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giovedì 7 ottobre 2021

Urla nel silenzio - Angela Marsons


Titolo originale: Silent scream (2015)

Cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere. Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo...(ibs)

ATTENZIONE: contiene spoiler sul finale

Ammetto di aver divorato questo libro in un paio di serate. La scrittura è scorrevole, la trama accattivante. Dietro alla vicenda ci sono anche gli scheletri della detective Kim Stone (di cui non parla volentieri) per cui riesce a provare una totale empatia per le ragazze rinchiuse nella struttura, abbandonate sia dalla famiglia sia dallo Stato che doveva averne cura. Un argomento anche di denuncia sociale per questo tipo di istituzione.
Ho trovato la detective molto mascolina nel modo di fare, ma alla fine mi piace e credo andrò avanti nella serie, di cui questo è il primo libro. Carino il parallelismo tra i tasselli del caso che deve risolvere e i componenti della moto che non riesce a mettere insieme. Molto bello il personaggio di Lucy, una combattente nonostante la sua disabilità.
Non mi convince invece il finale, col doppio colpevole a sorpresa, e in entrambi i casi non si capisce come la detective arrivi a quell'idea. Avrei preferito che la vicenda si chiudesse con la cattura dello psicopatico che prova ad ucciderla, penso che fosse più lineare con la storia, anche se avrebbe dovuto spiegare diversamente il perchè le cinque persone stavano scavando la buca...
Intrigante comunque.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 5 settembre 2021

Io sono Malala - Malala Yousafzai con Christina Lamb



Titolo originale: I Am Malala: The Girl Who Stood Up for Education and Was Shot by the Taliban (2013)

Oggi Malala è il simbolo universale delle donne che combattono per il diritto alla cultura e al sapere, ed è Premio Nobel per la Pace 2014. Questo libro è la storia vera e avvincente della sua vita coraggiosa, un inno alla tolleranza e al diritto all’educazione di tutti i bambini del mondo, il racconto appassionato di una voce capace di cambiare il mondo. 9 ottobre 2012. Valle dello Swat, Pakistan, ore dodici. La scuola è finita, e Malala insieme alle sue compagne è sul vecchio bus che la riporta a casa. All’improvviso un uomo sale a bordo e spara tre proiettili, colpendola in pieno volto e lasciandola in fin di vita. Malala ha appena quindici anni, ma per i Talebani è colpevole di aver gridato al mondo sin da piccola il suo desiderio di leggere e studiare. Per questo deve morire. Ma Malala non muore: la sua guarigione miracolosa sarà l’inizio di un viaggio straordinario dalla remota valle in cui è nata fino all’assemblea generale delle Nazioni Unite. (garzanti.it)

Un libro che sicuramente merita di essere letto, perchè non è solo la storia del ferimento di questa ragazzina, ma ripercorre tutta la storia del Pakistan, dalla nascita della nazione, alle motivazioni che hanno portato alla conquista dei talebani e alle guerre per farli andare via. E' un libro che chi ama la storia troverà molto interessante, perchè tutta la parte storica è resa molto bene, in modo ben comprensibile, seguendo anche le vicende della famiglia di Malala (e quindi, tutto il discorso culturale del popolo). Il tutto, in una totale assenza dello stato.
Ad inizio libro, Malala è una bambina di undici anni, ed ha una disperata sete di conoscenza. Il suo unico desiderio è poter andare a scuola e imparare e primeggiare per bravura sulle sue compagne. Ma in Pakistan alle donne è riservato un altro ruolo, principalmente quello di stare a casa e badare alla famiglia, della loro istruzione nulla importa. Malala però ha alle spalle un padre insegnante, col desiderio di fondare una scuola per istruire più bambini possibili, e soprattutto un padre che non si dispera di aver avuto una femmina ma ne gioisce, e la incita in ogni modo a non aver paura delle sue opinioni. Ma la voce di Malala (e anche quella del padre e di alcuni suoi amici, perchè contrari alla talebanizzazione) comincia a dare fastidio ai talebani, anche perchè la sua battaglia per l'istruzione comincia ad avere un clamore che travalica i confini del Pakistan, e un giorno quando esce da scuola Malala viene colpita al volto da una pallottola. Tuttavia non morirà, verrà portata a Birmingham dove subirà interventi e una lunga convalescenza, ma la sua battaglia, proprio "grazie" ai talebani avrà una eco mondiale, al punto da portarla anche a vincere il nobel per la pace. Il prezzo da pagare sarà il non poter più tornare nella sua patria (ad un certo punto anche la sua famiglia la raggiungerà). Purtroppo, nel suo paese c'è chi ha pensato che sia stata tutta una montatura per scappare in Inghilterra.

"Una volta chiedevo a Dio quattro o cinque centimetri di altezza in più, ma in cambio lui mi ha resa alta come il cielo talmente alta che non sono più in grado di misurarmi. (...)
Io amo Dio. Ringrazio il mio Allah. Gli parlo tutto il giorno. Lui è il più grande. Donandomi questa diversa altezza da cui parlare alla gente, Lui mi ha conferito anche grandi responsabilità. La pace in goni casa, in ogni strada, in goni villaggio, in ogni nazione - questo è il mio sogno. L'istruzione per ogni bambino e bambina del mondo. Sedermi a scuola a leggere libri insieme a tutte le mie amiche è un mio diritto. Vedere ogni essere umano sorridere di felicità è il mio desiderio.
Io sono Malala. Il mio mondo è cambiato, ma io no"

Libro consigliatissimo a chi ama la storia. Io, ammetto, come sempre con questi libri, ad un certo punto ho arrancato un po', ma riconosco il valore di una testimonianza come questa, ed il libro è decisamente ben scritto e di facile lettura, nonostante l'argomento importante.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

martedì 15 giugno 2021

La città nella neve - Beka Kurkhuli



Titolo originale: ქალაქი თოვლში (2013)

I cinque racconti della 'Città nella neve' mostrano la realtà di una nazione 'di periferia' alla ricerca di un contatto ravvicinato con l'Europa. La guerra tra georgiani e abcasi ('Assassino'), il legame d'amore tra due ragazzi sullo sfondo della crisi energetica degli anni Novanta ('La città nella neve'), la quotidianità di un uomo non vedente in bilico tra nostalgia e rabbia ('In sogno vidi'), i ricordi di giovinezza in una Tbilisi multietnica dei tempi sovietici ('Una sera'): è un mosaico composto tanto da storie private quanto da vicende che hanno segnato la storia della Georgia. Chiude la raccolta 'Musakala', in cui l'autore ha ricostruito, romanzandolo, il punto di vista dei combattenti mujaheddin durante la guerra in Afghanistan. (ibs.it) 

La descrizione dice già tutto. Il libro è una raccolta di cinque racconti, il primo è una settantina di pagine, l'ultimo una cinquantina, i tre in mezzo molto più brevi.  E' un interessante spaccato sulla vita della Georgia, Paese (da me sicuramente) poco conosciuto. 
Sono cinque storie che riguardano cinque ambienti sociali differenti, nell'ultimo viene anche ripercorsa la guerra in Afghanistan, con l'ascesa del Mullah Omar e Osama Bin Laden, fino alla sparizione del primo e alla morte del secondo. 
Per chi ama la storia, questo è un libro molto bello. La scrittura di Kurkhuli si legge bene, ci sono molti termini georgiani tradotti nelle appendici alla fine dei vari capitoli. Per chi, come me, non ama la storia nuda e cruda, questo libro è stato un po' pesante. Ne riconosco il valore ma sinceramente preferisco un romanzo, e quindi in alcuni punti ho un po' saltato da una frase all'altra (soprattutto nell'ultimo racconto dove la storia è decisamente preponderante). 
Molto interessanti alcune riflessioni, soprattutto nel primo racconto, sulla guerra.

"Nessuno di noi l'ha cominciata questa guerra: nè noi georgiani, nè gli abcasi, e chi la fomenta, ora, finge di essere in missione di pace, 'fanculo i russi e 'fanculo anche Shevardnaze!" (Assassino) 

"In che misera condizione ci hanno messo quei fetenti... Tale da farci invidiare persino i morti!" (Assassino) 

"Dove vado? Nessuno mi vuole, nè in quella sponda dell'Enguri nè in questa, dove diavolo vado? A chi appartengo? Chi mi darà rifugio? Perchè ho combattuto in guerra e ho ammazzato la gente?" (Assassino) 

Mio voto: 7 e mezzo / 10

sabato 17 aprile 2021

Ragazza, donna, altro - Bernardine Evaristo


Titolo originale: Girl, woman, other (2019)

È una grande serata per Amma: un suo spettacolo va in scena per la prima volta al National Theatre di Londra, luogo prestigioso da cui una regista nera e militante come lei è sempre stata esclusa. Nel pubblico ci sono la figlia Yazz, studentessa universitaria armata di un’orgogliosa chioma afro e di una potente ambizione, e la vecchia amica Shirley, il cui noioso bon ton non basta a scalfire l’affetto che le lega da decenni; manca Dominique, con cui Amma ha condi­vi­so l’epoca della gavetta nei circuiti alternativi e che un amore cieco ha trascinato oltre­oceano… Dalle storie (sentimentali, sessuali, familiari, professionali) di queste donne nasce un romanzo corale con dodici protagoniste: etero e gay, nere e di sangue misto, giovani e anziane; impiegate nella finanza o in un’impresa di pulizie, artiste o insegnanti, matriarche di campagna o attiviste transgender. Cucite insieme come in un arazzo, le loro vite (e quelle degli uomini che le attraversano) formano un romanzo anticonvenzionale e appassionante che rilegge un secolo di storia inglese da una prospettiva inedita e necessaria. (ibs.it)

Non ricordo come ho scoperto questo libro, forse proprio perchè ha vinto il Man Booker Prize insieme a Margaret Atwood nel 2019, però ricordo che mi aveva interessato fin da subito e l'ho aspettato con ansia in italiano perchè in inglese sarebbe stato lunghissimo. Ed è stato lunghissimo anche in italiano!
Il libro è diviso in cinque parti, composte dalle storie di 3 personaggi ciascuna, ad eccezione della quinta ed ultima parte, dove troviamo il post spettacolo di Amma e l'epilogo.
Nella prima parte troviamo:
1. Amma, regista lesbica, ha avuto una figlia (Yazz) con un amico gay in un momento di crisi di entrambi. Socia di Dominique nella compagnia teatrale, che ad un certo punto incontra l'amore della sua vita e se ne va negli USA;
2. Yazz, 19 anni, studentessa universitaria che vuole diventare giornalista perchè ha un sacco di cose da dire e vuole che il mondo la ascolti. Ormai indifferente al via vai di amanti della madre. Non riesce a trovare un uomo che lei trovi interessante e nel frattempo ha creato una gang con alcune amiche.
3. Dominique incontra Nzinga alla Victoria Station (una lesbica femminista radicale, vegana, che non fuma, non beve) e subito se ne innamora; quando le dà l'ultimatum di seguirla negli USA o la loro storiafinisce, lei la segue e vanno a vivere in una comune femminista, dove però Dominique non può fare alcuna amicizia e dove Nzinga la domina completamente. Dopo un anno che non ha sue notizie, Amma si presenta alla loro porta della comune, con grande fastidio di Nzinga.
Nella seconda parte ci sono:
1. Carole vittima di uno stupro quando aveva tredici anni, ha rialzato la testa buttandosi a capofitto nell'ambizione lavorativa, smettendo di fare l'asina e concentrandosi sullo studio, grazie anche ad una professoressa molto severa; adesso si occupa di finanza con grande abilità. 
2. Bummi, madre di Carole, fiera del fatto che la figlia frequenta l'università, ma che rimane scioccata quando le dice di essersi fidanzata con Freddy, un inglese bianco, e comincia ad ignorare la figlia come se non esistesse. Poi ci si addentra nella storia di Bummi, da quando è morto il padre, lei e la madre sono state scacciate dalla casa in cui vivevano, di come ha conosciuto Augustine, padre di Carole, di come ha creato una ditta di pulizie dopo che lui è morto. 
3. LaTisha, supervisore al reparto verdure del supermercato, madre di tre figli di tre padri diversi. LaTisha era affezionatissima al padre che un giorno, con un biglietto lasciato sul tavolo, le abbandona (si scoprirà poi) per un'altra donna con cui ha già una figlia. Era amica di Carole, da cui si è allontanata quando Carole ha cominciato a buttarsi nello studio.
Nella terza parte:
1. Shirley, amica di Amma, arriva a scuola pensando di diventare l'insegnante che aiuterà i ragazzini a sentirsi capaci di arrivare da qualche parte nella vita. Col passare degli anni si renderà conto che l'insegnamento è diventato burocrazia e che gli studenti con problematiche sociali sono aumentati e sono completamente disinteressati allo studio e non hanno rispetto verso i professori. E' l'odiata professoressa a cui Carole chiederà aiuto per essere migliore.
2. Winsome, madre di Shirley, incredibilmente attratta dal genero. 
3. Penelope, che al sedicesimo compleanno scopre di non essere figlia biologica dei suoi genitori ma di essere stata abbandonata fuori da una chiesa senza alcun biglietto. Riesce a sposare il ragazzo più gettonato della scuola ma divorziano dopo due figli perchè lei vuole lavorare, mentre lui la vuole in casa. Si risposa con Phillip, uno psicologo che ad un certo punto comincia a psicanalizzarla e le cose vanno in frantumi. Quando i figli diventano grandi e anche Phillip se ne va, per un po' di tempo Bummi va a fare le pulizie da Penelope. Felice di fare l'insegnante, almeno finchè la scuola non diventa uno zoo multietnico dove i professori maschi si comportano da padroni (e da viscidi con le studentesse) e la passano sempre liscia. 
Quarta parte:
1. Megan / Morgan. Costretta fin da piccola a giocare con le bambole e vestire abitini per essere graziosa, Megan sviluppa un odio per queste cose e un vero e proprio rifiuto per il suo corpo da donna. Dopo un lungo percorso di ribellione, scopre che ciò in cui si identifica è il "gender-free". Alla fine del suo percorso di consapevolezza, assume il nome di Morgan e ha una relazione con Bibi, nata uomo e diventata donna con tanto di operazione chirurgica. Ad una conferenza scolastica a cui è chiamata a parlare, conosce l'esuberante Yazz, entusiasta delle sue parole.
2. Hattie, GG per gli amici, ultra novantenne nonna di Megan/Morgan. Di tutti i parenti, Morgan e la compagna Bibi, sono le uniche che stanno volentieri con GG, gli altri aspettano che muoia per ereditarne la proprietà che lei però per testamento ha già devoluto a Morgan. Morgan ha sempre adorato vivere alla fattoria, fin da bambina quando la madre la portava lì in vacanza. E a GG non interessa la sua vita sessuale. I parenti di Hattie vanno a trovarla solo per Natale, e la lasciano comunque un po' in disparte. Lei li guarda e ripensa alla sua storia.
3 Grace. Figlia di Daisy e di un marinaio abissino che l'aveva messa incinta promettendo di tornare. Rimane orfana ad otto anni per la tubercolosi della madre e viene affidata ad un orfanotrofio. Qui le insegnano a scrivere, leggere, gestire una casa. Vorrebbe lavorare in un grande magazzino ma il colore scuro della sua pelle non la fa assumere. Lavora prima come cameriera finchè incontra Joseph Rydendale che la sposa e insieme vanno a vivere nella tenuta della famiglia di lui, Greenfields. Le cose vanno bene, finchè provano a mettere al mondo un erede ma puntualmente o lei abortisce o i bambini muoiono, come Lily dopo un anno di vita. La loro vita diventa una estenuante prova di concepimento, perchè Joseph non può pensare che la sua tenuta non abbia un erede. Quando nasce Harriet (Hattie), Grace si rifiuta di aver a che fare con lei, infatti viene affidata ad una tata. Poi un giorno qualcosa si smuove in Grace e comincia ad accudire la bambina.  
E poi, come dicevo, nella quinta parte abbiamo la festa successiva allo spettacolo di Amma, che è stato un successone e l'epilogo del libro che porta un piccolo colpo di scena.

Le storie di queste dodici donne sono tutte incatenate tra loro, in un modo o nell'altro. Si tratta di donne con vite sofferte alle spalle, alcune davvero molto tragiche. Tutte hanno origini africane più o meno marcate.
Una grossa difficoltà che ho trovato è la quantità notevole di personaggi da ricordare, perchè ad ogni donna ovviamente ruotano intorno famiglia o amicizie o amori. Troppi.
Al principio sono rimasta perplessa dallo stile narrativo o dovrei dire dalla grafica dello stile. I punti di fine discorso credo si collochino solo alla fine di ogni racconto o poco più. Per il resto, il libro è tutto scritto utilizzando dei rientri e delle interlinee. In realtà non ho provato alcun fastidio, anzi, una volta capito che non era l'ebook che aveva dei problemi, l'ho trovato interessante e scorrevole.
Ho letto recensioni entusiaste di questo libro. Io, sinceramente, l'ho trovato un po' lungo. E non è solo una questione numerica delle pagine, ad un certo punto ero proprio un po' stanca e non vedevo l'ora di vedere la fine. Le storie di per sè sono interessanti, alcune commoventi, alcune apparentemente più leggere, però sono arrivata alla fine un po' stremata. Forse sarebbero bastate anche solo nove, perchè comunque sono storie tutte diverse una dall'altra ma molto concentrate di contenuti. 
Il capitolo dell'after party l'ho trovato abbastanza barboso. 
Risollevo di mezzo punto il voto che do al libro solo grazie all'epilogo, di cui non vi dico nulla perchè non voglio rovinarvi un colpo di scena che non avrei mai detto e che mi ha un po' commosso.
Libro interessante, pieno di tante cose. Consigliato.
Mio voto: 8 / 10

venerdì 9 aprile 2021

Finché il caffè è caldo - Toshikazu Kawaguchi


Titolo originale: Coffee Ga Samenai Uchini (2015)
Titolo in inglese: Before the coffee gets cold


ECCO LE 5 REGOLE DA SEGUIRE:
1. Sei in una caffetteria speciale. C’è un unico tavolino e aspetta solo te. 
2. Siediti e attendi che il caffè ti venga servito.
3. Tieniti pronto a rivivere un momento importante della tua vita.
4. Mentre lo fai ricordati di gustare il caffè a piccoli sorsi.
5. Non dimenticarti la regola fondamentale: non lasciare per alcuna ragione che il caffè si raffreddi.

In Giappone c’è una caffetteria speciale. È aperta da più di cento anni e, su di essa, circolano mille leggende. Si narra che dopo esserci entrati non si sia più gli stessi. Si narra che bevendo il caffè sia possibile rivivere il momento della propria vita in cui si è fatta la scelta sbagliata, si è detta l’unica parola che era meglio non pronunciare, si è lasciata andare via la persona che non bisognava perdere. Si narra che con un semplice gesto tutto possa cambiare. Ma c’è una regola da rispettare, una regola fondamentale: bisogna assolutamente finire il caffè prima che si sia raffreddato. Non tutti hanno il coraggio di entrare nella caffetteria, ma qualcuno decide di sfidare il destino e scoprire che cosa può accadere. Qualcuno si siede su una sedia con davanti una tazza fumante. Fumiko, che non è riuscita a trattenere accanto a sé il ragazzo che amava. Kotake, che insieme ai ricordi di suo marito crede di aver perso anche sé stessa. Hirai, che non è mai stata sincera fino in fondo con la sorella. Infine Kei, che cerca di raccogliere tutta la forza che ha dentro per essere una buona madre. Ognuna di loro ha un rimpianto. Ognuna di loro sente riaffiorare un ricordo doloroso. Ma tutti scoprono che il passato non è importante, perché non si può cambiare. Quello che conta è il presente che abbiamo tra le mani. Quando si può ancora decidere ogni cosa e farla nel modo giusto. La vita, come il caffè, va gustata sorso dopo sorso, cogliendone ogni attimo.
Finché il caffè è caldo è diventato un caso editoriale in Giappone, dove ha venduto oltre un milione di copie. Poi ha conquistato tutto il mondo e le classifiche europee a pochi giorni dall’uscita. Un romanzo pieno di fascino e mistero sulle occasioni perdute e sull’importanza di quelle ancora da vivere. (ibs.it)

Romanzo di esordio per Kawaguchi, che ha vinto il Suginami Drama Festival. 
Ero molto curiosa di leggere questo libro, che ha avuto una gran risonanza. La trama mi attirava molto. Tuttavia, non concordo con chi lo considera un capolavoro. Peraltro, ho scoperto che è il primo di una serie di almeno tre libri... 
La storia è molto bella, intendo sia la storia del caffè sia le quattro storie delle persone che effettivamente utilizzano "la" sedia. Storie anche profonde perchè parlano di rimorsi, di dolore, di occasioni perdute o ritrovate. I contenuti sono davvero seri ed importanti. Tuttavia, la lettura non è stata così lineare. L'ho letto in un paio di giorni, quello sì, ma la scrittura non è un po' "magica" come ci si aspetterebbe da un libro simile, è una scrittura che mi è sembrata un po' pesante, anche ridondante; magari è un problema di traduzione, non saprei.
Mi piace l'atmosfera che si respira nel caffè, mi piacciono i contenuti e come i personaggi si legano gli uni agli altri, non mi è piaciuta molto la scrittura.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 21 marzo 2021

Zorba il greco - Nikos Kazantzakis



Titolo originale: Βίος και πολιτεία του Αλέξη Ζορμπά (Víos kai politeía tou Aléxi Zormpá) - 1946
Titolo inglese: Zorba the Greek

"Lo conobbi al Pireo... Parole, risate, balli, ubriacature, preoccupazioni, quiete conversazioni al tramonto, occhi sgranati che mi fissano con tenerezza e disprezzo, come se mi dessero ad ogni istante il benvenuto, come se ad ogni istante mi dicessero addio, per sempre". Zorba il greco è il romanzo di Nikos Kazantzakis da cui venne tratto il fortunato film con Anthony Quinn e Irene Papas, proposto ai lettori italiani in traduzione dal greco e in versione integrale. "Sicuramente il cuore dell'uomo è una fossa chiusa di sangue, e quando si apre corrono ad abbeverarsi e a riprendere vita tutte le inconsolabili ombre assetate... Corrono a bere il sangue del nostro cuore, perché sanno che altra risurrezione non esiste. E più avanti di tutti corre oggi Zorba con le sue grandi falcate, e scansa le altre ombre, perché sa che è per lui oggi la commemorazione. Facciamo tutto quanto è in noi perché riviva ancora per un po' questo crapulone, beone, lavoratore instancabile, donnaiolo e zingaro. L'anima più grande, il corpo più saldo, il grido più libero che abbia mai conosciuto in vita mia". (ibs.it)

Volevo leggere un libro sulla Grecia e ho optato per questo classico da cui è stato tratto un famosissimo film che, ammetto, non ho visto!
Ho letto recensioni entusiaste di questo libro e quindi mi sento un po' in imbarazzo a dire che, sinceramente, ho fatto fatica. Zorba è sicuramente un personaggio interessante, che ha vissuto tante esperienze di petto, con la semplicità di una persona che non ha studiato e che non guarda al futuro ma vuole vivere l'oggi. Contrapposto a lui c'è il suo "padrone" (che verrà sempre chiamato così per tutto il libro) un "topo di biblioteca", come l'ha definito il suo amico, e che ha comprato la miniera ma in realtà vuole completare un libro sul Buddha che sta facendo fatica a finire. Zorba vive di impulsi, il padrone vive di libri e ragione, difficile per lui lasciarsi andare.
Siamo a Creta, nel 1930. Il libro è narrato in prima persona dal padrone, alter ego dell'autore.
Zorba e lui si conoscono sull'imbarcazione diretta a Creta e Zorba si propone di lavorare per lui. La simpatia nei confronti di questo bizzarro personaggio è immediata, e Zorba ricambia lavorando alacremente alla miniera, cucinando e a volte suonando il suo salterio. I due scambiano lunghe chiacchierate sulla vita di Zorba, sulla religione, sulla Patria, sulla vita, con opinioni spesso opposte che però rafforzano la loro amicizia. Non sono molto convinta delle teorie di Zorba sulle donne, ma ci stanno col personaggio.
Il libro è sicuramente interessante. Zorba non è un personaggio completamente positivo, a mio parere, ma si fa benvolere per la sua semplicità. Tuttavia, la lettura è stata un po' pesante. Non so cosa mi aspettavo, perchè anche l'altro libro che ho letto di Kazantzakis mi ha creato difficoltà proprio nella lettura. Verso il finale poi ci sono tante scene tristi, come l'uccisione della vedova con cui tutto il paese ha il dente avvelenato perchè si è suicidato uno che era innamorato di lei, oppure la morte di Madame Hortense che non ha ancora chiuso gli occhi e già le depredano la casa e gli animali in cortile. Sinceramente, ad un certo punto l'ho proprio finito perchè volevo arrivare in fondo, ma è stata dura. Quello che mi è piaciuto è l'amicizia tra questi due uomini così diversi in tutto, amicizia che resiste agli anni e alle distanze... almeno finchè il padrone si rifiuta di andare a vedere una pietra verde...
Faticoso.
Mio voto: 7 / 10

p.s. ho considerato questo libro nella "while I was reading challenge" alla categoria "a book you've been avoiding" (un libro che stavi evitando) perchè da anni avevo una mezza idea di leggerlo ma un po' me lo sentivo che sarebbe stato piuttosto faticoso...

lunedì 1 marzo 2021

L'uomo vestito di marrone - Agatha Christie


The man in the brown suit (1924)

Ann Beddingfield è una ragazza priva di mezzi ma dotata di uno straordinario sangue freddo e di un fortissimo amore per l'avventura. L'occasione per far emergere questi aspetti del suo carattere arriva quando, dopo aver assistito a un mortale incidente in metropolitana, Ann riesce a scorgere alcuni indizi sfuggiti alla polizia. Cercando di mettere a frutto la sua scoperta per fare strada nel giornalismo, la giovane si trova però ben presto a fronteggiare un misterioso "colonnello", capo di una pericolosissima multinazionale del crimine, e un affascinante uomo vestito di marrone sospettato di un feroce delitto. (ibs.it)

Forse non il migliore tra gli Agatha Christie che ho letto, però interessante. E' un po' contorta la trama, soprattutto quando arrivano in Sudafrica, tra scambi di persone e una vecchia storia di diamanti rubati. 
Mi è piaciuta la protagonista, investigatrice improvvisata, che si trova inconsapevolmente invischiata in un delitto e che decide di vivere un'avventura, senza sapere esattamente in cosa si va ad invischiare. Primo libro in cui compare anche il colonnello Race (che non è il capo della banda criminale..). Gradevole.
Mio voto: 7 / 10

sabato 27 febbraio 2021

Il mio amico Gesù - Lars Husum


Titolo originale: Mitvenskab med Jesus Kristus (2008)
Titolo inglese: My friend Jesus Christ

Niko vive a Copenhagen con la sorella maggiore Sos da quando la mamma, popstar famosissima, e il padre postino sono scomparsi in un incidente stradale. Niko vive alla giornata: è imbranato con le ragazze di cui si innamora, scombinato a scuola e nella vita, insofferente verso chi lo ama, rissoso quando si riunisce con l'amico e coetaneo Jeppe e insieme danno la caccia a qualche malcapitato compagno di strada. Niko vive ma la sua vita non sembra avere alcuno spiraglio e l'amore di sua sorella non potrà più essergli sufficiente. Tutto sembra precipitare, quando si intrufola in casa sua un ragazzone hippy, sordo alle proteste e ai colpi di Niko, che dice di chiamarsi Gesù Cristo e di essere venuto a fare di lui un ragazzo migliore. Niko non sa (e non saprà mai) se quello strano tipo è veramente Gesù o un pazzo mitomane ma inizia a dargli retta e a seguire un decalogo per uscire fuori dal suo tunnel. Primo comandamento: lasciare Copenaghen e tornare nel paese dove sua mamma è nata; poi si vedrà. "Il mio amico Gesù" è il racconto feroce e tenero di un viaggio forzato verso la felicità di un giovane che non l'avrebbe mai potuta toccare. E che importa, infine, se il sedicente Gesù sia tale veramente o un ragazzotto pieno di fantasia? (ibs.it)

Niko (Nikolaj) rimane orfano di entrambi i genitori quando ha tredici anni e sua sorella Sos (Sanne) venti. Il loro padre era un postino, ma la madre era la più grande cantante danese. L'unico posto in cui non si è mai voluta esibire è la sua città natale, Tarm, in quanto lì abita ancora il padre che la prese a cinghiate quando lei, sedicenne, decise di andare a vivere a Copenaghen col futuro marito Allan.
Niko ha un rapporto quasi morboso con la sorella, nel senso che non accetta di doverla condividere con altri. E Sos è disposta a mettersi in secondo piano pur di stare vicina a Niko. Niko non ha amici, a parte Jeppe, ma frequenta bande di teppistelli e sfoga la sua rabbia facendo a botte con chiunque gli capiti a tiro, anche un bambino. Tenta il suicidio più volte quando si rende conto che Sos si allontana da lui. 

"Devo essere un individuo orribile, se soltanto mia sorella 
è in grado di amarmi. Mi infurio con me stesso 
e con tutti quelli che si rifiutano di amarmi. 
E' davvero impossibile concedermi una parvenza d'amore?"

Niko porta Sos allo sfinimento coi suoi comportamenti da teppista, finchè Sos non si mette con Brian, e capisce di doversi prendere una pausa dal fratello. Per oltre un anno, Sos mantiene le distanze, mentre è Brian che va a trovare Niko. Quando finalmente Sos invita a casa sua il fratello, lui scopre che è incinta. Niko si trova di troppo in questa nuova famiglia, dove ci sono troppe persone che gli "rubano" la sorella e mette in atto il secondo tentativo di suicidio per salvarlo da quale Sos abbandona a casa da solo il figlioletto.
Niko trova finalmente una fidanzata, Silje, una ragazza molto dolce che suona in una band in cui fanno cover delle canzoni di sua mamma. Ma la storia con Silje non calma i crampi allo stomaco che prova Niko, e in un momento di follia la riempie di pugni fino a quasi sfigurarla. Successivamente al terzo tentativo di suicidio, è Sos che non ce la fa più e si annega nel porto.
Qualche tempo dopo, alle tre di notte, Niko sente qualcuno che rovista in casa sua e si trova davanti non un ladro, bensì Gesù. Pur non essendo credente, Niko sente nelle parole di Gesù un grande conforto, e Gesù gli dice che deve cercare di rimediare ai suoi errori ed essere felice. Il primo passo è tornare a Tarm. 

Mi sto dilungando molto sulla trama (ma non dirò altro), però questo libro ha in sè davvero tanto. Niko è un ragazzino sbandato, a tratti anche buffo e imbranato, ma è anche un teppista dalla violenza gratuita. Sfoga il suo bisogno di amore sulla sorella, non accetta che lei abbia una vita sua e non accetta di condividerla con nessun altro. Lui sa che lei accorrerà sempre quando lui ha bisogno, fino al momento in cui lei stessa crolla arrivando a togliersi la vita. Qui entra in campo Gesù, dall'aspetto di un grosso motociclista coi sandali, e poco importa se sia davvero Gesù Cristo o uno che si spaccia per lui o anche una visione, Gesù (che conosce Niko perchè Sos gli parlava di lui più volte al giorno) è comunque colui che gli tende la mano per cambiare strada, pentirsi del male che ha fatto nella sua vita, diventare una persona migliore ed essere finalmente felice. E Niko scappa da Copenaghen per tornare alla città dei suoi genitori, Tarm, dove farà finalmente delle amicizie vere, e questi amici lo aiuteranno ad espiare i suoi peccati.
La storia mi è piaciuta. A tratti forse è anche semplicistica, soprattutto da quando torna a Tarm, ma nell'insieme mi è piaciuto seguire il processo di maturazione di questo ragazzino. Il fatto che Gesù sia davvero chi dice di essere o no, poco importa, quello è ciò che gli fa scattare la molla del prendere in mano la propria vita.
Quello che mi ha un po' spiazzato è il finale (che non vi racconto). Sembra un po' un voler ricordare che non riuscirai mai ad espiare tutti i tuoi peccati e non potrai essere felice. Non so se è questo che voleva dire l'autore. Effettivamente farlo finire con un "e vissero tutti felici e contenti" forse avrebbe "premiato" un po' troppo l'eccessiva violenza di Niko, a cui non potrà mai mettere rimedio. 

L'autore nella descrizione del libro dice: "Così credo sia il mio romanzo: commedia, tragedia, melodramma e farsa". In effetti, ci ritrovo tutto ciò. 
Ho trovato questo libro perchè stavo cercando di spaziare tra gli Stati europei.
Ah, non chiedetemi come fa la canzone che ha lo stesso titolo di questo libro perchè l'ho trovata su internet e non saprei!
Il libro si legge bene. E' suddiviso in quattro parti e in tanti capitoletti piuttosto brevi, tipo flash. Mi piace questo stile, dà dinamicità al racconto. 
Complesso ed interessante.
Mio voto: 7 e mezzo / 10



domenica 21 febbraio 2021

Red dog - Louis De Bernières


Titolo originale: Red Dog (1999)

"All'inizio del 1998 andai a Perth, nell'Australia occidentale, per partecipare al festival della letteratura. Il programma prevedeva una cena letteraria a Karratha. Karratha è una città di minatori. Il paesaggio è straordinario: cumuli di terra rossa e pietre che si stagliano nel bush infinito... Esplorando la zona scoprii la statua di Red Dog: rimasi affascinato da questo splendido cane e volli saperne di più. 
Dopo qualche mese ritornai in quei luoghi; trascorsi due settimane a collezionare storie su di lui e a visitare i posti dove era stato, scrivendo nel frattempo questo testo. Spero che il mio gatto non scopra mai che ho scritto un libro per celebrare la vita di un cane" Louis De Bernières

Ho trovato questo delizioso libro cercando qualcosa sulla cui copertina comparisse un cane. E' un libro cortissimo, poco più di cento pagine, diviso in due parti, ed è tratto da una storia vera. 

(se non volete spoiler, non proseguite a leggere)
Red Dog era un cane di razza kelpie che divenne famosissimo nella regione di Pilbara dell'Australia occidentale, diventando praticamente la mascotte della grande comunità di Pilbara. Una statua è stata installata in sua memoria a Dampier, una delle città in cui è tornato spesso. 
Red Dog pare sia nato nel 1971. Ha avuto diversi nomi nel corso della sua vita. Tally Ho era il suo nome di battesimo, datogli da Colin Cummings, che si crede sia stato il suo primo proprietario, e lo portò a Dampier. Nel libro, Tally Ho viene descritto come un cane piuttosto vorace, al punto di rubare le bistecche dai barbeque e scroccare cibo a tutti gli abitanti del paese, e per tale motivo probabilmente aveva dei problemi digestivi che lo portavano a fare delle puzze tremende. Nel viaggio verso Dampier, i Cummings non riescono più a tenerlo nell'abitacolo della macchina per la puzza che fa, e lo caricano con i bagagli sul rimorchio. Quando arrivano a destinazione, il cane è letteralmente coperto dalla terra rossa australiana, da cui il nome Red Dog (in realtà, "cane rosso" è un soprannome comune per cani kelpie, più o meno come "cane blu" o "Bluey" è un comune soprannome per il cane da pastore australiano).
Red Dog è un cane libero, scorrazza per il paese a suo piacimento e tutti ormai lo conoscono e gli vogliono bene. L'unico uomo che però considererà come suo padrone, è John Stazzonelli, un autista di autobus della Hamersley Iron. Con John, Red Dog ha viaggiato fino a Perth, Broome, Roebourne, Point Samson e Port Hedland, sempre sedendosi nel sedile dietro all'autista.
La prima parte del libro si conclude con la morte per incidente motociclistico di John.
Dopo la morte di John nel 1975, Red Dog trascorre molto tempo viaggiando da solo, quasi fosse costantemente alla ricerca del suo padrone. È stato accolto anche da molti membri della comunità e ogni volta che visitava il veterinario era con un nuovo proprietario.
Dopo anni di vagabondaggio, Red Dog si stabilisce a Dampier e sembra affezionarsi a Nancy. Però nel campo di roulotte dove lei abita, c'è il divieto di tenere cani, imposto dal severo custode, che arriva a sfrattare Nancy. Una sollevazione popolare fa sì che il divieto viene rimosso e lo stesso custode preferisce andarsene. Nel campeggio, Red Rog si trova faccia a faccia con Red Cat, un gatto selvatico che presidia la zona delle roulotte. Tuttavia, dopo alcuni attimi di baruffa, Red Dog e Red Cat chiudono la contesa rispettandosi reciprocamente.
Sebbene Red Dog fosse molto apprezzato, si ritiene che sia stato deliberatamente avvelenato nel 1979 con la stricnina. Red Dog è stato sepolto, dal veterinario, in una tomba segreta e anonima intorno a Roebourne, nell'Australia occidentale. 
 
Dicevo, ho trovato questo libro delizioso, pieno di momenti teneri e di momenti buffi. Ovviamente ho pianto molto sia quando è morto John ma soprattutto quando muore Red Dog, terribilmente sofferente per la stricnina. Tutti erano affezionati a lui e nessuno riesce a capacitarsi di chi possa aver compiuto un gesto simile (nemmeno io! ed è un problema ancora molto attuale).
La lettura è scorrevole, la scrittura facile, il racconto è diviso in capitoletti brevi, dove in ognuno è raccontato un episodio della vita di Red Dog. Piaciuto molto.
Mio voto 8 e mezzo / 10

sabato 23 gennaio 2021

Il danzatore dell'acqua - Ta-Nehisi Coates



Titolo originale: The water dancer (2019)
 
Hiram Walker è nato schiavo in una piantagione della Virginia. Quando un giorno precipita nel fiume gli manca il respiro, come se fosse spinto a fondo dalle sue stesse catene. Ma il misterioso potere di una luce azzurra lo salva dalla morte: è l’inizio di una storia di rabbia e passione destinata a cambiare la sua vita e quella del suo popolo.
Nella piantagione di Lockless vive Hiram Walker: ha diciannove anni ed è nato schiavo, ma possiede qualcosa che lo rende unico. Il padre di Hiram è il proprietario della piantagione: come spesso accadeva all’epoca, ha messo incinta una schiava e l’ha poi venduta quando Hiram era solo un bambino. Della madre Hiram non ricorda niente, nonostante la memoria portentosa che, insieme alla sua intelligenza, gli ha permesso di lavorare a stretto contatto con i bianchi. Un giorno, quando Hiram ha diciannove anni, succede qualcosa di inspiegabile: gettato nelle acque tormentose di un fiume, il giovane scopre di possedere un misterioso potere. Un potere, una visione che si trasformerà in una missione, per sé e per tutto il suo popolo. La storia della sua fuga dalla piantagione e di come imparerà a controllare la «Conduzione» è la storia della sua presa di coscienza, individuale e collettiva. È la storia di un riscatto e di un amore: perché è la storia di una rivolta. Quando negli Stati Uniti è uscito Il danzatore dell’acqua di Ta-Nehisi Coates il mondo editoriale ha capito di essere di fronte a un evento storico: il primo romanzo dell’intellettuale invitato piú volte alla Casa Bianca da Obama ha esordito direttamente al primo posto nella classifica del «New York Times», è stato scelto da Oprah Winfrey per il suo Book Club, è stato nominato tra i migliori libri del decennio dalla rivista «Paste» e inserito tra i libri dell’anno nelle liste di «Time», «The Washington Post», «Chicago Tribune», «Vanity Fair», «Esquire», «Good House- keeping», The New York Public Library, «Kirkus Reviews», «Library Journal» e dalla National Public Radio. A distanza di mesi il libro, se possibile, appare ancora piú urgente: attraverso l’immaginazione letteraria e la sua magia, Coates ci dà la possibilità di credere per un attimo in un’altra Storia, piú clemente nei confronti di coloro che per secoli furono oppressi dalla schiavitú. Ma dura solo un istante, perché Il danzatore dell’acqua è soprattutto una riflessione profonda su quella che, purtroppo, è stata l’unica, vera, Storia. (einaudi.it)

Se dovessi sintetizzare il romanzo in una parola, lo definirei "difficile". Non tanto per l'argomento trattato, ma per il tipo di scrittura non facile, piena anche di immaginazione e frasi evocative. Sembra che voglia scrivere un romanzo utilizzando un linguaggio da "saggio", ecco. Ne risulta una trama molto interessante, sul desiderio di libertà, sul potere dei ricordi, sul dimenticare ma anche sul ricordare. Però è terribilmente appesantita dal linguaggio e, lo ammetto, ho fatto fatica. 
Hiram ha questo potere di "conduzione" che significa proprio che ha la capacità di portare persone da un posto ad un altro sfruttando l'acqua e i suoi ricordi. Non a caso, la sua impresa maggiore sarà aiutata proprio dal ricordo della madre di cui non ricordava nulla. Hiram però deve fare tutto un percorso dentro di sè per arrivare a capire e padroneggiare questo potere. In questo sarà aiutato dalla "Sotterranea" che, se ho ben capito, è tutta una attività nascosta svolta da chi è contro allo schiavismo, spesso non tanto per un discorso di amore verso lo schiavo come persona, ma per il fatto che lo schiavismo fa apparire cattivi.
Credo che la storia sia stata tirata un po' per le lunghe, ad un certo punto era chiaro dove doveva andare a parare e allora non vedevo l'ora di arrivare alla fine.
Anche il titolo mi lascia perplessa; va bene l'acqua, ma Hiram in realtà balla poco, il ballo è una caratteristica della madre e della zia, al limite potrei collegare la conduzione con un'idea di corteo, ma di danza, boh. 
Bella idea, bella trama, interessante, ma linguaggio faticosissimo.
Mio voto: 7 / 10

La famiglia Karnowski - Israel Joshua Singer



Titolo originale: די משפחה קאַרנאָווסקי (Di mishpohe Karnovski) - 1943
Titolo inglese: The Family Carnovsky 

Israel J. Singer è un maestro dimenticato, rimasto per troppo tempo nel cono d'ombra del più celebre fratello minore Isaac B., Premio Nobel per la letteratura. La pubblicazione di questo libro ha quindi il sapore di un evento, e di un risarcimento: finalmente, il lettore potrà immergersi nell'affresco familiare in cui si snoda, attraverso tre generazioni e tre paesi - Polonia, Germania e America -, la saga dei Karnowski. Che comincia con David, il capostipite, il quale all'alba del Novecento lascia lo shtetl polacco in cui è nato, ai suoi occhi emblema dell'oscurantismo, per dirigersi alla volta di Berlino, forte del suo tedesco impeccabile e ispirato dal principio secondo il quale bisogna "essere ebrei in casa e uomini in strada". Il figlio Georg, divenuto un apprezzato medico e sposato a una gentile, incarnerà il vertice del percorso di integrazione e ascesa sociale dei Karnowski - percorso che imboccherà però la fatale parabola discendente con il nipote: lacerato dal disprezzo di sé, Jegor, capovolgendo il razzismo nazista in cui è cresciuto, porterà alle estreme conseguenze, in una New York straniate e nemica, la contraddizione che innerva l'intera storia familiare.(www.ibs.it) 

Il romanzo narra la storia di tre generazioni di una famiglia ebrea originaria della Galizia Polacca. E' considerato una delle più importanti saghe familiari ebree del XX secolo. 
E' suddiviso in 3 parti, ciascuna intitolata ad un uomo della famiglia. 
La prima parte è dedicata a David Karnovski. David è il capostipite della famiglia Karnowski, uomo colto e illuminista, che si trova in disaccordo con le teorie (secondo lui) sorpassate della comunità in cui vive. All'inizio del 1900, lascia il piccolo villaggio polacco Melnitz, ai suoi occhi emblema dell'oscurantismo intellettuale, per insediarsi a Berlino, allora fiorente capitale dell'Impero tedesco, spinto dal suo amore per il pensiero del filosofo ebreo tedesco Moses Mendelssohn. Lì diventerà una delle personalità più importanti e influenti della comunità ebraica locale, facendo della sua casa un circolo culturale. Solo sua moglie Lea avrà delle difficoltà ad abituarsi alla nuova patria, non riuscendo ad imparare la lingua e non facendo amicizie. Ad un certo punto, David e Lea hanno un figlio, chiamato Georg Moses. 

La seconda parte è dedicata a Georg Moses Karnowski, chiamato con un nome gentile e uno ebreo per essere, secondo le parole del padre "tedesco in strada e ebreo in casa". Georg è un ragazzo ribelle e si allontana dalla fede ebraica. Dopo un'adolescenza turbolenta in cui spende i soldi del padre fingendo di studiare filosofia, su suggerimento di un medico rinomato in città, e nella speranza di conquistare sua figlia Elsa, medico anch'essa, decide di cambiare studi e dedicarsi alla medicina. Si butterà a capofitto nello studio, ottenendo la laurea e facendo pratica nello studio del dottore, finchè decide di andare a fare l'ufficiale medico nelle trincee della Prima guerra mondiale, tornandone profondamente turbato e cambiato. Diventato un celeberrimo medico ginecologo sposa la tedesca cristiana Teresa Holbek, infermiera nello studio dove lavora, facendo andare su tutte le furie il padre, e si mette a frequentare molti salotti. Georg e Teresa hanno un figlio detto Jegor che è molto legato al fratello di Teresa, un fannullone. 

La terza parte è dedicata a Joachim Georg "Jegor" Karnowski. Jegor (nome ottenuto dall'unione die due nomi) è un bambino fragile e malaticcio, che rimane affaacinato fin da piccolo dalle manifestazioni paramilitari del nascente partito fascista e dai racconti dello zio Hugo, ariano e antisemita, ufficiale nella passata guerra, secondo il quale gli ebrei sono dei ladri e degli imbroglioni, nonchè i veri responsabili della sconfitta della Germania nella Grande Guerra. Jegor però, pur credendosi tedesco al cento per cento, porta chiaramente i segni della cultura ebrea. Prima viene allontanato dagli altri bambini, poi a scuola succederà un episodio che lui non racconterà mai a nessuno, dopo il quale si chiuderà in casa (un professore, per sostenere l'inferiorità degli ebrei, arriva addirittura a farlo spogliare davanti a tutti durante un convegno). David decide che la famiglia debba trasferirsi a New York, come hanno fatto già molti altri ebrei. Ma Jegor non riesce ad integrarsi con le persone, non sopporta nulla della nuova città, non riesce più a stare nemmeno insieme alla sua famiglia, sviluppando un vero e propro odio nei confronti del padre e degli ebrei in genere (ed anche verso se stesso), e decide di scappare da casa per vivere senza nessuno che gli dica cosa fare. Purtroppo farà amicizia col figlio della sua pensionante, personaggio che gli farà spendere un sacco di soldi gozzovigliando. L'incontro poi con uno spietato personaggio, ex direttore di un giornale satirico di Berlino, che proverà ad usarlo come spia per avere notizie sugli altri ebrei ora in America che parlano male della Germania, lo porterà quasi all'autodistruzione. 

Il libro mi è piaciuto, però ho avuto diverse difficoltà nel leggerlo. Innanzitutto, è interessante lo spaccato di vita di questa famiglia, vista su tre generazioni, partendo dall'inizio del 1900 al dopo guerra. Tuttavia, per tutta la parte di David mi sono chiesta cosa aveva di particolare questa famiglia ebrea, nel senso che l'ho trovata una famiglia come tante altre non ebree. 
A circa metà libro, quando comincia ad arrivare il periodo fascista, le cose un po' si movimentano, anche se faccio fatica a datare gli avvenimenti soprattutto quelli accaduti da qui in poi (il libro è del 1943).
Secondo me il libro è molto lungo. Ci sono descrizioni talmente dettagliate che ad un certo punto diventano un po' noiose. Ci sono tanti personaggi di contorno, certo importanti per ambientare la storia, ma soprattutto con gli editori e con i frequentatori del salotto di Georg, ho fatto un po' fatica.
Mi ha lasciato un po' perplessa il finale, che rimane un po' aperto a varie possibilità.
Il libro è sicuramente molto interessante ma non mi fa pensare al capolavoro.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 3 gennaio 2021

Percy Jackson e gli Dei dell'Olimpo. Il ladro di fulmini - Rick Riordan

 

Titolo originale: Percy Jackson & the Olympians. Book 1: The lightning thief (2005)

Percy Jackson non sapeva di essere destinato a grandi imprese prima di vedere la professoressa di matematica trasformarsi in una Furia per tentare di ucciderlo. Le creature della mitologia greca e gli dei dell'Olimpo, in realtà, non sono scomparsi ma si sono semplicemente trasferiti a New York, più vivi e litigiosi di prima. Tanto che l'ultimo dei loro bisticci rischia di trascinare il mondo nel caos: qualcuno ha rubato la Folgore di Zeus, e qualcuno dovrà ritrovarla entro dieci giorni. Sarà proprio Percy a dover indagare sull'innocenza di Poseidone, dio del mare e padre perduto, che l'ha generato con una donna mortale facendo di lui un semidio. Nuove gesta e antichi nemici lo aspettano, e non saranno solo lo sguardo di Medusa e i capricci degli dei ad ostacolare la ricerca della preziosa refurtiva, ma le parole dell'Oracolo e il suo oscuro verdetto: un amico tradirà, e il suo gesto potrebbe essere fatale... Età di lettura: da 12 anni. (www.ibs)

«Andrai a Occidente e affronterai il Dio che ha voltato le spalle 
troverai ciò che è stato rubato e lo vedrai restituito; 
sarai tradito da qualcuno che ti chiama amico 
e alla fine non riuscirai a salvare ciò che più conta.»

Come primo libro dell'anno ho voluto qualcosa di leggero. Avevo visto il film (anche se ammetto che non ricordavo il finale) ed è da un po' che volevo leggere il libro.
Beh mi è piaciuto. Percy è un ragazzino dislessico, iperattivo e con problemi dell'attenzione. Lui è nato da un'avventura che la madre ha avuto con un "uomo disperso in mare" e poi si è risposata con Gabe il puzzone, personaggio mal odorante e decisamente sgradevole. Percy è stato espulso da tutte le scuole che ha frequentato e anche durante la sua avventura alla Yance Academy la vita non è facile, perchè durante una gita la professoressa di matematica si trasforma in un mostro alato (Benevola o Furia) e Percy viene salvato solo dall'aiuto del professor Brunner che gli lancia una penna che diventa una spada. Ma nessuno dei suoi compagni di classe ricorda quella professoressa. Tuttavia, Percy capisce che qualcosa non va quando origlia una conversazione tra il suo amico Grover e il professor Brunner.
La madre di Percy decide che è il momento di mandarlo al Campo Mezzosangue. E anche arrivare lì non sarà facile perchè cercherà di sbarrargli la strada il Minotauro in persona. Al Campo ci sono tutti ragazzi come lui, figli di un mortale e un dio greco, e pertanto "mezzosangue". Ad un certo punto verrà rivelato a Percy di essere figlio di Poseidone, il dio del mare.
Intanto però nell'Olimpo, gli dei stanno litigando furiosamente, minacciando di scatenare una guerra mondiale. Il professor Brunner, che in realtà è un centauro chiamato Chirone, decide di affidare a Percy una missione: recuperare la folgore di Zeus che è stata rubata, prima del solstizio d'estate (che è una dozzina di giorni dopo). Accompagnato da Annabeth Chase (figlia di Atena) e il suo amico Grover (che è in realtà un satiro), Percy torna allora nel mondo umano in direzione ovest alla ricerca della folgore, seguendo la profezia che gli ha rivelato l'oracolo. Incontrerà Medusa, Echidna e la chimera, il dio Ares che lo costringerà ad andare al tunnel dell'amore di Efesto per recuperare il suo scudo, verrà ospitato al casinò Lotus dove perderà cinque giorni senza accorgersene, finchè troverà da Procuste l'indirizzo per gli inferi dove trova Caronte, il cane Cerbero e Ade.
Beh vi ho raccontato anche troppo. Mi è piaciuto molto il mix tra mitologia greca e mondo attuale. Mi è piaciuta anche la figura della madre, che non ha scelto Gabe per masochismo ma per un motivo ben preciso (e ancora di più il modo in cui se ne libera!)
Chiaramente è un libro per ragazzini però l'ho letto molto volentieri, anzi, appena possibile voglio proseguire con la saga. 
Mio voto: 8 / 10

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Percy Jackson & the Olympians: 
Book 1: The lightning thief
Book 2: The sea of Monsters
Book 3: The Titan's curse
Book 4: The battle of the Labyrinth
Book 4.5: Percy Jackson and the Sword of Hades 
Book 4.6: Percy Jackson and the Stolen Chariot 
Book 4.7: Percy Jackson and the Bronze Dragon 
Book 5: The Last Olympian 
Book 5.5: Percy Jackson and the Singer of Apollo

venerdì 1 gennaio 2021

While I Was Reading Challenge 2021


Sfida ospitata da Ramona Mead.
Si tratta di leggere un libro per ciascuna delle categorie:
  1. A book published before 2000
  2. An essay or short story collection
  3. A book you’ve been looking forward to
  4. A book you’ve been avoiding
  5. A book of magical realism
  6. A book with alliteration in the title
  7. A book with food or drink on the cover
  8. A cozy mystery
  9. A book with a dog on the cover
  10. A memoir
  11. A book by an author who has written more than 10 books
  12. A debut novel
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 Libri letti:
  1. A book published before 2000 --> La famiglia Karnowski (I. J. Singer)
  2. An essay or short story collection --> La città nella neve (Beka Kurkhuli)
  3. A book you’ve been looking forward to --> Ragazza, donna, altro (Bernardine Evaristo)
  4. A book you’ve been avoiding --> Zorba il greco (Nikos Kazantzakis)
  5. A book of magical realism--> Il danzatore dell'acqua (Ta-Nehisi Coates)
  6. A book with alliteration in the title --> Urla nl silenzio (Angela Marsons)
  7. A book with food or drink on the cover --> Finchè il caffè è caldo (Toshikazu Kawaguchi)
  8. A cozy mystery --> L'uomo vestito di marrone (Agatha Christie)
  9. A book with a dog on the cover --> Red dog (Louis de Bernières)
  10. A memoir --> Io sono Malala (Malala Yousafzai)
  11. A book by an author who has written more than 10 books --> Percy Jackson 1. Il ladro di fulmini (Rick Riordan)
  12. A debut novel --> Il mio amico Gesù (Lars Husum)

Sfida completata il 07/10/2021