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martedì 28 dicembre 2021

Jane e l'arcano di Penfolds Hall - Stephanie Barron


Titolo originale: Jane and the Stillroom Maid (2000)

Derbyshire, 1806. Jane, in vacanza, sta assaporando il mite clima estivo d'agosto e scoprendo le meraviglie della regione, quando, durante una delle sue passeggiate, trova il cadavere di un giovane uomo, dai boccoli biondi e dal viso bello come quello di un angelo. A sconvolgerla ulteriormente è il coroner che le rivela che non si tratta di un uomo bensì di Tess Arnold, domestica personale di Mr. Charles Danforth di Penfolds Hall, travestita con gli abiti del suo padrone. Tess aveva servito fedelmente a Penfolds per molti anni, prima di essere accusata di stregoneria e cacciata via. Cosa si nasconde dietro la sua morte? È stata la vittima di un pazzo? O qualcuno l'ha tolta di mezzo per seppellire con lei segreti innominabili? Come sempre, il fiuto di Jane per l'intrigo e la menzogna porterà la nostra eroina a lanciarsi in un'indagine pericolosa, e nemmeno le peggiori minacce potranno dissuaderla dalla ricerca della verità.

Quinto romanzo della serie di Stephanie Barron dove l'investigatrice è Jane Austen. In questo libro siamo nel periodo che Jane Austen trascorse in Derbyshire con sua madre e sua sorella nell'estate del 1806, dopo la morte del Reverendo George Austen. Recatesi in visita dal cugino Edward Cooper (parroco), le tre donne si ritrovarono a dover fuggire da un'epidemia di pertosse che colpì la famiglia Cooper, rifugiandosi in Derbyshire. Qui Jane visitò Chatsworth, la dimora dei duchi del Devonshire, che (pare) prese a modello per la Pemberley di Orgoglio e pregiudizio. Naturalmente Jane non può non incappare in un delitto. Questa volta si tratta dell'uccisione di una giovane erborista / dispensiera, che Jane ritrova cadavere, orribilmente mutilata secondo i rituali della massoneria. Sul momento Jane la scambia per un giovanotto, solo in seguito le diranno di chi si tratta.
Tess Arnold (la vittima), al momento della morte, indossava abiti da uomo che, come si scoprirà in seguito, appartenevano al suo padrone, Charles Danforth.
La famiglia Danforth, abitante di Penfolds Hall, sembra che sia perseguitata da un maleficio. Infatti, Charles Danforth ha seppellito tre figlioletti e la moglie, morta per un parto prematuro. Ma Jane non crede affatto ad una maledizione e con l'aiuto di Lord Harold, riapparso misteriosamente, comincia ad investigare, grazie anche alla scoperta del diario in cui Tess segnava le ricette delle cure e i nomi delle persone a cui le somministrava.

Credo che questo sia l'episodio più bello della serie, almeno tra quelli che ho letto finora. Di Jane mi piace l'arguzia e l'ironia, e mi piacerebbe tanto che si sposasse con Lord Harold. Ma ovviamente, vista l'accuratezza storica degli avvenimenti della vita di Jane Austen, so già che non sarà così.
Alcune descrizioni sono un po' prolisse, ma nell'insieme rendono bene l'amore che Jane provava per quel territorio.
La vicenda si dipana chiaramente, anche nel finale. Bisogna fare un po' l'abitudine al tipo di scrittura, che effettivamente ricalca benissimo quella usata da Jane Austen nei suoi romanzi.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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sabato 13 novembre 2021

Stardust - Neil Gaiman


Titolo originale: Stardust (1998)

In una fredda sera di ottobre una stella cadente attraversa il cielo e il giovane Tristan, per conquistare la bellissima Victoria, promette di andarla a prendere. Dovrà così oltrepassare il varco proibito nel muro di pietra a est del villaggio e avventurarsi nel bosco dove ogni nove anni si raccoglie un incredibile mercato di oggetti magici. È solo in quell'occasione che agli umani è concesso inoltrarsi nel mondo di Faerie. Tristan non sa di essere stato concepito proprio lì da una bellissima fata dagli occhi viola e da un giovane umano e non sa neppure che i malvagi figli del Signore degli Alti Dirupi sono anche loro a caccia della stella... (ibs)

Carino. Una favola, a mio parere con alcune parti non proprio da bambini e altre un po' splatter. 
Tristran è un ragazzo che rincorre una stella cometa caduta per poterla portare alla ragazza di cui è invaghito. E per fare ciò vivrà una serie di avventure sia prima di raggiungere la stella sia dopo quando la deve riportare al paese di Wall (e lei è costretta a seguirlo perchè avendole salvato la vita ora sono legati per sempre). Oltre a loro ci sono le vicende dei sette fratelli Stormhold e delle tre vecchie streghe che anche loro cercano la stella. Alla fine del libro si capirà come sono collegati tra loro.
Dicevo, il libro è carino. Gran bella idea però la lettura non è stata magica come avrebbe potuto. Ci sono parti in cui si dilunga su dettagli non particolarmente utili e altre in cui procede fin troppo spedito.
Il finale mi è parso un po' frettoloso (e intendo tutta la parte da quando ricomincia il mercato, quindi anche la storia dell'uccello della bancarella). Ovviamente, Tristran è un ragazzo buono e si rende conto che la stella è diventata per lui qualcosa di più di un trofeo.
Ho letto in alcune recensioni che il film è meglio.. non l'ho visto, ma magari provvederò.
Mio voto: 7 / 10

martedì 12 ottobre 2021

Guida il tuo carro sulle ossa dei morti - Olga Tokarczuk



Titolo originale: Prowadź swój pług przez kości umarłych (2009)
Titolo inglese: Drive Your Plow Over the Bones of the Dead

Janina Duszejko, insegnante d'inglese e appassionata delle poesie di William Blake, è un'eccentrica sessantenne che preferisce la compagnia degli animali a quella degli uomini e crede nell'astronomia come strumento per porre ordine nel caos della vita. Quando alcuni cacciatori vengono trovati morti nei dintorni del suo villaggio, Janina si tuffa nelle indagini, convinta com'è che di omicidi si tratti. Con la sua prosa precisa e pungente Olga Tokarczuk ricorre ai modi del noir classico per virare verso il thriller esistenziale e affrontare temi come la follia, il femminismo, l'ingiustizia verso gli emarginati, i diritti degli animali: surreale, acuto, melanconico, sconcertante, il suo romanzo interroga il presente anche quando sembra parlare di tutt'altro. (ibs)

Ho cominciato questo libro pensando che fosse un giallo/thriller, accorgendomi poi che era qualcosa di più complesso. Ci sono i morti ovviamente, tutti uccisi in modo piuttosto barbaro. Ma sono quasi in secondo piano rispetto alla storia di Janina, sessantenne con dei "problemi" non meglio specificati (mentali, oserei dire..), che chiama tutte le persone con il primo soprannome che le viene in mente quando li vede (d'altronde lei stessa non vuole farsi chiamare Janina perchè odia il suo nome). Fissata con l'astrologia, con gli oroscopi che, secondo lei, hanno già scritto nel tema natale l'intero destino delle persone. 
Questa idea degli oroscopi è interessante, anche originale direi, almeno nella scientificità che ci mette Janina. Ammetto però che all'inizio è carina questa cosa dei pianeti che definiscono vita, comportamento e morte delle persone, ma alla lunga mi è parso un po' barboso. Diciamo che ad un certo punto mi sono chiesta che senso avessero, nel contesto della storia, i 3 morti (che poi diventano 4). E nelle ultime pagine c'è il colpo di scena, lo ammetto, non lo avrei mai immaginato e mi ha stupito. Mi verrebbe da dire favorevolmente stupito, perchè neanche per un momento ho pensato che la vicenda potesse essersi svolta in quel modo (anche se, ripensandoci, diversi indizi c'erano stati) e, tuttavia, non è un finale buttato lì ma ha proprio una sua ragione di essere. 
Mi piace l'amore che Janina ha per gli animali e la vera e propria denuncia che porta avanti contro i cacciatori, di frodo o meno (perchè comunque entrambi uccidono). Gli orrori che l'uomo perpetra nei confronti degli animali e della natura in genere. Sinceramente condivido il suo orrore nei confronti della caccia e capisco benissimo cosa può aver provato quando i cacciatori le hanno ucciso le sue "bambine" (le sue cagne). 

"Perchè un tipo simile diventa patrono dei cacciatori? In tutto questo colpisce una sostanziale mancanza di logica. Perchè se i seguaci di Uberto lo volessero imitare, dovrebbero smettere di uccidere. Ma siccome lo rendono per loro patrono, i cacciatori lo fanno patrono di quello che era il peccato di Uberto e del quale si è liberato. Dunque lo fanno patrono di un peccato"

La vita degli animali non vale meno di quella degli uomini, questo lei cerca di far capire al resto degli abitanti e viene considerata una svitata. Orribile il discorso che il prete le fa a tal proposito. La stessa violenza che viene rivolta agli animali, è rivolta anche a lei. La violenza è esecrabile da qualunque punto la si guardi. 
Bella scrittura, scorrevole. Il libro è narrato in prima persona da Janina, con passaggi anche molto ironici. 
Avevo un po' timore del titolo del libro, mi aspettavo qualcosa di più horror, invece è preso da un verso di Blake. 
E' un romanzo che interroga su etica e morale, in un mondo pieno di contraddizioni. Peccato aver calcato troppo la mano sugli oroscopi, soprattutto a metà libro, perchè l'inizio e la fine sono molto forti. 
Mio voto: 7 e mezzo / 10

giovedì 7 ottobre 2021

Urla nel silenzio - Angela Marsons


Titolo originale: Silent scream (2015)

Cinque persone si trovano intorno a una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura a un cadavere. Ma si tratta di una buca piccola: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. E il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzano la regione della Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidato alla detective Kim Stone. Quando però nel corso delle indagini tornano alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto tempo prima, Kim capisce che le radici del male vanno cercate nel passato e che per fermare il killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, che ha tenuto rinchiusi troppo a lungo...(ibs)

ATTENZIONE: contiene spoiler sul finale

Ammetto di aver divorato questo libro in un paio di serate. La scrittura è scorrevole, la trama accattivante. Dietro alla vicenda ci sono anche gli scheletri della detective Kim Stone (di cui non parla volentieri) per cui riesce a provare una totale empatia per le ragazze rinchiuse nella struttura, abbandonate sia dalla famiglia sia dallo Stato che doveva averne cura. Un argomento anche di denuncia sociale per questo tipo di istituzione.
Ho trovato la detective molto mascolina nel modo di fare, ma alla fine mi piace e credo andrò avanti nella serie, di cui questo è il primo libro. Carino il parallelismo tra i tasselli del caso che deve risolvere e i componenti della moto che non riesce a mettere insieme. Molto bello il personaggio di Lucy, una combattente nonostante la sua disabilità.
Non mi convince invece il finale, col doppio colpevole a sorpresa, e in entrambi i casi non si capisce come la detective arrivi a quell'idea. Avrei preferito che la vicenda si chiudesse con la cattura dello psicopatico che prova ad ucciderla, penso che fosse più lineare con la storia, anche se avrebbe dovuto spiegare diversamente il perchè le cinque persone stavano scavando la buca...
Intrigante comunque.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

lunedì 6 settembre 2021

Un tè a Chaverton House - Alessia Gazzola


Titolo originale: Un tè a Chaverton House (2021)

Un’antica dimora inglese in cui tutto può accadere. Mi chiamo Angelica e questa è la lista delle cose che avevo immaginato per me: un fidanzato fedele, un bel terrazzino, genitori senza grandi aspettative. Peccato che nessuna si sia avverata. Ecco invece la lista delle cose che sono accadute: lasciare tutto, partire per l’Inghilterra e ritrovarmi con un lavoro inaspettato. Così sono arrivata a Chaverton House, un’antica dimora del Dorset. Questo viaggio doveva essere solo una visita veloce per indagare su una vecchia storia di famiglia, e invece si è rivelato molto di più. Ora zittire la vocina che lega la scelta di restare ad Alessandro, lo sfuggente manager della tenuta, non è facile. Ma devo provarci. Lui ha altro per la testa e anche io. Per esempio prepararmi per fare da guida ai turisti. Anche se ho scoperto che i libri non bastano, ma mi tocca imparare a memoria i particolari di una serie tv ambientata a Chaverton. La gente vuole solo riconoscere ogni angolo di ogni scena cult. Io invece preferisco servizi da tè, pareti dai motivi floreali e soprattutto la biblioteca, che custodisce le prime edizioni di Jane Austen e Emily Brontë. È come immergermi nei romanzi che amo. E questo non ha prezzo. O forse uno lo ha e neanche troppo basso: incontrare Alessandro è ormai la norma. E io subisco sempre di più il fascino della sua aria da nobiltà offesa. Forse la decisione di restare non è così giusta, perché io so bene che quello che non si dovrebbe fare è quello che si desidera di più. Quello che non so è se seguire la testa o il cuore. Ma forse non vanno in direzioni opposte, anzi sono le uniche due rette parallele che possono incontrarsi. (ibs.it)

Avevo bisogno di un romanzo leggero, spensierato. Non avevo ancora letto nulla della Gazzola, ho in preventivo di leggermi la serie dell'allieva, ma quest'anno non riesco ad infilarlo in nessuna sfida. E così ho optato per questo libro, meno di duecento pagine, di lettura molto scorrevole, anche se in alcuni punti credo avrebbe fatto meglio ad usare termini più terra terra (tipo quando parla di cose mediche, ma lì si capisce il suo background di studi...).
Angelica si trova in una fase complicata della vita, è stata lasciata dal fidanzato (che si è messo con la loro coinquilina) e ha lasciato il lavoro da supplente per un infortunio sul lavoro. Per pochi mesi ha lavorato in un laboratorio dove sfornava cornetti, ma anche questo chiude. E allora si avventura in questa ricerca del bisnonno, apparentemente disperso in guerra, che ha vissuto nel Dorset come prigioniero, investigando sui posti in cui lui ha vissuto e parlando con le persone che lo hanno conosciuto. E temporaneamente trova lavoro come guida turistica proprio a Chaverton House, una dimora storica sede di una famosa serie tv. Il resto ve lo faccio leggere.
La trama di per sè non è molto complicata, in effetti è ciò che lo rende un libro leggero per distrarsi un po' e sognare nell'ambientazione delle campagne inglesi. La storia del bisnonno forse è resa più complicata di quello che in realtà è stata. Carina la cosa delle fate, però poteva essere sviluppata di più. 

La cosa simpatica è che la Gazzola ha scritto questo libro in un mese, durante il lockdown dello scorso anno, proprio per un suo bisogno di uscire dalla realtà pensando a dove avrebbe voluto essere. E ogni puntata la spediva a sua madre e ad un gruppo di amiche.

"Se mai ce ne fosse stato il bisogno, quest'esperienza mi ha dimostrato che le storie uniscono. Le storie creano un legame tra le persone. Le storie consolano e a volte, in momenti eccezionali, per quanto semplici e senza pretese possano sembrare, le storie salvano dai brutti pensieri."

Piacevole.
Mio voto: 7 / 10

domenica 22 agosto 2021

Il segreto di Helena - Lucinda Riley


Titolo originale: The olive tree (2016)

Sono passati più di vent’anni da quando Helena, allora quindicenne, trascorse un’indimenticabile estate nell’isola di Cipro, dove, circondata da distese di olivi e da un mare color smeraldo, si innamorò per la prima volta. Dopo una carriera di ballerina classica, Helena vive a Londra con il marito William e tre figli, e non può certo immaginare che il suo padrino, alla morte, le ha lasciato in eredità “Pandora”, la grande, magnifica tenuta sulle colline cipriote. Helena non resiste alla tentazione di tornare sull’isola con la famiglia, pur sapendo che i molti segreti custoditi da quel luogo potrebbero, proprio come il vaso della leggenda, scatenare una tempesta su tutti loro. In particolare sul figlio tredicenne Alex, sensibile e ribelle, sul cui passato ha sempre preferito tacere… (goodreads.com)

ATTENZIONE: contiene spoiler

Avevo bisogno di un romanzo leggero e questo mi tornava utile per alcune sfide.
Il romanzo comincia con Alex, cresciuto di dieci anni, che torna a Pandora. Dopo di che prosegue alternando un capitolo del diario di Alex tredicenne con un capitolo di vita "reale".
Cosa ti aspetteresti da un romanzo simile? Ovviamente che Alexis sia il padre di Alex... Sennonchè, facendo un paio di rapidi conti, ti rendi conto che non può essere così, e tutto sommato mi è dispiaciuto un po' perchè la realtà è decisamente peggiore.
Helena è una ex ballerina, bellissima, buonissima, biondissima, però è tormentata nell'anima, a causa di un paio di eventi che le sono successi e che non ha mai avuto coraggio di confessare al marito.
Quella che doveva essere una vacanza in una vecchia villa ereditata dal padrino, si rivelerà un incubo perchè alcuni segreti verranno svelati e le cose precipiteranno. Ovviamente è un libro d'amore, quindi ci aspettiamo che l'amore trionfi, e infatti sarà così, tutto tornerà a posto e tutti saranno felici e contenti alla fine.
Lucinda Riley scrive, nei ringraziamenti, di aver cominciato questo libro dieci anni prima (nel 2006 quindi) durante una vacanza a Cipro con la sua famiglia, e di averlo accantonato e ripreso nel 2016. Secondo me lo stacco si sente. Le pagine ambientate dieci anni dopo sono molto tristi, decisamente più commoventi, e sono un riassunto di quello che è successo a tutti i protagonisti in dieci anni, soprattutto ad Alex, che finisce per trovarsi nella stessa situazione di sua madre. 
La Riley scrive che è probabilmente il libro più autobiografico che abbia scritto, e ho la netta sensazione che le pagine sulla malattia di Helena non sarebbero state inserite se l'autrice stessa non si fosse trovata in quella situazione.
Non lo so, ho una strana percezione riguardo a questo libro. Credevo che mi sarei emozionata da morire con una storia del genere, invece boh non mi è arrivato molto al cuore. I "colpi di scena" (su Viola, su Angus) li avevo azzeccati fin dalle prime pagine. La storia del principe che era interessato ad Helena è, francamente, inutile nel contesto. Le pagine del diario di Alex sono scritte con una maturità (di linguaggio, anche) che difficilmente puoi trovare in un tredicenne, anche se intellettualmente molto dotato come lui. Comunque ho molto apprezzato il discorso che fa con suo padre. 
Mi aspettavo che mi emozionasse di più. 
Ho amato molto l'ambientazione a Cipro.
Mio voto: 7 / 10

domenica 11 luglio 2021

Il gatto che volle andare sottoterra - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The cat who went underground (1989)

Jim Qwilleran, ex giornalista a riposo, scapolo, di condizione agiata, decide di partire per una breve vacanza nel suo elegante cottage sul lago. Naturalmente, con i suoi due splendidi gatti siamesi, Koko e Yum Yum. Ma le costellazioni sono avverse e la vacanza si trasforma in un incubo: piove a dirotto, l'elettricità viene a mancare, lo scaldabagno si guasta, piove in casa... Ma il peggio deve ancora venire. Koko, grande "investigatore", scopre un cadavere proprio sotto il cottage. E non è che il primo di una serie. Non sarà facile per l'incauto Jim allontanare da sé i sospetti della polizia. Per fortuna può contare sull'aiuto prezioso dei suoi gatti. Scritto con uno stile scintillante, il romanzo sarà apprezzato soprattutto da chi ama il genere poliziesco, i gatti e lo humour. (anobii.com)

Dopo una serie di libri complessi, ho optato per uno dei miei gialli adorati con i siamesi. Non sicuramente il migliore della serie, ma sempre gradevole.
Qwilleran decide di passare l'estate nel cottage sul lago, ma sarebbe stato meglio se avesse letto l'oroscopo che glielo sconsigliava, perchè si succedono una serie di situazioni spiacevoli, addirittura rischia di finire affogato mentre si trova su un'isola durante un tornado che gli devasta tutta la parte nuova del cottage.
In realtà, il cadavere trovato da Koko non è il primo della serie bensì l'ultimo, quello che farà scattare la molla a Qwilleran per capire chi sia il colpevole, anche se la parte gialla è meno accattivante di altri libri della serie, forse perchè rimane abbastanza in secondo piano rispetto a ciò che succede a Qwilleran, e il cadavere si scopre a tre quarti del libro.
Adorabili i siamesi, senza di loro non sia arriverebbe mai alla soluzione. 
Mio voto: 6 e mezzo / 10


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Serie "Il gatto che...":

2) Il gatto che mangiava i mobili  
3) Il gatto che accendeva il registratore  
5) Il gatto che amava Brahms 
9) Il gatto che volle andare sottoterra
 

sabato 19 giugno 2021

Brevemente risplendiamo sulla terra - Ocean Vuong



Titolo originale: On earth we're briefly gorgeous (2019)

Little Dog, la voce di questo straordinario romanzo di esordio tradotto in tutto il mondo, ricostruisce in una lettera alla madre la storia della sua famiglia, segnata dalla guerra del Vietnam e dall'emigrazione negli Stati Uniti. Arrivati in America nel 1990, Little Dog e sua madre Rose si stabiliscono in Connecticut, dove lei si mantiene facendo manicure e pedicure. Ma la donna soffre di un disturbo da stress post-traumatico che si manifesta in violenti scoppi d’ira contro il figlio, alternati a gesti di tenerezza assoluta. Con loro abita la nonna Lan, che ha vissuto il dramma della guerra in prima persona: fuggita da un matrimonio combinato con un uomo molto più anziano, è costretta a vendersi ai soldati americani per mantenersi. Little Dog, crescendo, si fa interprete del dialogo impossibile tra le generazioni della sua famiglia tutta al femminile, unendo due donne che non parlano l’inglese e faticano a integrarsi nella cultura americana. Prendendosi cura degli altri, Little Dog impara a conoscere se stesso, dal difficile rapporto con i suoi coetanei che lo prendono di mira per la sua diversità, fino alla scoperta dell’amore. Accolto dalla critica come il nuovo grande romanzo americano, Brevemente risplendiamo sulla terra è una straordinaria storia di formazione che, attraverso il legame d’amore tra un figlio e una madre, parla di identità, differenza, di come impariamo ad abitare i sentimenti più grandi. (ibs.it)

Attenzione: contiene spoiler

Questo libro ho dovuto leggerlo con concentrazione, tv spenta, gatta in silenzio, perchè dovevo stare lì con la testa. E' un lungo flusso di pensieri, di cose che balzano in mente, che il protagonista vorrebbe dire a sua madre, e che riesce a "dirle" solo perchè sa che non leggerà mai la lettera.
E' un libro che ha dentro tante cose: la difficoltà di integrarsi, di avere una identità (la nonna dice che si vede che sei vietnamita), la difficoltà di avere a che fare con una madre che passa da giornate in cui lo prende a schiaffi a gesti di grande affetto, il fatto di essere omosessuale e il rapporto con Trevor che per curarsi una caviglia è diventato un tossicodipendente, la denuncia contro le case farmaceutiche che negano la dipendenza che crea l'ossicodone. 
Mi è piaciuta molto la scrittura di Ocean Vuong, con alcune scene molto crude (tipo le scimmie e le scene di sesso) e l'ho trovata molto poetica. Mi ha ricordato l'atmosfera di altri autori americani (Lansdale, Donna Tartt nel cardellino, Irving).
Ho veramente sentito il dolore che ha provato il protagonista quando muore Trevor.
Ho fatto fatica nelle ultime venti pagine circa, dopo che muore la nonna, perchè ci sono delle parti molto deliranti e ho immaginato che in qualche modo fossero evocative di quello che era il suo tormento interiore perchè la nonna era comunque un punto fermo, era quella che lo portava via dalle situazioni violente della madre, era quella che non c'era del tutto ma era sempre presente (in silenzio, senza alzare le mani o la voce). Il libro è fortemente autobiografico.
Non è un libro che suggerirei a chiunque, ma l'ho apprezzato molto.
Mio voto: 8 / 10

martedì 25 maggio 2021

Angeli e demoni - Dan Brown

 


Titolo originale: Angels & demons (2000)

Marchiati a fuoco, prima di essere barbaramente uccisi ed esposti come monito per le strade di Roma. Questa è la sorte che toccava agli Illuminati, l'antica setta di scienziati perseguitata in secoli oscuri dalla Chiesa cattolica. Un rituale crudele, ben conosciuto da Robert Langdon, lo studioso di iconologia del "Codice da Vinci". Ma quando la storia si ripresenta, il fascino si trasforma in raccapriccio. Svegliato in piena notte e trasportato dagli Stati Uniti in Svizzera, Langdon è costretto a esaminare, nei laboratori del CERN di Ginevra, un cadavere orrendamente mutilato. Sul petto della vittima, impresso a fuoco, il terribile segno degli Illuminati: lo scienziato ucciso ha difeso fino all'ultimo il segreto di un'arma sperimentale rubata dagli assassini. (ibs.it)

Primo libro con protagonista Robert Langdon, studioso e docente di simbologia religiosa. In questo romanzo viene praticamente trascinato al CERN perchè è morto uno dei più stimati scienziati, Leonardo Vetra, che stava lavorando con la figlia Vittoria all'antimateria. Ma questa scoperta ha delle implicazioni anche di stampo religioso e il contenitore della scoperta scientifica, che può avere effetti letali come una bomba atomica, è stato trafugato e portato da qualche parte nella Città del Vaticano, dove si sta tenendo il conclave per eleggere il nuovo pontefice. Ma anche qui c'è un mistero: dove sono finiti i quattro cardinali papabili che non si sono presentati al conclave? In una scia di orrori, Langdon e Vittoria si troveranno coinvolti in una caccia all'assassino, rischiando anche di lasciarci la pelle.

Anni fa avevo visto il film, un po' macabro ma veramente piacevole. Il libro differisce in alcune parti, ma sostanzialmente la storia è quella, quindi i "colpi di scena" non sono stati una sorpresa. Purtroppo viene facile il paragone con "Il codice da Vinci" che è un libro decisamente più trascinante e coinvolgente, cosa che non ho trovato in "Angeli e demoni", o almeno non completamente. Ero curiosa però di leggere qualcosa di Dan Brown in quanto è nato il mio stesso giorno (22 giugno).
La prima parte del libro (quasi un quinto) è una lunga e pesante spiegazione sulla materia e l'antimateria, e non vedevo l'ora che finisse. Poi finalmente Langdon e Vittoria Vetra vengono convocati dalla Guarda Svizzera vaticana e lì la storia prende un po' più di brio. E' interessante la caccia all'assassino per i monumenti cittadini. Diventa un po' rocambolesco e a tratti difficilmente credibile nel centinaio di pagine conclusive, sembra più scritto pensando alla spettacolarità di un film. 
La scrittura di Dan Brown è piacevole, anche coinvolgente, a parte quando si lancia in lunghe e pesanti descrizioni che invece diventano veramente eccessive.
Libro piacevole ma taglierei un terzo di pagine che non aggiungono brio al racconto.
Mio voto: 7 / 10

lunedì 17 maggio 2021

Il gioco dell'angelo - Carlos Ruiz Zafòn



Titolo originale: El juego del àngel (2008)
Titolo in inglese: The angel's game

Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martín cova un sogno, inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte inaspettatamente gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de "L'ombra del vento" hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria. (ibs.it)

David Martìn è un ragazzo che vive con un padre violento, ha una madre che si è dimenticata di lui da quando ha lasciato il padre e si è fatta una nuova famiglia. Le persone che più vegliano su di lui sono Pedro Vidal, ricco di famiglia e suo mentore al giornale in cui lavorerà, ed il signor Sempere, proprietario di una libreria.
Martìn ha il dono di saper scrivere, ma questo gli causa grossi problemi al giornale perchè i colleghi sono invidiosi. Trova lavoro presso una casa editrice, dove gli chiedono di pubblicare un romanzo a puntate sotto uno pseudonimo, peraltro con grande successo. Poi un giorno viene contattato da uno strano personaggio, con una spilla a forma di angelo, che gli propone un sacco di soldi per scrivere un romanzo incentrato sulla fede (in senso generico), scritto però con lo stile di una favola in modo che attiri maggiormente le persone scettiche. Martìn fa molta fatica a trovare una ispirazione, e un po' alla volta si rende conto che questo personaggio ha qualcosa di troppo strano. Il successo nel lavoro però si accompagna a problemi in campo sentimentale, perchè Cristina, di cui è sempre stato innamorato, figlia dell'autista di Pedro Vidal, ed assistente di Vidal stesso, decide di sposare proprio Vidal; mentre David si trova costretto ad ospitare Isabella, una sua fan che non vuole più vivere coi genitori e che chiede a David di insegnarle a scrivere.
Un po' alla volta si intrecciano le vicende di Martìn, Isabella, Cristina, Pedro Vidal, i Sempere, il principale ed alcuni altri personaggi, uniti alla curiosità di David di scoprire qualcosa sull'uomo che viveva nella casa in cui è andato ad abitare e che era rimasta disabitata da decenni perchè considerata maledetta. Il tutto, con una notevole scia di morti, a mano a mano che David scopre nuove tasselli della storia.

L'anno scorso avevo letto "l'ombra del vento", di cui questo romanzo è il seguito. In realtà sono subito rimasta perplessa da questa cosa, perchè da un "seguito" mi aspetto che parli di qualcosa avvenuto dopo, invece le vicende narrate qui sono precedenti a quelle de "l'ombra del vento" (infatti il figlio qui di Sempere è il padre di Daniel che è il protagonista dell'altro libro). 
Questo libro mi ha lasciato un po' perplessa, non tanto per la scrittura perchè è veramente accattivante, scorrevole, l'ho letto in pochissimi giorni, ma la storia boh. Mi piace fino a circa metà, perchè poi si accavallano una serie di avvenimenti un po' rocamboleschi e improbabili (tipo ciò che accade sulla funivia) e la vicenda diventa molto contorta, e anche alla fine non è che sia chiarissimo cosa sia successo. In alcuni punti rasenta anche un po' l'horror, e infatti credo che sia perfetto per la categoria "libro ibrido" della popsugar challenge, perchè abbiamo mistero, horror, romanzo storico e anche romanzo d'amore.
Piacevole, ma non ai livelli del precedente.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

sabato 17 aprile 2021

Ragazza, donna, altro - Bernardine Evaristo


Titolo originale: Girl, woman, other (2019)

È una grande serata per Amma: un suo spettacolo va in scena per la prima volta al National Theatre di Londra, luogo prestigioso da cui una regista nera e militante come lei è sempre stata esclusa. Nel pubblico ci sono la figlia Yazz, studentessa universitaria armata di un’orgogliosa chioma afro e di una potente ambizione, e la vecchia amica Shirley, il cui noioso bon ton non basta a scalfire l’affetto che le lega da decenni; manca Dominique, con cui Amma ha condi­vi­so l’epoca della gavetta nei circuiti alternativi e che un amore cieco ha trascinato oltre­oceano… Dalle storie (sentimentali, sessuali, familiari, professionali) di queste donne nasce un romanzo corale con dodici protagoniste: etero e gay, nere e di sangue misto, giovani e anziane; impiegate nella finanza o in un’impresa di pulizie, artiste o insegnanti, matriarche di campagna o attiviste transgender. Cucite insieme come in un arazzo, le loro vite (e quelle degli uomini che le attraversano) formano un romanzo anticonvenzionale e appassionante che rilegge un secolo di storia inglese da una prospettiva inedita e necessaria. (ibs.it)

Non ricordo come ho scoperto questo libro, forse proprio perchè ha vinto il Man Booker Prize insieme a Margaret Atwood nel 2019, però ricordo che mi aveva interessato fin da subito e l'ho aspettato con ansia in italiano perchè in inglese sarebbe stato lunghissimo. Ed è stato lunghissimo anche in italiano!
Il libro è diviso in cinque parti, composte dalle storie di 3 personaggi ciascuna, ad eccezione della quinta ed ultima parte, dove troviamo il post spettacolo di Amma e l'epilogo.
Nella prima parte troviamo:
1. Amma, regista lesbica, ha avuto una figlia (Yazz) con un amico gay in un momento di crisi di entrambi. Socia di Dominique nella compagnia teatrale, che ad un certo punto incontra l'amore della sua vita e se ne va negli USA;
2. Yazz, 19 anni, studentessa universitaria che vuole diventare giornalista perchè ha un sacco di cose da dire e vuole che il mondo la ascolti. Ormai indifferente al via vai di amanti della madre. Non riesce a trovare un uomo che lei trovi interessante e nel frattempo ha creato una gang con alcune amiche.
3. Dominique incontra Nzinga alla Victoria Station (una lesbica femminista radicale, vegana, che non fuma, non beve) e subito se ne innamora; quando le dà l'ultimatum di seguirla negli USA o la loro storiafinisce, lei la segue e vanno a vivere in una comune femminista, dove però Dominique non può fare alcuna amicizia e dove Nzinga la domina completamente. Dopo un anno che non ha sue notizie, Amma si presenta alla loro porta della comune, con grande fastidio di Nzinga.
Nella seconda parte ci sono:
1. Carole vittima di uno stupro quando aveva tredici anni, ha rialzato la testa buttandosi a capofitto nell'ambizione lavorativa, smettendo di fare l'asina e concentrandosi sullo studio, grazie anche ad una professoressa molto severa; adesso si occupa di finanza con grande abilità. 
2. Bummi, madre di Carole, fiera del fatto che la figlia frequenta l'università, ma che rimane scioccata quando le dice di essersi fidanzata con Freddy, un inglese bianco, e comincia ad ignorare la figlia come se non esistesse. Poi ci si addentra nella storia di Bummi, da quando è morto il padre, lei e la madre sono state scacciate dalla casa in cui vivevano, di come ha conosciuto Augustine, padre di Carole, di come ha creato una ditta di pulizie dopo che lui è morto. 
3. LaTisha, supervisore al reparto verdure del supermercato, madre di tre figli di tre padri diversi. LaTisha era affezionatissima al padre che un giorno, con un biglietto lasciato sul tavolo, le abbandona (si scoprirà poi) per un'altra donna con cui ha già una figlia. Era amica di Carole, da cui si è allontanata quando Carole ha cominciato a buttarsi nello studio.
Nella terza parte:
1. Shirley, amica di Amma, arriva a scuola pensando di diventare l'insegnante che aiuterà i ragazzini a sentirsi capaci di arrivare da qualche parte nella vita. Col passare degli anni si renderà conto che l'insegnamento è diventato burocrazia e che gli studenti con problematiche sociali sono aumentati e sono completamente disinteressati allo studio e non hanno rispetto verso i professori. E' l'odiata professoressa a cui Carole chiederà aiuto per essere migliore.
2. Winsome, madre di Shirley, incredibilmente attratta dal genero. 
3. Penelope, che al sedicesimo compleanno scopre di non essere figlia biologica dei suoi genitori ma di essere stata abbandonata fuori da una chiesa senza alcun biglietto. Riesce a sposare il ragazzo più gettonato della scuola ma divorziano dopo due figli perchè lei vuole lavorare, mentre lui la vuole in casa. Si risposa con Phillip, uno psicologo che ad un certo punto comincia a psicanalizzarla e le cose vanno in frantumi. Quando i figli diventano grandi e anche Phillip se ne va, per un po' di tempo Bummi va a fare le pulizie da Penelope. Felice di fare l'insegnante, almeno finchè la scuola non diventa uno zoo multietnico dove i professori maschi si comportano da padroni (e da viscidi con le studentesse) e la passano sempre liscia. 
Quarta parte:
1. Megan / Morgan. Costretta fin da piccola a giocare con le bambole e vestire abitini per essere graziosa, Megan sviluppa un odio per queste cose e un vero e proprio rifiuto per il suo corpo da donna. Dopo un lungo percorso di ribellione, scopre che ciò in cui si identifica è il "gender-free". Alla fine del suo percorso di consapevolezza, assume il nome di Morgan e ha una relazione con Bibi, nata uomo e diventata donna con tanto di operazione chirurgica. Ad una conferenza scolastica a cui è chiamata a parlare, conosce l'esuberante Yazz, entusiasta delle sue parole.
2. Hattie, GG per gli amici, ultra novantenne nonna di Megan/Morgan. Di tutti i parenti, Morgan e la compagna Bibi, sono le uniche che stanno volentieri con GG, gli altri aspettano che muoia per ereditarne la proprietà che lei però per testamento ha già devoluto a Morgan. Morgan ha sempre adorato vivere alla fattoria, fin da bambina quando la madre la portava lì in vacanza. E a GG non interessa la sua vita sessuale. I parenti di Hattie vanno a trovarla solo per Natale, e la lasciano comunque un po' in disparte. Lei li guarda e ripensa alla sua storia.
3 Grace. Figlia di Daisy e di un marinaio abissino che l'aveva messa incinta promettendo di tornare. Rimane orfana ad otto anni per la tubercolosi della madre e viene affidata ad un orfanotrofio. Qui le insegnano a scrivere, leggere, gestire una casa. Vorrebbe lavorare in un grande magazzino ma il colore scuro della sua pelle non la fa assumere. Lavora prima come cameriera finchè incontra Joseph Rydendale che la sposa e insieme vanno a vivere nella tenuta della famiglia di lui, Greenfields. Le cose vanno bene, finchè provano a mettere al mondo un erede ma puntualmente o lei abortisce o i bambini muoiono, come Lily dopo un anno di vita. La loro vita diventa una estenuante prova di concepimento, perchè Joseph non può pensare che la sua tenuta non abbia un erede. Quando nasce Harriet (Hattie), Grace si rifiuta di aver a che fare con lei, infatti viene affidata ad una tata. Poi un giorno qualcosa si smuove in Grace e comincia ad accudire la bambina.  
E poi, come dicevo, nella quinta parte abbiamo la festa successiva allo spettacolo di Amma, che è stato un successone e l'epilogo del libro che porta un piccolo colpo di scena.

Le storie di queste dodici donne sono tutte incatenate tra loro, in un modo o nell'altro. Si tratta di donne con vite sofferte alle spalle, alcune davvero molto tragiche. Tutte hanno origini africane più o meno marcate.
Una grossa difficoltà che ho trovato è la quantità notevole di personaggi da ricordare, perchè ad ogni donna ovviamente ruotano intorno famiglia o amicizie o amori. Troppi.
Al principio sono rimasta perplessa dallo stile narrativo o dovrei dire dalla grafica dello stile. I punti di fine discorso credo si collochino solo alla fine di ogni racconto o poco più. Per il resto, il libro è tutto scritto utilizzando dei rientri e delle interlinee. In realtà non ho provato alcun fastidio, anzi, una volta capito che non era l'ebook che aveva dei problemi, l'ho trovato interessante e scorrevole.
Ho letto recensioni entusiaste di questo libro. Io, sinceramente, l'ho trovato un po' lungo. E non è solo una questione numerica delle pagine, ad un certo punto ero proprio un po' stanca e non vedevo l'ora di vedere la fine. Le storie di per sè sono interessanti, alcune commoventi, alcune apparentemente più leggere, però sono arrivata alla fine un po' stremata. Forse sarebbero bastate anche solo nove, perchè comunque sono storie tutte diverse una dall'altra ma molto concentrate di contenuti. 
Il capitolo dell'after party l'ho trovato abbastanza barboso. 
Risollevo di mezzo punto il voto che do al libro solo grazie all'epilogo, di cui non vi dico nulla perchè non voglio rovinarvi un colpo di scena che non avrei mai detto e che mi ha un po' commosso.
Libro interessante, pieno di tante cose. Consigliato.
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 10 marzo 2021

Il libro dei nomi perduti - Kristin Harmel


Titolo originale: The book of lost names (2020)

Florida, 2005. Eva Traube Abrams, bibliotecaria quasi in pensione, leggendo il giornale una mattina si imbatte nella fotografia di un libro per lei molto speciale. Il volume, risalente al Diciottesimo secolo, fa parte dei numerosi testi saccheggiati dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale; recentemente ritrovato in Germania, sembra contenere una sorta di codice che i ricercatori non sanno decifrare. 
Parigi, 1942 . Eva è costretta ad abbandonare la città dopo l'arresto del padre, ebreo polacco. Rifugiatasi in una cittadina di confine, inizia a falsificare documenti per i bambini ebrei che fuggono nella Svizzera neutrale. Insieme al misterioso e affascinante Rémy, Eva decide di annotare in un libro in forma criptata i veri nomi dei ragazzini che, essendo troppo piccoli per ricordare, rischiano di dimenticare la propria identità. Così nasce il Libro dei nomi perduti, che diventa una testimonianza ancora più preziosa quando la cellula di resistenza viene tradita e Rémy scompare. Alla fine del conflitto, Eva, sola e tormentata dai sensi di colpa, decide di ricostruirsi un'altra vita, lontana e diversa. Ha imparato a voltarsi indietro tante volte e ogni volta un pezzo di sé è andato smarrito. Ma ora che il passato bussa prepotente alla porta, avrà il coraggio di rivivere i vecchi ricordi? Ispirato a una sorprendente storia vera, Il libro dei nomi perduti è molto più di una semplice vicenda di falsari. È un indimenticabile romanzo sull'identità e sul potere dei libri, una testimonianza della resilienza dello spirito umano e della forza dell'amore di fronte al male.(ibs.it)

Questo libro mi ha ispirato subito. Avevo già letto un libro di questa autrice e mi era piaciuto molto. Questo libro mi ha emozionato. Non dico sia perfetto, parte un po' lento, poi acquista decisamente brio più avanti.
Eva è ormai anziana; è una bibliotecaria ultra ottantenne che però non si decide ad andare in pensione. Un giorno sul giornale legge di questo signore tedesco che sta cercando di restituire i libri trafugati dai tedeschi durante la guerra. Uno in particolare attira l'attenzione di Eva perchè quello è il suo libro.
Si torna al passato. Eva vive a Parigi (tra l'altro, nello stesso quartiere del libro precedente che ho letto, quello delle beghine..) nel periodo in cui cominciano i rastrellamenti degli ebrei. Per un puro caso, lei e la madre non sono in casa quando le guardie arrivano nel loro appartamento ed arrestano il padre, perchè la vicina di casa è dovuta scappare in ospedale e ha chiesto loro di badare alle sue bambine. Peraltro, la stessa vicina è poi schifata del fatto che siano ebree, ma quando ha bisogno non si mette dei problemi a chiedere loro aiuto... Eva è costretta a vedere arrestare suo padre dallo spioncino. Già erano stati avvisati da un vecchio amico che poteva succedere, ma non ci avevano creduto. In ogni caso, il padre le aveva preventivamente chiesto di badare alla madre. La madre però non passerà giorno senza rinfacciarle di aver abbandonato il padre (e poi di collaborare con dei cristiani, e poi duemila altre cose da renderla insopportabile). Comunque, Eva e la madre trovano rifugio in uno sperduto paesino dove c'è un gruppo di persone che, segretamente, si sta adoperando per salvare fuggitivi, in particolare bambini rimasti senza genitori (ma non solo). Qui, vista la sua abilità nel falsificare documenti, diviene l'aiutante di Rémy, falsario anche lui. Insieme creano un sistema particolare per tenere memoria dei nomi dei bambini ebrei a cui stanno falsificando i documenti, in modo che, a guerra finita, possano ritrovare chi sono davvero. Stare fianco a fianco con Rémy però fa nascere fra loro anche un tenero sentimento reciproco, messo a dura prova dal momento storico che stanno vivendo e dal fatto che lei è ebrea mentre lui è cristiano.
Vorrei raccontarvelo tutto il libro ma devo trattenermi. Ho provato molta emozione nel leggerlo, soprattutto andando avanti. E poi vorrei raccontarvi come finisce ma non lo farò.
Questo libro trae spunto da qualcosa realmente successo, e cioè il fatto della falsificazione dei documenti per salvare gli ebrei facendoli arrivare in Svizzera. C'è una grossa opera di documentazione su come questo veniva effettuato. I personaggi sono inventati, ma la storia d'amore tra Eva e Rémy è molto tenera. Un amore che va oltre le barriere della fede, barriere che per la madre di Eva sono invece invalicabili. 
Piaciuto molto, scorrevole, intenso. 
Mio voto: 8 e mezzo / 10

domenica 21 febbraio 2021

Red dog - Louis De Bernières


Titolo originale: Red Dog (1999)

"All'inizio del 1998 andai a Perth, nell'Australia occidentale, per partecipare al festival della letteratura. Il programma prevedeva una cena letteraria a Karratha. Karratha è una città di minatori. Il paesaggio è straordinario: cumuli di terra rossa e pietre che si stagliano nel bush infinito... Esplorando la zona scoprii la statua di Red Dog: rimasi affascinato da questo splendido cane e volli saperne di più. 
Dopo qualche mese ritornai in quei luoghi; trascorsi due settimane a collezionare storie su di lui e a visitare i posti dove era stato, scrivendo nel frattempo questo testo. Spero che il mio gatto non scopra mai che ho scritto un libro per celebrare la vita di un cane" Louis De Bernières

Ho trovato questo delizioso libro cercando qualcosa sulla cui copertina comparisse un cane. E' un libro cortissimo, poco più di cento pagine, diviso in due parti, ed è tratto da una storia vera. 

(se non volete spoiler, non proseguite a leggere)
Red Dog era un cane di razza kelpie che divenne famosissimo nella regione di Pilbara dell'Australia occidentale, diventando praticamente la mascotte della grande comunità di Pilbara. Una statua è stata installata in sua memoria a Dampier, una delle città in cui è tornato spesso. 
Red Dog pare sia nato nel 1971. Ha avuto diversi nomi nel corso della sua vita. Tally Ho era il suo nome di battesimo, datogli da Colin Cummings, che si crede sia stato il suo primo proprietario, e lo portò a Dampier. Nel libro, Tally Ho viene descritto come un cane piuttosto vorace, al punto di rubare le bistecche dai barbeque e scroccare cibo a tutti gli abitanti del paese, e per tale motivo probabilmente aveva dei problemi digestivi che lo portavano a fare delle puzze tremende. Nel viaggio verso Dampier, i Cummings non riescono più a tenerlo nell'abitacolo della macchina per la puzza che fa, e lo caricano con i bagagli sul rimorchio. Quando arrivano a destinazione, il cane è letteralmente coperto dalla terra rossa australiana, da cui il nome Red Dog (in realtà, "cane rosso" è un soprannome comune per cani kelpie, più o meno come "cane blu" o "Bluey" è un comune soprannome per il cane da pastore australiano).
Red Dog è un cane libero, scorrazza per il paese a suo piacimento e tutti ormai lo conoscono e gli vogliono bene. L'unico uomo che però considererà come suo padrone, è John Stazzonelli, un autista di autobus della Hamersley Iron. Con John, Red Dog ha viaggiato fino a Perth, Broome, Roebourne, Point Samson e Port Hedland, sempre sedendosi nel sedile dietro all'autista.
La prima parte del libro si conclude con la morte per incidente motociclistico di John.
Dopo la morte di John nel 1975, Red Dog trascorre molto tempo viaggiando da solo, quasi fosse costantemente alla ricerca del suo padrone. È stato accolto anche da molti membri della comunità e ogni volta che visitava il veterinario era con un nuovo proprietario.
Dopo anni di vagabondaggio, Red Dog si stabilisce a Dampier e sembra affezionarsi a Nancy. Però nel campo di roulotte dove lei abita, c'è il divieto di tenere cani, imposto dal severo custode, che arriva a sfrattare Nancy. Una sollevazione popolare fa sì che il divieto viene rimosso e lo stesso custode preferisce andarsene. Nel campeggio, Red Rog si trova faccia a faccia con Red Cat, un gatto selvatico che presidia la zona delle roulotte. Tuttavia, dopo alcuni attimi di baruffa, Red Dog e Red Cat chiudono la contesa rispettandosi reciprocamente.
Sebbene Red Dog fosse molto apprezzato, si ritiene che sia stato deliberatamente avvelenato nel 1979 con la stricnina. Red Dog è stato sepolto, dal veterinario, in una tomba segreta e anonima intorno a Roebourne, nell'Australia occidentale. 
 
Dicevo, ho trovato questo libro delizioso, pieno di momenti teneri e di momenti buffi. Ovviamente ho pianto molto sia quando è morto John ma soprattutto quando muore Red Dog, terribilmente sofferente per la stricnina. Tutti erano affezionati a lui e nessuno riesce a capacitarsi di chi possa aver compiuto un gesto simile (nemmeno io! ed è un problema ancora molto attuale).
La lettura è scorrevole, la scrittura facile, il racconto è diviso in capitoletti brevi, dove in ognuno è raccontato un episodio della vita di Red Dog. Piaciuto molto.
Mio voto 8 e mezzo / 10

sabato 23 gennaio 2021

Il danzatore dell'acqua - Ta-Nehisi Coates



Titolo originale: The water dancer (2019)
 
Hiram Walker è nato schiavo in una piantagione della Virginia. Quando un giorno precipita nel fiume gli manca il respiro, come se fosse spinto a fondo dalle sue stesse catene. Ma il misterioso potere di una luce azzurra lo salva dalla morte: è l’inizio di una storia di rabbia e passione destinata a cambiare la sua vita e quella del suo popolo.
Nella piantagione di Lockless vive Hiram Walker: ha diciannove anni ed è nato schiavo, ma possiede qualcosa che lo rende unico. Il padre di Hiram è il proprietario della piantagione: come spesso accadeva all’epoca, ha messo incinta una schiava e l’ha poi venduta quando Hiram era solo un bambino. Della madre Hiram non ricorda niente, nonostante la memoria portentosa che, insieme alla sua intelligenza, gli ha permesso di lavorare a stretto contatto con i bianchi. Un giorno, quando Hiram ha diciannove anni, succede qualcosa di inspiegabile: gettato nelle acque tormentose di un fiume, il giovane scopre di possedere un misterioso potere. Un potere, una visione che si trasformerà in una missione, per sé e per tutto il suo popolo. La storia della sua fuga dalla piantagione e di come imparerà a controllare la «Conduzione» è la storia della sua presa di coscienza, individuale e collettiva. È la storia di un riscatto e di un amore: perché è la storia di una rivolta. Quando negli Stati Uniti è uscito Il danzatore dell’acqua di Ta-Nehisi Coates il mondo editoriale ha capito di essere di fronte a un evento storico: il primo romanzo dell’intellettuale invitato piú volte alla Casa Bianca da Obama ha esordito direttamente al primo posto nella classifica del «New York Times», è stato scelto da Oprah Winfrey per il suo Book Club, è stato nominato tra i migliori libri del decennio dalla rivista «Paste» e inserito tra i libri dell’anno nelle liste di «Time», «The Washington Post», «Chicago Tribune», «Vanity Fair», «Esquire», «Good House- keeping», The New York Public Library, «Kirkus Reviews», «Library Journal» e dalla National Public Radio. A distanza di mesi il libro, se possibile, appare ancora piú urgente: attraverso l’immaginazione letteraria e la sua magia, Coates ci dà la possibilità di credere per un attimo in un’altra Storia, piú clemente nei confronti di coloro che per secoli furono oppressi dalla schiavitú. Ma dura solo un istante, perché Il danzatore dell’acqua è soprattutto una riflessione profonda su quella che, purtroppo, è stata l’unica, vera, Storia. (einaudi.it)

Se dovessi sintetizzare il romanzo in una parola, lo definirei "difficile". Non tanto per l'argomento trattato, ma per il tipo di scrittura non facile, piena anche di immaginazione e frasi evocative. Sembra che voglia scrivere un romanzo utilizzando un linguaggio da "saggio", ecco. Ne risulta una trama molto interessante, sul desiderio di libertà, sul potere dei ricordi, sul dimenticare ma anche sul ricordare. Però è terribilmente appesantita dal linguaggio e, lo ammetto, ho fatto fatica. 
Hiram ha questo potere di "conduzione" che significa proprio che ha la capacità di portare persone da un posto ad un altro sfruttando l'acqua e i suoi ricordi. Non a caso, la sua impresa maggiore sarà aiutata proprio dal ricordo della madre di cui non ricordava nulla. Hiram però deve fare tutto un percorso dentro di sè per arrivare a capire e padroneggiare questo potere. In questo sarà aiutato dalla "Sotterranea" che, se ho ben capito, è tutta una attività nascosta svolta da chi è contro allo schiavismo, spesso non tanto per un discorso di amore verso lo schiavo come persona, ma per il fatto che lo schiavismo fa apparire cattivi.
Credo che la storia sia stata tirata un po' per le lunghe, ad un certo punto era chiaro dove doveva andare a parare e allora non vedevo l'ora di arrivare alla fine.
Anche il titolo mi lascia perplessa; va bene l'acqua, ma Hiram in realtà balla poco, il ballo è una caratteristica della madre e della zia, al limite potrei collegare la conduzione con un'idea di corteo, ma di danza, boh. 
Bella idea, bella trama, interessante, ma linguaggio faticosissimo.
Mio voto: 7 / 10

martedì 29 dicembre 2020

2021 Monthly Key Word Reading Challenge


Sfida ospitata da Girlxoxo.

This is a monthly challenge that runs all year long from January 1, 2021 to December 31, 2021. 

Eight “key words” are given for each month. Your task is to read 1 book that includes one or more of the key words in the title.

Synonyms and suffixes are allowed. For example, if the keyword is ‘Lake’ you may also use the words ‘Lakes’, ‘Water’, ‘Sea’, ‘Ocean’. Consult Thesaurus.com for appropriate synonyms.

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JANUARY – End, Princess, Dance, Midnight, Court, Why, Winter, Story 

FEBRUARY – Over, Edge, Rain, Blade, Red, Come, None, Glass 

MARCH – Dear, Ink, Mercy, Fly, Lost, Never, Match, True 

APRIL – Last, Watch, Save, Girl, Sun, Tell, Garden, Tomorrow 

MAY – Away, Wait, Book, Raven, Lake, Angel, Nine, Island 

JUNE – Beneath, Crown, Sing, Rule, Earth, Find, Happen, Cruel 

JULY – Ever, Shine, Gone, Search, Wood, Under, Road, Like 

AUGUST – One, Secret, Will, Tree, Blue, You, Flame, Thousand 

SEPTEMBER – Country, House, Top, Man, Wild, Sweet, Once, Wake 

OCTOBER – Fear, Night, Silent, Wicked, Hidden, Bones, Lied, Ghost 

NOVEMBER – Again, Loud, Star, Stay, Air, When, Since, Race 

DECEMBER – Cold, Room, Life, Bell, Kiss, Dream, Until, Drink 

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Libri letti:














******* sfida completata il 28 dicembre 2021 *******