mercoledì 17 ottobre 2018

Anna Burns con Milkman vince il Man booker prize



17 ottobre 2018.
Milkman di Anna Burns, si è a aggiudicato ieri notte il Man booker prize.
Ambientato nell'Irlanda del Nord, il romanzo (in corso di traduzione in Italia da parte di Keller Editore), parla con la voce di una diciottenne degli anni settanta che ha, suo malgrado, una relazione con un uomo sposato, molto più grande di lei, legato a gruppi paramilitari.

 “Nessuno di noi aveva mai letto qualcosa del genere prima” ha scritto il presidente della giuria Kwame Anthony Appiah a proposito di questo libro che a colpi di umorismo nero esplora come l'oppressione sessuale e politica a volte coincidano. È una storia di brutalità, violazione, e resistenza trattata con un humor mordace” ha aggiunto Appiah.

I sei candidati, annunciati lo scorso settembre erano:
- Milkman di Anna Burns, 
- Washington Black di Esi Edugyan, 
- Everything Under di Daisy Johnson, 
- The Mars Room di Rachel Kushner, 
- The Overstory di Richard Powers, 
- The Long Take di Robin Robertson.

martedì 16 ottobre 2018

Addio ad Arto Paasilinna


E' morto a 76 anni lo scrittore finlandese Arto Paasilinna, conosciuto e amato in tutto il mondo per il suo romanzo "L'anno della lepre" che in Italia ha venduto finora oltre 120.000 copie e con cui nel 1994 ha vinto il Premio Acerbi.
Malato da tempo, Paasilinna è morto il 15 ottobre in una casa di riposo a Espoo, la seconda maggiore città della Finlandia, nel sud del paese. L'annuncio della scomparsa è stato dato dal suo editore di Helsinki.
Tra le sue opere più importanti, uscite in Italia per Iperborea, che dal 1994 a oggi ha pubblicato 17 titoli, anche "Piccoli suicidi tra amici" e "Il migliore amico dell'orso". 
Definito da critici e lettori l'inventore del genere "umoristico-ecologico", vista la sua vicinanza ai temi ambientali e naturalistici, Paasilinna ha ironizzato con sottile umorismo su qualunque tema, anche e soprattutto su quelli più complessi e drammatici. 
Le sue storie tragicomiche sulla vita nel Grande Nord, insieme alla sua acuta visione della società finlandese, allo stesso tempo amara e divertente, sono diventate un cult per diverse generazioni di lettori. (www.ansa.it e www.repubblica.it)


Sono molto dispiaciuta di questa notizia.
Ho letto "L'anno della lepre", mi è piaciuto tantissimo. Ho in "lista" da leggere almeno un altro paio di libri di Paasilinna... Mi era piaciuto lo stile, la natura, il senso di libertà che leggevo tra le sue parole. RIP.

domenica 7 ottobre 2018

Tempi difficili - Charles Dickens


Titolo originale: Hard Times - For These Times (1854)

Pubblicato nel 1854, "Tempi difficili" fu fin da subito uno dei libri più discussi del grande romanziere inglese, anche per la decisa vena anti-utilitarista che ispira la trama. Duramente criticato da autori "conservatori" come Maculay, fu però valorizzato da autori più sensibili alla questione sociale, come John Ruskin e in seguito George Orwell, che ne esaltò "la generosa rabbia". Ispirato dalle osservazioni fatte dall'autore sulle condizioni di vita operaie e gli scioperi scoppiati nella cittadina di Preston, nei pressi di Manchester (in quegli anni già al centro del resoconto di Engels sulla condizione della classe operaia), il libro è ambientato in una città di fantasia, Coketown (la città del coke, del carbone). Al centro della vicenda il credo di Thomas Gradgrind, un industriale fiducioso "solamente nelle statistiche" e che educa di conseguenza i suoi due figli, Louisa e Tom, dei quali reprime con metodo ogni lato fantasioso e idealistico. La figlia, difatti, viene data in sposa a un altro avido capitalista della cittadina, Josiah Bounderby, un tipo avaro e impostore, di ben trent'anni più anziano della ragazza. Lei accetta, fino all'amaro epilogo, quando, ritornata dal padre, questi si renderà conto della follia del suo sistema educativo. (www.lafeltrinelli.it)

Dickens pubblicò Tempi difficili a puntate. Il suo intento principale fu quello di sostenere la campagna in favore della riforma delle condizioni di lavoro per "dare il più duro colpo di cui sono capace" in nome di quelli che lavorano in condizioni così orribili.
Il libro è ambientato nella cittadina fittizia di Coketown, e già il nome rende l'idea del clima che può aleggiare sulla città.
Il racconto è strutturato in tre parti, legate al versetto "ciascuno di noi raccoglie quello che ha seminato" (Galati, 6:7), ovvero: quello che viene fatto nel presente ha degli effetti diretti su quello che succederà nel futuro. Il libro primo è intitolato "La semina", il secondo "La mietitura" e il terzo "Il raccolto".
Il romanzo parte un po' lento, perchè Thomas Gradgrind, fondatore del sistema scolastico di Coketown, spiega le sue teorie dei fatti, sostenendo la validità solo di ciò che è provato (scientificamente, matematicamente, ecc.) e condannando come sciocchezze tutto ciò che sono i sentimenti e l'immaginazione. Dello stesso parere è il suo amico Bounderby, un ricco industriale, banchiere e commerciante dal carattere presuntuoso, sempre intento a ricordare che è un uomo che viene dai bassifondi che si è fatto da solo (cosa che verrà contraddetta dalla madre alla fine del libro, umiliandolo pubblicamente).
Gradgrind ha due figli; Louisa, rigida come la sua educazione, verrà costretta a sposare proprio Bounderby; Tom rapinerà una banca, deludendo enormemente il padre e portandolo a ripensare le sue teorie educative.
Troviamo poi Sissy, figlia di un uomo del circo che la abbandona pensando che senza di lui crescerà meglio; Gradgrind le proporrà di aiutarla, costringendola però ad abbandonare il circo e tutte le fantasie che esso porta. E' l'unico dei personaggi che non finisce male...
Un altro personaggio che mi aveva colpito era l'operaio Stephen Blackpool, buono, onesto, lavoratore, sposato con una donna che è scappata ma non può divorziare per stare insieme alla donna che ama.
La parte di denuncia del lavoro operaio e del comportamento dei sindacati è molto interessante e decisamente feroce, come anche quella di presa in giro del sistema scolastico utilitaristico. In effetti, un po' tutta la vicenda è abbastanza feroce nei confronti dei personaggi. Praticamente nessuno (a parte Sissy) fa una bella fine, indipendentemente che siano stati onesti o meno. Mi è piaciuto che almeno Gradgrind alla fine del libro si rende conto di quanto assurde fossero le sue teorie, anche se deve perdere due figli prima di arrivarci.
Ammetto che il libro l'ho letto lo scorso anno e non ho proprio freschi i dettagli, ma volevo scriverne qualcosa prima di incominciare un altro romanzo di Dickens, non volendo poi fare confusione tra le due recensioni. Il libro è triste, crudele, ma mi era piaciuto molto. La vicenda si segue bene anche se i personaggi coinvolti sono molti, tuttavia sono ben caratterizzati. Lettura molto interessante.
Mio voto: 8 / 10

Momo - Michael Ende


Titolo originale: Momo (1973)

Momo è una bambina arruffata e analfabeta, sparita da chissà quale orfanotrofio, che vive nell'anfiteatro ai margini di una città senza nome, accudita dagli abitanti del quartiere.
Momo si fa voler bene da tutti perchè vicino a lei tutti trovano risposte. Momo non dà consigli, ascolta solo, ma sa ascoltare con una tale intensità che chi parla trova da solo la risposta al proprio dubbio. Vicino a Momo, anche i bambini inventano giochi fantasiosi e si divertono tantissimo.
Momo, in particolare, fa amicizia con Beppo Spazzino e Gigi il cantastorie.
Un giorno però, nella città di Momo, appaiono i Signori Grigi, entità fumose che rubano il tempo agli uomini, rendendo il ritmo della vita frenetico. In realtà, più tempo le persone risparmiano, evitando qualsiasi attività non lavorativa, meno ne hanno; il tempo che risparmiano viene loro effettivamente rubato e consumato dagli Uomini Grigi, sotto forma di sigarette fatte con i petali essiccati delle Orefiori che rappresentano il tempo.
Momo riesce a scoprire questo segreto, e i Signori Grigi, che hanno paura di morire, riescono a farle il vuoto intorno, nella speranza che la bambina smetta di mettere loro i bastoni tra le ruote. Ma Momo non si farà scoraggiare e, accompagnata dalla tartaruga Cassiopea, adempirà alla missione che le viene data da Mastro Hora per distruggere i Signori Grigi e restituire il tempo rubato alle persone. 

Per la sfida di leggere libri pubblicati nel proprio anno di nascita, ho scelto questo, di cui avevo ampiamente sentito parlare. E' una bella favola, con un importante concetto di fondo: il mondo occidentale è frenetico, siamo talmente presi dal progresso produttivo che perdiamo completamente di vista la gioia delle piccole cose. Completamente assorbiti dal lavoro, non riusciamo più a giocare coi bambini o goderci una mostra d'arte perchè ritenute perdite di tempo. La critica che fece Ende alla società fu molto feroce in questo senso, ma direi che le cose non sono sicuramente cambiate, anzi. 
Bellissima la tartaruga Cassiopea, che prevede il tempo con mezzora in anticipo e quando deve dire qualcosa le viene scritto sulla corazza. 
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 3 ottobre 2018

Via al taglio dell'iva sugli ebook

02 ottobre 2018
Ebook, scatta il taglio dell’Iva e la parità di trattamento con il tradizionale prodotto su carta.
Addio aliquota al 15%, dunque. Potrà essere portata al 5% e in alcuni casi anche a zero. L’Europa alla fine trova l’intesa su una questione che si trascina da più di tre anni e mezzo, quando l’Italia da sola ha iniziato a chiedere il cambio delle regole Ue, e che era rimasta ferma in Consiglio da maggio, quando l’intesa era stata trovata ma oggetto di veti di Paesi dell’Est.

I ministri economici dei Ventotto riuniti a Lussemburgo hanno finalmente potuto dare il via libera alla riforma del regime fiscale per i libri in formato elettronico. Finora la regola voleva un’aliquota minima del 15% per gli ebook e una del 5% per i libri di carta. Adesso chi vorrà potrà equiparare i prodotti e imporre una stessa base imponibile di imposta. Addirittura tariffe ridotte sugli e-book (meno del 5% di Iva) o tariffe a tasso zero potranno essere praticata da quegli Stati membri che attualmente già prevedono analogo regime per le pubblicazioni fisiche. Le nuove regole si immediatamente in via provvisoria, in attesa della riforma del sistema Iva a livello Ue, su cui la Commissione europea sta lavorando.

Il risultato sancito dall’Ecofin chiude un percorso voluto dall’Italia e dal ministro per i Beni e le attività culturali che tanto aveva insistito su questo. Dario Franceschini ha forzato la mano, imponendo in Italia un’aliquota del 4% sui libri elettronici dall’1 gennaio 2015 in forza del principio per cui «un libro è sempre un libro», a prescindere che sia rilegato o in pdf, sfogliabile a mano o su Kindle. In questo ha sfidato l’Europa, rischiando procedure d’infrazione aver rotto le righe. Invece il risultato è aver costretto i partner europei ad affrontare la questione, e convincerli a adeguare la legislazione comunitaria ai tempi e alle nuove tecnologie.

L’accordo sull’equiparazione delle aliquote Iva per libri cartacei ed elettronici era stato raggiunto in sede Ecofin già a maggio, ma prima Repubblica Ceca e poi Romania ne hanno impedito il via libera. I due Paesi hanno apposto il veto per l’incapacità di trovare un accordo sul regime di inversione contabile, il meccanismo per cui l’obbligo dell’imposizione fiscale viene traslato dal venditore all’acquirente. Nell’impossibilità di trovare un accordo su questo dossier, gli Stati membri hanno tenuto in ostaggio il consiglio dei ministri economici bloccando il via libera all’accordo sugli ebook. Oggi le resistenze vengono meno, e il libro elettronico è un libro come gli altri, a tutti gli effetti.

Esultano gli editori
«La riduzione dell’aliquota Iva sulla stampa digitale promuoverà l’accesso dei cittadini europei alla stampa di contenuti su tutte le piattaforme, che svolgono un ruolo così cruciale nella democrazia europea», commenta Carlo Perrone, presidente dell’Associazione europea degli editori (Enpa), organizzazione internazionale che rappresenta gli editori di giornali e new media su tutte le piattaforme. A suo giudizio la possibilità di ridurre l’aliquota Iva sulle pubblicazioni elettroniche per gli Stati membri che lo vorranno, «incoraggerà gli editori a continuare gli alti investimenti in contenuti di qualità che consentono ai cittadini di costruire un’opinione informata quando riferiscono su argomenti cruciali per la società e favoriscono il dibattito democratico».
Soddisfatto anche il presidente dell’Associazione degli editori di riviste europee (Emma), Associazione europea dei media di riviste, Xavier Bouckaert. Con la decisione maturata in sede Ecofin «l’Ue ha inviato un messaggio forte, rimuovendo un grosso ostacolo all’ulteriore sviluppo del mercato della stampa digitale in Europa».
Di «decisione lungimirante» parla infine Rudy Vanschoonbeek, presidente della Federazione degli editori europei (Fep), che con «immenso piacere» saluta «la fine della ingiustificata discriminazione fiscale tra pubblicazioni in diversi formati».
(da www.lastampa.it)

sabato 29 settembre 2018

Haunted Is Always in Fashion - Rose Pressey


Titolo originale: Haunted is always in fashion (2016)
Serie: A haunted vintage mystery #4 

Cookie Chanel gestisce il negozio di abbigliamento vintage "Y’All" in Sugar Creek, Georgia.
Un giorno accetta di incontrare la scrittrice Juliana McDaniel, che ha bisogno della sua esperienza in materia. Ma sulla strada per arrivare al luogo dell'incontro, Juliana muore, colpita da un colpo di pistola. Cookie si sente in dovere di darle una mano a trovare il suo assassino, scavando tra relazioni familiari e cercando di capire perchè troppe persone sono interessate ad un bizzarro cappello...

Avevo comprato questo libro qualche mese fa. L'ho letto in lingua originale e infatti ci ho messo decisamente tanto perchè avevo bisogno di restare un po' concentrata. La storia è carina. Dopo la sua morte, Juliana chiede aiuto a Cookie la quale ha già al suo fianco un altro fantasma dalla battuta pronta, Charlotte, e ha pure un gatto che sembra scomparire e riapparire dove non dovrebbe.
La narrazione è divisa in capitoletti, all'inizio di ognuno dei quali ci sono, alternati, i suggerimenti sull'abbigliamento vintage di Cookie e i suggerimenti per essere alla moda nell'aldilà di Charlotte. Io non sono così appassionata di moda, ma i personaggi sono veramente ben descritti.
Charlotte è una fantasma un po' rompiscatole, brontolona, ironica, e mi è piaciuta molto. A suo modo è anche molto comprensiva con Juliana che invece sta imparando ad essere un fantasma. Poi c'è la gatta, Wind Song, sensitiva, che parla attraverso la tavola Ouija e che nasconde anche lei un segreto. E due aitanti uomini, il poliziotto Dylan e l'avvocato Ken, entrambi che cercano di conquistare Cookie, intenta a fare l'investigatrice anzichè starsene buona nel suo negozio, rischiando di lasciarci davvero la pelle. 
Trama interessante, scorrevole. Una lettura piacevole. 
Mio voto: 8 / 10

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A haunted vintage mystery serie:
  1. If You've Got It, Haunt It (2014)
  2. All Dressed Up and No Place to Haunt (2015)
  3. Haunt Couture and Ghosts Galore (2015)
  4. Haunted Is Always in Fashion (2016)

venerdì 21 settembre 2018

Morta Inge Feltrinelli

20 settembre 2018
E' morta Inge Feltrinelli. Fotoreporter e poi editrice che voleva cambiare il mondo con i libri: ha avuto una vita straordinaria in cui c'è la storia del Novecento italiano ed europeo. Nata in Germania il 24 novembre 1930, figlia di ebrei tedeschi, Inge Schoenthal Feltrinelli, naturalizzata italiana, era "un vero vulcano di idee, curiosità, gentilezza" come l'aveva definita Amos Oz.


L'incontro che ha cambiato la sua vita è stato quello con Giangiacomo Feltrinelli nel 1958, che sposò nel 1960 e segnò il suo ingresso nell'editoria, dopo le esperienze internazionali di giornalista e fotografa. Sua una foto di Fidel Castro in pigiama. "Mi ha dato la chance di essere la persona che sono oggi. Sono grata a lui. Sono una stupida ottimista e vado avanti"
Dopo la morte mai chiarita del marito, trovato carbonizzato da un'esplosione ai piedi di un traliccio dell'alta tensione, a Segrate nel 1972, Inge ha preso le redini della casa editrice fondata da Giangiacomo nel 1954.
Nuova, controcorrente, era la casa editrice che nel 1957 pubblicò il Dottor Zivago di Boris Pasternàk, la cui uscita venne ostacolata in Russia e osteggiata dal partito comunista in Italia, del quale faceva parte lo stesso Giangiacomo, "un uomo che voleva cambiare il mondo, forse troppo" diceva Inge. E l'anno dopo uscì il 'Gattopardo' di Tomasi di Lampedusa. 
Inge non si era mai lasciata convincere da nessuno che la morte del marito fosse avvenuta a causa di un incidente, finchè nel 2017 aveva detto in un'intervista: "Fu un omicidio politico: Giangiacomo sapeva di Gladio. Aveva capito che non avrebbe cambiato il mondo con i libri, o l'avrebbe cambiato troppo lentamente. Tentai di fermarlo. Lui mi lasciò".
Signora dell'editoria italiana e internazionale, ha fatto conoscere molti autori stranieri in Italia e portato nel mondo la nostra letteratura. E' stata amica personale di Doris Lessing, che ha fatto conoscere in Italia; di Gunther Grass, del quale per prima pubblicò, nel 1962, "Il Tamburo di latta" e di Nadine Gordimer che la invitò quando vinse il Nobel nel 1991.
Colonna portante della casa editrice, Inge, con il figlio Carlo, attuale presidente del Gruppo Feltrinelli, ha saputo far vincere lo spirito di squadra e di gruppo e ha avuto un grande intuito nel far crescere la catena delle librerie Feltrinelli, arrivate oggi a oltre 120. Per nulla mondano, timido e schivo, Carlo Feltrinelli, padre di due figli, avrebbe voluto e ha sperato fino all'ultimo che la madre si raccontasse in un'autobiografia. "Sto cercando di convincere mia madre Inge a scrivere la sua autobiografia, ma non ci riesco, anche perche' ci sarebbero alcune cose che vorrei conoscere meglio anche io" aveva raccontato Carlo nel 2015.

martedì 18 settembre 2018

Premio Campiello 2018


Il premio Campiello 2018 è andato a Rosella Postorino, autrice di "Le assaggiatrici", edito da Feltrinelli. 
Una vittoria nettissima: 167 voti sui 278 arrivati dalla giuria popolare composta di 300 Lettori anonimi.

"Sono felicissima. Voglio ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicino mentre scrivevo questo libro. Grazie al Campiello che mi ha fatto fare un'esperienza bellissima, Rivediamoci" ha detto la scrittrice ed editor quarantenne. 
Originaria di Reggio Calabria, cresciuta in Liguria, la Postorino vive da 17 anni a Roma.

Al secondo posto Francesco Targhetta con "Le vite potenziali" (42 voti). 
Al terzo Helena Janeczek con "La ragazza con la Leica" (29 voti). 
Al quarto Ermanno Cavazzoni con "La galassia dei dementi" (25 voti). 
In ultima posizione Davide Orecchio con "Mio padre la rivoluzione" (15 voti).

Liberamente ispirato alla storia vera di Margot Wolk, che a 96 anni aveva raccontato di essere stata assaggiatrice di Hitler nella caserma di Karusendorf, il romanzo della Postorino, ci mette di fronte a un aspetto poco conosciuto e approfondito del nazismo, ma soprattutto ci fa riflettere su fino a che punto sia lecito spingersi per sopravvivere e sull'ambiguità delle pulsioni umane.  

La giuria era composta per il 52,2% da donne e il 47,8% da uomini. Ventuno le casalinghe, 41 gli imprenditori, 97 i lavoratori dipendenti, 86 i liberi professionisti e rappresentanti istituzionali, 30 i pensionati, 25 gli studenti.