia", dove in alcuni punti ci sono scene un bel po' raccapriccianti, avevo timore di leggere qualcos'altro di Lansdale. Tuttavia, mi era piaciuto molto il suo stile e, cercando un libro per la "Monthly keyword challenge", ho scelto questo.
Piacevole, di facile lettura perchè molto scorrevole. Ci sono scene di azione ma non di orrore. L'atmosfera della sabbia che permea e uccide ogni cosa è resa magistralmente.
Non so se si possa davvero definire "il miglior Lansadale", come ho letto in alcuni articoli, perchè la storia in alcuni punti pare quasi troppo roccambolesca. Il finale, anche, mi è parso un po' sbrigativo.
Sta di fatto che comunque è una lettura che ho gradito molto. Mi sono piaciute le riflessioni di Jack, l'io narrante. Ho la sensazione che i tre ragazzini siano più grandi di quanto me li sono figurata io, ma in verità non viene citata nessuna età. Ho anche la sensazione che sia una lettura più da ragazzini.
E mi dà l'idea che Lansdale abbia più puntato sul messaggio che sulla storia in sè. I tre ragazzi sono costretti a crescere e il messaggio, secondo me, che rimane è che uno deve seguire la  propria strada quando si sente chiamare.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

venerdì 19 aprile 2019

Lo smeraldo maledetto - Edgar Wallace


Titolo originale: The square emerald (1926)

«Erano le quattro e mezzo di un triste pomeriggio di febbraio. Pioggia e nevischio, e una nebbiolina gialla incupivano l'aria...» È in una Londra dominata dai colori dell'inverno che si dipana l'intricata storia che vede Peter Dawlish, appena uscito di prigione, divenire il principale indiziato dell'omicidio dell'uomo che lo aveva fatto ingiustamente condannare. Ma perché nella mano del morto c 'è uno splendido smeraldo, rubato a Lady Raytham? Per Josiah Coldwell di Scotland Yard e la sua affascinante assistente Leslie Maughan le indagini non sono facili: quale parte hanno infatti, nel mistero del diamante, le tre donne la cui arma preferita è il ricatto? (www.newtoncompton.com)

Un giallo interessante, da seguire con un po' di attenzione perchè gli intrecci tra i personaggi sono davvero tanti, tra cambi di sesso, matrimoni segreti, parentele varie. Ammetto che un pochino mi sono persa, soprattutto nella parte centrale dove la trama rallenta un po', per poi riprendere con più brio verso il finale.
Mi sono piaciuti anche i due investigatori di Scotland Yard, anche se Leslie va un po' troppo ad intuito, in alcuni casi sembra un po' una indovina. Mi è piaciuta molto anche la figura di Peter Dawlish.
Nonostante gli anni, questo libro è del 1926, la scrittura è piuttosto fluida e non crea problemi.
Forse non è il mio libro giallo preferito, ma è decisamente interessante.
Mio voto: 7 / 10

lunedì 18 febbraio 2019

Il gatto che amava Brahms - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The cat who played Brahms (1987)

Jim Qwilleran decide di prendersi qualche giorno di vacanza, con l'idea di mettersi a scrivere un libro. In compagnia di Koko e Yum Yum, i diletti siamesi, si mette in marcia verso Pickax, nella contea di Moose, dove abita una cara amica di sua madre, l'eccentrica "zia Fanny". Ma la vita in un piccolo paese appare subito strana a Qwilleran: passi misteriosi sul tetto del cottage, abitanti sospettosi, gente che va a casa sua quando lui è fuori, oggetti dorati che spariscono.
Poi un giorno, mentre sta pescando su una barca condotta da strani marinai, Qwilleran aggancia un cadavere. O è davvero solo un copertone come gli fanno credere? Ma nonostante la nebbia, Jim è convinto di averci visto bene. In breve verrà quindi coinvolto nella ricerca della soluzione del caso, mentre Koko sviluppa una esagerata passione per la musica classica.

Quinto capitolo della serie "il gatto che..". Questo è anche il primo libro ambientato a Pickax City. Per qualche motivo, la Braun, ad un certo punto, ha voluto trasferire il suo personaggio in questo paesino sperduto "600 chilometri a nord di ogni dove", e allora gioca la carta dell'eredità. Perchè purtroppo anche zia Fanny verrà a mancare e, nell'ultimo testamento, ha nominato proprio Qwill erede di ogni suo bene. E Qwill si trova a dover decidere se tornare al suo paese ed accettare un lavoro come giornalista investigativo oppure accettare la fortuna che ha ereditato, sulla quale però pesa il vincolo di doversi stabilire proprio a Pickax.
Un po' come in tutti i libri della Braun, la storia fila lineare fino a quando è ora di dipanare la matassa; lì diventa difficile capire chi sia il colpevole e soprattutto perchè lo faccia. In realtà, la vicenda del copertone è più per mettere sul chi va là il giornalista (infatti la soluzione gli verrà fornita da una sua conoscenza, senza che ciò abbia strascichi nella storia), ma il vero caso su cui si trova ad investigare è più contorto. Per fortuna Koko sa come sono andate le cose e cerca di farsi capire dal suo padrone.
Io ho una vera passione per i due gatti siamesi e per Qwill, quindi, pur non essendo un capolavoro della letteratura gialla, è un libro che si legge volentieri, rilassante e piacevole.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

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Serie "Il gatto che...":


2) Il gatto che mangiava i mobili  
3) Il gatto che accendeva il registratore  

giovedì 10 gennaio 2019

Il senso di Smilla per la neve - Peter Hoeg


Titolo originale: Frøken Smillas fornemmelse for sne (1992)
Titolo in inglese: Smilla's sense of snow

Per la polizia non ci sono dubbi: è stato un incidente. Il piccolo Esajas correva sul tetto innevato quando è caduto, precipitando nel vuoto. Ma Smilla non è convinta: lei viene dalla Groenlandia, la neve la conosce bene, e ora quelle impronte le dicono chiaramente che non si è trattato di un incidente... Mentre Copenaghen si prepara a celebrare il Natale, Smilla inizia a indagare, trovandosi pericolosamente a confronto con una serie di inquietanti personaggi, coinvolta in un'indagine destinata a portarla lontano, in viaggio su una nave la cui meta misteriosa è un punto deserto della calotta polare. Perché là, fra quei ghiacci che conosce, teme e rispetta, è nascosta la verità che Smilla cerca. La verità che forse, inconsciamente, ha sempre saputo... (www.amazon.it)

"Tutto comincia e finisce con un essere umano che cade da un tetto.
Ma ogni tanto affiora una serie di legami che forse non saranno mai spiegati" 

Mah. Non so bene cosa mi aspettassi da questo libro piuttosto famoso. Nel complesso non mi è piaciuto. Già è un po' strana la partenza. Smilla, solo guardando le orme del bambino sul tetto, capisce che non è stato un incidente ma che ci deve essere dietro un intrigo. E comincia ad infilare una serie di collegamenti assurdi, dal medico che va a visitare il bambino ogni mese, alle spedizioni in Groenlandia del 1966 e del 1991, alla società della criolite, alla droga, al meteorite, al verme che potrebbe estinguere la razza umana (tranne il bambino caduto dal tetto).
La vicenda è piuttosto contorta. Quando poi Smilla si trasferisce a bordo del Kronos (una imbarcazione con una missione segreta anche per l'equipaggio) diventa tutto molto cinematografico. Smilla diventa una specie di combattente degna del miglior film d'azione, una Indiana Jones in gonnella, con trucchi imparati chissà dove. Della nave viene fatta una incredibile descrizione, minuziosa al punto da diventare noiosa, con anche tanti termini tecnici. Coi personaggi ad un certo punto mi sono persa, perchè sono tanti e non si capisce bene da che parte stanno. Non ho molto gradito, poi, il fatto che il cuoco della nave parlasse principalmente tedesco (senza una traduzione) così non ho capito quasi mai cosa diceva.
Ho probabilmente apprezzato di più la prima parte, quella "a terra" e un po' il finale con il confronto con Tork e col meccanico, dove si capisce cosa è successo. In effetti, la morte del bambino mi è parsa molto insignificante rispetto a tutto il resto della vicenda.
No, non mi ha appassionato. Alcune parti (soprattutto le descrizioni degli anfratti della nave) le ho lette un po' sorvolando. Sinceramente non vedevo l'ora di finirlo.
Peccato perchè l'ambientazione è anche suggestiva, e poi c'è l'interessante tema della discriminazione sociale dei danesi nei confronti dei groenlandesi.
Mio voto: 5 e mezzo / 10

giovedì 27 dicembre 2018

Monthly Key Word Challenge 2019


Sfida ospitata da My reader's block.

Your task is to read at least one book for each month whose title includes one or more of the key words for that month. 
GUIDELINES
*The challenge runs from January 1 to December 31st, 2019.
*Key words may be tweaked. If the key word is dance, you may use dancing or danced. You may also be more creative and use "tango" or "ballet" or "waltz."



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Libri Letti:

JAN: snow, winter, year, jewel, hat, dance, top, car, why
FEB: red, love, heart, rose, candy, hope, bottom, walk, who
       Il gatto che amava Brahms (Lilian Jackson Braun)

MAR: shamrock, luck, Irish/Ireland, pot, gold, faith, emerald, carry, what
        Lo smeraldo maledetto (Edgar Wallace)

APR: shower, time, bunny/hare, basket, cross, hunt, parade, all, where
        Cielo di sabbia (Joe R. Lansdale)

MAY: mother, daisy, memorial/memory, you, mountain, day, wind, sky, when
        Via col vento (Margaret Mitchell)

JUN: dress, father, man, woman, flag, happy, some, bride, how
        La principessa sposa (William Goldman)

JUL: fire, work/s, stream, lake, field, family, cloud, bear, because
        Delitto in cielo (Agatha Christie)

AUG: sand, swim, hot, ride, there, few, sad, camera, they
        I fiori di sabbia (Corban Addison)

SEP: book, here, back, school, speak, train, leave, paper, them
        Hygge (Louisa Thomsen Brits)

OCT: fall, wolf, ghost, witch, halloween, scare, night, creature, he
        Il circo della notte (Erin Morgenstern)

NOV: leave/s or leaf, thanks, food, family, share, dream, live, have, she
        Miss Alabama e la casa dei sogni (Fannie Flagg)

DEC: star, night, Christmas, angel, gift/present, tree, wise, dear, it