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martedì 7 dicembre 2021

Il piccolo villaggio dei sopravvissuti - Peter Duffy


Titolo originale: The Bielski Brothers: The True Story of Three Men Who Defied the Nazis, Built a Village in the Forest, and Saved 1,200 Jews (2003)

Nell’estate 1941, tre fratelli assistono inermi alla deportazione della propria famiglia, una scena agghiacciante che purtroppo si ripeterà migliaia di volte durante la Seconda Guerra Mondiale.
Ma, anziché arrendersi o scappare il più lontano possibile, i tre ragazzi – Tuvia, Zus e Asael Bielski – decidono di disobbedire ai nazisti e resistergli, ingaggiando un’insolita forma di guerriglia. Sfruttando la loro profonda conoscenza delle foreste della Polonia, riescono infatti a costruire un campo segreto tra la fitta boscaglia e a convincere a poco a poco tutti gli altri ebrei della zona a nascondersi in questo strano rifugio. Così, giorno dopo giorno, i fratelli Bielski daranno vita a quella che è stata definita la “Gerusalemme dei boschi”, la più grande operazione di salvataggio di ebrei da parte di altri ebrei della Seconda Guerra Mondiale. E, dopo due anni e mezzo di vita nella natura, i membri di questa comunità – ben 1.200 ebrei – potranno uscire sani e salvi dalla foresta, dopo che l’Armata Rossa avrà messo in fuga i nazisti. (ibs)

Il libro è tratto da una storia vera. Siamo abituati a sentir parlare di Schindler e altri personaggi che aiutarono gli ebrei durante il nazismo, mentre il riconoscimento a questi fratelli bielorussi è arrivato quando ormai erano in tarda età. In realtà anche un quarto fratello, quattordicenne all'epoca dei fatti, partecipò come staffetta, ma i tre che vengono citati sono quelli che presero il comando del gruppo partigiano che, oltre a tenere in salvo dei civili inermi, ingaggiavano la guerriglia contro i tedeschi, al fianco dei russi che volevano riconquistare il territorio.
Il modo di comportarsi dei fratelli Bielski non piacque a tutti, infatti erano piuttosto autoritari e, per alcuni, presuntuosi, tant'è che provarono a sorgere dei gruppi che avrebbero voluto estrometterli dal potere. Senza riuscirci però. 
Non voglio dilungarmi a parlare della trama del libro perchè non posso giudicare una storia veramente successa. Si tratta di un documento storico di una vicenda che io, sinceramente, non conoscevo. A volte le scorribande dei partigiani hanno portato ripercussioni tedesche sui civili non ebrei e, in un paio di episodi, credo che Tuvia abbia tirato fuori la pistola con un po' troppa furia. Ma è difficile immedesimarsi in quello che può essere stata la situazione.
La cosa che proprio non mi è piaciuta è lo stile narrativo del libro. Ammetto che credevo fosse un romanzo, ma non è così. E' un resoconto abbastanza giornalistico delle vicende, intervallate a volte da interviste che lo scrittore ha fatto ai personaggi dell'epoca. E' un po' come ascoltare un documentario, e sinceramente mi ha reso la lettura molto noiosa in diversi punti.
Interessante per chi ama la storia nuda e cruda, senza fronzoli. Gli rendo sicuramente il merito di essere un buona testimonianza.
Mio voto: 6 / 10

domenica 21 novembre 2021

Il gatto che viveva alla grande - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The cat who lived high (1990) 

L'ormai famoso trio investigativo Qwilleran, Koko e Yum Yum, creato dalla penna di Lilian Jackson Braun, é di nuovo in azione. Jim Qwilleran parte alla volta della grande città per tentare di salvare da una brutta sorte un lussuosissimo edificio, il Casablanca, sorto nel lontano 1901. Ma al Casablanca c'é qualcosa di strano, qualcosa di sinistro che pare gravare sul palazzo e su alcuni dei suoi "eccentrici" inquilini. Qwilleran decide di darsi da fare e, con l'aiuto dei suoi due gatti, inizia a investigare per capire che cosa é successo e che cosa sta per succedere al Casablanca. Un'altra avventura originale, ingegnosa, insolita e... misteriosa, che non mancherà di riscuotere successo e simpatia. (goodreads) 

 Il libro si apre con la notizia che "Giù in basso" qualcuno ha sparato a Jim Qwilleran mentre stava guidando e che lui è morto carbonizzato nell'auto che ha preso fuoco. Mentre tutti a Pickax sono disperati, la narrazione riprende da qualche tempo prima, quando Qwill ha deciso di andare, appunto, nella sua precedente città perchè una vecchia conoscenza gli chiede di far sì che la fondazione Klingenshoen si prenda a cuore questo palazzone chiamato "Casablanca", famosissimo in tutta la città, un tempo casa di ricchi personaggi e ora abitazione di una umanità variegata, tra cui una misteriosa contessa, figlia di colui che realizzò il palazzo nel 1901. Nonostante tutti gli dicano di non andare perchè la città è troppo pericolosa, Qwill decide diversamente perchè non ne vuole sapere della neve che sta per arrivare a Pickax.
Il Casablanca è l'unico albergo che accetta gatti, e gli viene assegnato l'appartamento all'ultimo piano (il quattordicesimo, che poi sarebbe il tredicesimo ma per scaramanzia i piani passano dal dodicesimo al quattordicesimo). In questo appartamento, pochi mesi prima, la gallerista d'arte che lo abitava è stata uccisa, cosa che Koko scopre subito. Dell'omicidio è stato accusato il suo protetto (appassionato pittore di funghi) che subito dopo si è suicidato buttandosi giù dal tetto. Ma Koko non è d'accordo con questa teoria.
Tutta la storia parla della curiosità di Qwill per questo palazzo, al punto da cominciare ad avere l'idea di fare un vero libro che lo racconti, mentre riesce a convincere la fondazione Klingenshoen a deliberare di acquistarlo per restaurarlo e portarlo agli antichi albori, strappandolo di mano agli speculatori edilizi che già lo vedono raso al suolo e sostituito da un complesso più moderno. Ma le cose finiranno diversamente, mentre Qwill (o Koko...) riesce a scoprire davvero chi ucciso Dianne.

Il libro si legge bene, anche se è pieno di dettagli e descrizioni di stili architettonici e altre cose e del delitto si parla relativamente poco. Mi piace Koko che dà i suggerimenti a Qwilleran giocando a scarabeo e combinando disastri in casa. E' carino, anche se molto triste, il personaggio della contessa che è rimasta ferma agli anni venti. 
Non è proprio chiarissima la soluzione del caso e il perchè abbiano rubato la macchina di Qwill (immagino sia stato un caso fortuito e basta..).
Qwill ha anche il tempo di riflettere sul suo rapporto con la grande città, e si rende conto che gli manca Pickax con tutti quei suoi abitanti a cui ormai si è affezionato.
Mio voto: 6 e mezzo / 10


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Serie "Il gatto che...":

2) Il gatto che mangiava i mobili  
3) Il gatto che accendeva il registratore  
5) Il gatto che amava Brahms 

domenica 10 ottobre 2021

La pista - Anne Holt



Titolo originale: En grav for to (2018)
Titolo in inglese: A grave for two

Una sciatrice accusata di doping a pochi mesi dalle Olimpiadi. Uno sciatore morto in circostanze controverse. E un mondo, quello dello sci, che si rivela in tutta la sua violenza e corruzione. Selma Falck, ex atleta di fama mondiale e avvocato di grido, ha perso tutto. Il marito, i figli, il lavoro e il suo vecchio giro d'affari. Sola, emarginata e con un vizio che minaccia di trascinarla ancora piú in basso, Selma si è rintanata in un lurido appartamentino nella zona piú squallida di Oslo. Fino a quando Jan Morell, padre di Hege Chin Morell, campionessa di sci di fondo norvegese, non bussa alla sua porta. La figlia è risultata positiva al doping e rischia la squalifica dalle Olimpiadi di PyeongChang. Convinto che Hege sia stata sabotata, Jan offre a Selma il compito apparentemente impossibile di provarne l'innocenza. Ma quando Selma accetta l'incarico e inizia a investigare, uno sciatore della nazionale viene ritrovato morto dopo un allenamento. L'autopsia rivela tracce della stessa sostanza presente nel sangue di Hege. E mentre l'indagine si infittisce e un altro cadavere viene scoperto, Selma comincia a rendersi conto che anche la sua vita è in serio pericolo. (ibs)

Interessante giallo ambientato in Norvegia, nel mese di dicembre, dove il freddo ti penetra nelle ossa già dalle pagine che leggi. Selma Falck è un'avvocata di grido ed ex campionessa di pallamano. Ma purtroppo ha il vizio del gioco e per le sue scommesse ha sottratto soldi ad un suo cliente, quel Jan Morell che ora la ingaggia per scoprire cosa è successo a sua figlia. Perchè Jan sa che Selma è l'unica che può riuscirci ed è disposto a darle una seconda occasione. A causa del suo vizio, Selma ha perso il marito e i figli. La persona a cui è più legata è un barbone, ex poliziotto un po' suonato che però riesce a darle utili consigli quando lei non sa che pesci pigliare.
La vicenda è interessante, anche se mi sono persa un po' nel mondo sportivo norvegese. Si legge piuttosto bene, a parte alcuni passaggi un po' contorti da seguire con un po' di attenzione. A mio parere è un po' contorto il finale. Ha voluto incastrare molte cose, quando sarebbe stato meglio concentrarsi solo su una vicenda, piuttosto che volerci depistare inutilmente. La vicenda della scenografia ci ho messo un po' a capire cosa fosse. In generale, credo che la storia sia interessante ma ha alcuni problemi nella struttura narrativa. Mi piace però questa avvocata / investigatrice.
Mio voto: 7 / 10

sabato 25 settembre 2021

Hollow City. Il secondo libro di Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali - Ransom Riggs



Titolo originale: Hollow City (Miss Peregrine's Peculiar Children #2) - 2014
 
Chi è Jacob Portman? Un ragazzo qualunque finito dentro un'avventura più grande di lui, o un predestinato, uno Speciale dai poteri prodigiosi, cacciatore di mostri terrificanti? Nessuno conosce la verità. L'unica cosa certa è che sembrano trascorsi secoli dal giorno in cui la misteriosa morte del nonno lo ha spinto a indagare sul passato della sua famiglia, catapultandolo sull'isoletta di Cairnholm, al largo delle coste gallesi. È qui che si imbatte nella bizzarra e affascinante combriccola degli Speciali: creature dotate di curiosi e irripetibili poteri, membri superstiti di una stirpe meravigliosa, costretti, per sfuggire alla persecuzione di un mondo ottusamente normale, ad affidarsi alle inflessibili cure di Miss Peregrine, la donna-uccello in grado di manomettere il tempo. Ma ora che Miss Peregrine è ferita e non riesce a recuperare le proprie sembianze umane, i ragazzi speciali e Jacob dovranno vedersela da soli con chi minaccia di distruggerli, e così abbandonare l'eterno presente in cui hanno vissuto per avventurarsi nel mondo reale. "Hollow City" è il secondo volume della trilogia di Miss Peregrine. Sul primo, "Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali", è basato l'omonimo film, prodotto dalla Twentieth Century Fox, scritto e diretto da Tim Burton. (ibs)

ATTENZIONE: contiene spoiler 

Il libro comincia nel 1940, e riprende la fine del precedente. I ragazzi, costretti a lasciare il loro anello, sono alla disperata ricerca di una ymbryne che possa aiutare Miss Peregrine a riprendere il suo aspetto normale, stando attenti a non essere presi dai Vacui e dagli Spettri. Incontreranno altri Speciali che li aiuteranno a trovare l'ultima ymbryne rimasta libera a Londra che riuscirà a curare l'uccello che gli hanno portato i ragazzi. Solo che.. l'uccello non è Miss Peregrine bensì suo fratello, il malvagio che ha scatenato tutta questa ricerca degli Speciali per rubare loro l'anima e purtroppo riuscirà a rapire anche alcuni dei ragazzi, tranne Jacob ed Emma che sono riusciti a nascondersi, scappando dalle grinfie di un Vacuo che alla fine prende ordini proprio da Jacob. Chiaramente il libro finisce lasciando intendere che c'è un proseguo. A Londra, con un salto temporale, Jacob riesce anche a mettersi in contatto telefonico col padre, dicendogli che ha lo stesso dono del nonno.

Ho scelto questo libro per la categoria dark academia, anche se i ragazzi non si trovano a scuola ma in giro per il tempo, ho pensato che comunque sono gli allievi di Miss Peregrine.
La lettura è molto scorrevole. Varrebbe la pena di leggere l'intera serie tutta di fila (nata come trilogia, ma i libri mi risultano essere di più..), ma al momento non riesco, però spero di proseguire appena possibile. Si capisce che il meglio deve venire, questo libro, forse, è un po' allungato, ma regge bene la narrazione.
Le fotografie sono vere fotografie di fotografi soprattutto amatoriali che l'autore ha scovato in mercatini e simili, e che ha utilizzato per creare i personaggi del libro.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

martedì 3 agosto 2021

L'eredità delle dee - Katerina Tučková



Titolo originario: Žítkovské bohyně (2012)
Titolo inglese: The Žítková Goddesses

Sulle montagne dei Carpazi Bianchi, nella comunità di Žítková, vive da tempo immemorabile una stirpe di donne dotate di poteri eccezionali. Guaritrici, preveggenti, tramandano la loro arte di madre in figlia e vengono chiamate “dee”.
Dora Idesová è l’ultima di questa discendenza, ma non ha ereditato nessuna arte. Rimasta orfana è passata alle cure di zia Surmena fino a quando anche quest’ultima scompare dietro le mura di una clinica psichiatrica. Dora finisce così in collegio, cresce, studia Etnografia e trova lavoro presso l’Accademia delle Scienze di Brno.
Quando negli anni Novanta vengono resi pubblici gli archivi della polizia segreta, Dora – che nel frattempo sta scrivendo un saggio riguardante le dee di Žítková – inizia le sue ricerche e si imbatte nel dossier sulla zia, la dea Surmena…
Ben presto quella di Dora si trasforma da indagine di studio in un vero e proprio viaggio nelle ombre e nei segreti del passato. Integrando informazioni e notizie storiche con i racconti delle ultime dee e degli abitanti di Žítková, Dora riesce a ricostruire il tragico destino di tutta la sua famiglia, un destino legato a un’antica maledizione, ma anche intrecciato alle vicende che hanno segnato il Paese e che hanno messo i poteri delle dee al centro degli interessi dei nazisti prima e dei comunisti poi.
Un destino cui nemmeno Dora riuscirà a sfuggire…
Romanzo storico, thriller, esplorazione etnografica, indagine sulla magia, affresco epocale e ricerca delle radici, L’eredità delle dee è stato e continua a essere un caso letterario unico nella letteratura ceca conquistando lettori e critici tanto da vendere, solo in Repubblica Ceca, 200 mila copie. Il romanzo è tradotto in quindici lingue. (kellereditore.it)

Non è necessario andare nel Medioevo per trovare donne martirizzate perchè utilizzavano le erbe per curare chi soffre. Qui siamo nel 1900, a cavallo della seconda guerra mondiale. Dora vuole riabilitare la figura di sua zia Surmena e delle "dee" in generale, donne dei Carpazi Bianchi che credono in Dio, nella forza della natura e nel potere curativo di erbe e tisane. Donne che lo fanno per aiutare gli altri, a cui si contrappongono delle ciarlatane e delle donne che praticano la magia nera. L'intera stirpe di Dora, infatti, è stata colpita da una maledizione a cui nemmeno lei riuscirà a scappare, nonostante non creda a queste cose.
Sinceramente, dalla trama, mi aspettavo molta più magia. La storia delle dee, i loro rituali, sono una cosa molto interessante. C'è anche una sorta di pathos creato dalla maledizione e dalle pagine finali. Purtroppo, però, ci sono un po' troppe pagine che riportano dei report e documenti della polizia che rallentano e appesantiscono la narrazione, soprattutto quando cominciano ad essere tirati in ballo gli informatori dei nazisti. Sono sicuramente utili per capire la vicenda, ma diventano troppi e potevano essere sintetizzati in altro modo. Oltretutto, non sono proprio sicura di aver capito quale sia il ruolo di uno dei personaggi su cui si incentra la ricerca di Dora ad un certo punto (Svanc/Schwannze). 
Finale che mi ha colto di sorpresa!

"Queste donne si sono trasmesse di generazione in generazione un sapere antichissimo, sopravvivendo al cristianesimo, ai processi alle streghe, alla furia di sacerdoti e magistrature, persino a un comando speciale delle ss, alla fine sono state liquidate da un bolscevico"

Libro particolare. Interessante. Non gli do un voto altissimo ma è un libro che consiglierei.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

sabato 10 luglio 2021

Batman: anno uno - Miller, Mazzucchelli, Lewis


Titolo originale: Batman: year one

Premetto che non sono un'appassionata lettrice di fumetti, ho sempre preferito leggere dei libri, ma saltuariamente mi è capitato. Mi serviva un libro che fosse in un formato differente da quello che leggo di solito e ho pensato a questo, al quale mi lega un ricordo un po' triste, in realtà. Questo libro mi fu regalato anni fa, probabilmente appena uscito o poco dopo (questa edizione italiana è del 2008), da una amica a cui ero molto affezionata ma che decise di tagliare i ponti (e non sto a raccontarvi questa storia). Comunque, il libro era là sullo scaffale e ho pensato fosse venuta l'occasione giusta.
La mia conoscenza di Batman si limita a quello che veniva raccontato nelle puntate della serie tv con Adam West. Amavo quel telefilm. Ammetto che non conoscevo (o non ricordavo) il perchè Bruce Wayne fosse diventato Batman.
In questo albo, viene raccontata la nascita di Batman. Bruce era rimasto orfano dei genitori, uccisi durante un aggressione. Con l'aiuto del maggiordomo Alfred, ha studiato, ha girato il mondo, ha allenato il proprio fisico per poter portare giustizia nel mondo, sconfiggendo i criminali. Qui batman è agli esordi, prova a testare le proprie capacità, scontrandosi subito con la malavita di Gotham City e anche coi poliziotti che non capiscono da che parte sta. Sarà il tenente Gordon, nuovo arrivato in città, che si renderà conto che Batman è un buono, uno che è dalla parte della giustizia (dopo aver salvato una vecchia, un gatto e suo figlio che era stato rapito). 
Frank Miller si è dedicato ai testi, David Mazzucchelli è il disegnatore, Richmond Lewis il colorista. Le ultime circa 40 pagine sono degli schizzi su come è stato realizzato il libro, molto interessanti
Beh, la lettura è molto facile; oltre a Batman e il tenente Gordon, viene introdotta anche la figura di Selina-Catwoman. Il tutto in un'atmosfera cittadina molto cupa.
Interessante, anche se in realtà mi lascia tante domande che forse chi ha seguito tutto il fumetto non si pone.
Mio voto: 8 / 10

venerdì 18 giugno 2021

Il giardino dalle mille voci - Ewald Arenz


Titolo originale: Alte Sorten (2019)

Sally ha diciassette anni e pensa che tutto il mondo sia contro di lei. Fuggire di casa le sembra l'unica soluzione possibile. Non vorrebbe chiedere aiuto a nessuno, ma quando la notte la sorprende si trova di fronte a una fattoria. Ad accoglierla è la timida e taciturna Liss che, senza farle domande, la ospita nella sua grande casa vuota. Il giorno dopo, la donna vorrebbe coinvolgerla nel lavoro dei campi, ma Sally si rifiuta. Finché Liss le apre le porte di un angolo nascosto della sua tenuta: un giardino segreto pieno di rigogliosi alberi da frutto. Sarà lei a insegnare a Sally che solo i cuori più puri possono comprendere la magia della natura. Che sdraiarsi sotto un pero può evocare una dolcezza perduta, assaporare il gusto di un fico portare luce dove c'è troppo buio. Liss non ha mai permesso a nessuno di entrare in quel luogo, ma ha capito che Sally ha bisogno di un rifugio in cui ritrovare sé stessa, dell'abbraccio di quelle foglie e del potere di quei sapori. Forse anche lei, dopo tanto tempo, deve trovare il coraggio di tornarci. Perché il passato e i suoi segreti non possono restare nell'ombra per sempre. Giorno dopo giorno tra le due nasce un'amicizia speciale, un legame unico che dà loro la forza di ricominciare, anche se costa molta fatica. Ma anche il seme deve farsi largo attraverso la terra per germogliare e raggiungere il sole. Il romanzo che ha conquistato i librai indipendenti tedeschi e ammaliato i lettori. In vetta alle classifiche dal giorno dell'uscita. Una storia in cui la protagonista è la natura con i suoi misteri, il suo linguaggio nascosto, il suo potere salvifico. Due donne che la vita ha posto davanti a scelte difficili e che, insieme, cercano di tornare sul giusto cammino, forti di un'amicizia che ha cambiato la loro esistenza. (ibs.it)

Mi sono fatta incantare dalla trama di questo libro, sul quale c'erano commenti del tipo "è un gioiello", "Arenz sa emozionare con le parole", e cose del genere. L'unico commento con cui sono d'accordo è che questo è il racconto di due anime ferite che riescono a guarire insieme.
Sally scappa da una clinica dove è in cura per una malattia non specificata, a metà tra l'anoressia e l'autolesionismo. Sta di fatto che lei si sente fuori luogo a casa propria, totalmente fuori sintonia coi genitori che non provano neanche lontanamente ad ascoltarla. Liss ha una ferita molto più vecchia, costretta a vivere in quella casa, prima per colpa di un padre tiranno che non voleva nemmeno che leggesse libri, e poi a causa di un marito violento che non l'ha mai amata davvero (ma la storia di Liss la scopriremo nelle ultime venti pagine...).
Sono due persone ferite, e Liss vede molto di sè in questa ragazza. Liss avrebbe voluto scappare e non ha mai potuto; Sally ha trovato il coraggio di farlo ma è piena di rabbia verso tutti. Sarà il contatto con la terra e i lavori agricoli che la aiuteranno a scoprire di poter essere felice, e a sua volta lei insegnerà a Liss che è ancora viva.
La storia di fondo è molto bella, e mi piace anche come si conclude. C'è però qualcosa che non mi convince, e credo che sia un problema di scrittura, un po' "strutturata", non so come altro definirla. La lettura è scorrevole, a parte alcuni passaggi temporali che non sono proprio fluidi, ci vuole un po' a capire di chi stiamo parlando. Credevo che un libro così mi avrebbe emozionato fino alle lacrime e invece non lo ha fatto. E il problema non è di cosa racconta, ma di come lo racconta.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

giovedì 13 maggio 2021

Harry Potter e la camera dei segreti - J.K. Rowling


Titolo originale: Harry Potter and the chamber of secrets (1998)

A Hogwarts il nuovo anno scolastico s'inaugura all'insegna di fatti inquietanti: strane voci riecheggiano nei corridoi e Ginny sparisce nel nulla. Un antico mistero si nasconde nelle profondità del castello e incombe ora sulla scuola, toccherà a Harry, Ron e Hermione risolvere l'enigma che si cela nella tenebrosa camera dei segreti. (anobii.com)

Beh, la descrizione che viene fatta del libro è piuttosto sbrigativa, perchè prima di arrivare alla sparizione di Ginny ci sono tre studenti e un gatto pietrificati, il fantasma di Mirtilla Malcontenta che infesta il bagno delle ragazze, un professore di difesa dalle arti oscure vanitoso all'inverosimile che millanta azioni eroiche mai compiute, ragni giganti, un basilisco, una fenice, Albus Silente e Hagrid che vengono cacciati dalla scuola, ed Harry che comincia a sentire voci che nessun altro sente. Finchè non si trova faccia a faccia con Tom Riddle, ossia Lord  Voldemort quando ancora frequentava la scuola di magia a sedici anni. E molte altre cose prima e dopo di queste.
Questa volta ho provato ad ascoltare l'audiolibro letto da Francesco Pannofino. L'ascolto è stato piacevole. Come ho detto per il primo volume, purtroppo avevo negli occhi il film, anche se ci sono alcune diversità notevoli. E' un libro un po' lungo, nel senso che per arrivare alla camera dei segreti si deve arrivare ad almeno metà libro. Piacevole, più del primo volume.
Mio voto: 7 e mezzo / 10.

venerdì 9 aprile 2021

Finché il caffè è caldo - Toshikazu Kawaguchi


Titolo originale: Coffee Ga Samenai Uchini (2015)
Titolo in inglese: Before the coffee gets cold


ECCO LE 5 REGOLE DA SEGUIRE:
1. Sei in una caffetteria speciale. C’è un unico tavolino e aspetta solo te. 
2. Siediti e attendi che il caffè ti venga servito.
3. Tieniti pronto a rivivere un momento importante della tua vita.
4. Mentre lo fai ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi.
5. Non dimenticarti la regola fondamentale: non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi.

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.
Finché il caffè è caldo è diventato un caso editoriale in Giappone, dove ha venduto oltre un milione di copie. Poi ha conquistato tutto il mondo e le classifiche europee a pochi giorni dall’uscita. Un romanzo pieno di fascino e mistero sulle occasioni perdute e sull’importanza di quelle ancora da vivere. (ibs.it)

Romanzo di esordio per Kawaguchi, che ha vinto il Suginami Drama Festival. 
Ero molto curiosa di leggere questo libro, che ha avuto una gran risonanza. La trama mi attirava molto. Tuttavia, non concordo con chi lo considera un capolavoro. Peraltro, ho scoperto che è il primo di una serie di almeno tre libri... 
La storia è molto bella, intendo sia la storia del caffè sia le quattro storie delle persone che effettivamente utilizzano "la" sedia. Storie anche profonde perchè parlano di rimorsi, di dolore, di occasioni perdute o ritrovate. I contenuti sono davvero seri ed importanti. Tuttavia, la lettura non è stata così lineare. L'ho letto in un paio di giorni, quello sì, ma la scrittura non è un po' "magica" come ci si aspetterebbe da un libro simile, è una scrittura che mi è sembrata un po' pesante, anche ridondante; magari è un problema di traduzione, non saprei.
Mi piace l'atmosfera che si respira nel caffè, mi piacciono i contenuti e come i personaggi si legano gli uni agli altri, non mi è piaciuta molto la scrittura.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 21 marzo 2021

Zorba il greco - Nikos Kazantzakis



Titolo originale: Βίος και πολιτεία του Αλέξη Ζορμπά (Víos kai politeía tou Aléxi Zormpá) - 1946
Titolo inglese: Zorba the Greek

"Lo conobbi al Pireo... Parole, risate, balli, ubriacature, preoccupazioni, quiete conversazioni al tramonto, occhi sgranati che mi fissano con tenerezza e disprezzo, come se mi dessero ad ogni istante il benvenuto, come se ad ogni istante mi dicessero addio, per sempre". Zorba il greco è il romanzo di Nikos Kazantzakis da cui venne tratto il fortunato film con Anthony Quinn e Irene Papas, proposto ai lettori italiani in traduzione dal greco e in versione integrale. "Sicuramente il cuore dell'uomo è una fossa chiusa di sangue, e quando si apre corrono ad abbeverarsi e a riprendere vita tutte le inconsolabili ombre assetate... Corrono a bere il sangue del nostro cuore, perché sanno che altra risurrezione non esiste. E più avanti di tutti corre oggi Zorba con le sue grandi falcate, e scansa le altre ombre, perché sa che è per lui oggi la commemorazione. Facciamo tutto quanto è in noi perché riviva ancora per un po' questo crapulone, beone, lavoratore instancabile, donnaiolo e zingaro. L'anima più grande, il corpo più saldo, il grido più libero che abbia mai conosciuto in vita mia". (ibs.it)

Volevo leggere un libro sulla Grecia e ho optato per questo classico da cui è stato tratto un famosissimo film che, ammetto, non ho visto!
Ho letto recensioni entusiaste di questo libro e quindi mi sento un po' in imbarazzo a dire che, sinceramente, ho fatto fatica. Zorba è sicuramente un personaggio interessante, che ha vissuto tante esperienze di petto, con la semplicità di una persona che non ha studiato e che non guarda al futuro ma vuole vivere l'oggi. Contrapposto a lui c'è il suo "padrone" (che verrà sempre chiamato così per tutto il libro) un "topo di biblioteca", come l'ha definito il suo amico, e che ha comprato la miniera ma in realtà vuole completare un libro sul Buddha che sta facendo fatica a finire. Zorba vive di impulsi, il padrone vive di libri e ragione, difficile per lui lasciarsi andare.
Siamo a Creta, nel 1930. Il libro è narrato in prima persona dal padrone, alter ego dell'autore.
Zorba e lui si conoscono sull'imbarcazione diretta a Creta e Zorba si propone di lavorare per lui. La simpatia nei confronti di questo bizzarro personaggio è immediata, e Zorba ricambia lavorando alacremente alla miniera, cucinando e a volte suonando il suo salterio. I due scambiano lunghe chiacchierate sulla vita di Zorba, sulla religione, sulla Patria, sulla vita, con opinioni spesso opposte che però rafforzano la loro amicizia. Non sono molto convinta delle teorie di Zorba sulle donne, ma ci stanno col personaggio.
Il libro è sicuramente interessante. Zorba non è un personaggio completamente positivo, a mio parere, ma si fa benvolere per la sua semplicità. Tuttavia, la lettura è stata un po' pesante. Non so cosa mi aspettavo, perchè anche l'altro libro che ho letto di Kazantzakis mi ha creato difficoltà proprio nella lettura. Verso il finale poi ci sono tante scene tristi, come l'uccisione della vedova con cui tutto il paese ha il dente avvelenato perchè si è suicidato uno che era innamorato di lei, oppure la morte di Madame Hortense che non ha ancora chiuso gli occhi e già le depredano la casa e gli animali in cortile. Sinceramente, ad un certo punto l'ho proprio finito perchè volevo arrivare in fondo, ma è stata dura. Quello che mi è piaciuto è l'amicizia tra questi due uomini così diversi in tutto, amicizia che resiste agli anni e alle distanze... almeno finchè il padrone si rifiuta di andare a vedere una pietra verde...
Faticoso.
Mio voto: 7 / 10

p.s. ho considerato questo libro nella "while I was reading challenge" alla categoria "a book you've been avoiding" (un libro che stavi evitando) perchè da anni avevo una mezza idea di leggerlo ma un po' me lo sentivo che sarebbe stato piuttosto faticoso...

lunedì 8 marzo 2021

La notte delle beghine - Aline Kiner


Titolo originale: La nuit des béguines (2017)

Parigi, 1310. Nel quartiere chiamato il Marais, sorge un’istituzione unica in Francia: il grande beghinaggio. Fondato da Luigi ix, l’edificio ospita una comunità di donne inclassificabili, sfuggenti a qualunque definizione: sono le beghine che hanno scelto la vita monastica ma senza i voti. Il claustro dove lavorano, studiano e vivono affrancate dall’autorità degli uomini, è un’oasi all’interno della città, un’isola ben protetta dal mondo esterno. In un freddo mattino di gennaio la vecchia Ysabel, che da anni veglia sulla pace del luogo, sta svolgendo i consueti preparativi per l’Officio quando ode un grido proveniente dalla strada. Addossata contro il vano dell’entrata all’esterno, appare una figura coperta da una mantellina sudicia, il volto nascosto sotto un cappuccio. Maheut, questo il nome della ragazza, è in fuga da un matrimonio impostole con la violenza. Sfinita, malata e inseguita da un sinistro frate francescano, ha bussato alle porte del beghinaggio in cerca di protezione. Ysabel non esita ad accoglierla, benché l’inquietudine serpeggi tra le beghine nell’istante in cui il laccio che lega i capelli di Maheut si scioglie e, davanti ai loro occhi sgomenti, srotola una gran massa di capelli rossi. Rossi come i capelli di Giuda e Caino. Rossi come le fiamme dell’inferno che bruciano senza far luce. L’ombra di tempi bui sta, del resto, per abbattersi sul cielo di Parigi. Il processo ai Templari, accusati dei crimini più nefandi, accende l’animo di molti in città, e lo spettro dell’eresia e della stregoneria si aggira nel Regno a seguito dell’arresto di una beghina proveniente da Valenciennes, Marguerite Porete, colpevole di aver scritto un libro, Lo specchio delle anime semplici, in cui si prende la libertà di criticare chierici e teologi. Abbandonare al suo destino Maheut, quella giovane dallo sguardo aspro come smeraldo grezzo, o combattere e difenderla per difendere, insieme, la propria indipendenza e libertà? Questo è il dilemma che agita le coscienze e turba la pace nel grande beghinaggio del Marais. Intrecciando i momenti salienti del regno di Filippo il Bello e il destino di personaggi reali e immaginari, Aline Kiner ci conduce, con una prosa di rara eleganza, in un momento cruciale della Storia, in cui eroine solidali e sovversive non esitano a fare propria la battaglia contro l’oscurantismo e per la libertà delle donne. (ibs.it)

Ho letto questo libro per l'incontro del gruppo di lettura. E' un interessante romanzo storico che parla delle beghine, donne che non sono nè suore nè spose, che decidono di dedicare la propria vita a Dio senza prendere il velo nè, eventualmente, risposarsi. Donne che in questo modo acquistano una libertà che viene mal vista soprattutto dalla chiesa più integerrima (anche se per alcune decisioni devono comunque sottostare al controllo dei frati).
Il romanzo intreccia abilmente finzione a realtà. Ad un certo punto mi sono chiesta, infatti, se Marguerite Porete fosse realmente esistita, ed è così, fu davvero messa al rogo per aver scritto questo libro considerato eretico.
Siamo nel 1310, a Parigi, nel regno di Filippo il bello, il quale vede eresie ovunque. Sotto di lui, anche l'ordine del templari vede la propria fine. I beghinaggi erano luoghi di pace per le donne, in cui potevano vivere per pregare e stare al riparo dai tumulti esterni, al tempo stesso aiutando la popolazione (per esempio, le donne malate venivano accolte nell'ospedale del beghinaggio per essere curate). 
L’anziana Ysabel, la cui nonna Leonor era una guaritrice, si occupa dell’ospedale. Crea rimedi, unguenti e decotti con le erbe. Sarà proprio Ysabel ad accogliere Maheut, una ragazzina picchiata e violentata che si presenta al beghinaggio in cerca d’aiuto per scappare dal marito violento. Ma la ragazza ha dei fluenti capelli rossi, considerati i capelli del demonio e questo crea alcuni pregiudizi all'interno del beghinaggio. 
Nel frattempo, la beghina Marguerite Porete, continua a non voler chiedere scusa per il suo libro e l'Inquisizione decide di mandarla al rogo (in realtà, la scena di apertura del libro è proprio questa del rogo). Un giovane frate, Humbert, cerca di salvare l’opera della donna per accontentare il suo vecchio maestro, grande amico di Marguerite. Il maestro lo incarica anche di trovare la figlia di una discepola di Marguerite Porete: una certa Maheut la rossa. E così le vicende si intrecciano. 
Maheut guarita viene temporaneamente affidata ad Ade, una taciturna vedova bellissima di nobili origini, estremamente colta che non prende subito in simpatia la ragazza. Oltretutto, si scopre che Maheaut è incinta e lei non vuole quel bambino. Ma Ysabel non le dà scelta e la gravidanza arriva a termine. Nascerà una bimba, che verrà chiamata Leonor, che Maheut praticamente non degna di uno sguardo, mentre entrambe, per meglio nasconderle, vengono affidate alle cure di una beghina che ha un negozio di seta, ex compagna di stanza di Ysabel. 
Anche Humbert ad un certo punto arriva al beghinaggio e scopre Maheut, e per lasciarla libera stringe una promessa con Ade, la quale accetta di tradurre in latino il libro di Marguerite Porete, nonostante il rischio di essere accusata di eresia.

Mi sono dilungata molto sulla trama, ma il libro è veramente molto ricco. Gli argomenti che tratta sono molti. In primis, sicuramente la condizione delle donne nel Medioevo, il rischio di essere considerate eretiche anche solo per il desiderio di non voler essere protette da un uomo, magari violento. Il pregiudizio per ciò che è diverso. Ysabel stessa rischia di essere considerata una strega perchè conosce l'uso delle erbe, peraltro sono molto belle alcune descrizioni che fa lei delle piante.
Ade soffre perchè non è mai potuta diventare madre, e trova in Leonor la figlia che non ha mai avuto. Maheut, che non riesce a sentirsi madre, riesce però a scoprire che non tutti gli uomini sono come suo marito e che può innamorarsi. Poi c'è anche Agnes, la "collaboratrice" di Ysabel che pensa di poter prendere il suo posto, senza avere spirito di osservazione nè una reale cultura in tema di piante. E ancora Clemens, aiutante di Ade, che rode di gelosia quando Humbert e Ade cominciano a tradurre il manoscritto e la lasciano in disparte. Un gruppo di donne in cui troviamo collaborazione, aiuto reciproco ma anche invidia e ripicche. Il libro presenta anche diverse descrizioni molto intime, molto "calde" che però non cadono nel volgare.
Ciò che mi ha creato un po' di fatica nella lettura è stata la tanta storia citata nel libro. Quelle parti sono trattate un po' con distacco, come se fossero un saggio, mentre in altre parti troviamo delle descrizioni minuziosamente anche troppo ricamate. Forse un po' frettoloso nel finale. 
Nel complesso, una lettura molto interessante. Scrittura tutto sommato scorrevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

sabato 13 febbraio 2021

Il duca e io - Julia Quinn


Titolo originale: The duke and I (2000)

Londra, 1813. Simon Arthur Henry Fitzranulph Basset, nuovo duca di Hastings ed erede di uno dei titoli più antichi e prestigiosi d'Inghilterra, è uno scapolo assai desiderato. A dire il vero, è letteralmente perseguitato da schiere di madri dell'alta società che farebbero di tutto pur di combinare un buon matrimonio per le loro fanciulle in età da marito. E Simon, sempre alquanto riluttante, è in cima alla lista dei loro interessi. Anche la madre di Daphne Bridgerton è indaffaratissima e intende trovare il marito perfetto per la maggiore delle sue figlie femmine, che ha già debuttato in società da un paio d'anni e che rischia di rimanere - Dio non voglia! - zitella. Assillati ciascuno a suo modo dalle ferree leggi del "mercato matrimoniale", Daphne e Simon, vecchio amico di suo fratello Anthony, escogitano un piano: si fingeranno fidanzati e così saranno lasciati finalmente in pace. Ciò che non hanno messo in conto è che, ballo dopo ballo, conversazione dopo conversazione, ricordarsi che quanto li lega è solo finzione diventerà sempre più difficile. Quella che era iniziata come una recita sembra proprio trasformarsi in realtà. Una realtà tremendamente ricca di passione e coinvolgimento. (ibs.it)

Qualche anno fa avevo letto il terzo libro della serie, quello su Benedict, scoprendo in seguito il fatto che fosse una serie basata sugli otto fratelli. E mi ero ripromessa di leggere presto anche gli altri. Così, visto anche che in tv è stata trasmessa la serie, volevo leggere il libro prima di vederla. (Infatti, appena ho finito il libro, sono andata a recuperare le serie tv eh eh...)
La prima cosa che ho pensato confrontando i personaggi, è che Simon viene descritto come castano con gli occhi azzurri molto espressivi, mentre nella serie tv è un ragazzo di colore con gli occhi scuri. Anche altri fatti allontanano la serie dal libro (tipo la regina che nel libro non esiste, il principe non esiste, Nigel non è un vecchio ma sembra quasi un ragazzo con problemi psichici, e altro). 
Ma qui sto parlando del libro, e allora vedo di rimanere lì concentrata. 
Partiamo dal fatto che è un libro d'amore, per cui sappiamo già come andrà a finire, dobbiamo solo capire il come. Ho trovato Daphne un po' "barbosa" quando continua mille volte a dire che ha esperienza con gli uomini perchè ha tre fratelli più grandi. Ovviamente, lei e Simon intendono due tipi di esperienze completamente diverse... e dell'esperienza di cui parla Simon, lei, come tutte le ragazze dell'epoca, non sa proprio nulla.
Secondo me la storia parte proprio sbilanciata. Simon vuole una cosa, Daphne ne vuole un'altra. E nonostante si amino, nessuno vuole cedere, sono costretti a forzare l'altro. Simon è costretto a sposarsi, Daphne è costretta ad "abusare" di Simon da ubriaco per poter avere il suo seme. Mah. Secondo me non ci fa bella figura nessuno dei due. Un po' mi ha dato fastidio sia l'insistenza di Daphne sia il silenzio di Simon sulle ragioni per cui non vuole figli. Tutte cose, secondo me, che andrebbero messe in chiaro prima di cominciare a trombare come ricci... soprattutto dal momento che i due personaggi si consideravano anche "amici" e invece di questo grosso problema non ne parlano mai, è così e basta. Non so, sono due personaggi che, seppur mi piacciono come coppia, hanno veramente una base di egoismo molto forte. Chiaramente ad un certo punto lui si ravvede, o meglio è Daphne che per tirare l'acqua al suo mulino prova a fargli venire un dubbio. Ma il vero cambiamento arriva quando Simon si rende conto che desidera anche lui quel figlio in arrivo. Nella serie tv, Lady Danbury accompagna Simon quasi come un figlio e lo fa riflettere su alcune sue posizioni, nel libro manca completamente questo loro dialogo.
L'ho letto in fretta, è scorrevole, anche se non mi ha troppo convinto. Forse bisognerebbe capire se in lingua originale ha più verve. Il doppio finale poi boh. Più che altro, del finale mi ha dato molto fastidio che salta di venti anni e rivela anche troppo di Colin. Forse, volendone fare una "saga familiare" l'autrice avrebbe dovuto concatenare un po' meglio le storie dei vari fratelli, mentre in questo libro gli altri fratelli sono molto di contorno. Ogni libro, in pratica ha vita a sè.
La più intrigante rimane Lady Whistledown, che ovviamente non si sa chi sia, l'autrice dice solo che "una giovane donna sta scrivendo". Io ho una mia idea, ma immagino che verrà svelata nell'ultimo libro. (ecco, se avete visto la serie tv, vi hanno già svelato il segreto... che era comunque la persona a cui pensavo io).
Ho intenzione di proseguire la serie, un po' alla volta. Il libro su Benedict mi era piaciuto moltissimo, questo sono ancora indecisa, ripeto non mi ha fatto impazzire nè accalorare.
Mio voto: 6 

domenica 3 gennaio 2021

Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo. Il ladro di fulmini - Rick Riordan

 

Titolo originale: Percy Jackson & the Olympians. Book 1: The lightning thief (2005)

Percy Jackson non sapeva di essere destinato a grandi imprese prima di vedere la professoressa di matematica trasformarsi in una Furia per tentare di ucciderlo. Le creature della mitologia greca e gli dei dell'Olimpo, in realtà, non sono scomparsi ma si sono semplicemente trasferiti a New York, più vivi e litigiosi di prima. Tanto che l'ultimo dei loro bisticci rischia di trascinare il mondo nel caos: qualcuno ha rubato la Folgore di Zeus, e qualcuno dovrà ritrovarla entro dieci giorni. Sarà proprio Percy a dover indagare sull'innocenza di Poseidone, dio del mare e padre perduto, che l'ha generato con una donna mortale facendo di lui un semidio. Nuove gesta e antichi nemici lo aspettano, e non saranno solo lo sguardo di Medusa e i capricci degli dei ad ostacolare la ricerca della preziosa refurtiva, ma le parole dell'Oracolo e il suo oscuro verdetto: un amico tradirà, e il suo gesto potrebbe essere fatale... Età di lettura: da 12 anni. (www.ibs)

«Andrai a Occidente e affronterai il Dio che ha voltato le spalle 
troverai ciò che è stato rubato e lo vedrai restituito; 
sarai tradito da qualcuno che ti chiama amico 
e alla fine non riuscirai a salvare ciò che più conta.»

Come primo libro dell'anno ho voluto qualcosa di leggero. Avevo visto il film (anche se ammetto che non ricordavo il finale) ed è da un po' che volevo leggere il libro.
Beh mi è piaciuto. Percy è un ragazzino dislessico, iperattivo e con problemi dell'attenzione. Lui è nato da un'avventura che la madre ha avuto con un "uomo disperso in mare" e poi si è risposata con Gabe il puzzone, personaggio mal odorante e decisamente sgradevole. Percy è stato espulso da tutte le scuole che ha frequentato e anche durante la sua avventura alla Yance Academy la vita non è facile, perchè durante una gita la professoressa di matematica si trasforma in un mostro alato (Benevola o Furia) e Percy viene salvato solo dall'aiuto del professor Brunner che gli lancia una penna che diventa una spada. Ma nessuno dei suoi compagni di classe ricorda quella professoressa. Tuttavia, Percy capisce che qualcosa non va quando origlia una conversazione tra il suo amico Grover e il professor Brunner.
La madre di Percy decide che è il momento di mandarlo al Campo Mezzosangue. E anche arrivare lì non sarà facile perchè cercherà di sbarrargli la strada il Minotauro in persona. Al Campo ci sono tutti ragazzi come lui, figli di un mortale e un dio greco, e pertanto "mezzosangue". Ad un certo punto verrà rivelato a Percy di essere figlio di Poseidone, il dio del mare.
Intanto però nell'Olimpo, gli dei stanno litigando furiosamente, minacciando di scatenare una guerra mondiale. Il professor Brunner, che in realtà è un centauro chiamato Chirone, decide di affidare a Percy una missione: recuperare la folgore di Zeus che è stata rubata, prima del solstizio d'estate (che è una dozzina di giorni dopo). Accompagnato da Annabeth Chase (figlia di Atena) e il suo amico Grover (che è in realtà un satiro), Percy torna allora nel mondo umano in direzione ovest alla ricerca della folgore, seguendo la profezia che gli ha rivelato l'oracolo. Incontrerà Medusa, Echidna e la chimera, il dio Ares che lo costringerà ad andare al tunnel dell'amore di Efesto per recuperare il suo scudo, verrà ospitato al casinò Lotus dove perderà cinque giorni senza accorgersene, finchè troverà da Procuste l'indirizzo per gli inferi dove trova Caronte, il cane Cerbero e Ade.
Beh vi ho raccontato anche troppo. Mi è piaciuto molto il mix tra mitologia greca e mondo attuale. Mi è piaciuta anche la figura della madre, che non ha scelto Gabe per masochismo ma per un motivo ben preciso (e ancora di più il modo in cui se ne libera!)
Chiaramente è un libro per ragazzini però l'ho letto molto volentieri, anzi, appena possibile voglio proseguire con la saga. 
Mio voto: 8 / 10

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Percy Jackson & the Olympians: 
Book 1: The lightning thief
Book 2: The sea of Monsters
Book 3: The Titan's curse
Book 4: The battle of the Labyrinth
Book 4.5: Percy Jackson and the Sword of Hades 
Book 4.6: Percy Jackson and the Stolen Chariot 
Book 4.7: Percy Jackson and the Bronze Dragon 
Book 5: The Last Olympian 
Book 5.5: Percy Jackson and the Singer of Apollo

martedì 29 dicembre 2020

2021 Monthly Motif Reading Challenge


Sfida ospitata da Girloxoxo.

This is a monthly challenge that runs all year long from January 1, 2021 to December 31, 2021. 

A Motif, or theme, is given for each month. Your task is to read 1 book that fits the motif for that month. 

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JANUARY- Once Upon A Time. Read a book from the Fantasy, Fairytale, Mythology, or Folklore Sub Genres. 

FEBRUARY- Laughter and Love. Read a relationship story, romance, comedy, or feel good contemporary. 

MARCH- Countries and Cultures. Read a book set in a country, or about a culture, that’s different than your own and that you’d like to learn more about. 

APRIL- Books on the Menu. Read a book that features food, restaurants, cafes, cooking, or baking, on the cover or in the story. 

MAY- Magnificent Middle Grade. Read a Middle Grade book – a book that is marketed toward ages 8-14. 

JUNE- The Great Outdoors. Read a book featuring a garden, nature, country, or harvest setting or plot. 

JULY- Short But Fabulous. Read a novella, comic, graphic novel, manga, or short book of poetry. 

AUGUST- Bag of Tricks. Read a book featuring any kind of magic, illusion, super powers, or enchantments. 

SEPTEMBER- Back to School. Read a book with a school setting, featuring a student or educator OR read a book to educate yourself on a topic you’re interested in learning more about. 

OCTOBER- Lurking in the Shadows. Read a book that has a gray, black, and/or white cover OR a book that shows a shadow on the cover. 

NOVEMBER- In the Library with the Candlestick. Read a mystery- cozy, detective, spies, true crime, whodunnit, or the like. 

DECEMBER- That’s History. Read a historical fiction book or a book about a true historical event.

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Libri letti:















******* sfida completata il 07 dicembre *******