Se ne è andato l’11 febbraio, a Minorca, all’età di 92 anni, Cees Nooteboom, uno dei più importanti scrittori europei contemporanei. Con lui se va un pezzo enorme della cultura e dello spirito olandese.
Tradotto in più di trenta paesi e insignito di numerosi premi letterari, è stato autore di numerosi romanzi, poesie, libri di viaggio e saggi. Ha iniziato a viaggiare in tutto il mondo giovanissimo, e ha continuato a farlo tutta la vita, senza mai perdere l’instancabile curiosità e passione, contaminando sempre la sua scrittura con sguardi, rituali e influenze lontane.
Ha esordito a soli ventidue anni con "Philip e gli altri", ma il successo internazionale arrivò con "Rituali" e con "Il canto dell’essere e dell’apparire".
In Italia, il suo editore di elezione era Iperborea, che ha pubblicato ben 19 dei suoi titoli.
Da giornalista, ha seguito come testimone tre momenti cruciali del secondo Novecento: l'invasione di Budapest nel 1956, la contestazione del Maggio francese nel 1968 e la caduta del muro di Berlino nel 1989.
Viveva con la moglie, la fotografa Simone Sassen che conobbe nel 1979.
Tra le sue opere: Il canto dell'essere e dell'apparire, Rituali, Il giorno dei morti, Philip e gli altri,
Avevo mille vite e ne ho presa una sola,
Tumbas. Tombe di poeti e pensatori,
533 Il libro dei giorni,
Venezia.

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