giovedì 28 luglio 2022

Spingendo la notte più in là - Mario Calabresi


Titolo originale: Spingendo la notte più in là. Storia della mia famiglia e di altre vittime del terrorismo (2007)

È la mattina del 17 maggio 1972, e la pistola puntata alle spalle del commissario Luigi Calabresi cambierà per sempre la storia italiana. Di lì a poco il nostro paese scivolerà in uno dei suoi periodi più bui, i cosiddetti "anni di piombo", "la notte della Repubblica". Quei due colpi di pistola però non cambiarono solo il corso degli eventi pubblici, ma sconvolsero radicalmente la vita di molti innocenti. La storia dell'omicidio Calabresi è anche la storia di chi è rimasto dopo la morte di un commissario che era anche un marito e un padre. E di tutti quelli che hanno continuato a vivere dopo aver perso la persona amata durante la violenta stagione del terrorismo. Mario Calabresi, oggi giornalista di "Repubblica", racconta la storia e le storie di quanti sono rimasti fuori dalla memoria degli anni di piombo, l'esistenza delle "altre" vittime del terrorismo, dei figli e delle mogli di chi è morto: c'è chi non ha avuto più la forza di ripartire, di sopportare la disattenzione pubblica, l'oblio collettivo; e c'è chi non ha mai smesso di lottare perché fosse rispettata la memoria e per non farsi inghiottire dai rimorsi. La storia della sua famiglia si intreccia così con quella di tanti altri (la figlia di Antonio Custra, di Luigi Marangoni o il figlio di Emilio Alessandrini) costretti all'improvviso ad affrontare, soli, una catastrofe privata, che deve appartenere a tutti noi. (goodreads)

Premetto che nel 1972 non ero ancora nata. Le vicende di cui parla le ho sentite anni dopo, quando venivano citate negli anniversari, ma non avendo mai amato la storia (come materia) non ho mai approfondito. Questo libro per me è stato tutto un avanti e indietro con wikipedia per capire chi, cosa, come, quando.
Detto questo, il libro era partito benissimo, mi piaceva davvero molto, mi stava coinvolgendo e stava parlando di una cosa dolorosissima con una grande delicatezza. Un libro a cui avrei potuto dare un nove. Mi piaceva quello che mi stava trasmettendo a livello personale, il dolore ma anche il fatto che la madre non ha mai voluto portare avanti una cultura di odio, come invece è successo in altre famiglie vittime di attentati.
Poi cominciano ad intrecciarsi la storia di Calabresi e le storie di altre vittime degli attentati terroristici e cambia lo stile di scrittura. Diventa più giornalistico, meno personale. Mi prende meno, faccio fatica a seguire nomi e avvenimenti perchè sono davvero tanti. Le ultime pagine poi, dove entrano in ballo anche i politici, ho fatto davvero fatica.
E' vero che lui ha dichiarato espressamente di voler parlare delle storie di chi ha subito quello che ha subito lui, ma a mio parere, ha voluto metterci dentro troppe cose, col risultato che, se sai di cosa si sta parlando, il libro diventa un ricordo, un ripensare a qualcosa; se non sai di cosa sta parlando, diventa molto superficiale e troppo pieno di cose. Io mi trovo nella seconda situazione. Credo avrebbe fatto meglio a rimanere concentrato sulla sua storia personale. Lo so, non era il suo scopo, ma era quello che gli stava venendo meglio.
Un libro che fa riflettere su tante cose, come l'assenza dello Stato o l'assurdo accanimento dei media che hanno continuato a considerare Calabresi il colpevole della morte di Pinelli anche se tutte le prove lo scagionavano. 
Mio voto: 7 / 10

venerdì 8 luglio 2022

Premio Strega 2022

07 luglio. Rai 3. Programma condotto da Geppy Cucciari (con un bellissimo vestito argentato..).
Come sempre, mi piacerebbe leggere i libri in gara ma non ci riesco mai..
Geppy intervista in ordine: Fabio Bacà (Nova), Alessandra Carati (E poi saremo salvi), Marco Amerighi (Randagi), Mario Desiati (Spatriati), Veronica Galletti (Nina sull'argine), Claudio Piersanti (Quel maledettoVronskij), Veronica Raimo (Niente di vero). 

Intorno a mezzanotte e 20, la classifica finale:
Mario Desiati (Spatriati) con 165 voti
Claudio Piersanti (Quel maledettoVronskij) con 90 voti
Alessandra Carati (E poi saremo salvi) con 83 voti
Veronica Raimo (Niente di vero) con 62 voti
Marco Amerighi (Randagi) con 61 voti
Fabio Bacà (Nova) con 51 voti
Veronica Galletti (Nina sull'argine) con 24 voti


domenica 3 luglio 2022

Fuori i libri! Giugno 2022

Ho deciso di interrompere la rubrica "w... w... w... wednesdays" perchè non ci sto dietro. Mi sono resa conto che sono più le volte che dimentico di fare gli aggiornamenti settimanali, quando li ho pronti mi dimentico di pubblicarli.. inutile proseguire così. Preferisco tentare qualcosa di più discorsivo facendo un riepilogo mensile... 

Le mie letture di giugno 2022.

Per il gruppo di lettura della libreria, ho letto "Melma rosa" di Fernanda Trìas, ed ho pure avuto il piacere di assistere dal vivo alla presentazione del libro. Lei è molto carina. Oltretutto, sono stata ben contenta che il mio spagnolo sia ancora abbastanza vivo. Pensate che il libro era fresco fresco di uscita (in Italia) quando ci è stato affidato!
Per la monthly motif, il cui argomento era un libro LGBTQIA+, ho deciso, finalmente, di leggere "Il colore viola" (Alice Walker), ammetto che lo avevo in lista da diverso tempo. Per la monthly keyword, invece, ho letto due libri. Il primo "Come il mare" di Wilbur Smith, lo avevo letto secoli fa, me ne ricordavo davvero poco, ma avevo voglia di rileggerlo; e poi mi sono concessa un libro più leggero, "Il mare dei mostri" che è il secondo capitolo di Percy Jackson (Rick Riordan), lettura sempre gradevole, un po' alla volta voglio finire la serie.
Sono stata contattata nuovamente per il torneo letterario, sempre saggi (due palle!). Ero tentata di non aprire la mail ma poi non ci riesco e ho ceduto. I due libri che mi sono capitati sono "La peste antonina" (Giuseppe Testa) e "494 Bauhaus al femminile" (Anty Pansera). Se devo essere sincera, è stata durissima decidere quale dei due ho preferito perchè mi hanno annoiato abbastanza entrambi... Oltretutto, il secondo dei due era impaginato da schifo, illeggibile, ho dovuto trasformarlo in word (uno stratagemma assurdo che però ha funzionato).
Dal 20 al 24 giugno mi sono goduta qualche giorno di mare. Ho deciso di leggere "Il club dei ricordi perduti" (Ann Hood). Dalla trama avevo capito che partiva da un argomento triste, ma non credevo che rimanesse poco leggero fino alla fine. Comunque mi è piaciuto molto e mi ha molto commosso. 
Per ultimo ho lasciato il libro per il prossimo gruppo di lettura dal vivo, "Spingendo la notte più in là" (Mario Calabresi), di cui non ho ancora fatto la recensione perchè ci devo riflettere un altro po'; mi è piaciuto in parte. Oltretutto, ho iniziato questo libro il 27 giugno e l'ho finito il 29, due date che a voi non dicono niente ma che purtroppo coincidono col giorno della morte di un lettore del mio gruppo e col giorno del suo funerale; una cosa molto triste perchè lui era una persona meravigliosa, capace di trovare il bello in ogni libro. Una vera batosta.

mercoledì 29 giugno 2022

494 Bauhaus al femminile - Anty Pansera


Titolo originale: 494 Bauhaus al femminile (2021)

475 studentesse
11 docenti
6 donne intorno a Gropius
1 manager
1 fotografa

Una puntuale e inedita ricerca archivistica raccoglie e svela le vicende biografiche di TUTTE le “ragazze” del Bauhaus, le Bauhausmädels. Anty Pansera coinvolge il lettore trasportandolo nell’affascinante vita all’interno dell’Accademia dove studenti e studentesse convivevano con maestri del calibro di Gropius, van der Rohe, Kandinskij, Klee, e il tempo libero era condiviso tra feste, letture, discussioni politiche, storie d’amore, mostre, performances artistiche, musica (l’Accademia aveva una propria orchestra), sport; sullo sfondo, naturalmente, la tragica ascesa del nazismo che portò alla chiusura dell’Accademia, al divieto di pratica per gli artisti, e che costrinse molte delle donne (più del 14% era di origine ebrea) alla fuga e all’esilio, quando non alla morte in campo di concentramento.
Se fra i “ritrovamenti” dell’autrice c’è anche una misteriosa italiana, Maria Grazia Rizzo, la cui storia è ancora da ricostruire, sarà incredibile leggere di Lisbeth Oestreicher, moderna Penelope che riuscirà a salvarsi in campo di concentramento procrastinando il completamento dei capi di maglieria realizzati per l’amante del comandante del campo. O, ancora, di Edith Suschitzky, che aderisce al partito comunista austriaco iniziando un’attività di agente segreto dell’Unione Sovietica (determinante la sua attività nel reclutamento del cosiddetto “cir­colo delle spie di Cambridge”) e frequenta il corso di fotografia a Dessau nel 1929-1930.
Eccole, le ragazze del Bauhaus: dietro ad ognuna di loro ci sono storie diverse, tutte accomunate dalla determinazione a trovare una propria strada in settori prima non accessibili, mettendo a punto linguaggi felicemente “moderni”: tessitura ma anche fotografia, architettura, stampa, legatoria, pittura murale, falegnameria, vetro e/o lavorazione del legno, grafica pubblicitaria. Donne certamente autonome e indipendenti, anche se in molti casi rimaste troppo a lungo nell’ombra, magari di un marito o di un collega più famoso, e ora finalmente riscoperte. (nomosedizioni.it)

Disamina di un argomento che conoscevo giusto per sentito dire. Tuttavia, se ho trovato decisamente interessanti le parti dove veniva descritto in generale il Bauhaus e i vari corsi di studio/lavoro che presentava, alla lunga ho trovato terribilmente noioso leggere le storie di tutte queste donne (credo le abbia davvero citate tutte 494...) anche perchè molte sono davvero simili tra loro. E moltissime finiscono col fatto che loro creavano degli oggetti su cui non godevano di alcun diritto d'autore perchè questo spettava sempre all'uomo, anche quando collaboravano insieme. Considerando che il Bauhaus era nato proprio dicendo di abbattere i muri della distinzione sessuale, in questo ha ampiamente fallito. 
Pazzesco lavoro di ricerca e documentazione svolto dall'autrice, corredato anche da foto (poteva metterne di più anche per far vedere alcuni degli oggetti che vengono citati...). Sicuramente un libro che sarà apprezzato a chi ama il genere (e i dettagli storici).
Mio voto: 6 e mezzo / 10

La peste antonina. Storia della prima pandemia: dalla Cina alla Roma imperiale - Giuseppe Testa


Titolo originale: La peste antonina. Storia della prima pandemia: dalla Cina alla Roma imperiale (2021)

Dieci milioni di morti fra uomini, donne e bambini. È il bilancio della peste antonina che, sotto il principato di Marco Aurelio, flagellò l’Impero romano all’apice della sua potenza. Alcuni storici del mondo antico considerano questa epidemia la causa remota della gravissima crisi che avrebbe travolto la Roma dei Cesari; ma tutti ne circoscrivono la portata entro i limiti dell’Impero. Oggi però, la diffusione delle infezioni di origine zoonotica, di cui il Covid-19 è la variante piú recente, ha indotto a riconsiderare la questione da una visuale differente: quella dei virologi. Ponendo a confronto le fonti storiografiche latine e quelle della Cina degli Han, emerge un nuovo quadro: la peste antonina arrivò in Occidente dalla Cina imperiale tramite l’incrocio in Persia fra i legionari romani in guerra coi Parti e i mercanti cinesi in pianta stabile a Baghdad. Questa ipotesi traccia un itinerario epidemiologico analogo a quello del Covid-19 disegnando uno scenario in cui la pandemia che ci affligge apparirebbe come l’ultimo ritrovato di un tipo di infezione animale-uomo risalente almeno a due millenni fa. Se cosí fosse, la peste antonina andrebbe considerata come la prima pandemia documentata della storia e da essa, forse, abbiamo ancora qualcosa da imparare. (ibs)

Un interessante excursus storico sulle ipotesi di come si sia generata la prima manifestazione virale della storia a cui si può associare il termine di pandemia.
Sicuramente un libro che chi ama la storia può apprezzare per i tanti riferimenti al mondo romano e al mondo cinese e al come queste due potenze si siano trovate ad affrontare una emergenza simile in tempi quasi coincidenti, non avendo veri e propri contatti fra loro.
Linguaggio facile, anche se in alcuni momenti mi è parso un po' confusionario, nel senso che espone una teoria e poi ne espone una seconda decisamente diversa.
Alla lunga mi ha un po' annoiato, ma non sono amante di questo genere di libri.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

domenica 26 giugno 2022

Il club dei ricordi perduti - Ann Hood


Titolo originale: The Knitting Circle (2006)

Senza nessuno cui dedicarle, le parole sono vuote e inutili. Come vuota e inutile è ormai la vita di Mary Baxter, una brillante giornalista che ha visto il filo della sua esistenza spezzarsi un maledetto giorno di primavera. Tuttavia, con un matrimonio sull’orlo del fallimento e un lavoro che ha perso ogni significato, Mary sorprende per prima se stessa quando decide di seguire l’unico consiglio che le ha dato la madre per superare il dolore: iscriversi a un corso di lavoro a maglia. Scettica ma allo stesso tempo incuriosita, Mary inizia quindi a frequentare la merceria di Alice – una premurosa e saggia vecchietta – dove cinque donne si ritrovano ogni mercoledì sera per creare sciarpe, maglioni, cappellini e calzini. Così, col passare delle settimane, si instaura un profondo rapporto di intimità e amicizia tra Mary e le componenti del «club», che durante le sedute le raccontano il proprio passato. Come Scarlet, che ha deciso di aprire una panetteria dopo aver perso l’amore; o Beth, madre di quattro figli, che si porta dietro un grande rimpianto; e poi Lulu, Ellen, Harriet, ognuna con la sua storia e i suoi segreti, le gioie e le delusioni, i successi e i fallimenti… E saranno proprio quelle donne e la serenità trasmessa dal lavoro a maglia ad aiutare Mary a capire che è sempre possibile uscire dal guscio in cui ci rinchiudiamo, per aprirci di nuovo alla vita e all’amore. (goodreads)

Mary ha perso sua figlia, Stella, di 5 anni, per la meningite. Il dolore è fortissimo, la paralizza, non trova un motivo per alzarsi dal letto o per uscire o per rispondere agli amici. Vedere bambine e famiglie felici la distrugge. Ma un giorno sua madre le consiglia di cominciare a lavorare a maglia, e stranamente Mary decide di ascoltare il suo consiglio. Nel "sit and knit" di Alice, Mary imparerà che il lavoro a maglia ha un potere rilassante e conoscerà altre persone (principalmente donne e un uomo) che, come lei, hanno cominciato a lavorare a maglia per uscire da un dolore. Non è una cosa rapida, richiede tempo.
E' un libro doloroso sulla perdita, sul vuoto incolmabile che lascia. E' anche un libro di amicizia, perchè a volte il condividere il proprio dolore non lo fa scomparire ma lo può rendere sopportabile. 
Tutti i partecipanti al club della maglia ci racconteranno le loro storie, anche la madre di Mary, che quel circolo l'ha conosciuto anni prima. E, per ultima, anche Mary riuscirà a tirare fuori le parole che tanto l'hanno soffocata. 
Mi è piaciuto molto, a parte l'improbabile (secondo me) parte in cui Mary entra in un bar e dopo due minuti bacia uno sconosciuto e poi ci passa dei giorni insieme. 
Lo credevo più leggero e invece non lo è; tutti i partecipanti al club della maglia hanno delle storie molto pesanti alle spalle. Molto piacevole la scrittura. 
Carino, nelle pagine finali, l'elenco dei libri citati.
Mio voto: 8 / 10

sabato 25 giugno 2022

Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: Il Mare dei Mostri - Rick Riordan


Titolo originale: The Sea of Monsters (2006)

La vita di un semidio a New York non è sempre facile, e quella di Percy Jackson è diventata una vera impresa da quando ha scoperto di essere figlio di Poseidone e deve trascorrere tutte le estati al Campo Mezzosangue, insieme ai suoi simili. Ma ora il campo è in grave pericolo: l'albero magico che lo protegge è stato avvelenato e non riesce più a difenderlo dalle invasioni dei mostri. Solo il Vello d'Oro può salvarlo! Ma è custodito su un'isola da Polifemo, nelle acque tumultuose del Mare dei Mostri. La missione è affidata alla figlia di Ares, ma Percy non può certo restarsene con le mani in mano... anche perché il suo satiro custode Grover è nelle grinfie di Polifemo! Accompagnato dalla fedele Annabeth e dal nuovo amico ciclope Tyson, Percy dovrà intraprendere un viaggio per mare e affrontare le mille insidie che nasconde, dalla maga Circe al canto delle sirene. E come se non bastasse, la profezia dell'Oracolo si complicherà... Chi sarà, tra i figli dei tre Grandi, a tradire gli dei dell'Olimpo? (goodreads)

Seconda avventura per Percy Jackson. Alla fine dell'anno scolastico, dove ha fatto amicizia con un ragazzone chiamato Tyson, la scuola viene attaccata da una serie di mostri Lestrigoni. Percy, Tyson e Annabeth (che è andata a cercarlo) riescono ad arrivare al Campo Mezzosangue che però è sotto attacco da parte di mostri. Infatti, l'albero che protegge il campo è stato avvelenato e quindi sta perdendo il suo potere di protezione. Chirone, il custode del campo, è stato licenziato e al suo posto è stato messo Tantalo. Qui al campo, Annabeth farà vedere a Percy che Tyson è in realtà un ciclope, e Poseidone lo riconoscerà come proprio figlio (e quindi fratello di Percy).
Occorre andare a cercare il vello d'oro, l'unica cosa che può risanare l'albero di Talia, e per la missione viene designata Clarisse, figlia di Ares. Tuttavia, Percy continua a sognare il suo amico satiro Grover che è in pericolo, rinchiuso da Polifemo che lo ha scambiato per una donna e vuole sposarlo non appena avrà finito di tessere la tela. Quindi anche Percy, con Annabeth e Tyson, partono alla ricerca del vello, scontrandosi anche con Luke, Clarisse e vari mostri finchè arrivano al vello e ovviamente riescono a portarlo al campo. Ma nel finale arriva al Campo anche una ragazza che lascia tutti increduli: si tratta di Talia, figlia di Zeus (che dovrebbe essere morta..), e che complica parecchio la profezia sui figli dei tre Dei... Sarà la più grande amica o la più acerrima nemica di Percy?
Sempre piacevoli le avventure di Percy Jackson, un po' alla volta voglio arrivare alla fine della serie. Mi piace questo mix di realtà con le divinità greche. Anche se è un libro per ragazzini, lo leggo sempre molto volentieri.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Percy Jackson & the Olympians:
Book 2: The sea of Monsters
Book 3: The Titan's curse
Book 4: The battle of the Labyrinth
Book 4.5: Percy Jackson and the Sword of Hades
Book 4.6: Percy Jackson and the Stolen Chariot
Book 4.7: Percy Jackson and the Bronze Dragon
Book 5: The Last Olympian
Book 5.5: Percy Jackson and the Singer of Apollo

Melma rosa - Fernanda Trìas


Titolo originale: Mugre rosa (2020)

In una città portuale devastata da una peste misteriosa, una donna tenta di capire perché il suo mondo sta crollando. Un vento tossico avvelena le strade e costringe a chiudersi in casa o fuggire, i supermercati si svuotano e la melma rosa prodotta con scarti animali è ormai l'unico alimento reperibile, ma c'è dell'altro: il collasso di tutti i suoi legami affettivi, l'incertezza, il peso dei ricordi. Mentre mette insieme i risparmi con l'idea di partire per il Brasile, la protagonista si muove fra la madre, a cui da sempre la lega un rapporto fortissimo ma conflittuale; Max, l'amore che non riesce a dimenticare, ora ricoverato dopo il contagio; e Mauro, il ragazzino di cui si prende cura, afflitto da una fame insaziabile. Partire equivale a salvarsi, eppure farlo senza di loro è impossibile. Con una scrittura luminosa e immagini potentissime, Fernanda Trías mette a nudo la schizofrenia di una società sempre più simile alla nostra – trovando bellezza anche nel caos – e la fragilità dei rapporti umani, l'unica cosa che conta quando si è sull'orlo dell'abisso. (goodreads)

Letto per il gruppo di lettura della libreria, abbiamo anche avuto l'occasione di incontrare l'autrice dal vivo.
Il libro mi è piaciuto. Ho fatto fatica all'inizio perchè mi poneva un sacco di domande che hanno avuto risposta solo più tardi. Tuttavia mi ha preso abbastanza presto e le pagine scorrevano rapidamente quasi senza accorgermene.
Siamo in una realtà distopica, in un paese perennemente avvolto dalla nebbia, che ogni tanto viene spazzata via da un vento maligno per cui la gente deve rinchiudersi in casa.
Il male è cominciato dal mare, i pesci hanno cominciato a morire. Poi questo morbo ha attaccato gli uomini e infine gli uccelli, praticamente spariti dalla città.
La città non ha un nome, potrebbe essere Montevideo ma anche una qualunque città di mare.
La protagonista, di cui non sappiamo il nome, ha una madre con cui ha un rapporto terribile, un ex marito che è ricoverato in ospedale nel reparto dei cronici, e si occupa di un ragazzino che ha una sindrome per cui mangia qualunque cosa si trova a tiro.
La melma rosa è il cibo prodotto dalla fabbrica locale, che in pratica è un mix di scarti animali.
La protagonista, mentre deve sopravvivere al presente, ripensa alla sua vita. Avrebbe sempre voluto scappare in Brasile e pur avendo ormai i soldi non si decide. E' un romanzo sui legami umani, sulla loro fragilità.
Non ho gradito molto i dialoghi tra un capitolo e l'altro perchè il più delle volte non capivo chi parlava e di cosa parlava. Non ho particolarmente gradito il finale che sembra quasi aperto. Nel complesso, un libro molto interessante, una bella scrittura, ma con qualcosa che non mi ha convinto del tutto.
Mio voto: 7 e mezzo / 10