mercoledì 25 dicembre 2024

Miss Peregrine's Home for Peculiar Children: The Graphic Novel - Ransom Riggs


Titolo originale: Miss Peregrine's Home for Peculiar Children: The Graphic Novel (2011)

When Jacob Portman was a boy, his grandfather regaled him with stories of his fantastic life at Miss Peregrine's home during the Second World War, even sharing photos of the remarkable children with whom he resided. As Jacob grew up, though, he decided that these photos were obvious fakes, simple forgeries designed to stir his youthful imagination. Or were they...?
Following his grandfather's death - a scene Jacob literally couldn't believe with his own eyes - the sixteen-year-old boy embarks on a mission to disentangle fact from fiction in his grandfather's tall tales. But even his grandfather's elaborate yarns couldn't prepare Jacob for the eccentricities he will discover at Miss Peregrine's Home for Peculiar Children! (goodreads)

Ho dovuto cercare una graphic novel, genere che non amo particolarmente. Poichè non mi è venuto in mente niente di particolare, ho pensato di leggere la graphic di un libro che ho già letto e che mi è piaciuto molto, per vedere come veniva reso. A mio parere, la graphic perde molta parte del racconto, altrimenti sarebbe stata lunghissima. Conoscendo già la storia è stato facile seguire cosa avviene. I disegni di Cassandra Jean sono molto belli.
Rimango dell'idea che, almeno in questo caso, la graphic non può battere neanche lontanamente il libro. Gradevole, ma suggerisco assolutamente il secondo.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

La meraviglia degli anni imperfetti - Clara Sánchez


Titolo originale: Últimas noticias del paraíso (2000)

La luna illumina d'argento la stanza. Fran ha sedici anni e vuole fuggire da quelle mura, da sua madre che non si è mai occupata di lui. Nel piccolo sobborgo di Madrid in cui è cresciuto passa le sue giornate con l'amico Eduardo e sua sorella Tania, di cui è perdutamente innamorato. I due ragazzi non potrebbero essere più diversi da lui. Figli di una famiglia benestante, frequentano le scuole e gli ambienti più esclusivi. Eppure Fran sente che dietro quell'apparenza dorata si nasconde qualcosa. Quando Tania sposa all'improvviso un uomo dal passato oscuro, i dubbi si trasformano in certezze. Eduardo comincia a lavorare per il cognato e tutto cambia. È sempre più solitario e nulla sembra interessargli. Fran ha bisogno di sapere come stanno veramente le cose.
Ma la risposta non è mai stata così lontana. Perché Eduardo gli consegna una chiave misteriosa da custodire chiedendogli di non parlarne con nessuno. E pochi giorni dopo scompare. Da quel momento Fran ha un solo obiettivo: deve sapere cosa è successo. Deve scoprire cosa apre quella chiave. Il suo amico si è fidato di lui. La ricerca lo porta a svelare segreti inaspettati. Lo porta su una strada in cui è sempre più difficile trovare tracce di Eduardo. Perché ci sono indizi che devono rimanere celati e a volte il silenzio dice molto di più di tante parole. (goodreads)

Abbiamo letto questo libro per il gruppo di lettura della biblioteca. Come nel libro della Bosco, anche qui ci mette tante cose dentro. E' diverso lo stile narrativo. Là era leggero, frivolo, qui ha tanti personaggi che filosofeggiano sulla vita. In alcuni punti ho dovuto rileggere due volte per capire bene il concetto che stavano esprimendo. Sembra voler deviare verso il giallo ma di giallo ha poco. Il ragazzo è molto acuto nelle sue osservazioni, anche nell'attenzione verso le persone che gli stanno intorno. Ci sono molti spunti interessanti ma tutti scollegati tra loro. Ci sono anche alcune parti divertenti (tipo quando è sull'autobus e tutti sanno già cosa è successo alla sua famiglia).
In parte mi sono ritrovata nel personaggio di Fran che ha tanti sogni ma poi non fa niente per realizzarli, sopravvive.
Il finale a sorpresa è un po' buttato lì.
Personalmente ho poco apprezzato la scrittura con troppi fronzoli.
Forse l'intento dell'autrice era di fare una critica nei confronti della società moderna, con alcuni personaggi molto stereotipati (tipo il maniaco della palestra, o il voler cercare modi facili di fare soldi con poca fatica). Il risultato però è molto superficiale. Non mi ha lasciato molto.
Il titolo non ha alcun senso; quello originale almeno richiama il finale del libro.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

Il gatto che entrava nell'armadio - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The Cat Who Went into the Closet (1993)

Qwilleran non se la sente di passare l'inverno nel suo granaio e decide di affittare la casa di Euphonia Gage, nonna di Junior Goodwinter, che si è trasferita in una residenza per anziani.
Nel frattempo, insieme ad Hixie Rice, ha organizzato uno spettacolo su un incendio avvenuto nel 1869, un docu-dramma che sta avendo notevole successo, interpretato interamente da un magistrale Qwilleran.
Nel weekend della prima, viene ritrovata morta nonna Gage, con la casa di riposo che liquida la vicenda in sordina come suicidio. Nello stesso weekend sparisce nel nulla un coltivatore di patate, mentre Qwill fa conoscenza della di lui figlia Nancy, una ragazza che alleva cani da slitta.
In tutto questo, Koko è ossessionato da alcuni oggetti che tira fuori dagli armadi di nonna Gage e sceglie Robinson Crusoe per la lettura serale.
E tutti stanno aspettando la Grande Nevicata, che poi ad un certo punto della storia in effetti ci sarà.
Fin da subito Qwill non è convinto che nonna Gage, bizzarra e molto vitale utraottantenne, si sia suicidata, oltretutto sbarazzandosi frettolosamente di tutti i suoi beni prima di morire, destinando ciò che rimane alla residenza per anziani ed escludendo i nipoti. Qwill, quindi, comincia ad avere qualche dubbio e comincia ad investigare, non capendo del tutto i suggerimenti di Koko, e mette in atto la "Missione Banconota" con la complicità di un'amica di nonna Gage che risiede nella struttura anche lei.
La vicenda si segue molto bene. Uno dei misteri l'avevo capito anche io, mentre sulla soluzione dell'omicidio ho avuto più difficoltà soprattutto per il modo in cui avviene.
Qwilleran passa dalla recitazione, all'offrire mele ai bambini per Halloween, al mascherarsi da Babbo Natale, al partecipare al matrimonio di Arch e Mildred. Ovviamente si rende conto che gli oggetti che scova Koko hanno un denominatore comune, ma ci mette tutto il libro per capire dove lo portano.
Forse uno dei libri in cui la vicenda è chiara e la soluzione non è contorta. Molto gradevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Il re di Wall Street - Louise Bay


Titolo originale: King of Wall Street (2016)

È il re di Wall Street... ma non può nulla contro l’amore.
Max King è il banchiere d'investimento di maggior successo di New York. La sua reputazione di re di Wall Street, esigente, implacabile e scaltro negli affari, lo precede. Max ha sempre ragione e richiede il massimo dai suoi clienti e dai suoi dipendenti.
Ma nessuno sospetta che il suo lavoro più duro inizi dopo aver lasciato il suo impero: come padre single di una figlia di quattordici anni, Amanda, che è del tutto immune alla sua autorità. A casa è lei a dettare le regole.
Max non ha tempo per le relazioni che durino più di una notte. Vive in due mondi, che mantiene rigorosamente separati. Fino a quando proprio nell'ascensore del suo palazzo, non incontra Harper Jayne. (goodreads)

Cercavo un libro "steamy" e mi ha colpito questa trama. Ammetto che, per quanto mi piacciono i romanzi dove c'è una storia d'amore, sto invece diventando un po' insofferente verso i romanzi dove ci sono scene di sesso esagerate. Quindi, la parte della storia d'amore tra Harper e Max mi è piaciuta. Le scene di sesso insomma. 
Il libro procede alternando, in prima persona, il racconto di Harper e il racconto di Max. Harper interagisce spesso con la sua amica, che ovviamente è quella che le fa notare che non solo è invaghita della figaggine di lui ma è proprio cotta. Mentre lui interagisce con due sorelle e una figlia adolescente, e sono ovviamente loro che gli fanno notare che è profondamente innamorato (per la prima volta in vita sua) di questa ragazza.
Nel complesso si legge bene, scorre, i dialoghi sono anche brillanti. Un libro da relax ovviamente. Mi è piaciuto ma non mi ha lasciato molto.
Mio voto: 7 / 10

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Serie The royals:
#1 Il re di Wall Street
#2 Il principe di Park Avenue
#3 Il Duca di Manhattan
#4 Il Cavaliere d'Inghilterra
#5 Il Lord di Londra

Dove ti ho perso - Ruth Hogan


Titolo originale: The Keeper of Lost Things (2017)

Anthony Peardew colleziona e custodisce oggetti smarriti. Lo fa da quarant'anni, da quando ha perso il ciondolo, regalo di Therese, la fidanzata, proprio nel giorno in cui la ragazza è morta in un incidente. Stravolto dalla perdita, Anthony negli anni ha cercato conforto in quelle piccole cose trovate per strada o in un parco, sfuggite da una tasca o dimenticate al tavolo di un caffè o sul sedile di un treno. Pensava che, se avesse riconsegnato ogni oggetto al legittimo proprietario, qualcuno un giorno avrebbe bussato per restituirgli il suo. Ora, al tramonto della sua esistenza, vuole cedere questa missione alla sua assistente, Laura, lasciandole anche la bella villa in cui abita con tutto quello che contiene. Quello stesso giorno di quarant'anni fa, Eunice iniziava a lavorare come segretaria di redazione in una piccola casa editrice e per la fretta e l'emozione si era scontrata con Anthony. In apparenza un imprevisto da niente lungo i sentieri delle loro vite. Ma di ogni cosa, di ogni incontro, resta una traccia. Sono particelle in sospensione sopra i nostri giorni, che aspettano di posarsi. Perché tutto torni al proprio posto, adesso, Laura ed Eunice si devono trovare.Leggere Dove ti ho perso è rinfrescarsi all'ombra di un racconto caldo. Tante piccole storie ne punteggiano l'anima, a comporre un romanzo confortante, ironico, dove l'amore attraversa ogni essere vivente, ogni esistenza, in maniera lieve eppure definitiva. Una storia autentica e delicata sul potere delle coincidenze e sulla fatalità dei piccoli eventi, quelli che sembrano essere senza importanza. (goodreads)

Il libro scorre su due piani temporali diversi. C'è il presente, in cui Anthony sa che ha poco tempo da vivere e vuole lasciare il suo compito di riportare gli oggetti ai proprietari alla sua assistente Laura, divorziata da Vince. Ad aiutarla in questo compito c'è Sunshine, una ragazzina down che si autodefinisce "downzatrice" e che ha il dono di capire alcune cose su chi ha perso l'oggetto, e c'è Freddie il giardiniere.
Poi c'è il passato che parte dal 1974. Eunice sta andando ad un colloquio di lavoro con Bomber e nota un uomo fermo sul marciapiede che aspetta qualcuno. In quel momento, una donna ha avuto un malore davanti al fornaio (cuore? aneurisma? non si sa) ed è morta subito. La donna che muore è Therese, fidanzata di Anthony, l'uomo che sta aspettando. Laura, dopo il colloquio di lavoro, troverà per terra un braccialetto che terrà come portafortuna.
Ho trovato una buona metà di libro un po' confusionaria, perchè oltre alle due storie che si alternano (e quello non sarebbe niente) compaiono dei racconti in corsivo che sul momento avevo inteso che fossero le storie degli oggetti ma ad un certo punto salta fuori che Anthony ha scritto un libro di racconti immaginando le storie dietro agli oggetti trovati, quindi non so esattamente cosa siano. 
Ci sono delle parti un po' noiose, tipo la descrizione di ogni singola rosa che ha piantato in giardino.
Terribile il personaggio di Portia, sorella di Bomber. Anche se ammetto che sono carine le parodie che lei scrive dei grandi classici.
Ho trovato di cattivo gusto che i genitori di Sunshine si autodefinissero le SS (perchè hanno i nomi che iniziano con quella iniziale).
Non manca poi un fantasma verso il finale, che ha da dire la sua.
A mio gusto, la prima parte è un po' noiosa e, forse volutamente, un po' contorta. Si accende un po' dopo la morte di Anthony perchè Laura non sa da che parte cominciare per restituire tutti gli oggetti e ha pure questo fantasma che le rompe le scatole. Per fortuna che ha i suoi aiutanti e per fortuna che la va a trovare una casa amica, Sarah, che le dà un po' di motivazione.
L'autrice dice di aver scritto questo libro mentre era a letto per malattia (cancro) e che anche lei ha una collezione di oggetti ritrovati che si possono vedere sul suo profilo instagram.
Nel complesso, credo sia carina l'idea ma ho qualche perplessità sulla realizzazione oltre al fatto che sono un po' scettica sulla presenza del fantasma e sui poteri di Sunshine.
Mio voto: 7 / 10

giovedì 19 dicembre 2024

Povera gente - Fiodor Dostoevskij


Titolo originale: Бедные люди (1846)
Titolo inglese: Poor folk

Quando questo romanzo venne pubblicato, Fëdor Dostoevskij aveva ventiquattro anni; fu un successo travolgente: la critica fu subito concorde nel dichiarare che il suo autore era un genio, un genio, però, che viveva nella miseria più nera, quella miseria senza speranza che ispira, appunto, "Povera gente". Due giovani si scrivono, si raccontano le loro piccole vicende quotidiane, le loro speranze, i loro sogni. Nasce così un amore che potrebbe aprire a entrambi la via della felicità, ma la loro miseria è tale che la ragazza deciderà di sposare un uomo non più giovane, ma ricco nella folle speranza di poter aiutare il suo infelice amico. Un romanzo epistolare che scosse la Russia e segnò l'inizio della carriera di un titano della letteratura mondiale. (goodreads)

Poichè mi sono ritrovata con una edizione ebook piuttosto datata (quella scaricabile da Liber liber con traduzione di Federigo Verdinois), ho provato a scaricare l'audiolibro da Media Library che aveva l'edizione Feltrinelli del 2016. Quindi procedevo ascoltando ma tenendo sott'occhio l'ebook.
Ammetto che tra i due ci sono notevoli differenze. Al di là della differenza nel linguaggio, piuttosto datato nell'ebook, decisamente più fresco nell'audiolibro, la cosa che mi ha lasciato perplessa è che ci sono proprio frasi diverse. Ad esempio, tutti i nomignoli (colombella e via dicendo) che si ascoltano nell'audiolibro non ci sono nell'ebook; poi nell'audiolibro Makar ripete duemila volte il nome di lei mentre nell'ebook non succede. Oltre ovviamene a termini tradotti in modo diverso. Questo mi ha fatto riflettere sull'importanza della traduzione ma soprattutto mi ha fatto chiedere dove stesse la verità. Cioè come scrive in realtà Dostoevskij? Sarei curiosa di vedere la versione originale...

"Povera gente" è il libro d'esordio di Dostoevskij. Nella versione Feltrinelli è scritto che qui troviamo "la prima fanciulla umiliata e offesa, il primo sognatore innamorato e disilluso dalla vita, il primo sordido individuo pronto a sottrarre l'innocenza a chi gli sta intorno". Effettivamente è vero, sono i temi che troviamo ricorrentemente nei libri di Dostoevskij.
Ho scoperto che anche la citazione a "Il cappotto" di Gogol è voluta, pare che Dostoevskij si sia ispirato da questo romanzo, in cui il protagonista è anche lui un copista come Makar. Questo romanzo fa imbestialire Makar perchè il protagonista vive una vita come la sua.
Io ci ho ritrovato molto delle notti bianche in questo libro, anche se ammetto che le notti bianche non mi ha fatto impazzire.
Ho trovato tanto amore e tanta tenerezza in Makar, paterno ma non solo, siamo quasi al limite dello stucchevole a volte. Lui è pronto ad assecondare ogni desiderio che esce dalla bocca di lei anche a costo di non mangiare o di non vestirsi. Lei invece è quella che gli è molto grata e al tempo stesso lo rimprovera perchè spende troppi soldi per lei, poi però quando lui le scrive che ha finito i soldi e non sa come pagare l'affitto lei gli chiede se può aiutarla.
Tanta denuncia sulla condizioni in cui vivono i poveri, come vengono derisi, come danno fastidio ai ricchi che però non vogliono vedere. Come esistono mendicanti veri ma anche bugiardi, mendicanti che mandano i figli ad elemosinare con la letterina di presentazione scritta da una madre che dice di essere ammalata, ma lo è poi davvero?
La povertà abbruttisce la persona anche psicologicamente. Il povero tende a considerarsi poco. Makar tende a nascondersi al lavoro perchè non vuole che vedano come è vestito male. 
Dostoevskij ha l'abilità di descrivere benissimo le scene, le situazioni, gli ambienti senza eagerare con fronzoli e di descrivere in modo emozionalmente potente il tormento dei personaggi (soprattutto quello di Makar).
Mio voto: 8 / 10

Il custode - Ron Rash


Titolo originale: The caretaker (2023)

Blowing Rock, Nord Carolina, 1951. Blackburn Gant, la cui esistenza è stata segnata fin da piccolo dalla poliomielite, sembra condannato a trascorrere una vita tra i morti come unico custode del piccolo cimitero. Il lavoro si addice alla sua personalità introversa e lo turba meno del contatto con i vivi. Ma quando il suo migliore e unico amico, Jacob Hampton, è inviato a combattere in Corea, questi gli affida la giovane moglie incinta Naomi. Anche lei è un’emarginata: povera e senza un’istruzione, lavorava come cameriera prima di incontrare Jacob. I due si erano innamorati perdutamente e si erano sposati contro il volere dei ricchi genitori di lui, provocando uno scandalo nella comunità.Isolati e respinti da tutti e spaventati dalla possibilità che Jacob non faccia più ritorno, Blackburn e Naomi si fanno forza a vicenda finché un tremendo inganno sconvolgerà le loro vite. Ma nessun segreto può essere custodito per sempre.
Appassionante e intenso, Il custode è un romanzo sui legami d’amicizia, sulle contraddizioni della famiglia e su cosa significhi davvero amare. (goodreads)

Ero molto curiosa di leggere questo libro perchè mi ispirava la trama, ovviamente, ma anche perchè ho avuto il piacere di conoscere dal vivo l'autore.
Leggere questo libro è stato emozionante. Nel bene e nel male.
Ho profondamente odiato gli Hampton e l'intrigo che hanno messo in piedi.
Ho amato Blackburn, grande e grosso, col viso deturpato dalla poliomielite, ma con un cuore enorme.
Ho sofferto con Jacob e Naomi, che si amano oltre i soldi, oltre le classi sociali, oltre la differenza di cultura.
Non voglio svelarvi niente della trama, soprattutto del finale, ma questo libro, pieno dell'atmosfera del Sud, pieno di tante emozioni, lo consiglio davvero. Se vi piacciono gli intrighi familiari, le storie di amore osteggiate, i patti di sangue. 
Mio voto: 9 / 10.

Le streghe di Manningtree - A.K. Blakemore


Titolo originale: The Manningtree Witches (2021)

Inghilterra, 1643. Il Parlamento combatte contro il re, la guerra civile infuria, il fervore puritano attanaglia il Paese e il terrore della dannazione brucia dietro ogni ombra. A Manningtree, una cittadina della contea dell’Essex privata dei suoi uomini fin dall’inizio della guerra, le donne sono abbandonate a se stesse; soprattutto alcune di loro, che vivono ai margini della comunità: le anziane, le povere, le non sposate, quelle dalla lingua affilata. In una casupola sulle colline abita la giovane Rebecca West, figlia della vedova Beldam West, «donnaccia, compagna di bevute, madre»; tra un espediente e l’altro Rebecca trascina faticosamente i suoi giorni, oscurati dallo spettro incombente della miseria e ravvivati soltanto dall’infatuazione per lo scrivano John Edes. Finché, a scombussolare una quotidianità scandita da malelingue e battibecchi, in città non arriva un uomo: Matthew Hopkins, il nuovo locandiere, che si mostra fin dal principio molto curioso. Il suo sguardo indagatore si concentra sulle donne più umili e disgraziate, alle quali comincia a porre strane domande. E quando un bambino viene colto da una misteriosa febbre e inizia a farneticare di congreghe e patti, le domande assumono un tono sempre più incalzante… Le streghe di Manningtree è la storia di una piccola comunità lacerata dalla lenta esplosione del sospetto, in cui il potere degli uomini è sempre più illimitato e la sicurezza delle donne sempre più minata. (ibs)

Ho fatto un po' di fatica all'inizio di questo libro, soprattutto per il linguaggio un po' ruvido e scurrile utilizzato. In effetti, essendo il libro narrato in prima persona da Rebecca, è allineato al personaggio. Tutto il linguaggio è sapientemente adattato al periodo storico di cui racconta, e troviamo spesso dei termini che non ho mai sentito in vita mia (altrettali libelli per altrettanti libri, o doglianza per dolore). Ad un certo punto la storia prende e ammetto che diventa difficile interrompere la lettura perchè sono stata catturata dalla vicenda, molto triste, delle streghe. Intanto siamo in piena guerra civile, molti uomini sono al fronte o sono già morti; le donne che hanno atteggiamenti sopra le righe, o che sono vedove o povere, sono guardate male. Alcune di esse si suppone che sappiano fare malefici in quanto dopo aver lanciato delle "maledizioni" succede che davvero qualcosa di simile si avvera. Così succede col bambino che risponde male alla Beltam West che gli fa una domanda; quando poi lui si ammala con convulsioni che sembra posseduto dal demonio, allora la gente pensa che sia stata la sgridata che ha ricevuto dalla donna. Peraltro, la Beltam West ha fama di essere riuscita, con una maledizione, a far naufragare una intera nave...
Fatto sta che Matthew Hopkins, nuovo proprietario della locanda, comincia ad assumersi il ruolo di predicatore, mandato da Dio per riconoscere e sconfiggere il demonio che vive sulla terra, e comincia ad accanirsi contro la Beltam West e le sue amiche. Vediamo quindi i metodi che utilizza per estorcere confessioni, per torturare queste donne (tipo privarle del sonno). In particolare la prima che tortura è una ottantenne senza una gamba, Elizabeth Clarke, la prima donna che riesce a far giustiziare per stregoneria.
L'autrice dice che le interessava più concentrarsi sulle vittime che non sul carnefice, e sicuramente attraverso le parole di Rebecca riusciamo a capire molto. Ma anche la ricostruzione ipotetica che ha fatto del carnefice è interessante. Dico ipotetica perchè di Hopkins si sa in realtà poco, a parte del suo operato come inquisitore e del fatto che è morto giovane, il resto è stato inventato dall'autrice. Interessante però anche il suo tormento nei confronti di Rebecca.
Il libro è molto interessante, molto crudo e triste, soprattutto pensando che riprende un avvenimento storico in cui la povertà, l'ignoranza e la superstizione hanno portato ad uccidere centinaia di donne perseguitate senza avere nessuno che le difendesse. Aggiungerei anche la codardia di molti uomini.
Le pagine dove vengono trascritte alcune delle testimonianze davvero registrate durante il processo alle streghe, sono complicate da leggere per il linguaggio. Le pagine con le poesie mi sono chiesta se c'entravano o meno.
Quasi tutti i personaggi sono realmente esistiti, tranne alcuni (tipo Mastro Eldes). 
Molto toccante il momento in cui viene impiccata la vecchia Clarke.
Libro gradevole. Bisogna però ricordarsi che, pur se la scrittura è scorrevole e la vicenda scorre bene, la verità è che queste cose sono successe davvero.
Mio voto: 7 e mezzo / 10