giovedì 8 ottobre 2026

Premio Nobel per la Letteratura 2026 ad Anne Carson.

08 ottobre 2026. L’Accademia Svedese ha annunciato che a vincere il Premio Nobel per la Letteratura 2026 è Anne Carson, 76 anni poetessa, saggista e traduttrice canadese. La motivazione: “Per la sua opera audace e creativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha dato vita a nuove forme per la letteratura contemporanea”.

Finora erano state 18 le donne, (104 uomini), che hanno ricevuto il Nobel per la Letteratura; l'ultima è stata la scrittrice sudcoreana Han Kang nel 2024 e la prima Selma Lagerlof nel 1909. L'unica italiana è stata Grazia Deledda nel 1926.

Anne Carson, nata a Toronto il 21 giugno 1950, ha studiato all’Università della sua città, e dal 1979 ha insegnato lettere classiche, letterature comparate e scrittura creativa in università degli Usa e del Canada. Ha firmato oltre 20 libri, tradotti in Italia da case editrici come La Nave di Teseo, La Tartaruga, Crocetti, Utopia e Tlon.

Inquadrare la sua letteratura in un genere preciso non è facile. Con una formazione da classicista e un interesse per la letteratura comparata, l'antropologia, la storia e le arti, fonde nella sua scrittura idee e temi provenienti da molti campi del sapere. Fa spesso riferimento alla letteratura greca antica e latina, di cui modernizza e traduce autori come Eschilo, Catullo, Euripide, Omero, Ibico, Mimnermo, Saffo, Simonide, Sofocle, Stesicoro e Tucidide. È anche influenzata da scrittori e pensatori più moderni, come Emily Brontë, Paul Celan, Emily Dickinson, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Friedrich Hölderlin, Franz Kafka, John Keats, Gertrude Stein, Simone Weil e Virginia Woolf. Molti dei suoi libri mescolano in varia misura le forme della poesia, del saggio, della prosa, della critica, della traduzione, del dialogo drammatico, della narrativa e della saggistica.

I suoi lavori tradotti in italiano:
- Eros il dolceamaro,
- Vetro, Ironia e Dio,
- Antropologia dell'acqua. Riflessioni sulla natura liquida del linguaggio
- Come l'acqua
- Autobiografia del rosso
- Economia dell'imperduto
- Uomini fuori servizio
- La bellezza del marito. Un saggio romanzo in 29 tanghi
- Decreazione
- The Albertine Workout
- Era una nuvola
- La Norma sbagliata



mercoledì 7 ottobre 2026

Creature luminose - Shelby Van Pelt


Titolo originale: Remarkably Bright Creatures (2022) 

Tova Sullivan lavora per l'Acquario di Sowell Bay, una tranquilla cittadina nei pressi di Seattle: pulire i pavimenti durante le ore serali in compagnia delle creature che si muovono silenziose nelle vasche la aiuta a combattere la solitudine dopo la scomparsa di suo figlio Erik, quando era solo un ragazzo. La principale attrazione dell'acquario è Marcellus, un polpo gigante del Pacifico, che dalla sua vasca sembra osservare attento ogni mossa di Tova. Una sera, mentre sta passando lo straccio nell'ufficio del personale, Tova scorge Marcellus impigliato nei fili della corrente e delicatamente cerca di liberarlo. Mentre si domanda come abbia fatto a uscire dalla teca, il polpo stende un tentacolo verso di lei, come per abbracciarla. In quella creatura dotata di tre cuori e di un'eccezionale intelligenza, la donna trova inaspettatamente qualcuno che le assomiglia e la comprende: i due stringono una bizzarra amicizia fatta di complicità e gesti silenziosi. Le cose cambiano quando Tova per un infortunio viene sostituita da Cameron, un giovane appena giunto in città alla ricerca del padre biologico. Marcellus non tarda a capire che i due sono legati da qualcosa, e il suo straordinario intuito lo spinge a intervenire. Un esordio folgorante e commovente, che insegna come a volte guardare al passato possa aiutarci a costruire un futuro diverso. Un'amicizia capace di spezzare la più dura delle solitudini. La corrispondenza misteriosa di due anime speciali, creature imperfette e per questo incredibilmente luminose. (goodreads)

Potrei descrivere questo libro in due parole: delicato ed emozionante.
La vicenda parte alternando la storia di Tova che fa le pulizie all'acquario e la storia del polpo Marcellus che, dopo una scappatella dalla sua vasca per la quale rischia di lasciarci la pelle, è proprio grazie all'aiuto di Tova che riesce a ritornare nell'acqua e non morire. Da lì parte una storia di una tenera amicizia un po' strana sicuramente.
Nelle sue parti, Marcellus fa il conto dei giorni di cattività che ha passato lì dentro. E, inevitabilmente, ad un certo punto sa che i sui giorni stanno per finire.

 "Mi hanno portato qui da piccolo, ed è qui che morirò, in questa vasca. 
Restano al massimo 160 giorni al compimento della mia sentenza"

Tova invece ricorda il dolore per il figlio annegato, per il marito morto di cancro, e per il fatto che quando sarà davvero vecchia non avrà nessuno che si occupa di lei.

"Tova a volte si chiede se non sia meglio così, vivere le tragedie tutte insieme, massimizzare le asperità della vita, togliersele di mezzo in una volta sola. 
Tova sa che quegli abissi di disperazione prima o poi hanno un fondo. Quando la tua anima è impregnata di sofferenza, qualunque dolore in eccesso semplicemente scivola via"

Ad un certo punto, a queste due voci si aggiunge quella di Cameron, un trentenne che non la trova pari con la vita, che è appena stato licenziato dall'ennesimo lavoro e la sua fidanzata perfetta è stanca di stargli dietro e lo sbatte fuori di casa. Allevato dalla sorella della madre, una madre tossicodipendente sparita chissà dove, un padre che non ha mai conosciuto nè saputo chi fosse. Poi per caso scopre un album di foto della madre da giovane e si convince di aver capito chi potrebbe essere suo padre, un ricco immobiliarista. Parte così alla sua ricerca arrivando a Sowell Bay, luogo dove sua madre ha vissuto da giovane. E dove, finalmente, la sua strada si incrocia con quella di Tova. Ciò che davvero li unisce ce lo dirà proprio il polpo verso metà libro, che con la sua intelligenza ha notato un dettaglio fondamentale.
Non vi racconto altro, perchè forse la storia può sembrare molto semplice, ma è bello vedere come l'autrice la dipana un po' alla volta, fino al lieto fine. Perchè ovviamente lo capiamo dal titolo che questo è un libro che finisce bene, un libro che parla di amicizia, di sostegno, di famiglia in senso lato, di affetti. Parla di anime affini che si possono aiutare l'un l'altra a cambiare in meglio le rispettive vite.

La scrittura è molto semplice, discorsiva, anche moderna. Ci sono parti che fanno ridere. Il dolore di Tova è trattato in modo molto delicato, e allo stesso modo è trattato il dolore di Cameron di essersi sentito rifiutare da un padre e da una madre. Ma al dolore si affianca la speranza che le loro vite possano prendere una inaspettata piega positiva.

Ho provato a noleggiare questo ebook su mlol ma avevo otto persone in lista d'attesa davanti. L'ho ascoltato in audiolibro. In genere non è una cosa che amo molto, ma la lettrice è stata molto brava e l'ascolto è stato molto piacevole.
Mi è piaciuto molto.
Mio voto: 9 / 10

Fuori i libri! Settembre 2026

Mese incredibilmente scarso quello di settembre, ma sono stata presa da altre cose da fare (mercatino delle amiche gattare, mostra della festa dell'uva) e la lettura è stata un po' accantonata.

In compenso, mi ha risposto Catherine Coles, la scrittrice, e ha detto che ci sono almeno altri due libri di Martha Miller in arrivo. Non vedo l'ora di poterli leggere!

L'11 settembre ho ricevuto una mail da Ibs, dove mi comunicavano che facevano un altro tentativo per procurare il mio libro in inglese. Sinceramente ci credevo poco. Infatti poi, il 18 settembre, hanno scritto di aver cancellato l'ordine perchè il libro non è procurabile. L'ho trovato molto scorretto, mi hai tenuto in ballo oltre un mese, non potevi darmi subito la possibilità di cancellare l'ordine così lo cercavo, eventualmente, altrove? Fortuna che non era una cosa urgente nè fondamentale. Ma il comportamento è stato molto scorretto.

Mi ha rapito il titolo di un libro di Maxence Fermine, "Se solo tu mi toccassi il cuore". Struggente ma anche un po' strano. 

Per ultimo ho letto il libro per il gruppo di lettura della biblioteca: "Seta" di Alessandro Baricco, che avevo già letto secoli fa. Mah. Carino, ma non mi ha lasciato molto.

Seta - Alessandro Baricco


Titolo originale: Seta (1996) 

"Questo non è un romanzo. E neppure un racconto. Questa è una storia. Inizia con un uomo che attraversa il mondo, e finisce con un lago che se ne sta lì, in una giornata di vento. L'uomo si chiama Hervé Joncour. Il lago non si sa. Si potrebbe dire che è una storia d'amore. Ma se fosse soltanto quello, non sarebbe valsa la pena di raccontarla. Ci sono di mezzo dei desideri, e dei dolori, che sai benissimo cosa sono, ma un nome vero, per dirli, non ce l'hai..." Alessandro Baricco (goodreads) 

Avevo già letto questo libro secoli fa, e ne ricordavo proprio poco. Anche adesso che l'ho riletto, non è che mi rimanga molto in realtà. Forse quello che rimane è il dolore di un uomo che si innamora di una ragazza di cui non ha neanche mai sentito la voce e che rischia la vita per poterla rivedere. Per poi tornare a casa, con la coda tra le gambe e ritornare alla vita tranquilla, quella che tutti si aspettano da lui.
Si può perdere la testa per amore? Sì. Però tutti si aspettano che sia come una malattia da cui ad un certo punto si guarisce. Questo pensano gli abitanti del paese in cui abita.

"E' uno strano dolore. Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai"

Questa frase mi ha colpito perchè la sento molto vera, però il libro in sè non mi ha passato una grande emozione. E' vero che è ambientato in Giappone, dove tutto è lentezza. In questo è molto bella la scena d'amore, lenta, misteriosa (peraltro, lo ammetto, non mi ero resa conto che in realtà si svolge non con la donna che vorrebbe ma con una che gli porta lei). E' vero che ripetere il viaggio tutte le volte che lo fa (con l'unica differenza il nome del lago che gli abitanti del posto chiamano ogni volta in modo diverso) dà l'idea della ripetitività e della lunghezza di questo percorso, ma già alla seconda volta è abbastanza noioso. Posso ipotizzare che questo creare atmosfere lente sia fatto apposta, ma si capisce che è costruito e non mi trasmette emozione.
Ho trovato strana la lettera che la moglie scrive a lui spacciandosi per la sua amante. Lettera che si concentra molto sulla bocca di lei sul sesso di lui, la ripete più volte questa cosa, cosa che lui non ha mai detto neanche una volta quando descrive la scena d'amore. E' in questo modo che capisce che non è davvero la sua amante a scrivere? Mah.
Libro che non mi ha lasciato molto. A parte forse, un senso di punizione nei confronti di Hervè... finchè fa quello che gli viene detto di fare, va tutto bene, ma nel momento in cui fa una sua scelta, compiuta d'istinto, allora ogni cosa del viaggio va male.
Mio voto: 6 / 10

martedì 6 ottobre 2026

Marcello Fois vince il Premio Campiello 2026

03 ottobre 2026. La 64esima edizione del Premio Campiello, assegnato per la prima volta nella Sala Grande al Palazzo del Cinema del Lido di Venezia è stata vinta dalla storia esistenziale e familiare di Marcello Fois "L'immensa distrazione" con 83 voti.

"Scrivere è un mestiere difficilissimo. C'è tanta differenza tra scrittori e gente che pubblica. Tanta gratitudine per questo mondo. Voglio intanto ringraziare una persona che non c'è più, ma per me c'è, che era una donna bellissima, tutt'altro che livorosa, molto resiliente, si chiamava Michela Murgia" ha detto Fois, 66 anni, subito dopo l'annuncio, ricordando la scrittrice e sua amica Michela Murgia, morta nel 2023, citata nella dedica al libro.
Ettore Manfredini, il protagonista ultranovantenne della storia, in cui Fois lascia la Sardegna per l'Emilia, è appena morto, ma ha la sensazione di essersi svegliato e rivede quello che ha costruito, che ha perduto e lasciato in una sorta di bilancio di tutta la sua vita, come a dire che non bisogna aspettare di morire per fermarsi e pensare a quello che facciamo.
Fois, sardo di Nuoro che vive con la famiglia a Bologna, nel corso della serata ha voluto ricordare Grazia Deledda: "sono nato a 200 metri dalla sua casa. Deledda è ancora l'unica donna italiana che ha preso il Nobel per la Letteratura. È stata anche la prima donna ad accettare di candidarsi alle elezioni nel 1919, quando alle donne era impossibile farlo e lei, 'grattando' una legge che non impediva la candidatura ma il voto, si candidò. Una donna meravigliosa, di cui avremo bisogno oggi e di cui a scuola dovremmo ricordarci".

Secondo classificato Alcide Pierantozzi con "Lo sbilico", che ha conquistato 80 preferenze, e dove in prima persona ha raccontato la malattia mentale, la vita con terapie farmacologiche, allucinazioni e alterazioni della percezione della realtà. "Racconto tutti gli episodi clinici di dissociazione in modo cronologico e così sono stati esorcizzati ma, in realtà sono arrivate altre ossessioni, diverse. Oserei dire che la scrittura è pericolosissima. Questo libro mi ha cambiato la vita e la quotidianità, un po' mi ha fatto bene essere riuscito a comunicare qualcosa" ha spiegato Pierantozzi, anche finalista al Premio Strega 2026.

Terza con 54 voti Elena Varvello con "La vita sempre", un storia d'amore e ribellione tra guerra e fascismo nella certezza "che tutto si tenga insieme. Che il passato sia anche il presente" ha detto l'autrice.

Al quarto posto con 33 voti, la Giovanna d'Arco di Valeria Parrella che parla ai giovani di oggi nel romanzo "La ragazzina"

Quinto posto per Ermanno Cavazzoni, 32 voti, con "Storia di un'amicizia", in cui racconta il lungo rapporto con lo scrittore Gianni Celati.



mercoledì 23 settembre 2026

Se solo tu mi toccassi il cuore - Maxence Fermine


Titolo originale: Si seulement tu touchais mon coeur (2024)
 
Luna ha quarantacinque anni. Si occupa del bed and breakfast di famiglia che si affaccia sulle acque placide del lago di Annecy e trascorre le sue giornate in una serena le sue sono ore fatte di niente, di riti e piccole gioie, di figli ormai cresciuti e routine matrimoniale, di luci sull’acqua, luci che alludono a un’altra esistenza possibile, accesa dalla passione, solo immaginata. All’arrivo di Raphaël, un restauratore che cerca una stanza per il mese di agosto, la vita di Luna prende una piega del tutto inaspettata. I momenti passati insieme sono preziosi, hanno il prodigio dei desideri esauditi e l’intensità di una promessa per il futuro. Luna prenderà così una decisione destinata a cambiare la sua vita e non solo. Una storia delicata e appassionante, che parla di un amore struggente, eterno, forse impossibile. (goodreads)

"Il mio cuore ha sempre palpitato per la dolce musica dei sentimenti, e la mia mente è sempre stata rivolta al romanticismo più travolgente, ma non avevo mai pensato un solo istante, se non in sogno, a trovare il grande amore. Lo lasciavo alle eroine dei romanzi..."

ATTENZIONE CONTIENE SPOILER

Luna è una quarantacinquenne sposata con un uomo col quale le cose non vanno più tanto bene, e con tre figli ormai grandi da rendersi conto che la madre è infelice. Un matrimonio piatto, mentre la fantasia naviga su sentimenti di passione, tenerezza ed eternità. Finchè un giorno arriva davvero un uomo che le stravolge il cuore e lì non ci fai niente, ti lasci travolgere nella speranza di poter essere ancora felice. Lo sarà solo per un breve periodo perchè davvero Luna (col benestare dei figli) lascia il marito e raggiunge Raphael, ma pochi giorni dopo il marito ha un incidente in auto (probabilmente l'ha cercato) e rimane paralizzato a letto. Luna, quindi, non può che tornare a casa e accudire quello che rimane di un uomo spezzato, così come lei è una donna ormai spezzata ma che col tempo riesce almeno ad essere grata di aver avuto anche solo per poco la felicità con Raphael.

"Se solo tu mi toccassi il cuore sapresti cosa racchiude, perchè è colmo di te"

"Il ricordo dei momenti passati al tuo fianco e i sentimenti che ho provato, e ancora provo per te, sono carezze per l'anima"

Il titolo del libro riprende una (lunghissima) poesia di Pablo Neruda, La barcarola. Ammetto che è proprio per il titolo che sono arrivata a questo libro dal quale, non so esattamente cosa mi aspettassi, ma sono rimasta un po'... delusa credo.
Innanzitutto, il linguaggio è molto ricercato, con espressioni che più che poetiche sembrano molto costruite. Dopo l'incidente di Antoine, il libro diventa struggente. Impossibile non leggere gli ultimi capitoli senza piangere. 
Non so se l'autore voleva dare qualche messaggio o se ha "semplicemente" descritto una situazione che càpita. Forse vuol dirci che a volte dobbiamo annullarci dietro ai sensi di colpa? Forse che ormai ti sei sposata e non hai nessun diritto di non stare bene dove stai? Forse che dobbiamo accontentarci di momenti fugaci di felicità e farceli bastare?
Sarà che so bene cosa significa scoprirsi innamorata ed essere costretta in una vita che soffoca, ma ho visto nella ricerca della felicità di Luna una specie di punizione e come conseguenza la costrizione a vivere come un carcerato per curare il proprio ex marito (che probabilmente ha provato a suicidarsi, o ha fatto apposta a rimanere invalido?).
Un libro che mi lascia con l'amaro in bocca e di cui non ho gradito particolarmente nemmeno la scrittura.
Mio voto: 6 / 10

Fuori i libri! Agosto 2026

Cominciato a fine luglio ma finito il primo di agosto: "Delitto a Lovers' Leap" di Catherine Coles, il terzo libro della serie di Martha Miller. Carino, non riuscito come i precedenti secondo me.

Il primo agosto è stata svelata anche l'ultima categoria della summer challenge di goodreads. Tristezza. Libri appena pubblicati che stanno avendo successo. Peccato che non ce ne sia uno tradotto in italiano... quindi non riesco a completare la challenge. Sgradevole. Però, dopo un po' di smarrimento, ho provato a cercare uno dei libri in lingua originale su ibs... chissà se riesco a leggerlo davvero o no?!

Ho completato la serie di Catherine Coles su Martha Miller, "Delitto perfetto a Westleham". Mi dispiace che sia finita, almeno per ora. Ho provato a scrivere sul sito dell'autrice chiedendo se pensa di scrivere ancora su Martha ma non ha ancora risposto... chissà.

Sempre per la summer challenge di goodreads, ho letto "Il libro delle porte" di Gareth Brown. Trama molto accattivante ma nella realizzazione c'è qualcosa che non mi convince troppo. Peccato, perchè aveva molte potenzialità, ma mi sembra che si contorce su se stesso...

Ho letto "Non sarà la solita estate" di Carley Fortune. Me lo aspettavo emozionante come l'altro che ho letto, invece no, mi ha lasciato un po' delusa.

Nel frattempo, il 17 agosto ho chiesto notizie ad Ibs del mio libro in lingua originale, visto che l'ordine l'ho fatto il primo agosto e ancora era indicato come "stiamo provvedendo a reperire l'articolo". Risposta: il loro abituale fornitore non ce l'ha (era definito come procurabile in 5 giorni lavorativi...) e l'hanno richiesto ad un altro fornitore che saprà dare risposta entro il 10/09. Peccato che la summer challenge finisca il 14/09, quindi non riuscirò a leggerlo in tempo. Oltretutto, trovo un po' scorretto che quando noti che il libro non è procurabile in 5 giorni non mi dici niente, magari potevo cercarlo altrove? 

Ultimo libro del mese: "L'inverno delle stelle" di Nicoletta Verna. La resistenza di Fiesole vista da una ragazzina. Delicato e molto intenso. Piaciuto molto.

L'inverno delle stelle - Nicoletta Verna


Titolo originale: L'inverno delle stelle (2025) 

Fiesole, 1943. Sirio è una ragazzina con un nome da maschio e un talento innato per le bugie. Con la sua banda di amici attraversa boschi, cave e rovine, in un mondo dove la guerra sembra ancora lontana. L'armistizio dell'8 settembre, però, cambia tutto. In un castello fra le colline trovano un soldato ferito, incapace di parlare e senza memoria. È un nemico o un essere umano da salvare? Il gruppo si qualcuno vuole aiutarlo, qualcun altro lasciarlo morire. Sirio sceglie la compassione e inizia una corsa sfrenata contro la paura, il tempo, la logica feroce della guerra. Mentre il mistero attorno all'uomo si infittisce, Sirio scopre che crescere vuol dire anche perdersi, sbagliare, mettersi in pericolo. E decidere, alla fine, da che parte stare. Dall'autrice de I giorni di Vetro, un'avventura appassionante che è anche un romanzo di formazione. Un libro coraggioso, un inno alle scelte individuali che hanno il potere di determinare il corso della Storia. (goodreads)

Sirio è una ragazzina vivace e un po' dispotica. Riesce a mettere insieme una banda di amici coi quali giocano nei boschi. Il primo componente della banda è Giovacchino, un bambino con un occhio guercio, bullizzato, fifone e ritenuto anche un po' scemo in paese. Poi due fratelli di origine ebrea, il figlio di un capo fascista e per ultimo arriverà Dante, che a Sirio fin da subito fa battere il cuore. Sono amici di scorribande nei dintorni di Fiesole, dove si sa che c'è la guerra perchè in paese sono rimasti solo donne, bambini e anziani, ma dove la guerra non è ancora realmente passata. Fino al giorno dell'armistizio, in cui Sirio viene sfidata dai fratelli Innocenti (i due teppisti del paese) a recarsi al castello di Vincigliata per vedere se davvero esiste il fantasma; mentre è nel bosco, con Giovacchino che l'ha voluta seguire, le passano davanti dei soldati che scappano. E Giovacchino, nel scappare, finisce per nascondersi proprio al castello, dove vedrà "il mostro". Questo mostro si rivelerà essere un soldato ferito, temporaneamente incosciente, senza memoria ma sicuramente straniero (solo Sirio nota una spilla con una svastica sulla sua divisa ma la nasconde agli altri). Lasciarlo lì a morire o aiutarlo? E' il primo grande dilemma che affligge i ragazzi. Ma Sirio non ha dubbi, quello è un uomo che sta male e ha bisogno di aiuto. I ragazzi cominciano a fare turni per portargli quel poco che riescono di cibo e acqua e per ripulire lui e la cantina in cui l'hanno trovato. Ma un po' alla volta alcuni si toglieranno dai turni, chi per paura, chi perchè le famiglie sono costrette ad andarsene, e alla fine rimarrà Sirio ad occuparsi di lui. Quest'uomo si riprenderà e darà a Sirio molte scatolette di cibo, mentre lei con lui farà dei grandi discorsi che lui non capisce. La madre di Sirio, che l'ha tirata su da sola perchè il padre non si sa chi è e dove sia, le dice solo di stare molto attenta, ma non le impedisce di uscire.
Sirio rimane sola, l'unico amico che le rimane è proprio il mostro. Intanto la guerra comincia ad avvicinarsi e Fiesole ed un giorno il mostro non si vede più. Sirio accusa Dante di aver fatto la spia alle autorità e questo creerà una spaccatura nella loro amicizia. Ma la guerra arriva anche a Fiesole e a Firenze, e cominceranno a girare voci di un gerarca nazista particolarmente crudele che sembra la descrizione del "mostro". Sirio allora intraprende una propria vendetta personale per ritrovare il mostro e fargliela pagare. Diventerà una staffetta partigiana, anche molto scaltra. Finchè si renderà conto che a volte si prendono anche degli abbagli (spoiler: il mostro non è il feroce gerarca nazista).
Questo libro ha una scrittura molto delicata e riesce perfettamente a mostrare i sentimenti che prova Sirio. E' un libro pieno di amicizia (adorabile Giovacchino), un libro dove Sirio prova i primi sentimenti affettuosi per Dante, un libro di scelte anche importanti. Ho adorato la madre di Sirio che la mette in guardia ma non le impedisce di fare le sue scelte. E' un libro perfetto per ragazzini (età medie), parla della guerra senza che ci siano scene truculente. E' coinvolgente, ho fatto fatica un po' all'inizio per un po' di antipatia nei confronti proprio di Sirio, ma poi scorre bene. Ci sono tante riflessioni di Sirio sulla guerra e la sua ingiustizia, e ci sono anche pagine divertenti.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

mercoledì 19 agosto 2026

Non sarà la solita estate - Carley Fortune


Titolo originale: This Summer Will Be Different (2024) 

Ogni anno, Lucy trascorre le vacanze sull’Isola del Principe Edoardo in compagnia di Bridget, la sua migliore amica, con cui trascorre giornate magnifiche passeggiando sotto scogliere rosse che svettano fino al cielo, mangiando ostriche e bevendo dell’ottimo vino. E puntualmente si ripromette di non finire nel letto di Felix, per poi cedere ogni volta alla tentazione. Felix, che vive sull’isola da sempre, in teoria è off-limits, perché è il fratello minore di Bridget. Tuttavia, la chimica tra loro è troppo esplosiva e i due proprio non riescono a stare lontani nonostante dopo la prima, indimenticabile notte di passione, abbiano giurato di tenere tutto segreto e di non concedersi un bis. In fondo, si dicono, tra loro c’è solo una grande attrazione e i sentimenti non rientrano nell’equazione. Tutto cambia, però, quando Bridget scappa all’improvviso da Toronto una settimana prima del suo matrimonio e chiede a Lucy di raggiungerla. Lucy dovrebbe occuparsi dell’amica e sostenerla in un momento difficile, invece il suo cuore comincia a battere per Felix... (goodreads)

Mi aspettavo di bissare l'emozione che ho provato leggendo "Un'estate dopo l'altra" e invece sono un po' perplessa da questa lettura.
L'autrice ha scritto che ha voluto divertirsi scrivendo questo romanzo. Però mi pare un divertimento un po' superficiale. Praticamente Lucy e Felix vanno a letto insieme per quattro anni (di nascosto da Bridget) poi al quinto anno si rendono conto che hanno anche voglia di conoscersi. Di per sè la storia tra loro non sarebbe male, ma i dialoghi, anche durante le scene di sesso sono spesso banali ed esagerati. Lucy è una persona che da sola non sa stare. Non vuole storie serie, si butta a capofitto nel lavoro, ha un rapporto speciale con la zia fioraia e un rapporto esageratamente speciale con l'amica e coinquilina Bridget, che praticamente è il fulcro del libro. Ammetto che ad un certo punto mi sono chiesta se il segreto di Bridget era di essere innamorata di Lucy e non del fidanzato. Non mi sarei stupita. Anche io ho amiche carissime per le quali mollerei tutto se avessero bisogno di me, ma non andrei a dire, al loro matrimonio, "tu sei l'amore della mia vita". Mah. Ho trovato questo libro più pieno di scene piccanti rispetto al precedente. Non mi danno fastidio, e tutto sommato si integrano bene nella storia. 

"Felix, ti ho portato qui per dirti che sei in tutti i miei sogni. 
Sono venuta qui per chiederti se ci sono anch'io nei tuoi"

C'è sicuramente una bella riflessione che lascia questo libro, ed è che bisogna essere una persona che sta bene con se stessa prima di poter stare bene con qualcun altro senza che questo qualcun altro sia lì a riempire un vuoto. Però, boh, l'insieme non mi convince molto. 
Libro gradevole sicuramente, da relax. Non mi ha trasmesso molta emozione però.
Mi ha incuriosita l'Isola del Principe Edoardo, non ricordavo che fosse l'ambientazione di Anna dai capelli rossi. 
Mio voto: 7 / 10

Il libro delle porte - Gareth Brown


Titolo originale: The Book of Doors (2024) 

A New York quella sera nevica, Cassie Andrews guarda la cascata dei fiocchi bianchi dalla vetrina della libreria in cui lavora e, dall'altra parte della strada, il cruciverba di finestre accese-spente. Sono gli ultimi momenti di normalità. Sta per chiudere il negozio quando trova sulla sua abituale poltrona un affezionato cliente, l'anziano signor Webber, senza vita. Sul tavolino di fronte a lui c'è un piccolo libro, ma non è tra quelli in vendita, e non è lì per caso. Leggerissimo, dorso in pelle, ha pagine ricoperte di caratteri e disegni indecifrabili. Questo è il Libro delle Porte. Tienilo in mano, e ogni porta è tutte le porte, si legge sul frontespizio. Tornata a casa, Cassie scopre che il volumetto le consente di raggiungere qualsiasi posto è bastato pensare a Venezia e abbassare la maniglia di una porta, nell'appartamento che condivide con l'amica Izzy, e lì s'è ritrovata, in una stradina acciottolata della città, sotto una pioggia sottile. Quel libro così speciale non è unico nel suo genere, ma è il più ambito, e senza saperlo Cassie è appena diventata un bersaglio. La sola persona che può aiutarla è il proprietario di una biblioteca segreta di libri magici che ha dedicato la vita a salvaguardarli. Cassie, Izzy e la loro nuova conoscenza Drummond Fox devono allora unire le forze per trovare quanti più esemplari possibile e proteggere il Libro delle Porte prima che cada nelle mani di opportunisti senza scrupoli, pronti a sfruttarne i poteri per tornaconto. Un viaggio fantastico e labirintico in giro per il mondo, al confine tra reale e irreale - nel regno infinito dove nasce l'immaginazione. (goodreads)

Sono un po' perplessa da questo libro. Innanzitutto: lungo, molto lungo, con alcune parti descrittive troppo prolisse. 
L'idea era molto intrigante, un libro delle porte che, appunto, semplicemente aprendo una porta ti può trasportare in un altro Stato, in un altro momento storico. Poi scopriamo che di libri ce ne sono molti altri: quello della gioia, della disperazione, delle illusioni, ecc. ecc. E nel mondo ci sono alcuni personaggi perfidi, che cercano questi libri, una donna in particolare, li vuole tutti a tutti i costi, e si diverte ad infliggere dolore e sofferenza intorno a sè.
La storia l'ho seguita bene finchè Cassie non finisce abbandonata nel passato. Qui si rende conto che c'è solo una persona che può aiutarla, e dovrà rimanere nel passato dieci anni prima di incontrare la sè stessa del presente e riavere il libro per tornare a casa. Perchè il passato non si può cambiare; se una cosa è successa nel passato, vuol dire che tornando al passato la si rivivrà uguale. La storia diventa un po' contorta, tra presente, passato, persone che si trovano da una parte e dall'altra. Ad un certo punto ho cominciato a contare le pagine che mancavano alla fine del libro, perchè volevo capire come finiva ma la storia si ingarbugliava un po' troppo secondo me (anche quando si scopre chi ha creato i libri.. mah).
Al centro della storia c'è ovviamente la lotta tra il bene e il male (impersonificato da una Donna che farebbe rabbrividire il peggior diavolo). 
La trama mi aveva molto colpito, ma sulla realizzazione ho molte remore. Molte descrizioni nella prima parte, più frettoloso nella seconda. Alcune parti che non combaciano proprio perfettamente.

Mio voto: 6 e mezzo / 10

mercoledì 12 agosto 2026

Delitto perfetto a Westleham - Catherine Coles


Titolo originale: Murder on the cricket green (2026)

Maggio 1948, Westleham. Tutto il villaggio è in fermento per la prima partita di cricket dopo la fine della guerra. Martha Miller, però, ha ben altro a cui pensare: il ritorno improvviso del marito Stan, scomparso da due anni e rientrato come se nulla fosse. Martha non sa come reagire, soprattutto perché la sua ricomparsa rischia di mettere in crisi il legame sempre più stretto con il gentile vicario del paese, Luke. E non è l’unica a sentirsi turbata dal ritorno di Stan... Quando la partita inizia e il pubblico esplode in un applauso, Stan crolla a terra all’improvviso – morto prima ancora di toccare il suolo. E tutti gli sguardi si posano su Martha. Per dimostrare la propria innocenza, Martha dovrà scoprire cosa è accaduto negli anni in cui Stan è sparito e perché sia tornato proprio ora. Ma, in un villaggio così piccolo, ogni persona custodisce un segreto. Riuscirà a smascherare il vero colpevole o finirà per pagare per un delitto non commesso da lei? Che l’indagine abbia inizio! (goodreads)

Il libro riparte alcuni mesi dopo la chiusura del precedente, Ada si è sposata (abbastanza in fretta) col fattore e le piace molto il nuovo ruolo di moglie e madre di quattro adolescenti. Ruby sta per sposarsi con Ben.
Dopo due anni, Stan torna a casa. Martha se lo trova alla porta e non sa se essere arrabbiata o delusa o un misto di cose. Ma Stan è molto diverso da quello che ricordava, è un uomo estremamente gentile e le dice che deve sistemare alcune questioni, non ha intenzione di rimanere. Si trova bene dove sta, lavora nello studio contabile di un amico e ha fatto degli investimenti molto fruttuosi. Ad accompagnarlo a Westleham c'è questo amico e il fratello.
Stan rimane sorpreso scoprendo che lei è in difficoltà economiche, in quanto ogni mese spediva una somma all'avvocato di paese, pregandolo di girarle a Martha per il suo sostentamento, cosa che l'avvocato non ha mai fatto. Stan affronta di petto questo avvocato e in una leggera colluttazione, l'avvocato cade e si sloga un piede. Non potrà partecipare alla gara di cricket che si svolge il giorno dopo. Viene proposto a Stan di prendere il suo posto e lui accetta contento.
Tutto il paese assiste felice alla partita. Sennonchè, quando è il suo turno di giocare, Stan dice a Luke che sente un fastidio al braccio in cui indossa il guantone e poco dopo si accascia, morto. Nelle indagini, Ben Robertson è affiancato da un altro detective in quanto c'è troppa familiarità tra lui e Stan. La principale indagata pare essere Martha, poichè con la morte di Stan (oltre a diventare una donna sposabile) diventa destinataria di una notevole eredità. Ma Martha, nonostante gli avvertimenti, si mette ad investigare comunque, perchè sente di doverlo a Stan (che le ha anche rivelato il vero motivo per cui non può tornare ad essere suo marito, cosa che avevo capito da un pezzo).
Libro molto gradevole, dove più del caso in sè, tengono banco i sentimenti di Martha e di Luke, che teme di perderla definitivamente. Ultimo libro della serie di Martha Miller, almeno per ora. Tecnicamente, potrebbe anche chiudersi così, anche se alcune questioni rimangono in sospeso, ma spero davvero che l'autrice decida di scriverne altri perchè nel complesso la serie è molto carina.
Forse il libro più lineare della serie, anche se, come negli altri, la soluzione piove un po' dal cielo.
Mio voto: 7 e mezzo / 10


The Martha Miller Mysteries Serie:
4 - Delitto perfetto a Westleham

sabato 1 agosto 2026

Delitto a Lovers' Leap - Catherine Coles


Titolo originale: Death at lovers' leap (2024) 

1948, Westleham. Arriva il giorno di San Valentino e Martha Miller si sente particolarmente malinconica a causa delle sue complicate vicende di cuore: suo marito Stan è ancora scomparso e lei comincia a provare dei sentimenti inaspettati verso l’affascinante pastore Luke. In cerca di un po’ di chiarezza – o forse solo di un posto dove riflettere – Martha si dirige verso Lovers’ Leap, il romantico (e un po’ lugubre) ponte da cui, secondo la leggenda, due innamorati – non potendo amarsi alla luce del sole – si buttarono nel fiume. La passeggiata le riserva, però, qualcosa di inaspettato: la sua cagnolina Lizzie trova un cadavere sulla riva del fiume. Si tratta di uno sfortunato incidente, una pazzia d’amore o un violento omicidio? Martha sa solo una cosa: gli abitanti di Westleham hanno un altro caso da risolvere. (goodreads)

Anche questa volta Martha (o, meglio, il suo cane) si imbatte in un cadavere. Si tratta di un ragazzo del luogo e qualcuno pensa che si possa essere suicidato perchè ama una ragazza che non lo ricambia. Ma non è spoiler se vi dico che ovviamente non si tratta di un suicidio. E, come nei precedenti libri, l'autrice non è contenta se non fa morire due persone.
In questo libro conosciamo il padre di Luke, che si è trasferito nel paese. Luke non è molto contento di vederlo e tra loro ci sono frequenti battibecchi. Ma anche il padre si rende conto subito del feeling che c'è tra suo figlio e Martha. Feeling che sta mettendo entrambi molto alla prova, ma d'altronde Martha risulta ancora sposata.
Secondo me, dei tre libri che ho letto finora, questo è il più debole. E' molto concentrato sulle vicende personali di Luke e di Martha, ma ciò che riguarda il caso trovo che sia un po' ingarbugliato. Ad un certo punto Martha dice che ha capito chi è il colpevole e insieme all'ispettore Ben Robertson, creano una trappola e lo arrestano. Ma il nome del colpevole, quando finalmente lo svela, mi sembra un po' buttato lì. 
Scorrevole, carino ma non come i precedenti.
Mio voto: 7 / 10


The Martha Miller Mysteries Serie:
3 - Delitto a Lovers' Leap
4 - Delitto perfetto a Westleham

venerdì 31 luglio 2026

Fuori i libri! Luglio 2026

Ho terminato "Vedove di Camus" di Elena Rui, libro cominciato a fine giugno. Scrittura delicata, elegante. Ha toccato delle corde sensibili per me.
Dopo aver letto tre dei libri della sestina dello Strega, ho deciso di averne fatto il pieno, lasciando perdere gli altri tre.
 
Voglia di un cozy mystery che avevo in lista da un po': "Un misterioso omicidio e molti segreti" di Catherine Coles. Delizioso. E' il primo di una serie di 4 che spero prosegua. Subito dopo ho proseguito col secondo "Delitto all'ora del tè", anche questo molto gradevole. 

Ho scoperto che esiste la "summer challenge" di goodreads. O, meglio, ho capito come funziona e mi ha intrigato. Grazie ad essa ho letto vari libri, alcuni li avevo nella mia wishlist. Per primo ho letto "La casa sul mare celeste" di T. J. Klune, delizioso, emozionante. Poi "Il calamity club" di Kathryn Stockett, bella storia intensa, forse un po' prolisso in alcune parti. 

Il Calamity Club - Kathryn Stockett


Titolo originale: The Calamity Club (2026)

Mississippi, 1933. A soli undici anni, Margot "Meg" Lefleur ha imparato a sue spese che non può fidarsi di nessuno. Dal giorno in cui improvvisamente la sua adorata madre, Charlie, non è tornata a casa, Meg è diventata una delle bambine "non adottabili" dell'orfanotrofio della città, dove lotta ogni giorno per non perdere la speranza e mantenere vivo il suo spirito indomito. "È la speranza una creatura alata" recita una meravigliosa poesia che ha imparato a memoria. E quella poesia le ricorda la sua mamma. Quando incontra Birdie, Meg ha finalmente la sensazione che qualcuno si preoccupi davvero del suo futuro. È stata la disperazione a portare Birdie lì a Oxford: la Grande Depressione stringe la sua morsa e, se non paga le rate arretrate del mutuo, rischia di finire in mezzo alla strada. La giovane intende chiedere un prestito alla sorella, che ha sposato l'erede dei Tartt, una famiglia ricca e ben introdotta nei salotti dell'alta società. Molto presto, però, si rende conto che il loro benessere non è altro che una facciata sostenuta da un'impalcatura di bugie. Ma un giorno il caso conduce Charlie davanti alla porta di Birdie. Vittima di un sistema che l'ha ridotta sul lastrico per poi portarle via la figlia, Charlie non ha più nulla, tranne la sua intraprendenza. E propone a Birdie un piano audace ed estremamente rischioso, che potrebbe però risolvere i problemi di entrambe. È un'alleanza insolita, quella che si crea in casa Tartt, eppure fortissima, come accade tra persone che possono contare solo su ciò che hanno da darsi reciprocamente, sfidando ipocrisie e convenzioni. E, in un momento in cui alle donne viene negato ogni diritto, il loro piccolo atto di ribellione porterà conseguenze che non avrebbero mai immaginato... (goodreads)

ATTENZIONE SPOILER.

Poichè ho adorato "The help", della stessa autrice, ero molto curiosa di leggere questo.
Il libro parte in modo strano, con Birdie che entra in una farmacia e compra 99 Merry Widow (ossia preservativi) e pensa che la sorella la ucciderà. Poi la storia torna indietro e si sviluppa su due filoni (Birdie e Meg). 
La madre e la nonna di Birdie la mandano ad Oxford da Frances, con l'intento di chiederle dei soldi visto che lei ha sposato il rampollo della famiglia più ricca del paese. Questo è ciò che credono tutti. La realtà è ben diversa perchè Rory, il marito di Frances, in realtà ha perso molti soldi dei suoi clienti con speculazioni azzardate e la banca lo ha pure licenziato. Ovviamente lui non dice niente a nessuno e un giorno, di punto in bianco, mentre le donne sono fuori casa a fare shopping (a credito) lui raccimola tutti gli oggetti di valore e scompare. Al loro ritorno le donne saranno costrette ad affrontare la verità e il disastro che Rory ha fatto cadere addosso a loro. 
Meg è una bambina che è stata portata all'orfanotrofio dopo che la madre è uscita di casa e non è rientrata. E' una delle "grandi", ha 11 anni, è difficile che qualcuno adotti bambine così cresciute. Oltre a ciò ci si mette il fatto che la direttrice Garnett si accanisce in particolare contro di lei. Il motivo si scoprirà più avanti, ma lo avevo capito. Si tratta dell'orfanotrofio in cui anche Frances fa volontariato e dove viene trascinata anche Birdie da sua sorella. Birdie si rende subito conto delle condizioni in cui è costretta a vivere Meg, tolta dalla scuola, è costretta a stare in ufficio a contare delle monetine. Un ufficio con la muffa alle pareti e dove l'unica finestra è stata inchiodata. Ma Birdie non ci sta, si sente soffocare lì dentro, e quando è costretta a stare in quell'ufficio per sistemare i registri dell'orfanotrofio, comincia anche a portare del cibo di nascosto a Meg e ridipinge le pareti. Poi un giorno alla porta dell'orfanotrofio, che Birdie non avrebbe il permesso di aprire, appare Charlie, la madre di Meg, ma la bambina è stata adottata (nonostante i tentativi di depistaggio di Garnett) da una famiglia ricchissima. Da quell'incontro, Charlie e Birdie cominceranno a studiare un piano per raccimolare i soldi per chiudere l'ipoteca di casa Tartt e far tornare Charlie con sua figlia. Mentre Frances e Mrs Tartt vengono spedite fuori città a cercare Rory, a casa Tartt viene allestito un locale da ballo che in realtà è la copertura di un bordello. Non dico altro o vi svelo tutta la storia.

L'autrice scrive che mentre faceva delle ricerche per questo libro, ha scoperto una legge del Mississippi secondo la quale le persone instabili di mente (tra le quali venivano comprese anche le donne che avevano avuto figli fuori dal matrimonio) potevano trasmettere questa malattia ai figli e, per mettere fine a questa catena, potevano essere condannate e (senza il loro consenso) sterilizzate. L'autrice sostiene di voler in qualche modo rendere omaggio alle donne che nel passato hanno dovuto subire una tragedia simile. 
La società di quegli anni era tipicamente maschilista, addirittura al limite della crisi, se moglie e marito lavoravano entrambi, lei poteva essere licenziata in modo da andare ad accudire la casa e, quindi, liberare il suo posto per un uomo che non aveva lavoro. Ovviamente i bordelli non erano attività legali, ma per il nostro gruppo di signore, alla fine è l'unica possibilità di poter guadagnare soldi. A casa Tartt si crea quindi un gruppo di prostitute, con Charlie che fa da tenutaria, Birdie che sta alla cassa a vendere bibite e una giovane dottoressa che, quando sarà laureata, vuole aprire una clinica per sole donne. Una bella storia di resilienza e solidarietà al femminile.
Il libro è molto gradevole, tocca argomenti interessanti. Si legge bene, ammetto che ero proprio curiosa di andare avanti e vedere come procedeva la storia. Unica pecca, l'ho trovato un po' prolisso in alcune parti. Poteva decisamente tagliare un centinaio di pagine che, anzi, la storia ne avrebbe giovato. Ho anche avuto un po' l'impressione che fosse un libro che ambisce a diventare un film, perchè ha molti dialoghi, molte descrizioni accurate. Comunque un bel libro che ho letto molto volentieri.
Mio voto: 8 / 10

La casa sul mare celeste - T.J. Klune


Titolo originale: The House in the Cerulean Sea (2020) 

Linus Baker è un assistente sociale impiegato al Dipartimento della Magia Minorile. Il compito che esegue con scrupolosa professionalità è assicurarsi che i bambini dotati di poteri magici, cresciuti in appositi istituti in modo da proteggere quelli "normali", siano ben accuditi. La vita di Linus è decisamente tranquilla, per non dire monotona: vive in una casetta solitaria in compagnia di una gatta schiva e dei suoi amati dischi in vinile. Tutto cambia quando, inaspettatamente, viene convocato nell'ufficio della Suprema Dirigenza. È stato scelto per un compito inconsueto e top secret: dovrà recarsi su un'isola remota, Marsyas, e stabilire se l'orfanotrofio diretto da un certo Arthur Parnassus abbia i requisiti per rimanere aperto. Appena mette piede sull'isola, Linus si rende conto che i sei bambini ospitati nella struttura sono molto diversi da tutti quelli di cui ha dovuto occuparsi in passato. Il più enigmatico tra gli abitanti di Marsyas è però Arthur Parnassus, che dietro ai modi affabili nasconde un terribile segreto. Un'incantevole storia d'amore ambientata in una realtà fantastica, meravigliosamente narrata, su cosa significhi accorgersi che, a volte, si può scegliere la vita che si vuole. E, se si è abbastanza fortunati, magari quella vita ci sceglie a sua volta. (goodreads)

Era un bel po' che questo libro era nella mia lista da leggere e ne ho approfittato adesso che rientra in alcuni "prompt" per la summer challenge di goodreads.
Un libro delizioso, che affronta con una delicatezza incredibile il tema della diversità e della difficoltà di far capire alle persone "normali" che non bisogna aver paura di ciò che non si conosce. I bambini sono bambini anche se hanno delle caratteristiche fisiche diverse, anche se hanno dei poteri magici. L'amore e l'accoglienza possono solo aiutarli a crescere e usare i poteri per il bene anzichè per il male. 
Linus ha fatto l'assistente sociale per decenni, non si è mai chiesto cosa succedeva ai bambini dopo le sue ispezioni, non si è mai reso conto che il termine orfanotrofio è abbastanza fuorviante, perchè nessun bambino lì ospitato verrà mai adottato. Arthur Parnassus ha creato una casa, un rifugio, per questi bambini che non hanno alcuna possibilità di trovare una famiglia "classica", creando per loro un ambiente dove comunque c'è una famiglia che li sa spronare a dare il meglio di sè e a contenere l'odio e la paura. Un cane che viene picchiato mille volte, comincerà a mordere anche per difesa. Questi bambini hanno trovato un ambiente in cui vengono tenuti per mano e accompagnati, non sgridati o puniti.
Linus ha una vita monotona, schematica, casa, lavoro, ritorno a casa dove una vicina sgradevole non perde occasione per fargli notare che è solo. Parte per Marsyas col suo solito spirito, per portare a termine un incarico segreto. Ne uscirà totalmente rinnovato. Perchè a volte la felicità si trova in posti dove non pensavi di trovarla, anche se per tutta la vita hai avuto un tappetino del mouse con una immagine dell'oceano e la scritta "non vorresti essere qui?"
Un romanzo davvero toccante, lettura scorrevole. All'inizio mi ha un po' ricordato la casa di Miss Peregrine, ma poi la storia prende tutt'altra direzione. Nonostante il mondo fuori dall'isola sia piena di pregiudizi nei confronti degli isolani, al punto che vengono pagati per stare in silenzio sulla vicenda, la vita sull'isola invece è piena di speranza. Al di là del fatto che era prevedibile il finale (ed anche che Arthur stesso è una creatura magica), la storia è veramente coinvolgente. Forse diventa un po' troppo stucchevole nel finale.
Mio voto: 8 / 10

sabato 11 luglio 2026

Delitto all'ora del té - Catherine Coles


Titolo originale: Daggers at the Country Fair (2022)

1947. Come ringraziamento per la brillante risoluzione del caso precedente, Martha Miller è l’ospite d’onore alla fiera di Winteringham. Stavolta, i suoi unici compiti saranno giudicare i cani più belli in gara al concorso e godersi un buon tè in compagnia dell’affascinante pastore della chiesa locale Luke Walker, lontano dai pettegolezzi e da sguardi indiscreti. O almeno, questo è ciò che credeva...
Nel bel mezzo della fiera, infatti, la setterina irlandese di Martha, Lizzie, scopre proprio dietro il tendone allestito per il tè il corpo senza vita di una giovane donna. Ma chi può aver ucciso una ragazza così giovane, e perché? A quanto pare, qualcuno nel villaggio ha dei segreti da nascondere... e sembra che Martha e Luke abbiano un altro caso da risolvere.
Che le indagini abbiano inizio!
Un paesino inglese, una tranquilla fiera di campagna e un misterioso omicidio.
Non c’è pace per la nostra Martha Miller.
Riuscirà a far luce anche su questo caso grazie al suo spirito d’osservazione? (goodreads)

Ho cominciato subito il secondo libro di questa serie, mi ha intrigato molto. Ormai Ruby, la sorella di Martha, appena sa che è successo qualcosa chiede "chi è morto stavolta?". Perchè è così, dove va Martha c'è un morto, anzi due... E con l'aiuto del vicario Luke Walter, la sorella Ruby, il cane Lizzie (che scopre il cadavere), Maud Burnett e Ada Garrett (le due pettegole del villaggio), tutti in gita a Winteringham per la fiera, riuscirà ad arrivare alla soluzione di una vicenda molto triste (e il colpevole lo avevo capito). Perchè dietro alla morte di Helen troviamo persone che avrebbero dovuto aiutarla e che si sono approfittati di lei, uomini che l'hanno amata senza ricordarsi che era poco più che una bambina e che si sono nascosti dietro alla scusa di essere sposati.
Trovo che questo giallo abbia una storia di fondo molto triste, una madre che decide di abbandonare la propria figlia e una donna che a questa bambina si aggrappa con le unghie e coi denti pensando più al proprio egoismo che al bene della bambina. Argomento che tocca molto anche le corde di Martha e che spero non si riproponga in tutti i libri o diventerà (per me ) un po' pesante...

" "Lei non può capire. Non ha figli". Mi stavo iniziando a irritare a furia di sentirmelo ripetere. Nessuno meglio di me sapeva che non avevo dei figli. La buona educazione m'impedì di dire a Doris che in realtà, nemmeno lei ne aveva. Almeno non secondo le leggi della biologia."

Tornando al libro, anche questo è molto scorrevole e brillante, si legge molto bene. Nonostante alcuni tentativi di depistaggio, credo che il colpevole fosse un po' scontato, o almeno a me è sembrato così. Ecco, una cosa che mi lascia un po' perplessa, è che Martha sembra arrivare alla soluzione per colpo di genio, forse queste sue riflessioni si potrebbero strutturare un po' meglio. Però ammetto che, al di là del risolvere il mistero, anche la relazione (amichevole per ora) tra Martha e Luke sia molto tenera. Tra l'altro, col fatto che Freddie, il vicario del posto, sia un vecchio e grande amico di Luke, scopriamo alcune cose sul suo passato, soprattutto il fatto che il padre, di cui non parla mai, ha fatto qualcosa che lo ha fatto star male... Immagino che prima o poi questo background verrà poi rivelato.
Mio voto: 7 e mezzo / 10


The Martha Miller Mysteries Serie:
2 - Delitto all'ora del tè
3 - Delitto a Lovers' Leap
4 - Delitto perfetto a Westleham

Un misterioso omicidio e molti segreti - Catherine Coles


Titolo originale: Poison at the Village Show (2022)

1947. Westleham, cittadina tranquilla poco distante da Londra, è in la guerra è finita e tutti si stanno dando da fare per organizzare una fiera indimenticabile. L’unica a non mostrarsi troppo entusiasta durante i preparativi è Martha Miller. Da quando suo marito Stan è scomparso senza lasciare traccia, ha dovuto fare i conti con i pettegolezzi dei vicini, che hanno cominciato a trattarla con freddezza e sospetto. Questa potrebbe essere l’occasione che Martha aspetta da tempo per conquistare l’amicizia della gente del posto, grazie al delizioso gin alle prugne che ha preparato con le sue mani. Ma qualcosa di tragico sta per accadere. Alice Warren, in qualità di presidente del comitato di Westleham, inaugura la fiera con un brindisi al gin e… si accascia a terra, morta. Tutto lascia supporre che sia stata avvelenata. Prima che Martha possa rendersene conto, viene trascinata di nuovo al centro dei sospetti. Questa volta, però, è determinata a dimostrare la sua innocenza. Con l’aiuto del nuovo pastore, l’affascinante Luke Walker, troverà il vero colpevole. E, soprattutto, difenderà l’onore del suo squisito gin fatto in casa. (goodreads)

Volevo un libro leggero e mi ha incuriosito questo, lo avevo in lista da un po'.
L'ambientazione è molto accattivante, un piccolo villaggio inglese dove lo sport preferito è farsi i fatti degli altri. Una protagonista, Martha, che è stata lasciata dal marito, che è sparito nel nulla senza dare traccia di sè nè dire niente, e che è rimasta in grandi difficoltà finanziarie. Ha preso a vivere con sè la sorella minore Ruby, grazie alla quale riescono a mantenersi, mentre Martha vive un po' di espedienti, non essendo mai stata abituata a lavorare (perchè le donne stavano ad accudire la casa). Martha non ha amici nel villaggio, anzi una delle vicine è addirittura convinta che abbia seppellito il marito in giardino sotto le patate. E le cose non migliorano perchè alla fiera del paese, Alice Warren, presidentessa del comitato del villaggio, molto amata in paese, muore dopo aver bevuto un bicchiere del gin alle prugne di Martha, e poco dopo muore un'altra donna che teneva una bottiglia dello stesso gin sul comodino. Martha allora cerca di riabilitarsi agli occhi dei paesani cercando di risolvere l'omicidio, con l'aiuto del nuovo e aitante vicario Luke. Mentre, ovviamente, anche la polizia fa le sue ricerche con l'ispettore Ben Robertson (che è palesemente interessato a Ruby). Molto simpatica Maud Burnett, finalmente la prima amica di Martha che è esaltata all'idea di fare parte della squadra investigativa. Poi c'è Lizzie, il cane di Martha alla quale lei confida i suoi pensieri.
L'impressione che ho avuto è che questo libro si rifacesse un po' ad Agatha Christie, anche se Martha è decisamente più giovane di Miss Marple. L'atmosfera mi ha subito catturata, mi piacciono questi piccoli villaggi inglesi. Il libro è circa duecento pagine, scorrevole, scritto anche in modo brillante, per cui scorre bene. All'inizio c'è l'elenco dei personaggi, che ammetto di aver saltato a piedi pari perchè purtroppo questa cosa mi confonde (al limite dovrei fotocopiarlo per tenerlo sempre sott'occhio). Non sono arrivata a capire chi fosse l'assassino, e credo che anche Martha ci sia arrivata più come illuminazione che come ragionamento, perchè le cose spesso sono proprio quello che sembrano. Ammetto che mi è piaciuta più la vicenda intera che non il discorso degli omicidi.
Credo che abbia il potenziale per diventare una serie brillante. Al momento vedo che sono stati pubblicati 4 libri... chissà se proseguirà.. Io comunque conto di leggere presto i successivi a questo. Lettura gradevole per momenti leggeri.
Mio voto: 7 / 10


The Martha Miller Mysteries Serie:
1 - Un misterioso omicidio e molti segreti
2 - Delitto all'ora del tè
3 - Delitto a Lovers' Leap
4 - Delitto perfetto a Westleham

Vedove di Camus - Elena Rui


Titolo originale: Vedove di Camus (2025) 

Il 4 gennaio 1960, la Facel Vega guidata dal celebre editore Michel Gallimard sfreccia lungo una strada della Borgogna e va a schiantarsi contro un platano. Sul sedile del passeggero, Albert Camus, che solo tre anni prima era stato insignito del Premio Nobel per la Letteratura, muore sul colpo. Mentre il mondo intero rimane attonito, orfano di uno dei più grandi intellettuali del Novecento, quattro donne si ritrovano all'improvviso "vedove" dell'uomo: la moglie Francine Faure, la brillante attrice Catherine Sellers, la giovane pittrice Mette Ivers, di origini danesi, e Maria Casarès, immensa interprete del teatro francese, che Camus stesso – fedele ai paradossi del sentimento – definiva «l'Unica». Con estro e rigore, Elena Rui indaga le vite e le voci di queste quattro figure femminili di fronte all'ineluttabilità della disgrazia. Si imbastisce così «un discorso sull'amore» che rifiuta viete certezze morali per restituire la trama sottile, contraddittoria e irriducibile degli affetti, offrendo a chi legge la libertà – e l'onere – di interrogarsi sui confini e sugli abissi dei rapporti umani. (goodreads)

Il libro è diviso in sei capitoli. Nel primo c'è la premessa, ossia l'incidente occorso a Camus. Nei successivi quattro sono riportate le vite e i cambiamenti che la morte di Camus ha portato nelle vite delle quattro donne che frequentava in contemporanea. Parte ovviamente dalla moglie, poi passa a Catherine Sellers, alla più giovane Mitte Ivers, e per ultima parla "l'unica" Maria Casarès. 
Francine è la moglie, l'unica donna legittimata a ricevere le condoglianze pubbliche, a seguire la bara per le esequie, a decidere cosa fare del suo lascito di diari e romanzi (tra cui l'ultimo, incompiuto, che Camus aveva con sè quando è morto). Catherine Sellers aveva in comune con Camus l'amore per il teatro, è quella che, pur capendo il suo carattere, soffre anche di gelosia repressa. Mette Ivers aveva in Camus una gioia di vivere che alimentava la sua capacità pittorica, lui l'ha sempre incentivata a proseguire nella sua attività. Maria Casarès ha una storia lunga 18 anni con Camus, nata durante la guerra mentre Francine era stata bloccata in Algeria; un tentativo di separarsi dopo quattro anni per l'insofferenza di essere solo "l'amante" e il trovarsi di nuovo insieme, il capire che il poco tempo vissuto insieme è una vittoria in una guerra che combattono insieme.
Cosa succede quando la persona che amiamo non c'è più? Elena Rui esplora le risposte a questa domanda, diversa per ognuna delle donne che si è sentita vedova di Camus.
L'autrice ricorda che si tratta di finzione, basata su documenti, interviste, biografie, dalle quali ha cercato di estrapolare sentimenti e pensieri che possano essere veritieri. Il risultato è un libro molto toccante, scritto con delicatezza e in maniera raffinata. Interessante.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

giovedì 9 luglio 2026

Premio Strega 2026

Il vincitore dell'80° Premio Strega è, come già si sospettava, Michele Mari col suo "I convitati di pietra". Devo ammettere che lo conoscevo di nome ma non ho mai letto nulla di lui prima di questo libro.
Ho seguito la diretta su rai 3 e Mari mi è parso davvero un personaggio, parla come scrive, con questa sua incapacità di sorridere (detto da lui). Mari stesso ha ammesso che questo non sia il suo libro migliore, se avesse dovuto scegliere lui quale premiare avrebbe forse scelto "Leggenda privata". 
"Al netto del fatto che io non so tecnicamente sorridere e quindi mi sottraggo a questo impegno, perché ne verrebbe fuori un ghigno, un rictus poco adatto all'occasione. Sono molto emozionato, sono molto contento..."

Carina la serata, abbastanza piatta, condotta da Pino Strabioli e la pianista Gloria Campaner (per carità, bella, elegantissima, ma non è una conduttrice...). Mi sono chiesta come mai non ci fosse Geppy Cucciari, lei riusciva a dare un po' di brio.. Ma va beh.
Sempre interessanti le interviste ai finalisti.

L’80esimo Strega è stato assegnato dal voto di 643 giurati (su 800 aventi diritto).

Michele Mari ha ricevuto 190 voti.

Il secondo posto è andato a Matteo Nucci (Platone – Una storia d’amore), con 152 preferenze.

Terza posizione (84 voti) per Bianca Pitzorno (La sonnambula)

Quarto posto (78 voti) per Alcide Pierantozzi (Lo sbilico).

Quinta posizione (75 voti) per Teresa Ciabatti (Donnaregina).

Al sesto posto (64 voti) Elena Rui (Vedove di Camus).



giovedì 2 luglio 2026

Fuori i libri! Giugno 2026

A fine maggio ho cominciato il libro per il gruppo di lettura della biblioteca, "Lessico famigliare" di Natalia Ginzburg. Ammetto di aver fatto molta fatica a procedere. Forse è un gran libro ma che è capitato in un momento sbagliato... Oltretutto, questo libro mi rimarrà sempre legato ad evento successo dopo. Dodici giorni dopo aver discusso di questo libro al gruppo di lettura, è morta una delle nostre lettrici, una donna adorabile, ex professoressa di latino, che lascerà un vuoto enorme.

Mi è venuta voglia di leggere i libri che sono nella sestina del premio Strega. Non credo li leggerò tutti. Ho cominciato dal super favorito, Michele Mari e "I convitati di pietra". Trama originale ed interessante. 

Secondo libro della sestina, "La sonnambula" di Bianca Pitzorno. Mai letto niente di questa autrice, nonostante la conosco di fama. Libro gradevole, con almeno cinquanta pagine di troppo. Mi attirava ma mi ha un po' deluso.

Ero stata tentata di proseguire con "Platone. Una storia d'amore" poi la lunghezza del libro mi ha un po' scoraggiata e ho optato per "Vedove di Camus" di Elena Rui. Devo dire che mi ha emozionato, forse perchè tocca corde su cui sono un po' sensibile... (libro finito in luglio)

Avrei voluto leggere tutti e sei i libri della sestina ma, a parte che ormai manca una settimana scarsa alla proclamazione, ammetto che mi fermerò a questi tre. Quello di Platone è obiettivamente molto lungo, non ho voglia adesso di un libro così impegnativo. La storia della Ciabatti, sinceramente, non mi attrae, mentre "lo sbilico" ho idea che sia un libro troppo tosto per il momento. Se dovessi fare una mia (purtroppo parziale) stima sul vincitore, devo dire che sia Mari sia Rui potrebbero tranquillamente vincere. Entrambi originali, con due stili molto diversi. Forse quello di Mari ha dei punti più "annoianti" in cui non succede niente di nuovo, anche se ci sta con la storia di cui tratta, mentre quello della Rui mantiene l'attenzione costante. Vedremo...



La sonnambula - Bianca Pitzorno


Titolo originale: La sonnambula (2026)

Una bambina abitata da un dono. Quattro donne che vogliono conoscere il loro futuro. Un romanzo sul potere del pensiero femminile.
Di rado il destino si rivela fin dall' ma è proprio quello che accade alla protagonista di questo romanzo, preda fin da bambina di svenimenti improvvisi dai quali si risveglia con il presagio di un evento futuro. I genitori cercano di tenere nascosto questo suo dono e sperano che un buon matrimonio possa metterla al e invece è proprio quel matrimonio il luogo più pericoloso per lei, che sarà costretta a fuggire più lontano che può per ricostruirsi una vita contando solo sulle proprie forze. Comincia così, in una città della Sardegna, l'avventura di Ofelia Rossi, "rinomata sonnambula", donna sola e fiera, che nel suo salotto in via del Fiore Rosso si guadagna da vivere offrendo vaticini per il prezzo di 5 lire. Le sue clienti sono perlopiù signore che covano nell'animo inquietudini e desideri per sé stesse o per coloro che amano.
La sonnambula le fa parlare, le sa ascoltare, poi simula una trance, impugna una penna d'oca e scrive il suo responso. Fino a quando cominciano a verificarsi eventi che sfuggono anche alla sua sapiente regia, e il passato torna a bussare alla sua porta... Ispirandosi a un ritaglio di giornale di fine Ottocento, Bianca Pitzorno gioca con gli archetipi del romanzo d'avventura e d'amore, intinge la penna nel gotico e nel picaresco per scrivere un romanzo brulicante di vita, onirico, ironico e politico insieme. Abitata da visioni misteriose, la sonnambula è al tempo stesso aliena da ogni superstizione, capace di affrontare con dignità e coraggio il suo destino di donna sola in un mondo ostile.
Attraverso la sua straordinaria avventura Bianca Pitzorno celebra il potere della mente umana e ci ricorda che grazie alla nostra forza d'animo, razionalità e fantasia siamo noi a scrivere le nostre vite. (goodreads)

Pur conoscendo Bianca Pitzorno, ammetto che finora non avevo ancora letto niente scritto da lei.
La prima impressione che ho avuto, è che lo stile narrativo è proprio quello da fiaba, una scrittura delicata, descrittiva, che ti sa portare in quel genere di atmosfera. 
La storia era intrigante, questa bambina che ha delle vertigini che predicono il futuro della persona che gliele ha fatte (inconsapevolmente) scatenare. Ammetto, però, che quando scappa dal marito violento e comincia a fare la "sonnambula" di professione (che non è chi non dorme di notte, ma una sorta di veggente), aver scoperto che non ha più le visioni ma che deve inventarsi delle storie, mi ha un po' deluso.
Le donne che girano intorno al suo studio sono ben più di quattro. Scopriremo chi sono le "fatidiche quattro" solo verso il finale, quando si scopre anche che il libro è abbastanza autoreferenziale in quanto queste quattro donne impersonificano le sue antenate.
Ho trovato il libro molto prolisso in alcuni punti, dove ci sono descrizioni lunghissime e dove ci sono racconti di duemila persone che ruotano attorno alla sonnambula. Se avesse tolto una cinquantina di pagine, il romanzo ci avrebbe guadagnato evitando un po' di noia. Poi, quando è costretta di nuovo a scappare, il romanzo subisce una accelerata notevole, con una serie di avvenimenti che si susseguono molto rapidamente e un finale da favola che forse non è quello che ci saremmo aspettati. Anche le parti storiche che introduce quando parla dei briganti, sì, possono essere interessanti, ma non mi hanno fatto impazzire, anzi mi hanno un po' distratto dalla vicenda principale.
Libro con una bella idea ma che non mi ha convinto del tutto. Bello lo stile da favola ma troppo prolisso nella prima parte e troppo rapido nella seconda, andava equilibrato un po' meglio. Comunque gradevole.
Mio voto: 7 / 10