mercoledì 9 novembre 2016

w…w…w…wednesdays #79




"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  
Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (79^ puntata - mercoledì 09 novembre 2016):

1) cosa stai leggendo?
"domanda di grazia" - Gabriele Romagnoli

2) cosa hai appena finito di leggere?
Miss Julia scende in pista - Ann B. Ross

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 
(da verificare con le reading challenges...)
"la collezionista di libri proibiti" - Cinzia Giorgio
"Lo strano viaggio di un oggetto smarrito" di Salvatore Basile

giovedì 3 novembre 2016

La sarta di Dachau - Mary Chamberlain


Titolo originale: The dressmaker of Dachau - 2015 

Londra, 1939. Ada Vaughan non ha ancora compiuto diciotto anni quando capisce che basta un sogno per disegnare il proprio destino. E il suo è quello di diventare una sarta famosa, aprire una casa di moda, realizzare abiti per le donne più eleganti della sua città. Ha da poco cominciato a lavorare presso una sartoria in Dover Street, e la vita sembra sorriderle. Un viaggio imprevisto a Parigi le fa toccare con mano i confini del suo sogno: stoffe preziose, tagli raffinati, ricami dorati. Ma la guerra allunga la sua ombra senza pietà. Ada è intrappolata in Francia, senza la possibilità di ritornare a casa. Senza soldi, senza un rifugio, Ada non ha colpe, se non quella di trovarsi nel posto sbagliato. Ma i soldati nazisti non si fermano davanti a niente. Viene deportata nel campo di concentramento di Dachau. Lì, dove il freddo si insinua senza scampo fino in fondo alle ossa, circondata da occhi vuoti per la fame e la disperazione, Ada si aggrappa all'unica cosa che le rimane, il suo sogno. L'unica cosa che la tiene in vita. La sua abilità con ago e filo le permette di lavorare per la moglie del comandante del campo. Gli abiti prodotti da Ada nei lunghi anni di prigionia sono sempre più ricercati, nonostante le ristrettezze belliche. La sua fama travalica le mura di Dachau e arriva fino alle più alte gerarchie naziste. Le viene commissionato un abito che dovrà essere il più bello della sua carriera. Un vestito da sera nero, con una rosa rossa. Ma Ada non sa che quello che le sue mani stanno creando non è un abito qualsiasi. Sarà l'abito da sposa di Eva Braun, l'amante del Führer… La sarta di Dachau è un caso editoriale mondiale. Venduto in 26 paesi, ha conquistato il cuore dei librai e dei lettori inglesi. Una storia di orrore e di speranza, di vite spezzate e della capacità di sopravvivere grazie ai propri sogni. La storia di una donna che non si arrende e che continua a lottare anche quando tutto sembra perso. (http://www.garzantilibri.it/)

A volte leggiamo la trama di un libro e ci aspettiamo un certo svolgimento.. poi, nel corso della lettura, ci rendiamo conto che le cose sono abbastanza diverse da quello che pensavamo. Innanzitutto, il titolo è fuorviante. In realtà Ada vede solo il cartello del paese Dachau, perchè nel campo di concentramento non ci entra affatto. Lei viene portata a fare la sarta nella casa del comandante del campo, sa solo che esiste questo "campo" in cui la padrona di casa minaccia più volte di mandarcela. Non dico che abbia sofferto di meno, perchè comunque viveva in una cantina agli ordini di una donna malvagia, ma nel campo non ci passa. 
Dachau è solo una tappa nella vita di questa donna, che subisce soprusi e che cerca di sopravvivere come può, col sogno della sartoria e di ritrovare il figlioletto "abbandonato" appena nato. Emblematico il fatto che l'unica donna da cui riceve un trattamento gentile è proprio Eva Braun, l'unica donna nazista che le farà i complimenti per la sua bravura.
La prima cosa che ho pensato chiudendo il libro, è che Ada è il prototipo della donna che si innamora degli uomini sbagliati (e dei danni che fa questo amore!). All'inizio sicuramente per ingenuità, vista la giovane età; ma dopo la guerra, pur con l'esperienza di non volerci ricadere, riesce a infilarsi in una situazione allucinante che la porterà poi al tragico epilogo. Sì, perchè in un romanzo così ci aspetteremmo un lieto fine, una sorta di riscatto, e invece qui non c'è. Siamo in una società completamente maschilista, in cui le donne non ricevono alcuna giustizia. Anzi, qualcuno le dice che la sua guerra è stata facile perchè l'ha passata a cucire! Le condizioni in cui era trattata erano, insomma, irrilevanti!
Ada è una ragazza con un carattere forte, disposta a tutto pur di inseguire il suo sogno. Tuttavia, è anche molto ingenua e la fiducia cieca che concede ai suoi uomini la porteranno solo alla deriva. Il libro è la storia della sua vita, prima, durante e dopo la guerra, di come ha cercato in ogni modo di sopravvivere, con scelte dettate dalla disperazione della situazione. 
La lettura è molto scorrevole, non è suddivisa in capitoli ma in tre parti. La storia è, nel complesso, molto triste. Nella parte finale c'è anche una rivelazione che mi ha sconvolto perchè non ci avevo pensato e non me l'aspettavo. 
Nel complesso è un bel libro, però ammetto che il titolo mi ha un po' depistato. Forse se non mi fossi aspettata niente dalla trama, me lo sarei goduta maggiormente.
Mio voto: 7 e mezzo / 10.

mercoledì 2 novembre 2016

w…w…w…wednesdays #78




"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  
Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

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Le mie risposte (78^ puntata - mercoledì 02 novembre 2016):

1) cosa stai leggendo?
Miss Julia scende in pista - Ann B. Ross

2) cosa hai appena finito di leggere?
La sarta di Dachau - Chamberlain Mary

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 
"domanda di grazia" - Gabriele Romagnoli
"la collezionista di libri proibiti" - Cinzia Giorgio
"Lo strano viaggio di un oggetto smarrito" di Salvatore Basile


giovedì 27 ottobre 2016

L'invenzione della madre - Marco Peano



Titolo originale: L'invenzione della madre - 2015

Questa è una storia d’amore. Si tratta dell’amore più antico e più forte, forse il più puro che esista in natura: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo, e lui, Mattia – sapendo che non potrà salvarla, eppure ostinandosi contro tutto e tutti – dà il via a un’avventura privatissima e universale: non sprecare nemmeno un istante. Ma in una situazione simile non è facile superare gli ostacoli della quotidianità. La provincia in cui Mattia abita, il lavoro in videoteca che manda avanti senza troppa convinzione, il rapporto con la fidanzata e con il padre: ogni aspetto della sua vita per nulla eccezionale è ridisegnato dal tempo immobile della malattia. Un rifugio sicuro sembrano essere i ricordi: provare a riavvolgere come in un film la memoria di ciò che è stato diventa un esercizio che gli permette di sopportare il presente. Ma è davvero possibile sfuggire a se stessi? In questo viaggio dove tutto è scandalosamente fuori posto, è sempre il rapporto con la madre a far immergere Mattia nella dimensione più segreta e preziosa in cui sente di essere mai stato. Raccontando di questo everyman, grazie al coraggio della grande letteratura, Marco Peano ridà senso all’aspetto più inaccettabile dell’esperienza umana: imparare a dire addio a ciò che amiamo. (http://www.minimumfax.com/)

Sono molto in difficoltà a fare la recensione di questo libro, perchè ho letto una valanga di commenti positivi, mentre a me, se devo essere sincera, non è piaciuto. E' un libro che ho chiuso veramente dicendo "evviva è finito" (anche se forse verso il finale migliora un po'). Il problema non è l'argomento trattato, è proprio lo stile di scrittura. Non è che tutti i libri sul cancro debbano essere pesantissimi o strappalacrime, ma qui sembra di ascoltare qualcuno che ti racconta un film con distacco, dove tutti i personaggi non hanno nome (a parte il figlio, ma anche lui viene spesso chiamato solo "il figlio"). E i nomi potrebbero anche non essere importanti, se non fosse che troppe volte l'autore rimarca il fatto che la madre aveva un nome talmente strano che spesso mettevano una o dove doveva andare una a. Cazzarola, ho passato il libro a chiedermi che nome avesse e "l'arcano" rimane irrisolto.
Non mi è piaciuto lo stile freddo della scrittura, distaccato, non mi è arrivata alcuna emozione provata dal ragazzo. Ammetto di essermi commossa in un paio di punti, ma poche righe e poi è tornato il freddo.
L'autore fa un gran uso di parentesi, troppe, e molte di esse sono quasi troppo "da maestrino"; alcune sarebbero state carine, ma ad un certo punto erano così frequenti che non le sopportavo più. In alcuni momenti ho avuto l'impressione che alcune espressioni utilizzate fossero un po' troppo ricercate ("la barella che trasportava il corpo amato".. l'espressione "corpo amato" fa abbastanza romanzo d'epoca). Ci sono poi un paio di frasi che non mi sono piaciute. La prima, proprio nella prima pagina, quando parla dei barellieri: "volontari - forse segnati da un lutto personale - che regalano il proprio tempo ai bisognosi"... sarà che faccio la barelliera e non certo perchè mi ha spinto un lutto personale per cui ho trovato questo riferimento un po' inutile, fuori luogo. La seconda frase, invece, secondo me è raccapricciante: "perchè la malattia è come una gravidanza: non esiste un caso paragonabile a un altro, non c'è parto - un cancro - uguale a un altro". Credo sia un paragone veramente fuori luogo e orribile. Alcuni commenti lasciano un po' il tempo che trovano, tipo l'accostamento mamma-Mattia-morte. Mah. Oltretutto, secondo quanto so io, ha proprio detto una stupidaggine sul fatto che la lettera più facile da pronunciare sia la m... che sappia io, non è vero. Per non parlare che credo che ad un certo punto il personaggio abbia proprio degli atteggiamenti che rasentano il patologico (spogliarsi nudo e infilarsi nel letto della madre?? cioè, io capisco il bisogno di cercare un'intimità con la mamma morente, ma il perchè dello spogliarsi nudo?? o il voler raccogliere il suo fiato dentro a dei palloncini???)
Ci sono anche momenti teneri, come quando dopo averla sistemata Mattia bacia la madre "restituendole in parte i baci che lei gli ha dato da piccolo". Questa è una immagine molto tenera. E ho trovato molto tenero anche il momento in cui Mattia vede il padre nella depandance ("di là") e capisce che anche lui sta soffrendo, in silenzio, ma sta soffrendo.
Mi dispiace. Sono convinta che Mattia (che in qualche modo dovrebbe rispecchiare l'autore del libro) stia davvero soffrendo, ma delle emozioni che prova non arriva quasi nulla. Ad un certo punto è chiaro che la malattia della madre è anche un po' una scusa per non vivere, per non crescere, lasciando che ciò che gli sta intorno scelga per lui (la morte, la fidanzata, ecc.).
Non so se leggere il libro in un altro momento avrebbe cambiato il mio giudizio. Però l'ho letto ora, e mia madre non è morta di cancro a cinquant'anni, per cui non posso cambiare le cose. Sinceramente non mi è piaciuto. Ripeto, non l'argomento, ma proprio come è stato trattato. Arrivo a sei perchè mi concedo il beneficio del dubbio di non essere nello stato giusto per capirlo.
Mio voto: 6 / 10.

mercoledì 26 ottobre 2016

w…w…w…wednesdays #77




"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  
Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (77^ puntata - mercoledì 26 ottobre 2016):

1) cosa stai leggendo?
La sarta di Dachau - Chamberlain Mary

2) cosa hai appena finito di leggere?
"l'invenzione della madre" (Marco Peano)

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 
"la collezionista di libri proibiti" - Cinzia Giorgio
"Lo strano viaggio di un oggetto smarrito" di Salvatore Basile
"domanda di grazia" - Gabriele Romagnoli
"Miss Julia scende in pista" - Ann B. Ross

mercoledì 19 ottobre 2016

The legend of Sleepy Harlow - Kylie Logan


Titolo originale: The legend of Sleepy Harlow - 2014

ENG In honor of Halloween, the League of Literary Ladies is reading the spooky classic, The Legend of Sleepy Hollow, with its infamous headless horseman. But South Bass Island has its own headless legend—a Prohibition bootlegger named Charlie "Sleepy" Harlow. Decapitated by rival rum runners, Sleepy appears once a year in spectral form to search for his noggin. This October, the Elkhart Ghost Getters (EGG) have returned to the island, claiming they have film footage of Sleepy’s ghost and determined to get more. They’re staying at Bea Cartwright’s B&B, but it’s Kate Wilder who isn’t happy to see them after they trashed her winery last year. When the EGG leader turns up dead, Kate becomes the prime suspect, and the other League members need to scramble to crack the case. Secret passages, hidden treasure, island hauntings . . . the League has plenty of tricks and treats ahead! (http://www.kylielogan.com/) 


Terzo romanzo della "League of Literary Ladies" (perchè le amiche protagoniste dei romanzi si ritrovano a leggere e discutere dei libri). Letto in lingua originale (non credo nemmeno sia tradotto in italiano...). Diciamo che ho trovato molti termini che non conoscevo, e non li ho controllati tutti col vocabolario o non mi passava più. Ma la storia era chiara comunque. Una scrittura scorrevole, piena anche di ironia. Ci ho messo molto a leggerlo ma più che altro perchè ho avuto molto da fare per il gruppo fotografico e quindi di tempo utile ne avevo poco. La lettura in realtà era molto piacevole.

Bea è la titolare del B&B di South Bass Island. Una delle sue amiche, Marianne, le ha chiesto di dare un'ultima lettura al libro che ha intenzione di mandare ad un editore, libro che parla della leggenda di Sleepy Harlow, un presunto contrabbandiere di liquori che è stato decapitato, e il cui fantasma senza testa continua ad aggirarsi sull'isola. Ma Bea si distrae cinque minuti e il gatto di Chandra, Jerry Garcia, fa la pipì sul manoscritto, rovinandolo. Bea decide allora di cercare di riscrivere il manoscritto, visitando i luoghi in cui ha vissuto Harlow pensando che in questo modo può capire di cosa stesse parlando Marianne.
Nel frattempo, al B&B, arriva un gruppo di cercatori di fantasmi, capitanati dalla presuntuosa Noreen. Questi hanno intenzione di tornare negli stessi luoghi in cui l'anno precedente proprio Noreen ha registrato l'apparizione del fantasma.
Un giorno, però, Noreen viene trovata morta e le accuse cadono su Kate, amica di Bea, che con Noreen ha avuto una furente discussione. Ma Bea non ha dubbi sull'innocenza della sua amica, e (anche su richiesta del poliziotto) si mette a cercare indizi. In realtà, tutti i membri dell'EGG hanno motivi per odiare Noreen, ma sarà nella notte di Halloween, al grande party che è stato organizzato, che Bea riuscirà a svelare chi è l'assassino.
Ecco, ovviamente non vi dico chi sia l'assassino, ma del modo in cui Bea ci arriva probabilmente ho perso qualcosa...
Mi sono piaciuti i personaggi della storia, credo che appena riesco proverò a leggere anche i precedenti libri.
Mio voto: 7 e mezzo / 10


League of Literary Ladies Mysteries (ad ottobre 2016): 
1 - Mayhem at the Orient Express
2 - Tale of Two Biddies
3 - The Legend of Sleepy Harlow
4 - And Then There Were Nuns  

A Bob Dylan il premio Nobel per la letteratura 2016

STOCCOLMA - Il Nobel per la Letteratura 2016 è andato a Bob Dylan per aver "creato una nuova espressione poetica nell'ambito della tradizione della grande canzone americana". Lo ha comunicato il Comitato dei Nobel a Stoccolma. L'annuncio è stato accolto dal boato dei presenti in sala. Che l'hanno saputo prima del vincitore. "Bob Dylan non sa ancora di aver vinto il Nobel per la letteratura" ha detto la segretaria dell'Accademia svedese, Sara Danius. Nessuno ha avvertito la leggenda prima dell'annuncio. 

Che Dylan potesse vincere un Nobel era nell'aria da tempo ma in pochi avevano previsto che il comitato potesse decidere di estendere il prestigioso riconoscimento a un genere come la musica 'pop' (nel 2015 il premio è stato assegnato alla bielorussa Svetlana Aleksievich per aver creato polifonie che rappresentano "un monumento alla sofferenza e al coraggio del nostro tempo"). 

Dylan ha conquistato il Nobel a vent'anni esatti dalla sua prima candidatura, è il primo americano dai tempi della scrittrice Toni Morrison nel 1993. 
Fu il professore Gordon Ball, docente di letteratura dell'Università della Virginia, a indicare Dylan all'Accademia Reale Svedese come meritevole del premio nel settembre 1996. A quella prima candidatura se ne aggiunsero poi altre da studiosi americani di importanti università Usa, ottenendo anche l'appoggio del poeta Allen Ginsberg. All'epoca Ball spiegò che Dylan era stato proposto "per l'influenza che le sue canzoni e le sue liriche hanno avuto in tutto il mondo, elevando la musica a forma poetica contemporanea". 

Dai primi anni 2000 il nome di Dylan è stato fatto più volte come possibile candidato, dodici anni fa il suo nome spaccò la giuria dei diciotto membri a vita dell'antica istituzione di Stoccolma. Quello per la letteratura è l'ultimo dei Nobel ad essere annunciato quest'anno. I sei premi saranno consegnati il 10 dicembre, anniversario della morte del fondatore Alfred Nobel, avvenuta nel 1896. (http://www.repubblica.it/) (foto: www.theguardian.com)




Mah... io ammetto di essere rimasta un po' sorpresa e molto perplessa su questo premio. Non tanto per i testi poetici e l'importanza della canzoni, su cui posso anche concordare, ma per il momento in cui viene assegnato. A volte mi sembra che il comitato che decide si diverta a spiazzare i bookmaker (eliminando a priori tutti i super favoriti)... Mah...

w…w…w…wednesdays #76




"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  
Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (76^ puntata - mercoledì 19 ottobre 2016):

1) cosa stai leggendo?
"l'invenzione della madre" (Marco Peano)

2) cosa hai appena finito di leggere?
"the legend of sleepy Harlow" di Kylie Logan (in inglese)

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 
"Avevano spento anche la luna" di Ruta Sepetys