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lunedì 31 agosto 2015

Il rifugio dei cuori solitari - Lucy Dillon



Titolo originale: Lost dogs and lonely hearts (2009)

Seduta di fronte all'antica scrivania di rovere, Rachel ascolta a malapena il borbottio dell'anziano notaio che sta sbrigando le ultime formalità testamentarie.
Il suo sguardo è fisso sulla sua eredità: un muso piegato di lato e pieno di comprensione, due enormi occhi color ghiaccio, un orecchio nero floscio e l'altro bianco e dritto. Gem non è un cane come tutti gli altri, è il border collie dell'eccentrica zia Dot che, morendo, ha deciso di lasciare alla nipote una grande tenuta in campagna, un rifugio per cani abbandonati e soprattutto Gem, l'amico prediletto. 
Rachel non è certo un tipo da cani e la sua sofisticata e mondana vita a Londra non l'ha preparata al faticoso lavoro in campagna. 
a tutta la sua vecchia esistenza è appena andata a rotoli, perché la sua relazione con Oliver, che era anche il suo capo, è appena finita e Rachel è rimasta senza lavoro, senza soldi e senza amore. 
Non tutto però è perduto e Rachel scopre, proprio grazie a Gem, di avere un sesto senso nel trovare i padroni più adatti a prendersi cura dei trovatelli del rifugio. 
Natalie e Johnny sono una coppia senza figli e solo le corte zampette di Bertie, un tenero basset hound, possono far tornare il sorriso sulle loro labbra. 
Zoe crede che la piccola labrador Toffee sia uno scomodo regalo dell'ex marito ai suoi figli, ma presto deve riconoscere che il vero regalo l'ha ricevuto lei. E Bill, un incallito cuore solitario, non sa resistere ai dolci occhi neri della barboncina Lulu, che lo guardano adoranti da sotto i ciuffi di pelo. 
A tutti loro Rachel dona una nuova opportunità per una vita migliore, ma dovrà essere forte abbastanza da dare una seconda occasione anche al suo cuore spezzato…  (www.garzantilibri.it)

Un rifugio per cani abbandonati, ed una donna che si trova di punto in bianco ad occuparsene, dopo la morte della zia a cui assomiglia incredibilmente. E, a poco a poco, si accorge anche di avere il dono che aveva la zia: riuscire ad abbinare un cane con la persona giusta.
Non lo nego che la copertina ha avuto una grossa parte di attrattiva per me. 
Mi piacciono le storie di Lucy Dillon, anche se il modo di scrivere non mi convince al cento per cento. Nei primi capitoli, uno dopo l'altro, praticamente ci parla di tutti i protagonisti del resto del romanzo. In realtà, questo modo di buttarli in scena tutti insieme mi ha un po' creato confusione all'inizio, ma poi con lo svolgimento della storia dopo tutto torna a posto.
Le storie che si intrecciano sono molto tenere. La scrittura è scorrevole, il libro si legge piacevolmente. Il romanzo è pieno di cuori che cercano affetto e calore. Storie di seconde occasioni, sia per gli umani, sia per i cani abbandonati.
Lascia un po' a desiderare questo grande segreto di Dot, che si scopre verso la fine, e che alla fine non è niente di che. Qui magari poteva trovare qualcosa di più interessante. E' vero che mi sono fatta prendere talmente dalle storie dei pelosini, che Dot è abbastanza scesa in secondo piano.
Un libro molto piacevole da leggere sotto l'ombrellone. Ma era perfetto anche per il periodo natalizio!
Mio voto: 8 / 10

giovedì 9 luglio 2015

Whisper - Maggie Stiefvater


Titolo originale: Whisper (2008)

La sedicenne Deirdre Monaghan è una musicista incredibilmente timida ma prodigiosamente dotata. Inoltre sta per scoprire di essere una “cloverhand” – una che può vedere le fate. Quando un misterioso ragazzo sbucato dal nulla entra nella sua ordinaria vita di città, Deirdre se ne innamora. Il problema è che l’enigmatico e contraddittorio Luke si scopre essere un “gallowglass”, un assassino senz’anima di fate, e Deirdre sta per essere la sua prossima vittima. Deirdre deve decidere se i sentimenti di Luke verso di lei sono reali, o soltanto un modo per condurla più profondamente nel mondo delle Fate. L’amore di Deirdre per Luke, bello e pericoloso, la costringerà a prendere coscienza dei suoi poteri elfici, e a essere coinvolta in una lotta all’ultimo sangue contro esseri inimmaginabili. (da http://www.lafeltrinelli.it/)

Se dovessi riassumere con due parole questo libro, lo definirei una delusione. La trama era interessante ma lo svolgimento è tutt'altra cosa. La storia è molto confusa, a tratti anche sbrigativa. La scrittura è poco scorrevole. Non ho trovato questa lotta all'ultimo sangue che dicono nella sintesi. I personaggi non si capisce mai se sono buoni o cattivi, elfi fate o umani. Inoltre, secondo me, non sono proprio ben caratterizzati; le loro descrizioni sono abbastanza sommarie.
Probabilmente anche la traduzione non è delle più accurate, perchè ho trovato alcune frasi che proprio, sintatticamente, sono pessime.
Le prime 20/30 pagine sono incentrate sul fatto che sta ragazza deve vomitare. Eccessivo e noioso. 
L'autrice poi voleva probabilmente creare un finale d'effetto, ma non è minimamente la sensazione che mi ha provocato. 
No, proprio nel genere "teen fantasy" è forse il libro peggiore che abbia letto finora.
Mio voto: 4 / 10

venerdì 15 maggio 2015

La proposta di un gentiluomo - Julia Quinn



titolo originale: An offer from a gentleman (2001)

Tutti i domestici hanno capito subito che Sophie è figlia di Richard Gunningworth, sesto conte di Penwood, nonostante lui la spacci per la figlia di un amico che tiene con sé come sua protetta. Ma Sophie è una bambina buona e tranquilla e i domestici le vogliono bene. Finchè un giorno il conte decide di sposarsi con una donna che ha già due figlie, Rosamund (11 anni) e Posy (10 anni, come Sophie). Sophie è contentissima all'idea di avere due sorelle, ma le cose vanno diversamente. La nuova contessa, Araminta, vorrebbe che Sophie fosse mandata via, ma il conte si oppone. Anche le bambine trattano Sophie con sdegno e altezzosità, e al di fuori delle ore di studio le stanno alla larga. E così va avanti la vita di Sophie finchè quattro anni dopo il conte, preso da un attacco di cuore, muore. Nel testamento egli dispone che la contessa si prenda cura di Sophie fino al ventunesimo anno di età, ma ovviamente Sophie si trova a fare da serva alla contessa e alle sue figlie.
A vent'anni, come tutte le ragazze della sua età, Sophie sogna di partecipare al ballo in maschera a casa dei Bridgerton, che è l'evento clou della stagione mondana. Araminta e le due figlie si preparano febbrilmente nella speranza che una delle due accalappi uno dei due fratelli Bridgerton ancora scapoli: Benedict e Colin. Ma appena la contessa e le figlie sono uscite di casa, la governante trascina Sophie nella mansarda, dove insieme alle tre cameriere della casa, lavano e preparano Sophie per il ballo, usando un vestito della madre del conte tirato fuori da un vecchio baule. Sophie è quindi pronta per andare al ballo, sapendo di dover lasciare la festa assolutamente a mezzanotte.
Benedict Bridgerton, il secondo degli otto fratelli Bridgerton, nota subito la misteriosa dama in argento e subito ne è folgorato, “accaparrandosela” per tutta la sera. Ma la ragazza, al gong della mezzanotte scappa via e Benedict rimane con un guanto in mano, e nonostante la cerchi nei mesi successivi, sembra che la ragazza sia proprio sparita nel nulla.

Ho scoperto questo libro per la categoria “retelling” della Eclecting reaading challenge.
L'intreccio è basato sulla storia di Cenerentola, con l'orfana costretta a fare da serva alla matrigna e alle sorellastre, e una specie di “fata turchina” che la riveste di argento e la fa partecipare al ballo in cui conosce uno degli scapoli più ambiti della città e se ne innamora, ricambiata. Questo finchè lo scoccare della mezzanotte rompe l'idillio e lei è costretta a scappare dal ballo. E nei giorni successivi sarà anche cacciata di casa, perchè la matrigna ha capito che la dama misteriosa è proprio lei. Seguiranno varie peripezie, finchè per caso Sophie e Benedict si riincontrano, ma mentre lui non la riconosce, lei invece lo riconosce subito e non gli dice nulla. Benedict tuttavia è piuttosto combattuto tra l'attrazione che provava per la dama argentata e quella che prova per Sophie, che vorrebbe sposare ma non può farlo perchè è di ceto sociale inferiore.
Grazie al cielo, Benedict ha una madre ingelligente e lungimirante, e le cose si sistemeranno comunque.
Va beh insomma, lo immaginavate dai che è un libro romantico e che quindi finisce bene. Non vi racconto molto invece delle disavventure di Sophie, così non svelo del tutto le sorprese.
Il libro è decisamente piacevole. E' scorrevole. Ci si affeziona ai personaggi (Sophie e Benedict, ma anche alcuni dei personaggi “minori”). La matrigna è assolutamente odiosa, e così la figlia maggiore. Poi è piuttosto intrigante la figura di Lady Whistledown, una misteriosa giornalista che conosce tutti i pettegolezzi di casa Bridgerton.
Ho letto che Julia Quinn ha fatto un libro per ognuno degli otto fratelli Bridgerton (in ordine di “accasamento”) e che in realtà questo sarebbe il terzo libro della serie, anche se in Italia è stato pubblicato per primo. Beh, credo che prima o poi leggerò anche gli altri, nella speranza che siano piacevoli almeno come questo.

Mio voto: 8 e mezzo / 10

venerdì 6 febbraio 2015

Il buio oltre la siepe - Harper Lee



Titolo originale: To kill a mockingbird (1960)

Maycomb (cittadina immaginaria dell'Alabama), anni '30.
Scout (Jean Luoise) e Jem (Jeremy) Finch abitano col padre Atticus, avvocato, e la domestica di colore Calpurnia.
Passano i loro giorni fantasticando su Arthur (Boo) Radley, un vicino di casa che da anni vive rinchiuso in casa, avendone paura ma essendone anche piuttosto incuriositi.
Durante l'estate, a loro si aggiunge Dill, un bambino orfano di padre che passa le estati da una zia a Maycomb.
Un giorno ad Atticus viene affidato il caso di Tom Robinson, un giovane di colore accusato ingiustamente di aver violentato Mayella Ewell. Atticus, durante il processo pubblico, riesce ampiamente a dimostrare che il giovane è innocente, ma la giuria lo considera comunque colpevole. Sono gli anni in cui una persona di colore l'avrà comunque persa contro una persona bianca. Atticus decide che ricorreranno in appello, avendo buone speranze, ma mentre si trova nel carcere Tom cerca di scappare e viene ucciso dalle guardie.
Il padre di Mayella, Bob Ewell, minaccia pesantemente Atticus, dicendogli che prima o poi gliela farà pagare. E infatti, durante la notte di Halloween, dopo la rappresentazione teatrale fatta a scuola, mentre Jem e Scout rientrano verso casa, Bob li segue e li aggredisce. Scout non vede cosa succede, perchè ha ancora addosso il suo costume da prosciutto della recita. Si accorge a casa che l'uomo che li ha salvati è il fantomatico Boo Radley.


Bellissimo. E' un libro che da tanto tempo volevo leggere. Non ho nemmeno mai visto il film, e anche a questo provvederò.
Siamo nell'Alabama degli anni '30, anni in cui i neri (che vengono chiamati “cioccolati”) sono considerati inferiori ai bianchi. Però ci sono alcune persone, come Atticus, per cui una persona è una persona indipendentemente dal colore della sua pelle. Atticus sa che quel processo porterà molte persone a parlar male di lui, ma lui prosegue per la sua strada. Sa fin dal principio che probabilmente la giuria condannerà Tom, per paura di ritorsioni, però il suo intento è di insinuare un po' di dubbio in chi ascolta. E raggiunge perfettamente il suo scopo.
La vicenda è narrata in prima persona da Scout, la bambina. La narrazione è scorrevole, emozionante, il libro si legge tutto d'un fiato. La storia non ha punti morti. I personaggi sono ben delineati. Atticus Finch è quasi mitico. Il libro affronta un argomento delicato come il razzismo con gli occhi puliti dei bambini.
Il titolo originario, tradotto, sarebbe stato “uccidere un usignolo”. Un peccato secondo Atticus, perchè gli usignoli sono uccellini innocui che non fanno male a nessuno, non rubano il nido agli altri uccelli, ma anzi regalano una musica gradevole a chi hanno intorno. All'usignolo è paragonabile sia Tom, il ragazzo nero, una facile preda della cattiveria degli Ewell, sia Boo Radley, che verrebbe gettato in pasto al mondo se venisse svelato che è stato lui a salvare i bambini uccidendo Bob Ewell (mentre lui ha scelto di rimanere fuori dal mondo).
Mio voto: 10 / 10.

lunedì 2 febbraio 2015

Gli ingredienti segreti dell'amore - Nicolas Barreau



Titolo originale: Das lacheln der Frauen (2011)

Le coincidenze non esistono. Aurélie Bredin ne è sicura. Giovane e attraente chef, Aurélie gestisce da qualche anno il ristorante di famiglia, Le Temps des cerises. È in quel piccolo locale con le tovaglie a quadri bianchi e rossi in rue Princesse, a due passi da boulevard Saint-Germain, che il padre della ragazza ha conquistato il cuore della futura moglie grazie al suo famoso Menu d’amour. Ed è sempre lì, circondata dal profumo di cioccolato e cannella, che Aurélie è cresciuta e ha trovato conforto nei momenti difficili.
Un pomeriggio però, dopo essere stata piantata in asso dal fidanzato, Aurélie si rifugia in una libreria, dove si imbatte in un romanzo intitolato Il sorriso delle donne. Incuriosita, inizia a leggerlo e scopre un passaggio del libro in cui viene citato proprio il suo ristorante. Grata di quel regalo inatteso, decide di contattare l’autore per ringraziarlo. Ma l’impresa è tutt’altro che facile. Ogni tentativo di conoscere lo scrittore – un misterioso inglese – viene bloccato da André, l’editor della casa editrice francese che ha pubblicato il romanzo. Aurélie non si lascia scoraggiare e, quando finalmente riuscirà nel suo intento, l’incontro sarà molto diverso da ciò che si era aspettata.


Ho letto questo libro per il gruppo di lettura. Volevamo (finalmente) una lettura “da plaid”, rilassante, romantica, leggera. Il libro è carino ma mi dà l'impressione di essere un po' stato scritto “apposta”. La trama era intrigante però il racconto è un po' melenso e in alcuni punti ha un po' troppi luoghi comuni sull'amore. Poi lo sviluppo della vicenda poteva avere più movimento.
Nella storia sono state lasciate molte espressioni francesi, senza una traduzione. E chi non sa il francese deve tirare ad indovinare??
E poi c'è una cosa che mi ha proprio creato confusione. L'autore scrive sempre in prima persona, sia quando interpreta Aurélie, sia quando interpreta André. E' uno stile narrativo tremendo.
E' comunque una lettura piacevole, da relax.

Ho letto su wikipedia che, secondo una giornalista tedesca, Nicolas Barreau non esiste (proprio come il personaggio del suo libro) ma che in realtà si tratta di un autore fittizio creato apposta per sfruttare il favore che gli autori francesi hanno in Germania. Non so se questo sia vero o meno. L'impressione di essere un libro “furbo” l'ho avuta anche io.


Mio voto: 6 e mezzo / 10.

mercoledì 28 gennaio 2015

Le madri salvate - Colombe Schneck


Titolo originale: La rèparation (2012)

Quando Colombe Schneck aspetta il suo primo bambino, la madre Hélène le chiede di chiamarlo Salomé, in ricordo di sua cugina morta durante l'Olocausto. Colombe non sa nulla di questa bambina, il cui nome non è mai stato evocato prima di allora. Ma il figlio che nasce è un maschio, e la questione viene dimenticata. Quando qualche anno più tardi Colombe è di nuovo incinta, un'amica le suggerisce il nome di Salomé e in quel momento le torna alla memoria la strana richiesta di sua madre, che nel frattempo è morta. Inizia cosi una ricerca delle proprie origini che porterà l'autrice dalla Francia in Lituania, negli Stati Uniti e in Israele, e un'inchiesta attraverso segreti e dolorosi non detti famigliari. Mary, la bisnonna dell'autrice, aveva quattro figli: Ginda, Raya, Masa e Nahum. La famiglia era originaria di un piccolo borgo lituano, Panèvezys. Quando Mary e tre dei suoi figli vengono deportati nel ghetto di Kaunas, Ginda, la nonna di Colombe Scneck, si salva perché negli anni Venti aveva deciso di emigrare in Francia. Il fratello e le sorelle di Ginda sopravvivono alla selezione e alla deportazione mentre Mary, i cognati e i loro figli muoiono. Raya e Masa dopo la guerra si risposeranno con altri sopravvissuti all'Olocausto, che avevano a propria volta perso le mogli e i figli. E altri bambini nasceranno. La domanda che nessuno osa porsi è questa: com'è possibile che Salomé, la figlia di sette anni di Raya, e Kalman, il bambino di soli tre anni figlio di Masa, siano morti e le loro madri no? (da www.amazon.it)

Questo libro parla degli ebrei che vivevano in Lituania e che furono deportati nel ghetto di Kaunas. 
E' la storia della famiglia dell'autrice, la cui nonna però non ha mai voluto raccontare effettivamente cosa successe. Si è chiusa nel silenzio, lei che nel ghetto non c'è stata perchè col marito si sono trasferiti in Francia prima che le cose precipitassero. A differenza delle sorelle e del fratello, che al ghetto sono sopravvissuti e che da allora, seppur non parlando di cosa hanno subito, hanno però scelto di vivere e guardare il futuro senza guardare il passato.
Cosa mi è piaciuto di questo libro? Aggiunge un altro tassello alla storia terribile della Shoah, in particolare, rispondendo alla domanda su come facevano a salvarsi le madri dal momento che venivano "smistate a destra o a sinistra" insieme ai loro bambini. In diversi documentari che, negli anni, ho visto, questa cosa non l'avevo sentita ancora. E nel libro la scelta viene presa coraggiosamente dalla nonna, che permette così alle figlie di vivere. Un desiderio di vita che le porterà prima a salvarsi dalla barbarie del ghetto e dei lavori forzati, e successivamente, finita la guerra, a guardare solo avanti cercando la vita.
Cosa non mi è piaciuto di questo libro? La scrittura. La prima parte è abbastanza confusa. Sembra che l'autrice scriva i pensieri sparsi che le capitano. Però, in questo modo la narrazione è abbastanza frammentaria e diverse frasi si ripetono più volte. Cambia decisamente stile nel momento in cui il racconto diventa più "cronologico" (senza saltare da un episodio all'altro e da una persona all'altra), cioè quando l'autrice comincia a trascrivere i racconti che le vengono fatti dai parenti. In questa seconda parte il racconto diventa lineare e decisamente più scorrevole e comprensibile.
Una storia da inserire nella lista di libri da leggere sulla Shoah, per imparare.

Mi voto: 7 / 10.

martedì 27 gennaio 2015

Vacanze in villa - Madeleine Wickham



titolo originale: Sleeping arrangements

Prendiamo due famiglie. Nella prima troviamo Chloe, che è stanca di confezionare abiti da sposa, ha bisogno di una vacanza. E lo stesso vale per il suo compagno Philip, impiegato in banca che rischia di perdere il lavoro. C'è quindi aria di crisi nella famiglia, completata da Nat (il loro figlio) e Sam (figlio di un precedente compagno di Chloe). Così quando Gerard, un vecchio amico di Chloe, le propone di trascorrere una settimana in Spagna nella sua villa, Chloe accetta subito.
Poi c'è una seconda famiglia, dove troviamo Hugh, tutto dedito al lavoro, e Amanda, la sua moglie perfettina. Anche loro hanno bisogno di cambiare aria mentre la loro casa viene restaurata. Anche a loro Gerald, amico di Hugh, propone la sua villa in Spagna. Prendono su bagagli, bambine e tata con capelli rasta al seguito, e partono.
All'arrivo in Spagna però c'è la sorpresa: Gerard ha invitato entrambe le famiglie nella stessa villa e negli stessi giorni. Ma c'è di più. Chloe e Hugh hanno un segreto: quindici anni prima si frequentavano, finchè lui è scappato perchè non se la sentiva di prendersi cura di un bambino.
La storia prosegue con desideri che si risvegliano, odii mai sopiti, malintesi e imprevisti.

Gli ingredienti per essere una lettura divertente li aveva tutti. La sensazione che, invece, mi rimane a lettura finita è che questa sia una "commedia amara", che si conclude con un niente di fatto piuttosto piatto. Due famiglie in crisi che vengono "manovrate come burattini" da questo Gerald, enologo diventato famoso, che si diverte a giocare scherzi agli amici. E' proprio così che si sentono Chloe e Hugh, manovrati, pensando che Gerald li abbia voluti spingere l'uno nelle braccia dell'altra, per poi distruggere le loro vite. In realtà, alla fine pare che la situazione creata da Gerald (volutamente) sia solo d'aiuto alle due famiglie per riscoprire i propri difetti e i desideri di miglioramento (il tutto con tono molto buonista).
Non so, non trovo la verve che ho trovato negli altri libri della Wickham/Kinsella che ho letto. Il modo di scrivere è il suo, brioso e scorrevole, però i personaggi e la situazione "seria" che prova a creare mi sembra che stonino un po' con la leggerezza del racconto. Mah. E' stato un po' una delusione.

Mio voto: 6 / 10.

sabato 17 gennaio 2015

Non dirmi che hai paura - Giuseppe Catozzella



Samia è una ragazzina di Mogadishu. Ha la corsa nel sangue. Divide i suoi sogni con Ali, che è amico del cuore, confidente, e primo allenatore appassionato. Mentre intorno la Somalia è sempre più preda dell'irrigidimento politico e religioso, mentre le armi parlano sempre più forte la lingua della sopraffazione, Samia guarda lontano, e avverte nelle sue gambe magre e velocissime un destino di riscatto per il paese martoriato e per le donne somale. Gli allenamenti notturni nello stadio deserto e le prime affermazioni la candidano alle Olimpiadi di Pechino dove non vince ma si fa notare. Il suo vero appuntamento sarà quello di Londra. Ma tutto diventa difficile. Corre chiusa dentro il burka, il padre viene ammazzato al mercato di Bankara, la sorella decide di fuggire in Europa, Ali entra nel gruppo dei terroristi. È tempo di andarsene. Allenarsi ad Addis Abeba e farsi candidare per Londra. Purtroppo il comitato olimpico di Mogadishu non fa arrivare i documenti necessari e Samia si riscopre clandestina. Sola, decide per il Viaggio, il terribile viaggio dei migranti dall'Etiopia al Sudan, e attraverso il Sahara verso la Libia per poi arrivare via mare in Italia. Sono mesi di umiliazioni, di vessazioni, di pura devastante corporeità. Quando sale sulla barca per Lampedusa, Samia è il sogno di se stessa, ma l'acqua azzurra della libertà la inghiotte per sempre. (da www.lafeltrinelli.it )

Ho scoperto che in questo libro Giuseppe Catozzella ci racconta la storia vera di Samia Yusuf Omar un'atleta somala che ha davvero corso alle Olimpiadi di Pechino ed è morta nel mare mediterraneo, durante il terribile Viaggio dei migranti, ad un passo dall'Italia.

La prima parte del libro mi è piaciuta molto. Racconta la storia di questa bambina con la passione per la corsa e del suo amico Alì, prima suo compagno di allenamento e poi suo allenatore. Racconta di come, nonostante la guerra e l'estremismo che avanza, il padre di Samia la sostenga nel suo sogno.

"Non devi mai dire che hai paura, piccola Samia. Mai. Altrimenti le cose di cui hai paura si credono grandi e pensano di poterti vincere".

Il padre è un punto di riferimento per Samia. Lui sa parlare di pace e speranza anche mentre fuori infuria la guerra. Un po' tutta la famiglia di Samia è un luogo in cui si respira amore, in cui non si tarpano i sogni ma anzi vengono incoraggiati se diretti a rendere felici i figli.
Ma un po' alla volta, pur mietendo successi nella corsa, Samia perde (in modi diversi) i suoi punti di riferimento, Alì, il padre e la sorella. E scopre che l'amore che prova lei per il suo Paese è decisamente un amore a senso unico. Qui comincia la "seconda parte del libro" in cui, insieme a Samia, compiamo quello che i migranti chiamano il Viaggio, da clandestini trattati come animali, che lasciano le proprie terre africane per raggiungere l'Europa. Un viaggio che per Samia purtroppo sarà fatale. Questa seconda parte, pur essendo tragica e commovente, mi è piaciuta un po' meno. Ho pianto alla fine, ma il racconto delle atrocità subite dai migranti l'ho già letto in troppi libri e tutte le volte mi viene da chiedermi perchè non si riesce a fermare questa barbarie. Forse ero così affezionata a questa ragazza e al suo sogno che ho sperato ce la potesse fare. Ho scoperto solo sul finale che il libro racconta una storia vera. E nella postfazione, l'autore è riuscito anche a rispondere alla domanda che mi stavo ponendo, in merito alle fonti che lo avevano aiutato a scrivere questa storia.
La scrittura di Catozzella è piacevole. Il libro l'ho divorato, merito dell'argomento e della narrazione toccante e coinvolgente. Come già detto, ho trovato molto bella la parte ambientata a Mogadiscio (i colori, i sapori, la polvere bianca ovunque) e "un po' già sentita" la parte del viaggio. Nel complesso è un libro molto bello che consiglierei.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

martedì 13 gennaio 2015

Lo hobbit - J.R.R. Tolkien



Pubblicato per la prima volta nel 1937, Lo Hobbit è per i lettori di tutto il mondo il primo capitolo del Signore degli Anelli, uno dei massimi cicli narrativi del XX secolo. Protagonisti della vicenda sono, per l’appunto, gli hobbit, piccoli esseri “dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari”, che vivono con semplicità e saggezza in un idillico scenario di campagna: la Contea. La placida esistenza degli hobbit viene turbata quando il mago Gandalf e tredici nani si presentano alla porta dell’ignaro Bilbo Baggins e lo trascinano in una pericolosa avventura. Lo scopo è la riconquista di un leggendario tesoro, custodito da Smaug, un grande e temibile drago. Bilbo, riluttante, si imbarca nell’impresa, inconsapevole che lungo il cammino s’imbatterà in una strana creatura di nome Gollum. (da http://www.bompiani.eu/ )

Ho fatto l'errore di leggere il libro dopo aver visto il film. In questo modo, mentre leggevo mi immaginavo i personaggi che avevo visto sullo schermo. In realtà la storia scritta da Tolkien differisce in molti punti da quella che poi è stata rappresentata (ad esempio, non esiste la storia d'amore tra Fili e l'elfa...e i nani non vengono traghettati e ospitati da Bard).
La scrittura di Tolkien è molto scorrevole il libro si legge bene e rapidamente. Non ho apprezzato in modo particolare alcuni punti in cui lascia un po' in sospeso ad esempio quando dice "questa cosa la vedremo poi". E non mi è piaciuto molto il fatto che racconta in un capitolo alla fine, piuttosto sbrigativo, dove è stato Gandalf quando ha lasciato la compagnia.
Comunque non avevo ancora letto nulla di Tolkien e sono molto contenta di aver cominciato con questo libro che è effettivamente un fantasy molto semplice, una storia veramente da favola della buonanotte. Ci sono alcune scene più paurose, ma tutto sommato l'intera narrazione è tranquilla. Bilbo Baggins è un personaggio a cui ci si affeziona perchè, sebbene “trascinato” in questa grande avventura, non si perde mai d'animo.

Mio voto: 8 / 10

domenica 28 dicembre 2014

The Eclectic Reader Challenge 2015



Provo per la prima volta questa sfida, ospitata da Book'd Out .
La sfida va dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015. Consiste nel leggere un libro per ognuna delle categorie indicate. 

Categories:


.  Retellings (of fairytale, legends or myth)
.  A book set in a country starting with the letter S (eg. Sweden, Singapore, South Africa, Spain, Slovakia)
.  PI Crime (fiction featuring a private investigator)
.  A novel published before you were born
.  Contemporary romance
.  Fiction for foodies (fiction featuring food/food related business)
.  Microhistory (Non Fiction)
.  Science Fiction set in space
.  Sports (Fiction or Non fiction)
.  Featuring diversity
.  Epistolary Fiction (fiction written in the format of letters/emails/diary)
.  Middle Grade/YA Adventure

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E questa è la lista dei libri che ho letto:

.    A book set in a country starting with the letter S --> Spain --> vacanze in villa (Madeleine Wichkham)
.    PI Crime --> il grande sonno (Raymond Chandler)
.    A novel published before you were born --> lo hobbit (Tolkien)
.    Contemporary romance --> il rifugio dei cuori solitari (Lucy Dillon)
.    Microhistory --> le madri salvate (Colombe Schneck)
.    Science Fiction set in space --> guida galattica per autostoppisti (Douglas Adams)
.    Featuring diversity --> il buio oltre la siepe (Harper Lee)
.    Epistolary Fiction --> quel che resta del giorno (Kazuo Ishiguro)
.    Middle Grade/YA Adventure --> whisper (Maggie Stiefvater) 


COMPLETED