Titolo originale: Daggers at the Country Fair (2022)
1947. Come ringraziamento per la brillante risoluzione del caso precedente, Martha Miller è l’ospite d’onore alla fiera di Winteringham. Stavolta, i suoi unici compiti saranno giudicare i cani più belli in gara al concorso e godersi un buon tè in compagnia dell’affascinante pastore della chiesa locale Luke Walker, lontano dai pettegolezzi e da sguardi indiscreti. O almeno, questo è ciò che credeva...
Nel bel mezzo della fiera, infatti, la setterina irlandese di Martha, Lizzie, scopre proprio dietro il tendone allestito per il tè il corpo senza vita di una giovane donna. Ma chi può aver ucciso una ragazza così giovane, e perché? A quanto pare, qualcuno nel villaggio ha dei segreti da nascondere... e sembra che Martha e Luke abbiano un altro caso da risolvere.
Che le indagini abbiano inizio!
Un paesino inglese, una tranquilla fiera di campagna e un misterioso omicidio.
Non c’è pace per la nostra Martha Miller.
Riuscirà a far luce anche su questo caso grazie al suo spirito d’osservazione? (goodreads)
Ho cominciato subito il secondo libro di questa serie, mi ha intrigato molto. Ormai Ruby, la sorella di Martha, appena sa che è successo qualcosa chiede "chi è morto stavolta?". Perchè è così, dove va Martha c'è un morto, anzi due... E con l'aiuto del vicario Luke Walter, la sorella Ruby, il cane Lizzie (che scopre il cadavere), Maud Burnett e Ada Garrett (le due pettegole del villaggio), tutti in gita a Winteringham per la fiera, riuscirà ad arrivare alla soluzione di una vicenda molto triste (e il colpevole lo avevo capito). Perchè dietro alla morte di Helen troviamo persone che avrebbero dovuto aiutarla e che si sono approfittati di lei, uomini che l'hanno amata senza ricordarsi che era poco più che una bambina e che si sono nascosti dietro alla scusa di essere sposati.
Trovo che questo giallo abbia una storia di fondo molto triste, una madre che decide di abbandonare la propria figlia e una donna che a questa bambina si aggrappa con le unghie e coi denti pensando più al proprio egoismo che al bene della bambina. Argomento che tocca molto anche le corde di Martha e che spero non si riproponga in tutti i libri o diventerà (per me ) un po' pesante...
" "Lei non può capire. Non ha figli". Mi stavo iniziando a irritare a furia di sentirmelo ripetere. Nessuno meglio di me sapeva che non avevo dei figli. La buona educazione m'impedì di dire a Doris che in realtà, nemmeno lei ne aveva. Almeno non secondo le leggi della biologia."
Tornando al libro, anche questo è molto scorrevole e brillante, si legge molto bene. Nonostante alcuni tentativi di depistaggio, credo che il colpevole fosse un po' scontato, o almeno a me è sembrato così. Ecco, una cosa che mi lascia un po' perplessa, è che Martha sembra arrivare alla soluzione per colpo di genio, forse queste sue riflessioni si potrebbero strutturare un po' meglio. Però ammetto che, al di là del risolvere il mistero, anche la relazione (amichevole per ora) tra Martha e Luke sia molto tenera. Tra l'altro, col fatto che Freddie, il vicario del posto, sia un vecchio e grande amico di Luke, scopriamo alcune cose sul suo passato, soprattutto il fatto che il padre, di cui non parla mai, ha fatto qualcosa che lo ha fatto star male... Immagino che prima o poi queste background verrà poi rivelato.
Mio voto: 7 e mezzo / 10
The Martha Miller Mysteries Serie:
2 - Delitto all'ora del tè
3 - Delitto a Lovers' Leap
4 - Delitto perfetto a Westleham

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