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sabato 3 gennaio 2015

Il cardellino - Donna Tartt



Theo Decker rimane coinvolto in un attentato al museo, una bomba che fa crollare i muri uccidendo decine di persone, tra cui sua madre. E' l'evento che lo segnerà per il resto della sua vita, una assenza che è quasi una presenza che lo dilania e lo porterà in un baratro dove arriva a toccare il fondo, ferendo anche le persone che cercano di amarlo per quello che è. Theo, il cui destino sembra incatenato a quello di un piccolo dipinto presente in quel museo, che scompare con lui il giorno dell'attentato.

La prima parola che mi è venuta in mente chiudendo il libro è stata: "mah". E' un libro bello, ma la sua lunghezza mette alla prova i nervi anche di un lettore "forte" come me. Immagino in quanti si rifiuteranno di leggerlo per colpa della lunghezza. Peraltro, se avesse tolto anche duecento pagine non sarebbe stata una cattiva idea.
Il libro parte con una storia triste ma coinvolgente, la storia di questo ragazzino che dopo aver perso la madre nell'attentato da cui lui si è miracolosamente salvato, viene sballottato dalla famiglia di un amico a quella del padre sparito anni prima, portandolo ad avvicinarsi ad alcool e droghe. E' una storia che si segue bene, anche se alcuni episodi di ubriacatura diventano alla lunga un po' ripetitivi. Poi a circa metà libro mi chiedevo come poteva andare avanti con la narrazione, ed ecco che Donna Tartt tira fuori il colpo di scena, l'intrigo internazionale, che però in alcuni punti è decisamente contorto e appare anche un po' "assurdo". Cambia anche lo stile narrativo, nella prima metà assolutamente scorrevole e lineare, qui diventa un po' frammentario, fino a virare al filosofico nel finale, che va riletto almeno un paio di volte per capirlo bene.
E' un libro che volevo leggere indipendentemente dalla giuria e sono contenta di averne avuto l'occasione. Però non penso di aver letto un capolavoro. Un bel libro sì, che purtroppo non è per tutti.
mio voto: 8 / 10

Nikos Kazantzakis - L'ultima tentazione


Gesù di Nazareth, figlio di Maria e Giuseppe (invalido a causa di un fulmine), lavora come falegname. Non è amato dalla sua gente perchè costruisce le croci con cui vengono crocifissi i presunti Messia.
Gesù ha un incubo ricorrente, un uomo dai capelli rossi (Giuda) che lo insegue e che gli ricorda che è giunta l'ora.
E' una battaglia dura quella che si combatte in Gesù, lui che vorrebbe solo avere una famiglia con la donna a cui era promesso (Maria Maddalena, che per dimenticarlo diventa una prostituta) e i segnali che Dio gli manda.
Il libro racconta la lotta di Gesù, fino al momento in cui prende piena coscienza della sua missione e comincia a predicare l'Amore. Fino al momento della crocefissione, in cui il Demonio lo tenta per un'ultima volta mostrandogli come sarebbe la sua vita se si salvasse. Ma Gesù rinuncia, compiendo la sua missione fino in fondo.

Ho fatto una sintesi molto breve, perchè la storia è nota. Kazantzakis ha specificato di non aver scritto una biografia, bensì una confessione dell'uomo che lotta. E il suo amore per Gesù traspare da ogni pagina di questo libro, pieno di descrizioni dettagliate su cosa può essere successo, di cosa possono aver provato o pensato Gesù, Maria, i discepoli, Maddalena, ecc.
La storia è molto bella e la narrazione è piacevole. Però ammetto di aver fatto una certa fatica. Un po' perchè all'inizio Gesù viene presentato come un uomo odiato anche da quelli che poi lo seguiranno. Diciamo che ho seguito la storia con un po' di scetticismo, poiché è tendenzialmente frutto dell'immaginazione dell'autore, anche se segue gli eventi narrati del Vangelo.
Non l'ho trovato un libro così scandaloso. La parte più assurda credo sia la tentazione finale, la visione che il demonio gli prospetta quando è già sulla croce, in cui dopo aver amato e vissuto con Maria Maddalena, si ritrova ad amare in contemporanea Marta e Maria, le sorelle di Lazzaro, gareggiando a chi delle due genera più figli. Mah.
Lo stesso scetticismo che mi ha accompagnato nella lettura mi accompagna a “giudicarlo”. Interessante, piacevolmente scritto, ma forse non sono riuscita a farmi coinvolgere, pur sentendo l'ardore con cui lo scrive Kazantzakis.
Mio voto: 7 e mezzo / 10.

martedì 30 dicembre 2014

Ebook: da gennaio, iva al 4%

#unlibroèunlibro. Sarà così, in Italia, dal primo gennaio: niente più differenze (fiscali) tra titoli digitali e cartacei. Con il via libera definitivo della Camera alla legge di Stabilità, viene infatti sancita l’applicazione dell’Iva al 4% – e non più al 22% – sugli ebook, come per i volumi di carta.
Una «vittoria per il Paese e non solo per il mondo del libro» esulta Marco Polillo, presidente dell’Associazione italiana editori (Aie), che proprio nei mesi scorsi aveva lanciato una seguitissima campagna online per parificare l’Iva dei titoli digitali a quella dei cartacei. «L’Italia riconosce così ufficialmente che un libro è un libro, al di là del supporto. Un successo per chi legge, per chi non lo fa e potrà scegliere la modalità di lettura, una vittoria del buon senso prima di ogni altra cosa. Adesso l’obiettivo, insieme al governo, è far cambiare idea agli altri Paesi d’Europa». L’Iva sugli ebook al 4% rischia infatti di essere recepita dalla Ue come una violazione delle sue regole, fino alla possibilità di aprire una procedura di infrazione contro l’Italia. Un provvedimento che non scatta in automatico, ma già avviato in passato nei confronti di Francia e Lussemburgo, che abbassarono unilateralmente l’Iva.
Nell’attesa delle eventuali reazioni europee, il mondo editoriale italiano, che si era impegnato in prima fila nella campagna, esprime soddisfazione e parla di un passaggio storico. «Un risultato decisivo, frutto di una mobilitazione mai vista prima – commenta Laura Donnini, amministratore delegato di Rcs Libri -: gli autori, i lettori, gli editori hanno dato vita con #unlibroèunlibro a una campagna compatta ed efficace. L’Italia ha scelto di cambiare: ne diamo merito al governo e al parlamento ma soprattutto al coraggio, alla tenacia, alla coerenza del ministro Dario Franceschini (che lo scorso novembre presentò l’emendamento per parificare l’Iva degli ebook a quella dei libri cartacei, ndr) . Oggi l’Italia non solo si è affermata in Europa ma può fare da esempio e guida per gli altri Paesi».
«Costruire valore è l’obiettivo principale di chiunque sia impegnato nella gestione di realtà aziendali. Quando il valore non è solo economico, bensì culturale, l’obiettivo diventa sfida, emozione – interviene Riccardo Cavallero, direttore generale Libri Trade del Gruppo  Mondadori. Che parla di un  «fondamentale passo per coinvolgere sempre più i cittadini italiani in quella che da sempre è una grande risorsa: la lettura. Nell’era del digitale, l’ebook è un’occasione da non mancare».
«Una scelta di rinnovamento, al passo con i tempi. Non risolverà da sola la crisi dei consumi che colpisce le librerie ma se non altro ci mette nella stessa condizione in cui sono i Paesi più avanzati sul web» osserva Stefano Mauri, presidente Gruppo editoriale Mauri Spagnol. Che nota come  «sulle questioni fondamentali il mondo editoriale sa essere unito e convincente». E ribadisce che adesso «c’è da contagiare l’Europa, principale fabbrica e mercato mondiale del libro».
Soddisfatti anche i marchi più piccoli. «Abbiamo contribuito alla mobilitazione di massa, che ha coinvolto grandi e piccoli editori, tutti insieme, fianco a fianco. Ci siamo fatti portavoce di ciò che lettori e autori ci chiedevano, in altre parole di un mercato nuovo, di occasioni diverse di lettura -  commenta Antonio Monaco, amministratore delegato di Sonda e presidente dei piccoli e medi editori dell’Aie -. Questa è l’altra faccia della campagna #unlibroèunlibro: più occasioni di lettura per tutti».

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Un paio di brevissime riflessioni su questo articolo. Prima che venisse lanciata questa campagna, non sapevo che gli ebook avessero un regime di iva differente dai libri cartacei. In effetti, nella mia testa, un libro è sempre stato un libro. Poi possiamo disquisire sul fatto che il libro cartaceo ha il profumo della carta e dell'inchiostro e cose di questo genere. Credo che leggere sia bello e importante. Se uno preferisce farlo utilizzando un supporto digitale, boh, non ne vedo la differenza. L'importante è che si legga.
Sono contenta, quindi, che sia passata questa legge; spero che anche l'Europa si renda conto della situazione e la accetti (in realtà, sono abbastanza scettica su questo fatto, e credo che la multa ce la prenderemo… ma si può sempre sperare).
Personalmente, ho conosciuto gli ebook solo un anno fa, esattamente a Natale 2013, quando ho ricevuto in regalo il mio Kobo. E' innegabilmente molto comodo, soprattutto per la quantità di libri che puoi portarti dietro quando materialmente non ne avresti la possibilità. Però non è che ho smesso di leggere i libri di carta, frequento spesso la biblioteca. I miei acquisti di libri cartacei sono calati per altri motivi, e gli ebook mi hanno aiutato a non rallentare la mia passione per la lettura.
Concludo con una riflessione materialista… chissà se questo provvedimento si trasformerà in un calo di prezzo degli ebook?

domenica 28 dicembre 2014

Sintesi libri letti nel 2014

Sintesi dei libri letti nel 2014:
  1. Vita di Pi (Yann Martel)
  2. Coral Glynn (Peter Cameron)
  3. Angeli tra le fiamme (Theresa Melville)
  4. L'isola (Sandor Marai)
  5. San Isidro Futbòl (Pino Cacucci)
  6. E poi..Paulette (Barbara Constantine)
  7. L'arte di ascoltare i battiti del cuore (Jan-Philipp Sendker)
  8. Le menzogne della notte (Gesualdo Bufalino)
  9. Il re dei giochi (Marco Malvaldi)
  10. Accabadora (Michela Murgia)
  11. Inclini all'amore (Tijana Djerkovic)
  12. Freddi fiori d'aprile (Ismail Kadarè)
  13. La scuola degli ingredienti segreti (Erica Bauermeister)
  14. Fontamara (Ignazio Silone)
  15. Fairy Oak - il segreto delle gemelle (Elisabetta Gnone)
  16. Doni (Nuruddin Farah)
  17. Miss Charity (Marie_Aude Murail)
  18. la luce del giorno (Graham Swift)
  19. porci con le ali (Lidia Ravera)
  20. nel paese che conosco solo io (Ernesto Olivero)
  21. piangi pure (Lidia Ravera)
  22. troppa felicità (Alice Munro)
  23. il lago delle lingue morte (Carol Goodman)
  24. ogni angelo è tremendo (Susanna Tamaro)
  25. fine di una storia (Graham Greene)
  26. la porta (Magda Szabò)
  27. le rondini di Gerusalemme (Ibrahim Souss)
  28. Said e il tesoro del deserto (Sigrid Heuck)
  29. nessun luogo è lontano (Richard Bach)
  30. il cuore di Adele (Filely)
  31. braccialetti rossi (Albert Espinosa)
  32. l'estate senza uomini (Siri Hustvedt)
  33. Patricia Brent, zitella (Herbert G. Jenkins)
  34. la notte dei calligrafi (Yasmine Ghata)
  35. il piccolo principe (Antoine de Saint-Exupéry)
  36. l'assassino cieco (Margaret Atwood)
  37. cinquanta sfumature di rosso (E.L.James)
  38. piccoli passi di felicità (Lucy Dillon)
  39. ma gli androidi sognano pecore elettriche? (Philip K. Dick)
  40. mi sono scordata di fidanzarmi con te (Laura Tait & Jimmy Rice)
  41. labirinto di indizi (Robert B. Parker)
  42. cuccette per signora (Anita Nair)
  43. l'amore graffia il mondo (Ugo Riccarelli)
  44. l'amore involontario (Chiara Marchelli)
  45. l'imprevedibile viaggio di Harold Fry (Rachel Joyce)
  46. la felicità sta in un altro posto (Sara Loffredi)
  47. il diario di Jane Somers (Doris Lessing)
  48. doppio sogno (Arthur Schnitzler)
  49. Stoner (John Williams)
  50. la verità sul caso Harry Quebert (Joel Dicker)
  51. Anna Bolena, una questione di famiglia (Hilary Mantel)
  52. il cardellino (Donna Tartt)
  53. la discendente di Tiepole (Alessandra Paoloni)
  54. fuego (Marilù Oliva)
  55. l'ultima tentazione (Nikos Kazantzakis)

2014 reading challenges

E' tempo di cominciare a fare il bilancio delle sfide a cui mi sono iscritta per il 2014. Sono abbastanza dispiaciuta per il fatto che ero convinta che le avrei completate tutte, ma va beh.

* european reading challenge -- completata a marzo
* women challenge -- anche la sfida della mia amica Valentina l'ho chiusa abbastanza presto. Mi ero iscritta al livello 3, ma ho ampiamente superato il tetto posto dal livello 4
* what an animal reading challenge -- ho participato al primo livello. In realtà amo gli animali ma non è detto che legga tanti libri in cui sono protagonisti… Completato il 30 novembre!
* full house reading challenge -- Completato il 30 novembre!

* monthly keyword reading challenge -- mi è piaciuta tantissimo, anche se ha risentito della mia partecipazione alla giuria, per cui gli ultimi tre mesi li ho letti in ritardo. Sto leggendo il libro di novembre che era rimasto indietro...
* monthly motiv reading challenge -- vale tutto ciò che ho scritto per la monthly, gli ultimi tre mesi li ho letti in ritardo. Sto leggendo il libro che vale per il mese di novembre. Non riuscirò, invece, a leggere il libro di dicembre. FAILED :-(
* what's in a name -- FAILED :-( mi mancano due voci. Ecco paradossalmente questa è la sfida in cui ho fatto più fatica perchè non sono riuscita ad incastrare quasi nulla con le altre sfide. Però mi è piaciuta.

Sfide su più anni:
* around Italy reading challenge -- per la mia "auto sfida", nel 2014 ho letto solo tre libri, quindi ho ancora 17 regioni da completare
* around the world in 80 books -- nel corso del 2014 ho letto 12 libri che mi fanno raggiungere un totale di 19 Stati visitati.
* book around the States -- nessun limite per il completamento di questa sfida; nel 2014 ho letto 6 libri

domenica 14 dicembre 2014

Anna Bolena, una questione di famiglia - Hilary Mantel



titolo originale: Bring Up the Bodies

Dopo "Wolf Hall", romanzo che narra l'origine dell'Inghilterra moderna attraverso gli occhi del discusso Thomas Cromwell, questo secondo capitolo dell'opera dedicata all'epoca Tudor si apre nel 1535, quando il Segretario di Stato di Enrico VIII è all'apice del suo potere. Le sue fortune sono infatti cresciute insieme a quelle di Anna Bolena, la seconda moglie del re, per la quale il sovrano ha chiuso i rapporti con la Chiesa di Roma e fondato quella Anglicana. Ma la politica di corte sospinge l'Inghilterra in un isolamento pericoloso e Anna fallisce in ciò che aveva promesso: dare alla luce un figlio maschio che assicuri la linea dei Tudor. La corona è debole e quando Cromwell assiste all'invaghimento del re per la riservata e tranquilla Jane Seymour, la fine del matrimonio con Anna Bolena è già certa, ma ancora senza un disegno. Mentre si fa strada attraverso gli scandali sessuali di corte, immersa nei miasmi del pettegolezzo, il Segretario di Stato deve anche trattare per giungere a una versione ufficiale che possa soddisfare Enrico e mettere al sicuro la propria carriera, diventare l'autore di una storia che salvi il potere e la corona per sempre. Ma nessuno, né Thomas né il sovrano, uscirà illeso dal sanguinoso teatro che sono gli ultimi giorni di Anna, la regina che va incontro al patibolo con coraggio e solennità, inondando del suo sangue la storia inglese. (da www.anobii.com)

Faccio una premessa: non amo i libri storici. E non amo cominciare una trilogia partendo dal libro di mezzo, ma è anche vero che essendo arcinota la storia trattata, non si sente la mancanza del primo libro.
Che dire? l'ho trovato noioso. L'ho letto per la giuria letteraria ma non vedevo l'ora di finirlo. Il libro è praticamente tutto un dialogo, mi sembrava di leggere la scenografia di un film. Non mi ha coinvolto per nulla. La scrittura è stranissima, passa dalla prima alla terza persona con nonchalance ma questo crea abbastanza confusione su chi sia il soggetto parlante della storia (ci ho messo un pezzo a capire che comunque l'io narrante era Cromwell). Poi c'è una marea di personaggi, difficile ricordarsi chi faceva cosa, anche perché alcuni avevano nomi simili e soprannomi. 
E' intrigante giusto la figura di Cromwell, che sa tutto di tutti, amico e nemico, confidente e cospiratore. Ecco, il suo modo di agire e la sua psicologia era interessante. 
Per il resto, non credo leggerò mai il primo libro né aspetterò con ansia che esca il terzo.
Ho invece letto che sono già stati acquistati i diritti per farne un film; ecco, quello sono convinta che sarà molto bello e lo guarderò.
Mio voto: 6 / 10

Fuego - Marilù Oliva



Una torrida estate bolognese, un piromane che semina incendi per la città e una morte strana, molto strana, apparentemente legata a oscuri culti sciamanici. L'autopsia conduce la polizia ai locali notturni latino-americani della provincia, il regno della Guerrera, al secolo Elisa Guerra. Capoerista convinta, studentessa di criminologia nonché giornalista pubblicista disoccupata che attualmente consegna pizze a domicilio. La Guerrera è concentrata in una personale lotta per la sopravvivenza: gli ostacoli sono il disinganno della vita, la precarietà e un'occupazione di cui si vergogna. Quando l'ispettore Basilica la coinvolge nelle indagini, lei ci si tuffa nel suo modo incosciente, senza riserve, così come balla e beve rum. Le ambigue notti di salsa sono una calamita non solo per i personaggi che le animano - la fascinosa Princesa, El Tigrón, El Chupa-Chupa, Catalina, con la sua dolcezza azzurra e i suoi studi di alchimista, il sensuale cantante Roelvis, un amante cubano tornato dal passato - ma anche per i curiosi. E qualcuno, nascosto nell'ombra, sta macchinando un nuovo delitto. Nel frattempo il fuoco continua a bruciare impietoso nelle strade di Bologna e nel cuore duro della Guerrera. (da www.ibs.it)

Elisa Guerra, capoerista convinta, assidua frequentatrice di sale da ballo latino-americane, bevitrice di rum come se fosse acqua e fumatrice. Aspirante giornalista costretta a consegnare pizze per guadagnare qualche soldo (in nero). Alle prese con un altro omicidio e un piromane che ha bruciato il suo scooter insieme ad altri tre. L'ispettore capo Basilica che le chiede se vuole di nuovo collaborare alle indagini.
E' il primo libro che leggo di Marilù Oliva, e pur avendoli tutti, sono partita da questo titolo perchè mi tornava comodo per una delle reading challenges ancora da completare.
E' un libro carino, si legge bene. Mi è piaciuto tantissimo il fatto che subito dopo ogni frase in spagnolo l'autrice si premurava di scriverne anche la traduzione.
La storia è ambientata a Bologna, quindi è stato molto facile seguire la Guerrera nei suoi tragitti. Secondo me non è chiarissimo come si arriva al finale, cioè, io non ero arrivata assolutamente a capire chi potesse essere l'assassino e perchè, mi sono persa un po' nei meandri della salsa e della burundanga.
Molto curata la caratterizzazione dei personaggi. La protagonista non mi ha particolarmente attirato, anche se mi ha fatto tenerezza perchè le vanno sempre tutte storte. Mi piace molto di più Catalina, la coinquilina mezza puertorriquena con l'ossessione per il fuoco e che legge i tarocchi. Sono un bel duo.
Nel complesso è carino, non un giallo straordinario ma si fa leggere. Al centro della vicenda, però, più del delitto, sembra esserci la vita di Elisa. Quindi mi è piaciuto abbastanza ma non mi ha entusiasmato. Appena riesco, comunque, voglio leggere qualche altro libro della serie.
Mio voto 6 e mezzo / 10.

mercoledì 10 dicembre 2014

La verità sul caso Harry Quebert - Joel Dicker



Anno 2008. Marcus Goldman ha 31 anni, ha scritto un libro che lo ha fatto diventare famoso ed è pressato dall'editore per scriverne un secondo. Ma lui ha un terribile blocco degli scrittori. E così pensa di rivedere il suo vecchio amico ed ex professore Harry Quebert per chiedergli consiglio. Qualche mese dopo, ad Aurora, un piccolo paese al limitare di una enorme foresta e vicino al mare,  nel giardino di Harry, viene ritrovato il cadavere di una quindicenne che era scomparsa 33 anni prima. Si tratta di Nola Kellergan, figlia del reverendo, e del suo omicidio viene accusato proprio Quebert. Marcus decide allora di tornare ad Aurora per indagare, scoprire la verità e salvare dalla pena di morte il suo amico che, in effetti, all'epoca della scomparsa di Nola, aveva con lei una tenera storia d'amore, proibita per il fatto che la ragazza era minorenne. Interrogando gli abitanti della zona, a poco a poco rimetterà insieme tutta la vicenda, ricevendo anche minacce affinché smetta di impicciarsi. Questo non farà altro che confermargli di essere sulla buona strada, che percorrerà fino alla fine.

La prima impressione che ho avuto leggendo questo libro, è che fosse una specie di "incrocio" tra "Twin Peaks" (il paesino al limitare della foresta cupa, la ragazza insanguinata...) e le "Desperate housewives" (so cosa hai fatto e lo dirò a tutti...). Ad un certo punto, mi era parso che la perfetta sintesi del libro l'avesse fatta proprio Harry a pagina 313 quando dice che potrebbe aver anche ucciso il presidente Kennedy, ma non verrà mai perdonato per aver amato una quindicenne. A quel punto mi chiedevo che senso avessero le restanti 300 pagine.
La scrittura di Dicker mi è piaciuta molto. Lineare, scorrevole, il libro si fa leggere in fretta perché ad abbandonarlo si perde un po' il filo della storia. Quello che non mi è piaciuto molto sono stati i continui flashback, con avvenimenti che venivano in pratica riscritti due volte uguali.
Ho avuto un po' l'impressione che l'autore abbia voluto seguire il consiglio di Quebert: "Devi regalare al lettore un colpo di scena finale". Credo però che in un giallo, il lettore dovrebbe anche avere degli "indizi" che lo possano portare almeno vicino al colpo di scena; le ultime centocinquanta pagine del libro sembrano venute fuori dal nulla (mi riferisco in particolare alla verità su Nola..).
I personaggi del libro sono ben caratterizzati, ad alcuni mi sono anche affezionata: Harry, Luther Caleb, e il poliziotto Gahalowood. Nola non sono riuscita ad inquadrarla per un bel pezzo del romanzo. Divertente la petulante madre di Marcus che arriva a supporlo gay.
Concludo citando un altro dei consigli che Quebert da al suo allievo: "un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito". Ecco, per quanto la lettura sia anche stata abbastanza piacevole, ad un certo punto volevo capire come ne sarebbe venuto fuori, e la soluzione che ha trovato non mi lascia particolarmente soddisfatta. Sono contenta di esserne arrivata alla fine, ma non provo il dispiacere di averlo finito, provo piuttosto una specie di sollievo per aver capito come andarono le cose in quel 30 agosto del 1975.
E' stato interessante il fatto che all'inizio di ogni capitolo (numerati in senso inverso) ci fossero dei consigli su come scrivere un libro.

Mio voto: 6 e mezzo/10

mercoledì 3 dicembre 2014

Mi sono scordata di fidanzarmi con te - Laura Tait & Jimmy Rice



titolo originale: the best thing that never happened to me (2014)

"Lui: bello, serio, preciso, ordinato e affascinante quanto basta. Lei: tutta curve e battute sferzanti, con spruzzata di lentiggini. Vivono in una piccola città della campagna inglese, si conoscono da sempre, sono amici del cuore e sono fatti l'uno per l'altra, ma non lo sanno, o meglio, non hanno mai avuto il coraggio di confessarselo. Tra varie occasioni mancate, gli anni passano, Holly e Alex prendono strade diverse, ma la vita ha in serbo una sorpresa. Undici anni dopo, sulla soglia dei trent'anni, si rincontrano a Londra. Ed è l'appuntamento con il destino. Una commedia romantica per tutte le sognatrici che non hanno mai smesso di credere al cuore." (da www.amazon.com)

Alex e Holly, amici da sempre, invaghiti l'uno dell'altro da sempre, ma non hanno mai avuto il coraggio di dirselo. Anzi, per evitare di farsi scoprire, si arriva ad una (stupida) situazione di rottura. Holly si trasferisce a Londra e per dieci anni non sente più parlare di Alex. Finchè lui non diventa insegnante di una scuola nella capitale e così si riincontrano. Alex è ancora single, per un po' vive con un amico schizzato che pensa solo al sesso; Holly ha una storia col suo capo ufficio, il quale, per problemi di carriera, vuole che rimanga nascosta a tutti. 
Cominciano a rifrequentarsi, scoprendo di essere ancora in sintonia, nonostante il pseudo fidanzato di lei e il fatto che lui esca con altre donne tra cui una collega di Holly che lei odia. Finchè una sera si baciano e finalmente aprono gli occhi.
Credevo fosse un libro carino da come lo hanno descritto. Una delusione. La storia è terribilmente banale, i dialoghi sono terribilmente banali. I personaggi sono dei trentenni che parlano come degli adolescenti. Tutto è molto superficiale. In Holly non ho sinceramente trovato tutte queste battute sferzanti. Lui forse è il personaggio più simpatico del libro, ma perchè è il timido e buono. I capitoli parlano alternatamente di Alex e di Holly, in un intreccio che tutto sommato scorre piuttosto bene. Non ho assolutamente notato la differenza nella scrittura dei due autori, al punto che mi sono chiesta se hanno lo stesso stile narrativo o se non l'ha scritto tutto uno dei due con suggerimenti dell'altro… 
Sinceramente non è un libro che consiglierei :-(
Mio voto: 4 / 10 (anche meno..)

mercoledì 26 novembre 2014

L'amore involontario - Chiara Marchelli


Riccardo e Irene, fratelli, non si parlano da anni, da quando lei ha scritto un libro in cui parla anche di lui. Quel libro, che le ha dato popolarità in tutto il mondo, lui lo odia a prescindere perché in realtà non l'ha mai letto. Ma un giorno Irene viene investita da una macchina e Riccardo si trova al suo capezzale, dove tutti si aspettano che provi pena, che pianga, che le parli per provare a darle degli stimoli. Tutte cose che Riccardo non riesce a fare, non gli vengono. Rimane lì, accanto a lei, in silenzio, aspettando il momento in cui potrà andarsene. Ma giorno dopo giorno, l'amore che provava per lei riaffiora, involontario come i movimenti dei muscoli di lei in coma. Riccardo ripensa ai momenti vissuti insieme e si chiede perché ad un certo punto si trovi ad essere quello che di lei sa meno. Si muove nella sua casa e trova il famoso libro, che finalmente si decide a leggere, lì vicino a lei, ripercorrendo un dolore per sopravvivere al quale Riccardo si è chiuso in sè.
Bellissimo. Intenso. Triste, ma senza essere pesante grazie ad un linguaggio che riesce a rimanere delicato nonostante gli argomenti di cui narra. Bellissima scrittura, piacevole, scorrevole. L'unica pecca, alcune espressioni un po' scurrili che ho trovato fuori luogo perché non aggiungono nulla alla narrazione. L'ho letto tutto d'un fiato perché la storia mi appassionava moltissimo. E ovviamente ho pianto. E' bellissimo il rapporto tra i due fratelli, dove lei in realtà non è mai stata davvero lontana come credeva Riccardo. Perché è lui che ha eretto un muro per tenere lontano dal suo dolore tutte le persone che gli sono intorno, senza rendersi conto che il suo dolore era provato e condiviso da Irene, ma anche da sua moglie e suo figlio. E' un libro che consiglierò alle persone che conosco perché davvero mi ha colpito piacevolmente.
Mio voto: 9 / 10

lunedì 10 novembre 2014

L'imprevedibile viaggio di Harold Fry - Rachel Joyce



Titolo originale: The unlikely pilgrymage of Harold Fry

Un normalissimo mattino di metà aprile, Harold riceve una lettera da una vecchia collega che non sentiva da vent'anni, Queenie Hennessy, nella quale la donna gli rivela di essere malata di cancro. Cosa rispondere a una rivelazione simile? Harold prova a buttare giù qualche riga, e, anche se nulla lo soddisfa totalmente, si dirige verso la buchetta delle lettere. Ma quando arriva lì, si dice che è arrivato troppo presto, così continua a camminare fino alla seconda buchetta e poi oltrepassa anche quella. Finchè arriva ad una stazione di servizio dove scambia due parole con una cassiera che gli dice che si deve sempre essere ottimisti. Harold decide che vuole far qualcosa che faccia la differenza. Telefona alla casa di cura dove è ricoverata Queenie e dice che sta andando a trovarla, e lei deve aspettarlo. Decide che andrà a piedi, convinto che finché lui continuerà a camminare, Queenie non morirà.

Parte così il pellegrinaggio di Harold dal sud dell'Inghilterra al nord. Un viaggio di mille chilometri che non è solo fatica e dolore fisico, ma che è anche un doloroso viaggio introspettivo nel passato e nel suo essere uomo, nei suoi errori e nei suoi rimpianti.
La scrittura di Rachel Joyce è piacevole e scorrevole. La storia si legge volentieri e ad ogni capitolo c'è la curiosità di capire se Harold ce la farà o se rimarrà preda dei demoni che provano di convincerlo a rinunciare. Il libro mi è piaciuto molto; probabilmente è un  po' bizzarro pensare che un uomo che non è mai andato a camminare, tutto d'un tratto riesce a farsi mille km in pochi mesi. Ma il vero cammino è quello che percorre in sé stesso, con alcune rivelazioni finali assolutamente inaspettate. Il personaggio di Harold mi è piaciuto molto e gli sono stata "umanamente" vicina. Aveva un sogno ed ha usato tutte le sue forze per portarlo a termine. Non potevo non tifare per lui!
Mio voto: 8 / 10

La felicità sta in un altro posto - Sara Loffredi


Calabria 1904. Caterina è orfana e vive nel convento dell'Immacolata Concezione, appena fuori Reggio Calabria. Qui ha due amiche a cui è particolarmente legata, Giovanna e Cristina, e ama suonare il pianoforte insieme a Suor Antonia. 
Caterina crede di possedere il dono della maledizione, perché più volte alcune cose brutte che ha augurato si sono avverate.
La musica è per lei un qualcosa a cui non sa resistere e Suor Antonia progetta di farle fare l'esame di ammissione al Real Collegio per la musica di Palermo. Ma la notte del 28 dicembre 1908, un terribile terremoto si scatena su Reggio, radendo al suolo la città. Caterina si ritrova così su una nave militare trasformata in ospedale, dove riceve le prime cure addirittura dalla Regina Elena, la quale poi disporrà che i feriti vengano portati in ospedale a Napoli. Caterina si ritrova con una cicatrice in una gamba, ma totalmente abbandonata a se stessa. Decide quindi di seguire Annarella, una prostituta, a casa sua, dove la aiuta nei lavori domestici, spiandola di nascosto durante i suoi incontri con gli uomini. Finchè uno di questi uomini si accorge della ragazza semi nascosta e vedendola così giovane e bella decide di prendersela con la forza. Annarella non può permettersi di perdere clienti per una ragazza più giovane e le dice di rivolgersi ad una sua amica che gestisce un posto chiamato "le tre vecchierelle". Caterina all'inizio si dedica ai lavori domestici, ma Donna Assunta dopo sette giorni le chiede di cominciare a lavorare, procurandole dei documenti falsi in cui si sostiene che ha venti anni anziché sedici. Caterina, ribattezzata Domenica, ottiene un grande successo tra i clienti e questo le crea molta invidia tra le colleghe, che una notte mentre dorme le riempiono i capelli di pece e lei è costretta a tagliarli cortissimi. Un giorno, un cliente, ricco commerciante caduto in rovina, dice a Caterina che è troppo bella e raffinata per un bordello così infimo, sostenendo che sarebbe perfetta per lavorare alla Maison Rouge e suggerendole di farsi chiamare Mimì. 
Mimì prova a recarsi in questa Maison, dove le apre la donna più bella che abbia mai visto ma che non la fa entrare. Cosa che però riesce a fare di soppiatto al terzo tentativo. Donna Luisa dapprima la rifiuta, ma quando Mimì si ferma a suonare rabbiosamente al pianoforte, cambia idea e la accetta. Comincia una nuova vita, in un bordello di lusso, dove ad un certo punto Mimì si rende conto di provare qualcosa di forte e ricambiato da una sua collega, Mariasole, la quale arriva anche a smettere di cercare la compagnia maschile perché non lo sopporta più. Ma vivere apertamente un amore lesbico non è consentito, e Mariasole decide di uscire dalla Maison sposandosi.

La prima cosa che mi viene da dire su questo romanzo è che gli autori non possono dare per scontato che io conosca tutti i dialetti d'Italia e, quindi, se devono usare espressioni dialettali perché servono ad ambientare il racconto, dovrebbero però considerare di fare un'appendice magari con la traduzione. Molti dei termini napoletani li ho capiti, ma altri no, e se è pur vero che riuscivo a capire il contesto, sinceramente non mi piace leggere una cosa che devo provare ad indovinare. Questa trovo che sia la pecca maggiore nella scrittura, che nelle parti italiane invece è abbastanza scorrevole, piena di descrizioni, anche se ha fatto fatica a coinvolgermi totalmente. Il personaggio principale risulta a tratti terribilmente egoista e non sono riuscita a provare "sintonia" né particolare "pietà" per lei. Forse i momenti che ho apprezzato di più sono le pagine piene d'amore per Mariasole, un amore profondo e travolgente anche se da tenere nascosto. Per il resto, ero più curiosa di capire come sarebbe finita la storia più di leggerne lo svolgimento. Fin dalle prime pagine del romanzo, alternate al racconto di Caterina, ci sono alcune lettere scritte da un uomo che ho fatto fatica a capire chi fosse per quasi tre quarti del libro, questo ha contribuito abbastanza a frantumare la narrazione. 
Mi spiace "stroncare" tanto questo libro, che come storia era anche nuova perché non avevo mai sentito parlare del terremoto di Reggio Calabria. Ma, se anche ben scritto, non è riuscito a coinvolgermi né ad appassionarmi particolarmente.
Mio voto: 6 / 10

domenica 2 novembre 2014

Elisa, Chiara ed Isabella. Giovani scrittrici fantasy

Un paio di venerdì fa, il 24 ottobre, sono stata alla presentazione di tre libri scritti da tre ragazzine, una delle quali è la figlia di un caro amico. E' poi il motivo principale per cui ho partecipato all'evento.
Luogo dell'incontro: la biblioteca di Ozzano dell'Emilia (BO).
Le autrici erano: Isabella Colic con "L'occhio della profezia", Elisa Zamboni con "La ladra di Onde" e Chiara Martelli con "La spada di Lasrin". 
La serata è stata condotta dal signor Franzoni Claudio, della casa editrice In.edit di Castel San Pietro Terme e dal professor Galanti, critico letterario.
L'editore spiega di aver dato vita ad una collana chiamata "Progetto PrimaVera", ossia opere prime scritte da ragazzi molto giovani. 
Tutti e tre i libri presentati in questa serata, sono di genere fantasy e sono il primo di una trilogia (che le autrici completeranno prossimamente).
Il professor Galanti introduce dicendo che ciò che lo ha colpito in tutte e tre le opere, è stata la fluidità di espressione, notevole per la loro giovane età. Consiglia di leggere i libri senza pensare che sono stati scritti da ragazze così giovani, perché il messaggio che ne viene fuori è comunque positivo.

Prima domanda alle ragazze: cosa ti ha spinto a scrivere?
Elisa (14 anni) dice che voleva scrivere una storia sua, in cui decidere come sarebbero andate le cose. Chiara (14 anni) dice di aver fatto un sogno da cui ha poi elaborato la storia. Isabella (18 anni) ha iniziato il suo libro quando aveva 12 anni, sapeva solo che ci sarebbero stati una ragazzina e dei lupi bianchi, come sarebbero stati mescolati lo avrebbe scoperto in seguito. Isabella è molto spigliata, chiacchierona, parla senza paura del pubblico che comunque è piuttosto numeroso; dice che, in particolare, il libro "la visione" di David Clement Davies le ha cambiato la vita e che ha avuto un buon influsso da un insegnante.

Isabella dice che è stata una soddisfazione enorme trovarsi a 16 anni con un contratto di lavoro. Erano tre anni che stava cercando un editore, ma le case editrici che aveva contattato non avevano risposto per nulla, a parte la Mondadori che però aveva rifiutato. Poi sua madre, che ormai girava col manoscritto nella borsa, durante la presentazione di un altro libro ha avvicinato Claudio (Franzoni) e lui ha accettato di leggerlo. Isabella sostiene che prova grande soddisfazione anche nel vedere come le persone si approcciano alla sua storia. Ci sono state persone che l'hanno riconosciuta e le hanno fatto dei complimenti. Lei prova soddisfazione nel vedere che i suoi personaggi sono amati.
Chiara dice che è stato molto bello quando ha trovato qualcuno che ha accettato e pubblicato il manoscritto. Ancora non ha contatti con gente che ha letto il libro. Sarebbe bello sapere cosa ne pensano gli altri.
Elisa aveva mandato il manoscritto a diverse case editrici; solo dopo molto tempo aveva ricevuto la mail di risposta che accettava il suo libro ed era letteralmente impazzita. Ormai non se l'aspettava più.

Un'altra domanda: avete fatto ricerche?
Tutte e tre concordano sul fatto che il fantasy ha un suo particolare linguaggio, che hanno conosciuto leggendo tanti libri del genere.
Isabella ha iniziato a leggere i fantasy di Licia Troisi. Per il suo libro si è documentata molto sulle armi bianche. "Io sono una grande perfezionista". Dopo è passata a Cecilia Randall. 
Chiara non ha fatto ricerche particolari, ha solo letto altri fantasy. Ha provato a far evolvere la sua storia in modo che non fosse uguale a nessun'altra. "Essendo fantasy, anche se uno dice una cosa non vera, è poi fantasia…".
Anche Elisa non ha fatto particolari ricerche, a parte leggere altri libri. Però ha guardato in giro per vedere se una storia simile ci fosse già. Anche nello scegliere i nomi ha cercato di non assomigliare a nulla che fosse già stato usato, per quello ha tirato fuori dei nomi abbastanza strani.

Perché il fantasy e non un altro genere?
Elisa: avendo letto quasi solo fantasy ero fissata e quindi ho scritto quello che conoscevo.
Chiara: è il mio genere preferito, mi è venuto spontaneo.
Isabella anche lei proviene da letture fantasy (in realtà, crescendo ha delle letture piuttosto varie), ma ci ha già anticipato che finita questa saga vuole scrivere qualcosa sul genere thriller-psicologico che la affascina molto.

Quando leggete un libro cosa leggete?
Per Elisa, il fantasy rimane il genere preferito, ma da quando scrive ha anche cambiato un po' genere. Uno degli ultimi libri che ha letto è stato "La ragazza di carta" (Guillaume Musso).
Anche Chiara legge altro oltre al fantasy.
Isabella vorrebbe leggere, nel genere fantasy, qualcosa di buono e di non ripetitivo. Di libri ne legge tanti anche per la scuola (fa il liceo linguistico) e di tutte e quattro le letterature che studia (italiano, inglese, francese e tedesco).

Come vi tenete aggiornate sulle nuove uscite? Andate in libreria o avete altri metodi?
Elisa in libreria non ci va molto. Quando ci va, si lascia ispirare molto dalle copertine.
Chiara se sta leggendo una saga presta molta attenzione a quando uscirà il seguito o il film se lo fanno.
Isabella ha scoperto tante pagine su facebook che presentano libri; poi segue le pubblicazioni Mondadori e il sito ibs.

Quali sono i 3 personaggi che in un fantasy non devono mancare?
Chiara: il/la protagonista, di solito molto giovane, che dovrà combattere il cattivo. Poi chi aiuta il protagonista.
Isabella: qualunque personaggio purchè sia profondamente tormentato.
Elisa: il protagonista, l'antagonista e l'aiutante.

Il professor Galanti conclude la serata dicendo che ha trovato Elisa e Chiara un po' più tranquille nel parlare in pubblico (ma questa era solo la loro seconda presentazione). Di Isabella non si preoccupava perché lei è "una macchina da guerra".



Concludo con un paio di considerazioni mie. Non sono solita partecipare alle presentazioni di libri di esordienti, non perché li snobbi, in realtà non ho un motivo vero e proprio. Ci tenevo a partecipare a questa serata perché non ero potuta andare alla prima presentazione che hanno fatto il sabato precedente presso la libreria del centro commerciale e sono molto contenta di aver partecipato. Elisa è la figlia di un caro amico.
Sono rimasta molto colpita dal fatto che tre ragazze così giovani (Isabella aveva 13 anni quando ha scritto il libro) abbiano creduto nel loro sogno e abbiano trovato qualcuno disposto a dar loro fiducia. Io sono anni che ho stralci di romanzi in un cassetto, ma non mi decido mai a completarli, né credo sarei quella capace di presentarsi alle case editrici. Chissà che invece non cominci anche io a credere di più in me stessa. Ma tralasciando questo discorso che non c'entra, sono molto curiosa. Ho ovviamente comprato tutti e 3 i libri (anche perché alla serata erano scontati eh eh). Un po' alla volta li leggerò.
Mi ha molto colpito la personalità di Isabella Colic, giovane ma terribilmente già spigliata, piena di entusiasmo e curiosità. Elisa e Chiara sono molto più timide (ma non è mica un male, è carattere quello, e sono ai primi approcci davanti ad un pubblico).
Non sono molto convinta che tutti i fantasy debbano essere trilogie. E' vero che spesso sono libri scritti in serie in effetti, ma sono un po' scettica sulla strategia di scriverne uno, lanciarlo, e poi scrivere i seguiti. A volte mi sembra un po' che venga forzata la mano alle autrici. Ma insomma, io non sono un editore, e se Franzoni ha fatto loro questa proposta, avrà un suo motivo ed una sua personale fiducia. 
Intanto leggo il primo, poi vedremo quando usciranno i seguiti.

Vi linko le tre pagine di facebook, se avete voglia di andarle a vedere ;-)
La ladra di onde (Elisa Zamboni)
La spada di Lasrin (Chiara Martelli)
L'occhio della profezia (Isabella Colic)

martedì 14 ottobre 2014

Al francese Patrick Modiano il Nobel 2014 per la Letteratura

È andato al 69enne francese Patrick Modiano il premio Nobel 2014 per la Letteratura. Scelto tra 210 scrittori, 36 dei quali candidati per la prima volta, il vincitore, deciso dai 18 giurati dell’Accademia Reale Svedese, è stato annunciato alle 13 precise del 9 ottobre a Stoccolma. Figlio di un ebreo francese di origini italiane e di un’attrice belga, Modiano è nato nel 1945 a Boulogne-Billancourt. Ha debuttato nella narrativa nel 1968 con La place de l’Etoile pubblicato da Gallimard. È considerato uno dei più importanti narratori francesi contemporanei. Appresa la notizia del premio, Modiano ha commentato: «Sono felice, ma trovo tutto questo bizzarro». Con Rue des boutiques obscures, nel 1978, ha vinto il Prix Goncourt. Autore di numerosi romanzi e racconti, tra cui (tradotti in italiano), Dora Bruder (Guanda, premio Bottari Lattes Grinzane Cavour sezione La Quercia nel 2012), SconosciuteBijouUn pedigree (Einaudi) e Nel caffè della gioventù perduta (Einaudi). Nel 2012, sempre Einaudi ha pubblicato L’orizzonte. Il suo penultimo romanzo, L’erba delle notti sarà pubblicato a dicembre 2014 nei Supercoralli Einaudi (traduzione di Emanuelle Caillat), mentre la sua opera più recente, Pour que tu ne te perdes pas dans le quartier, uscirà sempre per Einaudi, il suo editore italiano, nel 2015.


Le tematiche
In un’intervista pubblicata in appendice a Riduzione di pena (Lantana), Modiano ha detto che tra i suoi autori di riferimento ci sono Proust e Céline. A proposito di Un pedigree ha detto: «Scrivo queste pagine come si redige un verbale o un curriculum vitae, a titolo documentario e certo per farla finita con una vita che non è la mia. Non si tratta che di una semplice pellicola di fatti e di gesti». Il romanzo è uno dei più toccanti, perché racconta le vicende della famiglia ebrea dell’autore. Dora Bruder è la storia di un’adolescente di origini ebraiche che resterà vittima delle atrocità della storia.

Una raffinata «arte della memoria»
L’Accademia svedese consegna il premio di un milione e 100 mila dollari a Modiano «per l’arte della memoria con la quale ha evocato i destini umani più inafferrabili e scoperto il mondo dell’occupazione (nazista, ndr)». La memoria è infatti centrale nelle sue opere, nelle quali spesso echeggia il sapore amaro dell’occupazione della Francia e dei casi di collaborazionismo con il regime di Vichy. Quindicesimo francese della storia ad aggiudicarsi il Nobel per la letteratura, Modiano è stato allievo di Raymond Queneau, che svolgerà un ruolo importante in tutta la sua carriera come fonte di ispirazione. Modiano è anche sceneggiatore: ha scritto numerosi testi per i film di Louis Malle, Patrice Leconte e altri registi (Bon Voyage e Cognome e nome: Lacombe Lucien i più famosi). Tra le altre cose è stato anche paroliere per Françoise Hardy. 


I precedenti
L’ultimo francese a vincere era stato Jean-Marie Le Clézio nel 2008. L’anno scorso il premio era andato alla scrittrice canadese Alice Munro, autrice di raccolte di racconti come Le lune di Giove. L’anno prima, era stato premiato il cinese Mo Yan, che ha firmato romanzi come Sorgo Rosso. Dal 1901 ad oggi solo 13 donne hanno vinto il Nobel per la Letteratura, tra cui l’italiana Grazia Deledda nel 1928.


Sconfitti i bookmaker
Non è la prima volta e anche quest’anno i primi sconfitti sono stati i bookmaker internazionali. Secondo Agipronews, i «quotisti» erano certi che il premio sarebbe andato in Africa o in Giappone: il super favorito Haruki Murakami era dato a 4,50, il drammaturgo keniota Ngugi Wa Thiong’o si giocava a 5,00 mentre lo scrittore e sceneggiatore francese non era stato assolutamente preso in considerazione.

(da http://www.corriere.it articolo del 09 ottobre 2014)