Titolo originale: The Antidote (2025)
La chiamano «l'Antidoto», perché dà sollievo ai malesseri e alle angosce delle a Uz, nel Nebraska, vive una strega della prateria alla quale si possono sussurrare in un orecchio i propri ricordi sgraditi, dimenticandoli all'istante; lei li conserva come in una cassaforte, finché i clienti non vogliono tornare a prelevarli. Ma, una mattina del 1935, Uz viene travolta da una bufera è l'epoca della Dust Bowl, in cui le Grandi Pianure degli Stati Uniti, inaridite dallo sfruttamento, sono spazzate da rovinose tempeste di polvere. La strega, al brusco risveglio, scopre di aver perso tutti i depositi dei clienti, e anche i propri poteri.
Prende così le mosse un romanzo-mondo dove alle peripezie di Antonina, la strega, si affiancano quelle di altri abitanti di una giovanissima giocatrice di pallacanestro, un contadino che si ritrova un campo magicamente fertile, uno sceriffo implicato in un caso di femminicidi seriali, una fotografa con una macchina in grado di immortalare il futuro; e infine uno spaventapasseri che prende misteriosamente coscienza di sé.
Dalla penna di una maestra della narrativa fantastica americana, un romanzo epico e traboccante di storie e di visioni, tanto fantasioso quanto politico, che giocando a reinventare il passato ci sfida a usare l'immaginazione come antidoto alle crisi del presente. (goodreads)
Questo libro mi ha ispirato subito leggendone la trama.
Comincia con alcune scene un po' brutali per i miei gusti (la mattanza delle lepri e l'affogamento dei gattini), per fortuna poi passa ad altro perchè mi stavo trovando in difficoltà.
Il libro comincia con tre voci che si alternano: quella della strega della prateria che si fa chiamare "L'antidoto" che rimane ad Uz perchè spera di ritrovare il figlio che le hanno rapito, quella del contadino cinquantenne Harp Oletsky, e quello della nipote di Harp, Dell (Asphodel) appassionata giocatrice di basket. Col tempo si inseriranno altre voci, tipo la fotografa governativa che decide di proseguire l'attività per conto suo (perchè il governo vuole solo foto che ritraggono certi tipi di situazioni in cui il New Deal ha portato bene), lo spaventapasseri pensante e la gatta a cui sono stati uccisi i gattini. Dei personaggi viene raccontata anche la storia che li ha portati ad arrivare ad Uz.
La città di Uz viene travolta da una terribile tempesta di sabbia durante quella che viene ricordata come la "domenica nera". Dopo di ciò, dei campi non rimane nulla, la gente comincia a lasciare la città. Solo nella tenuta di Harp succede qualcosa di misterioso: il suo campo sta prosperando e anzi sembra che di notte prenda vita. Lo stesso spaventapasseri non rimane minimamente scosso dalla tempesta. Come se quel terreno godesse di un qualche incantesimo che lo protegge.
C'è una interessante allusione biblica alla patria di Giobbe, alla terra messa a dura prova.
Purtroppo però, la tempesta sembra aver spazzato via anche i depositi che gli abitanti hanno fatto all'Antidoto, perchè lei si sente completamente svuotata e non è più in grado di restituire loro i ricordi. All'inizio viene aiutata dalla ragazza a creare dei ricordi nuovi, felici, ma il perfido sceriffo capisce cosa sta facendo la strega e la minaccia.
Il libro parte con una interessante storia, quella di una strega che ha il potere di togliere alle persone i ricordi negativi della loro vita, lasciando quindi la mente più serena per continuare la vita quotidiana, sapendo però che in qualunque momento possono riavere indietro i ricordi mostrando una ricevuta di deposito. Ed è anche molto interessante come questa capacità viene anche sfruttata da persone come lo sceriffo, che con questi depositi si ripuliscono la coscienza dalle malefatte. Non è un caso che la tempesta rinvia l'esecuzione di Clemson Louis Dew, accusato di essere l'assassino della zampa di lepre, che ha ucciso varie donne nei dintorni, tra cui la madre di Dell, ma che in realtà è un povero diavolo a cui lo sceriffo ha addossato la colpa per far vedere che sa risolvere i casi di omicidio, in vista di una possibile rielezione.
Credo che con l'ingresso della fotografa nella storia, la vicenda si ingarbuglia un po', passando da quello che potrebbe sembrare un "giallo" a quello che diventa una questione di giustizia sociale poichè Uz è stata fondata da coloni (principalmente polacchi) su terre che sono state sottratte ai nativi Pawnee, creando anche un parallelismo con ciò che è successo ai polacchi che sono stati estromessi dalle loro città dai tedeschi.
Attraverso le fotografie di Cleo, vediamo il passato (come l'omicidio della ragazza) ma anche il futuro, vediamo ciò che potrebbe essere se cambiassimo i nostri comportamenti e, come facevano i Pawnee, accettassimo di seguire gli insegnamenti della natura per farla diventare rigogliosa e non per sfruttarla all'osso.
Il libro è scritto molto bene, l'autrice ha una gran bella scrittura, accattivante, scorrevole, avvincente. L'idea delle streghe che fanno da casseforti è intrigante. E' interessante anche l'idea di rendere giustizia ad un popolo che è stato derubato dalla propria identità facendo riflettere le persone sull'ingiustizia di questa pratica.
Però il libro mi lascia delle questioni irrisolte (o mi sono persa io): l'assassino delle zampe di lepre chi è? E' lo sceriffo o lui ha solo chiuso le indagini per proprio tornaconto?
Sono interessanti le foto che ci sono sparse per il libro, proprio come se fossero state punzonate da qualcuno che non le ha volute.
Libro con una idea di base bellissima, ma che secondo me si perde un po'.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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