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sabato 25 dicembre 2021

Nove perfetti sconosciuti - Liane Moriarty


Titolo originale: Nine perfect strangers (2018)

Nove persone si riuniscono a Tranquillum House, una remota località termale australiana che promette di cambiare la vita dei suoi ospiti in soli dieci giorni. Alcuni sono arrivati per perdere peso, altri per provare a migliorare la propria vita, altri ancora per motivi che non possono ammettere nemmeno con se stessi. Il programma è fatto di lusso e coccole, meditazione, yoga e la conquista di una nuova consapevolezza. Ma nessuno dei presenti può lontanamente immaginare quanto saranno difficili i prossimi dieci giorni, e come una vacanza all'insegna del benessere possa trasformarsi in qualcosa di molto diverso. Frances Welty, scrittrice di romanzi rosa, arriva al resort per curare il mal di schiena, il suo cuore infranto e un inesorabile declino delle vendite dei suoi libri. È subito incuriosita dagli altri ospiti, la maggior parte dei quali non sembra affatto aver bisogno di cure. Ma la persona che la intriga di più è Masha, la strana e carismatica proprietaria e direttrice di Tranquillum House. Questa donna potrebbe davvero avere le risposte che Frances sta cercando? E Frances dovrebbe lasciarsi coinvolgere e accettare tutto quello che il resort sta di fatto imponendo? Non passa molto tempo, infatti, prima che tutti gli ospiti si pongano esattamente la stessa domanda e la situazione diventi sempre più inquietante. (ibs) 

Il libro si legge abbastanza bene, nel senso che lo stile narrativo è scorrevole. Ci sono molti dialoghi, anche piacevoli. I personaggi sono ben caratterizzati, nonostante siano nove (più i tre dello staff e alcuni di contorno), non si fa confusione tra uno e l'altro. Sicuramente vedo come personaggio centrale Frances, più preponderante rispetto agli altri. 
Tuttavia, in questo libro ci sono almeno 150 pagine di troppo.  C'è una specie di colpo di scena finale, dove arriva in scena un uomo che in realtà non aggiunge molto alla storia, se non far capire qualcosa di più del passato di Masha, ma sinceramente a quel punto non ha cambiato molto (e non dico di più per non spoilerare nulla). 
Sinceramente, il libro parte bene ma poi diventa tirato per le lunghe, e tutto il processo di "decadimento" di Masha perde l'intensità che poteva avere. A un certo punto non ne potevo più, ma sono arrivata alla fine per vedere cosa succedeva. Più volte ho pensato di interromperlo da quanto mi stava annoiando (anche la parte di preparazione al "processo" è solo ridondante). 
Ho letto questo libro perchè era indicato da diversi utenti di goodreads come un "locked-room mystery" ma sono molto perplessa di questa definizione. D'accordo con il discorso "locked-room" dal momento che i nove personaggi sono letteralmente rinchiusi in questo resort senza possibilità di scampo. Ma non vedo la parte mystery. Sì è vero, ad un certo punto prende un po' una piega vagamente thriller, ma non c'è nulla da risolvere, nessun mistero. Non sono così sicura che si possa inserire in questa categoria, e al tempo stesso, non ho nessuna intenzione di "averlo letto per niente" (sì, mi spiace, il commento è un po' forte ma è quello che penso). 
Mio voto: 6 / 10

venerdì 29 ottobre 2021

Il manuale dell'uncinetto - Gaia Segattini



Titolo originale: Il manuale dell'uncinetto. Tutte le basi spiegate passo passo, per mettersi alla prova fin da subito e 20 progetti originali con livello di difficoltà (2015)

Conosco Gaia Segattini (di nome e fama) da anni, faceva delle creazioni simpaticissime piene di gatti. Così per curiosità ho letto questo libro. Purtroppo in ebook è in bianco e nero, perde tutto il colore delle creazioni della Segattini.
Si tratta di un manuale molto breve, dove spiega alcuni punti base dell'uncinetto, come si cambia colore, come si chiude un lavoro, e poi ci sono una ventina di progetti realizzabili. Alcuni progetti sono deliziosi, alcuni so che proverò a farli, altri non credo li farò mai ma possono essere spunti per altre idee.
Parliamo di un manuale proprio base (secondo me, in alcuni passaggi, comunque non proprio facilissimo da comprendere per un neofita), in realtà troppo base per me che lavoro da tanto, ma ero proprio curiosa dei suoi progetti. Carino. Si legge in poche ore (a meno di voler provare subito tutti i progetti!).
Mio voto: 7 / 10

mercoledì 27 ottobre 2021

E dal cielo caddero tre mele - Narine Abgarjan



Titolo originale: С неба упали три яблока (2015)
Titolo inglese: Three apples fell from the sky

A Maran la vita è sospesa tra realtà e fiaba, in un tempo che dalla Storia prende forma, per poi trasfigurare, evaporare. Qui, in questo paesino di pietra e antiche credenze sul cucuzzolo di una montagna armena, guerra e calamità naturali travolgono, pare per sempre, la fragile quiete della sua manciata di case. Solo in pochi sopravvivranno e potranno raccontare quasi un secolo di eventi. Tra loro ci sono Anatolija e Vasilij, Jasaman e Ovanes, Tigran e Valinka, e da loro sgorgano storie dal sapore magico, narrate da una penna tersa e di fulgida bellezza: accadimenti provvidenziali e segni inspiegabili, come gli angeli che scendono dal cielo a raccogliere le anime dei morti o la comparsa di un pavone bianco misterioso e salvifico. E nel momento in cui tutto sembra essere accaduto, in cui la vita sembra compiuta, ecco che si schiude il miracolo, la pietra respira. E nasce l'incanto.(ibs)

Che libro delizioso! E' la storia del paese e degli abitanti che nonostante la guerra, le carestie, le calamità naturali, sono voluti rimanere lì, sulla montagna che ha trascinato a valle metà del vecchio abitato. Sono abitanti "pietrificati", come dirà la moglie di Tigran. Sono storie anche di dolore, di persone che ormai non si aspettano molto dalla vita, infatti il libro si apre con Anatolija che pensa di essere in procinto di morire. Ma a Maran tutti si conoscono e Anatolija non riuscirà a portare a termine il suo piano, anzi, nel giro di un anno la sua vita subirà un ribaltone incredibile, magico.
Dei sei personaggi citati dalla sinossi verrà fatto anche tutto l'excursus familiare, in modo non pesante, ma tutti questi personaggi hanno dei lutti familiari alle spalle. Eppure sono tutti vicini gli uni agli altri, una specie di famiglia allargata dove ci si aiuta per il bene comune.
A volte, dopo tanto dolore, la felicità arriva. E la felicità ha mille forme diverse, alcune a cui non avevamo mai pensato...
Nel libro ci sono tante tradizioni, anche alcune superstizioni (per esempio le croci nei cimiteri che vengono messe dai piedi e non dalla testa). Tanta magia, credo sia tranquillamente inseribile nel filone del realismo magico. Simpaticissima la cosa che ogni famiglia viene ricordata con il soprannome dato al capostipite.
Bella scrittura, scorrevole, accogliente, delicata anche quando racconta momenti tristi. Riesce a rendere l'ambiente e le persone senza dilungarsi in fronzoli.
Il significato del titolo è spiegato nel finale del libro.
Piaciuto tanto e mi ha anche commossa.
Mio voto: 9 / 10

domenica 10 ottobre 2021

La pista - Anne Holt



Titolo originale: En grav for to (2018)
Titolo in inglese: A grave for two

Una sciatrice accusata di doping a pochi mesi dalle Olimpiadi. Uno sciatore morto in circostanze controverse. E un mondo, quello dello sci, che si rivela in tutta la sua violenza e corruzione. Selma Falck, ex atleta di fama mondiale e avvocato di grido, ha perso tutto. Il marito, i figli, il lavoro e il suo vecchio giro d'affari. Sola, emarginata e con un vizio che minaccia di trascinarla ancora piú in basso, Selma si è rintanata in un lurido appartamentino nella zona piú squallida di Oslo. Fino a quando Jan Morell, padre di Hege Chin Morell, campionessa di sci di fondo norvegese, non bussa alla sua porta. La figlia è risultata positiva al doping e rischia la squalifica dalle Olimpiadi di PyeongChang. Convinto che Hege sia stata sabotata, Jan offre a Selma il compito apparentemente impossibile di provarne l'innocenza. Ma quando Selma accetta l'incarico e inizia a investigare, uno sciatore della nazionale viene ritrovato morto dopo un allenamento. L'autopsia rivela tracce della stessa sostanza presente nel sangue di Hege. E mentre l'indagine si infittisce e un altro cadavere viene scoperto, Selma comincia a rendersi conto che anche la sua vita è in serio pericolo. (ibs)

Interessante giallo ambientato in Norvegia, nel mese di dicembre, dove il freddo ti penetra nelle ossa già dalle pagine che leggi. Selma Falck è un'avvocata di grido ed ex campionessa di pallamano. Ma purtroppo ha il vizio del gioco e per le sue scommesse ha sottratto soldi ad un suo cliente, quel Jan Morell che ora la ingaggia per scoprire cosa è successo a sua figlia. Perchè Jan sa che Selma è l'unica che può riuscirci ed è disposto a darle una seconda occasione. A causa del suo vizio, Selma ha perso il marito e i figli. La persona a cui è più legata è un barbone, ex poliziotto un po' suonato che però riesce a darle utili consigli quando lei non sa che pesci pigliare.
La vicenda è interessante, anche se mi sono persa un po' nel mondo sportivo norvegese. Si legge piuttosto bene, a parte alcuni passaggi un po' contorti da seguire con un po' di attenzione. A mio parere è un po' contorto il finale. Ha voluto incastrare molte cose, quando sarebbe stato meglio concentrarsi solo su una vicenda, piuttosto che volerci depistare inutilmente. La vicenda della scenografia ci ho messo un po' a capire cosa fosse. In generale, credo che la storia sia interessante ma ha alcuni problemi nella struttura narrativa. Mi piace però questa avvocata / investigatrice.
Mio voto: 7 / 10

giovedì 7 ottobre 2021

Urla nel silenzio - Angela Marsons


Titolo originale: Silent scream (2015)

Cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere. Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo...(ibs)

ATTENZIONE: contiene spoiler sul finale

Ammetto di aver divorato questo libro in un paio di serate. La scrittura è scorrevole, la trama accattivante. Dietro alla vicenda ci sono anche gli scheletri della detective Kim Stone (di cui non parla volentieri) per cui riesce a provare una totale empatia per le ragazze rinchiuse nella struttura, abbandonate sia dalla famiglia sia dallo Stato che doveva averne cura. Un argomento anche di denuncia sociale per questo tipo di istituzione.
Ho trovato la detective molto mascolina nel modo di fare, ma alla fine mi piace e credo andrò avanti nella serie, di cui questo è il primo libro. Carino il parallelismo tra i tasselli del caso che deve risolvere e i componenti della moto che non riesce a mettere insieme. Molto bello il personaggio di Lucy, una combattente nonostante la sua disabilità.
Non mi convince invece il finale, col doppio colpevole a sorpresa, e in entrambi i casi non si capisce come la detective arrivi a quell'idea. Avrei preferito che la vicenda si chiudesse con la cattura dello psicopatico che prova ad ucciderla, penso che fosse più lineare con la storia, anche se avrebbe dovuto spiegare diversamente il perchè le cinque persone stavano scavando la buca...
Intrigante comunque.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

sabato 25 settembre 2021

Hollow City. Il secondo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali - Ransom Riggs



Titolo originale: Hollow City (Miss Peregrine's Peculiar Children #2) - 2014
 
Chi è Jacob Portman? Un ragazzo qualunque finito dentro un'avventura più grande di lui, o un predestinato, uno Speciale dai poteri prodigiosi, cacciatore di mostri terrificanti? Nessuno conosce la verità. L'unica cosa certa è che sembrano trascorsi secoli dal giorno in cui la misteriosa morte del nonno lo ha spinto a indagare sul passato della sua famiglia, catapultandolo sull'isoletta di Cairnholm, al largo delle coste gallesi. È qui che si imbatte nella bizzarra e affascinante combriccola degli Speciali: creature dotate di curiosi e irripetibili poteri, membri superstiti di una stirpe meravigliosa, costretti, per sfuggire alla persecuzione di un mondo ottusamente normale, ad affidarsi alle inflessibili cure di Miss Peregrine, la donna-uccello in grado di manomettere il tempo. Ma ora che Miss Peregrine è ferita e non riesce a recuperare le proprie sembianze umane, i ragazzi speciali e Jacob dovranno vedersela da soli con chi minaccia di distruggerli, e così abbandonare l'eterno presente in cui hanno vissuto per avventurarsi nel mondo reale. "Hollow City" è il secondo volume della trilogia di Miss Peregrine. Sul primo, "Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali", è basato l'omonimo film, prodotto dalla Twentieth Century Fox, scritto e diretto da Tim Burton. (ibs)

ATTENZIONE: contiene spoiler 

Il libro comincia nel 1940, e riprende la fine del precedente. I ragazzi, costretti a lasciare il loro anello, sono alla disperata ricerca di una ymbryne che possa aiutare Miss Peregrine a riprendere il suo aspetto normale, stando attenti a non essere presi dai Vacui e dagli Spettri. Incontreranno altri Speciali che li aiuteranno a trovare l'ultima ymbryne rimasta libera a Londra che riuscirà a curare l'uccello che gli hanno portato i ragazzi. Solo che.. l'uccello non è Miss Peregrine bensì suo fratello, il malvagio che ha scatenato tutta questa ricerca degli Speciali per rubare loro l'anima e purtroppo riuscirà a rapire anche alcuni dei ragazzi, tranne Jacob ed Emma che sono riusciti a nascondersi, scappando dalle grinfie di un Vacuo che alla fine prende ordini proprio da Jacob. Chiaramente il libro finisce lasciando intendere che c'è un proseguo. A Londra, con un salto temporale, Jacob riesce anche a mettersi in contatto telefonico col padre, dicendogli che ha lo stesso dono del nonno.

Ho scelto questo libro per la categoria dark academia, anche se i ragazzi non si trovano a scuola ma in giro per il tempo, ho pensato che comunque sono gli allievi di Miss Peregrine.
La lettura è molto scorrevole. Varrebbe la pena di leggere l'intera serie tutta di fila (nata come trilogia, ma i libri mi risultano essere di più..), ma al momento non riesco, però spero di proseguire appena possibile. Si capisce che il meglio deve venire, questo libro, forse, è un po' allungato, ma regge bene la narrazione.
Le fotografie sono vere fotografie di fotografi soprattutto amatoriali che l'autore ha scovato in mercatini e simili, e che ha utilizzato per creare i personaggi del libro.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

lunedì 6 settembre 2021

Un tè a Chaverton House - Alessia Gazzola


Titolo originale: Un tè a Chaverton House (2021)

Un’antica dimora inglese in cui tutto può accadere. Mi chiamo Angelica e questa è la lista delle cose che avevo immaginato per me: un fidanzato fedele, un bel terrazzino, genitori senza grandi aspettative. Peccato che nessuna si sia avverata. Ecco invece la lista delle cose che sono accadute: lasciare tutto, partire per l’Inghilterra e ritrovarmi con un lavoro inaspettato. Così sono arrivata a Chaverton House, un’antica dimora del Dorset. Questo viaggio doveva essere solo una visita veloce per indagare su una vecchia storia di famiglia, e invece si è rivelato molto di più. Ora zittire la vocina che lega la scelta di restare ad Alessandro, lo sfuggente manager della tenuta, non è facile. Ma devo provarci. Lui ha altro per la testa e anche io. Per esempio prepararmi per fare da guida ai turisti. Anche se ho scoperto che i libri non bastano, ma mi tocca imparare a memoria i particolari di una serie tv ambientata a Chaverton. La gente vuole solo riconoscere ogni angolo di ogni scena cult. Io invece preferisco servizi da tè, pareti dai motivi floreali e soprattutto la biblioteca, che custodisce le prime edizioni di Jane Austen e Emily Brontë. È come immergermi nei romanzi che amo. E questo non ha prezzo. O forse uno lo ha e neanche troppo basso: incontrare Alessandro è ormai la norma. E io subisco sempre di più il fascino della sua aria da nobiltà offesa. Forse la decisione di restare non è così giusta, perché io so bene che quello che non si dovrebbe fare è quello che si desidera di più. Quello che non so è se seguire la testa o il cuore. Ma forse non vanno in direzioni opposte, anzi sono le uniche due rette parallele che possono incontrarsi. (ibs.it)

Avevo bisogno di un romanzo leggero, spensierato. Non avevo ancora letto nulla della Gazzola, ho in preventivo di leggermi la serie dell'allieva, ma quest'anno non riesco ad infilarlo in nessuna sfida. E così ho optato per questo libro, meno di duecento pagine, di lettura molto scorrevole, anche se in alcuni punti credo avrebbe fatto meglio ad usare termini più terra terra (tipo quando parla di cose mediche, ma lì si capisce il suo background di studi...).
Angelica si trova in una fase complicata della vita, è stata lasciata dal fidanzato (che si è messo con la loro coinquilina) e ha lasciato il lavoro da supplente per un infortunio sul lavoro. Per pochi mesi ha lavorato in un laboratorio dove sfornava cornetti, ma anche questo chiude. E allora si avventura in questa ricerca del bisnonno, apparentemente disperso in guerra, che ha vissuto nel Dorset come prigioniero, investigando sui posti in cui lui ha vissuto e parlando con le persone che lo hanno conosciuto. E temporaneamente trova lavoro come guida turistica proprio a Chaverton House, una dimora storica sede di una famosa serie tv. Il resto ve lo faccio leggere.
La trama di per sè non è molto complicata, in effetti è ciò che lo rende un libro leggero per distrarsi un po' e sognare nell'ambientazione delle campagne inglesi. La storia del bisnonno forse è resa più complicata di quello che in realtà è stata. Carina la cosa delle fate, però poteva essere sviluppata di più. 

La cosa simpatica è che la Gazzola ha scritto questo libro in un mese, durante il lockdown dello scorso anno, proprio per un suo bisogno di uscire dalla realtà pensando a dove avrebbe voluto essere. E ogni puntata la spediva a sua madre e ad un gruppo di amiche.

"Se mai ce ne fosse stato il bisogno, quest'esperienza mi ha dimostrato che le storie uniscono. Le storie creano un legame tra le persone. Le storie consolano e a volte, in momenti eccezionali, per quanto semplici e senza pretese possano sembrare, le storie salvano dai brutti pensieri."

Piacevole.
Mio voto: 7 / 10

domenica 5 settembre 2021

Io sono Malala - Malala Yousafzai con Christina Lamb



Titolo originale: I Am Malala: The Girl Who Stood Up for Education and Was Shot by the Taliban (2013)

Oggi Malala è il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere, ed è Premio Nobel per la Pace 2014. Questo libro è la storia vera e avvincente della sua vita coraggiosa, un inno alla tolleranza e al diritto all’educazione di tutti i bambini del mondo, il racconto appassionato di una voce capace di cambiare il mondo. 9 ottobre 2012. Valle dello Swat, Pakistan, ore dodici. La scuola è finita, e Malala insieme alle sue compagne è sul vecchio bus che la riporta a casa. All’improvviso un uomo sale a bordo e spara tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita. Malala ha appena quindici anni, ma per i Talebani è colpevole di aver gridato al mondo sin da piccola il suo desiderio di leggere e studiare. Per questo deve morire. Ma Malala non muore: la sua guarigione miracolosa sarà l’inizio di un viaggio straordinario dalla remota valle in cui è nata fino all’assemblea generale delle Nazioni Unite. (garzanti.it)

Un libro che sicuramente merita di essere letto, perchè non è solo la storia del ferimento di questa ragazzina, ma ripercorre tutta la storia del Pakistan, dalla nascita della nazione, alle motivazioni che hanno portato alla conquista dei talebani e alle guerre per farli andare via. E' un libro che chi ama la storia troverà molto interessante, perchè tutta la parte storica è resa molto bene, in modo ben comprensibile, seguendo anche le vicende della famiglia di Malala (e quindi, tutto il discorso culturale del popolo). Il tutto, in una totale assenza dello stato.
Ad inizio libro, Malala è una bambina di undici anni, ed ha una disperata sete di conoscenza. Il suo unico desiderio è poter andare a scuola e imparare e primeggiare per bravura sulle sue compagne. Ma in Pakistan alle donne è riservato un altro ruolo, principalmente quello di stare a casa e badare alla famiglia, della loro istruzione nulla importa. Malala però ha alle spalle un padre insegnante, col desiderio di fondare una scuola per istruire più bambini possibili, e soprattutto un padre che non si dispera di aver avuto una femmina ma ne gioisce, e la incita in ogni modo a non aver paura delle sue opinioni. Ma la voce di Malala (e anche quella del padre e di alcuni suoi amici, perchè contrari alla talebanizzazione) comincia a dare fastidio ai talebani, anche perchè la sua battaglia per l'istruzione comincia ad avere un clamore che travalica i confini del Pakistan, e un giorno quando esce da scuola Malala viene colpita al volto da una pallottola. Tuttavia non morirà, verrà portata a Birmingham dove subirà interventi e una lunga convalescenza, ma la sua battaglia, proprio "grazie" ai talebani avrà una eco mondiale, al punto da portarla anche a vincere il nobel per la pace. Il prezzo da pagare sarà il non poter più tornare nella sua patria (ad un certo punto anche la sua famiglia la raggiungerà). Purtroppo, nel suo paese c'è chi ha pensato che sia stata tutta una montatura per scappare in Inghilterra.

"Una volta chiedevo a Dio quattro o cinque centimetri di altezza in più, ma in cambio lui mi ha resa alta come il cielo talmente alta che non sono più in grado di misurarmi. (...)
Io amo Dio. Ringrazio il mio Allah. Gli parlo tutto il giorno. Lui è il più grande. Donandomi questa diversa altezza da cui parlare alla gente, Lui mi ha conferito anche grandi responsabilità. La pace in goni casa, in ogni strada, in goni villaggio, in ogni nazione - questo è il mio sogno. L'istruzione per ogni bambino e bambina del mondo. Sedermi a scuola a leggere libri insieme a tutte le mie amiche è un mio diritto. Vedere ogni essere umano sorridere di felicità è il mio desiderio.
Io sono Malala. Il mio mondo è cambiato, ma io no"

Libro consigliatissimo a chi ama la storia. Io, ammetto, come sempre con questi libri, ad un certo punto ho arrancato un po', ma riconosco il valore di una testimonianza come questa, ed il libro è decisamente ben scritto e di facile lettura, nonostante l'argomento importante.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

sabato 28 agosto 2021

Curare il diabete senza farmaci: Un metodo scientifico per aiutare il nostro corpo a prevenire il diabete - Neal D. Barnard



Titolo originale: Dr. Neal Barnard's Program for Reversing Diabetes: The Scientifically Proven System for Reversing Diabetes Without Drugs (2006)

Per anni a chi soffre di diabete la spiegazione più diffusa in medicina è stata che la produzione di insulina è diventata irrimediabilmente disfunzionale.
Neal Barnard propone in questo libro un programma rivoluzionario: ripristinare la funzionalità dell’insulina e contrastare il diabete di tipo 2. Scientificamente provato, il suo metodo non stravolge la regolarità quotidiana dei pasti, ma spiega come prepararli secondo la ripartizione dei Quattro Nuovi Gruppi Alimentari: verdura, frutta, cereali integrali e legumi.
Viene così garantita ai pazienti la diminuzione dell’assunzione dei farmaci per il diabete, o perfino la loro eliminazione; la riduzione del rischio di complicazioni; notevoli benefici per la salute: perdita di peso, abbassamento del colesterolo e della pressione sanguigna.
Oltre a una maggiore energia e vigore, grazie anche a cibi deliziosi da gustare in porzioni generose, come quelli delle 60 ricette originali preparate in collaborazione con la chef vegana Bryanna Clark Grogan e contenute in questo libro (goodreads.com)

Per la categoria "un libro sulla body positivity", ho scelto questo. Premetto che non sono diabetica, ma l'argomento glicemia-insulina mi interessa, soprattutto se non coinvolge farmaci.
Innanzitutto, non è proprio vero, come dice nella presentazione, che il metodo non stravolge la regolarità quotidiana dei pasti. O, meglio, non stravolge la regolarità bensì quello che viene fatto mangiare. Molto in sintesi, il metodo proposto dal Dott. Barnard propone una dieta priva di grassi animali (vegana), priva di grassi vegetali e con alimenti a basso indice glicemico. Il tutto porta ad una riduzione del colesterolo, ad un calo dei trigliceridi, ad un calo della pressione arteriosa, e ad un miglioramento del lavoro dell'insulina. E di conseguenza, una regressione del diabete e un miglioramento della salute in generale anche in termini di calo del peso. Questo molto molto sintetizzato. In pratica, senza problemi di quantità, si possono consumare legumi, cereali (integrali), frutta e verdura. Se poi si aggiunge anche un costante movimento fisico, i risultati migliorano ulteriormente.
La teoria da lui esposta è molto interessante, anche se tutti i nutrizionisti che ho sentito finora sconsigliano di togliere completamente la carne dalla dieta. Io non ne faccio un grande consumo, ma sicuramente mi è difficile pensare di eliminarla del tutto (niente più prosciutto crudo o tortellini a Natale??).
All'interno del libro comunque spiega dettagliatamente i motivi delle sue teorie, entrando anche in semplici ma chiare spiegazioni dei meccanismi e delle conseguenze del diabete, dell'insulina, degli integratori vitaminici, dei cibi-tentazione, e un sacco di altre cose che ho trovato estremamente interessanti.
Le ultime 20/30 pagine prima delle note sono dedicate ad un piano alimentare ipotetico e alla spiegazione delle ricette, alcune molto molto interessanti e che potrei comunque provare.
E' un libro che, alla lunga, diventa abbastanza ripetitivo perchè ricorda mille volte i principi fondamentali su cui si basa (li abbiamo già capiti!!). Comunque ne suggerisco la lettura perchè interessante ed utile.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

sabato 24 luglio 2021

Non qui, non altrove - Tommy Orange



Titolo originale: There there (2018)

«Non qui, non altrove è un tuffo profondo e toccante nella comunità dei Nativi Americani: un esordio stupefacente.» Margaret Atwood via Twitter 
«Essere indiano non ha mai significato il ritorno alla terra. La terra è ovunque, o in nessun luogo.» 

Ogni anno, a Oakland, in California, gli indiani d'America organizzano un raduno, una grande festa della nazione perduta e impossibile da dimenticare. Ogni anno, oltre le perline colorate, le penne fra i capelli e il folklore turistico delle riserve, migliaia di nativi del Nord America confluiscono lì da altre città, dove vivono senza sentirsi mai a casa. Si ritrovano per cercare l'uno nell'altro una patria, per riavere un luogo che, almeno per un giorno, sia di nuovo solo loro. E ognuno lo fa a modo suo. 
Il giovane Dene tiene viva la memoria dello zio raccogliendo testimonianze per un documentario. Edwin entra a far parte dell'organizzazione del powwow, come i nativi chiamano l'evento, per conciliare le sue origini miste. Jacquie cerca di riprendere le fila della sua vita disperata attraverso quella famiglia che non sa più di avere. E così, insieme agli altri formidabili personaggi che popolano il romanzo, con le loro storie maledette e potenti che si intrecciano l'una all'altra, quegli uomini e quelle donne si preparano a vivere una giornata speciale, che si rivelerà fatale per tutti. 
Non qui, non altrove è il ritratto meraviglioso di un'America che quasi nessuno di noi conosce. È memoria, spiritualità e bellezza. È identità, violenza e riscatto. È la storia di una nazione e del suo popolo. È la rabbia e la nostalgia per un qui che abbiamo considerato nostro e custodiamo nel cuore, ma che in qualche modo, portandocelo via, altri ci hanno costretto a chiamare altrove. (sperling.it)

Stavo cercando un libro scritto da un "indigenous author" (Tommy Orange ha origini Cheyenne) e mi ha ispirato la trama di questo. Sinceramente, mi aspettavo qualcosa di diverso.
Il libro parte presentando sei personaggi che non c'entrano nulla l'uno con l'altro. Tutti indiani urbani, cioè persone con origini indiane ma che sono vissute principalmente in città. Tutte persone con grossi problemi, di droga, di alcoolismo, di rapporti familiari distrutti. Dopo di che vengono introdotti altri sei personaggi che hanno a che fare coi precedenti e piano piano si comincia a capire come sono in qualche modo collegati. Tutti questi personaggi, poi, sono collegati all'evento dell'anno, il powwow, il grosso raduno in cui gli indiani si "travestono da indiani" e ballano, cantano, ripercorrono le proprie origini. L'ultima parte del libro parla proprio del powwow e di cosa succede in quell'occasione, che diventa un vero massacro.
Il libro parte veramente lentamente, ben più di  un diesel. La scrittura è anche gradevole da leggere, la storia anche, a mio parere invece lo svolgimento lascia un po' a desiderare perchè è caotico. Ci sono tanti salti temporali e ogni capitolo è un cambio di personaggio, a volte nel presente a volte nel passato. Ho fatto fatica a seguire le dodici vite di cui parla. La parte veramente bella è la quarta, quella del powwow. Ma prima ha dei tratti anche noiosi. Mi spiace, non lo apprezzo probabilmente per quanto merita. Bella idea, bella scrittura, ma lo sviluppo narrativo non mi ha coinvolto. Forse è uno di quei libri che andrebbe letto due volte: la prima per capire la storia in generale e la seconda per approfondire. Ho apprezzato molto il riepilogo finale con la sintesi delle caratteristiche di ciascun personaggio.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

martedì 20 luglio 2021

Il giocatore - Fëdor Dostoevskij


Titolo originale: Игрокъ (Igrok) - 1866 
Titolo in inglese: The gambler 

Un giovane precettore viene posseduto dal demone del gioco d'azzardo. Il racconto diventa così la narrazione di un'ossessione descritta con lucida genialità dal giocatore stesso. L'incalzante ritmo narrativo segue passo passo l'incrinarsi del destino. Poi uno stacco temporale e il lettore è proiettato d'improvviso in un'intricata matassa di rapporti di cui il protagonista cerca disperatamente il bandolo. La tecnica narrativa procede per interrogativi, supposizioni, indizi, suscitando un'atmosfera di autentica suspense che si risolve solo alla fine, quando il racconto perde il ritmo convulso e premette al lettore di sciogliere dubbi ed enigmi. (ibs.com)

Questo romanzo fu scritto da Dostoevskij per necessità (doveva pagare dei debiti di gioco, di cui anche lui era dipendente). In questo romanzo, analizza il gioco d'azzardo con un occhio sui vari tipi di giocatori: i ricchi che sperperano soldi per divertimento, i poveri che giocano nella speranza di riscattarsi, i ladri all'interno del casinò che rubano le vincite. Nel romanzo poi sono presentate alcune caratteristiche tipiche a seconda delle nazionalità: l'altezzoso barone tedesco, il gentleman impassibile inglese, il francese manipolatore, i polacchi politicamente scorretti.

Il romanzo è ambientato nella fittizia città termale di nome Roulettenburg, il cui casinò attira molti turisti. Aleksej Ivànovic, il narratore, è precettore presso la famiglia di un vecchio generale che è perdutamente innamorato di una giovane francese dal passato torbido, mademoiselle Blanche; ci sono poi due bambini e la figliastra del generale, Polina Aleksàndrovna, della quale Aleksej è follemente innamorato senza essere ricambiato. 
Attorno ad essi gravitano Mr. Astley, un ricco inglese, onesto e timido, anch'egli innamorato di Polina, e il marchese francese des Grieux, subdolo personaggio amato da Polina. 
Aleksej, pur di suscitare interesse in Polina, soddisfa un capriccio di quest'ultima e si prende burla di un barone tedesco. Inoltre, egli si trova a dover giocare e vincere soldi per Polina, che necessita di denaro perché la famiglia è al limite della rovina a causa delle manipolazioni del marchese des Grieux, il quale ha portato il generale a ipotecare una grossa parte del patrimonio familiare. L'unica via di salvezza consisterebbe nella morte della nonna, Antonida Vasil'evna, di cui sarebbero gli eredi. Tutti attendono con ansia l'arrivo dalla Russia della notizia del decesso della nonna, in modo tale che il generale possa sposare mademoiselle Blanche. E invece la nonna piomba a Roulettenburg, lasciando tutti di stucco, e facendosi accompagnare solo da Aleksej, comincia a darsi al gioco della roulette. Inizialmente la fortuna è con lei, ma poi questa gira e la nonna, in preda al demone del gioco, perde la maggior parte dei suoi averi, con grande disperazione dei suoi familiari. A questo punto, venuto meno il patrimonio del generale, mademoiselle Blanche perde interesse per lui e il marchese des Grieux fugge, lasciando sola e senza soldi la sfortunata Polina. 
Aleksej decide di scommettere per aiutare economicamente Polina, e una sera in particolare comincia a vincere senza sosta; rientrando in albergo, si trova Polina in camera. Quando le racconta delle vincite al casinò, lei va fuori di testa, lo crede vizioso e, in preda alla follia, fugge da Mr. Astley. 
Aleksej viene convinto da M.lle Blanche a recarsi a Parigi dove praticamente lei vive da mantenuta sperperando i soldi di lui. Lì, i due vengono raggiunti dal generale, che finalmente riesce a sposare la sua amata. Aleksej allora riprende il suo viaggio attraverso i casinò, costretto addirittura a fare il domestico e il lacchè per mantenersi. Un giorno incontra Mr. Astley che gli spiega le ragioni di Polina: egli infatti rivela ad Aleksej che la ragazza in realtà era sempre stata innamorata di lui e, in segno della vecchia amicizia, gli lascia del denaro, lasciando decidere a lui se usarlo per raggiungere Polina in Svizzera o per giocare alla roulette. Aleksej decide di proseguire per la sua strada, rimandando al futuro la sua definitiva redenzione.

Libro interessante, non facile. Rende bene l'idea di quale demone sia il gioco d'azzardo, la foga di vincere sempre di più, non accontentandosi delle cifre vinte, finendo a rovinarsi nella speranza di riaversi. Interessante il mix di personaggi, che ovviamente sono amici del generale solo finchè gli fa comodo e si allontanano quando cade in disgrazia.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 11 luglio 2021

Il gatto che volle andare sottoterra - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The cat who went underground (1989)

Jim Qwilleran, ex giornalista a riposo, scapolo, di condizione agiata, decide di partire per una breve vacanza nel suo elegante cottage sul lago. Naturalmente, con i suoi due splendidi gatti siamesi, Koko e Yum Yum. Ma le costellazioni sono avverse e la vacanza si trasforma in un incubo: piove a dirotto, l'elettricità viene a mancare, lo scaldabagno si guasta, piove in casa... Ma il peggio deve ancora venire. Koko, grande "investigatore", scopre un cadavere proprio sotto il cottage. E non è che il primo di una serie. Non sarà facile per l'incauto Jim allontanare da sé i sospetti della polizia. Per fortuna può contare sull'aiuto prezioso dei suoi gatti. Scritto con uno stile scintillante, il romanzo sarà apprezzato soprattutto da chi ama il genere poliziesco, i gatti e lo humour. (anobii.com)

Dopo una serie di libri complessi, ho optato per uno dei miei gialli adorati con i siamesi. Non sicuramente il migliore della serie, ma sempre gradevole.
Qwilleran decide di passare l'estate nel cottage sul lago, ma sarebbe stato meglio se avesse letto l'oroscopo che glielo sconsigliava, perchè si succedono una serie di situazioni spiacevoli, addirittura rischia di finire affogato mentre si trova su un'isola durante un tornado che gli devasta tutta la parte nuova del cottage.
In realtà, il cadavere trovato da Koko non è il primo della serie bensì l'ultimo, quello che farà scattare la molla a Qwilleran per capire chi sia il colpevole, anche se la parte gialla è meno accattivante di altri libri della serie, forse perchè rimane abbastanza in secondo piano rispetto a ciò che succede a Qwilleran, e il cadavere si scopre a tre quarti del libro.
Adorabili i siamesi, senza di loro non sia arriverebbe mai alla soluzione. 
Mio voto: 6 e mezzo / 10


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Serie "Il gatto che...":

2) Il gatto che mangiava i mobili  
3) Il gatto che accendeva il registratore  
5) Il gatto che amava Brahms 
9) Il gatto che volle andare sottoterra
 

sabato 10 luglio 2021

Batman: anno uno - Miller, Mazzucchelli, Lewis


Titolo originale: Batman: year one

Premetto che non sono un'appassionata lettrice di fumetti, ho sempre preferito leggere dei libri, ma saltuariamente mi è capitato. Mi serviva un libro che fosse in un formato differente da quello che leggo di solito e ho pensato a questo, al quale mi lega un ricordo un po' triste, in realtà. Questo libro mi fu regalato anni fa, probabilmente appena uscito o poco dopo (questa edizione italiana è del 2008), da una amica a cui ero molto affezionata ma che decise di tagliare i ponti (e non sto a raccontarvi questa storia). Comunque, il libro era là sullo scaffale e ho pensato fosse venuta l'occasione giusta.
La mia conoscenza di Batman si limita a quello che veniva raccontato nelle puntate della serie tv con Adam West. Amavo quel telefilm. Ammetto che non conoscevo (o non ricordavo) il perchè Bruce Wayne fosse diventato Batman.
In questo albo, viene raccontata la nascita di Batman. Bruce era rimasto orfano dei genitori, uccisi durante un aggressione. Con l'aiuto del maggiordomo Alfred, ha studiato, ha girato il mondo, ha allenato il proprio fisico per poter portare giustizia nel mondo, sconfiggendo i criminali. Qui batman è agli esordi, prova a testare le proprie capacità, scontrandosi subito con la malavita di Gotham City e anche coi poliziotti che non capiscono da che parte sta. Sarà il tenente Gordon, nuovo arrivato in città, che si renderà conto che Batman è un buono, uno che è dalla parte della giustizia (dopo aver salvato una vecchia, un gatto e suo figlio che era stato rapito). 
Frank Miller si è dedicato ai testi, David Mazzucchelli è il disegnatore, Richmond Lewis il colorista. Le ultime circa 40 pagine sono degli schizzi su come è stato realizzato il libro, molto interessanti
Beh, la lettura è molto facile; oltre a Batman e il tenente Gordon, viene introdotta anche la figura di Selina-Catwoman. Il tutto in un'atmosfera cittadina molto cupa.
Interessante, anche se in realtà mi lascia tante domande che forse chi ha seguito tutto il fumetto non si pone.
Mio voto: 8 / 10

lunedì 28 giugno 2021

Come se mangiassi pietre - Wojciech Tochman


Titolo originale: Jakbyś kamień jadła (2002)
Titolo inglese: Like Eating a Stone. Surviving the Past in Bosnia

In Come se mangiassi pietre, W. L. Tochman ci trasporta nel presente della ex Yugoslavia con un reportage dal grande valore letterario. Grazie al suo sguardo unico e al suo stile essenziale, sempre aderente alla vita, riesce a trasformare ciò che racconta in un universo narrativo da cui è impossibile staccarsi e rimanere estranei. Un gioco a incastro fatto di storie che sfumano una nell’altra e che ci riporta le testimonianze dei sopravvissuti, i ricordi e la forza delle donne che provano a superare l’orrore e le conseguenze di un conflitto devastante. (anobii.com)

Tochman è un giornalista, lo si sente dallo stile asciutto con cui scrive questo libro. Non è un romanzo, è la trasposizione su carta dei ricordi di alcune donne che ha conosciuto durante un suo reportage nella ex Jugoslavia, in particolare nella zona di Srebrenica e Sarajevo (e dintorni) in cui si è compiuto un vero e proprio genocidio di musulmani bosniaci ad opera dei serbi. Tochman incontra la dottoressa Eva Klonowski, antropologa forense che si occupa di dare un nome e un cognome alle ossa che vengono ritrovate in Bosnia, in modo che i familiari rimasti (principalmente donne) possano mettersi il cuore in pace e dare degna sepoltura alle spoglie.

"Ci sono tre domande che oggi in Bosnia non si fanno: Come sta tuo marito? Come sta tuo figlio? Che cosa facevi durante la guerra?"

"Per tre anni i serbi avevano tenuto Sarajevo sotto tiro. La città era rimasta senza acqua. Non c’era né luce né gas. I cecchini miravano con precisione infallibile alla fronte dei passanti, oppure dirigevano raffiche di fuoco contro intere code di persone in attesa del pane o dell’acqua. Oggi non è facile venire in città come se nulla fosse successo. Sedersi in un caffè tra le famiglie delle vittime. In mezzo a quelli che non si è mai smesso di odiare. Da cui si è fuggiti. Non è facile guardarsi negli occhi. Ordinare un caffè, accennare un sorriso. Discutere dei fatti accaduti."

Il libro è un grosso pugno allo stomaco. E tutto il dolore, la memoria, il coraggio è sulle spalle delle donne. Gli uomini in Serbia non vogliono farsi fotografare nè riprendere perchè temono di essere riconosciuti e denunciati al tribunale internazionale. Gli uomini serbi hanno il terrore di essere riconosciuti dalle donne musulmane. Sono gli stessi uomini che sedevano a scuola vicino a loro e che hanno torturato i loro mariti, i loro figli e loro stesse.

"A cosa è servita la guerra? Per cosa sono morti i nostri figli?"

Non serve fare domande, basta ascoltare quello che le donne sono disposte a raccontare, e anche il loro silenzio è carico di dolore. Un libro terribile ma scritto molto bene. Concordo con chi sostiene che andrebbe fatto leggere nelle scuole.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

domenica 27 giugno 2021

Ali e Nino. Una storia d'amore - Kurban Said


Titolo originario: Ali und Nino (1937)
Titolo inglese: Ali and Nino

Attraverso le peripezie di due amanti, rappresentanti di culture e confessioni differenti ­ lei cristiana, lui musulmano ­ la narrazione accompagna il lettore in un percorso che dalle coste del Caspio e dalla vivace atmosfera della città vecchia di Baku conduce fino alla Persia, passando attraverso il Karabakh, la Georgia e il Daghestan, sullo sfondo di una continua dialettica tra Asia e Europa, Islam e Cristianità, guerra e pace, onore e vergogna. (ibs.it)

Attenzione: contiene spoiler.

Il libro parla della storia d'amore tra Ali Khan Shirvanshir, discendente di una famiglia nobile musulmana, e Nino Kipiani, principessa georgiana (greco-ortodossa e quindi cristiana). I due ragazzi, giovanissimi, si conoscono e si innamorano. Ma il loro amore ha un grosso problema di fondo: le tradizioni religiose, completamente differenti e mal conciliabili tra loro. Siamo in Azerbaijan, a Baku, ultimo baluardo dell’Oriente verso l’Occidente (o ultima città europea prima dell’Asia?) Già nelle classi di scuola convivono etnie differenti: azeri, georgiani, armeni, russi.
Dopo il diploma, Ali decide di sposare Nino. Lei esita, finché Ali non le promette che non le farà indossare il velo, né farà parte di un harem. 
Il libro ha un momento drammatico quando un armeno (cristiano), Melik Nachararyan, che Ali pensava fosse un amico, rapisce Nino. Per rappresaglia, Ali lo raggiunge a cavallo e lo uccide con un pugnale. Contrariamente a quella che sarebbe la tradizione del delitto d'onore, Ali risparmia la vita di Nino. A quel punto, però, Ali è costretto a rifugiarsi in Daghestan per sfuggire alla vendetta della famiglia di Nakhararyan. Dopo alcuni mesi, Nino riesce a farsi portare da Ali . I due si sposano subito e cominciano la loro vita insieme in armonia. 
Tuttavia, sullo sfondo della storia d'amore di Ali e Nino, c'è uno scontro di valori: la tradizione musulmana e la modernità europea, l'Islam e il Cristianesimo. E c'è soprattutto la storia dell'Azerbaijan, terra di conquista.
Quando i russi riconquistano Baku, Ali e Nino fuggono in Iran (Persia) dai parenti di Ali. A Teheran, Ali si trova circondato dalle sue radici musulmane, mentre Nino si trova rinchiusa in un harem ed è profondamente infelice. Dopo l'istituzione della Repubblica Democratica dell'Azerbaigian, Ali e Nino tornano a Baku e diventano ambasciatori culturali del loro nuovo paese. La loro casa, una delle poche arredata all'occidentale (secondo il gusto di Nino) e nella quale si parla inglese, viene costantemente visitata da ambasciatori stranieri in visita. A questo punto è Ali che si sente straniero in casa propria, e mentre Nino trova il modo di farlo trasferire a Parigi, come ambasciatore in Francia, Ali rifiuta, perché sa che là sarebbe infelice come lo fu lei in Persia. 
Quando l'Armata Rossa marcia verso l'Azerbaigian, Ali manda Nino in Georgia con la loro bambina, mentre lui prende le armi per difendere il suo paese. Ali muore in battaglia mentre i russi prendono il paese. La vittoria bolscevica porta alla fine della breve Repubblica Democratica dell'Azerbaigian (che durò dal maggio 1918 all'aprile 1920) e all'instaurazione del dominio sovietico dell'Azerbaigian (dal 1920 al 1991).

Il libro, in pratica, sono i ricordi che Ali segnava sul suo diario che è stato trovato da un amico dopo la sua morte.
Il libro si legge bene, ha uno stile un po' "fiabesco", forse un po' appesantito da lunghe descrizioni.
E' un interessante spaccato della vita di questo paese in cui convivono forzatamente culture molto differenti tra loro. Ed è un interessante racconto delle vicende storico-politiche che hanno segnato il destino dell'Azerbaijan. Io non amo molto la storia, ma ammetto che si segue bene.
Non ho intenzione di addentrarmi su elementi specifici di stampo religioso, non lo ritengo il caso. Ali e Nino sono riusciti a vivere un grande amore sempre sul filo del rasoio, evitando le situazioni palesemente "cristiane" o "musulmane", rimanendo cioè in quella sorta di limbo dove entrambe le religioni riescono a convivere.
Credo sia l'unico libro ambientato in Azerbaijan, sto cercando di fare un giro degli stati europei e non ne ho trovati altri. Interessante.
Mio voto: 8 / 10

giovedì 24 giugno 2021

L' estate dei segreti perduti - Emily Lockhart


Titolo originale: We were liars (2014)

Da sempre la famiglia Sinclair si riunisce per le vacanze estive su una piccola isola privata al largo delle coste del Massachusetts. I Sinclair sono belli, ricchi, spensierati. E Cady, l'erede di tutta la fortuna e di tutte le speranze, non fa eccezione. Ma l'estate in cui la giovane Sinclair compie sedici anni le cose cambiano. Cady si innamora del ragazzo sbagliato e ha un incidente. Un incidente di cui crede di sapere tutto, ma di cui in realtà non sa nulla. Finché, due anni dopo, torna sull'isola e scopre che niente è come sembra nella bellissima famiglia Sinclair. E che, a volte, ci sono segreti che sarebbe meglio non rivelare mai. (ibs.it)

Mi serviva un libro con un albero genealogico e ho trovato questo. La trama sembrava accattivante. La lettura è molto scorrevole e devo ammettere che non mi aspettavo neanche lontanamente il colpo di scena finale, in pratica, tutto quello che succede nel diciassettesimo anno, quando Cady torna sull'isola e a poco a poco si dipana il mistero che tutti i familiari tengono accuratamente segreto. Beh, mi è piaciuto. La trama, lo svolgimento della storia, la soluzione del mistero (anche se questo mi ha messo una gran tristezza). La grettezza di sentimenti che si nasconde dietro alla facciata di una famiglia ricca, dove le tre figlie sono disposte a tutto pur di accaparrarsi l'eredità del padre, anche cercare di mettere quattro amici uno contro l'altro.
Il libro è decisamente uno young adult, non si addentra troppo dettagliatamente nella psicologia dei problemi della famiglia; tutto sommato direi che apprezzo questo taglio o rischiava di diventare molto pesante. I capitoli sono molto brevi e invogliano a proseguire. Interessanti le fiabe che, ogni tanto, racconta Cady.
Gradevole.
Mio voto: 8 / 10

sabato 19 giugno 2021

Brevemente risplendiamo sulla terra - Ocean Vuong



Titolo originale: On earth we're briefly gorgeous (2019)

Little Dog, la voce di questo straordinario romanzo di esordio tradotto in tutto il mondo, ricostruisce in una lettera alla madre la storia della sua famiglia, segnata dalla guerra del Vietnam e dall'emigrazione negli Stati Uniti. Arrivati in America nel 1990, Little Dog e sua madre Rose si stabiliscono in Connecticut, dove lei si mantiene facendo manicure e pedicure. Ma la donna soffre di un disturbo da stress post-traumatico che si manifesta in violenti scoppi d’ira contro il figlio, alternati a gesti di tenerezza assoluta. Con loro abita la nonna Lan, che ha vissuto il dramma della guerra in prima persona: fuggita da un matrimonio combinato con un uomo molto più anziano, è costretta a vendersi ai soldati americani per mantenersi. Little Dog, crescendo, si fa interprete del dialogo impossibile tra le generazioni della sua famiglia tutta al femminile, unendo due donne che non parlano l’inglese e faticano a integrarsi nella cultura americana. Prendendosi cura degli altri, Little Dog impara a conoscere se stesso, dal difficile rapporto con i suoi coetanei che lo prendono di mira per la sua diversità, fino alla scoperta dell’amore. Accolto dalla critica come il nuovo grande romanzo americano, Brevemente risplendiamo sulla terra è una straordinaria storia di formazione che, attraverso il legame d’amore tra un figlio e una madre, parla di identità, differenza, di come impariamo ad abitare i sentimenti più grandi. (ibs.it)

Attenzione: contiene spoiler

Questo libro ho dovuto leggerlo con concentrazione, tv spenta, gatta in silenzio, perchè dovevo stare lì con la testa. E' un lungo flusso di pensieri, di cose che balzano in mente, che il protagonista vorrebbe dire a sua madre, e che riesce a "dirle" solo perchè sa che non leggerà mai la lettera.
E' un libro che ha dentro tante cose: la difficoltà di integrarsi, di avere una identità (la nonna dice che si vede che sei vietnamita), la difficoltà di avere a che fare con una madre che passa da giornate in cui lo prende a schiaffi a gesti di grande affetto, il fatto di essere omosessuale e il rapporto con Trevor che per curarsi una caviglia è diventato un tossicodipendente, la denuncia contro le case farmaceutiche che negano la dipendenza che crea l'ossicodone. 
Mi è piaciuta molto la scrittura di Ocean Vuong, con alcune scene molto crude (tipo le scimmie e le scene di sesso) e l'ho trovata molto poetica. Mi ha ricordato l'atmosfera di altri autori americani (Lansdale, Donna Tartt nel cardellino, Irving).
Ho veramente sentito il dolore che ha provato il protagonista quando muore Trevor.
Ho fatto fatica nelle ultime venti pagine circa, dopo che muore la nonna, perchè ci sono delle parti molto deliranti e ho immaginato che in qualche modo fossero evocative di quello che era il suo tormento interiore perchè la nonna era comunque un punto fermo, era quella che lo portava via dalle situazioni violente della madre, era quella che non c'era del tutto ma era sempre presente (in silenzio, senza alzare le mani o la voce). Il libro è fortemente autobiografico.
Non è un libro che suggerirei a chiunque, ma l'ho apprezzato molto.
Mio voto: 8 / 10

venerdì 18 giugno 2021

Il giardino dalle mille voci - Ewald Arenz


Titolo originale: Alte Sorten (2019)

Sally ha diciassette anni e pensa che tutto il mondo sia contro di lei. Fuggire di casa le sembra l'unica soluzione possibile. Non vorrebbe chiedere aiuto a nessuno, ma quando la notte la sorprende si trova di fronte a una fattoria. Ad accoglierla è la timida e taciturna Liss che, senza farle domande, la ospita nella sua grande casa vuota. Il giorno dopo, la donna vorrebbe coinvolgerla nel lavoro dei campi, ma Sally si rifiuta. Finché Liss le apre le porte di un angolo nascosto della sua tenuta: un giardino segreto pieno di rigogliosi alberi da frutto. Sarà lei a insegnare a Sally che solo i cuori più puri possono comprendere la magia della natura. Che sdraiarsi sotto un pero può evocare una dolcezza perduta, assaporare il gusto di un fico portare luce dove c'è troppo buio. Liss non ha mai permesso a nessuno di entrare in quel luogo, ma ha capito che Sally ha bisogno di un rifugio in cui ritrovare sé stessa, dell'abbraccio di quelle foglie e del potere di quei sapori. Forse anche lei, dopo tanto tempo, deve trovare il coraggio di tornarci. Perché il passato e i suoi segreti non possono restare nell'ombra per sempre. Giorno dopo giorno tra le due nasce un'amicizia speciale, un legame unico che dà loro la forza di ricominciare, anche se costa molta fatica. Ma anche il seme deve farsi largo attraverso la terra per germogliare e raggiungere il sole. Il romanzo che ha conquistato i librai indipendenti tedeschi e ammaliato i lettori. In vetta alle classifiche dal giorno dell'uscita. Una storia in cui la protagonista è la natura con i suoi misteri, il suo linguaggio nascosto, il suo potere salvifico. Due donne che la vita ha posto davanti a scelte difficili e che, insieme, cercano di tornare sul giusto cammino, forti di un'amicizia che ha cambiato la loro esistenza. (ibs.it)

Mi sono fatta incantare dalla trama di questo libro, sul quale c'erano commenti del tipo "è un gioiello", "Arenz sa emozionare con le parole", e cose del genere. L'unico commento con cui sono d'accordo è che questo è il racconto di due anime ferite che riescono a guarire insieme.
Sally scappa da una clinica dove è in cura per una malattia non specificata, a metà tra l'anoressia e l'autolesionismo. Sta di fatto che lei si sente fuori luogo a casa propria, totalmente fuori sintonia coi genitori che non provano neanche lontanamente ad ascoltarla. Liss ha una ferita molto più vecchia, costretta a vivere in quella casa, prima per colpa di un padre tiranno che non voleva nemmeno che leggesse libri, e poi a causa di un marito violento che non l'ha mai amata davvero (ma la storia di Liss la scopriremo nelle ultime venti pagine...).
Sono due persone ferite, e Liss vede molto di sè in questa ragazza. Liss avrebbe voluto scappare e non ha mai potuto; Sally ha trovato il coraggio di farlo ma è piena di rabbia verso tutti. Sarà il contatto con la terra e i lavori agricoli che la aiuteranno a scoprire di poter essere felice, e a sua volta lei insegnerà a Liss che è ancora viva.
La storia di fondo è molto bella, e mi piace anche come si conclude. C'è però qualcosa che non mi convince, e credo che sia un problema di scrittura, un po' "strutturata", non so come altro definirla. La lettura è scorrevole, a parte alcuni passaggi temporali che non sono proprio fluidi, ci vuole un po' a capire di chi stiamo parlando. Credevo che un libro così mi avrebbe emozionato fino alle lacrime e invece non lo ha fatto. E il problema non è di cosa racconta, ma di come lo racconta.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

mercoledì 16 giugno 2021

Pomeriggio di uno scrittore - Peter Handke



Titolo originale: Nachmittag eines Schriftstellers (1987)
Titolo in inglese: The afternoon of a writer

Dopo un pomeriggio di lavoro, uno scrittore esce per una passeggiata. Attraversa strade e piazze, giunge alla periferia e rientra a casa quando fa già buio. In poche ore, è come se attraversasse il mondo intero: racconta dello scrivere e del prezzo che per questo deve pagare, parla della sua vita e del poco che gli rimane dopo i momenti di più intenso lavoro, esprime i suoi eterni dubbi, nei confronti di se stesso e degli altri. Sotto il sole pomeridiano, alla luce del crepuscolo e poi nell'oscurità notturna, Handke percorre una lunga strada attraverso la città e attraverso se stesso, offrendo al lettore una riflessione su una letteratura che si alimenta nel concreto rapporto con la realtà. (guanda.it)

La storia in sè è interessante. Uno scrittore alla fine della giornata lavorativa che comincia a girovagare per la città e, durante questo girovagare, decine di pensieri gli affollano la mente. Come mai non si è mai sposato? Come mai apprezza più le persone quando sono lontane? Come mai, in ogni viso che incontra, pensa di avere dei nemici che lo odiano perchè scrive cose che loro sono costretti a leggere? Cos'è lui? Tanti interrogativi posti in mezzo alle descrizioni dei luoghi che oltrepassa.

Lo stile narrativo di Handke non è facile. In realtà non è che usi dei termini complessi, è l'insieme, la struttura di un racconto che è più un flusso di coscienza. Avevo letto un altro libri di Handke (La donna mancina) e non mi era piaciuto affatto. Questo romanzo invece mi lascia una strana impressione, non completamente negativa nè completamente positiva. L'ho letto bene, facendoci attenzione e tuttavia non mi ha coinvolto più di tanto. Capisco il turbamento di questo scrittore ma rimango un po' indifferente, questo è ciò che mi viene da dire. Tutto sommato, è una lettura interessante.

Mio voto: 7 e mezzo / 10

The black God's drums - P. Djèlì Clark


Titolo originale: The black God's drums - P. Djèlì Clark (2018)

Creeper, a scrappy young teen, is done living on the streets of New Orleans. Instead, she wants to soar, and her sights are set on securing passage aboard the smuggler airship Midnight Robber. Her ticket: earning Captain Ann-Marie’s trust using a secret about a kidnapped Haitian scientist and a mysterious weapon he calls The Black God’s Drums. But Creeper keeps another secret close to heart--Oya, the African orisha of the wind and storms, who speaks inside her head and grants her divine powers. And Oya has her own priorities concerning Creeper and Ann-Marie… (goodreads.com)


Creeper (Jacqueline) è un'orfana tredicenne che vive di furti e dorme nascosta in una nicchia vicino all'attracco del principale dirigibile cittadino. Sa che c'è un mondo di persone là fuori, e sogna un giorno di prendere uno di quei dirigibili e visitare tutti i posti visitabili del mondo. Ma a New Orleans non si sopravvive solo coi sogni.

“Because in New Orleans, you can’t survive on just dreams.”

Sua madre ha sempre detto che è nata nel mezzo di una tempesta e che in lei vive lo spirito di Oya, la dea delle tempeste, della vita e della morte. In effetti, la dea spesso parla a Creeper attraverso delle visioni. Un giorno nel cielo ha la visione di un grande teschio e quella sera alcuni strani personaggi si appartano proprio nella nicchia di Creeper e discutono di un certo scienziato di Haiti che è in arrivo in città e dal quale vogliono il "Black God's drums".
Creeper vuole vendere le sue informazioni ad Ann-Marie, il capitano del dirigibile Midnight Robber. Riesce ad avvicinarla nel bordello in cui ha lavorato sua madre, intrufolandosi dal balcone nella stanza dove il capitano si è intrattenuta con un'altra donna. Il capitano è stata anche amante di sua madre e scopre che ciò che le ha raccontato Creeper è vero. Seguendo le indicazioni che vengono loro date da due suore, con guida una ragazza un po' strana che morde, Creeper ed Ann-Marie si dirigono alla città morta, la parte di città esterna al muro, che è stata distrutta da una precedente terribile tempesta. Qui ci sono anche i personaggi che hanno rapito lo scienziato e che stanno lanciando la tempesta sulla città proprio grazie a questo particolare strumento in grado di scatenare l'ira del dio. 
Creeper ed Ann-Marie devono quindi unire le loro forze, e le due divinità che risiedono in loro per fermare la terribile tempesta di vento, pioggia e mare, che rischia di distruggere la città e tutti i suoi abitanti, ignari di quello che sta per succedere.

Ho trovato questo libro, abbastanza corto, per la categoria "afrofuturist". L'ho letto in lingua inglese perchè in italiano non esiste. Si tratta di una settantina di pagine (e una trentina di pagine di presentazione di un altro libro dell'autore) non facilissime perchè la scrittura di Djeli Clark salta molti verbi, usa espressioni contratte e anche molte parole sono in realtà un mix tra l'inglese e (ipotizzo) il francese. Comunque, nel complesso la vicenda si segue bene. Quello che ho apprezzato tantissimo, è che si tratta di una novella fine a se stessa, non ci sono seguiti o prequel. La vicenda in effetti poteva essere allargabile, ma così breve e comunque completa, rende la lettura molto gradevole.

Mio voto: 8 e mezzo / 10