Titolo originale: The Calamity Club (2026)
Mississippi, 1933. A soli undici anni, Margot "Meg" Lefleur ha imparato a sue spese che non può fidarsi di nessuno. Dal giorno in cui improvvisamente la sua adorata madre, Charlie, non è tornata a casa, Meg è diventata una delle bambine "non adottabili" dell'orfanotrofio della città, dove lotta ogni giorno per non perdere la speranza e mantenere vivo il suo spirito indomito. "È la speranza una creatura alata" recita una meravigliosa poesia che ha imparato a memoria. E quella poesia le ricorda la sua mamma. Quando incontra Birdie, Meg ha finalmente la sensazione che qualcuno si preoccupi davvero del suo futuro. È stata la disperazione a portare Birdie lì a Oxford: la Grande Depressione stringe la sua morsa e, se non paga le rate arretrate del mutuo, rischia di finire in mezzo alla strada. La giovane intende chiedere un prestito alla sorella, che ha sposato l'erede dei Tartt, una famiglia ricca e ben introdotta nei salotti dell'alta società. Molto presto, però, si rende conto che il loro benessere non è altro che una facciata sostenuta da un'impalcatura di bugie. Ma un giorno il caso conduce Charlie davanti alla porta di Birdie. Vittima di un sistema che l'ha ridotta sul lastrico per poi portarle via la figlia, Charlie non ha più nulla, tranne la sua intraprendenza. E propone a Birdie un piano audace ed estremamente rischioso, che potrebbe però risolvere i problemi di entrambe. È un'alleanza insolita, quella che si crea in casa Tartt, eppure fortissima, come accade tra persone che possono contare solo su ciò che hanno da darsi reciprocamente, sfidando ipocrisie e convenzioni. E, in un momento in cui alle donne viene negato ogni diritto, il loro piccolo atto di ribellione porterà conseguenze che non avrebbero mai immaginato... (goodreads)
ATTENZIONE SPOILER.
Poichè ho adorato "The help", della stessa autrice, ero molto curiosa di leggere questo.
Il libro parte in modo strano, con Birdie che entra in una farmacia e compra 99 Merry Widow (ossia preservativi) e pensa che la sorella la ucciderà. Poi la storia torna indietro e si sviluppa su due filoni (Birdie e Meg).
La madre e la nonna di Birdie la mandano ad Oxford da Frances, con l'intento di chiederle dei soldi visto che lei ha sposato il rampollo della famiglia più ricca del paese. Questo è ciò che credono tutti. La realtà è ben diversa perchè Rory, il marito di Frances, in realtà ha perso molti soldi dei suoi clienti con speculazioni azzardate e la banca lo ha pure licenziato. Ovviamente lui non dice niente a nessuno e un giorno, di punto in bianco, mentre le donne sono fuori casa a fare shopping (a credito) lui raccimola tutti gli oggetti di valore e scompare. Al loro ritorno le donne saranno costrette ad affrontare la verità e il disastro che Rory ha fatto cadere addosso a loro.
Meg è una bambina che è stata portata all'orfanotrofio dopo che la madre è uscita di casa e non è rientrata. E' una delle "grandi", ha 11 anni, è difficile che qualcuno adotti bambine così cresciute. Oltre a ciò ci si mette il fatto che la direttrice Garnett si accanisce in particolare contro di lei. Il motivo si scoprirà più avanti, ma lo avevo capito. Si tratta dell'orfanotrofio in cui anche Frances fa volontariato e dove viene trascinata anche Birdie da sua sorella. Birdie si rende subito conto delle condizioni in cui è costretta a vivere Meg, tolta dalla scuola, è costretta a stare in ufficio a contare delle monetine. Un ufficio con la muffa alle pareti e dove l'unica finestra è stata inchiodata. Ma Birdie non ci sta, si sente soffocare lì dentro, e quando è costretta a stare in quell'ufficio per sistemare i registri dell'orfanotrofio, comincia anche a portare del cibo di nascosto a Meg e ridipinge le pareti. Poi un giorno alla porta dell'orfanotrofio, che Birdie non avrebbe il permesso di aprire, appare Charlie, la madre di Meg, ma la bambina è stata adottata (nonostante i tentativi di depistaggio di Garnett) da una famiglia ricchissima. Da quell'incontro, Charlie e Birdie cominceranno a studiare un piano per raccimolare i soldi per chiudere l'ipoteca di casa Tartt e far tornare Charlie con sua figlia. Mentre Frances e Mrs Tartt vengono spedite fuori città a cercare Rory, a casa Tartt viene allestito un locale da ballo che in realtà è la copertura di un bordello. Non dico altro o vi svelo tutta la storia.
L'autrice scrive che mentre faceva delle ricerche per questo libro, ha scoperto una legge del Mississippi secondo la quale le persone instabili di mente (tra le quali venivano comprese anche le donne che avevano avuto figli fuori dal matrimonio) potevano trasmettere questa malattia ai figli e, per mettere fine a questa catena, potevano essere condannate e (senza il loro consenso) sterilizzate. L'autrice sostiene di voler in qualche modo rendere omaggio alle donne che nel passato hanno dovuto subire una tragedia simile.
La società di quegli anni era tipicamente maschilista, addirittura al limite della crisi, se moglie e marito lavoravano entrambi, lei poteva essere licenziata in modo da andare ad accudire la casa e, quindi, liberare il suo posto per un uomo che non aveva lavoro. Ovviamente i bordelli non erano attività legali, ma per il nostro gruppo di signore, alla fine è l'unica possibilità di poter guadagnare soldi. A casa Tartt si crea quindi un gruppo di prostitute, con Charlie che fa da tenutaria, Birdie che sta alla cassa a vendere bibite e una giovane dottoressa che, quando sarà laureata, vuole aprire una clinica per sole donne. Una bella storia di resilienza e solidarietà al femminile.
Il libro è molto gradevole, tocca argomenti interessanti. Si legge bene, ammetto che ero proprio curiosa di andare avanti e vedere come procedeva la storia. Unica pecca, l'ho trovato un po' prolisso in alcune parti. Poteva decisamente tagliare un centinaio di pagine che, anzi, la storia ne avrebbe giovato. Ho anche avuto un po' l'impressione che fosse un libro che ambisce a diventare un film, perchè ha molti dialoghi, molte descrizioni accurate. Comunque un bel libro che ho letto molto volentieri.
Mio voto: 8 / 10

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