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giovedì 10 dicembre 2015

La lettrice di fiori - Elizabeth Loupas



Titolo originale: The flower reader (2012)

Corte di Scozia, 1560. Rinette Leslie di Granmuir, figlia di cortigiani, possiede un’abilità unica e preziosa: pratica la floromanzia, l’antica arte di predire il futuro leggendo i fiori. Eppure questo dono non la metterà al riparo da ciò che sta per accadere: la regina, in punto di morte, le consegna uno scrigno che contiene alcune lettere cifrate con i più oscuri segreti della casa reale e la prova degli intrighi dei nobili di corte. Nel cofanetto si trova anche una pergamena con una profezia firmata da Nostradamus che minaccia il destino della monarchia. La giovane Rinette ha il compito di consegnarlo a Maria Stuarda, la futura regina, ma commetterà un errore fatale: poco prima di recarsi dalla nuova sovrana, si confiderà con il proprio amato, mettendolo inconsapevolmente in pericolo. Alcuni cortigiani senza scrupoli, che hanno spiato la conversazione, pur di entrare in possesso del prezioso oggetto, fanno sparire misteriosamente l’uomo. Ma quali importanti segreti potrà mai contenere lo scrigno? E quale sarà il destino del Regno di Scozia? Distrutta dal dolore e circondata da gente di cui non può fidarsi che complotta dietro di lei, Rinette avrà un solo modo per sottrarsi alle loro sordide trame: affidarsi ai fiori, al loro magico potere e alla loro forza profetica. Riuscirà a rimanere immune ai pericoli che incombono su di lei e a ritrovare un amore perduto? 
(da http://www.newtoncompton.com/libro/la-lettrice-di-fiori)

Cercavo un libro che potesse andare bene per l'ultimo mese della "monthly keyword" e sono incappata nella floromanzia, l'arte di predire il futuro leggendo i fiori, di cui sinceramente non avevo mai sentito parlare.
Devo però fare una precisazione sulla trama scritta dalla casa editrice: non sono i cortigiani senza scrupoli che ascoltano la conversazione, bensì è proprio Alexander che va a spifferarlo ai quattro venti nella speranza di guadagnarci...
Trama interessantissima, anche se la lettura dei fiori ad un certo punto sparisce quasi completamente, per riapparire un pochino verso la fine.
E' una strana sensazione quella che ho a libro finito; mi è piaciuto, ma non da dargli un voto altissimo. La scrittura è scorrevole, piacevole, anche se le prime pagine risultano un po' contorte. Riesce a conciliare bene l'ambientazione storica con la parte romanzata, senza addentrarsi troppo nella storia del periodo (mi piacciono i romanzi con ambientazione storica, ma odio profondamente quando diventano dei manuali di storia).
La protagonista, non so, ad un certo punto mi sono chiesta come mai continuasse (testardamente) a voler vendicare un marito che è stato veramente un farabutto. E' anche vero che se avesse consegnato subito il cofanetto non ci sarebbe stato il romanzo...
Trame e intrighi alla corte della capricciosa e volubile Maria Stuarda, dove i personaggi sono veramente troppi (oltretutto, la Stuarda aveva nel suo seguito solo donne che si chiamavano Maria..)
Ho provato una simpatia immensa per Nicolas De Clerac, raffinato confidente della regina, probabilmente è il personaggio a cui mi sono affezionata di più.
Nel complesso, il libro l'ho letto volentieri e anche in fretta ma, ripeto, non mi ha lasciato una grande emozione, nonostante la storia d'amore (l'ultima ovviamente) è veramente tenera (forse perchè è molto tenero lui..).
Mio voto: 7 e mezzo / 10

mercoledì 21 ottobre 2015

A casa - Toni Morrison



Titolo originale: Home - 2012

Frank Money, ventiquattro anni, reduce dalla Guerra di Corea che "i soldi ce li ha solo nel cognome", riesce a scappare dall'ospedale in cui lo stavano curando. Frank, infatti, è continuamente preda di attacchi d'ansia e visioni. Le immagini terribili della guerra, in particolare la morte dei suoi due amici d'infanzia, non gli danno tregua. Il suo equilibrio psichico è precario. Per un po' trova "conforto" nella relazione con Lily, ma alla fine è l'apatia che l'ha vinta e mina il rapporto.
Un giorno Frank riceve una lettera in cui gli viene detto che sua sorella Cee sta rischiando di morire.
Cee (Ycidra) è l'unica persona di cui Frank si sia occupato. Fin da piccoli l'ha protetta e curata. E, pur avendo promesso che non sarebbe mai più tornato nell'odiata terra natale, Frank non può dire di no a Cee. Inizia così un lungo viaggio attraverso l'America degli anni 50, che riporterà Frank a casa, a Lotus in Georgia. Nel viaggio, ripercorriamo con lui gli avvenimenti del suo passato: la fuga coi genitori dal Texas, la sorellina nata lungo la strada, l'arrivo a casa della terribile nonna Lenore che sfoga sui bambini la sua rabbia.
Solo tornando a casa, Frank riesce a fare i conti con una vergogna che gli pesa sul cuore più di tutte le morti che ha visto in guerra.

E' il secondo libro che leggo di Toni Morrison e devo dire che mi è piaciuto molto. La storia è piena di temi importanti, dal razzismo che costringe i genitori a scappare di casa, dai problemi psicologici dei veterani, dagli esperimenti biologici sugli afro-americani (Cee lavora come assistente nello studio di un dottore). E' un romanzo che tocca anche temi come l'amore, il dolore, la perdita. Il bisogno di avere una casa propria. Ma la casa anche in senso lato: è a casa, circondata da donne che Cee troverà la forza di capire che lei è prima di tutto un essere umano, con valori e qualità, e trovando la forza di andare verso il futuro. Questo è anche ciò che aiuterà Frank a vedere il passato per quello che è stato davvero, e a prendersi la colpa di una cosa (che non vi dico) orribile che ha fatto.
Il libro è molto scorrevole. Alcuni capitoli sono scritti in corsivo, ed è Frank stesso che sembra quasi parlare con la scrittrice per dirle cosa deve scrivere nel suo libro.
Secondo me, più del dolore e della sofferenza, mi rimane il ricordo della speranza. Frank e Cee sono due vite distrutte, lacerate dal passato, che tornando a casa, riscoprendo le proprie radici, riescono ad avere una sorta di "redenzione", che permette loro di guardare al futuro, nonostante tutto. La vita oltre il dolore. E' questa la sensazione maggiore che mi rimane dalla lettura del libro.
Nel corso della narrazione, a Frank appare diverse volte un omino (una visione ovviamente) che però non ho capito quale funzione abbia… a meno che non si colleghi con la scena finale (che non vi racconto).
Mio voto: 8 / 10.

mercoledì 7 ottobre 2015

9 giorni - Gilly MacMillan



Titolo originale: Burnt paper sky (2015)

Rachel Jenner è sconvolta ed in preda al panico: suo figlio Ben, di soli otto anni, è scomparso e lei non sa come affrontare questa tragedia.
Inoltre, a peggiorare la situazione, ci sono gli obiettivi della stampa e le telecamere delle TV che la seguono ovunque vada. 
E' vero, ha commesso una leggerezza: ha perso per un attimo di vista Ben e lui è sparito, perciò tutto il Paese ora pensa che lei sia una madre terribile e che vada condannata.
Ma cosa è successo veramente in quel tragico pomeriggio?
Stretta fra il dramma di aver perso suo figlio, le indagini della polizia sempre più serrate e la pubblica gogna dei media, Rachel deve affrontare un'altra agghiacciante realtà: tutto quello che sa di sè e dei suoi cari si rivelerà una gigantesca bugia. 
E non c'è più nessuno, nemmeno nella sua famiglia, di cui la donna possa fidarsi. 
Il tempo stringe e forse il piccolo Ben potrebbe essere ancora salvato, ma l'opinione pubblica ha già deciso.
E tu, da che parte stai?

Qualche settimana fa ho visto un post su facebook in cui si parlava di iscriversi al "club dei lettori" della Newton Compton. Ovviamente non me lo sono fatto ripetere, e dopo solo un paio di giorni mi sono trovata il corriere alla porta con questo libro che uscirà in libreria l'8 ottobre.
Parlare di un thriller senza scendere troppo nei dettagli è sempre difficile, ma proverò a stare sul generico.
La prima sensazione che questo libro mi ha provocato è stata di angoscia. Rachel, non tanto per leggerezza ma per provare al bambino che si fida di lui, lascia che la preceda fino alle altalene, un posto dove sono sempre andati. Ma quando arriva alle altalene, Ben non c'è. Non c'è nel bosco, non risponde, si trova solo il cagnolino, che lo accompagnava sempre, ferito. Seguono nove giorni di angoscia per la madre e di febbrili ricerche da parte della polizia, per trovare Ben, sapendo di essere in ritardo sui tempi delle statistiche. Il tutto condito dall'astio che l'opinione pubblica prova nei confronti della madre, secondo i più, vera e unica colpevole.
L'angoscia è un po' il filo conduttore di tutta la storia. Principalmente perchè si è troppo curiosi di sapere cosa è successo al bambino e se verrà trovato vivo o morto. Perchè sì, tra le ipotesi c'è anche quella che il rapitore gli abbia fatto del male.
La scrittura è molto piacevole, il libro si fa divorare. Si ha voglia di andare avanti e scoprire cosa è successo a Ben. La narrazione è divisa in 11 parti (si parte da un prologo relativo ad un anno dopo la vicenda, poi si susseguono i nove giorni e infine un ultimo capitolo ad un anno e 4 mesi dopo), a loro volta suddivise in capitoli brevissimi, alcuni in cui parla Rachel, la madre, e altri in cui parla Jim, il poliziotto incaricato delle indagini. Entrambi con un passato difficile alle spalle, ed un presente instabile. Il salto di narratore non crea problemi nella lettura. Poi ci sono alcuni capitoli, all'incirca alla fine di ogni giorno, in cui ci sono i resoconti della psicologa che segue Jim. Ammetto che questi, pur presentandoci meglio il personaggio del poliziotto, sono un po' noiosi.
Nel complesso la lettura è molto piacevole, la scrittura sembra quasi "leggera" in relazione alla durezza dell'argomento trattato, ma è uno dei pregi. 
In alcuni momenti mi è sembrato che la vicenda fosse scritta in modo perfetto per essere rappresentata sul grande schermo. Se un giorno ne vorranno fare un film direi che saranno pochi gli adattamenti da fare. 
Sono molto grata alla casa editrice Newton Compton per avermi dato la possibilità di leggere questo libro in anteprima. Probabilmente, se avessi letto la trama in libreria, non lo avrei preso. Invece è stata una lettura molto bella che consiglio!
Mio voto: 9 / 10

martedì 1 settembre 2015

Grey - E. L. James


Titolo originale: Grey. Fifty shades of grey as told by Christian (2015)

Christian Grey ama avere il controllo su tutto: il suo mondo è ordinato, metodico e completamente vuoto fino al giorno in cui Anastasia Steele irrompe nel suo ufficio come un turbine con il suo corpo incantevole e i suoi splendidi capelli castani. Lui cerca di dimenticarla, ma invece viene travolto da una tempesta di emozioni che non riesce a capire e a cui non può resistere. A differenza di tutte le donne che Christian ha conosciuto prima di lei, Ana, timida e ingenua, sembra arrivargli dritto al cuore, un cuore freddo e ferito, e vedere oltre la sua immagine di imprenditore di successo e il suo stile di vita esclusivo e lussuoso. Con Ana, Christian riuscirà a scacciare gli incubi della sua infanzia e i fantasmi del passato che lo perseguitano ogni notte? Oppure i suoi oscuri desideri sessuali, la sua ossessione per il controllo e l'odio verso se stesso che riempiono la sua anima allontaneranno Ana e distruggeranno la fragile speranza che lei gli sta offrendo? (www.mondadoristore.it)

Premetto che ho amato la trilogia delle 50 sfumature. Ho amato la storia di Christian e Ana. E così ho ceduto e ho letto anche questo libro.
Cosa mi aspettavo? Principalmente che il libro sviscerasse maggiormente il passato di Christian e il suo modo di ragionare, cosa che c'è veramente poco.
La sensazione è stata proprio di rileggere una storia già letta. Sì, è vero, ogni tanto Christian buttava lì i suoi pensieri "virgolettati" su Ana, ogni tanto c'erano dei flashback in cui lo troviamo bambino con una madre abusata accompagnata ad un uomo violento. Ma la cosa finiva lì, erano incubi da cui Christian si svegliava di soprassalto e basta. Sinceramente speravo di assistere a molte sedute dallo psicologo, e invece questo compare solo alla fine del libro perchè era sempre in vacanza...
Quello che cambia in modo particolare è che, a differenza degli altri 3 dove ho trovato molto romanticismo e molto erotismo, questo libro ha decisamente uno stile poco erotico e molto più volgare. Sinceramente, per buona parte della lettura l'ho considerato un libro abbastanza inutile, un esperimento che non è riuscito come doveva (o come mi aspettavo?).
La cosa che trovo raccapricciante, è che in questo tomo di notevole spessore troviamo solo (solo!!) più o meno la storia del primo libro della trilogia, poco oltre. Vuol dire che dobbiamo aspettarci anche i restanti due??? Io, ingenuamente, pensavo che il libro racchiudesse tutti i pensieri di Christian, di tutti e 3 i libri, non che in pratica i suoi pensieri allungassero solo le prime sfumature.
Sono molto delusa. Se avessi voluto rileggere la storia mi sarei riletta gli altri libri. Non so nemmeno se consigliarlo o meno. Mah.
Mio voto: 5 / 10

lunedì 31 agosto 2015

Il rifugio dei cuori solitari - Lucy Dillon



Titolo originale: Lost dogs and lonely hearts (2009)

Seduta di fronte all'antica scrivania di rovere, Rachel ascolta a malapena il borbottio dell'anziano notaio che sta sbrigando le ultime formalità testamentarie.
Il suo sguardo è fisso sulla sua eredità: un muso piegato di lato e pieno di comprensione, due enormi occhi color ghiaccio, un orecchio nero floscio e l'altro bianco e dritto. Gem non è un cane come tutti gli altri, è il border collie dell'eccentrica zia Dot che, morendo, ha deciso di lasciare alla nipote una grande tenuta in campagna, un rifugio per cani abbandonati e soprattutto Gem, l'amico prediletto. 
Rachel non è certo un tipo da cani e la sua sofisticata e mondana vita a Londra non l'ha preparata al faticoso lavoro in campagna. 
a tutta la sua vecchia esistenza è appena andata a rotoli, perché la sua relazione con Oliver, che era anche il suo capo, è appena finita e Rachel è rimasta senza lavoro, senza soldi e senza amore. 
Non tutto però è perduto e Rachel scopre, proprio grazie a Gem, di avere un sesto senso nel trovare i padroni più adatti a prendersi cura dei trovatelli del rifugio. 
Natalie e Johnny sono una coppia senza figli e solo le corte zampette di Bertie, un tenero basset hound, possono far tornare il sorriso sulle loro labbra. 
Zoe crede che la piccola labrador Toffee sia uno scomodo regalo dell'ex marito ai suoi figli, ma presto deve riconoscere che il vero regalo l'ha ricevuto lei. E Bill, un incallito cuore solitario, non sa resistere ai dolci occhi neri della barboncina Lulu, che lo guardano adoranti da sotto i ciuffi di pelo. 
A tutti loro Rachel dona una nuova opportunità per una vita migliore, ma dovrà essere forte abbastanza da dare una seconda occasione anche al suo cuore spezzato…  (www.garzantilibri.it)

Un rifugio per cani abbandonati, ed una donna che si trova di punto in bianco ad occuparsene, dopo la morte della zia a cui assomiglia incredibilmente. E, a poco a poco, si accorge anche di avere il dono che aveva la zia: riuscire ad abbinare un cane con la persona giusta.
Non lo nego che la copertina ha avuto una grossa parte di attrattiva per me. 
Mi piacciono le storie di Lucy Dillon, anche se il modo di scrivere non mi convince al cento per cento. Nei primi capitoli, uno dopo l'altro, praticamente ci parla di tutti i protagonisti del resto del romanzo. In realtà, questo modo di buttarli in scena tutti insieme mi ha un po' creato confusione all'inizio, ma poi con lo svolgimento della storia dopo tutto torna a posto.
Le storie che si intrecciano sono molto tenere. La scrittura è scorrevole, il libro si legge piacevolmente. Il romanzo è pieno di cuori che cercano affetto e calore. Storie di seconde occasioni, sia per gli umani, sia per i cani abbandonati.
Lascia un po' a desiderare questo grande segreto di Dot, che si scopre verso la fine, e che alla fine non è niente di che. Qui magari poteva trovare qualcosa di più interessante. E' vero che mi sono fatta prendere talmente dalle storie dei pelosini, che Dot è abbastanza scesa in secondo piano.
Un libro molto piacevole da leggere sotto l'ombrellone. Ma era perfetto anche per il periodo natalizio!
Mio voto: 8 / 10

martedì 4 agosto 2015

Istituto di bellezza Margaret Thatcher - Marsha Mehran



Titolo originale: The Margaret Thatcher School of Beauty (2014)

Buenos Aires, primavera del 1982. Al numero 1796 di avenida de Florida si erge l’Anna Karenina, uno splendido palazzo storico che ospita un gruppo di fuoriusciti iraniani. Cuore e anima della piccola comunità è Haji Khanoum, donna dal passato misterioso, che esegue ogni mattina la danza rotante dei sufi. È grazie a lei che nel condominio fa la sua comparsa una giovane donna con la figlia. Zadi, così si chiama la ragazza, ha appreso in Iran l’antica arte del band andazi, la depilazione con il filo, e decide di aprire un salone di bellezza proprio nel palazzo, che da quel momento si anima magicamente. Un altro inquilino, chiamato il Capitano, inizia a raccogliere intorno a sé i suoi connazionali appassionati di poesia, e le serate al numero 1796 di avenida de Florida diventano il centro di aggregazione per gli iraniani di tutta Buenos Aires che non vogliono recidere il legame con il loro tormentato paese.
Emergono così le storie degli abitanti della piccola enclave. Quella di Haji Khanoum, ad esempio, e del grande amore della sua vita. O quella del Capitano Soheil Bahrami, che dopo quasi trent’anni trascorsi nel famigerato carcere di Evin vive ora con la figlia Sheema, una studentessa di medicina innamorata di una naturalista americana. E ancora, quella di Parastoo, l’apprendista di Zadi, sposata con un uomo che le ha fatto credere di poter fare fortuna in America, e che adesso la tiranneggia. Oppure quella di Homa e Reza, che di giorno lavorano al mercato e la sera dipingono miniature; o, infine, quella del giovane rivoluzionario Houshang, infatuato di Zadi, della politica e di Cartesio.
E mentre l’Inghilterra di Margaret Thatcher dichiara guerra all’Argentina per le Falkland, una nuova inquilina si presenta al numero 1796 di avenida de Florida. Dice di chiamarsi Farzaneh Soltani, ma somiglia moltissimo all’attivista per i diritti delle donne iraniane Farzaneh Farahanguiz, scomparsa dal suo paese in modo misterioso. E gli abitanti del palazzo, tra amori segreti, confessioni commoventi, riflessioni profonde e ricordi di un tempo perduto per sempre, aiutati dalla loro «antica arte del raccontare storie, percorrono il viaggio della vita rafforzati dall’unità e dalla comunanza». ( http://www.neripozza.it/ )

Ho trovato questo libro in biblioteca e la trama mi aveva incuriosita. Dava l'idea di qualcosa di brioso e invece è ben lontano da ciò. Siamo davanti ad un gruppo di esuli iraniani che si ritrovano a declamare poesie della tradizione persiana e a parlare delle proprie storie. Storie che sono tendenzialmente molto tristi, soprattutto quelle delle donne. Uno spaccato della vita da cui sono scappati e che comunque rimpiangono, nella speranza, comunque,  di cominciare una nuova vita.
La narrazione è complessa. Non l'ho trovato particolarmente scorrevole. Le poesie che inframmezzano il racconto sono molto complesse anche loro.
L'idea era interessante senonché ho fatto una fatica tremenda a cercare di non perdermi tra nomi simili e storie che si accavallavano. Forse, delusa dalle aspettative, non l'ho letto con l'attenzione che avrebbe meritato. Sinceramente, non era il genere di libro per cui l'avevo preso. Oltretutto, ero contenta di poter segnare un libro argentino nella mia sfida degli 80 libri, e invece di Argentina non c'è nulla, a parte, va beh, sapere che è ambientato a Buenos Aires, ma i personaggi non mettono mai piede fuori dal quinto piano...
Mio voto: 6 e mezzo / 10

sabato 25 luglio 2015

Hunger games. La ragazza di fuoco - Suzanne Collins



titolo originale: catching fire (2009)

Secondo capitolo della saga.
Peeta e Katniss sono tornati a casa, al distretto 12. Ora vivono nel villaggio dei vincitori e praticamente non si parlano più. Katniss, coi soldi vinti, potrebbe provvedere anche alla famiglia di Gale, che ora avendo 18 anni lavora in miniera, ma lui non ne vuole sapere. Lei però continua ad andare a caccia e a portare alla madre di lui le sue prede.
Il presidente Snow non è affatto contento di come sono finiti gli Hunger Games. Il tentativo di suicidio con le bacche avvelenate ha portato due vincitori ma ha anche dato speranza a movimenti di ribellione che latitavano in alcuni distretti. In un incontro proprio il giorno in cui devono partire per il tour dei vincitori, Snow ordina a Katniss di convincere gli abitanti di Panem (e anche lui), che il suo gesto non è stato un segno di sfida nei confronti del regime, ma un atto di amore folle per Peeta.
Il tour comincia dal distretto 11, quello di Rue, dove un vecchio per omaggiare Katniss viene ucciso.
Peeta, sperando di dirimere la questione tra Katniss e il presidente Snow le chiede di sposarlo.
Katniss scopre che i primi tentativi di rivolta sono stati nel distretto 8, e propone a Gale di scappare, ma quando lui scopre delle rivolte decide che invece il suo scopo è rimanere a lottare. Intanto i Pacificatori del distretto 12 vengono sostituiti da altri ben più intolleranti e Gale stesso viene frustato in piazza per essere stato trovato con della selvaggina uccisa fuori dalla recinzione.
Katniss, nel bosco incontra due fuggiasche del distretto 8 che le dicono di essere in viaggio verso il distretto 13 perchè sono convinte che non sia affatto andato distrutto, basandosi sull'ipotesi che le immagini mostrate in televisione sono sempre le stesse da anni.
Intanto da Capitol City arriva la notizia che è ora di indire la 75esima edizione degli hunger games, che sarà anche la terza Edizione della Memoria dei giochi (che ricorre ogni 25 anni). Snow annuncia che i tributi saranno scelti tra i vincitori ancora in vita delle passate edizioni. Questa cosa crea malumore, non solo nei vincitori che, in quanto tali, pensavano di poter vivere ormai in pace, ma anche tra gli abitanti di Capitol City che ai vincitori sono ormai affezionati.
Katniss capisce che per lei non c'è scampo, essendo l'unico tributo femmina del distretto 12, ma chiede ad Haymitch di fare qualunque cosa per far vincere Peeta (che si offre volontario al posto di Haymitch).
Haymitch dice ai ragazzi di stringere alleanze e di ricordarsi chi sia il vero nemico.
Katniss e Peeta si alleano con Finnick (dist. 4) e la sua mentore Mags (80 anni). Dopo la morte di Mags, l'alleanza verrà allargata anche a Johanna Mason (dist. 7), Beetee e Wiress (dist. 3). Sarà proprio Wiress a capire che l'arena è un grande orologio, dove le disgrazie accadono in un quadrante diverso ogni ora.
Negli ultimi capitoli, Katniss riesce a distruggere il campo di forza che circonda l'area dei giochi. Subito dopo viene prelevata da un hovercraft su cui ci sono Finnick, Beetee, Haymitch e Plutarch Heavensbee (capo degli strateghi) e le dicono di essere diretti al distretto 13. Katniss viene a sapere che il piano stabilito da alcuni dei concorrenti era di tenere in vita sia lei sia Peeta. Ma Peeta, insieme a Johanna, ed Enobaria (dist. 2) sono stati catturati da Capitol City.
Gale, anche lui sull'hovercraft, rivela a Katniss che il distretto 12 è stato raso al suolo.

Il primo libro mi è piaciuto talmente tanto che ho subito voluto leggere il secondo (e al più presto mi leggerò anche il finale).
Sicuramente mi è piaciuto un po' meno del precedente. Anche qui c'è azione, movimento, la storia scorre fluidamente. Finito un capitolo si ha voglia di cominciare subito il successivo. Tuttavia la storia mi è parsa un po' sbilanciata. La prima parte è tutta sul triangolo amoroso Katniss-Gale-Peeta, che ci mostra in realtà una ragazza molto fragile perchè innamorata di Gale, ma piena di sensi di colpa nei confronti di Peeta. Il tour dei distretti è abbastanza noioso, anche se ci dà modo di scoprire che la gente si sta organizzando contro il regime. Ho trovato molto "inutili" tutti i morti tra i concorrenti; non potevano allearsi tutti contro Capitol City anzichè farsi guerra a vicenda?
Il bello del libro (che nel film si perde) sono i pensieri di Katniss, voce narrante. Più dello svolgimento dei giochi, è proprio la parte riflessiva, con una grande componente anche politica e sociale, che caratterizza maggiormente il libro.
La parte dedicata all'arena è molto più sbrigativa rispetto al primo libro, un po' annacquata (e non solo per il fatto che si svolge intorno ad uno specchio d'acqua). Dà molto l'impressione di voler chiudere la parte dei giochi per arrivare al finale.
A questo punto sono molto curiosa di vedere come finirà la storia.
Mio voto: 8 / 10

venerdì 24 luglio 2015

Hunger games - Suzanne Collins



titolo originale: The gunger games (2008)

In un Nord America post apocalittico, esiste la nazione di Panem, suddivisa in 12 distretti e governata da un regime totalitario con sede a Capitol City.
In seguito ad un passato tentativo di rivolta, durante il quale venne totalmente distrutto il tredicesimo distretto, ogni anno vengono indetti gli "Hunger games", i giochi della fame, un reality a cui partecipano un ragazzo ed una ragazza tra i 12 e i 18 anni di ogni distretto, sfidandosi all'ultimo sangue per arrivare all'elezione di un unico vincitore, il sopravvissuto dei giochi.
Quando Katniss Everdeen si offre come volontaria al posto di sua sorella Prim che è stata sorteggiata, pensa di aver firmato la sua condanna a morte. Katniss appartiene al distretto 12, il più povero, che ha vinto gli Hunger Games solo due volte in 73 anni. Ma lei è abituata a combattere ogni giorno per sopravvivere, e lotterà come sa fare anche questa volta.

Finalmente sono riuscita a leggere questo libro. Avevo visto il film diversi anni fa, senza sapere nulla della storia e mi era piaciuto. Il libro è molto molto bello. L'unica cosa "strana" è che leggevo le pagine pensando ai protagonisti che avevo visto nel film, mentre alcune descrizioni secondo me non corrispondono molto....
Ma rimaniamo sul libro. Lineare, scorrevole, appassionante. L'idea della storia è innovativa, e l'autrice è stata chiara nell'illustrare la situazione di Panem, dei distretti e di come funzionano le cose.
La storia è narrata da Katniss in prima persona, con le sue paure e i suoi pensieri. Lo stile narrativo è molto semplice, il ritmo della narrazione è incalzante, si legge tutto d'un fiato pur sapendo come andrà a finire il libro. Non ci sono punti morti nella storia nè cali di tensione. Finisci un capitolo con la voglia di iniziare subito il successivo.
I personaggi sono ben caratterizzati. Alla fine, ci si affeziona sia a Katniss sia a Peeta (che è gentile e protettivo), ma anche a tutti quelli che ruotano intorno a loro (Haymitch, Effie, Cinna, …) e non si può sperare in un finale diverso della storia. Katniss è una guerriera con un gran cuore.  
Mio voto: 9 / 10.

mercoledì 15 luglio 2015

Le porte di Damasco - Agatha Christie



titolo originale: Postern of fate (1973)

Tommy e Tuppence Beresford, un tempo titolari della "Associazione giovani investigatori", e ora affiatati coniugi di mezza eta', ritiratasi dal lavoro si sono trasferiti in campagna. L'antica passione per l'avventura non si è pero' ancora spenta e basta poco per riattizzarla. Frugando in una pila di libri per ragazzi trovati in una casa appena acquistata i due incorregibili detective si imbattono infatti in alcune parole sottolineate solo in parte con inchiostro rosso. Mettendo tutte insieme le lettere appare una frase sinistra: "Marie Jordan non e' morta di morte naturale. L'ha uccisa uno di noi io so chi e' stato". Chi ha lasciato il messaggio che sembra risalire a più di mezzo secolo prima? Con il consueto intuito Tommy e Tuppence riescono a risalire all'autore, ma con loro grande sorpresa scoprono che il mistero può ancora interessare molte persone e mettere in pericolo delle vite. (www.librimondadori.it)


Tommy e Tuppence sono sicuramente i personaggi della Christie che mi piacciono meno. Il libro è molto corto ma contorto, anzi, direi incasinato. Ho letto che questo è stato l'ultimo romanzo scritto dalla Christie, e ammetto che in effetti lo stile sembra un po' sbrigativo. La storia era accattivante, ma lo svolgimento fa acqua da molte parti. Mi ha dato l'impressione che alla fine ci abbia voluto semplicemente dare la soluzione del caso, ma che non sia una gran soluzione e sembra molto buttata lì tanto per chiudere. Io, ammetto di aver dovuto rileggere il finale più volte perchè tra spie e dintorni mi sono un po' persa. E comunque non sono così soddisfatta della chiusura del caso.
Inoltre, praticamente pagine su pagine sono solo dialoghi tra Tommy e Tuppence, che immagino volessero creare brio alla coppia ma non li ho trovati tali.
Sicuramente uno dei suoi libri peggiori. Sembra quasi una bozza di qualcosa che poteva sviluppare meglio.
Mio voto: 4 / 10.

giovedì 9 luglio 2015

Whisper - Maggie Stiefvater


Titolo originale: Whisper (2008)

La sedicenne Deirdre Monaghan è una musicista incredibilmente timida ma prodigiosamente dotata. Inoltre sta per scoprire di essere una “cloverhand” – una che può vedere le fate. Quando un misterioso ragazzo sbucato dal nulla entra nella sua ordinaria vita di città, Deirdre se ne innamora. Il problema è che l’enigmatico e contraddittorio Luke si scopre essere un “gallowglass”, un assassino senz’anima di fate, e Deirdre sta per essere la sua prossima vittima. Deirdre deve decidere se i sentimenti di Luke verso di lei sono reali, o soltanto un modo per condurla più profondamente nel mondo delle Fate. L’amore di Deirdre per Luke, bello e pericoloso, la costringerà a prendere coscienza dei suoi poteri elfici, e a essere coinvolta in una lotta all’ultimo sangue contro esseri inimmaginabili. (da http://www.lafeltrinelli.it/)

Se dovessi riassumere con due parole questo libro, lo definirei una delusione. La trama era interessante ma lo svolgimento è tutt'altra cosa. La storia è molto confusa, a tratti anche sbrigativa. La scrittura è poco scorrevole. Non ho trovato questa lotta all'ultimo sangue che dicono nella sintesi. I personaggi non si capisce mai se sono buoni o cattivi, elfi fate o umani. Inoltre, secondo me, non sono proprio ben caratterizzati; le loro descrizioni sono abbastanza sommarie.
Probabilmente anche la traduzione non è delle più accurate, perchè ho trovato alcune frasi che proprio, sintatticamente, sono pessime.
Le prime 20/30 pagine sono incentrate sul fatto che sta ragazza deve vomitare. Eccessivo e noioso. 
L'autrice poi voleva probabilmente creare un finale d'effetto, ma non è minimamente la sensazione che mi ha provocato. 
No, proprio nel genere "teen fantasy" è forse il libro peggiore che abbia letto finora.
Mio voto: 4 / 10

venerdì 15 maggio 2015

La proposta di un gentiluomo - Julia Quinn



titolo originale: An offer from a gentleman (2001)

Tutti i domestici hanno capito subito che Sophie è figlia di Richard Gunningworth, sesto conte di Penwood, nonostante lui la spacci per la figlia di un amico che tiene con sé come sua protetta. Ma Sophie è una bambina buona e tranquilla e i domestici le vogliono bene. Finchè un giorno il conte decide di sposarsi con una donna che ha già due figlie, Rosamund (11 anni) e Posy (10 anni, come Sophie). Sophie è contentissima all'idea di avere due sorelle, ma le cose vanno diversamente. La nuova contessa, Araminta, vorrebbe che Sophie fosse mandata via, ma il conte si oppone. Anche le bambine trattano Sophie con sdegno e altezzosità, e al di fuori delle ore di studio le stanno alla larga. E così va avanti la vita di Sophie finchè quattro anni dopo il conte, preso da un attacco di cuore, muore. Nel testamento egli dispone che la contessa si prenda cura di Sophie fino al ventunesimo anno di età, ma ovviamente Sophie si trova a fare da serva alla contessa e alle sue figlie.
A vent'anni, come tutte le ragazze della sua età, Sophie sogna di partecipare al ballo in maschera a casa dei Bridgerton, che è l'evento clou della stagione mondana. Araminta e le due figlie si preparano febbrilmente nella speranza che una delle due accalappi uno dei due fratelli Bridgerton ancora scapoli: Benedict e Colin. Ma appena la contessa e le figlie sono uscite di casa, la governante trascina Sophie nella mansarda, dove insieme alle tre cameriere della casa, lavano e preparano Sophie per il ballo, usando un vestito della madre del conte tirato fuori da un vecchio baule. Sophie è quindi pronta per andare al ballo, sapendo di dover lasciare la festa assolutamente a mezzanotte.
Benedict Bridgerton, il secondo degli otto fratelli Bridgerton, nota subito la misteriosa dama in argento e subito ne è folgorato, “accaparrandosela” per tutta la sera. Ma la ragazza, al gong della mezzanotte scappa via e Benedict rimane con un guanto in mano, e nonostante la cerchi nei mesi successivi, sembra che la ragazza sia proprio sparita nel nulla.

Ho scoperto questo libro per la categoria “retelling” della Eclecting reaading challenge.
L'intreccio è basato sulla storia di Cenerentola, con l'orfana costretta a fare da serva alla matrigna e alle sorellastre, e una specie di “fata turchina” che la riveste di argento e la fa partecipare al ballo in cui conosce uno degli scapoli più ambiti della città e se ne innamora, ricambiata. Questo finchè lo scoccare della mezzanotte rompe l'idillio e lei è costretta a scappare dal ballo. E nei giorni successivi sarà anche cacciata di casa, perchè la matrigna ha capito che la dama misteriosa è proprio lei. Seguiranno varie peripezie, finchè per caso Sophie e Benedict si riincontrano, ma mentre lui non la riconosce, lei invece lo riconosce subito e non gli dice nulla. Benedict tuttavia è piuttosto combattuto tra l'attrazione che provava per la dama argentata e quella che prova per Sophie, che vorrebbe sposare ma non può farlo perchè è di ceto sociale inferiore.
Grazie al cielo, Benedict ha una madre ingelligente e lungimirante, e le cose si sistemeranno comunque.
Va beh insomma, lo immaginavate dai che è un libro romantico e che quindi finisce bene. Non vi racconto molto invece delle disavventure di Sophie, così non svelo del tutto le sorprese.
Il libro è decisamente piacevole. E' scorrevole. Ci si affeziona ai personaggi (Sophie e Benedict, ma anche alcuni dei personaggi “minori”). La matrigna è assolutamente odiosa, e così la figlia maggiore. Poi è piuttosto intrigante la figura di Lady Whistledown, una misteriosa giornalista che conosce tutti i pettegolezzi di casa Bridgerton.
Ho letto che Julia Quinn ha fatto un libro per ognuno degli otto fratelli Bridgerton (in ordine di “accasamento”) e che in realtà questo sarebbe il terzo libro della serie, anche se in Italia è stato pubblicato per primo. Beh, credo che prima o poi leggerò anche gli altri, nella speranza che siano piacevoli almeno come questo.

Mio voto: 8 e mezzo / 10

giovedì 23 aprile 2015

Nessuno al mio fianco - Nadine Gordimer



Titolo originale: None to accompany me - 1994

In Sudafrica, poco prima delle elezioni che hanno portato Nelson Mandela al potere, due coppie fanno i conti con la realtà sociale e politica del paese. Da un lato ci sono gli Stark: Vera e Bennet, i bianchi. Lui rinuncia alle proprie attività artistiche per la famiglia, lei invece intraprende la professione di avvocato che, costringendola ad affrontare problematiche a lei sconosciute, le cambierà la vita. Dall’altro lato scorre l’esistenza parallela dei Maqoma: Sibongile e Didymus, militanti neri tornati in patria dopo anni di esilio a seguito dei grandi rivolgimenti politici. Lui, ex terrorista, viene messo da parte dal movimento rivoluzionario, mentre lei, che non si era mai impegnata nella lotta politica, vi acquisisce un ruolo sempre più attivo. Nessuno passa indenne attraverso gli sconvolgimenti che stanno travolgendo il Sudafrica e tutti si trovano a dover fare i conti con la storia. Nadine Gordimer, con maestria nel trattamento della struttura narrativa e nella delineazione dei personaggi, ci commuove e insieme ci aiuta a comprendere la realtà del Sudafrica, in uno dei momenti chiave della sua storia contemporanea. (da www.feltrinellieditore.it)

Dunque. Il libro è abbastanza complesso, anche perchè parla di un periodo della storia del Sudafrica di cui so poco o nulla, e la parte storica è data abbastanza per scontata (ci sono alcuni avvenimenti sanguinosi, ma non sono approfonditi). Siamo nel periodo precedente la vittoria di Mandela, l'odio tra bianchi e neri è ancora molto forte.
Secondo me, la reale protagonista della vicenda è principalmente Vera Stark, questa avvocata bianca che lavora al Centro di assistenza legale. Gli altri personaggi (il secondo marito di Vera, l'altra famiglia, e altri) ruotano comunque intorno a lei e un po' tutte le vicende narrate sono viste principalmente con gli occhi di Vera; il "grosso" della parte introspettiva è di Vera.
Ruolo importante nelle vicende narrate l'ha la storia sessuale di Vera, e comunque il sesso in generale. Vera viene presentata come una donna indipendente, che divorzia dal primo marito perchè ha già un amante, poi comunque tradisce anche l'amante (diventato il secondo marito). Senonchè c'è comunque una dipendenza dagli uomini che (se non l'avevamo già capito) Vera stessa spiega alla figlia Annick quando questa le dice di essere lesbica: come si fa a rinunciare al pene? (il discorso è molto bello, pieno di tolleranza, ma con alcune punte "da sorriso"). 
Vera è una donna che non ha nessuno "capace di starle accanto" nel suo percorso di cambiamento e anche di solitudine.
Il libro nel complesso mi è piaciuto, ma non mi ha fatto impazzire. Ci sono troppe cose che non riesco a capire. La scrittura della Gordimer non è facile, ma credo che in futuro leggerò qualcos'altro di suo. 
Mio voto: 7 / 10

martedì 7 aprile 2015

Il gatto che leggeva alla rovescia - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The cat who could read backwords - 1967

Jim Qwilleran, giornalista il cui cognome mette in difficoltà tipografi e correttori di bozze, dopo un periodo di inattività lavorativa decide di fare domanda al Daily Fluxion. Qui gli viene offerto un incarico come cronista di arte, in particolare, vogliono che vada in giro a cercare storie sugli artisti (perchè il critico d'arte c'è già). Qwilleran è perplesso perchè di arte non ne sa nulla. Al Daily Fluxion lavora anche un suo vecchio collega e amico, Arch Riker, capo redattore della cronaca.
Il critico d'arte invece è un vero e proprio soggetto misterioso, chiamato George Bonifield Mountclemens III, che lavora da casa, inviando al giornale i suoi articoli registrati su cassette.
Qwilleran decide comunque di accettare l'incarico, e il primo artista che conosce è Cal Halapay, un giovane artista specializzato nel dipingere bambini, che lo invita al ballo di San Valentino il sabato successivo, a cui Qwill conosce una serie di artisti locali e scopre che Mountclemens è piuttosto odiato per le sue critiche feroci praticamente verso chiunque, tranne Zoe Lambreth e pochi altri.
Qwilleran all'inizio pensa che questo Mountclemens non esista realmente, ma poi gli viene procurato un appuntamento con lui e lo stesso critico gli propone di vivere nell'appartamento libero al piano terra della sua casa, in modo che quando lui è via per lavoro Qwill possa occuparsi del gatto Kao K'o-Kung (dal nome di un artista del tredicesimo secolo), detto Koko, il quale ha la capacità di leggere i titoli del giornale al contrario e preferisce farlo quando sono ancora freschi di stampa.
Qwilleran comincia a scrivere articoli sugli artisti che Mountclemens ha massacrato, ponendo l'attenzione non sulla loro arte ma sulle loro personalità ed esperienze di vita, mitigando un po' i pareri del critico e dando una ventata di calma al giornale.
Però un giorno, il marito di Zoe Lambreth, Earl, proprietario della Lambreth gallery, viene trovato morto proprio nella galleria, dove sono anche stati compiuti atti vandalici. Sarà il primo di una serie di omicidi nel mondo dell'arte, di cui Qwilleran, con l'aiuto di Koko, troverà la soluzione.

Dopo una serie di libri un po' deludenti, ho deciso di aver bisogno di qualcosa di piacevole e tranquillo. Così ho riletto questo libro di Lilian Jackson Braun, scrittrice mancata qualche anno fa, che ha creato un'intera serie di libri i cui protagonisti sono questo giornalista dal cognome bizzarro, Qwilleran, e due gatti siamesi (Koko e Yum Yum che apparirà più avanti). Ho letto tutti i libri anni fa, cercandoli ovunque per completare la serie (mi manca solo l'ultimo, non tradotto in italiano).
“Il gatto che leggeva alla rovescia” è il primo della serie. E' un giallo molto tranquillo, un po' alla Agatha Christie, dove c'è l'omicidio ma è quasi assente la violenza. In questo primo libro ci sono un po' molti personaggi del mondo dell'arte che creano un po' di confusione. Facciamo però conoscenza di Qwill e Koko, e alcuni personaggi secondari che appariranno sempre nella serie (tipo Arch Riker e il fotografo Odd Bunsen).
Sono gialli da relax, magari non sono capolavori ma sono piacevoli.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

venerdì 6 marzo 2015

Blue mondays - Emily Dubberley



Blue mondays - 2014 (intera serie)

Chi ha detto che il lunedì è il giorno più deprimente della settimana?
Sembra un lunedì come tanti, per Lucy Green: sveglia all'alba dopo un weekend di lavoro e metro talmente affollata che a malapena si riesce a respirare. Sembra un lunedì come tanti, ma non lo è. Perché il destino le fa incontrare Ben Turner. Ben è affascinante, gentile, misterioso. E, soprattutto, non è costretto a rispettare i ritmi frenetici imposti dall'agenzia pubblicitaria di Londra per cui lavora Lucy; lui coglie l'attimo, si rilassa, si diverte. E propone a Lucy di scendere alla prossima stazione e di lasciarsi andare, anche solo per poche ore. Per quanto le sembri assurdo, lei non può negare l'attrazione dirompente che prova per quell'uomo, né il brivido che sente quando lui le sfiora la mano: ascolterà la voce della ragione, rassegnandosi a un altro grigio lunedì, o seguirà il cuore, assaporando le sorprese che la vita può offrire? (www.amazon.it)

Pare che questo sia il romanzo che ha incantato l'Inghilterra. Posso essere sincera? A me è parso una porcheria immonda. Porcheria non tanto per le scene di sesso, presenti in notevole quantità e in notevole varietà: autoerotismo a casa e all'aperto, sveltine con un ex fidanzato, sesso saffico, per non parlare del sesso orale in cui dà veramente il meglio di sè come interpretazione e come descrizione della performance. La prima cosa che ho pensato di questo libro è che sento tante persone infamare le cinquanta sfumature; sarei curiosa di sapere se questo invece a loro piacerebbe.
La storia era interessante, un colpo di fulmine che ti porta a seguire uno sconosciuto da Londra a Brighton. Risate, romanticismo, passione. La consapevolezza di vivere una vita dedita solo ad un lavoro che nemmeno piace. La voglia di cambiare vita. Gli ingredienti li aveva tutti. Ma alla fine, quello che mi rimane di questo libro sono solo le scene di sesso e, in particolare, di quanto Lucy si compiaccia ad ingoiare… Per non parlare del finale… Lucy cambia vita (o almeno pare lo voglia fare, perchè sembra rimanere un po' in sospeso il tutto) ma non nel modo in cui ti aspetti che finisca un romance. Alla fine Ben le serve solo per provare l'unica esperienza che le mancava? Boh. Non c'è un minimo di sentimento. Non so se sono delusa dalle aspettative, ma il mio gradimento di questa lettura è praticamente zero. Peccato, perchè aveva un gran potenziale, ed anche l'idea di farlo uscire in otto puntate era accattivante. Però ogni puntata è peggio della precedente.
Mio voto: 3 / 10