Visualizzazione post con etichetta Monthly key word reading challenge 2014. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Monthly key word reading challenge 2014. Mostra tutti i post

sabato 3 gennaio 2015

Nikos Kazantzakis - L'ultima tentazione


Gesù di Nazareth, figlio di Maria e Giuseppe (invalido a causa di un fulmine), lavora come falegname. Non è amato dalla sua gente perchè costruisce le croci con cui vengono crocifissi i presunti Messia.
Gesù ha un incubo ricorrente, un uomo dai capelli rossi (Giuda) che lo insegue e che gli ricorda che è giunta l'ora.
E' una battaglia dura quella che si combatte in Gesù, lui che vorrebbe solo avere una famiglia con la donna a cui era promesso (Maria Maddalena, che per dimenticarlo diventa una prostituta) e i segnali che Dio gli manda.
Il libro racconta la lotta di Gesù, fino al momento in cui prende piena coscienza della sua missione e comincia a predicare l'Amore. Fino al momento della crocefissione, in cui il Demonio lo tenta per un'ultima volta mostrandogli come sarebbe la sua vita se si salvasse. Ma Gesù rinuncia, compiendo la sua missione fino in fondo.

Ho fatto una sintesi molto breve, perchè la storia è nota. Kazantzakis ha specificato di non aver scritto una biografia, bensì una confessione dell'uomo che lotta. E il suo amore per Gesù traspare da ogni pagina di questo libro, pieno di descrizioni dettagliate su cosa può essere successo, di cosa possono aver provato o pensato Gesù, Maria, i discepoli, Maddalena, ecc.
La storia è molto bella e la narrazione è piacevole. Però ammetto di aver fatto una certa fatica. Un po' perchè all'inizio Gesù viene presentato come un uomo odiato anche da quelli che poi lo seguiranno. Diciamo che ho seguito la storia con un po' di scetticismo, poiché è tendenzialmente frutto dell'immaginazione dell'autore, anche se segue gli eventi narrati del Vangelo.
Non l'ho trovato un libro così scandaloso. La parte più assurda credo sia la tentazione finale, la visione che il demonio gli prospetta quando è già sulla croce, in cui dopo aver amato e vissuto con Maria Maddalena, si ritrova ad amare in contemporanea Marta e Maria, le sorelle di Lazzaro, gareggiando a chi delle due genera più figli. Mah.
Lo stesso scetticismo che mi ha accompagnato nella lettura mi accompagna a “giudicarlo”. Interessante, piacevolmente scritto, ma forse non sono riuscita a farmi coinvolgere, pur sentendo l'ardore con cui lo scrive Kazantzakis.
Mio voto: 7 e mezzo / 10.

domenica 14 dicembre 2014

Fuego - Marilù Oliva



Una torrida estate bolognese, un piromane che semina incendi per la città e una morte strana, molto strana, apparentemente legata a oscuri culti sciamanici. L'autopsia conduce la polizia ai locali notturni latino-americani della provincia, il regno della Guerrera, al secolo Elisa Guerra. Capoerista convinta, studentessa di criminologia nonché giornalista pubblicista disoccupata che attualmente consegna pizze a domicilio. La Guerrera è concentrata in una personale lotta per la sopravvivenza: gli ostacoli sono il disinganno della vita, la precarietà e un'occupazione di cui si vergogna. Quando l'ispettore Basilica la coinvolge nelle indagini, lei ci si tuffa nel suo modo incosciente, senza riserve, così come balla e beve rum. Le ambigue notti di salsa sono una calamita non solo per i personaggi che le animano - la fascinosa Princesa, El Tigrón, El Chupa-Chupa, Catalina, con la sua dolcezza azzurra e i suoi studi di alchimista, il sensuale cantante Roelvis, un amante cubano tornato dal passato - ma anche per i curiosi. E qualcuno, nascosto nell'ombra, sta macchinando un nuovo delitto. Nel frattempo il fuoco continua a bruciare impietoso nelle strade di Bologna e nel cuore duro della Guerrera. (da www.ibs.it)

Elisa Guerra, capoerista convinta, assidua frequentatrice di sale da ballo latino-americane, bevitrice di rum come se fosse acqua e fumatrice. Aspirante giornalista costretta a consegnare pizze per guadagnare qualche soldo (in nero). Alle prese con un altro omicidio e un piromane che ha bruciato il suo scooter insieme ad altri tre. L'ispettore capo Basilica che le chiede se vuole di nuovo collaborare alle indagini.
E' il primo libro che leggo di Marilù Oliva, e pur avendoli tutti, sono partita da questo titolo perchè mi tornava comodo per una delle reading challenges ancora da completare.
E' un libro carino, si legge bene. Mi è piaciuto tantissimo il fatto che subito dopo ogni frase in spagnolo l'autrice si premurava di scriverne anche la traduzione.
La storia è ambientata a Bologna, quindi è stato molto facile seguire la Guerrera nei suoi tragitti. Secondo me non è chiarissimo come si arriva al finale, cioè, io non ero arrivata assolutamente a capire chi potesse essere l'assassino e perchè, mi sono persa un po' nei meandri della salsa e della burundanga.
Molto curata la caratterizzazione dei personaggi. La protagonista non mi ha particolarmente attirato, anche se mi ha fatto tenerezza perchè le vanno sempre tutte storte. Mi piace molto di più Catalina, la coinquilina mezza puertorriquena con l'ossessione per il fuoco e che legge i tarocchi. Sono un bel duo.
Nel complesso è carino, non un giallo straordinario ma si fa leggere. Al centro della vicenda, però, più del delitto, sembra esserci la vita di Elisa. Quindi mi è piaciuto abbastanza ma non mi ha entusiasmato. Appena riesco, comunque, voglio leggere qualche altro libro della serie.
Mio voto 6 e mezzo / 10.

mercoledì 3 dicembre 2014

Mi sono scordata di fidanzarmi con te - Laura Tait & Jimmy Rice



titolo originale: the best thing that never happened to me (2014)

"Lui: bello, serio, preciso, ordinato e affascinante quanto basta. Lei: tutta curve e battute sferzanti, con spruzzata di lentiggini. Vivono in una piccola città della campagna inglese, si conoscono da sempre, sono amici del cuore e sono fatti l'uno per l'altra, ma non lo sanno, o meglio, non hanno mai avuto il coraggio di confessarselo. Tra varie occasioni mancate, gli anni passano, Holly e Alex prendono strade diverse, ma la vita ha in serbo una sorpresa. Undici anni dopo, sulla soglia dei trent'anni, si rincontrano a Londra. Ed è l'appuntamento con il destino. Una commedia romantica per tutte le sognatrici che non hanno mai smesso di credere al cuore." (da www.amazon.com)

Alex e Holly, amici da sempre, invaghiti l'uno dell'altro da sempre, ma non hanno mai avuto il coraggio di dirselo. Anzi, per evitare di farsi scoprire, si arriva ad una (stupida) situazione di rottura. Holly si trasferisce a Londra e per dieci anni non sente più parlare di Alex. Finchè lui non diventa insegnante di una scuola nella capitale e così si riincontrano. Alex è ancora single, per un po' vive con un amico schizzato che pensa solo al sesso; Holly ha una storia col suo capo ufficio, il quale, per problemi di carriera, vuole che rimanga nascosta a tutti. 
Cominciano a rifrequentarsi, scoprendo di essere ancora in sintonia, nonostante il pseudo fidanzato di lei e il fatto che lui esca con altre donne tra cui una collega di Holly che lei odia. Finchè una sera si baciano e finalmente aprono gli occhi.
Credevo fosse un libro carino da come lo hanno descritto. Una delusione. La storia è terribilmente banale, i dialoghi sono terribilmente banali. I personaggi sono dei trentenni che parlano come degli adolescenti. Tutto è molto superficiale. In Holly non ho sinceramente trovato tutte queste battute sferzanti. Lui forse è il personaggio più simpatico del libro, ma perchè è il timido e buono. I capitoli parlano alternatamente di Alex e di Holly, in un intreccio che tutto sommato scorre piuttosto bene. Non ho assolutamente notato la differenza nella scrittura dei due autori, al punto che mi sono chiesta se hanno lo stesso stile narrativo o se non l'ha scritto tutto uno dei due con suggerimenti dell'altro… 
Sinceramente non è un libro che consiglierei :-(
Mio voto: 4 / 10 (anche meno..)

lunedì 10 novembre 2014

L'imprevedibile viaggio di Harold Fry - Rachel Joyce



Titolo originale: The unlikely pilgrymage of Harold Fry

Un normalissimo mattino di metà aprile, Harold riceve una lettera da una vecchia collega che non sentiva da vent'anni, Queenie Hennessy, nella quale la donna gli rivela di essere malata di cancro. Cosa rispondere a una rivelazione simile? Harold prova a buttare giù qualche riga, e, anche se nulla lo soddisfa totalmente, si dirige verso la buchetta delle lettere. Ma quando arriva lì, si dice che è arrivato troppo presto, così continua a camminare fino alla seconda buchetta e poi oltrepassa anche quella. Finchè arriva ad una stazione di servizio dove scambia due parole con una cassiera che gli dice che si deve sempre essere ottimisti. Harold decide che vuole far qualcosa che faccia la differenza. Telefona alla casa di cura dove è ricoverata Queenie e dice che sta andando a trovarla, e lei deve aspettarlo. Decide che andrà a piedi, convinto che finché lui continuerà a camminare, Queenie non morirà.

Parte così il pellegrinaggio di Harold dal sud dell'Inghilterra al nord. Un viaggio di mille chilometri che non è solo fatica e dolore fisico, ma che è anche un doloroso viaggio introspettivo nel passato e nel suo essere uomo, nei suoi errori e nei suoi rimpianti.
La scrittura di Rachel Joyce è piacevole e scorrevole. La storia si legge volentieri e ad ogni capitolo c'è la curiosità di capire se Harold ce la farà o se rimarrà preda dei demoni che provano di convincerlo a rinunciare. Il libro mi è piaciuto molto; probabilmente è un  po' bizzarro pensare che un uomo che non è mai andato a camminare, tutto d'un tratto riesce a farsi mille km in pochi mesi. Ma il vero cammino è quello che percorre in sé stesso, con alcune rivelazioni finali assolutamente inaspettate. Il personaggio di Harold mi è piaciuto molto e gli sono stata "umanamente" vicina. Aveva un sogno ed ha usato tutte le sue forze per portarlo a termine. Non potevo non tifare per lui!
Mio voto: 8 / 10

lunedì 29 settembre 2014

Labirinto di indizi - Robert B. Parker



titolo originale: walking shadow

Port City, Massachussetts. Un piccolo teatro che ha una notevole fama di mettere in scena degli spettacoli piuttosto d'avanguardia.  E' qui che viene chiamato il detective Spenser dal direttore della compagnia teatrale, Christopholous, che sostiene di essere pedinato. Ma l'investigatore non ha nemmeno il tempo di cominciare le indagini che, durante la rappresentazione di una commedia molto controversa, il primo attore della compagnia, Craig Sampson, viene ucciso.
Spenser, aiutato da Hawk e da Vinnie Morris, comincia ad interrogare gli altri attori della compagnia, mentre un'altra attrice, Jocelyn Colby, sostiene di sentirsi pedinata anche lei.
Spenser non riesce ad acciuffare questa ombra che cammina, ma si barcamena tra gli indizi, all'interno di una comunità con molti cinesi che lo "incoraggiano" a lasciar perdere le indagini. Cosa che ovviamente Spencer non fa...

Ho trovato questo libro per caso, mi serviva qualcosa per il "Monthly keyword" e ho scelto questo breve giallo del 1994 che ho scoperto essere parte di una serie di libri sul detective Spenser, da cui è stata anche tratta una serie tv.
Il libro si legge piacevolmente, narrato in prima persona proprio da Spenser. I personaggi sono interessanti. Sono molto divertenti gli scambi di battute tra Spenser e il suo assistente Hawk e tra Spenser e la sua compagna Susan.  
Non ero arrivata a risolvere il caso, ma magari mi sono fatta distrarre dalla criminalità organizzata e dall'ambiente circostante...
La cosa che mi chiedo: perché, quando viene tradotto un libro, non possiamo mantenere il titolo originale, soprattutto quando ha un significato mentre il titolo in italiano non c'entra niente?? Mah.
Mio voto: 7 / 10



venerdì 8 agosto 2014

Il Piccolo Principe - Antoine de Saint-Exupéry


Un aviatore ha un guasto al suo aeroplano nel deserto del Sahara. Sabbia e solitudine. Finchè la mattina successiva viene svegliato da un bizzarro personaggio che gli chiede di disegnargli una pecora. E' così che fa conoscenza col Piccolo Principe.
Il Piccolo Principe viene dal cielo, da un piccolissimo pianeta che sta vicino ad alcuni asteroidi che il Piccolo Principe ha visitato tutti. E dopo di essi la Terra.

Ho letto questo libro probabilmente anche a pezzetti in passato, perché alcune cose le ricordavo. Comunque, l'ho letto (o riletto) perché ho diversi amici che lo reputano un libro meraviglioso, così ero curiosa.
Perdonatemi, ma, a parte alcune pagine veramente belle (tipo l'incontro con la volpe) l'ho trovato piuttosto noioso. A mio parere è troppo complesso per i bambini, perché le metafore che esprime non sono "da bambino", ma allo stesso tempo l'ho trovato con pochi spunti di riflessione per gli adulti. Per esempio, quando visita il pianeta dell'ubriacone cosa ha voluto dire? Boh. Affronta tematiche importanti ma non è riuscito a smuovermi emozioni particolari. Sono anche dispiaciuta, ma proprio lo reputo ben lontano da un capolavoro...
Mio voto 7 / 10 (anche meno...)

mercoledì 2 luglio 2014

Nessun luogo è lontano - Richard Bach



Titolo originale "there's no such place as far away".
E' un romanzo brevissimo di Richard Bach, che ho apprezzato in altri suoi scritti.
Il tema principale è l'amicizia. L'io narrante è stato invitato al compleanno della sua cara amica Rae, che abita distante mille miglia da lui. E lui, che non si mette in viaggio se non c'è un buon motivo, decide di andare.
"Non vedo l'ora di essere da te!"
Senonchè, nel viaggio, incontra diversi uccelli (un colibrì, un gufo, un'aquila, un falco, un gabbiano) e tutti non capiscono perchè si metta in viaggio, perchè non è importante quanto siamo materialmente vicini ad un amico, se già vogliamo essere vicino a lui lo siamo col cuore.
“Può una distanza materiale separarci davvero dagli amici? Se desideri essere accanto, alle persone che ami, non ci sei forse già?”
Il linguaggio è sempre molto poetico, le illustrazioni molto belle, però ammetto che non mi ha fatto impazzire. Forse perchè è vero che certe amicizie rimangono nel cuore e il solo pensare ad una persona cara che ti è lontana te la fa sentire più vicina, ma a volte credo che valga comunque la pena di mettersi in viaggio e provare a vedersi di persona, nonostante le distanze.
Questo libro mi fu regalato da una cara amica nel Natale 1997 (!!!), poi, per vicissitudini varie, mi è tornato tra le mani adesso. Ammetto che mi ha emozionato di più pensare a chi me l'ha regalato e al perchè, piuttosto che la lettura in sè del libro...
Mio voto: 7 / 10

lunedì 9 giugno 2014

Fine di una storia - Graham Greene



"un racconto non ha nè principio nè fine: si sceglie arbitrariamente un certo momento dell'esperienza dal quale guardare indietro, o dal quale guardare in avanti"

Londra, 1946. Maurice Bendrix decide di fare una passeggiata per bere qualcosa al bar e nota Henry, sulle sponde del fiume Common, sotto la pioggia senza ombrello, e lo va a salutare. Finiscono a casa di Henry, dove lui gli dice che è preoccupato per Sara, sua moglie. Teme che abbia un altro e un conoscente gli ha suggerito di rivolgersi ad un poliziotto privato, ma Henry si vergogna troppo e Maurice si offre di farlo al posto suo, spacciandosi per un amante geloso. Henry in realtà alla fine si convince di lasciar perdere, mentre Maurice decide di andare comunque da un certo Parkis il quale, accompagnato dal figlio, si mette alle calcagna di Sara.
Rivedere Sara a casa di Henry, ha riscatenato in Bendrix tutti i sentimenti che provava per lei. Aveva conosciuto Sara ed Henry perchè stava scrivendo un romanzo su un funzionario statale (cosa che era Henry). Poi Bendrix e Sara erano diventati amanti. Un rapporto che Maurice, sentendo che prima o poi avrebbe avuto una fine, viveva alternando amore e rabbia, 

“io mi rifiutavo di credere che l'amore potesse prendere qualsiasi altra forma che la mia: misuravo l'amore dalla estensione della mia gelosia, e standoa quella misura essa non poteva amarmi affatto”

“l'incertezza è la peggior sensazione che provino gli amanti: a volte il matrimonio più monotono e senza desiderio sembra preferibile. L'incertezza storce i significati e avvelena la fiducia”

“mi ero imbattuto in questa avventura ad occhi aperti, sapendo che un giorno avrebbe dovuto finire, e nondimeno, quando quel senso di incertezza, quella consapevolezza logica di un avvenire senza speranza, scendeva su di me sotto forma di malinconia, io la tormentavo e ritormentavo, come se desiderassi far entrare ora quell'avvenire che era alla porta, ospite prematuro e indesiderato”

Maurice comincia a pensare che Sara abbia altri uomini e la immagina in loro copagnia rodendosi dalla gelosia. Per un attimo comincia anche a pensare al suidcidio. Arriva anche ad andare a casa di Richard Smythe, oratore anti cattolico, con una enorme macchia su una guancia, dove Sara si recava spesso.
Ma ad un certo punto, Parkis riesce a trovare e trafugare il diario di Sara e lo consegna a Bendrix, il quale pensava di trovare scritte le prove della sua colpevolezza, mentre invece scopre il motivo per cui, dopo uno dei loro incontri clandestini, Sara lo aveva lasciato senza alcuna spiegazione.

“quando ho cominciato a scrivere, ho detto che questa era una storia di odio, ma non ne sono convinto.”

Bendrix scopre così che mentre la casa in cui si erano incontrati veniva bombardata, Sara aveva fatto un voto a Dio: promise che se Maurice fosse stato vivo lo avrebbe lasciato per sempre e avrebbe amato solo Dio.
Ma Sara scrive anche di aver fatto un sogno in cui c'era Maurice e non era più in pace. "Lo voglio come lo volevo nei giorni andati. Voglio mangiare quei panini con lui. Bere con lui nel bar. Sono stanca e non voglio più soffrire. Voglio Maurice. Voglio il comune corrotto amore umano. Buon Dio, Tu sai che voglio volere la Tua sofferenza, ma non la voglio ora. Allontanamela per un poco e dammela un'altra volta”
Maurice, scoprendo che Sara lo ama ancora, comincia a tormentarla dicendo di lasciare la sua casa e andare con lui. E Sara lo prega di smettere di insistere e che nella sua attuale casa non resterà per molto.
Maurice resta quindi in attesa di una telefonata. Ma quando otto giorni dopo squilla il telefono, all'altro capo c'è Henry che gli comunica che Sara, molto malata, è morta.
Maurice odia Dio, e pensa a vendicarsi impedendo a Sara, che voleva farsi cattolica, di avere una sepoltura cattolica. Ma Sara sembra comunque vegliare su di lui, impedendo di fare del male ad una ragazza che conosce al funerale. Mentre diverse persone che hanno conosciuto Sara, sembrano quasi aver ricevuto dei miracoli da lei.
"Tu hai preso lei, ma me non mi hai preso ancora. ... Ma io non voglio la Tua pace e non voglio il Tuo amore. Volevo qualcosa di molto semplice e molto facile: volevo Sara per la vita e Tu me l'hai tolta. Coi Tuoi grandi progetti Tu rovini la nostra felicità, come la mietitura rovina la tana di un topo: io Ti odio, Dio, Ti odio come se Tu esistessi"

"ho scritto, cominciando, che questo era un racconto di odio, e mentre camminavo lì accanto a Henry, verso il nostro bicchiere di birra serale, trovai l'unica preghiera che sembrava si addicesse all'atmosfera invernale: Oh Dio, Tu hai fatto abbastanza, Tu mi hai derubato abbastanza; io sono troppo vecchio e stanco per imparare ad amare; lasciamo in pace per sempre"


Si legge bene, la scrittura è scorrevole; è un libro triste, pesante per chi ha conosciuto una situazione come quella narrata. Io capisco bene il rapporto di amore-odio che lega Maurice e Sara. Oltre all'amore tra i due protagonisti, appassionato e rabbioso, al centro della storia c'è anche Dio. Quel Dio che Sara adora, quello stesso Dio che Maurice odia perchè lo accusa di avergli tolto l'unica persona da cui voleva essere amato e ricambiato. Un Dio che lui nega, ma che a poco a poco, probabilmente insinua il lui il dubbio. E che, nonostante cerchi di vendicarsi nei Suoi confronti non concedendo a Sara la sepoltura cattolica, è proprio a Lui che rivolge la sua ultima preghiera, di lasciarlo in finalmente in pace. Mi hanno lasciata perplessi i "miracoli" (posso chiamarli così?) che Sara fa sulle persone che ha intorno, ma probabilmente erano indispensabili per far nascere il dubbio di Bendrix.
Mio voto: 7 e mezzo / 10.

mercoledì 30 aprile 2014

La luce del giorno - Graham Swift



Londra, Wimbledon, 1997. George Webb è un ex poliziotto, espulso dal corpo per una falsa accusa di corruzione. Un uomo disilluso, amareggiato dai fallimenti che hanno costellato la sua vita. Ha aperto un'agenzia investigativa, dove principalmente deve seguire mariti fedifraghi e dove si trova a fare il confidente e, a volte, l'amante delle mogli tradite.
Un giorno arriva in ufficio Sarah Nash, insegnante di lingue. Lei sa che suo marito Bob ha una relazione con Kristina, una studentessa, profuga croata, a cui i Nash hanno dato asilo. Ora che la Croazia ha vinto la guerra, Kristina vuole tornare a casa. E Sarah ha fatto un'ultima concessione al marito: accompagnare la ragazza all'aeroporto e poi tornare a casa da lei. Sarah vuole che George si assicuri che Kristina parta ma che lui rimanga.
“si fanno concessioni perchè in realtà non si vuole perdere qualcosa, no?”
Un lavoro facile, che avrebbe potuto tranquillamente passare a Rita, la sua assistente-collaboratrice. Ma George decide di tenerlo per sè.
Bob in effetti accompagna Kristina all'aeroporto e rientra verso casa. Ma è un uomo completamente svuotato, se ne accorge anche Sarah, che lo attendeva vestita bene e cucinando il suo piatto preferito. Se ne accorge e non resiste, lo accoltella. Questa è la scena che si presenta a George, quando, per pura intuizione forse, decide di tornare verso casa dei Nash mentre stava già rientrando.
Sarah finisce in galera, dove George la va a trovare ogni quindici giorni. Nell'attesa spasmodica che venga il giorno in cui da quel carcere uscirà con Sarah accanto.

E' un libro complesso. E' un libro di riflessioni, di continui flashback temporali. George nel presente, che attende che Sarah possa rivedere la luce del giorno; George da bambino, quando ha scoperto che il padre aveva un'amante ma si è tenuto il segreto per non far male alla madre; George che ripensa alla giornata in cui ha seguito Bob; George che dopo l'accusa falsa di corruzione viene anche lasciato dalla moglie, così brava a piantare in asso le persone che ha intorno.

“come succede? Come si compie la nostra scelta? Qualcuno entra nella nostra vita, e non possiamo più vivere senza di lui o senza di lei. Eppure, senza di lui o senza di lei eravamo vissuti fino a quel momento...”

Mi è piaciuta molto la scrittura di Swift. E' scorrevole. Alcuni flashback temporali non sono immediati. Ma il libro nel complesso, pur essendo pieno di sofferenza e di incomprensibilità verso la vita, è piacevole.
Mio voto: 7 e mezzo.

lunedì 31 marzo 2014

Freddi fiori d'aprile - Ismail Kadarè



FREDDI FIORI D'APRILE
Ismail Kadarè
Ed. Longanesi

Attraversando l'incrocio, Mark Gurabardhi nota un assembramento di gente che confabula su un serpente, ancora in letargo, che giace in strada, probabilmente dissotterrato da dei monelli. Quasi contemporaneamente, si sentono sfrecciare l'auto della polizia e una ambulanza, e si diffonde la notizia che la Banca di Stato è stata rapinata da 3 uomini, che non si sa dove sono nè come hanno fatto ad entrare. L'episodio della rapina, cosa mai avvenuta nel paese di B., scatena una certa inquietudine tra la gente del luogo. Mark, a questo sentimento "collettivo" aggiunge anche una personale angoscia nei confronti della ragazza-modella con cui ha una relazione segreta (e ha paura che lei abbia un altro), oltre al fatto che da alcuni giorni non vede il suo amico Zef, la cui casa rimane costantemente al buio senza segni di vita. Le riflessioni sulla rapina in banca lo portano a fare dei confronti con la vicenda mitologica di Tantalo (quando fermò il tempo) e a rievocare vecchie leggende (tipo quella della donna che sposò un serpente) ed antiche tradizioni, come le vendette di sangue secondo l'uso dell'antico Kanun. Le elucubrazioni di Mark arrivano ad una frenetica riflessione sull'iceberg del Titanic, visto come simbolo di qualcosa di anonimo che ha causato una tragedia.

Mettiamola così, se Kadarè ha voluto dare una idea della confusione che regnava in Albania dopo il comunismo, della sensazione costante di ansia per non sapere in che direzione stava andando il paese, della paura che venissero riesumati fantasmi del passato, ci è pienamente riuscito.
Ho fatto una fatica immensa a stare dietro alla storia, alle leggende e alle metafore che nella storia vengono integrate. Alla fine mi dà l'idea di un niente di fatto. Parte come una specie di giallo (col serpente in letargo, con la rapina, con l'uomo dal cappello di feltro che appare più volte) ma poi non c'è niente che trovi una conclusione. Mi sono persa nei capitoli e nei controcapitoli (!!!) come si sono succeduti i personaggi che andavano a cercare l'ingresso degli Archivi segreti di Stato.
Mio voto: 5 / 10

mercoledì 26 febbraio 2014

Le menzogne della notte - Gesualdo Bufalino

 
 
Premio Strega nel 1988.
Ambientazione: un carcere collocato su un'isola del mediterraneo, o, per meglio dire, su uno scoglio dal quale chi ha provato ad evadere si è trovato cadavere sugli scogli. Siamo nell'Ottocento, periodo di dominazione borbonica.
La sera prima di essere giustiziati, quattro amici condannati per reati di lesa maestà agli ordini di un soggetto che si fa chiamare "Padreterno" si ritrovano tutti insieme nella stanza per la veglia, con vista sul patibolo. Il governatore del carcere ha lasciato un foglio vuoto ciascuno e ha fatto loro una proposta: se uno solo di loro scriverà il nome del fantomatico Padreterno, tutti avranno salva la vita. Altrimenti tutti moriranno nella ghigliottina.
Nella stanza della veglia si trova anche un altro condannato, frate Cirillo, famosissimo brigante sanguinario e devoto, che per passare il tempo propone che loro gli raccontino un episodio della loro vita, reale o inventato, quello a cui penseranno nel momento in cui calerà la lama. 
Si susseguono così le storie dello studente Narciso, del soldato Agesilao, del barone Ingafù e del poeta avventuriero Saglimbene. Lo scopo di frate Cirillo, è strappare ai quattro amici il nome del Padreterno. Ma gli avranno detto il nome giusto o avranno capito chi si nasconde sotto gli stracci del brigante in realtà già giustiziato il giorno prima?
 
La prima parola che mi viene in mente chiudendo il libro è: geniale. Bufalino ha creato una trama molto accattivante, con una conclusione che non vi svelo, ma che è estremamente da colpo di scena.
Un difetto enorme di questo libro: il linguaggio datatissimo, con parole che credo non esistano nemmeno più sui vocabolari. Se si riesce a superare questo scoglio, il libro è molto bello.
Mio voto: 7 e mezzo.
 

lunedì 20 gennaio 2014

Angeli tra le fiamme - Theresa Melville



"Sono due uomini" disse la cartomante. ''E dovrai scegliere. Ma uno dei due soffrirà per colpa tua.Il tuo amore potrebbe ucciderlo..."
Rachel non sa cosa la spinge tra le braccia di Alex: più profonda dell'attrazione fisica, più importante del successo che lui può conferire alle sue sculture, sente la volontà di un'altra donna che abita in lei, che sceglie per lei. E' la Regina di Spade, una donna che ha troppo amato e troppo sofferto, la donna angelo che ha rapito il cuore di Francisco Goya tanto tempo fa...

Rachel è giovane, è una scultrice alle prime armi. Di lei si invaghisce il famoso critico d'arte Alex Tennyson che oltre a lanciarla come artista, la sposa. Ma nel destino di Rachel (confermato dai tarocchi della nonna cartomante) c'è un altro uomo di cui lei si sente innamorata, e una donna, vissuta nel passato, che a volte pare guidare le sue scelte. Si tratta di un'antenata di Rachel, Melita, una prostituta che aveva amato, fino alla morte, il pittore di corte Francisco Goya. 
Non posso raccontarvi troppo di questo romanzo perchè è molto corto e rischierei di svelare tutta la storia. 
In realtà lo comprai e lo lessi anni e anni fa. Già allora, mi era piaciuto molto l'intreccio tra le vite delle due donne vissute in periodi diversi. 
Leggendolo, mi sono detta che molte persone hanno trovato scandaloso "Cinquanta sfumature di grigio", ma anche qui ci sono diverse scene piuttosto esplicite che nulla hanno ad invidiare a quel romanzo più recente.
Il romanzo è piacevole, scorrevole. E', di base, un romanzo d'amore. Abbastanza carino.
 
Mio voto: 6 e 1/2



martedì 24 dicembre 2013

Monthly key word reading challenge 2014



L'anno scorso a questa sfida gliel'ho data su al primo mese :-( l'ho scoperta tardi e non sono riuscita a leggere il libro per gennaio. Così ho proprio cancellato anche il post qui sul blog. Quest'anno voglio provarci, anche se per motivi di studio la vedo grigia riuscire a mantenere una costanza simile.. vedremo..

La sfida è ospitata da Bookmark to blog. Va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2014 e consiste nel leggere ogni mese un libro che contenga una delle "key words". Regole complete sul blog di riferimento.
Ho deciso di considerare il titolo originale del libro, perchè a volte le traduzioni lo modificano sostanzialmente e diventa un'impresa...

Queste le key words:


JAN- Angel, Secret, Clock, Black, Day, Wild
FEB- Her, Life, Night, Red, Dark, Island
MAR- Forever, Inside, Storm, Sky, Flower, Stay 
APR- Star, Light, Never, Princess, Break, Clear
MAY- Dawn, Death, End, Lost, Beautiful, And
JUN- Color, Beyond, Found, Place, Grave, Road
JUL- Crash, Ship, Prince, Whisper, Sun, Of
AUG- Forgotten, Down, True, Run, Danger, Me
SEP- Number, Take, Shadow, Ice, Who, After
OCT- Ocean, Blood, Still, Out, The, Fate
NOV- Into, Sound, Blue, House, My, Last
DEC- Kiss, Fire, Ruin, White, Promise, Infinity

*******

My list of books: