La “dozzina” del Premio Strega 2026 è così composta:
- Maria Attanasio, La rosa inversa (Sellerio)
- Ermanno Cavazzoni, Storia di un’amicizia (Quodlibet)
- Teresa Ciabatti, Donnaregina (Mondadori)
- Mauro Covacich, Lina e il sasso (La nave di Teseo)
- Michele Mari, I convitati di pietra (Einaudi)
- Matteo Nucci, Platone – Una storia d’amore (Feltrinelli)
- Alcide Pierantozzi, Lo sbilico (Einaudi)
- Bianca Pitzorno, La sonnambula (Bompiani)
- Christian Raimo, L’invenzione del colore (La nave di Teseo)
- Elena Rui, Vedove di Camus (L’orma)
- Nadeesha Uyangoda, Acqua sporca (Einaudi)
- Marco Vichi, Occhi di bambina (Guanda).
Mazzucco, presentando la dozzina, ha detto che "L’elemento più rilevante di quest’anno è il ritorno del romanzo. Il ritorno della storia, e delle storie, e la parallela contrazione di narrazioni autobiografiche, memorie familiari e/o di auto-fiction, che avevano invece prevalso nelle recenti edizioni. Si tratta di romanzi che possono essere definiti, con qualche distinguo, storici. Spesso il personaggio dello scrittore, o della scrittrice, agisce come testimone/cronista/investigatore di eventi e fenomeni collettivi. Ma c’è anche lo scrittore in quanto tale, alle prese con un mestiere indefinibile, con le crisi d’ispirazione, il successo o il rifiuto del mercato editoriale, è indubbiamente il protagonista di questa edizione. Rilevante è anche il ritorno del lavoro – tema carsico della letteratura italiana, che riemerge con ciclicità sussultoria. Si ripresenta il racconto del sesso. Che si aggiorna alla contemporaneità. In un anno in cui risorge il gioco letterario, pure combinatorio e gratuito, il sonnambulismo come impostura si propone quale metafora della letteratura”.
La proclamazione dei finalisti si terrà invece il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento.
La finalissima non sarà ospitata come di consueto dal Ninfeo di Villa Giulia, ma si terrà sulla Piazza del Campidoglio, mercoledì 8 luglio, come sempre in diretta televisiva su Rai 3.
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