giovedì 22 gennaio 2026

Miracolo ad Auschwitz - Michael Calvin + Naftali Schiff


Titolo originale: Miracle (2026)

All’alba del 10 ottobre 1944, settecento ragazzi fra i tredici e i diciassette anni vengono condotti fuori dal Blocco 11 di Auschwitz. La notte precedente, dopo una visita del dottor Josef Mengele, una sola parola è stata impressa sui documenti che li gestorben, in tedesco “morto”. Quel mattino, venticinque guardie delle SS armate di baionette li portano al crematorio 5, li spogliano e li ammassano in una camera a gas. Quasi tutti vanno incontro al loro tragico destino. Ma cinquantuno tra loro vengono miracolosamente strappati alla macchina della morte nazista. Un caso nessun altro prima era mai sopravvissuto alle camere a gas, nessun altro dopo ci sarebbe mai riuscito. Grazie alle testimonianze dirette – e inedite – di sei di loro, Michael Calvin e Naftali Schiff raccontano la storia vera e incredibile di quei ragazzi, a cui il destino diede una seconda possibilità di vita. Un tributo indelebile alla speranza e alla fratellanza nel momento più terribile della storia umana. (goodreads)

Ci sono libri che sembrano chiamarti. Non mi capita spesso, ma con questo è successo così. Ho ascoltato il libro che mi chiamava e l'ho comprato appena uscito. Siamo vicini alla giornata della memoria e tornava giusto giusto. In realtà mi aspettavo che fosse un romanzo, anche se probabilmente il fatto che fosse scritto a due mani avrebbe dovuto già darmi un indizio. Questo non è un romanzo, è proprio un saggio con uno stile molto giornalistico dove vengono descritti fatti ed emozioni di alcuni ebrei ungheresi deportati ad Auschwitz. Non conoscevo la vicenda che sta alla base del testo, il salvataggio di 51 ragazzi già pronti per essere mandati al crematorio, e comunque, prima di arrivarci c'è una buona metà di libro che racconta della storia dell'Ungheria, delle condizioni degli ebrei prima e dopo l'arrivo dei tedeschi, delle condizioni di vita nel campo di sterminio.
Non sapevo che i tedeschi sceglievano con cura le date in cui fare le stragi più efferate, in modo da sovrapporsi alle festività religiose (capodanno ebraico, Yom Kippur, Pasqua, ecc).
Tra i tanti personaggi citati c'è anche Arpad Weisz, calciatore che ha giocate anche nelle file del mio Bologna, al quale è stata intitolata una lapide sotto la Torre Maratona allo stadio.
Ammetto che non era il genere di libro che mi aspettavo. E' sicuramente interessante dal punto di vista storico, ma personalmente lo stile così giornalistico è impegnativo. Oltretutto, passa da una persona all'altra e ad un certo punto ho evitato di continuare a chiedermi chi fosse chi e ho semplicemente proceduto nella lettura. Riconosco l'importanza di un testo simile, frutto di grande documentazione. Adatto a chi ama lo stile del saggio.
Michael Calvin è un giornalista, Naftali Schiff è un rabbino che ha passato la vita ad insegnare la memoria dell'olocausto.  
Per l'argomento trattato, e il fatto che non amo questo genere di scrittura, preferisco non dargli voto.

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