martedì 30 giugno 2026

Lessico famigliare - Natalia Ginzburg


Titolo originale: Lessico famigliare (1963) 

Lessico famigliare è la storia di una famiglia ebrea, quella della stessa scrittrice, che si svolge a Torino fra gli anni Trenta e Cinquanta. Natalia, l'ultima dei cinque figli Levi, è la voce narrante. Con assoluto rispetto della verità, e, per certi versi, mantenendo l'incanto della fanciullezza, l'autrice non solo ripercorre con la memoria le vicende dei suoi cari, ma ne fissa per sempre anche il linguaggio (che, come sappiamo, è unico per ogni nucleo famigliare), i motti, le abitudini radicate. (goodreads)

Mi trovo un po' in difficoltà a commentare un libro che è un "mostro sacro" della letteratura italiana in quanto per me è stato di una pesantezza incredibile. Ma potrebbe anche trattarsi di un grande libro letto nel momento sbagliato eh.
Sicuramente è interessante il discorso del lessico, delle parole che all'interno del nucleo familiare si creano e si utilizzano, delle abitudini familiari, dei pregiudizi anche che si formano nel contesto familiare (tipo i figli che non fanno mai qualcosa che vada bene al padre). Ed è interessante vedere come questa famiglia e tutto il suo entourage di amicizie/conoscenze si muovono nel contesto italiano degli anni del fascismo. E' stato interessante scoprire come certi personaggi del periodo erano strettamente collegati (Levi, Ginzburg, Balbo, Turati, Olivetti,...). Ho molto apprezzato il fatto che la storia rimane solo tratteggiata, non approfondita, anche se immagino che chi non conosce la storia italiana può avere delle difficoltà.
Detto questo però, la lettura mi è stata molto noiosa. Innanzitutto ho trovato il padre insopportabile, petulante, spocchioso (se non sei un professore o un ricercatore non conti nulla). La madre è un personaggio schizofrenico, nel senso che è sottomessa al padre ma poi gli parla dietro, è gelosa delle amiche della figlia, si circonda di amiche giovani perchè può dare loro dei consigli. Il bello della madre è che è tendenzialmente una che prova a vedere il bello delle cose, ma sembra molto sciocca in tanti atteggiamenti. Poi, per carità, l'autrice ha probabilmente riportato il ricordo che aveva della madre, quindi non stiamo parlando di un personaggio inventato.
I personaggi sono troppi. Sono in sette in famiglia più la "serva", poi gli amici, i coniugi dei figli, i nipoti... Non ne potevo davvero più, diventano troppi da seguire, anche perchè nel parlarne salta spesso da un personaggio all'altro. 
Ho fatto molta fatica all'inizio, con la presentazione del padre e di tutti i termini che lui si è inventato. Dopo un po' la storia ha cominciato a scorrere per varie pagine. Poi il diramarsi delle persone citate mi ha stancato. L'ho finito solo perchè era il libro del gruppo di lettura della biblioteca e volevo arrivarci in fondo, altrimenti l'avrei interrotto. Mi dispiace.
Mio voto: 6 / 10

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