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mercoledì 25 dicembre 2024

Miss Peregrine's Home for Peculiar Children: The Graphic Novel - Ransom Riggs


Titolo originale: Miss Peregrine's Home for Peculiar Children: The Graphic Novel (2011)

When Jacob Portman was a boy, his grandfather regaled him with stories of his fantastic life at Miss Peregrine's home during the Second World War, even sharing photos of the remarkable children with whom he resided. As Jacob grew up, though, he decided that these photos were obvious fakes, simple forgeries designed to stir his youthful imagination. Or were they...?
Following his grandfather's death - a scene Jacob literally couldn't believe with his own eyes - the sixteen-year-old boy embarks on a mission to disentangle fact from fiction in his grandfather's tall tales. But even his grandfather's elaborate yarns couldn't prepare Jacob for the eccentricities he will discover at Miss Peregrine's Home for Peculiar Children! (goodreads)

Ho dovuto cercare una graphic novel, genere che non amo particolarmente. Poichè non mi è venuto in mente niente di particolare, ho pensato di leggere la graphic di un libro che ho già letto e che mi è piaciuto molto, per vedere come veniva reso. A mio parere, la graphic perde molta parte del racconto, altrimenti sarebbe stata lunghissima. Conoscendo già la storia è stato facile seguire cosa avviene. I disegni di Cassandra Jean sono molto belli.
Rimango dell'idea che, almeno in questo caso, la graphic non può battere neanche lontanamente il libro. Gradevole, ma suggerisco assolutamente il secondo.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

Il gatto che entrava nell'armadio - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The Cat Who Went into the Closet (1993)

Qwilleran non se la sente di passare l'inverno nel suo granaio e decide di affittare la casa di Euphonia Gage, nonna di Junior Goodwinter, che si è trasferita in una residenza per anziani.
Nel frattempo, insieme ad Hixie Rice, ha organizzato uno spettacolo su un incendio avvenuto nel 1869, un docu-dramma che sta avendo notevole successo, interpretato interamente da un magistrale Qwilleran.
Nel weekend della prima, viene ritrovata morta nonna Gage, con la casa di riposo che liquida la vicenda in sordina come suicidio. Nello stesso weekend sparisce nel nulla un coltivatore di patate, mentre Qwill fa conoscenza della di lui figlia Nancy, una ragazza che alleva cani da slitta.
In tutto questo, Koko è ossessionato da alcuni oggetti che tira fuori dagli armadi di nonna Gage e sceglie Robinson Crusoe per la lettura serale.
E tutti stanno aspettando la Grande Nevicata, che poi ad un certo punto della storia in effetti ci sarà.
Fin da subito Qwill non è convinto che nonna Gage, bizzarra e molto vitale utraottantenne, si sia suicidata, oltretutto sbarazzandosi frettolosamente di tutti i suoi beni prima di morire, destinando ciò che rimane alla residenza per anziani ed escludendo i nipoti. Qwill, quindi, comincia ad avere qualche dubbio e comincia ad investigare, non capendo del tutto i suggerimenti di Koko, e mette in atto la "Missione Banconota" con la complicità di un'amica di nonna Gage che risiede nella struttura anche lei.
La vicenda si segue molto bene. Uno dei misteri l'avevo capito anche io, mentre sulla soluzione dell'omicidio ho avuto più difficoltà soprattutto per il modo in cui avviene.
Qwilleran passa dalla recitazione, all'offrire mele ai bambini per Halloween, al mascherarsi da Babbo Natale, al partecipare al matrimonio di Arch e Mildred. Ovviamente si rende conto che gli oggetti che scova Koko hanno un denominatore comune, ma ci mette tutto il libro per capire dove lo portano.
Forse uno dei libri in cui la vicenda è chiara e la soluzione non è contorta. Molto gradevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Il re di Wall Street - Louise Bay


Titolo originale: King of Wall Street (2016)

È il re di Wall Street... ma non può nulla contro l’amore.
Max King è il banchiere d'investimento di maggior successo di New York. La sua reputazione di re di Wall Street, esigente, implacabile e scaltro negli affari, lo precede. Max ha sempre ragione e richiede il massimo dai suoi clienti e dai suoi dipendenti.
Ma nessuno sospetta che il suo lavoro più duro inizi dopo aver lasciato il suo impero: come padre single di una figlia di quattordici anni, Amanda, che è del tutto immune alla sua autorità. A casa è lei a dettare le regole.
Max non ha tempo per le relazioni che durino più di una notte. Vive in due mondi, che mantiene rigorosamente separati. Fino a quando proprio nell'ascensore del suo palazzo, non incontra Harper Jayne. (goodreads)

Cercavo un libro "steamy" e mi ha colpito questa trama. Ammetto che, per quanto mi piacciono i romanzi dove c'è una storia d'amore, sto invece diventando un po' insofferente verso i romanzi dove ci sono scene di sesso esagerate. Quindi, la parte della storia d'amore tra Harper e Max mi è piaciuta. Le scene di sesso insomma. 
Il libro procede alternando, in prima persona, il racconto di Harper e il racconto di Max. Harper interagisce spesso con la sua amica, che ovviamente è quella che le fa notare che non solo è invaghita della figaggine di lui ma è proprio cotta. Mentre lui interagisce con due sorelle e una figlia adolescente, e sono ovviamente loro che gli fanno notare che è profondamente innamorato (per la prima volta in vita sua) di questa ragazza.
Nel complesso si legge bene, scorre, i dialoghi sono anche brillanti. Un libro da relax ovviamente. Mi è piaciuto ma non mi ha lasciato molto.
Mio voto: 7 / 10

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Serie The royals:
#1 Il re di Wall Street
#2 Il principe di Park Avenue
#3 Il Duca di Manhattan
#4 Il Cavaliere d'Inghilterra
#5 Il Lord di Londra

giovedì 19 dicembre 2024

Povera gente - Fiodor Dostoevskij


Titolo originale: Бедные люди (1846)
Titolo inglese: Poor folk

Quando questo romanzo venne pubblicato, Fëdor Dostoevskij aveva ventiquattro anni; fu un successo travolgente: la critica fu subito concorde nel dichiarare che il suo autore era un genio, un genio, però, che viveva nella miseria più nera, quella miseria senza speranza che ispira, appunto, "Povera gente". Due giovani si scrivono, si raccontano le loro piccole vicende quotidiane, le loro speranze, i loro sogni. Nasce così un amore che potrebbe aprire a entrambi la via della felicità, ma la loro miseria è tale che la ragazza deciderà di sposare un uomo non più giovane, ma ricco nella folle speranza di poter aiutare il suo infelice amico. Un romanzo epistolare che scosse la Russia e segnò l'inizio della carriera di un titano della letteratura mondiale. (goodreads)

Poichè mi sono ritrovata con una edizione ebook piuttosto datata (quella scaricabile da Liber liber con traduzione di Federigo Verdinois), ho provato a scaricare l'audiolibro da Media Library che aveva l'edizione Feltrinelli del 2016. Quindi procedevo ascoltando ma tenendo sott'occhio l'ebook.
Ammetto che tra i due ci sono notevoli differenze. Al di là della differenza nel linguaggio, piuttosto datato nell'ebook, decisamente più fresco nell'audiolibro, la cosa che mi ha lasciato perplessa è che ci sono proprio frasi diverse. Ad esempio, tutti i nomignoli (colombella e via dicendo) che si ascoltano nell'audiolibro non ci sono nell'ebook; poi nell'audiolibro Makar ripete duemila volte il nome di lei mentre nell'ebook non succede. Oltre ovviamene a termini tradotti in modo diverso. Questo mi ha fatto riflettere sull'importanza della traduzione ma soprattutto mi ha fatto chiedere dove stesse la verità. Cioè come scrive in realtà Dostoevskij? Sarei curiosa di vedere la versione originale...

"Povera gente" è il libro d'esordio di Dostoevskij. Nella versione Feltrinelli è scritto che qui troviamo "la prima fanciulla umiliata e offesa, il primo sognatore innamorato e disilluso dalla vita, il primo sordido individuo pronto a sottrarre l'innocenza a chi gli sta intorno". Effettivamente è vero, sono i temi che troviamo ricorrentemente nei libri di Dostoevskij.
Ho scoperto che anche la citazione a "Il cappotto" di Gogol è voluta, pare che Dostoevskij si sia ispirato da questo romanzo, in cui il protagonista è anche lui un copista come Makar. Questo romanzo fa imbestialire Makar perchè il protagonista vive una vita come la sua.
Io ci ho ritrovato molto delle notti bianche in questo libro, anche se ammetto che le notti bianche non mi ha fatto impazzire.
Ho trovato tanto amore e tanta tenerezza in Makar, paterno ma non solo, siamo quasi al limite dello stucchevole a volte. Lui è pronto ad assecondare ogni desiderio che esce dalla bocca di lei anche a costo di non mangiare o di non vestirsi. Lei invece è quella che gli è molto grata e al tempo stesso lo rimprovera perchè spende troppi soldi per lei, poi però quando lui le scrive che ha finito i soldi e non sa come pagare l'affitto lei gli chiede se può aiutarla.
Tanta denuncia sulla condizioni in cui vivono i poveri, come vengono derisi, come danno fastidio ai ricchi che però non vogliono vedere. Come esistono mendicanti veri ma anche bugiardi, mendicanti che mandano i figli ad elemosinare con la letterina di presentazione scritta da una madre che dice di essere ammalata, ma lo è poi davvero?
La povertà abbruttisce la persona anche psicologicamente. Il povero tende a considerarsi poco. Makar tende a nascondersi al lavoro perchè non vuole che vedano come è vestito male. 
Dostoevskij ha l'abilità di descrivere benissimo le scene, le situazioni, gli ambienti senza eagerare con fronzoli e di descrivere in modo emozionalmente potente il tormento dei personaggi (soprattutto quello di Makar).
Mio voto: 8 / 10

Il custode - Ron Rash


Titolo originale: The caretaker (2023)

Blowing Rock, Nord Carolina, 1951. Blackburn Gant, la cui esistenza è stata segnata fin da piccolo dalla poliomielite, sembra condannato a trascorrere una vita tra i morti come unico custode del piccolo cimitero. Il lavoro si addice alla sua personalità introversa e lo turba meno del contatto con i vivi. Ma quando il suo migliore e unico amico, Jacob Hampton, è inviato a combattere in Corea, questi gli affida la giovane moglie incinta Naomi. Anche lei è un’emarginata: povera e senza un’istruzione, lavorava come cameriera prima di incontrare Jacob. I due si erano innamorati perdutamente e si erano sposati contro il volere dei ricchi genitori di lui, provocando uno scandalo nella comunità.Isolati e respinti da tutti e spaventati dalla possibilità che Jacob non faccia più ritorno, Blackburn e Naomi si fanno forza a vicenda finché un tremendo inganno sconvolgerà le loro vite. Ma nessun segreto può essere custodito per sempre.
Appassionante e intenso, Il custode è un romanzo sui legami d’amicizia, sulle contraddizioni della famiglia e su cosa significhi davvero amare. (goodreads)

Ero molto curiosa di leggere questo libro perchè mi ispirava la trama, ovviamente, ma anche perchè ho avuto il piacere di conoscere dal vivo l'autore.
Leggere questo libro è stato emozionante. Nel bene e nel male.
Ho profondamente odiato gli Hampton e l'intrigo che hanno messo in piedi.
Ho amato Blackburn, grande e grosso, col viso deturpato dalla poliomielite, ma con un cuore enorme.
Ho sofferto con Jacob e Naomi, che si amano oltre i soldi, oltre le classi sociali, oltre la differenza di cultura.
Non voglio svelarvi niente della trama, soprattutto del finale, ma questo libro, pieno dell'atmosfera del Sud, pieno di tante emozioni, lo consiglio davvero. Se vi piacciono gli intrighi familiari, le storie di amore osteggiate, i patti di sangue. 
Mio voto: 9 / 10.

Le streghe di Manningtree - A.K. Blakemore


Titolo originale: The Manningtree Witches (2021)

Inghilterra, 1643. Il Parlamento combatte contro il re, la guerra civile infuria, il fervore puritano attanaglia il Paese e il terrore della dannazione brucia dietro ogni ombra. A Manningtree, una cittadina della contea dell’Essex privata dei suoi uomini fin dall’inizio della guerra, le donne sono abbandonate a se stesse; soprattutto alcune di loro, che vivono ai margini della comunità: le anziane, le povere, le non sposate, quelle dalla lingua affilata. In una casupola sulle colline abita la giovane Rebecca West, figlia della vedova Beldam West, «donnaccia, compagna di bevute, madre»; tra un espediente e l’altro Rebecca trascina faticosamente i suoi giorni, oscurati dallo spettro incombente della miseria e ravvivati soltanto dall’infatuazione per lo scrivano John Edes. Finché, a scombussolare una quotidianità scandita da malelingue e battibecchi, in città non arriva un uomo: Matthew Hopkins, il nuovo locandiere, che si mostra fin dal principio molto curioso. Il suo sguardo indagatore si concentra sulle donne più umili e disgraziate, alle quali comincia a porre strane domande. E quando un bambino viene colto da una misteriosa febbre e inizia a farneticare di congreghe e patti, le domande assumono un tono sempre più incalzante… Le streghe di Manningtree è la storia di una piccola comunità lacerata dalla lenta esplosione del sospetto, in cui il potere degli uomini è sempre più illimitato e la sicurezza delle donne sempre più minata. (ibs)

Ho fatto un po' di fatica all'inizio di questo libro, soprattutto per il linguaggio un po' ruvido e scurrile utilizzato. In effetti, essendo il libro narrato in prima persona da Rebecca, è allineato al personaggio. Tutto il linguaggio è sapientemente adattato al periodo storico di cui racconta, e troviamo spesso dei termini che non ho mai sentito in vita mia (altrettali libelli per altrettanti libri, o doglianza per dolore). Ad un certo punto la storia prende e ammetto che diventa difficile interrompere la lettura perchè sono stata catturata dalla vicenda, molto triste, delle streghe. Intanto siamo in piena guerra civile, molti uomini sono al fronte o sono già morti; le donne che hanno atteggiamenti sopra le righe, o che sono vedove o povere, sono guardate male. Alcune di esse si suppone che sappiano fare malefici in quanto dopo aver lanciato delle "maledizioni" succede che davvero qualcosa di simile si avvera. Così succede col bambino che risponde male alla Beltam West che gli fa una domanda; quando poi lui si ammala con convulsioni che sembra posseduto dal demonio, allora la gente pensa che sia stata la sgridata che ha ricevuto dalla donna. Peraltro, la Beltam West ha fama di essere riuscita, con una maledizione, a far naufragare una intera nave...
Fatto sta che Matthew Hopkins, nuovo proprietario della locanda, comincia ad assumersi il ruolo di predicatore, mandato da Dio per riconoscere e sconfiggere il demonio che vive sulla terra, e comincia ad accanirsi contro la Beltam West e le sue amiche. Vediamo quindi i metodi che utilizza per estorcere confessioni, per torturare queste donne (tipo privarle del sonno). In particolare la prima che tortura è una ottantenne senza una gamba, Elizabeth Clarke, la prima donna che riesce a far giustiziare per stregoneria.
L'autrice dice che le interessava più concentrarsi sulle vittime che non sul carnefice, e sicuramente attraverso le parole di Rebecca riusciamo a capire molto. Ma anche la ricostruzione ipotetica che ha fatto del carnefice è interessante. Dico ipotetica perchè di Hopkins si sa in realtà poco, a parte del suo operato come inquisitore e del fatto che è morto giovane, il resto è stato inventato dall'autrice. Interessante però anche il suo tormento nei confronti di Rebecca.
Il libro è molto interessante, molto crudo e triste, soprattutto pensando che riprende un avvenimento storico in cui la povertà, l'ignoranza e la superstizione hanno portato ad uccidere centinaia di donne perseguitate senza avere nessuno che le difendesse. Aggiungerei anche la codardia di molti uomini.
Le pagine dove vengono trascritte alcune delle testimonianze davvero registrate durante il processo alle streghe, sono complicate da leggere per il linguaggio. Le pagine con le poesie mi sono chiesta se c'entravano o meno.
Quasi tutti i personaggi sono realmente esistiti, tranne alcuni (tipo Mastro Eldes). 
Molto toccante il momento in cui viene impiccata la vecchia Clarke.
Libro gradevole. Bisogna però ricordarsi che, pur se la scrittura è scorrevole e la vicenda scorre bene, la verità è che queste cose sono successe davvero.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Saltblood. Sangue Salmastro - Francesca De Tores


Titolo originale: Saltblood (2024)

Plymouth, 1685. Un bambino di circa un anno, Mark Read, muore proprio mentre sta venendo alla luce la sua sorellastra Mary. Per continuare a percepire un reddito da parte della famiglia del padre del bambino, la madre dei due escogita uno stratagemma: farà passare la neonata Mary per Mark, allevandola come un maschio e facendole prendere il posto del primogenito. Cresciuta all’ombra del fratellastro morto e portandone il nome, Mary impara presto a mantenere il segreto rappresentato dal proprio corpo. Adolescente, viene impiegata a servizio di una donna benestante, ma quando nel 1701 l’Inghilterra entra in guerra contro Francia e Spagna, Mary vede in quel conflitto una via di fuga da una sorte che sente già segnata: si arruola quindi nella Royal Navy, che le permette di conoscere il mondo e di assaporare un briciolo di libertà. Dopo anni trascorsi nella marina e nell’esercito, Mary trova l’amore e decide di rivelare il proprio segreto e congedarsi dalle forze armate. Trasferitasi nelle Fiandre insieme al marito, Mary si accinge a diventare moglie e madre, ma la sua cognizione di sé e della propria vita cozzano contro ciò che la società si aspetta da una donna, e lei si sente soffocare. Sarà l’ineludibile richiamo del mare a sancire il suo destino, e a far sì che – dopo essere stata fanciulla, ragazzo, marinaio, soldato e moglie – Mary diventi chi forse è sempre stata: una pirata, parte della ciurma di Calico Jack Rackham e affiancata dalla temeraria Anne Bonny, di cui è amica e amante. Ispirato alla vera storia di Mary Read e Anne Bonny, "Saltblood. Sangue salmastro" è insieme una rigorosa ricostruzione storica e un romanzo d’avventura, una storia d’amore e un Bildungsroman che s’interroga sui limiti del corpo, del genere e di quello che siamo e osiamo immaginare di diventare. (goodreads)
Una delle libraie mi ha proposto di leggere questo libro, secondo titolo di una nuova collana edita da N/N editore.
La trama spiega già bene cosa si trova inquesto libro. Una bambina che ha sempre vissuto all'ombra del fratello morto, portandone il nome e dovendosi passare per lui, che ad un certo punto è stanca di questa situazione perchè vuole essere Mary e non più Mark. E' il mare che le fa capire la sua vera natura, quella di pirata, di navigatrice, di qualcuno che ha il mare nel sangue. Molte sono le riflessioni che fa Mary nella sua vita, credo che il suo personaggio sia caratterizzato molto bene.
Ho fatto fatica un po' ad ingranare nella lettura che parte molto lenta. Ho trovato noiosa la parte in cui Mary si arruola nell'esercito (si poteva decisamente tagliare). Ho apprezzato molto le pagine in mare, mi sono proprio sentita il sale addosso. Mi è piaciuta la figura del corvo che sta sempre appollaiato in vista di Mary. E' stato interessante scoprire alcune cose che non sapevo dei pirati.
Nel complesso è stata una lettura gradevole.
Mio voto: 7

giovedì 28 novembre 2024

Tutti su questo treno sono sospetti - Benjamin Stevenson


Titolo originale: Everyone on This Train Is a Suspect (2023)

Ernest Cunningham è nei guai. Dopo essere diventato famoso per aver scritto un true crime sulla sua famiglia – una famiglia micidiale: hanno tutti ucciso qualcuno –, il suo agente letterario e il suo editore gli chiedono con insistenza un nuovo libro. Ma dove trovare l’ispirazione, senza che qualcuno ci rimetta la pelle?
L’occasione si presenta sotto forma di un invito al Festival Australiano del Giallo. In omaggio ad Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, gli organizzatori hanno deciso di riunire un gruppo di celebri giallisti a bordo del Ghan, il treno che attraversa l’Australia, da Darwin a Adelaide. Durante il viaggio, Ernie avrà modo di confrontarsi con i colleghi e forse, chissà, di mettersi finalmente al lavoro. Neanche il tempo di partire che ci scappa il morto.
Per deformazione professionale, ciascuno dei giallisti inizia subito a elaborare teorie in base alla propria specializzazione: c’è chi procede per deduzione, chi .....(goodreads)

Ho fatto un po' fatica a prendere la mano con lo stile narrativo, pur avendo letto il precedente libro. L'autore è uno showman comico e porta questo stile anche nella sua scrittura, per cui la vicenda si svolge in modo ironico e molto leggero, con vari momenti in cui si sorride pure. Quello che ho trovato fastidioso è tutto l'insieme di "teoria" che snocciola al lettore. Cose tipo "prima devi presentare tutti gli indiziati" o "prima devi fare tutti gli interrogatori e poi smontare gli alibi"; è vero che Ernest è uno scrittore che scrive libri su come scrivere polizieschi, ma tutta sta didattica l'ho trovata troppa. 
La vicenda è carina, e in realtà dietro nasconde tante altre vicende interessanti. In primis anche la vita sentimentale di Ernest, che viaggia con la fidanzata Juliette e ha già pronto l'anello per chiederle di sposarlo ma poi combina un casino pazzesco.
Ammetto di aver fatto un po' confusione ad un certo punto tra gli autori e i loro agenti. E quando Ernest raduna tutti per dipanare la matassa, in realtà mi è parso che, nonostante lui dicesse di aver dato al lettore tutti gli indizi, ha anche ingarbugliato un po' le cose. Chi era l'assassino non l'avevo capito e anche ripensando agli indizi non ci sarei mai arrivata. Mentre invece avevo capito cosa c'era dietro al primo morto.
Tutto sommato, una lettura gradevole. Ho già visto che è in uscita il terzo libro di Ernest Cunningham, mi sa che lo leggerò presto.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Serie Ernest Cunningham:
#2 Tutti su questo treno sono sospetti

I fantasmi di Ashburn House - Darcy Coates


Titolo originale: The haunting of Ashburn House (2016)

Tutti conoscono Ashburn House. Si sussurra che la proprietaria precedente sia impazzita e che la casa sia infestata. La gente del posto si tramanda storie assurde su quanto accaduto lì negli anni. Ma quando Adrienne, disperata e alla ricerca di un posto in cui stare, eredita l’antica dimora fatiscente, la vede solo come un’àncora di salvezza... finché non cala la notte. Una presenza potente e arrabbiata è determinata a farsi sentire. Alla fine, Adrienne non può più ignorare che quella casa sia diventata una minaccia oscura e impalpabile. Tirando le fila di un mistero vecchio di decenni, si rende conto di essere diventata preda di un’entità soprannaturale e carica di un forte risentimento. Non sa come fuggire né come sopravvivere. Solo di una cosa è i morti di Ashburn House non sono riusciti a trovare pace. (goodreads)

Cercavo un libro con dei fantasmi e ho trovato questo. Ammetto che avevo un po' paura che non mi facesse dormire di notte (infatti l'ho letto solo di giorno). E in effetti, alcune scene un po' horror ci sono. Però nel complesso la storia è interessante, regge bene. A me ha creato pathos, lo ammetto. Mi è piaciuto lo svolgimento, mi è piaciuta la spiegazione della vicenda. Mi è piaciuto Wolfgang il gatto, ovviamente. La scrittura è accattivante, avevo voglia di continuare a girare le pagine. Lo ammetto, mi è piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 27 novembre 2024

Genki Kawamura - Se i gatti scomparissero dal mondo


Titolo originale: 世界から猫が消えたなら (2012)
Titolo inglese: If cats desappeared from the world

Di lavoro fa il postino, mette in comunicazione le persone consegnando ogni giorno decine di lettere, ma il protagonista della nostra storia non ha nessuno con cui comunicare. La sua unica compagnia è un gatto, Cavolo, con cui divide un piccolo appartamento. I giorni passano pigri e tutti uguali, fin quando quello che sembrava un fastidioso mal di testa si trasforma nell’annuncio di una malattia incurabile. Che fare nella settimana che gli resta da vivere? Riesce a stento a compilare la lista delle dieci cose da provare prima di morire. Non resta nulla da fare, se non ma ecco che ci mette lo zampino il Diavolo in persona. E come ogni diavolo che si rispetti, anche quello della nostra storia propone un patto, anzi un vero affare. Un giorno di più di vita in cambio di qualcosa. Solo che la cosa che il Diavolo sceglierà scomparirà dal mondo. Rinunciare ai telefonini, ai film, agli orologi? Ma certo, in fondo si può fare a meno di tutto, soprattutto per ventiquattr’ore in più di vita. Se non fosse che per ogni oggetto c’è un ricordo. E che ogni concessione al Diavolo implica un distacco doloroso e cambia il corso della vita del protagonista e dei suoi cari. Soprattutto quando il Diavolo chiederà di far scomparire dalla faccia della terra loro, i nostri amati gatti. Kawamura Genki ci costringe a pensare a quello che davvero è alle persone che abbiamo accanto, a quello che lasceremo, al mondo che costruiamo intorno a noi.(goodreads)

Libro molto toccante, soprattutto verso il finale. Quando il diavolo propone di far scomparire i gatti, allora riaffiorano i ricordi più potenti. Perchè va bene rinunciare ai cellulari ma il gatto è un essere che ha un cuore, ha calore, e al gatto è legata la figura della madre di lui, morta da quattro anni, ma anche la figura del padre con cui non c'è più alcun rapporto dalla morte della madre. Come si possono far scomparire i gatti? Come si può decidere di far scomparire qualcosa dal mondo per un nostro egoismo? Forse tutte le liste delle cose che vogliamo fare prima di morire sono solo stupidaggini, quello che davvero è importante ci viene da dentro, quando sentiamo che i ricordi affiorano troppo prepotentemente e ci rendiamo conto di chi è la persona che davvero vogliamo salutare prima di morire.
Un libro scritto con la delicatezza tipica di molti scrittori giapponesi, dove dietro alla storia scorrevole ci sono delle riflessioni profonde. Le ultime trenta pagine le ho lette quasi tutte con le lacrime agli occhi.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 1 settembre 2024

L'invenzione delle ali - Sue Monk Kidd


Titolo originale: The invention of wings (2014)

Charleston, South Carolina, 1803. Quando per il suo undicesimo compleanno Sarah Grimké riceve in regalo dalla madre una schiava della sua stessa età di nome Hetty, cerca inutilmente di rifiutare quello che le regole vigenti impongono. Hetty anela alla libertà, soffoca tra le mura domestiche della ricca e privilegiata famiglia Grimké, vorrebbe fuggire lontano e Sarah promette di aiutarla. Come Hetty, anche lei è in qualche modo prigioniera di convenzioni e pregiudizi: in quanto donna non le viene permesso di realizzare il suo più grande desiderio, quello di diventare una giurista come il padre e i fratelli. Sarah sogna un mondo migliore, libero dalla schiavitù, che lei considera come un terribile abominio, e instaura con Hetty un rapporto speciale, insegnandole di nascosto a leggere e a scrivere nell'intento di aiutarla a emanciparsi. Seguiamo così il rapporto difficile ma speciale tra una ricca ragazza bianca e la sua schiava nera e le loro vicende umane nel corso di trentacinque anni, cui si aggiungono quelle della giovane sorella di Sarah, Nina, con la quale lei si batterà a favore dei diritti civili delle donne, dei più deboli e degli emarginati e contro la discriminazione razziale. In questo romanzo che celebra il potere dell'amicizia e della solidarietà al femminile, Sue Monk Kidd evoca il mondo di contrasti scioccanti del profondo Sud, ispirandosi alla storia vera di due pioniere del femminismo americano. (goodreads)

Premetto che non sapevo nulla di questa storia, cioè delle due donne che sono diventate le pioniere dell'abolizionismo e del femminismo. I libri che sono ispirati ad una vicenda vera mi lasciano sempre un po' perplessa, perchè per tutto il tempo mi chiedo cosa è vero e cosa è inventato. Anche qui, ad un certo punto ho cominciato a digitare nomi su google, scoprendo che quasi tutti i personaggi sono vissuti davvero, con qualche fantasia su riflessioni o avvenimenti accaduti. Hetty invece, pur essendo realmente esistita una schiava di Sarah Grimkè che si chiamava Hetty, è morta molto prima, e quindi tutto l'intreccio tra le loro due vite è stato verosimilmente ricreato.
Ho letto altri due libri di Sue Monk Kidd, e mi erano piaciuti moltissimo. Questo no. Nonostante l'argomento trattato, importante, crudo in alcune descrizioni di come venivano trattati gli schiavi, l'ho trovato lento e poco coinvolgente. E questo mi è successo fin da subito, nonostante il personaggio di Sarah mi sarebbe dovuto piacere, una ragazza fuori posto, in un mondo dove ci sono atteggiamenti che lei detesta, con mille sogni che vengono puntualmente frantumati dalla famiglia e dalla società. 
Non mi è piaciuto il personaggio di Charlotte, troppo calcolatrice, che addirittura impone una specie di "promessa" a Sarah quasi manipolandola. E per un bel pezzo non mi è piaciuto molto il personaggio di Hetty, troppo sfrontata. Alla fine queste due hanno riversato su Sarah (la buona della famiglia) i loro comportamenti arroganti. Decisamente ho cominciato ad apprezzare Hetty dopo che sua madre sparisce, anche se mi è dispiaciuto che le mancasse la terra sotto ai piedi.
Il romanzo si svolge alternando ciò che succede a Sarah a ciò che succede a Hetty, sia quando vivono a Charleston sia quando Sarah è via dalla tenuta. Effettivamente tra loro due si è stretto un bel legame che con gli anni diventa una vera amicizia.
L'argomento principale attorno a cui ruota il libro è principalmente lo scontro tra bianchi e neri, e tra bianchi schiavisti (sud) e bianchi che considerano lo schiavismo un abominio (quaccheri e nord). Ma anche tra gli abolizionisti sono in tanti a predicare ed agire poco, pensando che si debba aspettare il momento giusto. Sarah e Nina saranno due che appiccano il fuoco, due per le quali è ora di smettere di parlare e bisogna fare qualcosa. E lo faranno davvero, non solo portando avanti la causa dei neri ma anche quella delle donne, perchè i diritti vanno reclamati quando non ci sono. E in quel periodo, anche le donne erano sottomesse ai mariti e sottoposte a tutta una serie di pregiudizi.
Ho trovato molto bello il fatto delle trapunte su cui le schiave ricamavano la loro storia. 
L'autrice si è ben documentata per scrivere questo libro, e ho molto apprezzato che alla fine spieghi esattamente cosa è vero e cosa non lo è. E' stato interessante scoprire che "La capanna dello zio Tom" è stata ispirata da un libro scritto dal marito di Angelina Grinkè ("American slavery as it is").
Non lo so, è un libro che ha enormi potenzialità, anche dovute al fatto che la storia è davvero esistita; tuttavia non mi coinvolto, ho provato un forte distacco tra me e i personaggi. Avevo molto amato "La vita segreta delle api", questo romanzo invece mi ha lasciato poco.
Mio voto: 7 / 10

Le diecimila porte di January - Alix E. Harrow


Titolo originale: The Ten Thousand Doors of January (2019) 

Estate 1901. Un'antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto. Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti "di un valore singolare e unico", e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura... Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d'argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma. Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libriccino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: "Le diecim por". Un libro che ha l'aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei... (goodreads) 

January vive nella dimora del signor Locke, datore di lavoro del padre. E' una bambina ribelle, che mal sopporta di stare chiusa in casa. Nelle sue vene scorre il sangue ribelle della madre che lei non ha mai conosciuto. Il libro alterna la storia di January raccontata in prima persona, alle storie che legge nel libriccino che trova (che sono scritte in terza persona dal padre), e che cominciano parlando di una certa Addison Lee e di un certo Yule Jan, che si scopre abbastanza presto essere i suoi genitori. Generalmente, un libro con questa trama è potenzialmente un libro che mi può catturare, ma non è successo. Ho trovato un po' pesante la scrittura, infiocchettata da troppe descrizioni (pesanti come sicuramente pesanti erano gli oggetti di casa Locke). Finchè Addison Lee non conosce Yule Jan (che lei rinomina Julian), mi sono chiesta cosa c'entrasse con January; A quel punto è stato ovviamente chiaro, ma eravamo già molto avanti nel libro. Forse è proprio da lì che il libro mi è diventato più interessante. 
Non so. La storia dei passaggi tra i mondi è interessante, anche intrigante, ma non mi ha preso. Grande potenziale che mi è rimasto un po' insipido. 
Mio voto: 7 / 10

Luna di miele… no, grazie! - Christina Lauren


Titolo originale: The Unhoneymooners (2019)

Olive è sempre stata sfortunata: nella sua carriera, in amore, in… be’, in tutto. D’altra parte, Amy, sua sorella gemella, è probabilmente la persona più fortunata al mondo. L’incontro fortuito con il suo fidanzato sembra uscito da una commedia romantica (ugh) ed è addirittura riuscita a finanziare il loro matrimonio vincendo una serie di sfide online (doppio ugh). Ma la cosa peggiore è che sta forzando Olive a trascorrere quella “giornata indimenticabile” con il suo peggior nemico, Ethan, che, guarda caso, è il testimone.
Olive deve quindi cercare di superare le prossime ventiquattro ore di inferno prima di poter tornare alla sua confortante e sfortunata vita. Ma quando tutti gli invitati – eccetto Olive e Ethan – hanno un’intossicazione alimentare, c’è in palio una luna di miele già pagata alle Hawaii.
Mettendo da parte il loro odio reciproco per il bene di una vacanza gratuita, Olive e Ethan partono per quel paradiso, determinati a evitare l’un l’altro a tutti i costi. Ma quando Olive incontra il suo futuro capo, la piccola bugia che dice diventa molto più grande: sono lì in luna di miele e devono far finta di essere dei novelli sposi…
Luna di miele… no, grazie! è un romance toccante e divertente, perfetto per tutte quelle che si sono sentite “sfortunate” in amore. (goodreads)

Per la categoria "da nemici ad amanti", ho trovato questo. Che poi Olive ed Ethan non è che si odiano proprio, diciamo che ognuno pensa che sia l'altro ad odiarlo e quindi ricambiano, ma nel momento in cui rimangono soli e devono interagire, si rendono conto che vanno molto d'accordo.
Olive ed Amy sono due gemelle, una opposta all'altra. Amy è quella fanatica di concorsi e vince anche spesso, ottimista per natura; Olive pensa sempre che il mondo stia per crollare. Hanno una famiglia enorme (un po' come nel "mio grosso grasso matrimonio greco" solo che qui non sono greci), la madre e il padre sono separati e parlano solo attraverso un intermediario.
Ethan è il fratello maggiore dello sposo, Dane. Olive all'inizio sarebbe uscita volentieri con Ethan, ma la cosa non era andata a causa di un malinteso...
Comunque, al pranzo del matrimonio stanno tutti male tranne Olive e Ethan che non hanno mangiato il buffet. Ma qualcuno deve andare in viaggio di nozze o ci sarebbe da pagare una penale. Quindi la fortuna vuole che Olive, uguale a sua sorella, può tranquillamente scambiare i documenti e spacciarsi per lei, mentre Dave nella prenotazione ha usato solo il cognome e quindi suo fratello può partire al suo posto.
Entrambi pensano che ognuno potrà fare vita a sè, ma le cose si complicano per due motivi. Il primo è che nello stesso albergo è alloggiato anche il futuro nuovo capo di Olive, e quindi lei deve fingere di essere in luna di miele. Il secondo è che anche la ex di Ethan col nuovo fidanzato alloggiano lì, e quindi la recita deve continuare. Tuttavia, ad entrambi la cosa non dispiace. Però, come in tutte le commedie romantiche arriva l'elemento di crisi e in questo caso è qualcosa che può anche rovinare il matrimonio di Amy e Dane. Che fare quindi?
Ho trovato questo libro piuttosto brillante, divertente. La storia è anche originale rispetto ad altre. Ho apprezzato il fatto che i due non finiscono subito a letto insieme, ma che la finta luna di miele si evolva lentamente in un qualcosa di amichevole e chiarificatorio.
La lettura è stata scorrevole. 
Ho scoperto che Christina Lauren è lo pseudonimo che usano due migliori amiche e scrittrici di romanzi insieme, Christina Hobbs e Lauren Billings.
Libro molto gradevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Il canto del profeta - Paul Lynch


Titolo originale: Prophet song (2023)

Libro vincitore del Booker Prize 2023. 
Con una scrittura rapida e senza pause, il romanzo ricrea l'atmosfera carica di tensione di una dittatura in ascesa e segue le vicende della protagonista, che dovrà capire fino a che punto può spingersi per salvare sé stessa e le persone che ama. A Dublino, in una sera buia e piovosa, la scienziata Eilish Stack apre la porta di casa e si trova di fronte due agenti della polizia segreta. Sono lì per interrogare suo marito, un sindacalista. In questa inquietante distopia, Paul Lynch immagina una Repubblica d'Irlanda che scivola nel totalitarismo dopo l'ascesa del partito di destra National Alliance, che ha preso il potere in risposta alle pressioni dei sindacati per l'aumento dei salari degli insegnanti. (goodreads)

Ho letto questo libro per il gruppo di lettura della libreria, ma ammetto che la trama mi ispirava comunque. 
Ho letto da qualche parte che c'è chi lo definisce un libro distopico, ma trovo che la definizione non ci stia. Questo libro è troppo realistico e troppo verosimile ad alcune delle realtà di guerra del mondo in cui viviamo, senza dover scomodare futuri remoti.  
Ho fatto fatica con lo stile narrativo, all'inizio. I dialoghi sono un tutt'uno con le descrizioni, e sono un tutt'uno anche con i dialoghi che la protagonista ha col marito assente. Ad un certo punto ci ho fatto il callo, ma è stato faticoso, anche se ammetto che questo stile è efficace nel rendere l'urgenza di ciò che accade nel libro. Oltre a ciò, ho trovato alcune descrizioni un po' "pompose" (con paroloni troppo ricercati).  
Difficile immedesimarsi nella protagonista. Una donna che, nonostante gli studi, nonostante quello che vede capitare intorno a sè, rimane caparbiamente ancorata ad una speranza che probabilmente è già morta fin dall'inizio. Perchè Eilish non se ne va subito, quando la sorella le dice di andare da lei, portando via i 4 figli e il padre anziano? Va beh, in questo caso perchè non ci sarebbe stato il libro.   
Ho trovato doloroso ma tutto sommato coinvolgente circa due terzi di libro. Quando finalmente Eilish si decide che è ora di partire, dopo aver perso abbastanza familiari, a quel punto, non ne potevo più, volevo solo sapere come andava a finire, e il fatto che il finale non sia in realtà un finale, bensì qualcosa di aperto che potenzialmente può portare a qualunque esito, mi ha molto indispettito. Dopo aver partecipato a tanto dolore per pagine e pagine, lasciarmi così in bilico tra la speranza e ciò che davvero succede, mi ha proprio dato fastidio.
In libreria sono stati entusiasti. A me è piaciuto ma non grido al capolavoro.
Mio voto: 7 / 10

mercoledì 31 luglio 2024

Il gatto che non c'era - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The Cat Who Wasn't There (1992) 

Siamo a Pickax. la tranquilla cittadina di provincia dove Qwilleran è andato ad abitare con Koko e Yum Yum e dove corteggia la bibliotecaria Polly. Uno dei due gatti si mette a miagolare disperatamente la stessa notte in cui, a migliaia di chilometri di distanza, nel cuore della Scozia, Qwilleran , Polly e un'eletta schiera di colti e ricchi abitanti della cittadina americana stanno compiendo un giro turistico. Il tragico miagolio ha una ragione: il gatto ha "sentito", pur non essendo presente, la morte della quarantenne Irma, zitella simpatica e colta che fa da guida al gruppetto. Irma muore apparentemente per un attacco cardiaco ma Qwilleran non è convinto e tornato a casa comincia a indagare sulla vicenda che da questo punto si snoda con un rapido susseguirsi di sconcertanti colpi di scena fino alla rivelazione finale. (goodreads)


Verso la fine di agosto, un gruppo di cittadini di Pickax, si reca in gita in Scozia. Tra loro ci sono Qwill, Polly, Melinda Goodwinter (dottoressa ex fiamma di Qwill che ceca di riconquistarlo spudoratamente) e altri. Il gruppo è capitanato da Irma Hasselrich, nuova amica di Polly, che ha organizzato ogni dettaglio del tour.
Il sesto giorno, Irma viene trovata morta in camera (che condivide con Polly). Melinda sostiene che soffrisse di cuore e che ha avuto un attacco fatale. 
Nel frattempo, a Pickax, i gatti di Qwill sono curati da Mildred Hanstable, e Koko ha ululato esattamente nell'orario in cui è morta. 
All'inizio, il gruppo pensa di continuare la gita perchè Irma avrebbe voluto così, anche se non si trova più Bruce, l'autista.
In queste pagine troviamo molta storia, soprattutto relativa alla battaglia di Culloden. 
Al decimo giorno, Qwill e Polly lasciano il gruppo per tornare a casa. Koko si lancia in un girotondo indemoniato sopra l'articolo di giornale che parla della morte di Irma (finalmente seppellita) e sui tarocchi. E a Qwill fremono i baffi, perchè sa che anche se Koko non era presene, lui ha sicuramente capito cosa è successo.

Quattordicesimo episodio della serie. Carina l'idea del giro nelle Highlands, ma i racconti della storia diventano un pochino pesanti. Qwill passa il tempo a cercare di evitare Melinda; hanno avuto una breve storia alcuni anni prima, ma lei è molto più giovane e troppo irruenta, e Qwill ha capito che non è il tipo di donna che vuole al suo fianco. D'altro canto, lei sembra molto determinata a riconquistarlo ad ogni costo, al punto che ad un certo punto Qwill sbotta dicendo che se mai si sposerà sarà con Polly.
Abbiamo varie storie che si intrecciano, dallo sconosciuto che sembrava voler aggredire Polly, alle due sorelle che collezionano orsi di pelouche, alla recita di Macbeth. Tutto sommato la narrazione regge bene. Stavolta avevo capito chi è il colpevole, ma non mi ero soffermata sulla motivazione.
Sempre molto gradevoli queste storie.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 28 luglio 2024

9 Novembre - Colleen Hoover


Titolo originale: November 9 (2015) 

È il 9 novembre quando, durante un pranzo con il padre, Fallon incontra Ben per la prima volta. È un giorno speciale per lei, non solo perché sta per trasferirsi da Los Angeles a New York, ma anche perché ricorre l’anniversario dell’evento che ha segnato per sempre la sua vita, il terribile incendio che le ha lasciato cicatrici su gran parte del corpo, impedendole di continuare la sua carriera da attrice. Contro ogni previsione, la conoscenza tra i due si trasforma subito in qualcosa di più, ma Fallon sta per partire e sembra esserci tempo solo per il rimpianto. Come per strappare al destino quell’inevitabile separazione, Ben le promette allora che scriverà un romanzo su di loro, proponendole di ritrovarsi il 9 novembre di ogni anno, fino a che non ne compiranno ventitré. È così che ogni 9 novembre i due protagonisti aggiungono un nuovo capitolo alla loro storia, finché qualcosa non arriva a sconvolgere le loro promesse e a mettere alla prova i loro sentimenti, tra i dubbi di Fallon e le mezze verità di Ben. (goodreads)

Non avevo ancora letto niente di Colleen Hoover, nonostante in libreria siano state vendute decide di copie dei suoi libri. Ho scelto questo perchè aveva il numero nel titolo.
Beh, lettura molto scorrevole ed accattivante, non posso negarlo, l'ho letto in due giorni. La storia parte in modo assurdo, mentre Fallon sta discutendo con suo padre al ristorante, uno sconosciuto si spaccia per il suo ragazzo e la difende. A fine giornata, si promettono di rivedersi l'anno successivo, stesso giorno, stesso posto. E così via per cinque anni, fino al loro ventitreesimo anno (perchè secondo la madre di lei è l'età giusta in cui si ha capito cosa si vuole fare della propria vita e si è pronti per avere una relazione con un'altra persona). Teoria discutibile quella della madre, che in effetti si è messa col padre di Fallen a 16 e lui l'ha lasciata a 23. Tuttavia questa cosa dà l'idea ai due ragazzi di rivedersi, appunto, una volta all'anno, con la promessa che lei proverà a fare audizioni per tornare a fare l'attrice come prima dell'incendio e che lui nel frattempo scriverà un libro su questa loro storia. Ma le cose non vanno proprio come dovrebbero, perchè già dal secondo incontro è chiaro che i due provano qualcosa l'uno per l'altra, e dal terzo è chiaro che faranno fatica a resistere lontani altri due anni. Ma Ben combinerà un pasticcio a causa di una incomprensione con Fallon e il tutto verrà chiarito ovviamente al quinto anno, e lì si capirà il vero dramma che ha vissuto Ben fin dall'inizio.
Molto coinvolgente, per quanto assurda la partenza, in realtà la storia è molto tenera. Ad un certo punto ci sono anche delle scene un po' passionali, e non sono nè stucchevoli nè esagerate. Ovviamente mi aspettavo un elemento di crisi perchè è tipico delle trame dei romanzi d'amore; non mi aspettavo il colpo di scena del manoscritto, e anche per me la prima reazione è stata di rabbia, anzi di delusione. In realtà, ho provato il grosso dubbio che Ben in qualche modo si sia "voluto innamorare" di lei, mentre senza sapere quello che ha fatto, tutto sembrava molto spontaneo e molto tenero.
La cosa che mi lascia sempre un po' perplessa in questo genere di romanzi, è che vedo dei diciottenni un po' molto maturi, diversi da quelli che vedo intorno a me (o magari in America crescono prima). 
Comunque il libro mi ha proprio tenuto lì, ero molto curiosa di vedere come andava a finire e ovviamente speravo che tutto andasse a finire bene perchè loro due mi piacevano molto come coppia. Ammetto di aver pianto leggendo il manoscritto.
Bel libro, carico di amore ma anche di tenerezza, di senso di colpa, di insicurezza in sè stessi. Lettura molto gradevole. I capitoli alternano il pensiero di Fallon e il pensiero di Ben.
Ho letto alcune recensioni su questo libro, e molte saltano da una stella a cinque stelle. Quindi, c'è chi l'ha odiato (soprattutto per l'ingresso in scena di Ben e il fatto che insiste tanto a "far esibire" le cicatrici di Fallon) e chi l'ha amato perchè probabilmente si è più fatto prendere dall'impatto emotivo. Io non amo molto il giudizio in stelle, ma direi che prima di scoprire il manoscritto gliene avrei date 4 piene, dopo il manoscritto mi è un po' sceso il personaggio di Ben.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

La libreria dei gatti neri - Piergiorgio Pulixi


Titolo originale: La libreria dei gatti neri (2023)

Grande appassionato di gialli, Marzio Montecristo ha aperto da qualche anno nel centro di Cagliari una piccola libreria specializzata in romanzi polizieschi. Il nome della libreria, Les Chats Noirs, è un omaggio ai due gatti neri che un giorno si sono presentati in negozio e non se ne sono più andati, da lui soprannominati Miss Marple e Poirot. Nonostante il brutto carattere del proprietario, la libreria è molto frequentata, ed è Patricia, la giovane collaboratrice di Montecristo, di origini eritree, a salvare i clienti dalle sfuriate del titolare. La libreria ha anche un gruppo di lettura, “gli investigatori del martedì”, un manipolo di super esperti di gialli che si riuniscono dopo la chiusura per discettare del romanzo della settimana. È una banda mal assembrata ma molto unita, di cui Marzio è diventato l’anima, suo malgrado. Un anno prima il gruppo si è dimostrato capace di aiutare una vecchia amica di Montecristo a risolvere un vero caso da tutti considerato senza speranza. Ora la sovrintendente Angela Dimase torna a chiedere la loro collaborazione per un’indagine che le sta togliendo il un uomo incappucciato si è presentato a casa di una famiglia, ha immobilizzato due coniugi e il loro figlioletto e ha intimato all’uomo di scegliere chi doveva morire tra la moglie e il figlio; se non avesse deciso entro un minuto, li avrebbe uccisi tutti e due. Il sadico killer viene presto soprannominato «l’assassino delle clessidre», visto che sulla scena del crimine ne lascia sempre una. Riusciranno gli improbabili “investigatori del martedì” a sbrogliare anche questo caso, intricato quanto agghiacciante, permettendo alla polizia di fermare il feroce assassino prima che colpisca di nuovo? Pulixi firma un giallo pieno di suspense e ironia che parla di libri e omaggia i classici del mystery, rendendo i lettori i veri protagonisti di questa storia. (goodreads)

Era un po' che volevo leggere questo libro. Ovviamente il richiamo ai gatti ha avuto un suo fascino. A differenza di altri libri in cui i gatti investigano, qui i due felini (Poirot e Miss Marple) partecipano alla vita della libreria, aiutano a non finire in bancarotta il libraio, ma non fanno gli investigatori.
Il giallo è molto classico, si legge bene, scorrevolmente. Il personaggio del libraio mi ha fatto ridere, è uno che sa essere scorbutico con chi gli chiede libri assurdi, ma anche molto tenero col bambino che ha bisogno di lui.
La vicenda si segue bene e anche la soluzione è ben chiara. Molto triste la storia che c'è dietro.
Il collegamento fra le vittime lo avevo intuito, mentre non avevo gli strumenti per capire il collegamento con l'assassino, se non che era successo qualcosa che aveva portato ad una tragedia, ma non potevo arrivare ai dettagli.

"I casi più difficili sono sempre quelli più banali. Sono difficoltosi solo perché l'investigatore carica il delitto di una complessità che è solo apparente, frutto dei suoi pregiudizi, e così si danna a cercare una risposta dove non deve. Ma in realtà è tutto estremamente semplice e la risposta è lì, dove meno te l'aspetti, celata sotto una coltre di banalità."

Molto gradevole. Peccato che (mi pare) sia un libro singolo, sarebbe carina una serie con il libraio Marzio Montecristo.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 21 luglio 2024

Un'estate dopo l'altra. Every Summer After - Carley Fortune


Titolo originale: Every summer after (2022)

Sono passati dieci anni da quando Persephone Fraser si è lasciata alle spalle i ricordi felici dell’infanzia, le estati magiche in riva al lago... e il suo primo grande amore.
Ora si è trasferita in città, dove ha costruito una carriera stabile e nel tempo libero si diverte a uscire con gli amici: nella sua vita c’è poco spazio per l’amore. Ma una telefonata inaspettata rimette in discussione ogni cosa: Percy deve tornare a Barry’s Bay, dove ha trascorso sei estati indimenticabili, e dove aveva giurato a sé stessa che non avrebbe mai più rimesso piede. I ricordi delle notti stellate, delle corse a perdifiato e soprattutto di lui, Sam Florek, riaffiorano come se il tempo si fosse fermato. È lì che tutto ha avuto inizio.
E se questa fosse l’occasione per cambiare il corso del destino? (goodreads)

Emozionante è la prima parola che mi è venuta in mente chiudendo questo libro.
La storia si sviluppa su due orizzonti temporali: il presente, in cui Persephone riceve la telefonata di Charlie, il "fratello sbagliato", e il passato, partendo da quando Percy ha tredici anni e i suoi genitori acquistano questo chalet sul lago dove vanno in vacanza ogni estate.
Sono dodici anni che Percy non torna a Barry's Bay, da quando lei e Sam hanno rotto. Ma è morta la madre di Charlie e Sam e per lei era come una seconda madre e sa che non può non andare.
Quando si conoscono, Sam ha tredici anni come Percy, Charlie ne ha 15, ed è proprio Charlie che, per avere la casa libera, convince Sam e Percy a fare amicizia. Negli anni questa amicizia diventa sempre più stretta, fino a trasformarsi in amore. Mi è piaciuto molto seguire l'evoluzione lenta dell'amicizia in qualcosa di più profondo.
Il libro prosegue alternando un capitolo del presente ed un capitolo del passato. Nel presente, Percy ha chiuso la sua storia di ben sette mesi con Sebastian perchè non le importa nulla di lui (e di nessuno dei ragazzi che ha avuto), ha un lavoro che le piace e non sente la sua ex migliore amica da anni. Nel presente, Sam ha una fidanzata che si chiama Taylor (piuttosto infastidita dalla presenza di Percy), è medico e gestisce la locanda che era della madre. Rivedersi risveglia sentimenti che erano stati accantonati. Sam non ci mette molto a lasciare Taylor, ma lui e Percy hanno tante cose di cui parlare. E soprattutto, l'amore che c'è tra loro è chiaramente ancora presente.
Libro molto emozionante.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

sabato 20 luglio 2024

Buona Apocalisse a tutti! - Terry Pratchett + Neil Gaiman


Titolo originale: Good Omens: The Nice and Accurate Prophecies of Agnes Nutter, Witch (1990)

Sulla base delle Profezie di Agnes Nutter, Strega (messe per iscritto nel 1655 prima che Agnes facesse saltare in aria tutto il villaggio riunito per godersi il suo rogo), il mondo finirà di sabato. Sabato prossimo, per essere proprio precisi. È per questo motivo che le temibili armate del Bene e del Male si stanno ammassando, che i Quattro Motociclisti dell'Apocalisse stanno scaldando i loro poderosissimi motori e sono pronti a lanciarsi per strada, e che gli ultimi due scopritori di streghe si preparano a combattere la battaglia finale, armati di istruzioni clamorosamente antiquate e di innocue spillette. Atlantide sta emergendo, piovono rane dal cielo. Gli animi si surriscaldano... Bene bene. Tutto sembra proprio andare secondo il Piano Divino. Non fosse che un angelo un filo pignolo (ma giusto un filo, per carità) e un demone che apprezza la bella vita - ciascuno dei quali ha passato tra i mortali sulla Terra parecchi millenni e si è, come dire?, affezionato a usi e costumi umani - non fanno esattamente salti di gioia davanti alla prospettiva dell'incombente catastrofe cosmica. E allora, se quei due (Crowley e Azraphel) vogliono che quanto profetizzato non si compia, devono mettersi al lavoro subito per scovare e uccidere l'Anticristo (mica una bella cosa, visto che è un ragazzino simpaticissimo). Ma c'è un piccolo problema: sembra proprio che qualcuno lo abbia scambiato con qualcun altro... (goodreads)

Ho trovato questo libro cercando il tema di giugno, "un libro che sicuramente vi farà ridere". Oddio, a mio parere ci sono scene carine, sicuramente al cinema rendono molto, ma scritte, mah. Temo facciano un po' parte di ciò che viene definito "humour inglese" con cui vado poco d'accordo.
L'idea di partenza era carina. L'anticristo sta per arrivare sulla terra, sotto forma di neonato, e con esso, al suo undicesimo compleanno, la fine del mondo. Ma le cose partono male perchè lo scambio di neonati viene sbagliato e quindi per tutto il tempo viene tenuto d'occhio il bambino sbagliato. Poi, al suo undicesimo compleanno, al bambino infernale (che in realtà è il capetto di una banda, ma abbastanza tranquillo) viene regalato un cane, che dovrebbe essere Cerbero, ma che il bambino chiama semplicemente Dog e il cane, anzichè un demonio, si trasforma in un docile cane completamente addomesticato.
In tutto questo, ci sono un angelo ed un diavolo che dopo tanti anni passati a "lavorare" insieme, in realtà sono praticamente diventati amici, e l'idea che si sia alla fine del mondo non è che va molto giù. 
Da qui si sviluppano una serie di dinamiche, con tanti personaggi che si incrociano, tipo i quattro motociclisti dell'Apocalisse (carestia, guerra, inquinamento, morte), la nipote di Agnes Nutter e il nipote del cacciatore che ha messo sul rogo Agnes, e altri. Tutto passando da un gruppo di personaggi all'altro. 
Dicevo, l'idea di base era carina, ma si allarga su troppi personaggi e alla fine l'ho trovato molto caotico. Ho trovato uno scopo quasi moralistico contro carestia, guerra, inquinamento. E anche morte. Ho trovato interessanti le riflessioni sul bene e sul male, soprattutto quando dice che gli uomini hanno raggiunto livelli di cattiveria tali che sono anche superiori a quelle dei diavoli stessi. 

"L'inferno non è una grande riserva di cattiveria, pensava Crowley, nè il Paradiso è una sorgente di bontà; sono due fazioni opposte nella grande partita a scacchi dell'universo. Il fatto è che la vera grazie a la vera cattiveria albergano nella mente degli uomini".

Carino, ma mi aspettavo qualcosa di più brillante, meno caotico e con un finale che sia un finale. Non mi ha convinto del tutto.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

Bolero nella villa dei vecchi - Fatos Kongoli


Titolo originale: Bolero ne vilen e pleqve (2009)

Parashqevi lavora come infermiera in un ospedale di Tirana. La sua è l’esistenza triste e solitaria di una donna che si considera inclusa nella categoria delle bruttine. Dalla sua vita grigia e segnata da un passato pieno di eventi tragici (sullo sfondo dei moti del 1997 in Albania), non si aspetta ormai grandi cose. Per questo motivo, quando un giorno il suo capo le presenta un uomo ricco e influente alla ricerca di una persona di fiducia che si occupi degli anziani genitori, lei accetta. Da quel momento, e per quattro lunghi anni, vivrà nella villa dei vecchi, in una sorta di universo chiuso che rappresenta una dimensione altra rispetto al mondo esterno. Qui, nella casa del signor Irfan e della signora Firdus, a scandire il tempo ci sono i battibecchi fra i due anziani coniugi, le loro stranezze e le lettere che si scambiano per comunicare da un piano all’altro, lettere che scompaiono senza lasciare traccia. Misteriose come la musica del Bolero di Ravel, un altro tassello del linguaggio segreto e spesso indecifrabile che caratterizza il legame fra i due vecchi. (goodreads)

Avevo adocchiato questo libro qualche anno fa, mentre cercavo libri ambientati in Albania. Finalmente sono riuscita a trovarlo in biblioteca (ce ne sono pochissime copie). Mi aveva intrigato molto la trama, ma devo ammettere che dentro c'è tanto.

“A casa ho cominciato a pensarci su con più calma. ma perchè avevano scelto proprio me?”

“Scema" mi sono detta "com'è che non lo capisci? Sei un essere al grado zero dello sviluppo mentale, ecco perchè ti hanno scelta. Altrimenti, se quel lavoro fosse stato ambito da altri, non ti avrebbero presa in considerazione”


"L'offerta mi era stata fatta in un momento di vuoto interiore. Mi sentivo cullata tra le braccia di una malattia che in me si manifesta sotto forma di un dilemma ciclico: la vita vale la pena di essere vissuta? Si tratta di una vecchia malattia che risale all'epoca in cui leggevo molto, quando finii per includermi nella categoria delle ragazze brutte. In quel periodo non avevo esperienza, a parte lo scontento di essere brutta. Di sicuro, questo non ha a che fare con l'esperienza. Questo è niente se paragonato al momento in cui, dopo aver accumulato una certa esperienza, fatta di delusioni, si scopre l'assurdità della propria esistenza. Questo non ha niente a che vedere con la bruttezza nè con la bellezza. E' semplicemente il sentirsi delusi da se stessi. Ha un senso il numero crescente di donne albanesi che si suicidano a causa del loro grave stato depressivo"


Innanzitutto, ovviamente ci sono questi due anziani personaggi, marito e moglie, che vivono quasi da separati in casa e si parlano attraverso lettere, lunghissime quelle che scrive lui, molto brevi le risposte di lei. Lettere che nessuno sa dove finiscono perchè non si trovano da nessuna parte. Una coppia un po' "fumantina", dove i due spesso litigano e smettono di scriversi, per poi ricominciare. Sempre così di continuo. 
Parashqevi è una donna con un forte odio per il proprio aspetto fisico e con un passato pesante che viene assunta per badare ai due vecchi. Lei non è molto convinta, ma ha una istintiva attrazione nei confronti della seconda nuora dei vecchi, e accetta. In realtà le occasioni di incontrare Dirina saranno poche, ma Parashqevi è tormentata nel profondo da quello che le smuove dentro questa donna.
Nel corso della seconda parte scopriamo anche cosa è successo a Parashqevi. Una sera al lavoro sei uomini incappucciati l'hanno portata via durante il turno di lavoro, l'hanno portata fuori dal paese e l'hanno brutalmente violentata. Probabilmente come rappresaglia da parte del fratello della ragazza di cui era innamorata.


"Sono nata in una città costiera. (....)Dirò che è una città portuale dove non metto piede da molti anni, da quando me ne sono andata e non ho più rivisto nè il mare nè le strade nè gli abitanti.  Non ho nessuna voglia di rivederli.
Quelli che non voglio rivedere appartengono a una categoria di persone oscure, che tingono tutta la città con il loro nero. Come un vaso pieno di acqua limpida che diventa nero se vi si versano dentro alcune gocce d'inchiostro di china. Sono nere come gocce d'inchiostro di china. Non riesco a immaginare la mia città diversamente da un vaso pieno d'acqua in cui siano state versate gocce d'inchiostro di china che hanno tinto di nero ogni cosa. Il nero è il colore della morte. La mia città mi ricorda la morte. Lì ci sono le tombe dei miei genitori e dei miei fratelli - che, come la città con il suo mare, le sue strade e e i suoi abitanti, da molti anni non sono tornata a rivedere. Solo mia madre si è spenta nel suo letto per un cancro al seno. Mio padre e i miei fratelli non sono morti di malattia. Sono stati uccisi. Prima mio padre, poi i miei due fratelli."


Le faide familiari sono una cosa risaputa in quell'Albania. Le due persone che la trovano ferita in mezzo alla strada la portano all'ospedale di nascosto e le dicono che la miglior riconoscenza è che lei non dica mai che sono stati loro ad aiutarla. Anche in ospedale tutti capiscono subito cosa è successo, ma nessuno può dire niente per paura di ritorsioni.
L'omosessualità è una vergogna, così come poi sarà una vergogna il fatto che ad un certo punto Parashqevi rimarrà da sola con Irfan nella villa, dopo che è morta la moglie, dovendo sopportare le malelingue pettegole del paese che non reputano consono che una donna viva da sola con un uomo con cui non è sposata. 

Il libro si sviluppa su due parti. La scrittura si legge bene. Le tematiche sono davvero ampie. Il libro è ambientato in un periodo in cui in Albania regnavano caos ed anarchia, con scontri armati anche tra i civili. E' un libro interessante, dove ci sono tante cose, tanti argomenti. Anche il fatto che Parashqevi sia costantemente in contrasto con la sua faccia mentre la guarda allo specchio, l'essersi convinta di essere irrimediabilmente brutta e non meritevole di alcun affetto, il sentirsi sempre come un sacco di spazzatura. Ci sono anche alcune pagine di "realismo magico", in cui Parashqevi vede in sogno la signora Firdus (da viva e da morta). E' un libro intenso.
Mio voto: 7 e mezzo / 10