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giovedì 25 agosto 2022

Appuntamento in riva al mare - Ali McNamara


Titolo originale: Secrets and seashells at rainbow bay (2019) 

Amelia è una madre single che fa del suo meglio per prendersi cura del figlio, il piccolo Charlie. Nonostante qualche difficoltà economica, la sua vita procede senza particolari scossoni. Almeno fino a quando non scopre di essere l’ultima discendente della famiglia Chesterford, erede di un meraviglioso castello in riva al mare. Superato lo shock iniziale per la notizia, Amelia non riesce a credere alla propria fortuna, ma presto si rende conto che la faccenda non è semplice come aveva immaginato. Tanto per cominciare l’eredità non risolverà come per magia tutti i suoi problemi economici: la proprietà non si può vendere, perché i termini dell’antico lascito obbligano l’erede dei Chesterford ad abitare lì e lavorare alla manutenzione della residenza di famiglia. Dopo aver soppesato i pro e i contro, Amelia decide di trasferirsi sulla bellissima costa del Northumberland e, con l’aiuto di tanti amici, si rende conto di essere finalmente pronta a iniziare una nuova vita. E chissà che l’incontro con Tom, un affascinante restauratore di mobili, non sia il lieto fine che Amelia stava aspettando… (goodreads)

Un libro che è esattamente quello che ti aspetti e che stai cercando! Avevo bisogno di qualcosa di romantico e che mi facesse sognare, e questo libro ci è riuscito. La trama è molto da favola, Amelia, nei guai fino al collo, eredita un castello. Non solo. L'intero paese è contento che finalmente al castello venga data un po' di vita. Addirittura i fantasmi che lo abitano sono contenti della nuova proprietaria. Tutto molto ottimistico, ciò di cui adesso avevo bisogno.
Poi c'è una parte di mistero (su cui avevo fatto un paio di ipotesi, entrambe sbagliate..) che si risolve nel finale. 
E' una lettura che mi è piaciuta molto. Rasserenante, avvincente, un po' magica. La protagonista è una persona normale con intorno delle persone normali che sanno fare gruppo. Mi è proprio piaciuto il clima che l'intera storia crea.
Mi è piaciuta la scrittura di questa autrice, che non avevo ancora letto. Ammetto che finivo un capitolo e ne cominciavo subito un altro. 
Molto molto piacevole.
Mio voto: 8 / 10

lunedì 8 agosto 2022

Le notti bianche - Fëdor Dostoevskij


Titolo originale: Белые ночи (1848)
Titolo inglese: White nights

Un giovane uomo, di cui non conosciamo il nome, vive isolato e non ha amicizie. Durante una passeggiata notturna sul lungofiume incontra Nesten'ka, una ragazza di diciassette anni. L'uomo è un sognatore, un solitario, distaccato dal mondo in cui vive, e questo incontro fa nascere in lui per la prima volta un sentimento reale. Le notti bianche di San Pietroburgo, in cui la luce non sembra mai tramontare, fanno da sfondo alla loro sofferta storia d'amore, un breve risveglio nel vuoto di un'esistenza non vissuta. (Giunti.it)

"Il cielo era talmente pieno di stelle e luminoso che a vederlo veniva da chiedersi: com'è possibile che sotto un simile cielo vivano tante persone colleriche e capricciose?"

Siamo a San Pietroburgo. Un uomo ha sempre vissuto in solitudine e, ad un certo punto, questa cosa comincia a preoccuparlo. Nella sua esistenza da sognatore, all'improvviso compare Nasten'ka, una diciassettenne che sta piangendo per essere stata abbandonata dall'uomo che ama. Sarà lei ad offrire al sognatore alcuni scampoli di vita vera, finché una sua lettera, con l'annuncio delle proprie nozze, non lo "risveglierà" per riportarlo al suo destino di illusioni.
Il libro si svolge su quattro notti, ed è praticamente un grande dialogo tra di loro, dove ognuno parla all'altro di sè. Nasten'ka gli confessa l'amore che prova per questo uomo con cui dovrebbe sposarsi ma che non si è presentato al loro appuntamento. Il sognatore pensa allora di potersi "sostituire" a lui, credendosi innamorato di lei, ma le cose finiranno diversamente.
La storia in sè non mi è dispiaciuta, alla fine si tratta di due persone che si incontrano e si conoscono, confidandosi i propri tormenti. I dialoghi però, boh, sono un po' sciocchi, non saprei come altro definirli.
Sono molto belle invece le prime pagine in cui lui va in giro da solo per la città e parla dei sogni, del fatto che ha un rapporto speciale con le case e i palazzi che vede. Dopo la storia è proprio triste, lui finalmente trova una ragione per uscire dai suoi sogni e poi ci viene risbattuto con forza. La ragazza l'ho trovata molto frivola. Non so se, attraverso il comportamento di Nasten'ka, l'autore ci voleva dire altro, lei mi è risultata fastidiosa. Da lodare lui che, nonostante tutto, non la odia ma le augura di essere felice.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

venerdì 29 luglio 2022

L' eclisse di Laken Cottle - Tiffany McDaniel


Titolo originale: The eclipse of Laken Cottle (2022)

Una misteriosa oscurità avanza inesorabile dall’Antartide divorando la Terra. L’umanità è nel panico, i continenti, i Paesi e gli esseri umani vengono cancellati uno a uno, senza possibilità di salvezza. E mentre il buio ammanta il pianeta inghiottendo luoghi, corpi e destini, un uomo cerca disperatamente di tornare a casa a New York dalla propria famiglia. Il suo nome è Laken Cottle, e il viaggio che compie si trasforma presto in una ricerca impossibile di redenzione in mezzo all’orrore puro, avanti verso una meta che sembra sempre più difficile da raggiungere e contemporaneamente a ritroso nella propria memoria, incontro al suo passato, e, forse, al destino che lo attende.
L’eclisse di Laken Cottle, opera magistrale di una delle voci più originali di questi anni, è un romanzo stupefacente, gotico e metafisico al tempo stesso, sul potere delle storie e sulla responsabilità individuale, sulla colpa e sull’oscurità dell’anima umana.
Tiffany McDaniel accompagna il lettore sulla soglia di una fantasmagorica casa degli specchi, in cui la realtà che conosciamo perde progressivamente consistenza e un’altra, inimmaginabile, ne prende il posto.
Grande romanzo americano sulla fine di questo tempo, L’eclisse di Laken Cottle racconta come in un mondo che muore, perdersi è a volte l’unica possibilità di salvarsi.
«Quando avevo otto anni decisi cosa avrei fatto per il resto della mia vita: scrivere. Ma non avevo lo strumento giusto per farlo. Allora presi la vanga di mio padre e me ne andai in giro per il mondo a dissotterrare gli scheletri degli scrittori. Scelsi cinque scrittori per prendere da loro cinque ossa in particolare. L’indice di Shakespeare, così avrei sempre avuto un po’ di arguzia. Il pollice di Poe, perché volevo imparare come si tiene un badile per seppellire i miei cadaveri. L’anulare di Mary Shelley, perché sposò divinamente le sue parole alla memoria. Il mignolo di Emily Dickinson per un briciolo di poesia, e il medio di Shirley Jackson per avere la giusta dose di veleno da aggiungere ai miei castelli e alle mie tazze». (www.edizionidiatlantide.it)

«Chi racconta le storie governa il mondo».

Non avevo ancora letto niente di Tiffany McDaniel. Mi è piaciuta molto la sua scrittura, avvincente, forse un po' prolissa in alcune descrizioni. Sicuramente leggerò altro di suo in futuro.
Questo libro è difficilmente catalogabile in un genere. E anche la descrizione che ne viene fatta è un po' fuorviante soprattutto quando lo considera un romanzo sulla "salvezza".
Non voglio svelare troppo della trama perchè credo sia interessante leggerlo fino alla fine.
Io amo la scrittura un po' fantasy/visionaria, quindi non ho avuto problemi a leggerlo e seguirlo. Si appesantisce ad un certo punto (circa a metà) dove diventa un po' molto delirante, facendomi chiedere anche come l'autrice sia arrivata a inventare certe situazioni (facendo una battuta, sembrava sotto l'uso di stupefacenti...). Battute a parte, è chiaro che il tutto è un qualcosa di molto simbolico, anche tutti gli animali e le persone con cui Laken ha a che fare, la borsa che si porta dietro si capisce presto che può aver a che fare con un senso di colpa che lo attanaglia, diverse sono le leggende dei Nativi americani (Piedi neri) che vengono citate. Anche l'eclisse si capisce che è qualcosa che è successo a lui. Per capire esattamente cosa è successo, occorre arrivare alle ultime 30/40 pagine, dove viene svelato cos'è che ha provocato l'eclisse di Laken, conducendolo alla follia.

"Siamo capaci di dipingere un uccello con le nostre mani, ma è con la nostra mente che riusciamo a farlo volare. Con la tua mente, Laken, hai creato un eclisse della tua vita. E come la luna copre il sole, così tu hai coperto la verità con una grossa bugia. Come tutte le eclissi, anche quella nella tua mente deve finire. E' il momento di lasciar splendere la luce in ogni angolo della tua oscurità"

Le ultime pagine sono molto tristi, cariche di tutto il dolore di Laken.
E' un libro che forse meriterebbe di essere letto due volte, perchè nella seconda si capiscono sicuramente meglio alcuni simboli tipo la mosca. Molto interessante. 
Tra l'altro, non so il motivo, ma questo libro è stato pubblicato in Italia prima che da altre parti.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

giovedì 16 giugno 2022

Il colore viola - Alice Walker


Titolo originale: The Color Purple (1982)

Violentata dall'uomo che credeva essere suo padre, privata dei due figli, sposata a un uomo che odia, Celie, una giovane donna di colore, viene separata anche dall'amata sorella Nettie, che finirà missionaria in Africa. Per trent'anni Nettie scriverà a Celie lettere che questa non riceverà mai, mentre Celie, oppressa dalla vergogna della sua condizione, riesce a scrivere solo a Dio. Sarà l'amante del marito, una affascinante cantante di blues, a cambiare il colore della sua vita, insegnandole a ridere, giocare, amare. (goodreads)

Erano un po' di anni che avevo questo libro nella lista di quelli che volevo leggere e, finalmente, ce l'ho fatta. Avevo visto il film secoli fa e ne ho comunque un ricordo molto sbiadito.
Beh, la trama dice già molto della storia. Celie ha quattordici anni quando Pà (che si scoprirà non essere il suo vero padre) comincia ad abusare di lei. I due bambini vengono fatti sparire e Celie non avrà altri figli in vita sua. Celie è bruttina ma sa gestire la casa e i bambini, così quando Mr___ (che non viene mai chiamato per cognome, scopriremo ad un certo punto che si chiama Albert) chiede di sposare sua sorella Nettie, il padre rifiuta e gli dice di prendere Celie. Celie non avrà alcun tipo di affetto da questo marito, vedovo con figli difficili, e per tutta la vita continuerà a pensare alla adorata sorella Nettie, che nel frattempo è riuscita a scappare di casa. Ad un certo punto, nella casa di Celie, viene ospitata Shug Avery, cantante di successo e amore mai sopito di Mr___. All'inizio il rapporto tra le due donne è difficile, Shug è piuttosto scontrosa e cattiva, ma Celie riesce a fare breccia nel suo cuore e nascerà un vero e proprio amore tra le due donne.
Nettie, missionaria in Africa, scrive a Celie tante lettere che lei mai riceverà perchè il marito gliele tiene nascoste. Almeno finchè Shug non le trova e lo dice a Celie. Questo fa nascere in Celie un grande odio per Mr___ , ma Shug non permette che lo uccida, se la porta via con sè. A quel punto, Celie può leggere le lettere di Nettie, dove la sorella le spiega la vita e le usanze in Africa. Ho trovato questa la parte un po' più noiosa del libro, perchè praticamente di punto in bianco, il centro della storia si sposta in Africa, lasciando Celie come comparsa. Anche Celie comincia a scrivere a sua sorella, ma lei non riceverà mai le lettere, anzi, ad un certo punto arriva anche un telegramma dove sembra che la nave su cui viaggiavano Nettie e tutta la sua famiglia è stata affondata e loro sono dispersi.

Tanti spunti di riflessione in questo libro. Prima di tutto, sicuramente la situazione di schiavitù dei neri; ma anche la schiavitù delle donne nere nei confronti di padri e mariti.
E' con l'intervento di Shug Avery che Celie capisce cosa vuol dire amare ed essere amata. E capisce anche cosa significa soffrire per amore.
Il rapporto con la sorella, la mancanza, il sentirla comunque in qualche modo presente anche se è a chilometri di distanza, il non credere che sia morta perchè Celie la sente viva. C'è anche una frase molto bella di Celie, quando dice (circa) che se sua sorella è davvero morta allora bisognerà solo trovare un modo diverso per comunicare.
C'è un bellissimo dialogo che avviene tra Celie e Shug su Dio. Celie è arrabbiata con Dio; Shug le dice che Dio non lo troverà mai in chiesa, ma lo troverà nella natura, negli animali, nel cielo, lo troverà nel cercarlo.

"Vuol dire che Dio è vanitoso?, chiedo. No, fa lei. Non è vanitoso, vuole soltanto condividere le cose belle. Secondo me Dio s'incazza se passi davanti al colore viola in un campo qualunque e non ci fai caso. "

“Bisogna togliersi l'uomo dagli occhi per vedere tutto il resto. L'uomo corrompe ogni cosa, dice Shug. Lo trovi dappertutto, sulla scatola dei biscotti, nel tuo cervello e alla radio. Cerca di farti credere che è dappertutto. Quando cominci a credere che è dappertutto, cominci anche a credere che è lui, Dio. E invece no. Quando cerchi di pregare, e l'uomo ti si para davanti, digli di andare al diavolo, dice Shug. Pensa ai fiori, al vento, all'acqua, a un grosso sasso. Ma non è facile, credimi. L'uomo è abituato a essere al centro di tutto, non vuol cedere. Minaccia fulmini e saette, alluvioni e terremoti. Dobbiamo resistere.”

Il romanzo è in forma epistolare; all'inizio Celie scrive i suoi pensieri a Dio, poi abbiamo le lettere di Nettie e dopo le lettere di Celie a Nettie.
Il linguaggio è semplice, quasi rude. E' un romanzo che ti fa indignare perchè le donne vengono considerate degli oggetti, alla mercè di uomini violenti. La parte che mi ha annoiato un po' è quella delle lettere di Nettie. E' vero che si può fare un parallelismo tra i neri in America e i neri in Africa, una specie di confronto tra la civiltà "primordiale" e la sua "evoluzione", però ammetto che ero più interessata alla storia di Celie e non vedevo l'ora che l'attenzione tornasse lì.
La storia tra Shug e Celie è trattata con molta delicatezza, anche nelle pagine in cui il loro amore diventa fisico.
Molto toccante il finale, sia per quanto riguarda il ritorno di Nettie e il vedere che i suoi figli (di Celie) sono stati allevati da una buona famiglia e sono cresciuti bene, ma anche per il fatto che Mr___ ha iniziato a capire dove si è comportato male con Celie e tra loro nasce una specie di sodalizio lavorativo che diventa anche momento di dialogo improntato su una nuova base di sincerità e gentilezza reciproca.
Mio voto: 8 / 10

domenica 29 maggio 2022

Undici solitudini - Richard Yates


Titolo originale: Eleven Kinds of Loneliness (1962)

Dopo la pubblicazione di "Revolutionary Road", il primo romanzo di Richard Yates, il critico americano Alfred Kazin scrisse: «Questo romanzo riassume la nostra epoca con più spietatezza di ogni altro, ma anche con più pietà». Le undici storie qui raccolte, pubblicate per la prima volta nel 1962, presentano un altro momento della stessa ricerca e contengono forse quanto di più definitivo Yates abbia mai scritto: in ogni racconto non si potrebbe dire di più con meno parole, perché si intuisce sempre che è accaduto molto più di quanto è detto. La lezione di Hemingway - l'essenzialità della scrittura - è qui portata alle sue estreme conseguenze grazie alla capacità di far scaturire il significato di un'esistenza da un semplice fatto illuminante. I personaggi di Yates (impiegati mitomani, ragazzi disadattati, reduci senza gloria, coppie sprofondate nel mutismo postmatrimoniale) possono sembrare tratti da un libro di sociologia; ma un dialogo esatto, un ritmo infallibile, l'attenzione discreta ai particolari li rendono assolutamente unici, inconfondibili e per ciò stesso universali. (ibs)

Premetto che non amo i racconti, preferisco una storia unica. Però devo ammettere che questo libro di Yates mi ha stupito in positivo. Le storie che racconta sono storie di tutti i giorni, che potrebbero accadere anche a noi o a chi conosciamo. Sono storie moderne ed universali, scritte in modo sintetico ma esaustivo. Sappiamo che nella vita di una persona c'è altro, ma l'attenzione è focalizzata su quel particolare momento e non ci serve sapere il prima e il dopo.
Non sono d'accordo con la disamina che fa Cognetti nella prefazione; secondo lui Yates ci fa "affezionare" al personaggio che sembra "il buono" e poi ci ribalta la situazione creandoci il dubbio che forse non è così buono e che anche il nemico è buono. Boh, non l'ho trovata questa cosa, o almeno non in tutti i racconti. Non mi sono affezionata in modo particolare a nessuno dei personaggi e non mi hanno delusa in modo particolare nel loro comportamento.
Lettura davvero interessante.

"E dove sono le finestre? Da dove entra la luce?
Bernie, vecchio amico, perdonami, ma per questa domanda non ho la risposta. Non sono neppure sicuro che questa particolare casa abbia delle finestre. Forse la luce deve cercar di penetrare come può, attraverso qualche buco lasciato dall'imperizia del costruttore. Se è così, stà sicuro che il primo a esserne umiliato sono proprio io. Dio lo sa, Bernie, Dio lo sa che una finestra ci dovrebbe essere da qualche parte, per ciascuno di noi."  

Mio voto: 8 / 10

martedì 12 aprile 2022

Regina rossa - Juan Gòmez-Jurado

 

Titolo originale: Reina roja (2018)
Titolo in inglese: Red queen

Antonia Scott è speciale. Molto speciale. Non è una poliziotta né una criminologa. Non ha mai impugnato un'arma né portato un distintivo. Eppure ha risolto dozzine di casi. Ma è da tempo che non esce dalla sua soffitta a Lavapiés. Dotata di un'intelligenza straordinaria, è stanca di vivere: ciò che ha perso contava molto più di ciò che l'aspetta là fuori. Jon Gutiérrez, quarantatré anni, omosessuale, ispettore di polizia a Bilbao, è nei guai: su Internet circola un video in cui, nell'intento di aiutare una giovane prostituta, introduce nell'auto del suo protettore una dose di eroina sufficiente a mandarlo dritto in prigione. A farli conoscere è Mentor, la misteriosa figura a capo dell'unità spagnola di Regina Rossa: un programma segreto volto alla cattura di criminali di alto profilo in Europa. Così, loro malgrado, Antonia e Jon si trovano a collaborare a un caso spinoso: il cadavere di Álvaro Trueba, il figlio della presidentessa della banca più grande d'Europa, è stato ritrovato in una villa immacolata con un calice pieno di sangue in mano. La stessa notte, anche Carla Ortiz, figlia di uno dei più ricchi imprenditori del mondo, è scomparsa. Entrambe le famiglie hanno ricevuto una telefonata da un uomo che dice di chiamarsi Ezequiel, ma non vogliono rivelare i dettagli della conversazione avuta con lui: evidentemente, ci sono dei segreti così grandi da non poter essere sacrificati nemmeno in nome di un figlio. Chi è Ezequiel? Si tratta di uno psicopatico o dietro c'è qualcosa di più? Per Antonia e Jon scatta così una disperata corsa contro il tempo, tra false piste, pestate di piedi e trappole mortali, attraverso i meandri più oscuri di Madrid. (ibs)

Alla libreria che frequento, qualche tempo fa avevano consigliato la lettura (fresca di stampa) del secondo libro con Antonia Scott come protagonista, ma ho pensato di recuperare il primo per leggerli in fila. Non avevo capito che si trattasse di una trilogia, pensavo che fosse una serie, come succede in molti casi, ma poco cambia, anzi, vorrà dire che di alcune cose avremo le risposte solo alla fine del terzo libro (peraltro già tutti editi in lingua originale, mentre manca il terzo in italiano).
Interessante. Una coppia di investigatori un po' strana: lui un poliziotto sospeso dal servizio, grosso (ma non grasso, ci tiene a ripeterlo), omosessuale; lei una minuta donna che da tre anni dorme in ospedale accanto al marito in coma, che si concede tre minuti al giorno per pensare al suicidio, e che ha un cervello di intelligenza superiore a chiunque altro al mondo.
Una bella trama, con alcuni buchi narrativi creati per lasciare pathos, soprattutto quando Antonia arriva ad una conclusione, rimane in sospeso cosa ha scoperto e poi viene detto in seguito.
Lettura che ho divorato in pochissimi giorni perchè ha un buon ritmo.
La trama che ho riportato sopra è già esaustiva senza voler rivelare nulla e lasciarvi la sorpresa.
Intrigante la scrittura, con i pensieri dei personaggi che vengono intervallati (in grassetto) al racconto.
Quello che mi lascia un po' perplessa, è la spettacolarità di alcune scene, un po' molto cinematografiche, soprattutto verso il finale.
Nel complesso l'ho gradito molto e vorrei arrivare alla fine della trilogia.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Trilogia con Antonia Scott:
- 1 Regina rossa
- 2 Lupa nera
- 3 Re bianco

Storia della mia ansia - Daria Bignardi

 

Titolo originale: Storia della mia ansia (2018)

“Un pomeriggio di tre anni fa, mentre stavo sul divano a leggere, un'idea mi ha trapassata come un raggio dall'astronave dei marziani. Vorrei raccontare così l'ispirazione di questo romanzo, ma penso fosse un'idea che avevo da tutta la vita. "Sappiamo già tutto di noi, fin da bambini, anche se facciamo finta di niente" dice Lea, la protagonista della storia. Ho immaginato una donna che capisce di non doversi più vergognare del suo lato buio, l'ansia. Lea odia l'ansia perché sua madre ne era devastata, ma crescendo si rende conto di non poter sfuggire allo stesso destino: è preda di pensieri ossessivi su tutto quello che non va nella sua vita, che, a dire il vero, funzionerebbe abbastanza. Ha tre figli, un lavoro stimolante e Shlomo, il marito israeliano di cui è innamorata. Ma la loro relazione è conflittuale, infelice. "Shlomo sostiene che innamorarci sia stata una disgrazia. Credo di soffrire più di lui per quest'amore disgraziato, ma Shlomo non parla delle sue sofferenze. Shlomo non parla di sentimenti, sesso, salute. La sua freddezza mi fa male in un punto preciso del corpo." Perché certe persone si innamorano proprio di chi le fa soffrire? E fino a che punto il corpo può sopportare l'infelicità in amore? Nella vita di Lea improvvisamente irrompono una malattia e nuovi incontri, che lei accoglie con curiosità, quasi con allegria: nessuno è più di buon umore di un ansioso, di un depresso o di uno scrittore, quando gli succede qualcosa di grosso” (goodreads)

Premetto che se non fosse per il gruppo di lettura, non avrei mai letto un libro con questo titolo. E la cosa assurda è che ci ho trovato di tutto ma veramente poca ansia.
Credevo che il libro fosse in parte autobiografico, invece pare che la Bignardi abbia smentito che sia così (nonostante anche lei sia stata malata).
Non è un libro che ho letto tutto d'un fiato. Ho trovato molto belle le parti in cui Lea riflette per conto suo; ho trovato tenera la storia tra lei e Luca, anche se non immaginavo un finale diverso; ho trovato poco interessanti le parti di Lea, Shlomo e il resto della famiglia (e poi, sinceramente, mi sono un po' persa con tutti i nomi che vengono citati e chi è parente con chi).
E' uno di quei libri che a caldo mi fanno dire "mah". Lo stile narrativo è sicuramente leggero, con tratti di ironia; questo sicuramente alleggerisce l'argomento. E tuttavia non riesco ad apprezzarlo nel suo insieme ma solo in alcune parti sparse.
Tra le parti che mi hanno più colpito ci sono sicuramente i racconti delle cure, la stanchezza di provare dolore fisico, il rigetto per gli aghi, il tormento dei medici che non riescono a trovare la vena. E anche la difficoltà di accettare la protesi, la caduta dei capelli, il non guardarsi allo specchio per non volersi vedere.
Il rapporto col marito è assurdo.

"Da ragazza lo sapevo che per venire amati bisogna prima amare se stessi. Avevo sotto gli occhi mia madre, i suoi inutili sacrifici, la sua ingombrante dipendenza da mio padre, da mio fratello, da me. Volevo essere diversa: indipendente, forte, felice. Quand’è che invece sono diventata come lei? Che cosa mi ha fregato? Quanto tempo è che sono in guerra, io? Trent’anni? Il cancro non è che l’ultima battaglia, e non è stata la più difficile. È stata quella contro me stessa la battaglia più lunga e cruenta. Sono io il mio peggior nemico.
Ma ecco che improvvisamente sono l’orfana nella soffitta, ho solo un mozzicone di matita e una candela, e non aver nulla da perdere mi regala una sensazione inebriante di forza e libertà. Il nuovo monologo, il matrimonio, i figli adolescenti, la malattia: tutte nuove battaglie.
Ora che mi sento sola nella foresta, libera di ricominciare, il futuro è tornato.
Ora che ho perso tutto, l’illusione di essere immortale, di essere giovane, di essere amata, ora che sono sola e affamata e coraggiosa come una belva nella giungla, ora sì che sono libera."

Mio voto: 6 e mezzo / 10

lunedì 24 gennaio 2022

La promessa - Damon Galgut


Titolo originale: The promise (2021)

Vincitore del Booker Prize 2021
Una saga familiare moderna che poteva arrivare solo dal Sudafrica, scritta in splendida prosa dall'autore due volte finalista al Booker Prize, Damon Galgut. Perseguitati da una promessa non mantenuta, dopo la morte della madre i membri della famiglia Swart si perdono di vista. Alla deriva, le vite dei tre figli della donna procedono separatamente lungo le acque inesplorate del Sudafrica: Anton, il ragazzo d'oro amareggiato dal potenziale inespresso che è la sua vita; Astrid, il cui potere sta nella bellezza; e la più giovane, Amor, la cui vita è plasmata da un nebuloso senso di colpa. Ritrovandosi per quattro funerali nel corso di tre decenni, la famiglia in declino rispecchia l'atmosfera del paese: un'atmosfera di risentimento, rinnovamento e infine di speranza. (ibs)

Libro letto per il gruppo di lettura della libreria, ma ammetto che lo avrei voluto leggere comunque.
A differenza di quanto successo ad altri lettori, sono entrata subito in sintonia con lo stile narrativo dello scrittore, al punto che non mi ero minimamente accorta nè dei passaggi tra un pronome e l'altro nè del fatto che i dialoghi sono scritti senza le virgolette, proprio queste cose non mi hanno creato nessun problema di lettura.
Mi sono piaciute le descrizioni, che rendono l'atmosfera senza diventare pesanti; mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto dei tre fratelli così diversi l'uno dall'altro e così esagerati nei loro difetti (in effetti ricalcano bene i problemi del Sudafrica). Mi è piaciuto lo spunto narrativo e la trama. E' una storia che non poteva andare in altro modo (e mi ha un po' dispiaciuto scoprire da subito l'ordine dei morti) ma l'interessante è vedere come si sviluppa la storia. C'è anche quasi un po' di fatalismo dietro a questa promessa: tutti quelli che non la rispettano finiscono male. Prima muore il padre, che se ne è proprio fregato di ciò che gli ha chiesto la moglie in punto di morte. Poi muore Astrid, la sorella frivola, che non ci pensa neanche lontanamente a lasciare una casa alla domestica di colore. Poi muore Anton, il ragazzo col cuore d'oro (forse il personaggio che più è preponderante nel racconto) ma che sostanzialmente non trova la sua strada nella vita; lui era stato possibilista nei confronti della domestica ma poi fa la fine che fa. E forse non è un caso che la promessa venga mantenuta da Amor, il fantasma, quella che nessuno ascolta in famiglia, quella che credono sia completamente sciroccata perchè è stata colpita da un fulmine; ma Amor è anche quella che sparisce e ricompare, e ricorda che esiste questa cosa in sospeso, mai presa sul serio; Amor è quella che si annulla per gli altri, è quella che va a lavorare come infermiera in un reparto di malati di aids, un reparto in cui quotidianamente ha a che fare con i morti. Credo che solo nel momento in cui riesce a completare questo desiderio della madre, finalmente può affrontare il futuro con tranquillità.
Ho gradito moltissimo il fatto che l'ambientazione storica si capisce ma rimane in secondo piano. Sappiamo in quale momento della storia del Sudafrica siamo da alcune cose che càpitano ai fratelli, tipo Anton che passa dalle carceri e pensa a Mandela lì dentro, oppure ai neri che cominciano a prendersi la terra ai margini della proprietà. Piccoli cenni che chi vuole può approfondire.
Piaciuto moltissimo.
Mio voto: 9 / 10

sabato 1 gennaio 2022

Color Coded Reading Challenge 2022



Sfida ospitata da Bev di My reader's block.

Regole:
la sfida va dal 1 gennaio al 31 dicembre 2022;
il colore può sia essere nominato nel titolo, sia apparire dominante sulla copertina del libro;
vanno letti nove libri, uno per ogni categoria

Read nine books in the following categories:
1. A book with "Blue" or any shade of Blue in the title/on the cover.
2. A book with "Red" or any shade of Red in the title/on the cover.
3. A book with "Yellow" or any shade of Yellow in the title/on the cover.
4. A book with "Green" or any shade of Green in the title/on the cover.
5. A book with "Brown" or any shade of Brown in the title/on the cover.
6. A book with "Black" or any shade of Black in the title/on the cover.
7. A book with "White" or any shade of White in the title/on the cover.
8. A book with any other color in the title/on the cover (Purple, Orange, Silver, Pink, etc).
9. A book with a word/image that implies color in the title/on the cover (Rainbow, Polka-dot, Plaid, Shadow, Paint, Ink, etc).

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Libri letti: 




4. green