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martedì 1 gennaio 2019

Delitto al pepe rosa - Brigitte Glaser


Titolo originale: Leichenschmaus (2003)

Curve, capelli rossi e temperamento. Sono gli ingredienti irresistibili di Katharina Schweitzer, la nuova pasticcera e chef de garde-manger appena entrata a far parte dello staff del ristorante stellato Il Bue d'Oro, che il famoso cuoco Hugo Spielmann ha aperto nel centro di Colonia. Ma l'allegra brigata di cucina, cova malumori e rivalità. Poco dopo l'arrivo di Katharina, un importante cliente muore in sala mentre sta cenando: un infarto causato da un veleno è solo il primo di una serie di omicidi. Tra cadaveri congelati e assassini a colpi di salami francesi, la cuoca Katharina indaga con l'aiuto della sua coinquilina, l'intraprendente ostetrica Adela, difendendosi anche dalle avances dell'affascinante chef del Bue d'Oro (www.anobii.com)

Ho scoperto per caso questo giallo che è il primo di una serie (di quattro, per ora) dove la protagonista è una cuoca piuttosto imponente (molto alta e in carne) che finisce a lavorare al "Bue d'Oro", un locale rinomatissimo gestito da un famosissimo chef stellato un po' altalenante d'umore.
La protagonista mi è stata subito simpatica, vuoi anche perchè una delle componenti della sua brigata continuava ad offenderla per via del peso e mi sono sentita affine a lei. E' la stessa Katharina che racconta quello che succede in prima persona.
La storia è carina, anche se la soluzione del caso è un po' contorta e forzata. Diciamo che il colpevole lo avevo capito anche io, ma mi sfuggiva la motivazione che, infatti, è abbastanza debole. 
Ci sono tante descrizioni di Colonia, sembra di essere davvero in giro per la città. 
Non ho amato particolarmente Adela, la coinquilina ex ostetrica che conosce tutto e tutti a Colonia, che si diverte a fare l'investigatrice e che, a mio parere, alla fine va un po' troppo a naso piuttosto che a ragionamento. Cioè non ho niente contro di lei, ma, appunto, mi pare che risolva il caso più per fortuna.
Forse tre omicidi erano troppi, magari poteva evitarne uno.
Non è sicuramente un capolavoro del giallo però si legge bene e credo che leggerò anche i successivi.
Nel finale ci sono anche delle ricette.
Ho letto che il titolo originario si traduce in "banchetto funebre"; come sempre in italiano la traduzione non si capisce con che criteri viene fatta. Il titolo originale si ricollega alle citazioni del Faust che fa spesso uno dei colleghi di Katharina.
Insomma, senza infamia e senza lode. Piacevole.
Mio voto: 7 / 10 

Sintesi libri letti nel 2018

Buon anno a tutti i lettori!!

Credo che il post riassuntivo delle mie letture 2018 sia il perfetto primo post per questo anno nuovo, che mi propongo essere ricco di nuove letture (anzi, credo di aver un attimo esagerato con le reading challenges... e non ho ancora finito di scriverne i post...).
Alla fine, le mie letture vedo che si assestano sempre intorno ai 45/46 libri, e anche quest'anno sono in linea. Come sempre, ho qualche recensione da completare...

Libri letti nel 2018:

1. Vento dell'est (M. M. Kaye)
2. Le vedove del giovedì (Claudia Pineiro)
3. L'ultimo lenzuolo bianco (Farhad Bitani)
4. Il tatuatore di Auschwitz (Heather Morris)
5. A spasso con Bob (James Bowen)
6. Cave canem (Danila Comastri Montanari)
7. Vetro (Giuseppe Furno)
8. Jane e la disgrazia di Lady Scargrave (Stephanie Barron)
9. L'uomo che metteva in ordine il mondo (Fredrik Backman)
10. Cuore (Edmondo De Amicis)
11. Precious Ramotswe, detective (Alexander McCall Smith)
12. Anna dei tetti verdi (Lucy Maud Montgomery)
13. Il treno d'Istanbul (Graham Greene)
14. La mia Africa (Karen Blixen)
15. Uno sterminio di stelle (Loriano Macchiavelli)
16. Il posto (Annie Ernaux)
17. Cuore di cane (Bulgakov)
18. La ragazza del mare (Sara Zarr)
19. Sul filo del rasoio (Tess Gerritsen)
20. Il giardino delle farfalle (Dot Hutchison)
21. Cronache di piccoli miracoli (Darcie Chan)
22. Libri, amori e segreti. Dicembre (Della Parker)
23. Agatha Raisin e la giardiniera invasata (M.C. Beaton)
24. Libri, amori e segreti. Gennaio (Della Parker)
25. Dentro l'acqua (Paula Hawkins)
26. Assassinio sull'Orient Express (Agatha Christie)
27. La casa tonda (Louise Erdrich)
28. Jane e il mistero del Reverendo (Stephanie Barron)
29. Vendere handmade (Francesca Baldassarri)
30. The help (Kathryn Stockett)
31. Le variazioni Lucy (Sara Zarr)
32. Haunted is always in fashion (Rose Pressey)
33. Le nostre anime di notte (Kent Haruf)
34. Momo (Michael Ende)
35. Grandi speranze (Charles Dickens)
36. Zo' (Antonio Ferrara)
37. La notte dei desideri (Michael Ende)
38. Quello che l'acqua nasconde (Alessandro Perissinotto)
39. Il gatto che vedeva rosso (Lilian Jackson Braun)
40. Jane e il segreto del medaglione (Stephanie Barron)
41. L'arminuta (Donatella di Pietrantonio)
42. Il rosso vivo del rabarbaro (Audur Ava Olafsdottir)
43. Fuga dal Natale (John Grisham)
44. Il testamento francese (Andrei Makine) - abbandonato
45. Delitto al pepe rosa (Brigitte Glaser)



venerdì 28 dicembre 2018

E' morto lo scrittore israeliano Amos Oz


ROMA, 28 DIC - Amos Oz, uno degli scrittori israeliani più celebri e tradotti in tutto il mondo, è morto a 79 anni. Era malato di cancro. "Il mio amato padre è spirato a causa di un tumore, poco fa, dopo un rapido deterioramento, nel sonno ed in pace, circondato dalle persone che lo amavano", ha scritto su Twitter la figlia dello scrittore, Fania. "Rispettate la nostra privacy. Non potrò rispondervi. Grazie a tutti quanti lo hanno amato". (ANSA).

giovedì 27 dicembre 2018

Reading challenges 2018


Inizia ad essere ora di tirare le somme. Sono abbastanza soddisfatta, ma sinceramente credevo di fare di più. In dicembre poi le mie letture si sono abbastanza rallentate, e quindi alcune sfide che pensavo di chiudere non le ho chiuse. Peccato. 


* european reading challenge --> completati i cinque libri a maggio.

* monthly motiv --> completata il 21 dicembre.

* cruisin' thru the cozies --> ho ovviamente puntato al primo livello. (Ho in lettura l'ultimo libro)

* what an animal reading challenge --> ho puntato al primo livello, leggere almeno 6 libri e l'ho completato a fine settembre.

* popsugar reading challenge --> come sempre, uso questa sfida come suggerimento ma so in partenza di non riuscire a completarla. Si tratterebbe di leggere oltre 50 libri che solo raramente riescono ad incastrarsi con le altre sfide. Coi miei ritmi (lenti) di lettura dovrei scegliere tra seguire questa sfida o seguire tutte le altre. E preferisco le altre, anche per un discorso di condivisione con altri lettori. 

* birth year reading challenge --> sfida nuova che incoraggia a leggere libri pubblicati nel proprio anno di nascita. Purtroppo ne ho letto uno solo. Ce n'erano altri che mi ispiravano ma non riuscivo ad incastrarli con altre sfide e ho lasciato perdere. 

* what's in a name --> è incredibile, è una sfida di soli 6 libri e non riesco mai a completarla! Non riesco ad incastrarli con le altre sfide.

* back to classic --> il primo livello (leggere 6 libri) l'ho completato a maggio. Alla fine ho letto 8 libri, con uno in più avrei completato anche il secondo livello. E va beh.

* kitty lit reading challenge --> nuova sfida trovata per caso. Leggere almeno 3 libri con gatti. Potevo farmela scappare?? I 3 libri li ho finiti il 29 settembre. 

* monthly key word reading challenge --> l'avevo persa di vista dopo che era cambiato l'host, ma quest'anno l'ho riprovata volentieri. Purtroppo non sono riuscita a leggere il libro per il mese di novembre; quello che avevo scelto (il testamento francese di Makine) si è rivelato troppo lento, troppo pesante, e sinceramente non ho nemmeno voluto finirlo. Peccato


per quanto riguarda le sfide su più anni:

* around the world in 80 books --> nel 2018 ho letto 7 libri (Tanzania, Argentina, Afghanistan, Polonia, Svezia, Botswana, Kenya) che mi fanno raggiungere un totale di 46 Stati visitati e 34 mancanti (scad. 15 ottobre 2018). Ecco, ovviamente ho passato la scadenza senza arrivare al mio traguardo. Purtroppo mi sono resa conto che completare le altre sfide mi ha portato a leggere libri che solo raramente riuscivano ad essere di nazionalità diverse. Forse avrei dovuto concentrarmi solo su questa sfida e lasciar perdere le altre, ma amen.

* around Italy reading challenge --> nel 2018 ho letto 1 libri (Veneto) che mi fanno raggiungere un totale di 8 regioni lette e 12 mancanti (scadenza 23 maggio 2019)

venerdì 21 dicembre 2018

Fuga dal Natale - John Grisham


Titolo originale: Skipping Christmas - 2001

Luther e Nora Krank sono un'affiatata coppia di mezza età, abituata a vivere secondo le tradizioni. Quando però la loro unica figlia, Blair, decide dipartire come volontaria per il Sudamerica, un pensiero un po' folle si insinua in loro, ma poi via via sempre più concreto: che senso ha trascorrere il Natale senza Blair? E se lo saltassero? I due decidono concordemente di rinunciare ai costosi e inutili festeggiamenti di Natale per concedersi una bella crociera ai Caraibi. Ma i poveri Krank vengono presi di mira da tutta una comunità che non accetta deroghe alla norma e saranno costretti a rivederei loro piani... (www.anobii.com)

Lettura carina. Tre quarti del libro hanno decisamente un tono umoristico. Luther e Nora decidono di non festeggiare in alcun modo il Natale, ma non è facile in una comunità che è molto legata alle tradizioni, che vuole tutta la strada bella addobbata perchè può vincere il concorso del paese, che vuole che tutti facciano quello che si aspetta che facciano e che hanno sempre fatto negli anni precedenti. E quindi per farli cambiare idea i vicini arrivano a cantare i cori natalizi fuori dalla casa, a mettere i cartelli per dire di liberare "Frosty" dalla cantina e metterlo sul tetto. Viene sfruttata ogni occasione per farli sentire sbagliati.
E' un libro che fa riflettere sul vero significato del Natale, che attualmente è una festa all’insegna del consumismo con la sua frenetica corsa ai regali e le sue tradizioni che mettono in secondo piano lo spirito del Natale. Luther si ribella a questo, ma la comunità non è disposta a farglielo fare. Tuttavia ci stava riuscendo. Questo almeno finchè Blair non cambia le carte in tavola e decide di tornare a casa all'ultimo, e allora il libro diventa un po' "sdolcinato", coi vicini che tutto d'un tratto diventano buoni e aiutano i Krank a festeggiare il Natale. Ecco, il finale è anche un po' amaro secondo me, nel senso che è vero i vicini mossi a compassione si danno da fare per dare a Blair e al suo fidanzato un Natale spettacolare, ma mi è rimasta un po' di tristezza per Luther e la moglie che sono stati costretti a rivedere i piani (peraltro, è molto tenera la decisione che prendono riguardo la crociera...).
Direi che l'ho letto nel momento giusto, vicino a Natale.
Mio voto: 7 / 10

domenica 16 dicembre 2018

Il rosso vivo del rabarbaro - Audur Ava Olafsdottir


Titolo originale: Upphækkuð jörð - 1998
Titolo in inglese: Raised earth

C'è un piccolo villaggio sul mare dove la vita scorre bislacca e tranquilla. Mentre gli uomini sono fuori a pescare, le donne seguono lezioni di cucito e si scambiano rossi barattoli di marmellata di rabarbaro. Proprio in un campo di rabarbaro, Ágústína è stata concepita. Ágústína è un'adolescente speciale, si muove con le stampelle ma scala le montagne. La sua è una mente singolare, nella sua testa i numeri sono a tre dimensioni, come pianeti nello spazio, e le parole si organizzano in cumuli appuntiti. Ágústína non è come gli altri ragazzi, lei sa che dietro una montagna - dietro ottocentoquarantaquattro metri di terra protesa verso il cielo - c'è ancora un'altra montagna da scalare (www.anobii.com)

Ágústína è una ragazzina speciale, costretta a camminare usando le stampelle, ha la testa per aria e sogna di scalare la montagna che incombe sul suo villaggio. E' un villaggio in cui gli uomini pescano e le donne cucinano il rabarbaro in mille modi (io manco sapevo che si potesse fare la marmellata, per esempio). 
Ágústína è affidata a Nina, mentre la madre ornitologa in giro per il mondo le manda lettere (in una delle quali le dice che è nato un fratellino). Augustina non ha mai conosciuto suo padre, esperto di balene, ma periodicamente gli invia messaggi in bottiglia. 
 "Tua madre era persa in cielo coi suoi uccelli, tuo padre immerso nelle profondità delle sue ricerche sottomarine. Io credo che si siano incontrati a metà strada, cioè su, al campo di rabarbaro." 
Unici personaggi maschili che vengono citati sono Vermundur, l'aggiusta tutto del paese, e Salòmon amico coetaneo di Ágústína
Ágústína vive in modo tutto suo. Fa i compiti di matematica a velocità impressionante e scrive i numeri come entità tridimensionali, ognuno dotato di una particolare personalità, canta in maniera soave e i professori la rimproverano di non avere una visione d’insieme delle cose.
Sicuramente è più piacevole l'atmosfera un po' poetica che si respira, rispetto alla storia in sè. La protagonista non mi ha fatto nè caldo nè freddo, anzi, a tratti l'ho proprio trovata sgradevole. E' il genio matematico che scrive temi fantastici immaginando di vedere il mondo dalla cima della montagna che non ha mai scalato, ma è anche la sadica che acchiappa le mosche, le tiene sotto ad un bicchiere e calcola quanto tempo ci impiegano a morire.
Nel complesso, la lettura è scorrevole ma non mi ha fatto impazzire. E poi non ho capito il finale...
Mio voto: 6 e mezzo / 10

lunedì 26 novembre 2018

L'arminuta - Donatella Di Pietrantonio


Titolo originale: L'arminuta - 2017

Ci sono romanzi che toccano corde cosí profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con L'Arminuta fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell'altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia cosí questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all'altro perde tutto - una casa confortevole, le amiche piú care, l'affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l'Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c'è Adriana, che condivide il letto con lei. E c'è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L'accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi. Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell'Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.(www.einaudi.it)


«Ero l'Arminuta, la ritornata. Parlavo un'altra lingua e non sapevo piú a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza».

- Ma la tua mamma qual è? - mi ha domandato scoraggiata. 
- Ne ho due. Una è tua madre.


La vicenda narrata in questo libro si svolge in Abruzzo, ma lo sappiamo solo perchè viene detto dall'autrice. I luoghi non sono identificati, si parla della città, si parla del paese, si parla del mare, ma non hanno nomi. Anche alcuni dei personaggi, in primis la protagonista e la madre naturale, non hanno un nome. Questo rende la storia molto universale, in effetti.
La storia si snocciola in brevi capitoli. La scrittura è abbastanza asciutta, non si dilunga in descrizioni, ed è molto efficace. In un primo momento questo stile mi ha un po' lasciata perplessa, ma ciò che fa risaltare bene sono i sentimenti, a volte espressi senza parole ma con piccoli gesti. Ho sentito tutto lo smarrimento della ragazzina, praticamente "rubata" alla famiglia d'origine (perchè Adalgisa voleva proprio lei e si è impuntata) e poi restituita senza motivo come un vestito che non va più bene. Il motivo si scoprirà verso la fine del libro e mi ha veramente fatto crollare la stima sul personaggio di Adalgisa, nonostante lei abbia continuato a mantenerla a distanza. La famiglia originaria dell'arminuta è numerosa, caotica, e molto molto povera; ben diverso da come era abituata prima. Per fortuna che la maestra e la (vera) madre la fanno studiare. Nella nuova famiglia, l'arminuta si affeziona in particolare ad Adriana, sorella di poco più piccola che ogni notte fa la pipì a letto; ma è una bambina con una grinta e una tenacia incredibili. "Mia sorella. Come un fiore improbabile, cresciuto su un piccolo grumo di terra attaccato alla roccia. Da lei ho appreso la resistenza". La complicità salva entrambe.
Mi è piaciuto molto anche il personaggio del fratello Vincenzo, anche se la storia stava un po' andando verso complicazioni sentimentali/ormonali, lui è un ragazzo con uno spirito ribelle che già si sente uomo e prova ad aiutare la famiglia ma non viene mai ringraziato perchè danno per scontato che ciò che porta a casa sia sempre frutto di furti e non di lavoro.
Per il complicato rapporto madre-figlia mi ha un po' ricordato il libro della Murgia, "L'accabadora".

“Nel tempo ho perso anche quell’idea confusa di normalità e oggi ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza. È un vuoto persistente, che conosco ma non supero. [...] La sola madre che non ho mai perduto è quella delle mie paure”.

La cosa che mi rimane di più, forse, è la sensazione di vuoto. Due madri, ma nessuna delle due che alla fine sia completamente tale. Adalgisa l'ha voluta tenacemente, ma fa anche presto a buttarla fuori di casa quando la vita le dà ciò che ha sempre desiderato. La madre naturale, che si ritrova una ragazzina troppo educata, troppo diversa dai suoi figli, troppo lontana ormai per accorciare le distanze (ma in un paio di occasioni si mostra molto tenera con lei).
Ho letto che questa pratica del dare un figlio ad una parente senza figli era piuttosto frequente fino agli anni settanta.
Nel complesso il libro mi è piaciuto.
Mio voto: 8 / 10

lunedì 19 novembre 2018

Il gatto che vedeva rosso - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The Cat Who Saw Red (1986) 

«A Jim Quilleran, giornalista del Daily Fluxion, viene affidata una rubrica gastronomica, e nonostante sia a dieta, dovrà visitare i migliori ristoranti. Il primo di questi locali è il Maus Haus, di proprietà di un bizzarro mecenate, che ospita artisti geniali e misconosciuti. Ma c'è qualcosa di strano a Maus Haus. E non si tratta soltanto di un misterioso e non risolto suicidio avvenuto in passato, perché qualcosa di sinistro grava anche sul presente. Qwilleran si reca dunque sul posto e subito cominciano ad accadere strani eventi. Prima un grido nella notte, poi la scomparsa di un giovane cameriere. Ma solo quando scompare anche la sua vecchia fiamma, Qwuilleran decide che non può più stare con le mani in mano. Assieme a Koko,il magnifico siamese dotato di uno straordinario talento, e Yum Yum, la bella gattina adorata dai due, arriverà a svelare tutti i misteri. Un delicato mystery, spiritoso, brillante che piace proprio per questa sua sbarazzina impertinenza, con personaggi originali e deliziosamente improbabili.». (Dalla quarta di copertina)

Jim Qwilleran ritrova una sua vecchia fiamma, anzi, la sua prima fidanzata che non ha mai dimenticato. Purtroppo lei è sposata con un ceramista piuttosto rozzo, ma Qwill decide comunque di cambiare casa e trasferirsi dove abita lei, a Maus Haus, questa specie di "convitto" gestito da Robert Maus, avvocato appassionato di cucina. E in questa casa trovano quindi alloggio diversi personaggi, tutti artisti o giù di lì.
Questo romanzo della Braun è stato pubblicato 18 anni dopo i primi tre della serie de "il gatto che...". Gli editori della Braun le avevano chiesto di aggiungere sesso e violenza ai suoi libri e lei non aveva accettato. In effetti, questo libro è sicuramente il più "truce", ammesso che si possa utilizzare questo aggettivo coi romanzi della Braun; in tutti gli altri, l'autrice non si sofferma mai su quanto sia cruento l'omicidio, lasciando in primo piano, in effetti, l'abilità di Koko e la stravaganza di Qwilleran. Anche se li sto rileggendo tutti per poterli raccontare sul mio blog, questo quarto libro è quello che anche alla prima lettura non mi era piaciuto troppo e mi aveva lasciato perplessa perchè era proprio fuori dal suo stile.
In questo romanzo, tanti personaggi che fanno "caos" ma che non aiutano molto la vicenda. La stessa fiamma di Qwill non è che abbia attirato troppo la mia simpatia. I siamesi invece li adoro.
Carino.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

Jane e il segreto del medaglione - Stephanie Barron


Titolo originale: Jane and the Wandering Eye (1998)

Bath, 1804. Il Natale è alle porte e a Jane, annoiata dall'atmosfera monotona della cittadina, non sembra vero quando il suo vecchio amico Lord Harold Trowbridge le chiede di fare da accompagnatrice alla sua giovane e affascinante nipote, Lady Desdemona, giunta a Bath per sfuggire alle indesiderate attenzioni di un poco galante signore. Le due giovani intendono approfittare di tutti gli svaghi che la provinciale Bath offre in vista dei festeggiamenti natalizi. Ma il tempo delle distrazioni è destinato a finire bruscamente quando una sera, in occasione di uno spettacolo al Theatre Royal, le due giovani si ritrovano involontarie spettatrici di un orrendo omicidio, che si consuma nel foyer. A ispessire il mistero, uno strano oggetto rinvenuto addosso al cadavere: un medaglione contenente l'immagine di un occhio. Chi era quell'uomo? Quale messaggio si nasconde in quell'insolito oggetto? A chi appartiene l'occhio raffigurato? La coraggiosa Jane, assetata di avventura, si butta a capofitto nelle indagini, sempre affiancata dall'indecifrabile e seducente Lord Harold, per rendersi ben presto conto che la verità potrebbe costarle la sua stessa vita... (www.libreriauniversitaria.it)

Faccio una correzione alla descrizione ufficiale, perchè in realtà l'assassinio non avviene al Theatre Royal bensì a Laura Place, dove la Duchessa Madre di Wilborough ha dato una festa in maschera in onore degli attori del teatro. Del crimine viene accusato il fratello di Lady Desdemona, diciottenne che suscita l'ammirazione di diversi uomini e che neppure lei sa chi preferisce (o meglio, lo sa, ma preferisce negarglisi per non dargli soddisfazione).
La storia è molto contorta, vuoi per la vicenda in sè, vuoi perchè i protagonisti erano praticamente tutti alla festa ma mascherati, e quindi bisogna capire chi aveva quale maschera.
Mi è decisamente piaciuto meno del precedente, ammetto che non ha tenuto viva la mia attenzione al punto che lo usavo come libro per la buonanotte... Non sono riuscita a seguire bene gli indizi, ammesso che ce ne siano, perchè mi pare che la vicenda andasse avanti da sola.
Carino, ma con troppi personaggi anche inutili. Mi piace la "relazione" (proprio tra virgolette) tra Jane e Trowbridge. Sarebbero proprio una bella coppia!
Mio voto: 6 e mezzo / 10

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Le indagini di Jane Austen:

Quello che l'acqua nasconde - Alessandro Perissinotto


Titolo originale: Quello che l'acqua nasconde (2017)

Edoardo Rubessi è un genetista di fama mondiale, un probabile premio Nobel. Quando, dopo trentacinque anni trascorsi negli Stati Uniti, torna nella sua Torino, tutti lo accolgono come colui che ha il potere di cambiare il destino dei bambini malati: tutti tranne il vecchio. Il vecchio è un uomo venuto dal passato, da quegli anni di piombo che Edoardo credeva di aver lasciato dietro la porta chiusa di una vita precedente. Ma basta una minuscola fenditura nel legno di quella porta perché il dolore e i misteri imprigionati per decenni escano in un soffio violento che investe Edoardo, e che fa vacillare la fiducia che sua moglie, Susan, ha sempre avuto in lui. E sarebbe bello poter liquidare il vecchio con una battuta, dire che è solo un mitomane, ma Susan non ci casca: il vecchio ha lo sguardo di chi sa farsi ubbidire, lo sguardo di un Lagerkommandant, e Susan quel lager domestico, quell'orrore alle porte di casa dovrà esplorarlo mattone per mattone prima di scoprire chi è veramente suo marito.
Dopo Le colpe dei padri, Perissinotto torna a proporci un nuovo viaggio tra le rovine del nostro passato recente, a farci esplorare le memorie rimosse: perché i lager non si sono chiusi nel 1945 e il crudele gioco di vittime e torturatori è continuato a lungo, troppo a lungo. (http://www.edizpiemme.it/)

Questo libro lo abbiamo letto col gruppo di lettura. Non è sicuramente il genere di libro che sceglierei di mia spontanea volontà. E' un libro che avrei chiuso nelle primissime pagine, quando il narratore, Aldo, dice che c'è un'immagine che lo perseguita, e spiega che è l'immagine di un uomo arso vivo. Ecco, mi sono detta, se va avanti così non arrivo in fondo. Poi mi sono sforzata e ho proseguito (peraltro questa immagine verrà citata più volte, insieme ad altre piuttosto raccapriccianti).
Ho fatto fatica a star dietro alla parte storica perchè degli anni di piombo so poco, soprattutto di cosa successe a Torino, so giusto qualcosa che successe qui a Bologna. Lo scrittore mi ha dato l'impressione di dare per scontato che chi legge sa di cosa stiamo parlando, e per me non è stato così. Anzi, in realtà all'inizio avevo pensato che si trattasse di un romanzo puramente ambientato in quegli anni (cioè che tutti i personaggi fossero inventati, magari ispirati a qualcuno vissuto davvero ma inventati), finchè ad un certo punto ho avuto una specie di "illuminazione" e mi sono chiesta "ma questi personaggi sono esistiti davvero??" e ho scoperto che alcuni, sì, erano esistiti, quindi si trattava di una vicenda romanzata (la vita di Rubessi, Susan e Aldo) ma collocata in un contesto storico reale. Va beh, forse stupidità mia.
In ogni caso, ho avuto l'impressione che l'autore abbia provato a creare un mega thriller ma non è riuscito affatto in questo intento. Ammetto che la scrittura è scorrevole e intrigante, ma questo aggiungere sempre elementi nuovi, ad un certo punto mi ha stancato. Mi sembra abbia voluto mettere troppe cose in una storia che di per sè era già abbastanza corposa. Parte con gli attentati terroristici, poi passa a parlare di questo Grubesich, poi l'esodo degli italiani dall'Istria, i manicomi, di nuovo il terrorismo. E' veramente tanto tutto insieme. Dal momento che il professor Rubessi è inventato, poteva anche mettergli addosso un po' meno cose. Ho fatto fatica a stare dietro a tutto. Veramente raccapricciante la storia dei manicomi. E il finale mi ha lasciato un po' perplessa perchè pare un po' troppo "semplice" per tutto il caso che ha montato.
Mi piace il richiamo che fa all'acqua, l'acqua che lo protegge e lo isola dal resto del mondo; è solo nell'acqua che riesce a parlare del suo passato.
Forse la chiave di lettura era concentrarsi sulla storia di Rubessi, cioè sulla parte romanzata, sulla sofferenza dell'uomo; invece mi sono sicuramente fatta distrarre dalla componente di realtà storica che non ho capito fino in fondo.
Ha molti spunti interessanti. Al gruppo di lettura è piaciuto molto. A me un po' meno.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

domenica 28 ottobre 2018

La notte dei desideri ovvero il satanarchibugiardinfernalcolico Grog di Magog - Michael Ende


Titolo originale tedesco: Der satanarchäolügenialkohöllische Wunschpunsch (1989)
Titolo in inglese: The night of wishes


(ATTENZIONE: contiene spoiler sul finale)
E' la sera di capodanno. Il mago Belzebù Malospirito riceve la visita di Maledictus Verme, inviato da "laggiù" per ricordare al mago che ha tempo fino a mezzanotte per mettersi in pari con i malefici previsti dal suo contratto altrimenti verrà pignorato.
Poco dopo si presenta anche la zia Tirannia Vampira, che è nelle stesse situazioni del mago, e gli rinfaccia il fatto che è grazie a lei che ha potuto studiare ma che è anche colpa sua se lei è rimasta indietro coi malefici e rischia a sua volta di essere pignorata.
Poco tempo prima, il Consiglio degli animali si era accorto che stavano succedendo delle cose troppo cattive nel mondo, e aveva mandato ovunque delle spie. Così, a casa di Tirannia, era arrivato il corvo spelacchiato Jacopo Gracchi, mentre a casa di Malospirito c'è il gatto tontolone Maurizio che si fa chiamare Maurice de Sainte-Maure. In realtà, i maghi sanno che loro sono spie ma fanno finta di niente, facendo molta attenzione a non farsi scoprire.
Mago e strega pensano a cosa fare per salvarsi e scoprono di avere ognuno la metà di una vecchia pergamena su cui è scritta la ricetta di una pozione che si chiama "satanarchibugiardinfernalcolico Grog di Magog", che ha la straordinaria funzione di esaudire, per ogni sorso, l'esatto contrario di un desiderio. Questo potere però scade con il primo rintocco delle campane dell'anno nuovo, facendo in modo che ogni desiderio non si trasformi più nel proprio contrario, ma si avveri alla lettera. 
Mentre i due maghi sono impegnati a preparare la pozione, il gatto e il corvo scappano in città per trovare il modo di fermarli, e arrivano fino alla chiesa, convinti di poter suonare prima del tempo le campane di mezzanotte. Ma qui incontrano San Silvestro, che generalmente è una statua di pietra, che invece ha preso vita e dice loro che non può permettergli di suonare prima del tempo. Quando loro però gli spiegano la situazione, San Silvestro decide di aiutarli, regalando loro la prima nota del concerto di mezzanotte, intrappolata in pezzetto di ghiaccio. Secondo San Silvestro, anche se la nota suonerà a mezzanotte, in realtà avrà il suo effetto prima. Maurizio e Jacopo tornano a casa e riescono a farla cadere nel Grog, senza farsi vedere dal mago e dalla strega.
Belzebù e Tirannia bevono la pozione, esprimendo desideri per la pace e la salvezza della Terra (per far finta di fare bella figura davanti ai due animali) senza sapere che i loro desideri si realizzano parola per parola. Ad un certo punto, annoiandosi perchè non vedono i risultati dei loro desideri, decidono di prendere di mira il gatto e il corvo, augurando loro salute, bellezza e forza illimitata, naturalmente pensando che si sarebbe avverato il contrario dei loro desideri. Ma quando il gatto e il corvo diventano pieni di forza e bellissimi, mago e strega, pur essendo ubriachi fradici (perchè il grog è molto alcoolico) cominciano a litigare accusandosi l'un l'altro di aver sbagliato qualcosa.
Gli animali scappano, mentre i due maghi cominciano a tirarsi benedizioni a vicenda e si ritrovano entrambi giovani e belli. Entrambi si sentono così buoni che non riescono a vendicarsi a vicenda, ma sfruttano l'ultimo sorso del Grog per desiderare di tornare come erano prima. Entrambi ridiventano brutti fuori e dentro, mentre le campane di capodanno cominciano a suonare.
Alla fine tutto è bene ciò che finisce bene.

Avevo letto questo libro anni fa, anzi sul suo tema ci avevo anche organizzato un campo invernale degli scout. Così ho pensato di rileggerlo per completare una sfida.
Lettura molto piacevole, decisamente per bambini. 
Un corvo spelacchiato con i reumatismi e un gatto grasso e tontolone sono i protagonisti di questa storia. Due antieroi, rivali per natura anche, ma che si mettono insieme, con tutte le difficoltà del caso per salvare il mondo.
Il perno del romanzo sono i propositi per il buon anno, i desideri che le cose migliorino. Corvo e gatto sono mandati per salvare la natura, martoriata dalle cattiverie dei maghi. Ma loro stessi desiderano che la loro vita sia migliore: Jacopo vuole tornare al suo nido mentre Maurizio vuole fare il cantante. Credere in se stessi e perseverare per raggiungere l'obiettivo che ci siamo proposti. Non arrendersi anche quando la meta sembra impossibile da raggiungere. 
Piacevole, scorrevole. Con una trama semplice ma non vuota.
Mio voto: 8 / 10 

mercoledì 24 ottobre 2018

Zo'- Antonio Ferrara


Titolo originale: Zo' (2016)

Lucio è un tipo strano. Secco e lungo e attratto da tutto ciò che riguarda la morte: a scuola è conosciuto come Zo', abbreviativo di zombie. Ha un solo amico, Nano, e un rapporto difficile con la famiglia e i bulli. Ha anche una barca nella quale si rifugia ogni tanto, ma la sua vera passione è la recitazione. È così bravo che quando incontra Anna, una donna in procinto di gettarsi da un ponte, finge un attacco epilettico e le salva la vita perché la costringe a intervenire per aiutarlo. Diviene così amico di Anna e Marco, una coppia colta e benestante che ha da poco perso il figlio. Lucio è così affascinato da loro che fantastica di averli come genitori. Tutto cambia quando Marco si suicida. Lucio inizia a guardare il mondo in maniera differente: comprende quanto coraggio ci vuole per affrontare la vita giorno dopo giorno e che la sua famiglia, forse non perfetta, è comunque una famiglia che lo ama. Decide soprattutto di prendere in mano le redini del suo futuro e partecipa a un provino per un borsa di studio che gli permetterà di frequentare una prestigiosa scuola di teatro. (www.ibs.it)

Ho scoperto questo libro perchè me ne serviva uno il cui titolo cominciasse col la lettera z, e girando in biblioteca mi è capitato sott'occhio questo. Appoggiato ad uno scaffale, talmente pieno di polvere che chissà da quanti anni non veniva aperto... E tutto sommato è stata una lettura interessante.
E' un libro per ragazzi, adolescenti. Il linguaggio è molto semplice, abbastanza giovanile. E' Lucio stesso che parla in prima persona. 
La narrazione è articolata su brevissimi capitoli, due o tre pagine al massimo. Questo lo rende sicuramente scorrevole per un ragazzino che lo voglia leggere.
La storia in realtà non è così superficiale come sembra, pur rimanendo leggera da leggere.
Lucio è un ragazzo che ha problemi di socializzazione, ha questo particolare amore per la morte che lo rende "strano" agli occhi degli altri, e il libro di Huckleberry Finn come talismano. Ha un padre manesco e una madre rigida e fredda che sa solo dirgli cosa deve o non deve fare. E' innamorato di una ragazza che gli preferisce un altro e non gliene importa nulla della scuola.


"Mi sentivo come Gesù col cuore circondato di spine che ti pungono. 
E una spina era mia madre, e un'altra era Anna, 
un'altra quella di chimica, e un'altra Capannella. 
E quella che faceva più male era Viola"


L'incontro con Anna, in un certo senso, lo aiuta a credere in se stesso e affrontare la vita, nonostante non sia facile. Perchè Anna, che cercava di suicidarsi dopo aver perso un figlio molto somigliante a Lucio, in realtà si dimostra molto forte e allo stesso tempo disponibile ad ascoltarlo e ad incoraggiarlo. Un cambiamento che si manifesta anche nel padre, quando si ribella alla moglie e sostiene Lucio che vuole fare i provini per entrare nella scuola di recitazione. Quando recita, Lucio sa chi è e cosa vuole fare nella sua vita.


"Non avevo paura dei problemi, no,
e pensai che bisognava a tutti i costi
avere il fegato di essere felici"

Lettura interessante, consigliata ai giovani.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

mercoledì 17 ottobre 2018

Grandi speranze - Charles Dickens


Titolo originale: Great expectations (1860)

Philip Pirrip, detto Pip, è un orfano cresciuto dalla sorella "con le sue mani". Una sorella piuttosto aggressiva e manesca sposata con un fabbro, Joe Gargery, analfabeta ma di una bontà incredibile.
La storia si apre con un evento cruciale della vicenda: la vigilia di Natale del 1812, il giovane Pip, mentre visita le tombe dei genitori nel locale cimitero, incontra un evaso di nome Magwitch che gli impone di portargli del cibo e una lima per segare le catene che lo avvincono. Il bambino, terrorizzato dal delinquente, ruba del cibo dalla dispensa di casa nonostante il timore che la sorella lo possa scoprire e punire severamente. La fuga dell'evaso, però, dura poco: il giorno seguente i soldati lo riacciuffano mentre è impegnato in una zuffa con un altro evaso; entrambi vengono rinchiusi nuovamente in galera.
In seguito Pip comincia a frequentare la casa dell'eccentrica Miss Havisham, una vecchia che, dopo esser stata abbandonata dal fidanzato alla vigilia delle nozze, vive reclusa in casa ("Satis House") perennemente abbigliata in abito da sposa. Qui Pip conosce Estella, orfana, adottata da Miss Havisham ed educata per punire tutto il genere umano maschile; Estella è arrogante ed altezzosa, e mostra di disprezzare Pip a causa delle sue umili origini e della sua grossolana educazione. Pip viene pagato per accompagnare l'anziana donna in giro per la casa, o per farsi guardare mentre gioca con Estella, mentre la donna punzecchia Pip su quanto sia bella la sua figliola.
Un giorno, mentre si trova da sola in casa, Mrs. Gargery viene aggredita da un misterioso individuo rimanendo per sempre invalida e muta. Pip, che nel frattempo è diventato apprendista nella bottega di Joe, riceve la visita di un avvocato di nome Jaggers che lo informa di aver ricevuto una grossa somma di denaro da un misterioso benefattore che desidera però restare anonimo. Pip crede che il benefattore sia Miss Havisham. Con queste nuove possibilità economiche per Pip si aprono delle grandi speranze: egli quindi si trasferisce a Londra per "diventare un gentiluomo". Nonostante questo, però, Pip non riesce ad ambientarsi del tutto nella vita della capitale, complice anche la delusione d'amore per Estella (che si sposerà con un violento personaggio, Bentley Drummle).
Anni dopo Pip, oramai adulto, scopre che il suo benefattore è Magwitch; egli era stato deportato in Australia e lì aveva fatto fortuna, ma aveva messo tutto da parte per il bambino che anni prima l'aveva aiutato. Magwitch, rischiando la vita, va a trovarlo a Londra. Dopo un primo moto di ribrezzo nei confronti dell'uomo, Pip capisce che egli è il padre di Estella e lo fa nascondere.
Durante la sua permanenza a Londra, Pip stringe una forte amicizia con Herbert  Pocket ed entra in contatto diretto con l'avvocato Jaggers e il suo segretaio Wemmick.
Dopo esser stato a trovarla un'ultima volta, Miss Havisham dà accidentalmente fuoco al suo abito da sposa finendo con l'incendiare l'intera abitazione; Pip riesce a salvarla, ma si ustiona gravemente entrambe le braccia.
Poco dopo, mentre stanno per riportare Magwitch (rinominato zio Provis) fuori dall'Inghilterra, Pip riceve un messaggio in cui è invitato a recarsi al suo paesino d'origine per discutere di fatti importanti; Pip purtroppo si fida del biglietto e si trova in una trappola architettata dall'aiuto fabbro di Joe, Orlick, un personaggio violento e malvagio che lo rinchiude in una baracca e cerca di ucciderlo (è lo stesso che ha aggredito la sorella anni prima); Pip si salva solo grazie ad un provvidenziale intervento del caro amico Herbert.
Pip ed Herbert, con l'aiuto anche di Startop, mettono in atto il loro piano per far fuggire Magwitch in barca ma vengono scoperti e durante la fuga Magwitch uccide il vecchio compare Compeyson, un accanito truffatore (e mancato sposo di Miss Havisham). Magwitch è rapidamente processato e condannato all'impiccagione ma muore prima dell'esecuzione.
A causa di tutti i debiti contratti per la vita dissoluta che ha condotto, Pip non è più in grado di mantenersi. Cade in malattia e Joe lo va ad assistere amorevolmente, coprendo anche i suoi debiti. Quando si ristabilisce, Pip decide di tornare nella cittadina natale, e ci arriva esattamente il giorno in cui Joe si sposa con la sua ex insegnante Biddy. Non volendo rimanere coi due sposini, Pip decide di andare all'estero a lavorare nella ditta dell'amico Herbert (che ha aperto grazie a soldi che Pip gli ha fatto avere anni prima di nascosto), dove comincia a guadagnarsi la vita come impiegato.
Undici anni dopo Pip torna davanti alle rovine di Satis House e qui incontra nuovamente Estella, piegata dal matrimonio con il violento Drummle, il quale ha continuato a maltrattarla finché non è morto cadendo da cavallo.
Estella e Pip, prendendosi per mano, decidono di rimanere amici.

Ho letto su wikipedia che i finali pensati da Dickens erano due; quello che ho trovato io non è il finale originale ma quello revisionato. Ammetto che ho dovuto rileggerlo un paio di volte per capire se Pip ed Estella si mettono insieme o meno...
In questo romanzo, del genere "di formazione", Dickens racconta la crescita e la maturazione di questo ragazzo, inserendola in un'ambientazione drammatica dove però non mancano un tocco di umorismo e di suspance. La storia è raccontata da Pip in prima persona.
I personaggi descritti, anche quelli minori, sono ben caratterizzati ed approfonditi. Alcuni sono proprio bizzarri, come Miss Havisham e Wemmick.
Il romanzo è stato pubblicato a puntate e, purtroppo, letto tutto insieme è decisamente lungo, con alcune descrizioni paesaggistiche fin troppo prolisse. Ha alcune parti un po' lente, poi si vivacizza col colpo di scena in cui si scopre il collegamento tra Miss Havisham, Magwitch, Estella e la cameriera di Jaggers. Sinceramente, non lo avevo ipotizzato. Avevo invece indovinato che Joe si sarebbe risposato con Biddy.
Ho apprezzato molto l'amicizia tra Pip ed Herbert. Si sono incontrati per caso a Satis House, dove Herbert ha costretto Pip a prenderlo a botte, e poi trovandosi insieme a Londra sono diventati fraternamente amici. Pip compie un bellissimo gesto verso di lui, facendogli recapitare dei soldi come benefattore anonimo per far sì che lui possa aprire la sua attività. E Pip, anni dopo, si renderà conto che forse il vero inetto non è mai stato Herbert bensì lui stesso, che nella vita, nonostante le grandi speranze, non ha combinato nulla. 
Quest’opera è basata sul tema della precarietà umana, su come i progetti e le speranze personali a volte si infrangano contro la realtà; ma esiste un appiglio, e si tratta dell’amicizia che sopravvive anche alle tragedie, alle differenze di classe, alla disparità economica, alla lontananza e così via. Un romanzo che ricorda come a volte non tutti i sogni diventino realtà, nonostante ci possano essere le possibilità. 
Mio voto: 8

Anna Burns con Milkman vince il Man booker prize



17 ottobre 2018.
Milkman di Anna Burns, si è a aggiudicato ieri notte il Man booker prize.
Ambientato nell'Irlanda del Nord, il romanzo (in corso di traduzione in Italia da parte di Keller Editore), parla con la voce di una diciottenne degli anni settanta che ha, suo malgrado, una relazione con un uomo sposato, molto più grande di lei, legato a gruppi paramilitari.

 “Nessuno di noi aveva mai letto qualcosa del genere prima” ha scritto il presidente della giuria Kwame Anthony Appiah a proposito di questo libro che a colpi di umorismo nero esplora come l'oppressione sessuale e politica a volte coincidano. È una storia di brutalità, violazione, e resistenza trattata con un humor mordace” ha aggiunto Appiah.

I sei candidati, annunciati lo scorso settembre erano:
- Milkman di Anna Burns, 
- Washington Black di Esi Edugyan, 
- Everything Under di Daisy Johnson, 
- The Mars Room di Rachel Kushner, 
- The Overstory di Richard Powers, 
- The Long Take di Robin Robertson.

martedì 16 ottobre 2018

Addio ad Arto Paasilinna


E' morto a 76 anni lo scrittore finlandese Arto Paasilinna, conosciuto e amato in tutto il mondo per il suo romanzo "L'anno della lepre" che in Italia ha venduto finora oltre 120.000 copie e con cui nel 1994 ha vinto il Premio Acerbi.
Malato da tempo, Paasilinna è morto il 15 ottobre in una casa di riposo a Espoo, la seconda maggiore città della Finlandia, nel sud del paese. L'annuncio della scomparsa è stato dato dal suo editore di Helsinki.
Tra le sue opere più importanti, uscite in Italia per Iperborea, che dal 1994 a oggi ha pubblicato 17 titoli, anche "Piccoli suicidi tra amici" e "Il migliore amico dell'orso". 
Definito da critici e lettori l'inventore del genere "umoristico-ecologico", vista la sua vicinanza ai temi ambientali e naturalistici, Paasilinna ha ironizzato con sottile umorismo su qualunque tema, anche e soprattutto su quelli più complessi e drammatici. 
Le sue storie tragicomiche sulla vita nel Grande Nord, insieme alla sua acuta visione della società finlandese, allo stesso tempo amara e divertente, sono diventate un cult per diverse generazioni di lettori. (www.ansa.it e www.repubblica.it)


Sono molto dispiaciuta di questa notizia.
Ho letto "L'anno della lepre", mi è piaciuto tantissimo. Ho in "lista" da leggere almeno un altro paio di libri di Paasilinna... Mi era piaciuto lo stile, la natura, il senso di libertà che leggevo tra le sue parole. RIP.

domenica 7 ottobre 2018

Momo - Michael Ende


Titolo originale: Momo (1973)

Momo è una bambina arruffata e analfabeta, sparita da chissà quale orfanotrofio, che vive nell'anfiteatro ai margini di una città senza nome, accudita dagli abitanti del quartiere.
Momo si fa voler bene da tutti perchè vicino a lei tutti trovano risposte. Momo non dà consigli, ascolta solo, ma sa ascoltare con una tale intensità che chi parla trova da solo la risposta al proprio dubbio. Vicino a Momo, anche i bambini inventano giochi fantasiosi e si divertono tantissimo.
Momo, in particolare, fa amicizia con Beppo Spazzino e Gigi il cantastorie.
Un giorno però, nella città di Momo, appaiono i Signori Grigi, entità fumose che rubano il tempo agli uomini, rendendo il ritmo della vita frenetico. In realtà, più tempo le persone risparmiano, evitando qualsiasi attività non lavorativa, meno ne hanno; il tempo che risparmiano viene loro effettivamente rubato e consumato dagli Uomini Grigi, sotto forma di sigarette fatte con i petali essiccati delle Orefiori che rappresentano il tempo.
Momo riesce a scoprire questo segreto, e i Signori Grigi, che hanno paura di morire, riescono a farle il vuoto intorno, nella speranza che la bambina smetta di mettere loro i bastoni tra le ruote. Ma Momo non si farà scoraggiare e, accompagnata dalla tartaruga Cassiopea, adempirà alla missione che le viene data da Mastro Hora per distruggere i Signori Grigi e restituire il tempo rubato alle persone. 

Per la sfida di leggere libri pubblicati nel proprio anno di nascita, ho scelto questo, di cui avevo ampiamente sentito parlare. E' una bella favola, con un importante concetto di fondo: il mondo occidentale è frenetico, siamo talmente presi dal progresso produttivo che perdiamo completamente di vista la gioia delle piccole cose. Completamente assorbiti dal lavoro, non riusciamo più a giocare coi bambini o goderci una mostra d'arte perchè ritenute perdite di tempo. La critica che fece Ende alla società fu molto feroce in questo senso, ma direi che le cose non sono sicuramente cambiate, anzi. 
Bellissima la tartaruga Cassiopea, che prevede il tempo con mezzora in anticipo e quando deve dire qualcosa le viene scritto sulla corazza. 
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 3 ottobre 2018

Via al taglio dell'iva sugli ebook

02 ottobre 2018
Ebook, scatta il taglio dell’Iva e la parità di trattamento con il tradizionale prodotto su carta.
Addio aliquota al 15%, dunque. Potrà essere portata al 5% e in alcuni casi anche a zero. L’Europa alla fine trova l’intesa su una questione che si trascina da più di tre anni e mezzo, quando l’Italia da sola ha iniziato a chiedere il cambio delle regole Ue, e che era rimasta ferma in Consiglio da maggio, quando l’intesa era stata trovata ma oggetto di veti di Paesi dell’Est.

I ministri economici dei Ventotto riuniti a Lussemburgo hanno finalmente potuto dare il via libera alla riforma del regime fiscale per i libri in formato elettronico. Finora la regola voleva un’aliquota minima del 15% per gli ebook e una del 5% per i libri di carta. Adesso chi vorrà potrà equiparare i prodotti e imporre una stessa base imponibile di imposta. Addirittura tariffe ridotte sugli e-book (meno del 5% di Iva) o tariffe a tasso zero potranno essere praticata da quegli Stati membri che attualmente già prevedono analogo regime per le pubblicazioni fisiche. Le nuove regole si immediatamente in via provvisoria, in attesa della riforma del sistema Iva a livello Ue, su cui la Commissione europea sta lavorando.

Il risultato sancito dall’Ecofin chiude un percorso voluto dall’Italia e dal ministro per i Beni e le attività culturali che tanto aveva insistito su questo. Dario Franceschini ha forzato la mano, imponendo in Italia un’aliquota del 4% sui libri elettronici dall’1 gennaio 2015 in forza del principio per cui «un libro è sempre un libro», a prescindere che sia rilegato o in pdf, sfogliabile a mano o su Kindle. In questo ha sfidato l’Europa, rischiando procedure d’infrazione aver rotto le righe. Invece il risultato è aver costretto i partner europei ad affrontare la questione, e convincerli a adeguare la legislazione comunitaria ai tempi e alle nuove tecnologie.

L’accordo sull’equiparazione delle aliquote Iva per libri cartacei ed elettronici era stato raggiunto in sede Ecofin già a maggio, ma prima Repubblica Ceca e poi Romania ne hanno impedito il via libera. I due Paesi hanno apposto il veto per l’incapacità di trovare un accordo sul regime di inversione contabile, il meccanismo per cui l’obbligo dell’imposizione fiscale viene traslato dal venditore all’acquirente. Nell’impossibilità di trovare un accordo su questo dossier, gli Stati membri hanno tenuto in ostaggio il consiglio dei ministri economici bloccando il via libera all’accordo sugli ebook. Oggi le resistenze vengono meno, e il libro elettronico è un libro come gli altri, a tutti gli effetti.

Esultano gli editori
«La riduzione dell’aliquota Iva sulla stampa digitale promuoverà l’accesso dei cittadini europei alla stampa di contenuti su tutte le piattaforme, che svolgono un ruolo così cruciale nella democrazia europea», commenta Carlo Perrone, presidente dell’Associazione europea degli editori (Enpa), organizzazione internazionale che rappresenta gli editori di giornali e new media su tutte le piattaforme. A suo giudizio la possibilità di ridurre l’aliquota Iva sulle pubblicazioni elettroniche per gli Stati membri che lo vorranno, «incoraggerà gli editori a continuare gli alti investimenti in contenuti di qualità che consentono ai cittadini di costruire un’opinione informata quando riferiscono su argomenti cruciali per la società e favoriscono il dibattito democratico».
Soddisfatto anche il presidente dell’Associazione degli editori di riviste europee (Emma), Associazione europea dei media di riviste, Xavier Bouckaert. Con la decisione maturata in sede Ecofin «l’Ue ha inviato un messaggio forte, rimuovendo un grosso ostacolo all’ulteriore sviluppo del mercato della stampa digitale in Europa».
Di «decisione lungimirante» parla infine Rudy Vanschoonbeek, presidente della Federazione degli editori europei (Fep), che con «immenso piacere» saluta «la fine della ingiustificata discriminazione fiscale tra pubblicazioni in diversi formati».
(da www.lastampa.it)

sabato 29 settembre 2018

Haunted Is Always in Fashion - Rose Pressey


Titolo originale: Haunted is always in fashion (2016)
Serie: A haunted vintage mystery #4 

Cookie Chanel gestisce il negozio di abbigliamento vintage "Y’All" in Sugar Creek, Georgia.
Un giorno accetta di incontrare la scrittrice Juliana McDaniel, che ha bisogno della sua esperienza in materia. Ma sulla strada per arrivare al luogo dell'incontro, Juliana muore, colpita da un colpo di pistola. Cookie si sente in dovere di darle una mano a trovare il suo assassino, scavando tra relazioni familiari e cercando di capire perchè troppe persone sono interessate ad un bizzarro cappello...

Avevo comprato questo libro qualche mese fa. L'ho letto in lingua originale e infatti ci ho messo decisamente tanto perchè avevo bisogno di restare un po' concentrata. La storia è carina. Dopo la sua morte, Juliana chiede aiuto a Cookie la quale ha già al suo fianco un altro fantasma dalla battuta pronta, Charlotte, e ha pure un gatto che sembra scomparire e riapparire dove non dovrebbe.
La narrazione è divisa in capitoletti, all'inizio di ognuno dei quali ci sono, alternati, i suggerimenti sull'abbigliamento vintage di Cookie e i suggerimenti per essere alla moda nell'aldilà di Charlotte. Io non sono così appassionata di moda, ma i personaggi sono veramente ben descritti.
Charlotte è una fantasma un po' rompiscatole, brontolona, ironica, e mi è piaciuta molto. A suo modo è anche molto comprensiva con Juliana che invece sta imparando ad essere un fantasma. Poi c'è la gatta, Wind Song, sensitiva, che parla attraverso la tavola Ouija e che nasconde anche lei un segreto. E due aitanti uomini, il poliziotto Dylan e l'avvocato Ken, entrambi che cercano di conquistare Cookie, intenta a fare l'investigatrice anzichè starsene buona nel suo negozio, rischiando di lasciarci davvero la pelle. 
Trama interessante, scorrevole. Una lettura piacevole. 
Mio voto: 8 / 10

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A haunted vintage mystery serie:
  1. If You've Got It, Haunt It (2014)
  2. All Dressed Up and No Place to Haunt (2015)
  3. Haunt Couture and Ghosts Galore (2015)
  4. Haunted Is Always in Fashion (2016)