Titolo originale: Frankenstein; or, The Modern Prometheus (1818)
In una sera di tempesta del 1816, Lord Byron propone quasi per gioco agli amici riuniti nella sua villa in Svizzera di scrivere un racconto dell’orrore. Folgorata da una spaventosa visione notturna, Mary Shelley, allora diciannovenne, scrive Frankenstein. Il romanzo, che narra la storia agghiacciante di uno scienziato dall’ambizione prometeica e della sua mostruosa e straziata creatura, ottiene un immediato successo. Per la sua forza di mito universale, è da allora uno dei grandi classici della letteratura. (goodreads)
Probabilmente, se non fosse per la challenge di goodreads, avrei ancora lasciato in disparte questo libro. Le poche notizie che avevo e il fatto che sia sempre stato considerato un horror, non mi invogliavano neanche lontanamente a leggerlo. Per comodità, ho deciso di ascoltare l'audiolibro.
Sono rimasta spiazzata dai primi capitoli, in cui il capitano Walton scrive lettere a sua sorella Margaret. Lui si sta recando verso il polo nord ma la nave rimane intrappolata nel ghiaccio. Un giorno vede passare un individuo mostruoso su una slitta e qualche giorno dopo vede una seconda slitta con un uomo che sta congelando e chiede aiuto. Questo uomo, una volta ripresosi, dice di chiamarsi Victor Frankestein e racconta tutta la sua storia e di come è arrivato a creare un mostro.
Senza entrare particolarmente nella trama, quello che mi ha colpito maggiormente è che, oltre a non essere un horror (a parte forse il fatto che lo scienziato ha costruito il suo mostro usando dei cadaveri) il libro è molto carico di considerazioni relative alla solitudine e al dolore.
Frankestein ha la mente obnubilata dal fatto di poter creare la vita. E in effetti ci riesce. Ma quando vede la sua creatura, di oltre due metri, vede che è davvero brutto e ne prova una enorme repulsione. In questo modo, offende e umilia il povero mostro che non ha chiesto di venire al mondo. Frankestein addirittura non lo vuole più vedere, e questo scatena nel mostro un enorme dolore che lo porta a compiere delle azioni criminali. Nel frattempo Frankestein si flagella per aver dato vita ad una creatura simile. E qui mi viene da fare una "piccola" ramanzina allo scienziato... L'hai creato usando dei cadaveri, come potevi pensare che venisse fuori un adone? E oltretutto l'hai creato tu, non basta questo a provare pena per lui piuttosto che disgusto? Hai addossato tutta la rabbia su una persona solo perchè era brutta, e che all'inizio voleva soltanto essere amata. Sicuramente non voleva sentirsi sempre sbagliato e mostruoso ovunque andasse.
Il rancore e il dolore del mostro si tramuta in furia criminale e desiderio di vendetta nei confronti del suo creatore, arrivando anche ad uccidere suo fratello minore. Poi il mostro fa una richiesta a Frankestein: creargli una compagna in modo che se ne possano andare sperduti tra i monti, vivere tranquilli e felici e non dare fastidio a nessuno. Sembra una richiesta ragionevole, chi non vuole essere amato? Lo stesso Frankestein sta provando un affetto particolare per sua cugina Elizabeth e vorrebbe sposarla un giorno. Frankestein è disgustato da questa richiesta, ma decide di acconsentire per evitare che il mostro uccida tutte le persone a lui care. Questo mette in moto nello scienziato tutta una serie di altre riflessioni su cosa potrebbe succedere creando una seconda creatura mostruosa che, potenzialmente potrebbe creare altro disordine. Prima la tira un po' per le lunghe, andando anche a studiare in Irlanda accompagnato da un amico della cui morte verrà incolpato proprio Frankestein. Scagionato, decide di tornare a casa e sposare subito Elizabeth. Quando dice al mostro che non gli darà una compagna, questo gli risponde che sarà con lui la prima notte di nozze. Frankestein chiude in camera Elizabeth, sbarra tutte le porte e finestre di casa, e anche io avevo capito che il mostro era nascosto proprio sotto al letto e uccide Elizabeth. Victor decide di vendicarsi del mostro e lo insegue in giro per il mondo, arrivando poi al Polo Nord dove ha incontrato Walton. Poco prima di morire, Frankestein chiede a Walton di proseguire la sua vendetta, trovare il mostro e ucciderlo.
Quando Walton vede il mostro che piange sul corpo del suo creatore, il mostro, che ormai desidera solo morire, gli spiega che il suo odio e la sua malvagità sono state causate dal disprezzo che gli uomini (e per primo il suo creatore) hanno rivolto nei confronti del suo aspetto. Poi decide di allontanarsi dalla nave, darsi fuoco in modo che nessuno possa mai capire e replicare come è stato creato.
Sebbene la riflessione sul dolore dell'infelicità sia molto profondo, ho trovato il libro un po' dispersivo e, a parte alcune pagine anche toccanti, non mi ha particolarmente colpito. Credevo fosse un horror ma in realtà è più un libro drammatico.
Mio voto: 7 e mezzo / 10
