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lunedì 28 novembre 2022

La donna di Einstein - Marie Benedict


Titolo originale: The Other Einstein (2016) 

C'è un personaggio nella vita di Albert Einstein senza il quale la sua storia - e la nostra - non sarebbero quello che sono. Fu il suo più grande amore, ma anche qualcosa di più: la donna che lo ispirò, lo incoraggiò e lo aiutò a concepire quella formula che avrebbe cambiato il mondo. Mitza Maric era sempre stata diversa dalle altre ragazzine. Appassionata di numeri, fu la prima donna a iscriversi a fisica all'università di Zurigo, più interessata a quello che non a sposarsi come la maggior parte delle sue coetanee. E quando a lezione incontrerà un giovane studente di nome Albert Einstein, la vita di entrambi prenderà la strada che era fin dall'inizio scritta nel destino. La loro sarà un'incredibile unione di anime e menti, un amore romanzesco e tormentato, destinato a finire e, allo stesso tempo, a restare nella storia. (goodreads) 

L'autrice dice di aver preso spunto dalla storia di Mileva Einstein e di aver cercato di attenersi ai fatti storici ogni volta che ne fosse possibile, dovendo però fare delle ipotesi su altri. Ad esempio, Mileva non alloggiò alla pensione Engelbrecht quando arrivò a Zurigo. Dei fatti che ha scoperto solo per grandi linee ha dovuto ricreare lei i dettagli. Per esempio, il vero destino di Lieserl è avvolto nel mistero; venne data in adozione o morì? Non si sa realmente. Lo stesso contributo dato da Mileva alla teoria della relatività è in dubbio nella stessa comunità scientifica. 
L'autrice dice che lo scopo di questo libro, che rimane comunque un'opera di finzione, è di narrare la storia di una donna brillante la cui luce è andata completamente perduta nella gigantesca ombra gettata da Albert Einstein. 
Potrei ribattezzare questo libro in "quanto era stronzo Einstein" anzichè "la donna di Einstein" perchè nonostante tutta la storia sia raccontata in prima persona da Mileva, e ci parli di cosa prova, di cosa sogna, di cosa vorrebbe, ecc. alla fine quello che mi colpisce di più è invece la figura di Einstein, e non tanto per la sua brillantezza ma per il suo essere assolutamente egoista, egocentrico, arrogante, totalmente dedito alla propria carriera e alla propria fama, quasi nessun interesse per i figli, una totale mancanza di rispetto per la donna di cui sembrava innamorato fin dai tempi del Politecnico, ma che ha sfruttato fino all'osso, tradito ed umiliato. 
Forse, quello che ci può dire questo libro è che, a volte, quando capiamo di aver a che fare con uomini così, la cosa migliore è tirare fuori un briciolo di orgoglio e lasciarli! Certo erano altri tempi, ma l'infamia del divorzio non è sicuramente peggio di una vita da serva che deve camminare un passo indietro a suo marito! 
Questo libro mi avrebbe dovuto trasmettere la fatica di essere una donna di scienza in un mondo completamente maschile, e invece questa parte c'è ma rimane "piatta". Uno degli avvenimenti più emozionanti è probabilmente l'incontro tra Mileva e Marie Curie, la quale le dice che la sola differenza tra loro due sono state le scelte fatte, e che è sempre possibile fare una scelta diversa (oltre al fatto che il marito della Curie l'ha sempre appoggiata).
La cosa che mi da probabilmente più fastidio, è il fatto che il libro è un ibrido tra verità e fiction. Forse, se fosse stato tutto fiction, con personaggi "liberamente tratti" ma con altri nomi, oppure se fosse stato tutto storico, probabilmente non mi lascerebbe questo senso di disagio che mi lascia. La scrittura è facile e piacevole, il libro scorre, ma tutto il tempo mi sono chiesta "questa cosa è vera o no?" e, alla lunga, mi è diventato fastidioso. 
Interessante, ma... 
Mio voto: 7 / 10

lunedì 31 ottobre 2022

Miracoli di sangue - Lisa McInerney


Titolo originale: The Blood Miracles (2017) 

Dopo le avventure sanguinarie di "Peccati gloriosi" ritroviamo Ryan Cusack che a vent’anni, dopo un’overdose che gli è stata quasi letale, si rituffa in una vita al limite della legalità. La storia con Karine, che è il suo rifugio e la sua isola di pace, comincia a scricchiolare quando lei, esasperata dai traffici di Ryan, gli dà un ultimatum. La risposta che arriva non è quella sperata. E così Ryan finisce tra le braccia di Natalie, una ragazza schietta, piena di vita e priva di scrupoli. Quando gli viene proposto di seguire una nuova rotta del mercato nero che lo spinge verso la terra della sua mamma, l’Italia, e verso altre forme di delinquenza organizzata, Ryan abbraccia il nuovo incarico con nera passione, mentre la sua bizzarra nonna veglia su di lui da lontano e si misura con i propri fantasmi. A Cork intanto infuria il caos, e Ryan dovrà scegliere da che parte stare e tentare una redenzione forse impossibile. Un romanzo vibrante di sfaccettature, una lettera d’amore a Cork che “come tutte le città detesta i suoi abitanti” e li costringe a confrontarsi con il loro lato più oscuro. (goodreads) 

Finalmente è uscito in Italia il secondo libro di questa trilogia (e non vedo l'ora che pubblichino il terzo, spero il prossimo anno). Ritroviamo Ryan Cusack che dopo aver quasi rischiato di morire per overdose, ricade nello spaccio di droga, riuscendo a trovarsi in mezzo a due fuochi: Dan Kane, che lo ha aiutato sei anni prima quando era nei guai, e Jimmy Phelan, il peggior criminale della città. Da sei anni va avanti anche la sua relazione con Karine, che cerca in ogni modo di tirarlo fuori dal giro, anche minacciandolo, e lui ovviamente incasinerà tutto finendo tra le braccia di Natalie, senza sapere che lei è l'amante di Dan Kane. 
Anche in questo libro, Ryan rischia di morire ma riesce incredibilmente a salvarsi, riuscendo anche a scappare per alcuni mesi in Italia, da cui è deciso di rientrare per agosto (non vi svelo il perchè..). 
Dei personaggi del primo libro ritroviamo Maureen, che Ryan non sa essere la madre di Jimmy, da cui Ryan si rifugia diverse volte e che si dimostra quasi affettuosa nei suoi confronti. Lei crede che la musica potrebbe aiutarlo, ma Ryan fa fatica a rimettersi al piano e suonare. 
In tutto questo, il libro è intervallato da lettere/pensieri che Ryan rivolge a sua madre morta (è lei quella di origini italiane), spesso incolpandola di essere scappata e averlo lasciato alla mercè di un padre violento. 
Non vedevo l'ora di leggere il proseguo della storia di Ryan. Il libro è molto crudo, molto violento, con un linguaggio anche scurrile. Tuttavia mi attrae la storia e mi sono anche affezionata a Ryan. Spero sinceramente che nel prossimo libro riesca a uscire da questo girone infernale in cui è entrato, spero che sistemi le cose con Karine e diventi una persona diversa dal padre. Padre che, nel finale di questo libro, ha incredibilmente degli atteggiamenti paterni che non ha mai avuto, abbracciandolo per la prima volta in vita sua e dicendogli che andrà tutto bene. Sono pagine molto belle ed intense. 
Mi piace molto anche il personaggio di Maureen, che probabilmente potrebbe essere una nonna per Ryan, e che a modo suo prova ad aiutarlo, col suo modo burbero da pazza. 
Ho trovato un po' contorta la storia del traffico di pastiglie di droga, soprattutto nel finale quando c'è un po' un ribaltone di ruoli e la spiegazione è molto frettolosa. D'altronde, l'autrice ce l'ha un po' questo stile "a flash", frasi brevi, episodi raccontati in più tempi. Bisogna prenderci un po' la mano con questo stile narrativo che però è abbastanza incalzante. 
Piaciuto, forse un pelo meno del primo libro, anche se nel finale succedono alcune cose (Tony, Karine) molto commoventi. 
Mio voto: 7 e mezzo / 10

lunedì 8 agosto 2022

Le notti bianche - Fëdor Dostoevskij


Titolo originale: Белые ночи (1848)
Titolo inglese: White nights

Un giovane uomo, di cui non conosciamo il nome, vive isolato e non ha amicizie. Durante una passeggiata notturna sul lungofiume incontra Nesten'ka, una ragazza di diciassette anni. L'uomo è un sognatore, un solitario, distaccato dal mondo in cui vive, e questo incontro fa nascere in lui per la prima volta un sentimento reale. Le notti bianche di San Pietroburgo, in cui la luce non sembra mai tramontare, fanno da sfondo alla loro sofferta storia d'amore, un breve risveglio nel vuoto di un'esistenza non vissuta. (Giunti.it)

"Il cielo era talmente pieno di stelle e luminoso che a vederlo veniva da chiedersi: com'è possibile che sotto un simile cielo vivano tante persone colleriche e capricciose?"

Siamo a San Pietroburgo. Un uomo ha sempre vissuto in solitudine e, ad un certo punto, questa cosa comincia a preoccuparlo. Nella sua esistenza da sognatore, all'improvviso compare Nasten'ka, una diciassettenne che sta piangendo per essere stata abbandonata dall'uomo che ama. Sarà lei ad offrire al sognatore alcuni scampoli di vita vera, finché una sua lettera, con l'annuncio delle proprie nozze, non lo "risveglierà" per riportarlo al suo destino di illusioni.
Il libro si svolge su quattro notti, ed è praticamente un grande dialogo tra di loro, dove ognuno parla all'altro di sè. Nasten'ka gli confessa l'amore che prova per questo uomo con cui dovrebbe sposarsi ma che non si è presentato al loro appuntamento. Il sognatore pensa allora di potersi "sostituire" a lui, credendosi innamorato di lei, ma le cose finiranno diversamente.
La storia in sè non mi è dispiaciuta, alla fine si tratta di due persone che si incontrano e si conoscono, confidandosi i propri tormenti. I dialoghi però, boh, sono un po' sciocchi, non saprei come altro definirli.
Sono molto belle invece le prime pagine in cui lui va in giro da solo per la città e parla dei sogni, del fatto che ha un rapporto speciale con le case e i palazzi che vede. Dopo la storia è proprio triste, lui finalmente trova una ragione per uscire dai suoi sogni e poi ci viene risbattuto con forza. La ragazza l'ho trovata molto frivola. Non so se, attraverso il comportamento di Nasten'ka, l'autore ci voleva dire altro, lei mi è risultata fastidiosa. Da lodare lui che, nonostante tutto, non la odia ma le augura di essere felice.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

domenica 31 luglio 2022

Un'estate insieme - Sue Moorcroft


Titolo originale: Summer on a sunny island (2020)

Rosa ha il cuore infranto per la fine della storia con Marcus. Era convinta che lui fosse l'uomo della sua vita e non riesce ancora a credere di essersi sbagliata. Per fortuna l'estate è alle porte e sua madre, Dory, nel tentativo di farla distrarre, le propone una vacanza a Malta: è sicura che il sole, un mare cristallino e tramonti mozzafiato siano il rimedio perfetto per aiutarla a ritrovare il sorriso. Sperando di allontanarla definitivamente dai ricordi dolorosi, Dory le presenta Zach, un ragazzo molto affascinante. Chissà che, con un pizzico di fortuna, tra loro non possa scattare quella scintilla che convincerà sua figlia a voltare pagina... Ma Rosa non ha alcuna intenzione di rimettersi in gioco. Non vuole soffrire di nuovo e l'ultima cosa che desidera è farsi rovinare la vacanza da una nuova delusione amorosa. Anche se, deve ammetterlo, in Zach c'è qualcosa che la attrae... (ibs.it)

Cercavo qualcosa per la monthly motif, "a summer love", e volevo qualcosa di leggero. Così mi ha attirato questo libro, fresco di stampa in Italia. Oltretutto, ambientato nella mia adorata Malta.
Il libro parte con Rosa e Zach al bar insieme, entrambi si chiedono per quale motivo siano lì. Tutto è stato orchestrato dalla madre di Rosa, affittuaria della casa per le vacanze di cui è proprietaria la famiglia di Zach. Nessuno dei due è pronto per una relazione. Rosa ha appena chiuso con Marcus, il quale si è rivelato totalmente inaffidabile, dedito al gioco d'azzardo e ovviamente con una tresca con una (ex) amica di lei. Zach è occupato a fare lo zio, a seguire dei ragazzi problematici, e cercare di non commettere altri errori come quelli commessi nel passato.
Non è un amore a prima vista, anzi. La storia si sviluppa come una specie di amicizia e poi solo dopo diventa qualcos'altro. Il tutto si intreccia con le vicende di Lucio, un ragazzo italiano che Zach ha preso sotto la sua ala protettrice perchè gravita in una brutta compagnia, con le vicende della madre di Rosa, ex cuoca scolastica che ora è una star della cucina, e poi i genitori di Zach, le sorelle di Zach, ecc. In effetti, sono un po' tanti i personaggi a cui stare dietro. C'è da dire che essendo molto diversi l'uno dall'altro, non si fa confusione.
E' il secondo libro che leggo di questa autrice e trovo lo stesso problema del precedente: bella idea, location da sogno, eppure il libro non mi fa sognare come dovrebbe. Forse dovrei davvero provare a leggerla in lingua originale per vedere se è un problema di traduzione (ma ho i miei dubbi..). A parte il fatto che alcune descrizioni dei luoghi sono inutilmente prolisse, anche se alcuni luoghi li conoscevo e li ho rivissuti con piacere, i dialoghi sono molto piatti. Un po' come la storia, ha le potenzialità per decollare ma non decolla del tutto. Forse ci ha voluto mettere troppe cose dentro e alla fine rimangono un po' tutte superficiali.
Libro carino, letto bene e velocemente. Però la storia d'amore non mi è entrata dentro.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

giovedì 28 luglio 2022

Gli ansiosi - Fredrik Backman



Titolo originale: Folk med ångest (2019)
Titolo in inglese: Anxious people

Di solito andare in cerca di una casa da comprare non è una questione di vita o di morte, ma non sempre le cose vanno come ci si aspetta. E può anche succedere che una rapina in una banca non vada a buon fine e che il rapinatore in fuga irrompa nel primo appartamento che trova. E se proprio in quel momento in quell'appartamento ci sono un sacco di potenziali acquirenti dell'appartamento stesso, la cosa – come potete immaginare – si complica, e non poco. In un attimo essi diventeranno ostaggi e – benché totalmente estranei tra loro – si troveranno a dover condividere un'esperienza potenzialmente terribile. Tra di essi c'è una coppia di pensionati, un ricco direttore di banca, una giovane coppia di donne che sta per avere il primo figlio ma sembra non essere d'accordo su nulla. Se aggiungiamo al mix una ottantasettenne che ha vissuto abbastanza a lungo da non aver paura che qualcuno le sventoli una pistola in faccia, un'agente immobiliare agitata ma sempre pronta a fare un affare, e un uomo misterioso che si è chiuso nell'unico bagno dell'appartamento, be' questo vuol dire che abbiamo a che fare con il peggior gruppo di ostaggi del mondo. Ognuno di loro ha alle spalle una vita di torti subiti, ferite, segreti e passioni pronti a esplodere. E per giunta nessuno di loro è esattamente ciò che sembra essere. E ciascuno di loro, rapinatore incluso, desidera disperatamente essere in qualche modo tratto in salvo. Mentre le autorità e i media circondano i locali, questi coinquilini forzati finiranno per scoprire verità sorprendenti su se stessi e daranno vita a una giornata piena di folli colpi di scena e di eventi inaspettati, che capovolgerà i piani di tutti e mostrerà loro ciò che è veramente importante nella vita. (goodreads.com)

"La verità è che questa storia parla di molte cose diverse, 
ma soprattutto di gente stupida"

Così sembrerebbe. Questo è un libro strano, sia nello stile sia in quello che racconta. Sembra quasi non-sense, assurdo sicuramente. E rimarca più volte che basta solo una idea stupida per combinare un disastro. Ma tutti abbiamo avuto delle idee stupide perchè magari ci troviamo in momenti da cui non sappiamo uscire e l'unica cosa che ci viene in mente è qualcosa di stupido. Tipo rapinare una banca di quelle che non hanno contanti, chiedendo esattamente la cifra per il prossimo mese di affitto; poi scappare via ed infilarsi nella prima porta socchiusa che vediamo e trovarci davanti a persone che diventano i peggiori ostaggi che possiamo trovare. 
Ed anche tutti gli interrogatori che la polizia conduce sono senza senso, con risposte assurde.
Due poliziotti, padre e figlio, che non riescono a parlarsi e che hanno sospesa tra loro la morte della madre (madre del figlio e moglie del padre, ovviamente). 
E' vero, questo libro parla di cretini. O, almeno, così sembra. Finchè non c'è una svolta. Forse il rapinatore non è quello che pensiamo. Perchè poi davvero non voleva cacciarsi in questo pasticcio, ci è finito per disperazione. E un po' alla volta questa diventa l'occasione per tirare fuori dei sentimenti che nessuno è capace di esprimere. Ro è terrorizzata dall'idea di essere una pessima madre. Anna-Lena non vuole continuare a comprare e rivendere case però vuole che suo marito si senta bene. Estelle si sente sola. Molti di questi personaggi sono intrecciati tra loro da un fatto successo dieci anni prima: un uomo è saltato dal ponte che si vede dall'appartamento; il poliziotto giovane non è riuscito ad impedirlo.
Questo è un libro dove sotto la superficialità dei personaggi in realtà si nascondono paure profonde, tormenti interiori per situazioni che non abbiamo potuto cambiare.
Sembra un libro leggero ma è terribilmente denso di significato. 

"Piantiamo un melo oggi, anche se sappiamo che domani il mondo finirà. Salviamo quelli che riusciamo"

"Si dice che la personalità di un essere umano è la somma delle sue esperienze. Ma non è vero, non completamente, perchè se il nostro passato fosse tutto ciò che ci definisce non potremmo convivere con noi stessi. Dobbiamo persuaderci di essere di più degli errori che abbiamo commesso ieri. Di essere anche tutte le nostre scelte, tutti i nostri domani."

Lettura molto gradevole. Piacevole la scrittura di Backman, con uno stile spesso colloquiale. Ad un certo punto mi ha molto commossa. E' stato molto bello capire tutto l'intreccio dei personaggi.

"Abbiamo tutte queste cose in comune e comunque rimaniamo per lo più estranei tra noi, non sappiamo mai cosa facciamo l'uno all'altro, come la tua vita influenza la mia.
Forse oggi ci siamo passati accanto di sfuggita nella calca e nessuno di noi se n'è accorto, le fibre del tuo cappotto si sono intrecciate per un singolo istante con quelle del mio e poi abbiamo proseguito. Non so chi sei."

Piaciuto molto.
Mio voto: 9 / 10

sabato 14 maggio 2022

La testa perduta di Damasceno Monteiro - Antonio Tabucchi


Titolo originale: La testa perduta di Damasceno Monteiro (1997)
Titolo in inglese: The Missing Head of Damasceno Monteiro

Un truce fatto di sangue. L'inviato di un giornale popolare di nome Firmino. Un avvocato anarchico e metafisico, ossessionato dalla Norma Base, che assomiglia a Charles Laughton. L'antica e affascinante città di Oporto. Un romanzo che sotto le apparenze di un'inchiesta costituisce una riflessione sull'abuso e sulla giustizia. (ibs)
Il romanzo di Tabucchi prende spunto da una vicenda realmente accaduta.
Si tratta in realtà di un "giallo non giallo", nel senso che, certo c'è l'omicidio ed è anche piuttosto truce, ma si sa subito chi è stato. Ciò che questo libro porta, sono diverse riflessioni, soprattutto sull'abuso arbitrario di potere delle forze di polizia e di come le persone andrebbero prima di tutto considerate delle persone.
Il libro si apre con il gitano Manolo, un tempo parte di un popolo fiero ed allegro, mentre adesso sono confinati ai margini della città. E' lui che trova il cadavere decapitato, ma sa già che se andrà alla polizia nessuno gli crederà.
Firmino è un giornalista con il desiderio di scrivere un saggio su Vittorini e la sua influenza sul romanzo portoghese e viene inviato a seguire il crimine sul luogo. La prima persona che intervista sarà proprio Manolo, grazie al quale scopre che il cadavere indossava una t-shirt pubblicitaria mentre la polizia dice di averlo trovato senza.
Seguendo principalmente le testimonianze di Manolo e del collega di Monteiro, con l'aiuto di alcuni bizzarri personaggi (tra cui anche la proprietaria della pensione dove alloggia, vecchia conoscenza del direttore del giornale, che sa tutto di tutti), la soluzione del caso è presto alla luce del sole: Damasceno Monteiro era un semplice garzone di una ditta di Import-export, ed è stato assassinato da tre agenti della Guardia Civil perché, avendo scoperto che gestivano un traffico internazionale di droga, ha tentato, ingenuamente, prima di approfittarne, quindi, una volta scoperto, di ricattarli.
Ma come dice l'avvocato c'è da riporre poca speranza sull'esito del processo. L'avvocato Fernando de Mello Sequeira, detto Loton per via di una spiccata somiglianza fisica con l'attore Charles Laughton è colui che tiene la difesa di Monteiro ed indirizza Firmino nella ricerca . Loton, rampollo di una nobile famiglia decaduta, obeso, dedica la sua carriera a difesa dei derelitti e dei disgraziati. Esperto di poesia e letteratura nutre una venerazione assoluta per le teorie del filosofo del diritto Hans Kelsen, ed in particolare un'ossessione per la teoria della "Grundnorm" (concetto non facile, significa "norma fondamentale", la giustizia è come una piramide e il vertice è costituito dalla "Norma Base", un concetto puramente teorico, dalla quale deriva tutto il diritto), concepita come strumento di una giustizia suprema ma in realtà fonte di aberrazioni e storture messe in atto grazie ad una interpretazione ideologica e giuridica che individua nella norma superiore la giustificazione ad ogni comportamento.
Loton è un gran personaggio, con una mente estremamente razionale, un po' noioso forse quando si lancia nei ricordi di sua nonna.
Il processo, come si aspettava l'avvocato, ammonirà i poliziotti di aver nascosto delle prove, ma li assolverà completamente dalle accuse di omicidio. Tuttavia, l'avvocato riuscirà a trovare un'altra testimone oculare con delle prove per aprire un secondo processo. Firmino, scettico a causa della scarsa credibilità di questa persona (che è un travestito) viene ammonito con la frase "È una persona, si ricordi questo, giovanotto, prima di tutto è una persona".
Ciò che effettivamente movimenta il libro, sono l'avvocato e Firmino, il primo ormai avanti negli anni che ha visto enormi brutture nella vita ed il secondo ancora giovane e con ambizioni per il futuro, il loro essere complementari (ad un certo punto dice a Firmino di non credersi Marlowe, ma nel loro rapporto ci vedo molto di Perry Mason).

Non ho un grande rapporto con Tabucchi, trovo sempre difficoltà nei suoi scritti, però ammetto che questo mi è piaciuto ed è anche stato di facile lettura. Effettivamente è un giallo sui generis, però, al di là della vicenda, chiara fin da subito, è interessante la serie di persone che ruota intorno a Firmino, l'avvocato in primis, ma anche la titolare della pensione che comunque conosce tutti. Mi è anche piaciuto lo stile diretto della narrazione, mentre ho trovato un po' noiosi gli sproloqui dell'avvocato sui suoi avi e sulla filosofia tedesca. Interessante.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

martedì 12 aprile 2022

I milioni - Santiago Lorenzo

 

Titolo originale: Los millones (2010)

Madrid, 1986. Non è facile la vita per un terrorista. Il protagonista di questo libro ha un compito: andare al bar ogni mattina per vedere se qualcuno ha attaccato una gomma da masticare a un tavolino. Significherebbe che deve preparare l'attentato che farà partire la Rivoluzione. Ma la gomma sembra non arrivare mai, e quello dell'eversore è un lavoro molto mal pagato. Poi la svolta arriva, non quella che sperava: vince alla Lotteria. Ma ritirare il premio risulta complicato, se sei un terrorista senza carta d'identità. E il destino ha per lui una sorpresa ancora più inaspettata. (goodreads)

ATTENZIONE: contiene spoiler sulla trama

Francisco è un membro del GRAPO, un gruppo terroristico spagnolo. Passa la sua vita cercando di farsi notare il meno possibile. Abita in una casa che gli è stata data dal gruppo. Lavora in un capannone desolato, da solo, dove attacca etichette false alle magliette. L'unico personaggio con cui ha contatti è Julio, un (presunto) handicappato che gli consegna le magliette da etichettare e poi le va a riprendere, consegnandogli i soldi del lavoro. Un personaggio che non dice mai una parola. Poi c'è il bar dove costantemente si reca Francisco, nella lunga attesa di trovare le tre palline di chewing-gum attaccate sotto al bancone. Finchè un giorno, davvero ci sono le tre palline, ed è il momento in cui deve mettere in funzione il piano per cui è stato addestrato: collocare dell'esplosivo in un armadietto dell'aeroporto. Ma le cose non andranno come dovevano. L'ordigno salterà in aria prima del previsto, procurando solo un taglio alla mano di Francisco, mentre il botto sarà talmente lieve che anche le guardie della vigilanza preferiscono far finta che non sia successo niente. Ma lì nel bagno delle donne, dove si è infilato per lavarsi, Francisco conosce Primi (Primitiva), una giornalista con cui si crea una simpatia che nel tempo diventerà qualcosa di più. In tutto questo, Francisco si rende conto che l'unico biglietto che ha mai comprato della lotteria è proprio quello vincente. Ma lui, senza carta di identità, non potrà mai incassarlo. Intanto si scatena la caccia all'uomo, con tutti i giornalisti che vogliono trovare questo vincitore che non si manifesta. Tutta la situazione dà modo a Francisco di capire che è stanco di vivere nascosto. E, tuttavia, non è poi così facile uscire dal GRAPO, perchè quando decide di dare le dimissioni proveranno a farlo fuori, e sarà proprio la persona meno sospettabile che quasi ci riuscirà.

Il finale lo lascio scoprire a voi.
Ho trovato la trama di questo romanzo molto interessante e originale. Ho provato a capire per quale motivo non avesse la carta d'identità ma non l'ho trovato; cioè, capisco che non voglia farsi scoprire, ma che ne è stato? ce l'hanno quelli del GRAPO? l'ha distrutta? boh non sono riuscita a trovare la risposta.
Il libro parte abbastanza lento, come d'altronde è abbastanza lenta e ripetitiva la sua vita. D'un tratto comincia a parlare di Primi. Poi comincia ad alternarli. Mi ha lasciato un po' spiazzata che passa dall'uno all'altro senza cambiare capitolo e nemmeno lasciando più spazio tra i paragrafi. La narrazione prende più brio nel momento in cui Francisco e Primi si conoscono ed interagiscono, per poi diventare decisamente movimentata quando cercano di far fuori Francisco.
Ciò che ho trovato faticoso, è stata la scrittura. L'ho trovata pesante, prolissa, con dei termini che mi riprometto di cercare sul vocabolario. E poi l'ho trovata noiosa. Non saprei che altro termine usare. Troppi dettagli anche inutili e poi faticosa.
Bella idea, dubbia realizzazione.
Mio voto: 7 / 10

mercoledì 30 marzo 2022

La signora in verde - Arnaldur Indridason


Titolo originale: Grafarþögn (2001)
Titolo in inglese: Silence of the grave

Sulla collina di Grafarholt, alle porte di Reykjavík, viene rinvenuto un misterioso scheletro, una mano che spunta dal terreno in un'ultima, disperata richiesta d'aiuto. A chi appartiene quella mano? Il commissario Erlendur e colleghi, con l'aiuto di una squadra di archeologi, si mettono al lavoro per estrarre i resti, ma le indagini procedono a rilento e sembrano non portare a nulla di concreto. Le piste che conducono alla collina sono numerose e si perdono nel passato, negli anni ormai lontani della seconda guerra mondiale, quando lassù sulla collina, accanto ai cespugli di ribes, sorgeva una casa e abitava una famiglia. Lassù oggi non c'è più nulla. Ma una donna continua ad aggirarsi lì attorno. Vestita di verde. Storta. È lei che bisogna cercare... (goodreads)

La storia procede su due piani temporali. C'è il presente, in cui viene ritrovato lo scheletro (riesumato con molta molta calma dagli archeologi) e dove c'è anche la storia di Eva Lind, figlia di Erlendur, che finisce all'ospedale in coma. Poi c'è il passato, dove viene narrata la storia della famiglia che viveva nella casa in collina. Una famiglia con un padre violento, una madre che ha provato a scappare due volte e poi non ci ha più provato convincendosi quasi di meritare le percosse, e tre figli di cui la prima, la femmina, parzialmente disabile e figlia di un altro uomo. Una storia molto triste, con un padre che sembrava un uomo meraviglioso e invece si trasforma in un aguzzino. Questo sullo sfondo della seconda guerra mondiale, nel momento in cui in Islanda ci sono i soldati inglesi e poi americani a presidiare la zona.
Come sempre, nei libri di Indridason, ci sono tante storie ulteriori alle principali che creano un po' di confusione, suppongo che lui le usi un po' per depistare il lettore, come per esempio succede con la storia di Benjamin e della sua fidanzata che scompare.
In questo libro abbiamo anche molto della storia personale di Erlendur e del difficile rapporto che ha con la ex moglie che per anni gli ha parlato dietro attribuendogli ogni colpa del mondo, con ripercussioni sui figli. Abbiamo anche qualche informazione su Sigurdur Oli e la sua donna, mentre Elinborg rimane più in secondo piano.
Il libro si legge bene, scorrevole, si legge in fretta con la voglia di scoprire di chi sia quello scheletro. Ha un po' troppi elementi inutili, a mio parere.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

martedì 15 marzo 2022

Le vergini - Alex Michaelides


Titolo originale: The maidens (2021)

Ci sono professori capaci di incantare e far scoprire universi interi. È il caso dell'eccentrico, coltissimo Edward Fosca, il cui corso di tragedia greca è seguito con passione quasi ossessiva. Tanto che alcune studentesse, conquistate e rapite da quelle storie antiche, hanno fondato una setta segreta: Le vergini. Ma le ombre dei miti classici arrivano a minacciare gli alti saloni e le guglie gotiche di Cambridge. E quando alcune ragazze vengono ritrovate uccise molti degli indizi conducono proprio al professor Fosca. (goodreads)

Stavo cercando un libro che rientrasse nella categoria "Goodread's 2021 winner or nominee" e mi ha intrigato molto l'ambientazione di questo giallo.
La trama era decisamente accattivante ma il problema qui è aver deluso abbastanza le aspettative.
Le prime (circa) cinquanta pagine sono tutte relative a Mariana e alla sua vita, il dolore per la perdita del marito, il pensiero che sia stata la vendetta di una dea greca che lei ha invocato durante una vacanza a Naxos. Queste sono intervallate ogni tanto dai pensieri tormentati dell'assassino. Di solito questi dettagli vengono inseriti nella narrazione e non tutti così all'inizio. Passavo le pagine a chiedermi dov'è il giallo e dov'è l'ambientazione di Cambridge di cui parlava la trama.
Poi, finalmente, Zoe, nipote di Mariana, la chiama e le dice di questo delitto che c'è stato a Cambridge. Mariana prende il treno e la raggiunge e comincia a ficcare il naso in giro. Tuttavia, non mi è sembrata molto perspicace come analista; anche nella seduta di cui si parla ad inizio libro, mi ha dato l'idea di una che gestisce incontri di gruppo ma che non sa esattamente mantenere il polso della situazione.
Il libro ad un certo punto accelera però non decolla mai. Edward Fosca ci mette del suo nel ruolo di sospettato numero uno, tuttavia, Mariana non ha neppure la lucidità di inquadrarlo correttamente. Una sola è la lezione che possiamo seguire del professore.
Il finale è un po' a sorpresa, non me lo aspettavo e, ammetto, che mi ha fatto anche poco piacere. Ho trovato un po' forzato dover arrivare a creare una sceneggiatura simile.
Non so, non sono entusiasta di questo libro, mi aspettavo ben altro (e l'idea era bella potente) ma la realizzazione è debole.
Era carino anche il tentativo di introdurre elementi "magici", come la nuvola della dea a Naxos, oppure il cigno che spesso sembra guardare Mariana, ma non sono stati resi nel modo che avrebbero meritato.
L'autore ha detto di aver scritto questo libro durante il lockdown, e che si è sentito un po' sotto pressione essendo il secondo libro che scriveva. Prima o poi credo che recupererò il primo che ha scritto, ma questo aveva del gran potenziale che rimane poco espresso.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

sabato 12 marzo 2022

Cambiare l'acqua ai fiori - Valérie Perrin


Titolo originale: Changer l'eau des fleurs (2018)
Titolo inglese: Fresh water for flowers

Vincitore nel 2018 del Prix Maison de la Presse, presieduto da Michel Bussi, con la seguente motivazione: “Un romanzo sensibile, un libro che vi porta dalle lacrime alle risate con personaggi divertenti e commoventi”.

Violette Toussaint è guardiana di un cimitero di una cittadina della Borgogna. Ricorda un po’ Renée, la protagonista dell’Eleganza del riccio, perché come lei nasconde dietro un’apparenza sciatta una grande personalità e una storia piena di misteri. Durante le visite ai loro cari, tante persone vengono a trovare nella sua casetta questa bella donna, solare, dal cuore grande, che ha sempre una parola gentile per tutti, è sempre pronta a offrire un caffè caldo o un cordiale.

Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime che parevano nere si rivelano luminose. (goodreads)

ATTENZIONE: contiene spoiler sulla trama.

La richiesta del mese di marzo della "monthly motif challenge" chiedeva un libro di cui si era rumoreggiato molto nel corso del 2021 ma che non avevo ancora letto. Ho pensato subito a questo, perchè in un grosso gruppo di lettori che seguo su facebook, su questo libro usciva un post quasi ogni giorno, con vagonate di commenti di persone che lo avevano adorato e persone che lo ritenevano carta straccia.
A me il libro è piaciuto. E' carico di emozioni, soprattutto nella prima metà (circa) dove viviamo la storia sempre dalla parte di Violette. Poi, appunto circa a metà, diciamo quando viene introdotto "l'incendio", cominciano a "parlare" altre persone e questa cosa mi ha un po' spiazzato e ha un po' interrotto la linearità che la narrazione aveva fino a quel momento. D'altronde, è vero che per comprendere appieno la storia, questa va vista anche dal punto di vista degli altri protagonisti.
E' un libro che ha in sè tanti generi, secondo me. C'è la storia di Violette e di Philippe, che si conoscono, si piacciono, sono "costretti a sposarsi" perchè per i genitori di Philippe sarebbe meglio così. Genitori ingombranti, soprattutto la madre, che controlla ogni ambito della vita di Philippe e ovviamente non sopporta Violette; addirittura si rifiuta di chiamare la nipote col suo nome e la chiama in un altro modo. Poi c'è una sorta di parte di mistero, perchè durante una vacanza in colonia, in un vecchio castello, quattro bambine rimangono uccise durante un incendio; la direttrice della colonia verrà messa in prigione, ma qualcosa non torna a Violette e Philippe che, ognuno per conto suo, cominciano a fare domande in giro, e direttamente anche ai membri della staff della colonia, per arrivare a cosa è davvero successo. In questa fase avremo una specie di "riabilitazione" di Philippe, che è sempre stato un bambino viziato nullafacente che viveva come parassita sulle spalle di Violette, spassandosela con amanti su amanti. La soluzione del caso sembra quasi la rivelazione di un karma che ha punito sia la superficialità sia l'invadenza di chi è coinvolto.
Poi abbiamo la storia d'amore, anzi due, quella della madre del commissario (che scopriamo attraverso la lettura del suo diario) e quella tra il commissario e Violette (che pensa di non essere più capace di amare).
Belli anche i personaggi di contorno: Sasha, i necrofori, Celia, padre Cedric.
Tutta la storia si svolge su due periodi temporali: il presente di Violette, guardiana del cimitero abbandonata da Philippe che è sparito, e il passato in cui Violette ricorda la sua vita di orfana e il suo incontro con Philippe e tutto ciò che ne è seguito.
E' un libro carico di tante cose, raccontate comunque con delicatezza. A me è piaciuto molto.

"Se ogni volta che penso a te spuntasse un fiore
la terra sarebbe un immenso giardino"

Mio voto: 8 / 10

sabato 26 febbraio 2022

Sipario veneziano - Maria Luisa Minarelli


Titolo originale: Sipario veneziano (2016)

La terza indagine di Marco Pisani, avogadore a Venezia. La vigilia dell’Ascensione del 1753 il teatro San Giovanni Grisostomo di Venezia ospita la prima dell’opera del celebre compositore Matteo Velluti. A esibirsi saranno, tra gli altri, l’evirato cantore Lorenzo Baffo, detto il Muranello, e la bella Angela Fusetti. Dietro le quinte però c’è grande agitazione: Momo, il factotum gobbo del teatro, è scomparso. E quando Marco Pisani, che assiste allo spettacolo insieme all’amico dottor Valentini e a Daniele Zen, si reca a casa di Momo, lo trova a terra, esanime. Potrebbe essere morte naturale, ma qualcosa non convince l’avogadore e i suoi amici. Prima di tutto, Momo non era malformato come tutti credevano: la sua finta gobba, munita di cinghie, giace infatti su una sedia. Sarà l’autopsia a rivelare che l’ambiguo factotum è morto avvelenato. E non solo. Momo era anche castrato. In una Venezia in piena festa della Sensa, tra palcoscenici e costumi fastosi, sedicenti maghi e alchimisti, donne di malaffare, soprani, sopranisti e musicisti, Marco Pisani si trova coinvolto in un’indagine complessa, in un rebus apparentemente senza soluzione, che dalla sua città bella e decadente lo porterà a cavalcare fino a Bologna, per una soluzione inaspettata che si trasformerà in un atto di giustizia. (goodreads)

Terza avventura per l'avogadore Marco Pisani. Decisamente quella che mi è piaciuta di più. La trama è interessante, la storia si svolge nell'ambiente teatrale ma poi si dirama all'esterno, a Venezia ma anche a Bologna. Forse il fatto di poter "vedere" esattamente le vie e i luoghi descritti mi ha coinvolto maggiormente. E soprattutto, l'intervento del "dono" di Chiara, è molto molto in secondo piano e si risolve in un "vai a cercare a Bologna". Ho decisamente apprezzato che tutto il grosso delle indagini sia svolto da Marco, insieme all'avvocato Daniele Zen e all'anatomopatologo Guido Valentini.

Il factotum del teatro viene trovato morto, e ben presto Pisani capisce che non si tratta di morte naturale. Oltretutto, la casa in cui vive Momo non sembra propriamente la casa di un poveraccio. Ma i misteri non finiscono qui; Momo nasconde anche altri segreti, personali e professionali. Un intreccio di cui non posso dirvi troppo, ma che regge bene fino alla fine. Ed è solo a Bologna che Pisani riuscirà a chiudere le fila del mistero, collegando Momo alla figura del suo assassino.
Piaciuto molto. Trama avvincente, ambientazione interessante (e molto familiare la parte di Bologna). Poca magia e molta indagine.
Mio voto: 8 / 10


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Serie Veneziano:
- Sipario veneziano
- Crociata veneziana
- Biondo veneziano

sabato 19 febbraio 2022

Il visconte che mi amava - Julia Quinn


Titolo originale: The viscount who loved me (2000)  

La Stagione del 1814 sembra essere promettente e ricca di nuovi fidanzamenti. Certo, non per Anthony Bridgerton, erede di un antico viscontado, probabilmente lo scapolo più ambito di Londra, che non ha mai dimostrato alcun interesse per le faccende matrimoniali. E in realtà, perché mai dovrebbe? È il prototipo del libertino, un mascalzone allergico alle etichette dell'alta società e decisamente pericoloso per donne e fanciulle. Questo, quanto meno, è ciò che tutti pensano. In realtà Anthony non solo ha in animo di sposarsi, ma ha anche già scelto la futura moglie, Edwina Sheffield, una debuttante subito soprannominata "lo Splendore". Peccato che la dolce Edwina si rifiuti di accettare proposte senza l'approvazione della sorella maggiore Kate, una donna sicura di sé, o meglio una "zitella ficcanaso" che non ha la minima intenzione di affidare l'angelica sorellina nelle grinfie di un uomo del genere. Se vuole Edwina, Anthony deve prima riuscire a conquistare la fiducia di Kate. L'impresa rivelerà risvolti inaspettati, e indubbiamente piacevoli. (ibs)

Ho deciso di leggere il secondo libro dei Bridgerton prima che esca su Netflix la serie tv. 
Devo dire che il libro mi è piaciuto più del precedente. A differenza delle scaramucce tra Simon e Daphne del primo libro, qui i dialoghi tra Kate ed Anthony sono decisamente più brillanti. Quando poi ci si mettono anche i fratelli di lui, Benedict e Colin, ancora di più.
A mio parere, il romanzo cala molto quando i due si sposano. I battibecchi non hanno lo stesso brio, anche se ci provano, e tante parti diventano quasi stucchevoli o ridicole (il "abbiamo già finito" della prima notte di nozze è veramente terribile...). E' chiaro che sappiamo già come andrà a finire, non sono quei romanzi che lasciano molte sorprese sul finale. Dal momento che sappiamo i demoni che affliggono entrambi e conosciamo i due personaggi, beh il finale non può che essere quello. Tuttavia, credo sia più un problema di come vengono descritti piuttosto del "cosa" succede. E' anche strano che Lady Violet praticamente si riduce a scegliere i vestiti per Kate ma non ha mai uno straccio di dialogo con suo figlio.
Il secondo finale, anche se riprende la partita di Pall Mall che è diventata una tradizione, mi sembra più fiacco del primo finale; è praticamente tutta una serie di dialoghi, tipo copione cinematografico.  
Avevo bisogno di una lettura leggera dopo alcuni romanzi un po' tosti e questo rientra decisamente in questa definizione. Nel complesso mi è piaciuto più del primo della serie, ma non arrivo neanche lontanamente al voto che ho dato al libro su Benedict (a sto punto sarei curiosa di rileggerlo per vedere se ancora la penso così...). Mi è piaciuta davvero tanto la prima parte, ma, appunto, dopo il matrimonio, cala tremendamente.
Mio voto: 7 / 10

sabato 29 gennaio 2022

Il diario di Anna Frank - Anna Frank


Titolo originale: Het Achterhuis (1947)

Quando Anne inizia il suo diario, nel giugno 1942, ha appena compiuto tredici anni. Poche pagine, e all'immagine della scuola, dei compagni e di amori più o meno immaginari, si sostituisce la storia della lunga clandestinità: giornate passate a pelare patate, recitare poesie, leggere, scrivere, litigare, aspettare, temere il peggio. "Vedo noi otto nell'alloggio segreto come se fossimo un pezzetto di cielo azzurro circondati da nubi nere di pioggia", ha il coraggio di scrivere Anne. Obbedendo a una sicura vocazione di scrittrice, Anne ha voluto e saputo lasciare testimonianza di sé e dell'esperienza degli altri clandestini. (ibs)

Per anni ho evitato questo libro. Ne avevo letto alcuni brani con la scuola, secoli fa, ma non riuscivo a prenderlo e leggerlo tutto. Quest'anno mi sono detta che era ora di farlo.
Il libro racconta la vita quotidiana di otto persone nascoste in un appartamento segreto nella ex fabbrica del padre di Anna. Oltre alla famiglia di Anna (padre, madre, Anna e Margot) ci sono la famiglia Van Daan (padre, madre e Peter) e un dentista, il signor Dussel. Persone che prima di allora non si conoscevano e che si trovano a dover condividere spazi angusti, con ovviamente momenti di discussione.
Anna, che da grande vuole fare la scrittrice, riceve in regalo un diario su cui lei scrive ad una amica immaginaria, chiamata Kitty, quello che le succede e le sue  riflessioni.
Non vi nego che la lettura, in alcuni punti, diventa anche ripetitiva, come poi lo è stare due anni rinchiusi in un nascondiglio, dove non puoi mettere il naso fuori di casa, dove mangi con quello che ti riescono a portare i protettori, dove non hai spazio per startene per i fatti tuoi, dove l'unica fonte da cui sapere cosa succede è la radio della BBC.
Nonostante tutto, Anna ha fiducia nella bontà dell'uomo, ed è immensamente felice al pensiero che nell'ottobre del 1944 probabilmente riuscirà a tornare a scuola. Non sarà così purtroppo, perchè la storia ci dice che ad agosto la Gestapo riuscì a scoprirli grazie ad una soffiata anonima, e tutti vennero internati in campi di concentramento da cui si salvò soltanto il padre di Anna e alcuni dei personaggi che li avevano aiutati. In particolare, Miep Gies ritrovò i fogli di Anna e li consegnò al padre che poi decise di pubblicarli.
Dicevo, la lettura, a tratti, diventa anche un po' noiosa. Ci sono però delle parti interessanti, soprattutto le riflessioni di Anna sul fatto che si sente adulta, su come sente evolvere il proprio carattere, su cosa pensa dei genitori (è molto in contrasto con la madre), sul fatto che ad un certo punto sente una forte attrazione per Peter. Riflessioni che farebbero pensare ad una persona decisamente più grande per la loro profondità. La versione che ho io presenta dei verbi tutti al passato remoto e diverse parole, a mio parere, un po' troppo forbite per una ragazzina di tredici anni. E' anche vero che Anna amava studiare e che voleva fare la giornalista o la scrittrice, quindi probabilmente aveva un vocabolario più fornito di altre sue coetanee.
L'importanza di questo testo credo non stia in quello che è effettivamente scritto, ma nel fatto che è una grossa testimonianza dell'olocausto, scritta più per se stessa che per gli altri.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

sabato 1 gennaio 2022

2022 European reading challenge



TEN YEAR ANNIVERSARY TOUR!

Sfida ospitata da Rose city reader.
 
The idea is to read books set in European countries or books by European authors. The books can be of any genre – fiction, nonfiction, novels, short stories, memoirs, travel guides, cookbooks, biography, poetry, whatever. You can participate at different levels, but each book must represent a different country -- either written by an author from a different country or set in a different country, no two books from the same country. It's supposed to be a tour! 

WHAT COUNTS AS "EUROPE"?: For this challenge, we use the standard list of 50 sovereign states that fall (at least partially) within the geographic territory of the continent of Europe and/or enjoy membership in international European organizations such as the Council of Europe.
These 50 European sovereign states are:

Albania, Andorra, Armenia, Austria, Azerbaijan, Belarus, Belgium, Bosnia and Herzegovina, Bulgaria, Croatia, Cyprus, Czech Republic, Denmark, Estonia, Finland, France, Georgia, Germany, Greece, Hungary, Iceland, Ireland, Italy, Kazakhstan, Latvia, Liechtenstein, Lithuania, Luxembourg, Malta, Moldova, Monaco, Montenegro, Netherlands, Norway, Poland, Portugal, Republic of Macedonia, Romania, Russia, San Marino, Serbia, Slovakia, Slovenia, Spain, Sweden, Switzerland, Turkey, Ukraine, United Kingdom, and Vatican City.

NOTE: Even with Brexit, the United Kingdom is still one country, part of Europe, that includes England, Scotland, Wales, and Northern Ireland. One book from any one of these four counts as your one book for the United Kingdom. 

LEVELS OF PARTICIPATION
Participants can read as many books as they want and are encouraged to visit as many European countries as possible. The Jet Setter Prize will go to the person who reads (and reviews) books from the greatest number of different countries (see below).
To participate in the challenge, sign up at the levels below. If you want to go on to compete for the Prize, keep reading! 

- FIVE STAR (DELUXE ENTOURAGE): Read at least five books by different European authors or books set in different European countries.
- FOUR STAR (HONEYMOONER): Read four qualifying books.
- THREE STAR (BUSINESS TRAVELER): Read three qualifying books.
- TWO STAR (ADVENTURER): Read two qualifying books.
- ONE STAR (PENSIONE WEEKENDER): Read just one qualifying book.

NEW: Read all books between January 1, 2022 and December 31, 2022. The December 31 reading deadline is new.


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Libri letti:


sfida completata il 15/03/2022

14.