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lunedì 19 novembre 2018

Il gatto che vedeva rosso - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The Cat Who Saw Red (1986) 

«A Jim Quilleran, giornalista del Daily Fluxion, viene affidata una rubrica gastronomica, e nonostante sia a dieta, dovrà visitare i migliori ristoranti. Il primo di questi locali è il Maus Haus, di proprietà di un bizzarro mecenate, che ospita artisti geniali e misconosciuti. Ma c'è qualcosa di strano a Maus Haus. E non si tratta soltanto di un misterioso e non risolto suicidio avvenuto in passato, perché qualcosa di sinistro grava anche sul presente. Qwilleran si reca dunque sul posto e subito cominciano ad accadere strani eventi. Prima un grido nella notte, poi la scomparsa di un giovane cameriere. Ma solo quando scompare anche la sua vecchia fiamma, Qwuilleran decide che non può più stare con le mani in mano. Assieme a Koko,il magnifico siamese dotato di uno straordinario talento, e Yum Yum, la bella gattina adorata dai due, arriverà a svelare tutti i misteri. Un delicato mystery, spiritoso, brillante che piace proprio per questa sua sbarazzina impertinenza, con personaggi originali e deliziosamente improbabili.». (Dalla quarta di copertina)

Jim Qwilleran ritrova una sua vecchia fiamma, anzi, la sua prima fidanzata che non ha mai dimenticato. Purtroppo lei è sposata con un ceramista piuttosto rozzo, ma Qwill decide comunque di cambiare casa e trasferirsi dove abita lei, a Maus Haus, questa specie di "convitto" gestito da Robert Maus, avvocato appassionato di cucina. E in questa casa trovano quindi alloggio diversi personaggi, tutti artisti o giù di lì.
Questo romanzo della Braun è stato pubblicato 18 anni dopo i primi tre della serie de "il gatto che...". Gli editori della Braun le avevano chiesto di aggiungere sesso e violenza ai suoi libri e lei non aveva accettato. In effetti, questo libro è sicuramente il più "truce", ammesso che si possa utilizzare questo aggettivo coi romanzi della Braun; in tutti gli altri, l'autrice non si sofferma mai su quanto sia cruento l'omicidio, lasciando in primo piano, in effetti, l'abilità di Koko e la stravaganza di Qwilleran. Anche se li sto rileggendo tutti per poterli raccontare sul mio blog, questo quarto libro è quello che anche alla prima lettura non mi era piaciuto troppo e mi aveva lasciato perplessa perchè era proprio fuori dal suo stile.
In questo romanzo, tanti personaggi che fanno "caos" ma che non aiutano molto la vicenda. La stessa fiamma di Qwill non è che abbia attirato troppo la mia simpatia. I siamesi invece li adoro.
Carino.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

domenica 28 ottobre 2018

La notte dei desideri ovvero il satanarchibugiardinfernalcolico Grog di Magog - Michael Ende


Titolo originale tedesco: Der satanarchäolügenialkohöllische Wunschpunsch (1989)
Titolo in inglese: The night of wishes


(ATTENZIONE: contiene spoiler sul finale)
E' la sera di capodanno. Il mago Belzebù Malospirito riceve la visita di Maledictus Verme, inviato da "laggiù" per ricordare al mago che ha tempo fino a mezzanotte per mettersi in pari con i malefici previsti dal suo contratto altrimenti verrà pignorato.
Poco dopo si presenta anche la zia Tirannia Vampira, che è nelle stesse situazioni del mago, e gli rinfaccia il fatto che è grazie a lei che ha potuto studiare ma che è anche colpa sua se lei è rimasta indietro coi malefici e rischia a sua volta di essere pignorata.
Poco tempo prima, il Consiglio degli animali si era accorto che stavano succedendo delle cose troppo cattive nel mondo, e aveva mandato ovunque delle spie. Così, a casa di Tirannia, era arrivato il corvo spelacchiato Jacopo Gracchi, mentre a casa di Malospirito c'è il gatto tontolone Maurizio che si fa chiamare Maurice de Sainte-Maure. In realtà, i maghi sanno che loro sono spie ma fanno finta di niente, facendo molta attenzione a non farsi scoprire.
Mago e strega pensano a cosa fare per salvarsi e scoprono di avere ognuno la metà di una vecchia pergamena su cui è scritta la ricetta di una pozione che si chiama "satanarchibugiardinfernalcolico Grog di Magog", che ha la straordinaria funzione di esaudire, per ogni sorso, l'esatto contrario di un desiderio. Questo potere però scade con il primo rintocco delle campane dell'anno nuovo, facendo in modo che ogni desiderio non si trasformi più nel proprio contrario, ma si avveri alla lettera. 
Mentre i due maghi sono impegnati a preparare la pozione, il gatto e il corvo scappano in città per trovare il modo di fermarli, e arrivano fino alla chiesa, convinti di poter suonare prima del tempo le campane di mezzanotte. Ma qui incontrano San Silvestro, che generalmente è una statua di pietra, che invece ha preso vita e dice loro che non può permettergli di suonare prima del tempo. Quando loro però gli spiegano la situazione, San Silvestro decide di aiutarli, regalando loro la prima nota del concerto di mezzanotte, intrappolata in pezzetto di ghiaccio. Secondo San Silvestro, anche se la nota suonerà a mezzanotte, in realtà avrà il suo effetto prima. Maurizio e Jacopo tornano a casa e riescono a farla cadere nel Grog, senza farsi vedere dal mago e dalla strega.
Belzebù e Tirannia bevono la pozione, esprimendo desideri per la pace e la salvezza della Terra (per far finta di fare bella figura davanti ai due animali) senza sapere che i loro desideri si realizzano parola per parola. Ad un certo punto, annoiandosi perchè non vedono i risultati dei loro desideri, decidono di prendere di mira il gatto e il corvo, augurando loro salute, bellezza e forza illimitata, naturalmente pensando che si sarebbe avverato il contrario dei loro desideri. Ma quando il gatto e il corvo diventano pieni di forza e bellissimi, mago e strega, pur essendo ubriachi fradici (perchè il grog è molto alcoolico) cominciano a litigare accusandosi l'un l'altro di aver sbagliato qualcosa.
Gli animali scappano, mentre i due maghi cominciano a tirarsi benedizioni a vicenda e si ritrovano entrambi giovani e belli. Entrambi si sentono così buoni che non riescono a vendicarsi a vicenda, ma sfruttano l'ultimo sorso del Grog per desiderare di tornare come erano prima. Entrambi ridiventano brutti fuori e dentro, mentre le campane di capodanno cominciano a suonare.
Alla fine tutto è bene ciò che finisce bene.

Avevo letto questo libro anni fa, anzi sul suo tema ci avevo anche organizzato un campo invernale degli scout. Così ho pensato di rileggerlo per completare una sfida.
Lettura molto piacevole, decisamente per bambini. 
Un corvo spelacchiato con i reumatismi e un gatto grasso e tontolone sono i protagonisti di questa storia. Due antieroi, rivali per natura anche, ma che si mettono insieme, con tutte le difficoltà del caso per salvare il mondo.
Il perno del romanzo sono i propositi per il buon anno, i desideri che le cose migliorino. Corvo e gatto sono mandati per salvare la natura, martoriata dalle cattiverie dei maghi. Ma loro stessi desiderano che la loro vita sia migliore: Jacopo vuole tornare al suo nido mentre Maurizio vuole fare il cantante. Credere in se stessi e perseverare per raggiungere l'obiettivo che ci siamo proposti. Non arrendersi anche quando la meta sembra impossibile da raggiungere. 
Piacevole, scorrevole. Con una trama semplice ma non vuota.
Mio voto: 8 / 10 

domenica 7 ottobre 2018

Momo - Michael Ende


Titolo originale: Momo (1973)

Momo è una bambina arruffata e analfabeta, sparita da chissà quale orfanotrofio, che vive nell'anfiteatro ai margini di una città senza nome, accudita dagli abitanti del quartiere.
Momo si fa voler bene da tutti perchè vicino a lei tutti trovano risposte. Momo non dà consigli, ascolta solo, ma sa ascoltare con una tale intensità che chi parla trova da solo la risposta al proprio dubbio. Vicino a Momo, anche i bambini inventano giochi fantasiosi e si divertono tantissimo.
Momo, in particolare, fa amicizia con Beppo Spazzino e Gigi il cantastorie.
Un giorno però, nella città di Momo, appaiono i Signori Grigi, entità fumose che rubano il tempo agli uomini, rendendo il ritmo della vita frenetico. In realtà, più tempo le persone risparmiano, evitando qualsiasi attività non lavorativa, meno ne hanno; il tempo che risparmiano viene loro effettivamente rubato e consumato dagli Uomini Grigi, sotto forma di sigarette fatte con i petali essiccati delle Orefiori che rappresentano il tempo.
Momo riesce a scoprire questo segreto, e i Signori Grigi, che hanno paura di morire, riescono a farle il vuoto intorno, nella speranza che la bambina smetta di mettere loro i bastoni tra le ruote. Ma Momo non si farà scoraggiare e, accompagnata dalla tartaruga Cassiopea, adempirà alla missione che le viene data da Mastro Hora per distruggere i Signori Grigi e restituire il tempo rubato alle persone. 

Per la sfida di leggere libri pubblicati nel proprio anno di nascita, ho scelto questo, di cui avevo ampiamente sentito parlare. E' una bella favola, con un importante concetto di fondo: il mondo occidentale è frenetico, siamo talmente presi dal progresso produttivo che perdiamo completamente di vista la gioia delle piccole cose. Completamente assorbiti dal lavoro, non riusciamo più a giocare coi bambini o goderci una mostra d'arte perchè ritenute perdite di tempo. La critica che fece Ende alla società fu molto feroce in questo senso, ma direi che le cose non sono sicuramente cambiate, anzi. 
Bellissima la tartaruga Cassiopea, che prevede il tempo con mezzora in anticipo e quando deve dire qualcosa le viene scritto sulla corazza. 
Mio voto: 8 / 10

sabato 29 settembre 2018

Haunted Is Always in Fashion - Rose Pressey


Titolo originale: Haunted is always in fashion (2016)
Serie: A haunted vintage mystery #4 

Cookie Chanel gestisce il negozio di abbigliamento vintage "Y’All" in Sugar Creek, Georgia.
Un giorno accetta di incontrare la scrittrice Juliana McDaniel, che ha bisogno della sua esperienza in materia. Ma sulla strada per arrivare al luogo dell'incontro, Juliana muore, colpita da un colpo di pistola. Cookie si sente in dovere di darle una mano a trovare il suo assassino, scavando tra relazioni familiari e cercando di capire perchè troppe persone sono interessate ad un bizzarro cappello...

Avevo comprato questo libro qualche mese fa. L'ho letto in lingua originale e infatti ci ho messo decisamente tanto perchè avevo bisogno di restare un po' concentrata. La storia è carina. Dopo la sua morte, Juliana chiede aiuto a Cookie la quale ha già al suo fianco un altro fantasma dalla battuta pronta, Charlotte, e ha pure un gatto che sembra scomparire e riapparire dove non dovrebbe.
La narrazione è divisa in capitoletti, all'inizio di ognuno dei quali ci sono, alternati, i suggerimenti sull'abbigliamento vintage di Cookie e i suggerimenti per essere alla moda nell'aldilà di Charlotte. Io non sono così appassionata di moda, ma i personaggi sono veramente ben descritti.
Charlotte è una fantasma un po' rompiscatole, brontolona, ironica, e mi è piaciuta molto. A suo modo è anche molto comprensiva con Juliana che invece sta imparando ad essere un fantasma. Poi c'è la gatta, Wind Song, sensitiva, che parla attraverso la tavola Ouija e che nasconde anche lei un segreto. E due aitanti uomini, il poliziotto Dylan e l'avvocato Ken, entrambi che cercano di conquistare Cookie, intenta a fare l'investigatrice anzichè starsene buona nel suo negozio, rischiando di lasciarci davvero la pelle. 
Trama interessante, scorrevole. Una lettura piacevole. 
Mio voto: 8 / 10

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A haunted vintage mystery serie:
  1. If You've Got It, Haunt It (2014)
  2. All Dressed Up and No Place to Haunt (2015)
  3. Haunt Couture and Ghosts Galore (2015)
  4. Haunted Is Always in Fashion (2016)

domenica 24 giugno 2018

Cronache di piccoli miracoli - Darcie Chan


Titolo originale: The Mill River recluse - 2011

L’istante più bello della sua vita. Così Mary McAllister ricorda la prima volta in cui ha varcato la soglia della grande casa di marmo in cima alla collina di Mill River. Era il giorno del suo matrimonio e, tra le braccia di Patrick, il giovane più ricco e affascinante della città, Mary si era sentita al sicuro, protetta. Ancora non sapeva che l’animo di Patrick era nero come la notte e che quella casa sarebbe diventata la sua prigione… Sono passati sessant’anni dalla morte del marito, eppure Mary non riesce a dimenticarlo e ha ancora paura di lui, del suo carattere violento, dei suoi eccessi. In realtà, Mary ha paura di tutto e di tutti e vive come una reclusa, oggetto di chiacchiere e di congetture da parte degli abitanti di Mill River. L’unico suo contatto con l’esterno è padre Michael O’Brien, arrivato in quella tranquilla cittadina poco prima del matrimonio di Mary e vincolato a lei da una singolare promessa. Col tempo, padre O’Brien è diventato gli occhi e le orecchie di Mary; è l’unico a conoscere la vera storia della donna e, soprattutto, i numerosi segreti che la legano a ciascun abitante di Mill River. Segreti che adesso stanno per essere rivelati…
Diventato un fenomeno editoriale grazie al passaparola, il romanzo d’esordio di Darcie Chan racconta, con delicatezza e infinita umanità, una storia che parla a ognuno di noi. Perché il male può essere grande, ma talvolta, per cancellarlo, basta un piccolo gesto d’affetto… (www.anobii.com)

Libro letto sotto l'ombrellone. Mi intrigava molto la trama, ma a fine lettura sono rimasta un pochino delusa. Di solito, diffido molto da quei libri definiti come "casi editoriali", e in effetti ammetto che è una lettura gradevole ma ha alcune pecche.
L'autrice è stata bravissima a creare un personaggio (Patrick) incredibilmente sgradevole, al punto che quando è morto ho veramente gioito (sì lo so non è bello, ma era un personaggio veramente orribile).
Ciò che è successo a Mary ci viene svelato un po' alla volta. In effetti ha vissuto una terribile esperienza. E nonostante lei sia incredibilmente legata agli abitanti del paese, questo non basta a farla uscire dalla casa di marmo sopra la collina.
C'è una specie di colpo di scena, ma si capisce ben prima che l'autrice ce lo sveli.
La narrazione è su due piani temporali. C'è la vita di Mary da giovane, quando conosce Patrick e si sposa. Poi c'è la vita di Mary sessant'anni dopo, e qui si aggiungono le vite di alcuni abitanti del villaggio: Kyle, il poliziotto vedovo che si è trasferito in questo paesino con la figlioletta; Claudia, la maestra che soffre per il suo peso; Ruth, moglie del capitano della polizia, che gestisce la panetteria-pasticceria del paese.
E poi c'è padre Michael, che appena arrivato al paese ha celebrato il matrimonio di Mary e Patrick, e in quel paese è praticamente rimasto un po' incastrato per una promessa fatta al nonno di Patrick. E' l'unica persona con cui Mary parla ed è lui che racconta a Mary tutto ciò che accade agli abitatni.
La scrittura è scorrevole, si legge bene. Ci sono personaggi terribilmente buoni e personaggi terribilmente cattivi. Sembra un po' una favola, dove c'è una fata buona che aiuta anonimamente le persone in difficoltà.
In effetti, concordo con quanto dice nella presentazione, è un libro che con delicatezza riesce a parlare di problemi molto delicati.
Lettura piacevole, un po' buonista forse, però ci ricorda che fare il bene riempie il cuore.
Come sempre, il titolo in italiano non c'entra molto con quello originale.
Mio voto: 8 / 10

giovedì 14 giugno 2018

Il giardino delle farfalle - Dot Hutchison


Titolo originale: The butterfly garden - 2016

Vicino a una villa isolata c’è un bellissimo giardino dove è possibile trovare fiori lussureggianti, alberi che regalano un’ombra gentile e... una collezione di preziose “farfalle”: giovani donne rapite e tatuate in modo da farle assomigliare a dei veri lepidotteri. A guardia di questo posto da brividi c’è il Giardiniere, un uomo contorto, ossessionato dalla cattura e dalla conservazione dei suoi esemplari unici. Quando il giardino viene scoperto dalla polizia, una delle sopravvissute viene portata via per essere interrogata. Gli agenti dell’FBI Victor Hanoverian e Brandon Eddison hanno il compito di mettere insieme i pezzi di uno dei più complicati rompicapo della loro carriera. La ragazza, che si fa chiamare Maya, è ancora sotto shock e la sua testimonianza è ricca di episodi sconvolgenti al limite del credibile. Torture, ogni forma di crudeltà e privazione sembravano essere all’ordine del giorno in quella serra degli orrori, ma nella deposizione della giovane donna, che ha delle ali di farfalla tatuate sulla schiena, non mancano buchi e reticenze... Più Maya va avanti con il suo terrificante racconto, più Victor e Brandon si chiedono chi o cosa la ragazza stia cercando di nascondere... (www.newtoncompton.com)

Maya ha avuto un'infanzia terribile. Figlia di due genitori divorziati che se la sono dimenticata su una giostra perchè troppo presi dai loro nuovi compagni, ha vissuto per qualche tempo dalla nonna, una appassionata di soap opera che ha riempito di animali imbalsamati la sua casa, sottoposta alle attenzioni pedofile di un vicino di casa, ad un certo punto scappa a New York dove trova lavoro in un ristorante e condivide un appartamento con sette colleghe. Finchè un giorno si risveglia nel "Giardino", una specie di enorme serra sottovetro dove le ragazze vanno dai 16 ai 21 anni e vengono "accudite" da questo Giardiniere, che le tatua, le stupra, le ama in un modo malato tutto suo. E, soprattutto, quando una ragazza arriva a 21 anni, la immola per mantenerne intatta per sempre la sua bellezza.
Il libro parte con Maya che viene interrogata dagli agenti, e a poco a poco, rievoca tutto ciò che è successo. La ragazza non dice (fino all'ultima pagina) qual è il suo vero nome. Maya è il nome che le ha dato il Giardiniere dopo averle tatuato le ali sulla schiena, ma già prima aveva assunto un nome falso per nascondersi a New York.
Il racconto della vita all'interno del Giardino si alterna a momenti in cui Maya parla della propria vita prima di quell'incubo, davanti a poliziotti esterrefatti dall'orrore che ha dovuto sopportare.
Mi è molto piaciuto il personaggio del detective Victor Hanoverian, sposato, con figlie adolescenti, che con molta calma riesce a capire come far parlare Maya senza costringerla.
E' un libro che ho divorato in due giorni. Difficile metterlo giù perchè la storia, per quanto con dettagli piuttosto terribili, è incalzante e si vuole arrivare alla fine. A differenza di altre ragazze, Maya ha trovato un modo per non soccombere alla disperazione, legge libri e aiuta le nuove arrivate ad ambientarsi per superare lo shock, così come ha fatto Lyonette quando è arrivata lei.
Maya racconta le privazioni e le umiliazioni subite senza scomporsi e i due agenti dell’FBI capiscono che la ragazza nasconde qualcosa o sta proteggendo qualcuno.  
Da alcune presentazioni che avevo letto, temevo fosse un horror e ho iniziato la lettura con un po' di ansia. Ma più che sulle scene cruente, l'autrice gioca molto sulla psicologia dei personaggi, svelando a poco a poco ciò che è accaduto e le "motivazioni" che dietro ad esse si nascondono. Lo stesso Giardiniere, che ha decisamente dei problemi mentali, a modo suo (molto suo) ama e cura queste ragazze.
Purtroppo, secondo me fa uno scivolone sul finale, buttando lì una specie di colpo di scena che mi ha spiazzato e mi ha costretto a rileggere le ultime pagine per capire dove gli agenti avevano capito questa cosa, peraltro non trovando indizi a sostegno (SPOILER: come ha fatto Maya a capire chi era la farfalla scappata anni prima?? l'ha letto sul libro delle farfalle?? ma quando??).
Nel complesso, una gradevolissima lettura. Sicuramente leggerò altri libri di questa autrice.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

giovedì 31 maggio 2018

Cuore di cane - Michail Afanas'evic Bulgakov


Titolo originale: Собачье Сердце, Sobač'e Serdce - 1925
Titolo in inglese: Heart of a dog.

Sotto il bisturi di uno scienziato, un cane viene trasformato in uomo. Ma non è la bestia a diventare più nobile, è lo spirito umano ad abbassarsi al livello canino. O forse la verità è un'altra? (dalla quarta di copertina)

« Uuuuhhh!!! Guardatemi sto morendo. La bufera mi ulula il de profundis nel portone e io ululo con lei. È fatta, sono fregato! Un delinquente col berretto sporco, il cuoco della mensa impiegati al Consiglio Centrale dell'Economia Nazionale, mi ha rovesciato addosso dell'acqua bollente e m'ha bruciato il fianco sinistro. Che mascalzone! E sì che è anche un proletario! »

Così inizia il romanzo: un cane randagio muore di freddo e di fame in una viuzza del centro di Mosca, agonizzante perchè un cuoco gli ha versato addosso dell'acqua bollente che gli ha creato piaghe su tutto il fianco. Durante la sua agonia, il randagio (che possiede un proprio punto di vista e sa pure leggere) osserva e giudica cinicamente l'umanità che gli passa attorno: dai cuochi del Consiglio dell'Alimentazione Nazionale agli spazzini del Comune di Mosca, dalla dattilografa di categoria nona al professionista medio borghese.
Poi da un negozio esce un signore che si avvicina al cane, battezzandolo Pallino e lo accoglie nel suo enorme appartamento/laboratorio. La vita di Pallino cambia immediatamente: cure, un tetto, cibo a volontà. E' felice della sua nuova condizione di cane d'appartamento.
L'uomo che ha salvato Pallino è Filìpp Filìppovič Preobraženskij, professore di medicina di fama mondiale, andrologo e ginecologo, impegnato in una ricerca sul ringiovanimento del corpo umano. Il professore, col suo assistente il dottor Bormental, mette in atto un esperimento straordinario: trapiantare i testicoli e l'ipofisi di un uomo morto al cane Pallino.
Dal momento in cui Pallino viene anestetizzato per l'intervento, Bormental nel suo diario analizza l'andamento del soggetto operato: Pallino dopo il trapianto dell'ipofisi inizia a camminare su due zampe, perde la coda, i peli e gli artigli, acquisisce la parola, ma eredita le informazioni cerebrali dell'uomo da cui ha ricevuto l'ipofisi, un criminale morto accoltellato in una bettola moscovita. Perciò si abbandona al turpiloquio, commette oscenità, insegue animalescamente i gatti per casa.
Ad un certo punto, dopo l'ultima bravata di Pallino (che è diventato un cittadino registrato all'Anagrafe del Comune di Mosca col nome di Poligraf Poligrafovič Pallinov), Preobraženskij e Bormental decidono di far cessare la snervante presenza nel modo più brusco: il signor Pallinov viene privato dell'ipofisi umana e torna ad essere un normale cane da appartamento di nome Pallino.
Preobraženskij in effetti si rende conto che la sua scoperta non ha alcun valore scientifico, perchè l'umanità mette al mondo ogni anno della gentaglia triviale.
"Dovete capire, invece, che il vero disastro è che lui non ha più un cuore di cane ma un cuore di uomo. E dell'uomo più abbietto che si possa immaginare!"

Questo libricino, veramente corto, lo avevo in casa da anni ma l'ho sempre lasciato in "lista d'attesa". Mi sono decisa perchè mi torna buono per alcune sfide.
Innanzitutto, ero stata traviata dal titolo: credevo che all'uomo venisse impiantato il cuore di un cane, invece è al cane che viene impiantata l'ipofisi di un criminale.
Ora, posso riconoscere il valore simbolico storico del romanzo, vedendo nella trasformazione del cane una parodia della politica economica di Lenin dopo la guerra civile. Ma facendola breve, il romanzo in diversi tratti mi ha fatto orrore. Ho odiato il cuoco che getta l'acqua bollente sul cane. Ho odiato il professore che dopo aver convinto Pallino a seguirlo (perchè "sugli uomini e sugli animali si può agire solo con la persuasione") lo usa come una cavia per un esperimento discutibile. Mi ha disgustato la trasformazione del cane, bella metafora però del fatto che la vera bestia non è il cane bensì l'uomo. Tralascio il rapporto dell'ex cane coi gatti perchè anche quello mi ha costretto a leggere alcune pagine che strapperei dal libro.
In sintesi, sinceramente, da amante degli animali, questo libro non mi piace da alcun punto di vista. Ed è molto molto faticoso cercare di non farmi influenzare dall'animalista che è in me nel commentarlo. So che da questo libro è stato anche tratto un film, non lo guarderò di sicuro.
Mio voto: 5 / 10 (ma solo riconoscendogli il valore simbolico)

lunedì 12 febbraio 2018

L'uomo che metteva in ordine il mondo - Fredrik Backman


Titolo originale: En man som heter Ove - 2012
English title: A Man Called Ove

Ove ha 59 anni. Guida una Saab. La gente lo chiama "un vicino amaro come una medicina". Solo perché non si aggira con un sorriso stampato sulle labbra? Non esattamente. Ove ce l'ha un po' con tutti nel quartiere: con chi parcheggia l'auto fuori dagli spazi appositi, con chi sbaglia a fare la differenziata, con la tizia che gira con i tacchi alti e un ridicolo cagnolino al guinzaglio, con il gatto spelacchiato che continua a fare la pipì davanti a casa sua. Ogni mattina alle 6.30 Ove va a fare la sua ispezione poliziesca nel quartiere, affinché le regole siano rispettate. Ma il mondo è talmente indisciplinato e privo di senso che Ove decide di farla finita. Ha preparato tutto nei minimi dettagli: chiuso l'acqua e la luce, pagato le bollette, sistemato lo sgabello... Ma... anche in Svezia accadono gli imprevisti che mandano a monte i piani. In questo caso è l'arrivo di nuova famiglia di vicini che piomba accanto a Ove e subito fa impazzire tutta la sua vita regolata. Tra imprevisti e disagi, Ove non solo riuscirà a farsi inaspettatamente degli amici, ma anche a capire che questa vita imperfetta, caotica, ingiusta non è poi così male.


Non credo di aver mai letto un libro che mi ha fatto tanto ridere quanto piangere, come questo. Sì perchè in queste pagine abbiamo dei momenti di incredibile ilarità alternati a momenti veramente tristi.

"La morte è una cosa curiosa. Viviamo tutta la vita come se non esistesse, ma il più delle volte è una delle ragioni in assoluto più importanti per vivere. Alcuni di noi ne diventano consapevoli così in fretta che vivono più intensamente, più ostinatamente, e in maniera più furiosa. Altri necessitano della sua costante presenza per sentirsi vivi. Altri ancora finiscono per accomodarsi nella sua sala d’attesa molto tempo prima che lei abbia annunciato il suo arrivo. La temiamo, eppure la gran parte di noi teme soprattutto l’eventualità che colpisca qualcun altro, qualcuno a cui vogliamo bene. Perché la più grande paura legata alla morte è che ci passi accanto. Che si prenda chi amiamo. E che ci lasci soli."

Ove è rimasto vedovo da sei mesi, ma non ce la fa a sopportare questa vita di solitudine. Ed oltre a questo, in ufficio lo hanno prepensionato, giustificando che ora potrà avere del tempo per sè. 
Ove ogni giorno si reca alla tomba di Sonja e le dice che sta per raggiungerla. Ma ogni giorno succede qualcosa per cui, in qualche modo, Ove viene fermato nel suo intento.
Nella narrazione si passa spesso dal presente al passato, ai ricordi di quando c'era Sonja e la vita aveva un significato.

"Ove le aveva costruito una libreria, che lei aveva riempito pagine e pagine di emozioni. Ove s'intendeva di ciò che poteva vedere e toccare. Calcestruzzo e cemento. Vetro e acciaio. Attrezzi. Cose che si potevano calcolare. Capiva gli angoli retti e le istruzioni chiare, i modelli delle costruzioni e i progetti. Le cose che si potevano disegnare sulla carta. 
Era un uomo in bianco e nero. 
E lei era il colore. Tutto il suo colore"

Ma forse il problema non è la vita, è che Ove è un uomo che non vuole guardare avanti. Per Ove tutto ha un suo scopo, una sua funzione, una sua routine; ci sono regole e vanno rispettate. Ora che sua moglie non c'è più e che non ha nemmeno più una funzione lavorativa, Ove vuole semplicemente raggiungere la moglie, senza lasciare debiti nè situazioni indefinite.
Per fortuna, nella sua vita irrompe Parvaneh, una donna incinta mediorientale sposata con un pasticcione e con due bambine di 3 e 7 anni. E poi un gatto spelacchiato che segue Ove dovunque vada. E altri personaggi che, a poco a poco, fanno breccia nella dura corazza di questo uomo tutto d'un pezzo.
Questo è un romanzo che, con toni divertenti, parla di solitudine, di malattia, di diversità, di ingiustizie e di come queste possano essere superate con l’amicizia e l’affetto. E questo aiuto può arrivare anche dalle persone più impensabili.
La cosa che mi ha lasciata un po' perplessa è che Ove sembra avere chissà quanti anni, mentre ne ha solo 59, non è così vecchio come potrebbe sembrare dalla storia.
Gran bel libro.
Mio voto: 9 / 10

venerdì 26 gennaio 2018

A spasso con Bob - James Bowen


Titolo originale: A street cat named Bob - 2010

Quando James Bowen trova davanti alla porta del suo alloggio popolare un gatto rosso, rannicchiato in un angolo, indifeso e ferito, non immagina quanto la sua vita stia per cambiare. James, ventisette anni, un passato di alcol e droga, non ha un lavoro né una famiglia su cui contare. Vive alla giornata per le vie di Londra, e raccoglie qualche spicciolo suonando la chitarra davanti a Covent Garden e nelle stazioni della metropolitana. L'ultima cosa di cui ha bisogno è un animale domestico. Eppure non resiste a quella palla di pelo, che subito battezza Bob. Pian piano James riesce a farlo guarire, e a quel punto lascia il gatto libero di andare per la sua strada, convinto di non rivederlo più. Ma Bob è di tutt'altro avviso: per nulla al mondo intende separarsi dal suo nuovo amico e lo segue ovunque. Instancabile. Finché a James non rimane che arrendersi. È l'inizio di una meravigliosa amicizia e di una serie di singolari, divertenti e a volte pericolose avventure che trasformeranno la vita di entrambi, rimarginando lentamente le vecchie ferite, anche quelle più profonde. A spasso con Bob è una storia tenera e commovente che parla di amicizia, felicità e amore. Un messaggio di speranza che, nel mondo, ha già toccato il cuore di oltre sette milioni di lettori. (http://www.sperling.it)

Dopo aver visto il film, ero curiosa di leggere il libro e finalmente ci sono riuscita. Nel film c'erano molte scene che nel libro non ci sono o di cui viene solo accennato. Nel libro ciò che viene fuori è la crescita di James, la sua rinascita. Un piccolo ammasso di pelliccia che gli fa ritrovare il senso della famiglia, della responsabilità prendendosi cura di qualcuno. La storia è terribilmente toccante. Chi ha avuto degli animali sa bene cosa prova James quando questa novità gli si presenta nella sua squallida vita, al punto da farlo guardare allo specchio e fargli trovare la forza di cominciare davvero a vivere e non solo a sopravvivere. Trovare la forza di uscire definitivamente dal tunnel della droga.
Le ultime 40 pagine le ho lette tutte piangendo (tranquilli, il gatto non muore!!).
Concordo con la presentazione che ne hanno fatto: una storia di amicizia, felicità, amore e speranza (il libro è autobiografico).
Mio voto: 8 e mezzo / 10. 


Giusto per curiosità, questi sono Bob e il suo papà umano:

sabato 30 dicembre 2017

2018 What An Animal Reading Challenge



Anche quest'anno partecipo alla sfida ospitata da Socrate's book review

The challenge will begin on January 1, 2018 and end on December 31, 2018.

Any book read for this challenge has to have an animal that plays a major role in the book (which could be fiction or non-fiction.) It also counts if a main character is (or turns into) an animal (define that however you'd like). 

In the past, books would qualify if an animal is in the title or on the cover, but that alone no longer qualifies. This challenge is for books related to animals and just because they are in the title or on the cover, doesn't mean it's about an animal. 



These are the levels.

Level 1 - Read 6 books --> completed 29/09/2018

Level 2 - Read 7-12

Level 3 - Read 13-20 

Level 4 - Read 21 or more

The animal can be any type of animal (real or fictitious)--dog, cat, monkey, wolf, snake, insect, hedgehog, aardvark...dragon, mermaid, centaur, vampire, werewolf...you get the idea...

Challenge runs from January 1, 2018 to December 31, 2018.

Books can be fiction or nonfiction.

Books can be in any format of your choice (print, audio, ebooks)

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